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Processo San Michele – Udienza 13 aprile 2016

 

E’ Lorenzo La Rosa il primo teste della giornata, per la vicenda Set Up Live che, proprio per il coinvolgimento in questa inchiesta, nonostante il 25 giugno del 2014 avessero ottenuto il “rating di legalità” inventato dal fu governo Monti come una sorta di bollino antimafia, nell’agosto 2015 ha ricevuto un’interdittiva antimafia per l’appalto a EXPO del “Padiglione Zero”. Set Up Live è una delle aziende italiane leader nel settore dell’intrattenimento, i suoi clienti spaziano dal Comune di Torino alla Regione, passando per la Juventus e il Comitato Italia 150. Organizzano eventi e concerti per artisti come Subsonica, Jovanotti, Ligabue, U2. Il patron, Giulio Muttoni, sembra essere bene inserito: ex dirigente dell’ARCI, in buoni rapporti con il noto senatore Stefano Esposito e con l’ex assessore comunale allo Sport Elda Tessore. “Tessore che ha fatto parte della Fondazione XX marzo 2006, fondazione di Regione, Provincia e Coni che insieme a Get Live (società composta dalla Set Up Live di Muttoni con il colosso dei concerti live Live Nation) gestisce le aree post Olimpiadi con la società Parcolimpico. Parcolimpico che a sua volta ha sede nello stesso palazzo degli uffici della CrewE20, società di La Rosa che si occupa a sua volta di organizzazione di eventi e manifestazioni.” [ Fonte Linkiesta]

Biglietti omaggio ed altre storie. Per il quieto vivere.

 

PM: era da solo?
teste: solo, solo, solo.
PM: e qui è avvenuto il discorso di cui parlavamo prima dove lui le disse
teste: se poteva dare dei biglietti e quant’altro
PM: dove le ricordò episodio del 2007
teste: in realtà gliel’ho ricordato io, gli dissi “se non dò i biglietti cosa succede?” sfondate le porte, come nel 2007… l’ha presa un po’ a ridere, ha sdrammatizzato, ridendo, “ma no, no, è passato tempo”, “scusa per quello che t’ho detto” ….
PM: ecco quindi lei glielo chiese facendo al riferimento al fatto che non succedesse come nel 2007, lei aveva questa preoccupazione
teste: sinceramente non avevo preoccupazione
PM: lei sentito a S.I.T. (Sommarie Informazioni) disse “preciso che chiesi se laddove non avessi consegnato i biglietti i rapporti tra noi sarebbero rimasti amichevoli”
teste: confermo
Avv: c’è opposizione..
teste: quello che c’è scritto a S.I.T. (Sommarie Informazioni) io lo confermo
PM: <<io dissi che avrei accondisceso alla richiesta per il quieto vivere e per evitare problemi durante gli eventi>>, perché deve fare questa riflessione, per <<QUIETO VIVERE>>
Presidente: lei conferma?
teste: confermo

All’incontro c’era anche GRECO Luigino che, secondo il teste, “era là perché siamo amici ed era là vicino a me”. Non ne è convinto il PM, che ricorda al teste di aver detto in precedenza di aver “interpretato la presenza di Greco Luigino come una tutela“.
PM: le chiedo di spiegare il termine tutela riferito a Greco Luigino
teste: quando sono stato interrogato io ero di qua dal computer dicevo determinate cose e poi venivano scritte cose, per me tutela era che era là con me, come poteva essere un amico, io la parola tutela non l’ho detta, ho detto che era là con me e che era dalla mia parte
PM: nel caso…?
teste: nel caso se bisticciamo in macchina viene e prende le mie parti questo intendo io
PM: ma lei dice “tutela”
Avv: (alzando la voce) non ha detto TUTELA non ha usato quella parola!

La Presidente invita ad abbassare i toni. E specifica, per il verbale, che “il termine tutela non è stato usato dal teste ma è stato verbalizzato TUTELA il suo pensiero, che era quello di dire è presente”.
Il PM chiede poi precisazioni circa un certo “TONINO” nominato in una conversazione del 15 marzo 2011,

PM: 1842 del 15 marzo 2011, prima di procedere all’ascolto torno alla 1880, perché Gino dice <<io i biglietti omaggio li ho sempre regalati, regalarli a Tonino, regalarli a te, adesso non c’è Tonino vieni tu non c’è problema>>, chi è Tonino?
teste: Antonio Masotina, era un dipendente Set Up
PM: ha un soprannome?
teste: formaggino
PM: e perché non c’è Tonino?
teste: era detenuto in quel periodo
PM: sa per che reato?
teste: ha più reati, non ricordo in quel periodo che reato è
PM: che mansioni svolgeva?
teste: c’è stato un periodo che era in cucina, altre volte faceva il custode, in quel periodo non ricordo

(…)

PM: ma le risulta che Masotina Antonio detto formaggino avesse dei rapporti con Lo Surdo?
teste: so che si conoscevano, già nel 2007 si conoscevano
PM: questo non lo sapevamo cosa si sono detti?
teste: (..) si sono parlati ….
PM: era presente quando fece la richiesta “dammi i biglietti omaggio o ti sfondo le porte”?
teste: no, in quel momento là no

Vengono fatte ascoltare altre telefonate tra LA ROSA e GRECO LUIGINO, parlavano di Antonello DONATO, ma le risposte del teste sono un “non lo so, assolutamente no” e via di seguito. LO SURDO Giacomo aveva in gestione un bar, (il bar degli Ardì ,  o Arditi.. tifoseria juventina, dalle parti di Piazza Statuto), viene menzionato anche ERCOLINO LO SURDO, fratello di Giacomo “che aveva i vecchi quadri di Totò“, espressione del quale il teste non chiarisce il significato…

Qualche giorno dopo quel primo incontro Luigino chiama nuovamente La Rosa per organizzare un altro appuntamento, questa volta per conoscere Adolfo Crea. E’ La Rosa a scegliere come luogo dell’appuntamento l’esterno del suo ufficio presso il Pala Alpitour, “alla luce del sole”, non all’interno dell’ufficio.

PM: quindi vi siete incontrati nel suo ufficio?
teste: no,
PM: perché ?
teste: perché se per ipotesi uno è seguito…. volevo che ci incontrassimo alla luce del sole
PM: seguito chi?
teste: Giacomo
PM: seguito da chi?
teste: polizia, carabinieri… fuori se viene seguito si può vedere, sentire e quant’altro, nell’ufficio potremmo metterci d’accordo e fare altre cose… fuori se qualcuno lo segue si vede se gli dò qualcosa o se prendiamo degli accordi, nell’ufficio mi sembra di no, è stato il mio pensiero

“Brutti, ma brutti”, riferito alle forze dell’ordine in borghese. “Sono RUSTICI!”

