NoTavLiberi8dicNon fu terrorismo, almeno così si è espressa per ben due volte la Cassazione, ai fini cautelari e la Corte d’Assise, in primo grado. Ma l’accusa torna in quell’aula bunker venerdì 11 dicembre, nel processo di appello contro Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, quattro dei sette attivisti coinvolti nelle vicende giudiziarie per l’attacco al cantiere nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013 che portò all’incendio di un compressore. A sostenere nuovamente l’accusa di terrorismo sarà il Procuratore Generale Maddalena, il cui pensionamento era previsto per il 31 dicembre ma è di oggi la notizia che il Consiglio di Stato ha congelato il pensionamento di Guariniello, Maddalena ed altre 84 toghe in conseguenza di un ricorso straordinario presentato al presidente della Repubblica.

A due anni dall’arresto e a quasi un anno dalla sentenza che in primo grado ha visto assolti i quattro compagni dall’accusa di terrorismo si ritorna nel grigiore dell’aula bunker, cornice perfetta per consentire ai media di costruire l’immagine negativa di chi in una notte, con mezzi dei quali tutti disponiamo, ha “bucato” un dispositivo di sicurezza spropositato a difesa di un cantiere, con un’azione di sabotaggio definita dagli stessi imputati ” un granello di sabbia nell’ingranaggio di un progresso il cui unico effetto è l’incessante distruzione del pianeta in cui viviamo”.

Venerdì 11 dalle ore 9:00 di fronte all’aula bunker si terrà un presidio in solidarietà con gli imputati, e sarà un’occasione per salutarli e per mandare insieme un caloroso saluto anche a Lucio, Francesco e Graziano, ancora ai domiciliari. Nel corso dell’udienza verrà deciso se riaprire l’istruttoria, quindi ammettere nuovi testimoni per ridiscutere l’accusa di terrorismo, oppure procedere “normalmente”, sempre ammesso che si riesca a trovare qualcosa di “normale” nell’accusa di terrorismo, soprattutto dopo i recenti fatti di Parigi

Come aveva spiegato l’avv. Novaro nel suo intervento all’assemblea del 12 ottobre a Torino, nell’atto di appello i PM hanno chiesto, tra le altre cose, di rinnovare in processo  l’istruttoria dibattimentale per introdurre dei nuovi elementi di prova, in qualche modo già vagliati dal riesame che nella sentenza della Cassazione depositata la scorsa settimana.
Anche la scelta del procuratore generale Maddalena di rappresentare la pubblica accusa nel processo sembra essere arrivata inaspettatamente, dopo l’estate, quando sembrava che se avessero nuovamente perso in Cassazione avrebbero fatto dietro front sulla qualificazione con finalità di terrorismo per i reati contestati agli imputati. Sarà per effetto della lunga estate calda, ma l’ennesima sconfitta in Cassazione non ha mutato l’atteggiamento della Procura torinese che rilancia con una richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, a dimostrazione dell’insoddisfazione della Procura per la decisione della Corte d’Assise che aveva bloccato l’ingresso nel processo di una serie di elementi di prova che invece erano stati utilizzati nelle indagini. 
Tanto per fare un esempio, la Procura aveva chiesto di sentire alcuni personaggi ed utilizzare una consulenza scritta che arrivava dall’Università Bocconi, per dimostrare che quel sabotaggio del 13 maggio 2013 avrebbe provocato uno straordinario danno al paese, una consulenza che sosteneva che la mancata realizzazione del TAV avrebbe comportato un grave danno al paese ed al sistema trasportistico italiano ed europeo. Una consulenza importante, rifiutata dalla corte d’assise, con un dettaglio curioso a suo tempo evidenziato dai legali: nella consulenza mancava la firma dell’autore.
I legali No TAV avevano quindi cercato di documentarsi per capire da chi era stato redatto ed avevano scoperto che la consulenza era stata redatta dal dipartimento che si occupa di trasporti per l’Università Bocconi, “alla cui testa c’è un signore che fa parte del Consiglio di amministrazione dell’attuale TELT (ex LTF)”, altro che “super partes”…“Sarebbe come citare in un processo sul Jobs Act Matteo Renzi per chiedergli se il Jobs Act è una cosa che funziona o no”, aveva commentato con sarcasmo l’avv. Novaro .

Da quanto aveva spiegato l’avv. Novaro in assemblea, la difesa tenterà, nell’udienza di venerdì, di opporsi all’introduzione di nuove prove, forte del fatto che la vicenda è stata sostanzialmente scandagliata in tutti i suoi aspetti, ma il calendario sembra piuttosto nutrito, ed è sicuramente significativo (in negativo) il fatto che sia stata scelta nuovamente la cornice dell’aula bunker quando fino a pochi giorni prima dell’udienza di apertura si era stabilito di svolgere il processo nelle aule del tribunale. Anche qui l’avv. Novaro aveva rilevato l’ennesima anomalia, evidenziando il fatto che sono stati i Carabinieri a mandare una comunicazione in Corte d’Assise d’Appello “poiché c’erano più possibilità di effettuare controlli del pubblico e per garantire un corretto svolgimento del processo”, suggerivano l’opportunità di trasferire il processo in aula bunker.  Fino a quando le sollecitazioni sono state verbali la Procura ha evitato lo spostamento, ma di fronte alla richiesta scritta ha dovuto trasferire il processo in aula bunker, altro segnale negativo, per quanto marginale rispetto alla questione più ampia del processo.

Questo è quindi il contesto nel quale si apre il secondo grado con l’accusa di terrorismo,  con le solite anomalie che sembrano diventate normalità, ed è ancora più importante continuare ad esserci, per questo seguiremo e racconteremo tutto in diretta (se ci sarà consentito), vi ricordo che sul nostro canale YouTube potete trovare i video con i passaggi più importanti del processo in primo grado, del quale abbiamo realizzato una videosintesi in occasione del processo a Lucio, Francesco e Graziano.

Domani, 10 dicembre,  al Palagiustizia di Torino sono previste tre udienze, una per la Sorveglianza Speciale (misura che è già stata applicata qualche mese fa a Chiara ) qui le dichiarazioni spontanee degli imputati nell’udienza del 21 maggio, una contro sette No TAV per il presidio in solidarietà a Marta (26 luglio 2013), ed una contro undici No Tav per un blitz al Palagiustizia e Italferr in solidarietà con i compagni accusati di terrorismo.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

Vedi anche:

“Mai, anche nei momenti più bui, ho pensato che non ne valesse la pena.” L’intervento telefonico di un imputato all’assemblea no tav di Torino – 12 ottobre 2015

Dal fronte interno: distruzione del Welfare e legislazione antiterrorismo – Radiocane

Furono le torri gemelle e seguì un pacchetto antiterrorismo. Furono gli attentati di Londra e Madrid e seguì un altro pacchetto antiterrorismo (la cui applicazione è stata e ancora sarà tentata nel quadro del processo “compressore”). Dopo l’attacco a Charlie Hebdo, il legislatore non si fece sfuggire l’occasione: e via con un ulteriore aggiustamento, approvato dal Senato lo scorso aprile. In attesa di vedere come declineranno l’ultima e più recente “emergenza terrorismo”, l’avvocato Giuseppe Pelazza legge le più recenti novità in materia collocandole in stretta relazione con il processo di smantellamento dello Stato sociale.