Ore 9:40. Il Presidente, preso atto che mancano alcuni avvocati, si è ritirato. Siamo in attesa di news.

Ore 9:50, dopo l’appello inizia l’arringa dell’avv. D’Alessio, difesa Latino Stefano.

avvdalessio
Si ripromette di evidenziare lo specifico dei fatti nel contesto proprio della Val di Susa e di quei giorni, in cui succedeva qualcosa d’importante, il 27 giugno e il 3 luglio. Il livello di tensione si era alzato perché nei giorni immediatamente precedenti l’area era stata sottoposta ad ordinanza del prefetto. Molti dei fatti avvenuti nel campeggio per il quale era stata chiesta regolare autorizzazione sono già stati evidenziati, e sono incresciosi e violenti.
I reati imputati sono violenza a pubblico ufficiale e lancio oggetti contundenti provocando lesioni e aggravanti varie. Secondo la procura si è trattato di azione preordinata e organizzata.
L’avvocato ricorda che a settembre 2011 due persone sono state arrestate con le stesse imputazioni, il cantiere in fase più avanzata, di lesioni aggravate, e l’intento coercitivo appare chiaro. Sarà poi assolta un’imputata, dimostrando che nessuna prova c’era sul lancio di oggetti e rigettando la tesi del concorso morale. Il pm ha detto quasi nulla su questo punto nel processo in corso oggi. Ma quelle conclusioni non possono ritenersi slegate ad oggi. Anche con l’intervento legislativo successivo al 2011, sono nati strumenti normativi per tutelare l’avanzamento dei lavori, la via più comoda per impedire interdire l’accesso all’area, qualificata come sito strategico, art. 682 che prevede arresto e ammenda alta, la nostra chiave di lettura è ovviamente diversa.
Nello specifico l’avvocato contesta la resistenza e violenza a pubblico ufficiale e le aggravanti speciali con aumenti pena cospicui, a volte triplicati, ECCESSIVI, tipo travisamento (legge Reale), numero di persone in concorso, che va distinto tra materiale e morale, presenza di corpi contundenti, norme introdotte nel 2007. Problematico e annoso è la questione del concorso quando ci sono scontri fisici, lancio di oggetti e via dicendo. Anche nel caso della passeggiata notturna di cui si parlava prima è uscito il principio che non essendoci stata programmazione l’imputata andava assolta e così è stato, e ci si augura succeda anche nel nostro processo. Le condotte vanno provate. Cita sentenze: Cassazione aprile 2004 in questo senso, che il concorso morale va esternato in contributo esteriore che va provato; anche una sentenza settembre 2011 si innesta nello stesso senso.
In casi di tumulti di piazza scontri eccetera le decisioni sono difformi, e importante è per l’affermazione di responsabilità accertare il nesso di causalità tra condotta e lesioni. I giudici vi si devono soffermare e quello che non è chiaro è se gli imputati debbano rispondere di concorso morale oppure materiale. Va individuata una strada comune circa i criteri applicabili per sostenere responsabilità concorsuale. Il pm ha insistito molto che si è trattato di offesa, condotta preordinata ai danni poliziotti, e in alcun modo nella sua memoria ha parlato di reazione legittima ad atto arbitrario. Non va neanche ad analizzare però.

La norma è controversa e anche lacunose , esiste un diritto di resistenza con sue motivazioni e ragioni che vanno comunque valutate e soppesate, sono fatti, non artifizio difesa, senza ambizione verità assoluta, non possono mancare pezzi così grandi nel giudizio: tutto quello che è successo prima nei giorni precedenti è stato un sopruso una totale ingiustizia macroscopica, le stesse parole della giurisprudenza: diventato atto ILLEGITTIMO e ARBITRARIO sentito come tale che genera reazioni. C’è CONSEQUENZIALITA’ e con operazione logica il comportamento illecito diventa espressione DI UN DIRITTO CHE SI VUOLE ESERCITARE, IL DIRITTO A RESISTERE.
I giudici valuteranno se applicare o no questa attenuante d’interpretazione più complessiva. Non è stata certo una vendetta, né odio né astio.