Viene poi fatta ascoltare un’intercettazione telefonica del 30 marzo, sempre una conversazione tra La Rosa e Luigino Greco. La Rosa dice a Luigino: <<se non fa il bravo, vengo anch’io con due amici miei! E ci faccio venire i capelli dritti, ci faccio venire! vuole giocare a guardia e ladri? se vuole giocare a guardia e ladri aspetta che giochiamo a guardia e ladri! 1,2,3 libera tutti ci dico! Se non fa il bravo, dio fa… guarda che… va be domani lasciamo perdere… se non fa il bravo, quando ci andiamo là ci faccio girare là 4 o 5 macchine di quelle brutte proprio… sai ma brutte>>…<<tutte intorno, se ce lo dicono subito me lo fanno… ci dico vedi che domani … uno è appena andato via adesso… eravamo qua a bere a ridere e scherzare e cose... tutto a posto? perchè mi ha visto cambiare faccia… tutto a posto ci ho detto… guarda che noi siamo qua mi ha detto!>>…<<io non ci spendo nessuna parola! Io ce li faccio vedere! e questi li conoscono… non ti preoccupare che come li vedono in faccia… dice minchia… questi sono più brutti di noi! Comunque… domani se  vuoi ce li faccio girare intorno, eh! Senza fare niente e cose ma… subito ce li faccio girare intorno!>>…<<brutti… ma brutti, eh!>>

PM: ha capito chi sono gli interlocutori?
teste: io e Gino
PM: e Gino le dice “vuole venirci a parlare pure quell’amico dell’altra volta”, a chi si riferisce?
teste: ADOLFO CREA
PM: come mai non lo menzionate mai nelle conversazioni?
teste: io l’ho conosciuto quel giorno lì in via filadelfia
PM: e come fa a capire che è quell’amico dell’altra volta?
teste: perché mi aveva detto che doveva essere quello dell’altra volta
PM: poi lei dice vengo anch’io con i miei amici.. gli faccio venire i capelli dritti.. gli faccio girare 4 o 5 macchine di quelle brutte.. no? A cosa si riferisce?
teste: guardie e ladri… brutte per loro, se io delinquo forze dell’ordine…
(…)

PM: lei dice che il poliziotto ha detto “guarda noi siamo qua” non è che i poliziotti intervengono quando uno si innervosisce.. capito cosa voglio dire? Lei riceve la telefonata di Greco e cambia faccia, tanto che il poliziotto le chiede è successo qualcosa? noi siamo qui
teste: cambio faccia perché ho ricevuto la telefonata da Gino che mi volevano rincontrare e m’ha dato fastidio
PM: lei non ha avuto paura’
teste: no
PM: assolutamente no?
teste: no
PM: lei dice “questi sono più brutti di noi”, “comunque domani se puoi ce li faccio girare intorno” poi lei dice “brutti, ma brutti eh…?” Lei è sicuro che si sta riferendo alle forze dell’ordine ?
teste: assolutamente al tremila per mille.. sto parlando delle forze dell’ordine in borghese
PM: ma sono brutti?
teste: in borghese sono RUSTICI, per loro sono veramente brutti
PM: quindi avrebbero dovuto rendersi conto… ?
teste: e beh
PM: e poi prosegue dicendo “ci faccio provare proprio il vertice”
teste: esatto
PM: e chi è questo vertice?
teste: è un modo di dire, il massimo che io posso trovare, visto che io collaboro con polizia, finanza per gli spettacoli ho buoni rapporti.. non perché sono io ma perché sono un cittadino normalissimo
PM: pensava a qualcuno in particolare?
teste: no in particolare no… nell’evenienza
PM: poi ha parlato con il vertice, con altre persone BRUTTE che le potevano dare una mano?
teste: no perché non ho avuto sentore di qualcosa di grave

Si arriva al dunque, all’incontro con ADOLFO CREA.

PM: ci racconta cosa si svolse?
teste: è arrivato prima Gino, ha detto che dovevamo parlare, abbiamo commentato nuovamente poi si è sentito al telefono non so così e sono arrivati loro, sono scesi da una macchina che era un pochino più indietro, si è presentato questo Adolfo Crea e mi ha salutato, Adolfo Crea mi ha detto nuovamente se poteva avere biglietti e gli ho ripetuto le stesse cose.. là dove era possibile qualche biglietto l’avrei dato, dove non era possibile non l’avrei dato
PM: un incontro tranquillo?
teste: si, assolutamente, mi ha detto “ho sentito parlare”…  non ci siamo mai visti perché <<io sono una persona scomoda>>
PM: quindi la persona scomoda chi è ?
teste: Adolfo CREA
PM: le relazioni con Crea e Lo Surdo come si sarebbero svolte?
teste: che io quando avevo qualche biglietto lo davo a GINO, loro non li ho mai più rivisti, mai dato il mio numero di telefono mai avuto il loro … (…)
PM: il 3 luglio 2014 su questa circostanza lei disse “loro mi chiesero il mio numero di telefono che io non diedi assolutamente rimandando a Greco Luigino …”
teste: l’ho detto ai ROS?
PM: si
teste: lo confermo.
PM: quando Adolfo le disse “io sono una persona scomoda non dirlo a nessuno” lei rispose “io sempre per quieto vivere dissi che non solo non ci eravamo mai visti ma non gli avevo mai consegnato nulla” mi interessa comprendere il quieto vivere
teste: ripeto , non sono riportate esattamente le parole, il concetto è quello, detto questo confermo
PM: per quieto vivere?
teste: confermo quello che c’è scritto, c’è scritto quieto vivere confermo quieto vivere.
(…)
PM: in quest’occasione le chiesero di nuovo la porta … l’accesso alla porta ?
teste: quel giorno là ho parlato con Adolfo Crea, Giacomo Surdo non ha parlato, ci siamo detti le stesse cose
PM: e la porta fu la richiesta principale?
teste: inizialmente la porta
PM: e poi?
teste: e poi i biglietti, non avendo potuto dare la porta altrimenti finivo di lavorare io… non era corretta, dissi se vuoi qualche biglietti quando ne ho volentieri, quando non ne ho mi spiace
PM: lei nelle S.I.T. (Sommarie Informazioni) del 3 luglio disse “Crea Adolfo, appreso che la quantità di biglietti era contenuta mi chiese l’accesso alla porta, ossia un varco di accesso alla struttura dove si tiene l’evento”
teste: confermo quello che c’è scritto là.

