Il testo di un manifesto affisso sui muri di Trento
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È proprio di questi giorni la notizia del lancio di più di cinquanta missili in Siria, mentre le portaerei americane si dirigono verso la Corea del Nord. Nelle tensioni diplomatiche tra gli Stati si respira un clima di guerra incombente. Ma più che incombente, la guerra ormai è un affare costante: non ci sono dichiarazioni di attacco da uno Stato all’altro, niente firme ufficiali. Solo bombe. Lontano dalle popolazioni e dai paesi martoriati, invece, la guerra diventa “invisibile”.
In tutti questi anni l’industria bellica, ormai indistinta da quella poliziesca-repressiva, è avanzata senza interruzione; sembra che ai più la guerra non sfiori nemmeno la coscienza. Eppure, non collegare i missili che distruggono le città siriane alla violenza indiscriminata degli attentati di Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Londra, Stoccolma è una cecità sempre più pericolosa.
La notte tra il 7 e l’8 aprile ignoti hanno attaccato con il fuoco il laboratorio Cryptolab, che si trova nella Facoltà di Scienze a Povo (Trento). Il fuoco ha distrutto il laboratorio e la fuliggine ha reso impraticabile tutta la struttura, i danni sembrano ammontare a mezzo milione di euro. Il Presidente della facoltà Collini e il Direttore di Cryptolab Massimiliano Sala insistono nel dire che quel laboratorio non ha mai collaborato con aziende militari o eserciti: ebbene questa è una spudorata menzogna. Basta scorrere il curriculum di Sala per scoprire il contrario: nel 1996 è stato “Guardiamarina con compiti di ricerca”, per poi collaborare con il centro di ricerca della Difesa ORMEDIFE, dal 2003 al 2007 con STMicroelettronics – azienda impegnata in produzioni per la Difesa e l’aerospazio –, dal 2010 fino ad oggi con TELSY nel campo della crittografia, col Ministero della Difesa nella criptanalisi, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri sempre nel campo della crittografia. Oppure si possono consultare i siti della facoltà per capire subito che tipo di ricerca viene svolta in quel laboratorio. Tra il settembre 2013 e l’agosto 2016 FBK e Cryptolab hanno collaborato con Thales Alenia Space del gruppo Finmeccanica, uno dei maggiori produttori di armamenti al mondo. La Thales ha fabbricato, tra l’altro, i droni impiegati nei  bombardamenti in Afghanistan.
Quelle che coinvolgono Cryptolab sono solo alcune delle collaborazioni tra l’Università di Trento e l’industria bellica.
La guerra dell’Occidente sta tornando indietro nei modi più brutali, ma le bombe, i gas chimici, le armi atomiche sono molto più assassini e vigliacchi dei camion lanciati contro le folle.
Milioni di morti non sono un’opinione. Le tecnologie al servizio di portaerei, satelliti, bombardieri, carri armati sono create nei laboratori vicino a casa nostra.
La violenza del fuoco anonimo di venerdì notte era precisa e discriminata: un attacco alla violenza indiscriminata della guerra. Solo un essere abietto come un consigliere provinciale del PD può porre sullo stesso piano l’azione di Povo e l’incendio (una potenziale strage) ai danni del centro profughi di Roncone. A separare i due gesti c’è un abisso etico. Lo stesso abisso che separa chi aspira al filo spinato e chi aspira alla libertà.
Nella guerra contro i cervelli il confusionismo è l’arma più insidiosa.
Per fortuna qualcuno, ogni tanto, porta un po’ di ardente chiarezza.

Sorgente: Trento | Guerra – Tra fuliggine e falsità: sull’attacco alla Facoltà di Scienze a Povo | www.informa-azione.info

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