Per quanto riguarda Latino Stefano, in loco nessun riconoscimento è avvenuto. Ci sono solo 2 fotogrammi su di un manifestante a viso coperto, estrapolati da videoripresa. Uno 13:01, l’altro 14:02 segue analisi comparativa tra soggetto ripreso e Latino Stefano che la notte successiva viene fotografato in un autogrill. Secondo l’ispettore Sorrentino, vi è totale corresponsione. Secondo l’avvocato invece non c’è bisogno di artifizi difensivi per ritenere che a questo giudizio manca l’evidenza, manca la certezza. In procedimenti penali non deve esistere il concetto di probabilità. Le coincidenze fanno parte della vita, succede, non è un fatto eccezionale, quindi bisogna rivalutare quanto sia attendibile l’identificazione, al 100%? Certo no. Nessuna univocità, l’avere ingrandito ad esempio uno stemma cucito probabilmente sulla felpa del ragazzo… non si vede un granché… ma la procura ignora la qualità scadente in particolare fotogramma delle 14:02, scena nel fumo dei gas, nebbia fitta che impedisce di percepire alcunché. Identificazione quindi non così certa, gli indizi di abbigliamento cadono perché il casco non viene sequestrato, si parla di occhialini uguali a quelli della stragrande maggioranza dei manifestanti, alle manifestazioni non puoi andare senza occhialini, non è elemento individualizzante.
Nessun accertamento ulteriore è seguito, Sorrentino in tribunale ripete quello che aveva già formulato. Non c’è solo Latino Stefano in questa situazione, ma la maggior parte degli imputati, ed è sintomatico che è probabile che in futuro queste tecniche investigative saranno queste, non in loco ma con successivi riconoscimenti, dallo zaino, kit eccetera. Il pm non ha affidato consulenze tecniche, invece il tecnico difesa sì. Il pm non ne ha riconosciuto professionalità e capacità e attendibilità pur assunta sotto la sua responsabilità.
Il Tribunale del Riesame per smontare tesi difensive non dice “Certamente quello era Latino Stefano”, ma “Se dessimo retta al difensore…”. Poi si parla di coincidenze che non esistono, mentre in realtà esistono, i ragazzi possono anche scambiarsi le scarpe, per esempio, tra di loro.
Il pm dice che Latino era presente quindi è responsabile almeno su scala concorsuale.
La presenza all’interno del gruppo, basata sul fotogramma che si vede meglio, quello delle 13:01, non evidenzia alcuna azione violenta né illecita, così come nella relazioni di servizio il teste principale, dott. Sorrentino, “è presente…non si percepiscono lanci… Allora come mai questo procedimento penale?
Ma successivamente, l’imputato pare ancora presente e Sorrentino dice che “…ha appena lanciato qualcosa”. E’ tutto qua. Unica possibilità incriminazione il concorso morale. Presenza punibile.
Ma il concorso morale richiede qualche fatto, qualche evidenza, che qui non sono emersi.

– “Latino Stefano ha subito già conseguenze per misure cautelari che lo hanno danneggiato non poco. Conclusione: richiesta di assoluzione perché i fatti o non sussistono o non sono stati commessi.
Su attenuanti e trattamento sanzionatorio, la richiesta di pena, 3anni e 6 è assolutamente pena sproporzionata, calcolo non esplicitato in requisitoria, NON E’ DATO SAPERE, non posso entrare in testa PM.. è pena spropositata eccessiva non tiene conto che attenuanti generiche non c’è motivo di non darle…ma io non voglio ripiegare su queste…attenuante prevista raramente applicata x “suggestionabilità folla in tumulto”, quindi dolo di minore intensità, riconosciuta per fatti Diaz di Genova, allego agli atti”. -i dolo di minore intensità, riconosciuta per fatti Diaz di Genova”

 