Viene fatta sentire una conversazione tra Luigino Greco e La Rosa, il giorno successivo all’incontro, alle 7:32 del mattino.

PM: in questa conversazione ci sono frasi un po’ particolari perché Gino le dice <<pensavi che non esistevano più ste tarantelle>> e Gino le disse <<gli volevo dire dove siete stati negli ultimi trent’anni? Li hanno presi e li hanno congelati per trent’anni e ora li hanno tirati fuori >>  a chi si riferisce?
teste: a chi avevamo incontrato
PM: e perché fa questo riferimento “ma dove siete stati congelati negli ultimi trent’anni”?
teste: probabilmente una battuta, uno sfottò
PM: in che senso? A chi si sta riferendo?
teste: a un incontro del giorno prima, non so, non mi ricordo
PM: a quale incontro?
teste: non lo so a distanza di tempo non glielo so dire
PM: senta La Rosa per cortesia, conversazione alle 7:32 del mattino… parlate dei biglietti, delle tarantelle e di questi che sembrano usciti dal congelatore a chi vi state riferendo?
teste: probabilmente all’incontro del giorno prima
PM: probabilmente?
teste: non ricordo … adesso risentendo piano piano sto ricostruendo
PM: quindi probabilmente… lei dice <<meno male, va, meno male che sono congelati, ibernati, altrimenti a quest’ora erano al posto nostro>>
teste: eh…
PM: ce lo deve spiegare lei perché è lei che parla
teste: è una eh… una battuta, le faccio un esempio… alle volte in ufficio qualche mio collaboratore si arrabbia e dice non capisci niente, si arrabbia e dice meno male sennò ero al posto tuo, sono battute…
PM: lei però non parla di un dipendente bravo sul lavoro ma di persone che le hanno chiesto biglietti omaggio con una serie di pressioni, di persone che sa che non si possono spostare e le chiedono di vedersi lì .. e dice <<meno male che sono così antichi, congelati>>, perché <<altrimenti sarebbero al posto nostro>>, non sta parlando di persone normali…
teste: io non capisco la domanda
Presidente: la domanda è assolutamente comprensibile, lei fa un’esternazione in cui dice “meno male che sono congelati altrimenti starebbero al posto nostro”, chiede il PM
teste: è una battuta
Presidente: una battuta che significa che cosa?
teste: non le so rispondere
Presidente: quale sarebbe il posto vostro?
teste: se io ritengo di avere una posizione sociale buona penso che se qualcuno era bravo come me sarebbe al posto mio
Presidente: il pubblico ministero le aveva già fatto notare che lei stava parlando di persone, una delle quali aveva appreso che non poteva muoversi liberamente sul territorio torinese.. (…) è un po’ strana questa affermazione in relazione al contesto in cui lei.. e alle persone…
teste: però sentendo anche la telefonata è tutta da ridere, dire cavolate alle 7 del mattino, non  è che mi metto con la bilancia a pesare tutto quello che dico e come lo dico, io non dò peso a quelle telefonate, sono sparate così, battute e risposte… non riesco a dare una spiegazione oltre a quella che ho dato
PM: lei fa riferimento a trent’anni fa, ci spiega cosa c’era trent’anni fa che oggi non c’è più?
teste: non glielo so spiegare per me sono stronzate che ho detto in quel momento là

(….)

PM: io voglio capire perché li definisce soggetti che sono stati congelati per trent’anni, rispetto a che cosa? La domanda è: lei in quel contesto si riferiva scherzosamente, con battute, stavate scherzando sul fatto che questi sembrassero DEI MAFIOSI DI TRENT’ANNI FA?
teste: può darsi
PM: che avessero voluto dare quell’immagine?
teste: può darsi…
PM: mamma mia, mezz’ora!
(…)
PM: la conclusione è anche importante… la conclusione però è che lei dice <<MENO MALE, SENNO’ SAREBBERO AL POSTO NOSTRO>>
teste: praticamente io sarei il capo mafia? non riesco a capire.. (ride)

In un’altra conversazione, sempre tra Luigino Greco e La Rosa, tornano discorsi simili “dove stan congelati questi”… “erano nelle caverne”…”è venuto il vertice” “robe da film”….”te la volevo registrare la scenetta, due prima, loro due in mezzo, e due dietro”.

PM: vuole spiegare prima quello che diceva prima al dott. Smeriglio quando ha fatto riferimento alla mafiosità di altri tempi?
teste: quella telefonata era tutta un ridere alle 7 del mattino, quello che è stato detto non me lo ricordo, lo sento, confermo ero io ma non le so dire la parola se aveva un significato specifico, per me era una telefonata di sfottò (…)
PM: nell’ultima parte di questa conversazione… lei ha partecipato all’incontro, Luigino dice “ma si che glielo dico, ma ti dico guarda sai cos’è ? loro vogliono dire come quando che noi siamo qua, hai capito? Noi ci siamo, noi comandiamo questo per loro, hai capito? E poi … sono contenti come ai bambini quando gli dai la caramella,” Gino a Rosario, “noi comandiamo”, ha capito?
Presidente: la domanda è se il teste ha capito dopo avere sentito questa conversazione il significato della frase “noi siamo qua, noi comandiamo”?
PM: esatto, il problema è questo, lei ha parlato… a che cosa serviva la consegna dei biglietti per i carcerati lei dice NO, aveva un altra funzione la consegna di questi biglietti ?perché Greco Luigino ne parla con Rosario …
teste: non so se usavano i biglietti per parenti amici o se li vendevano
PM: lei non mi sa dire cosa vuol dire “noi comandiamo”
teste: non lo so
PM: lei mi pare abbia detto che Gino esagera
teste: a me sembra esagerato, sei persone…
PM: quindi la presenza di queste 4 persone, la conoscenza dei trascorsi di CREA ADOLFO che nemmeno li nasconde
teste: da parte mia? Io non sapevo neanche chi era
PM: quindi la situazione per lei era normale?
teste: al momento era normale.. normale…

Dunque se aveva i biglietti Lo Surdo li dava tramite Luigino Greco.Ma senza impegno. E per il quieto vivere. E’ così per tutti gli eventi, fino al momento degli arresti.

