Turi_DonCiottiC’è chi dice che Turi è salito su un albero. C’è chi dice che oggi è sceso. Alcuni raccontano del suo digiuno, pochi sanno che proseguirà. C’è chi parla del pacifismo di Turi. Chi lo ricorda quando il giorno dello sgombero brandendo un ciuffo d’aglio ha cercato di fermare una delle ruspe che stavano distruggendo il guard rail.
Turi è speciale. Trasmette davvero qualcosa di magico. E ha fatto qualcosa di magico. Non soltanto perché ha resistito 50 ore su quell’albero, e non solo perché ha la forza di digiunare e privarsi anche dei liquidi. No. Turi ha fatto di più.

Non è salito da solo su quell’albero. Perché con la sua generosità non ha abbracciato solo quel tronco, ma tutti noi, i suoi compagni NO TAV e tutti quelli che nel conoscere le sue gesta si sono legati, in qualche modo, a Turi, e con lui a questa lotta.

Un piccolo grande uomo che su quell’albero ha portato tutti noi. E per 50 ore abbiamo sofferto con lui, abbiamo avuto paura per lui, ci siamo chiesti come potesse resistere. Siamo stati contaminati da una grande ondata di energia fatta di un mix di determinazione, ai limiti dell’ostinazione, coraggio, creatività, rispetto per la natura, ironia (leggete i messaggi di Turi e capirete cosa intendo), ed un infinito amore per ogni forma di vita, alla base della sua scelta di lotta non violenta.

Comincio a pensare che Turi sapesse che i media non sarebbero mai arrivati. E credo che il suo gesto non fosse un messaggio per i politici, ma un messaggio per gli attivisti, per il movimento, per tutti noi. Forse Turi ci ha indicato nuove vie, e l’ha fatto a suo modo, perché più che le parole ha scelto di essere “il cambiamento che vuole nel mondo”.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena

Commento su FB di Alberto Cantoni : ” io l’ho conosciuto anni fa, quando ho partecipato ad una marcia attraverso l’europa che stavano facendo i monaci buddisti , da Oslo ad Atene per chiedere accordi di pace internazionali…erano i monaci che stavano a Comiso al tempo dei missili Cruise…io sono stato con loro 2 giorni e 2 notti…Turi li accompagnava, si prendeva cura di loro, ad ogni passo che facevamo suonavamo il tamburo e cantavamo i loro mantra sacri, questo ci dava il ritmo, manteneva fisso il nostro intento, bloccando pensieri ed emozioni disturbanti e aumentava la nostra energia e sintonia nel gruppo…eravamo una decina di persone e ci ospitavano i comuni in genere…manifestammo davanti alla centrale nucleare in costruzione del Brasimone, vicino a casa mia…poi li lasciai, ma da allora li porto nel cuore…e sono contento che ancora un filo ci unisca…lui distruggeva i caccia ed io correvo attraverso l’Italia con le bandiere di pace…lui si arrampica su un pino e digiuna come protesta per la militarizzazione della Valsusa ed io digiunai in piazza a Bologna per un mese, chiedendo il ritiro dei soldati dall’iraq…lui lavorava alla Verde Vigna controllando i movimenti dei missili ed io davo vita ad un movimento di occupazione di terre incolte in Italia, che ancora funziona…entrambi abbiamo avuto un percorso di ricerca spirituale che ci ha portato a scelte di nonviolenza…chissà forse un giorno torneremo ad incontrarci , magari proprio in Valsusa…sarà bello incatenarsi insieme a lui e a tanti altri;-)”

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