11:30 Avvocato Sabattini di Alvise Gris

avvSabattini
Quattro questioni che vorrei che fossero affrontate , tutte di fatto ad eccezione della prima perché ritengo e so per alcuni versi, so perché ho ascoltato alcune requisitorie che le questioni di diritto sono state ampiamente affrontate. La prima questione però è di tipo processuale e ve la pongo in questi termini, in termini di cronaca degli eventi … Io so che il.. l’identificazione di Alvise Gris è stata davanti a voi esposta da Sorrentino in termini chiari e diretti, pag. 67 udienza 21/12/2013, sottolineando che il metodo è stato quello dell’invio di alcuni agenti a Bologna, che avevano con sé foto e documenti e successivamente c’è stato un riscontro positivo che sarebbe dovuto giungere al PM attraverso una annotazione di servizio. Il mio controesame, il mio esame… di Sorrentino è stato costruito in questi termini, cioè gli è stato chiesto se lui avesse mai conosciuto Alvise Gris e gli è stato chiesto se tutta la sua conoscenza gli derivasse da quell’annotazione di servizio, cioè se non ci fosse stata quell’annotazione di servizio non ci sarebbe stato il riconoscimento di Alvise Gris. La questione si è evoluta nell’ambito dell’udienza preliminare, io oggi depositerò… al fine di comprovare quello che sto dicendo, avevo depositato note di tipo processuale, cioè avevo chiesto, come la Cassazione chiede in modo costante, il fatto che il soggetto debba essere messo nelle condizioni di verificare chi è l’accusatore, cioè gli atti con valenza accusatoria devono essere messi a disposizione del vaglio, sembra una banalità ma non lo è perché delle volte non succede, nel senso che la relazione della Digos di Bologna non è mai stata messa agli atti… non è arrivata… non è neanche arrivata quando sono stati depositati gli atti integrativi, ricorderete che abbiamo avuto un’interlocuzione anche in quel caso…
Il problema nasce dal fatto che si è operato nel modo peggiore possibile, che i difensori non vorrebbero mai che succedesse, cioè non ha provveduto in nessun modo, ha recepito la memoria, forse l’ha letta, non so dirlo, sicuramente a verbale c’è scritto che l’ho depositata e ha disposto il rinvio a giudizio senza toccare il punto. L’ultima annotazione che sul punto ha interesse è il fatto che la lista testi del PM, coerentemente con il fatto che quell’annotazione non fosse stata messa agli atti, non ha previsto l’audizione dei due agenti di Bologna, che infatti non sono stati sentiti. Il problema è semplice (…) la Procura vi ha lasciati soli su tutto in questo processo… io non mi riesco neanche a misurare su questo punto, la Procura non si è mai fatta carico di questa problematica…
Ma qualsiasi dichiarazione che ha fatto Sorrentino, le mie due domande sono state nette, sono di scienza indiretta. Ora noi sappiamo tutti che c’è un limite di testimonianza da parte del PU rispetto all’operato di altri P.U., si potrebbe ritenere che questo divieto non ci sia ma la giurisprudenza non è applicabile nel caso di specie (…).