PM: tornando all’incontro con Lo Surdo e Crea , Lo Surdo le disse qualcosa in ordine a quale destinazione… come si comportavano loro diversamente dagli altri con i biglietti che voi gli avreste dato?
teste: l’unica cosa che mi ha detto è <<ma tu dai biglietti ad altre persone?>> gli ho detto si, ha detto <<no, dalli a noi non darli a loro che noi pensiamo a tutti>> si riferivano a gruppi di ultrà, ci sono gli arditi, i drughi, ci sono 4 o 5 gruppi, dicevano <<dalli a noi perché noi pensiamo anche agli altri >>
PM: in questo senso ha detto <<dalli tutti a noi>>?
Presidente: siamo a quale incontro, il primo o il secondo?
teste: mi sembra nel secondo
PM: quindi quello in cui partecipò anche Crea
teste: esatto
PM: venne detto espressamente  che pensavano anche a tutti ?
teste: si ha detto dalli a noi che pensiamo anche agli altri.. perché io i biglietti li ho sempre dati
PM: ma le specificò anche i gruppi di tifoserie?
teste: non ricordo
PM: non ricorda, perché in sede di S.I.T. (Sommarie Informazioni) il 3 luglio questo discorso della tifoseria lei non lo fa, lei disse <<mi disse che non avrei dovuto dare i biglietti ad altri perché questi pensavano solo a sé stessi mentre loro, al contrario, pensavano un po’ a tutti>> non viene specificato il tema delle tifoserie
teste: confermo quello che c’era scritto
PM: precisando che in questi gruppi c’erano le tifoserie
teste: mi sembra di averlo detto anche là
PM: Luigino che atteggiamento tenne?
teste: ascoltava
PM: le disse che per quieto vivere era meglio assecondare, dopo o durante l’incontro?
teste: durante l’incontro non ha parlato, ha detto cosa fai glieli dai? ma si, qualche biglietto
PM: per quieto vivere… ?
teste: le parole esatte non…
PM: le disse che entrambi avevate famiglia e che era meglio cercare di non porsi in contrapposizione?
teste: questi particolari qua sinceramente non …

Della vicenda della richiesta di biglietti vine messo a conoscenza il socio, GIULIO MUTTONI, presidente della società. Viene a saperlo anche Gregorio Sisca, stando ad una telefonata intercettata il 17 maggio.
PM: nella conversazione 7597 del 17 maggio lei parla con Gino… e Gino le parla di un certo GREGORIO … si parla di RODOLFO VALENTINO e questo GREGORIO avrebbe detto a un’altra persona che tu lo stai favorendo con i biglietti, le risulta? Lei  è in grado di capire chi è Gregorio?
teste: dev’essere un amico di GINO, una persona con cui non ho avuto nulla a che fare… (…)
(…)
PM: Luigino le racconta di Gregorio… che sapeva dei biglietti omaggio, le risulta?
teste: non sicuramente da me io Gregorio non l’ho neanche mai incontrato
PM: ma lei è in grado di dirci chi è Gregorio?
teste: dev’essere un amico di GINO, io l’ho incontrato tantissimi anni fa al BIG perché lavoravo li ma non l’ho mai più visto neanche per strada
PM: lei ricorda se il cognome di Gregorio possa essere SISCA?
teste: non me lo ricordo ma può essere SISCA
PM: nella conversazione 7421 del 16 maggio 2011 Greco Luigino le dice <<gli devi mandare qualcosa a quei fetusi, a quei malandrini di cartone>>, la mia domanda è questa, perché questo dovere?
teste: ma è una domanda che fa Gino?
Avv: la sintesi… dice Greco chiede… gli devi mandare qualcosa? Quindi sembrerebbe una domanda
teste: se era una domanda ci può stare
Avv: peraltro non è trascritta integralmente, c’è una sintesi
Su richiesta degli avv della difesa la telefonata viene fatta sentire integralmente:  “e poi ero là al comitato di Fassino”… “ma non eravamo dall’altra parte?”… “chi vuole capire capisce…” “Mi ha chiamato la presidente del comitato, se ci vogliamo incontrare, e ci mancherebbe….” “Al nostro futuro sindaco che noi” “il nostro contributo….” “lui è passato, mi ha stretto la mano… “ “nostro sindaco, futuro sindaco… e dentro 4 pacchi di grissini”…. “no non l’ho regalato me l’hanno portato a me i ragazzi”… “ti volevo dire compà, dato che domani sera… ci devi mandare qualcosa tu…. ]
PM: “gli devi mandare qualcosa  a quei fetusi, quei malandrini”, visto prima la conversazione tutta gioiosa, di Fassino, poi arriva li’ “gli devi mandare”..
teste: a me sembra una domanda

(…)

PM: senta lei ha ricevuto delle richieste di biglietti omaggio dopo l’esecuzione della misura Minotauro da parte di questi soggetti o persone a loro vicine?
teste: che periodo sta parlando?
PM: Minotauro 8 giugno 2011, le sto chiedendo se anche dopo l’8 giugno 2011 lei ha ricevuto richieste di biglietti omaggio da persone vicine a Lo Surdo – CREA
teste: fino a luglio 2015 ho sempre ricevuto richieste di biglietti da parte di tutti anche le altre tifoserie, per quanto riguarda biglietti omaggio io a parte un fratello di Giacomo , MIMMO, non conosco nessuno
PM: e conosce un altro fratello che si chiama ERCOLE?
teste: si ERCOLE io lo conosco ma non ho mai parlato
PM: sa se Ercole ha chiesto biglietti omaggio di cui lei poteva disporre?
teste: a me no, so che glieli ha chiesti a Gino e Gino dovrebbe averli chiesti a MUTTONI GIULIO Però da quanto risulta a me Gino gli ha detto che erano per lui personali
PM: personali?
teste: personali per lui, per GINO, non ha detto a MUTTONI sono per questa persona

(…)

PM: senta lei lo aveva accennato in precedenza, lei aveva riferito a Muttoni di questi problemi con CREA?
teste: certo quando erano stati chiesti dei biglietti, gli ho detto io glieli darei, lui ha detto no chiamiamo i carabinieri e io gli ho detto stai calmo
PM: e perché non ha aderito a quest’idea di Muttoni di rivolgersi ai carabinieri?
teste: perché io non la vedevo come una cosa così grave, più come una dinamica che c’è negli stadi, che si media leggermente, quello che vivo tutti i giorni nei concerti, mi hanno chiesto delle volte di fare entrare un capo ultrà .. è una sorta di mediazione
PM: senta Muttoni Giulio è una persona esperta in questo settore
teste: a livello lavorativo si, a parlare con persone un po’ più di strada no
PM: quindi se le dice andiamo a denunciare e lei dice no ci vuole spiegare
Avv: c’è opposizione, ha risposto
teste: ma cosa denuncio uno che è venuto e mi ha chiesto dei biglietti? Secondo me non era così grave, fino a quel momento là, se andava oltre allora.. ma ne abbiamo anche parlato con Muttone e lui mi ha detto tienimi al corrente

 

GIULIO MUTTONI e quelle normali amicizie nella Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia

 

(…) Il PM cita un’altra telefonata del 21 marzo 2011 intercorsa tra GRECO Luigino e LA ROSA LORENZO, i due commentano ancora l’incontro del pomeriggio del 15 marzo e LA ROSA informa Luigino di aver messo al corrente il socio MUTTONI GIULIO sia delle richieste dei biglietti che dell’interessamento dello stesso GRECO LUIGINO. Il PM vorrebbe sintetizzare la telefonata ma è la difesa a chiedere che venga ascoltata interamente.

Lorenzo: <<gli ho spiegato! un attimino no.. la cosa…. minchia stava già partendo a razzo stava…. no ascolta a me… stai bravo… gli ho detto… stai bravo che è tutto sotto controllo… gli ho detto… poi…non ti preoccupare… gli ho detto.. che è venuto con me… era venuto con me sai Gino… tutto quanto…eh… ah.. mi fa senno… fai fare a me… ci penso io… no.. no.. stai tranquillo… stai tranquillo gli ho
detto io…>> (…) <<quello ragiona a cazzi suoi… gli ho detto guarda che non c’è bisogno… perchè visto che hanno preso quella… corsia la… gli ho detto… mia fa… poi… io gli ho detto… quello che gli dovevo spiegare gliel’ho spiegato… quando si può… no… no.. ben… ma appena senti… solo un pochettino che non… d’insoddisfazione… me lo dici mi fa… che me li levo subito fuori dai coglioni… mi ha detto>>

PM: di chi si parla?
teste: di Lo Surdo e Crea
PM: chi è questo GIULIO?
teste: GIULIO MUTTONI presidente di Setup Live
PM: e ha i suoi canali preferenziali?
teste: lui ha molte amicizie nella guardia di finanza, Carabinieri e Polizia e poteva anche senza andare in ufficio a fare la denuncia parlarne ….
PM: e lei gli dice di no…  e qual è la corsia che hanno preso?
teste: che con qualche biglietto è tutto risolto
PM: ma poi dice “non ti preoccupare” “gliel’ha spiegato come sei fatto” spiega cosa vuol dire?
teste: che magari Gino ha spiegato che io sono uno che cerca di parlare invece Muttoni va subito dalle forze dell’ordine
PM: e quindi che lei non avrebbe denunciato a differenza di Giulio
teste: bisogna vedere fin dove si arriva, per 10 biglietti omaggio non vado a fare la denuncia, se mi viene puntata la pistola per un biglietto vado a fare la denuncia, è ben diverso
PM: è ben diverso, ma sembra che lei voglia far scomparire una questione di cui stiamo parlando da stamattina, una questione di cui stiamo parlando dal 2007
teste: il 2007 l’ho tirato fuori io per far capire il sistema che ho trovato io su cui ho dovuto lavorare
PM: deve soltanto spiegare perché Giulio Muttoni voleva andare a denunciare e lei gli dice no
teste: io gli ho detto mi sembra una stronzata, una cavolata, non mi sembra una cosa così grave, lascia perdere, perché poi la denuncia è sempre una rottura di scatole che si evitava con qualche biglietto
PM: lei dice a Muttoni che ha parlato con GINO
teste: si
PM: lei e MUTTONI ricevete richieste di biglietti omaggio anche da forze dell’ordine ,autorità amministrative?
teste: si… si.
PM: voi avete parlato con qualcuna di queste persone circa la situazione che si era venuta a creare con Lo Surdo e Crea?
teste: non mi ricordo, se ha qualcosa… io …
PM: non abbiamo nulla, è una domanda che le faccio
teste: probabilmente ne ho parlato con qualche amico, siamo là la sera con gli agenti, probabilmente con qualcuno della DIGOS perché mi è anche capitato in passato che qualcuno mi ha detto fai entrare questi due, sono degli ultras , altrimenti fuori fanno casino … erano cose quotidiane, adesso la cosa è andata a scemare perché ne hanno parlato anche i giornali e ci sono state meno rotture di scatole
PM: ne ha parlato con qualcuno di questa vicenda Lo Surdo e CREA?
teste: non mi ricordo son passati anni, non mi ricordo
PM: per questa vicenda la SETUP LIVE ha avuto qualche interdittiva?
teste: si, le autorità competenti sono la Prefettura di Milano, Setup Live ha avuto un’interdittiva antimafia a luglio dello scorso anno per infiltrazioni mafiose e non possiamo fare appalti pubblici e diverse cose
PM: il fatto che lei è uscito dalla setup è conseguente all’interdittiva?
teste: si perché si rischiava di chiudere e pensando di essere la causa di tutto ho preferito uscire pur non sentendomi colpevole, per tutelare i dipendenti
PM: lei ha avuto modo di leggere quest’interdittiva?
teste: si

Qui il testo completo dell’interdittiva

 