Si può ritenere che la testimonianza di Sorrentino non sia così qualificante, ma c’è il discorso dei vestiti sequestrati e quant’altro.. il soggetto ha riferito di alcuni vestiti rintracciati dello stesso colore e dello stesso modello ma dopo 10 minuti abbastanza intensi ci siamo attestati su una posizione comune, cioè che quei vestiti non contentenevano alcun elemento individualizzante … lui a un certo punto dice… di un elemento distintivo nella giacca, che poi uno sguardo delle foto ha chiarito che non era così, quindi senza quella individuazione che io ritengo inutilizzabile e impossibile da porre alla base di un giudizio di responsabilità di Alvise Gris rimane un’attestazione rispetto (..) che è emersa come decisiva. Questa è la prima questione che vi pongo e che travolge l’accertamento dibattimentale perché non c’è altro da questo punto di vista. Ci sono quattro foto e null’altro.
Il 507 non è lo strumento con cui si colmano le mancanze.. e dall’altra parte non è fatto per ovviare a delle violazioni del contraddittorio di questo genere, perché se così fosse… siccome la fase è stata anticipata, ovviamente ha travolto tutta la discussione, non sarebbe in nessun modo ragionevole, se questo fosse davvero un processo accusatorio la faccenda sarebbe chiusa qui…
L’altra questione attiene sempre al fatto e parte dal fatto riguarda l’accusa di cui all’art.336, ora Alvise Gris è stato ripreso mentre lanciava dei sassi in orario variabile intorno a mezzogiorno, sicuramente in una situazione anticipata, rispetto a quello che poi è accaduto, a volto scoperto, non aveva fromboli, e nient’altro, a ridosso di una rete, anche su questo noi discuteremo un attimo e chiederò il video per una brevissima visione perché anche su questo c’è qualcosa da chiarire, ma prima preoccupiamoci del fatto specifico. Ad Alvise è stata contestata un’azione di gruppo, un’uscita dalla boscaglia e un’azione testa a contrastare le forze dell’ordine per costringerli a retrocedere … ma il punto è questo, per dare la prova che Alvise volesse raggiungere il cantiere della TAV bisognava fare un processo diverso, la Procura ci ha provato in ogni modo… a spiegarci che c’erano atteggiamenti militari, etc…..
Se io ho quattro foto di Alvise Gris… che lancia foto in una direzione anche diversa da quella che voi definite allora ci si deve porre il problema della connessione della sua condotta e l’operato dei pubblici ufficiali, posto che quel giorno non c’è stato nessun tentativo di costringere i pubblici ufficiali, quello che è successo.. ha avuto azioni e reazioni da una parte e dall’altra, solo che nella necessità di trovare un atto che potesse essere utile, in una situazione in cui la manifestazione era autorizzata, con ordinanza prefettizia abbastanza vaga, in cui bisognava trovare il 336, la procura ha fatto una scelta..
La connessione tra la condotta di Alvise Gris e l’atto del pubblico ufficiale non c’è, non c’è da nessuna parte, nessuno vi ha spiegato che quel soggetto agendo in quella maniera ha avuto sicuramente un ruolo … perché? Perché non era nelle cose farlo, da lì a un’ora hanno sorpassato le reti armati di idranti e anche di una ruspa, se dovevano difendere il fortino e poi sono usciti con la ruspa dovevano anche spiegare perché si doveva agire in quel modo e sono passaggi che non sono stati spiegati.