PM: le risulta che a beneficiare dei biglietti dati tramite Greco Luigino… anzi lei personalmente ha avuto richiesta di biglietti da un certo GRANDE SALVATORE?
teste: assolutamente, conosco il dott. Grande ma non ho avuto contatti
PM: sa se dei biglietti sono stati chiesti a lei o Muttone da GRANDE SALVATORE?
teste: non le posso dire né di no né….
PM: lei ha poc’anzi detto che anche le forze dell’ordine o altri funzionari amministrativi sono soliti chiedere biglietti omaggio
teste: ha detto il dottore, io ho confermato.. di solito ci sono richieste….
PM:  quindi diciamo lei… allora in un concerto come quello di Jovanotti c’è il pagante, l’amico di LA ROSA che riceve il biglietto omaggio da LA ROSA, perché lo riceve?
teste: perché è un amico
PM: poi c’è prefetto, questore, vice questore che riceve biglietti da LA ROSA?
teste: no non si occupa LA ROSA dell’istituzionale, se ne occupa l’azienda
PM: riceve biglietti omaggio per quale ragione?
teste: è una figura istituzionale che viene invitata all’evento
PM: l’invito è un conto, la richiesta è un altro
teste: se parliamo di alte cariche come azienda noi mandiamo l’invito
PM: ma lei ha fatto un altro discorso, ha detto che è talmente usuale la richiesta dei biglietti che capita che il poliziotto o il funzionario amministrativo chieda di poter accedere ai biglietti omaggio
teste: può capitare all’agente in servizio.. chiede se è possibile fare entrare la moglie, mi sembra carino come si fa per i nostri collaboratori… le richieste istituzionali non sono richieste ma inviti nostri poi ci sono persone che collaborano tra virgolette con noi e ci danno una mano e se possibile diamo i biglietti omaggio
PM: quindi sono tre le categorie del pubblico dei concerti: i paganti, gli omaggi istituzionali che chiedono il biglietto e ancora non ho capito perché glielo date
teste: parliamo di alte cariche
PM: La Rosa parliamoci chiaro, se lei domani ricevesse la telefonata di un magistrato che le chiede “me li procuri due biglietti”, lei cosa dice, se posso volentieri?
teste: si
PM: poi glieli fa pagare’
teste: se ce li ho omaggio no
PM: le è capitata questa situazione?
teste: si
PM: e perché ha assecondato questa situazione? per QUIETO VIVERE? Possiamo dire cosi’? “Se ce li ho glieli dò”….
teste: certo. Se ritengo che il mio amico sia più importante del poliziotto favorisco il mio amico, se in quel caso specifico il poliziotto mi ha dato una mano durante i concerti …
PM: o che gliela potrà dare in futuro…
teste: ma non guardo questo, ci sono persone in pensione che possono darmi una mano ma mi chiedono una cortesia se ce li ho glieli dò
PM: e CREA e Lo Surdo in che categoria rientrano, nella terza categoria?
teste: rientrano in quella delle tifoserie, che c’è questo sistema a TORINO dove le società calcistiche hanno sempre dato biglietti omaggio alla tifoseria per tenerli buoni, diciamo un malcostume che io ho cercato di ridurre
PM: io a questo volevo arrivare, i biglietti si danno alle tifoserie perché altrimenti fanno casino
teste: un malcostume…
il discorso dell’altrimenti fanno casino.. se io devo dare  i biglietti perché sennò tu fai casino io ti dico tu fai casino e io i biglietti non te li dò e questo è successo nel 2007… scontri etc ed è chiaro che la volta dopo per evitare questo, perché c’erano 400 poliziotti in tenuta antisommossa e sono arrivate bottigliate e io mi sento responsabile perché se uno prende una bottigliata in faccia perché io c’ho 10 biglietti e non li dò (…) è stato secondo me il MALE MINORE di un MALCOSTUME NAZIONALE
PM: CREA ADOLFO cosa c’entra con la tifoseria?
teste: non lo conosco lo posso giurare sulla testa dei miei figli
PM: quindi non le risulta un tifoso della JUVE
Avv: non l’ha mai conosciuto ….
PM: non è un tifoso.

Di questo malcostume torinese il teste parla anche rispondendo alle domande di un avvocato della difesa.

“Con la porta si apre un mondo”. Il malcostume torinese.

Avv: poi c’è stato il secondo incontro, dove CREA ha chiesto dei biglietti e Crea ha avanzato pure lui la richiesta di vedersi assegnata una porta?
teste: si, l’ha chiesta anche lui..quando hanno capito dal prossimo concerto avete non cento biglietti ma qualche unità allora preferiscono LA PORTA perché la porta possono essere quanti vogliono loro, questo è il MALCOSTUME che ho trovato a TORINO e che ancora OGGI SUCCEDE DURANTE LE PARTITE A TORINO
(…) con la porta si apre un mondo…  se io cedo una porta rischio di avere 12mila e non 10mila persone, io senza biglietto non faccio entrare neanche mia moglie
Avv: che risposta ha dato a CREA quando CREA le ha chiesto la porta?
teste: assolutamente no.
Avv: e CREA di fronte alla sua negazione ha avanzato minacce?
teste: assolutamente NO
Avv: si può dire che quel discorso che prima hanno richiamato….sugli ibernati, si può riassumere che si sono presentati un po’ da prepotenti?
teste: sicuri di sé ma non hanno avanzato minacce
Avv: ecco, posso dire che lei ha ritenuto di non denunciare il fatto perché non ha ritenuto di essere stato vittima di un reato?
teste: io non l’ho vissuta nei miei confronti come una prepotenza, è stato un po’ come far capire “io sono” ma io non ho dato importanza, non m’interessa, o 8-10 biglietti quando ce li ho glieli dò ho voluto chiudere velocemente
Avv: la decisione è avvenuta perché ha valutato il tornaconto
teste: io in quel momento curavo i miei interessi, non curo gli interessi degli altri
Avv: minacce ne ha ricevute implicite o esplicite?
teste: ZERO.

(…)
teste: il costume a Torino è che dopo 3 canzoni venivano abbandonati i cancelli… e si va fuori capienza, e io questo non lo farò mai (….) ho iniziato a lavorare al big quando avevo vent’anni
Avv: è amico di calciatori importanti?
teste: sono stati anche al mio matrimonio
Avv: e si è occupato di sicurezza anche al motomondiale?
teste: si
Avv: e la richiesta di biglietti è uguale?
teste: abbiamo preso anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio perché non abbiamo fatto entrare un agente
Avv: che ruolo aveva Masotina?
teste: inizialmente lavorava in cucina
Avv: aveva disponibilità di biglietti omaggio?
teste: poteva averlo come altri dipendenti
Avv: e lei sa a chi li dava?
teste: non lo so, probabilmente li ha dati anche a Giacomo perché si conoscevano
Avv: infatti, Giacomo era il CAPO DEGLI ARDITI … è possibile, se lei lo sa, che Giacomo avesse dei biglietti da MASOTINA e che quindi il fatto che li prendeva direttamente lui .. non li avrebbe più presi MASOTINA…
teste: Giacomo in passato aveva avuto qualche biglietto da Masotina e cosa … io con Giacomo dopo il 2007 non ci avevo mai più parlato, ma io non vado a cercare….
Avv: ultima domanda su ERCOLE .. le risulta che dopo la carcerazione di GIACOMO Lo Surdo, ERCOLE LO SURDO sia subentrato nella carica capo degli arditi?
teste: io è già qualche anno che non sento più parlare degli ARDITI, non penso che Ercole abbia preso…
Avv: quindi era un’iniziativa di Ercole…
teste: assolutamente si, secondo me è un’iniziativa sua

I pubblici ministeri riprendono la parola, chiedendo al teste se l’intendimento futuro di LA ROSA sia quello di rientrare in SET UP Live, dopo l’eventuale chiusura a favore dell’azienda dell’interdittiva, per la quale c’è un ricorso al TAR. Gli avvocati fanno opposizione alla domanda, la domanda non viene ammessa. La Procura produce l’interdittiva emessa dal Comune di Milano verso Set Up Live, la documentazione di permanenza in carcere di Masotina Antonio detto “formaggino”.