D’altra parte Petronzi è stato molto chiaro, dicendo che i soggetti erano tutti a volto scoperto e tutti armati… e Alvise non ha queste caratteristiche. Questo x quanto attiene il capo 11, che riguarda il 336 aggravato.  Ora, prima di vedere il video passo alla terza questione che attiene a un altro dato. Da tempo ormai l’onere probatorio riguarda entrambe le parti, per quanto riguarda noi quindi ci siamo affaticati a spiegare una questione, con l’audizione di un consulente tecnico che si chiama Abbà, da me audito con anche la produzione di  due cartine che attestano l’utilizzazione di un programma noto e del tutto affidabile con cui ha ricostruito le distanze tra la posizione sua e i soggetti…. tenendo conto che stiamo parlando di un orario variabile tra le 12 e le 13:30 e abbiamo la prova positiva che il soggetto si trovasse a 55 metri .. da una rete con agenti dietro e a circa 70 metri da altri poliziotti. Faccio una piccola postilla: non vale, nella memoria del PM, scrivere che era li’, l’abbiamo riconosciuto, qualcuno si è fatto male, punto e basta. Non vale non andare in contraddittorio sul consulente tecnico.. il punto è il controesame, se tu hai una prova che entra nel dibattimento e la parte non si oppone, quella prova è pacifica.. quando la prova entra in quei termini, non contraddetta in alcun modo, è una prova dibattimentale con la quale bisogna fare i conti, 55 metri… e 70 metri, questo è lo stato dei fatti. Vi faremo vedere adesso una situazione…
Quella è la rete di cui stiamo parlando…. avete visto la posizione della polizia, ora lo sguardo della telecamera andrà verso destra… ci sono due agenti della guardia di finanza, lassù in alto…. eccoli là su in alto… Li vedete  alla fine della rete. Alvise Gris era dietro quella rete, dall’altra parte della rete, per come è stato da voi individuato… Ora, il problema nostro  è che quei soggetti rispetto al luogo in cui erano, a quell distanza, distanza sulla quale obiettivamente la procura della repubblica avrebbe dovuto fare più di un ragionamento, perché su questo punto credo di aver dato una prova positiva con il consulente Abbà, che le lesioni contestate al capo 12, non si sia mai data neanche la prova minima che quelle lesioni fossero possibile. Il tema non è quello del concorso nelle lesioni… è un tema che si sarebbe dovuto porre nell’ambito delle indagini preliminari, si sarebbe dovuto porre il problema prima di questo processo e non scaricare su di voi la decisione se fare una sentenza che non tenga luogo dello stato dei luoghi… o debba farsi carico del lavoro enorme della posizione dei soggetti e della distanza, ma anche questo è un problema del processo ma è un problema che non si può porre ai danni della difesa… non ha a che fare con me questa decisione, io sono qua perché loro ci hanno chiamato a rispondere di un numero spaventoso di lesioni senza preoccuparsi minimamente di dimostrarle… ritenendo in 4 guerre che Alvise Gris … si sia associato con una serie di persone di cui non sappiamo nulla… in un “atto di guerra”… questo è quello che la procura vi ha detto, noi abbiamo dato la prova di una distanza siderale tra coloro che si sono fatti male e la posizione da cui si trovavano Alvise e altri….  L’ultima questione attiene ovviamente alle richieste risarcitorie, alle parti civili, alle persone offese, alle questioni molto gravose in questo processo perché i numeri sono quelli che sono, anch’essi esiziali per la vita di una persona. La Procura della repubblica fa un ragionamento molto a spanne, io ho lavorato sulle obiezioni delle persone offese, e ho estratto coloro che, in orario compatibile con quello in cui è stato identificato Alvise Gris si sono detti colpiti. Stiamo parlando di una decina di persone, hanno tutte situazioni singolarmente diverse, per esempio la procura ci addossa .. tra quelli che sono indicati in quell’orario, la posizione di Atzeni Davide, non costituito parte civile, ma lui dice che è arrivato alle 12 ed è stato colpito dopo un paio d’ore, Imperato non ricorda i dettagli.. Longhi entra in servizio alle 12 e non ricorda l’ora in cui è stato colpito, Garofalo tra le 12 e 12:30 però dice che è stato colpito da un oggetto metallico… questo problema, oggetto metallico e io ho una contestazione per lancio dei sassi, non può essere risolto…  Qui c’è un problema a monte, nel senso che anche volendo affrontarlo bisogna che un minimo di istruttoria dibattimentale la fai, perché sennò è inutile che spieghi tutte le volte…. (….) Lo stesso vale per Marione Pasquale che non ha saputo spiegare nulla e ha già ricevuto un risarcimento, Massari Andrea dice che è stato colpito da lanci alle 11:30, un altro tra le 12:00 e le 13:00 e anche lui ha ricevuto risarcimento. (cita altri nomi non costituiti parte civile).
Questo ragionamento conclude quello che volevo dire, vado a concludere questa mia breve discussione depositandovi innanzitutto il verbale dell’udienza preliminare dove presentai la famosa memoria, questo piccolo schema con le parti civili è molto semplice, serve per prendere atto della genuinità delle affermazioni che ho fatto. Concludo chiedendo per il capo 11 il fatto non sussiste, 530 primo comma, per il capo 12, 530 secondo comma, con un invece 530 primo comma in relazione a tutte le posizioni diverse da quelle indicate nello schema sulle quali ovviamente penso che in un processo diverso da questo, dove la carne fosse stata tagliata più fine, si potrebbe discutere  addirittura della temerarietà di un’azione…. ma preoccupiamoci delle cose che contano, sul secondo comma su queste posizioni, 530 secondo comma in subordine per il capo 11 in relazione alla diversità del capo d’imputazione rispetto alla condotta accertata da Gris. C’è da valutare la ricaduta della questione relativa all’inutilizzabilità della relazione rispetto a una formula assolutoria… perché non è certa l’identificazione del soggetto.