 

Il secondo ed ultimo teste della giornata p MASCOLO VINCENZO. Con il consenso delle parti viene acquisito il S.I.T. (Sommarie Informazioni) del 12 luglio 2014 reso davanti ai CC reparto anticrimine di Torino.  Nativo di Castellamare di Stabbia si è trasferito a Torino 45 anni fa, ha una ditta edile che realizza ponteggi, conosce GRECO DOMENICO da una quindicina d’anni, “tramite il lavoro”.
Le domande vertono in particolare su alcune consegne di “generi alimentari” che il teste avrebbe in qualche modo preso in carico da Greco Domenico.
PM: senta Greco Domenico le ha dato generi alimentari ?
teste: si, uno, diciamo che Greco Domenico alla mia famiglia ha sempre fatto… qualche attenzione l’ha sempre avuta perché io c’ho una famiglia numerosa e lui ha sempre avuto un occhio di riguardo
PM: quindi le ha dato buste di genere alimentare per  la sua famiglia?
teste: si
PM: e per altre persone?
teste: io per qualche amico penso che l’avevo anche dichiarato quando mi è stata fatta qualche domanda specifica io avevo detto a chi avevo dato, ho il verbale firmato
PM: si ricorda?
teste: se me lo fa…
PM: a chi  aveva consegnato queste buste di questi generi alimentari?
teste: io avevo richiamato che una busta l’avevo portata ad Agresta ma in realtà non l’avevo portata, non avevo quella confidenza con la moglie, Antonio non c’era
PM: dov’era?
teste: in carcere
PM: il campanello non funzionava?
teste: o era rotto
PM: quante buste doveva portare?
teste: una busta, c’era un salame o una provola, niente altro, non è che…
PM: avrebbe dovuto portarlo solo in quell’occasione?
teste: si adesso non mi ricordo se era Pasqua, comunque capita nelle feste, era una cosa solo che gli era arrivato del salame dalla Calabria e ce l’aveva data
PM: ce l’aveva data?
teste: anche alla mia famiglia
PM: e solo ad Agresta Antonio o anche altre persone?
teste: che ricordo io solo ad Antonio

Alle domande del pm Sparagna il teste risponde precisando che si trattava di consegne “solo ai suoi parenti”. Successivamente sarà l’altro PM a chiedere ulteriori chiarimenti sul tema:

PM: per quale motivo in tutte le conversazioni di cui abbiamo parlato oggi lei non dice mai i nomi delle persone da cui deve andare a portare generi alimentari?
teste: non facciamo mai nomi ma non per timore di qualcosa , anche dei miei famigliari, non faccio neanche nome di… è un modo di parlare ma non perché cioè non c’è niente di male, non ho timore di… stiamo parlando di.. non di cose eh… stiamo parlando di mangiare, non vedo perché dovrei avere timore di..

C’è poi una telefonata del 6 aprile 2012 tra Greco Domenico e Mascolo Enzo, Mascolo esordisce con “La bellezza vostra, compà”
PM: nella conversazione 27321 tra Greco Domenico e MASCOLO ENZO.. (viene fatta sentire) l’inizio, “la bellezza vostra cumpà” cos’è?
teste: una forma di rispetto, niente altro che educazione più che altro.. una cosa che diciamo
PM: a Napoli?
teste: si….
PM: poi qui parla di Peppe Pasqua….
teste: non gli ho fatto una battuta, Pasqua e Natale…
PM: ma Peppe Pasqua l’aveva visto o no?
teste: si, confermo, l’ho visto… era una battuta
(…)

PM: chi è questo signore Beppe Pasqua?
teste: io lo incontro nei cantieri, lui fa gli scavi io faccio i ponteggi, ci siamo incrociati, a Brandizzo l’ho visto con Soleri… con Romano… e quindi questo Pasqua fa lavori anche per questi signori qua e ci incontriamo, l’avrò visto in qualche bar e sicuramente c’ho preso anche il caffè assieme magari non una volta sola, due, tre, vedendoci nei cantieri non nascondo che qualche caffè l’avrò preso pure
PM: c’è un servizio di osservazione del 13 novembre 2011 dove lei viene visto al bar Florian di Leini’
teste: si io tutte le mattine ancora oggi con gli operai ci troviamo li
PM: in quest’occasione c’erano Greco Domenico, Pasqua Domenico Claudio e Mascolo Vincenzo, avete parlato di qualcosa in particolare?
teste: che mi ricordo io mi sembra che aveva fatto dei lavori insieme al nipote di Mimmo Greco e c’era qualche discussione tra loro
PM: quale nipote?
teste: Roberto Greco
(…)
PM: quando si parla di Beppe Pasqua e del figlio lei dice “due brulini di seta” che significa?
teste: noi a Napoli… se mi viene la parola gliela dico pure
Presidente: ce lo spieghi pure come un giro di parole, il concetto, il significato
teste: “magari parlano troppo”
PM: ma che è il brulino?
teste: l’ombrello …
PM:: non servono a niente
teste: come non servono a niente?
PM: è lei che dice a Pasquale due brulini di seta
teste: si ma era un modo di dire, non volevo offendere nessuno eh…
PM: e poi in questa conversazione lei parla … io faccio pure la faccia, dico “ho parlato con Maria”
teste: mia moglie
PM: e dice ci vorrebbe un po’ di capretto, cosa vuol dire?
teste: perché lui ha il banco della carne, l’ha sempre avuto, sotto le feste di Pasqua… perché Domenico quando l’ho conosciuto io lavorava al banco della carne quindi sovente mi chiamava per.. passa da me che magari m’ha dato della carne da portare a casa
PM: ecco e perché poi lei conosce una persona che si chiama AUDIA MARIO?
teste: si
PM: lo chiama MARIO o utilizza altri…
teste: Mario, o compare Mario
PM: e chiama Mario in modi diversi nelle conversazioni, lo chiama anche Maria le è mai capitato?
teste: no assolutamente … no.

Sempre rispondendo alle domande del PM, il teste dichiara di conoscere Sisca Gregorio e, dei parenti di Greco Domenico conosce Donato Gianluca, Donato Antonello, Donato Carmine, la mamma chiara, Roberto Greco, il fratello Pasquale e il nipote , non si frequentano ma si conoscono.