 

Avvocato Tartarini per Gabriele Filippi

AvvTartarini
(…)
FIlippi torna sulla scena nel momento in cui il carabiniere viene riconsegnato, si esibisce in     quello sbotto che tutti ormai conosciamo e lo fa togliendosi gli occhialini rendendo pieno il suo riconoscimento, ad ulteriore riprova della sua ridottissima capacità criminale ma anche al fatto che era in una situazione di grossa emotività …
(…)
Per quanto riguarda il reato di resistenza a pubblico ufficiale abbiamo un’altra problematica, ed è la sussistenza… non soltanto non c’è il concorso… non è stato provato nessuno degli elementi che costituiscono il reato… (…) L’esimente in questione è stata inserita nel nostro ordinamento a garanzia di un diritto tra i più importanti da tutelare, ovvero il diritto a dissentire dalle scelte che vengono portate avanti anche dalle compagini governative e anche con modalità… anche vivaci. Eh… quello che non è consentito invece nel nostro ordinamento è che si risponda a queste forme di dissenso in una maniera che è arbitraria o illegittima, così come per i singoli tanto più per le situazioni collettive. Quindi vediamo cosa accade nel 3 luglio, è stato ribadito in diverse udienze e anche dalla pubblica accusa in maniera volatile e senza nessun aggancio con  fatti materiali che i manifestanti sarebbero arrivati alle reti ed avrebbero posto in atto atti di danneggiamento e violenza, in realtà non sappiamo perché qualunque cosa avessero voluto fare non gli è stata concessa. Perché l’ordinanza del questore, che è arrivata in una forma bizzarra, omissis sui nomi dei funzionari, astrattamente doverosi per la sicurezza ,ma anche con cancellature bizzarre che non si capisce che significato abbiano in un significato penale perché non contengono nomi e cognomi… comunque quest’ordinanza, era scritto in maniera molto evidente, che le forze dell’ordine avrebbero dovuto evitare il contatto con i manifestanti e per questo stare all’interno dell’area recintata del cantiere, peraltro chi si occupa di ordine pubblico ma anche chi adotta del buon senso sa che nel momento in cui la forza viene schierata all’interno delle recinzioni le possibilità che la situazione si esasperi è ridottissima… che è esattamente quello che a detta della questura era quello che doveva accadere nella giornata del 3 luglio, oltre ad una serie di disposizioni su come si lanciano i lacrimogeni … ma questo non accade perché nel momento in cui arrivano i primi manifestanti, intorno alle ore 11 e qualcosa, 12, le forze di polizia sono al di fuori delle reti del cantiere, quindi in qualche modo sono loro stesse che vanno incontro ai manifestanti ed iniziano un lancio di lacrimogeni diffusissimo all’interno del bosco, lancio che avviene con le modalità che abbiamo visto e di questo c’è la prova, con modalità che non sono quelle prescritte, molto spesso vengono lanciati ad altezza uomo e comportano il ferimento di diversi manifestanti, sul punto ricordo la testimonianza di G.Caccia su quel manifestante che viene attinto da un candelotto al petto e subisce lesioni molto, molto serie.

C’è poi la sussistenza palese di elementi di malanimo, di aggressività, tentativi di sopraffazione da parte del pubblico ufficiale che si trova ad operare…. e questi elementi hanno caratterizzato l’azione se non di tutti di gran parte delle forze dell’ordine, abbiamo i filmati, abbiamo ascoltato l’audio con frasi come “ammazzateli tutti”.. o agenti che si chiedono quale sia il punto del corpo più efficace per attingere i manifestanti… Abbiamo visto anche gli arresti e queste sono scene che, se Filippi non vi ha assistito, di certo gli possono essere state raccontate…. abbiamo visto degli arresti e devo dire sarebbe quasi da sorridere se non fosse così grave l’atteggiamento tenuto da alcuni dei testi che di fronte alle immagini raccapriccianti su cosa non si dovrebbe fare su una persona inerme e a disposizione delle forze di pubblica sicurezza… anzi arrivare alla giustificazione di dire che il manifestante trascinato veniva sottratto ai lanci dei suoi sodali, quindi sarebbe stata una sorta di protezione, vanificata dalle manganellate e i calci che successivamente ha ricevuto il manifestante. Le forze dell’ordine hanno vissuto quella giornata come una sorta di guerra tra bande….
Tutto questo è anche importante per il tipo di reazione che ha scatenato anche nell’imputato Filippi che in sede d’interrogatorio dice chiaramente di aver reagito con sdegno e con rabbia, effettuando due lanci di sassi… la distanza era tale per cui i suoi lanci non hanno attinto nessuno, come verificato successivamente dalle indagini.
Gabriele Filippi deve essere assolto dal reato di lesioni… nella delegata ipotesi che venga invece ritenuta una sua responsabilità anche per il reato di lesioni e che vengano considerate risarcibili quelle parti civili… e per quanto riguarda il reato di resistenza lo stesso debba essere assolto, x 393 bis. In via subordinata chiede che vengano applicate attenuanti generiche e attenuanti di cui 62 n.2 e n.3

 

Giudice: ultima udienza il 20 e il 27 eventuali repliche e dispositivo di sentenza.

Simonetta Zandiri  Maria Eleonora Forno – TGMaddalena.it

 

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