PM: senta lei ha parlato di Donato Gianluca cosa sa di lui?
teste: che posso dire è un bravo ragazzo
PM: dove lavora?
teste: al concessionario di AUTO AMICI
PM: lei c’è stato?
teste: si
PM: c’è una conversazione dove lei risulta parlare con Donato Antonello
teste: si
PM: la 4099 del 27 aprile 2011 lei conosce un certo DEMASI GIORGIO (…)?
teste: no non l’ho mai visto
PM: in questa conversazione si parla di un arresto effettuato a Torino.. questo era latitante…
teste: non mi ricordo, questa persona non l’ho mai vista ve lo posso assicurare
PM: in questa conversazione dice <<di lui parlano nell’operazione Crimine, secondo gli inquirenti è il capo del locale di Gioiosa Jonica>>.. <<minchia qua stanno facendo tradire>> dice Antonello e lei dice <<lo fanno apposta>>
teste: può darsi ma non ne lo ricordo proprio
PM: ma lei si interessava di queste cose?
teste: no assolutamente non so neanche perché ho detto quello, lo fanno apposta, a chi mi riferivo non …
PM: lei sa cosa vuol dire capo del locale di Gioiosa JONICA?
teste: assolutamente NO

 

L’udienza prosegue, ma noi ci fermiamo qui. La prossima udienza è il 19 aprile alle 9:30, nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino.

 

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

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Aggiornamento 7 agosto 2018 – da Repubblica.it

Torino: Set Up, l’ombra della malavita sul socio olimpico delle istituzioni

Anche il prefetto di Torino emette un’interdittiva antimafia che rischia di interferire con un’eventuale gestione dei Giochi 2026. Il sospetto di contatti con gli uomini dei clan insegue il patron Muttoni nonostante l’archiviazione del giudice

Cinque pronunciamenti in tre anni confinano la società Set Up Live della famiglia Muttoni nella black list delle aziende a rischio infiltrazioni mafiose. Così, dopo il caso Expo 2015, anche per le Olimpiadi invernali del 2026, le interdittive antimafia della Prefettura di Milano (luglio 2015, febbraio e luglio 2016, confermate dal Tar) e quella di Torino (8 febbraio 2018) potrebbero far suonare un campanello d’allarme e costringere gli enti pubblici promotori a rioganizzarsi, se passasse la candidatura italiana con le tre località del Nord al centro degli eventi: Cortina, Milano e Torino. La società che ha in gestione per 30 anni gli impianti ereditati da Torino 2006, la Parcolimpico srl, è ormai per il 90 per cento di proprietà di Get Live 2: maggioranza di Live Nation Italia, il colosso milanese per l’organizzazione di concerti, e minoranza (7%) di Set Up Live, ora in liquidazione, che dal 2015 non riesce a uscire dal cono d’ombra gettato con l’operazione San Michele, l’indagine del Ros che ha messo in luce i rapporti di alcuni soci con esponenti della ’ndrangheta piemontese, in particolare con le famiglie dei Crea e dei Lo Surdo. Comune, Regione, Città metropolitana e Coni sono titolari ormai solo del 10% della Parcolimpico srl, da quando Get Live 2 ha esercitato l’opzione da contratto ed è salita dal 70 al 90 per cento delle azioni.

L’interdittiva antimafia è una misura che ha carattere preventivo con la quale il Prefetto di un territorio esclude che un imprenditore meriti la fiducia delle istituzioni (vale a dire, che risulti «affidabile») e possa essere titolare di rapporti contrattuali con le pubbliche amministrazioni. Ora, nel caso di Set Up Live, la società si aggiudicò la gara per entrare nella Parcolimpico srl nel lontano 2009, negli anni della grande ascesa di Giulio Muttoni il quale aveva organizzato alcuni degli eventi di maggior successo delle olimpiadi invernali, tra cui la gestione della Medals Plaza. Oggi più che mai sono vivi gli effetti di quella sofferta gara d’appalto che vide Muttoni e Gl Events spartirsi il “tesoretto” post olimpico a suon di ricorsi. E oggi Set Up Live si ritrova addirittura socia degli enti pubblici locali nella gestione delle strutture realizzate per il 2006: due palazzetti (il Pala Alpitour e il Palavela di Torino), quattro impianti sportivi (trampolini del salto, pista di bob e di biathlon, half pipe), tre alberghi (Bardonecchia, Pragelato e Sansicario) e le arcate del Villaggio olimpico in città. Nel dossier presentato al Coni per questa candidatura-bis di Torino c’è sicuramente il Pala Alpitour per le gare di hockey, ma potrebbero essere rispolverati anche i trampolini di Pragelato e la pista di bob di Cesana.

Ma dal 2009 a oggi qualcosa è cambiato. La data che fa da spartiacque è quella del 31 luglio 2015, quando la prefettura di Milano, analizzato il contenuto delle indagini San Michele del Ros e della procura di Torino, comunicò la sua decisione: «Il socio e consigliere di Set Up, Lorenzo La Rosa — è scritto nell’interdittiva — ha ceduto in più circostanze numerosi biglietti omaggio a esponenti di primo piano della ‘ndrangheta radicata in provincia di Torino, Adolfo Crea e Giacomo Lo Surdo, per il tramite di Luigi Greco, anch’egli affiliato alla criminalità organizzata e amico di La Rosa. I proventi erano destinati a supportare le famiglie degli affiliati detenuti. Di queste circostanze era informato anche Giulio Muttoni, presidente del consiglio di amministrazione e storico patron». Mentre la procura di Torino archiviava questo episodio come un caso di estorsione da parte della ’ndrangheta nei confronti degli organizzatori dei concerti, Milano riteneva invece che Set Up non si potesse definire vittima: si era infatti piegata alle richieste dei boss senza muovere mai alcuna denuncia. Da qui è iniziato il “calvario” di Giulio Muttoni, l’amico fraterno dell’ex senatore Pd, Stefano Esposito, ma uomo dalle mille vite: ex dirigente Arci, poi proprietario del Big Club, la discoteca di corso Brescia, infine fondatore a Milano, con un gruppo di fedelissimi, della società Set Up, protagonista della Medals Plaza.

Fatto è che di quella interdittiva Muttoni non è ancora riuscito a liberarsi. A Milano, per Expo, si era aggiudicato due importanti appalti per oltre 7 milioni di euro. Appalti che non furono mai bloccati, nonostante il provvedimento del prefetto, per non compromettere il successo dell’esposizione universale. Da allora per altre tre volte il dubbio che Set Up potesse subire l’influenza della ’ndrangheta è stato confermato. E ciononostante i soci pubblici torinesi — Comune, Regione, Città metropolitana — non si sono mai interrogati sull’opportunità di sciogliere gli intrecci che li legano. Ma l’8 febbraio è arrivato il colpo finale: anche il prefetto di Torino, Renato Saccone, interpellato sul caso, ha dovuto pronunciare l’ardua sentenza e ha nuovamente inserito nella black list la società simbolo dell’intrattenimento a Torino. Nonostante le modifiche all’assetto societario, nonostante l’uscita formale di Giulio Muttoni e di Lorenzo La Rosa. Neppure la liquidazione ha “graziato” Set Up.