LibertaAlle 6.30 del mattino del 3 maggio, diverse squadre di questura e carabinieri in tenuta antisommossa, coordinate da Digos e ROS, hanno fatto irruzione all’Asilo Occupato, alle occupazioni di Corso Giulio Cesare e Borgo Dora e in due abitazioni a Torino e Barge; i media locali fanno anche riferimento a raid effettuati a Bologna e nel cuneese di cui non ci è arrivata conferma.
Il pretesto per questa operazione repressiva, che vede sei compagne e compagni tratti in arresto, sarebbe una zuffa avvenuta davanti all’Asilo lo scorso febbraio al termine di una serata; le accuse sono di sequestro di persona, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Nel carcere delle Vallette sono stati portati Antonio di Lecce, Antonio Sardo, Camille, Fabiola, Fran e Giada, mentre si parla di un settimo arresto non confermato.

Nel frattempo, visto che la sbirraglia se la sta prendendo comoda e non se ne va nonostante gli arresti già effettuati, rilanciamo l’invito degli occupanti ancora sul tetto a raggiungere il presidio riunitosi in corso Brescia angolo via Alessandria.

Aggiornamento ore 10.20: permane la presenza di antisommossa e digos, in corso una perquisizione di tutti gli spazi dell’Asilo in merito a un danneggiamento contro la sede della Lavazza; sopraggiunti operatori dell’azienda elettrica per staccare la corrente. Alcuni occupanti resistono sul tetto e si rilancia l’invito ad accorrere al presidio.

Le indagini sono coordinate dal PM Rinaudo (fonte: Repubblica) .

Qui un primo intervento di questa mattina a Radio Blackout.

Aggiornamento ore 11:20: le forze dell’ordine sono andate via

Aggiornamento: in attesa di comunicazioni dagli avvocati sul luogo di detenzione, si confermano i 6 arresti; all’Asilo Occupato è stato staccato il gas.

Indetta un’assemblea per giovedì 4 maggio alle ore 19 all’Asilo Occupato in via Alessandria 12 – Torino.

Per inviare telegrammi e lettere [in aggiornamento le conferme che siano nel carcere torinese]:

Antonio Rizzo [confermato]
Antonio Pittalis [confermato]
Camille Casteran [confermato]
Giada Volpacchio [confermato]
Fabiola Costanzo [confermato]
Francisco Esteban [confermato]

c/o CASA CIRCONDARIALE – Via Maria Adelaide Aglietta, 35 – 10151 Torino

 

Per un resoconto più approfondito rimandiamo all’articolo pubblicato da macerie:

A maggio, non le rose

Sono anni ormai che tra maggio e giugno arrivano le forze dell’ordine all’Asilo occupato e nelle case di compagni e compagne per notificare misure cautelari e arresti. Certo, misure e custodie cautelari non vengono risparmiate neppure nel resto dell’anno ma – ahinoi – a sancire la tradizione pre-estiva ci tengono particolarmente.

Alle 6,30 h di stamane con una buona varietà di mezzi, tra camionette e autovetture, la polizia e i carabinieri (e i ROS) hanno fatto irruzione nell’ex scuola materna di via Alessandria, nell’occupazione di corso Giulio 45, in quella di via Borgo Dora 39 e in alcune abitazioni private per portarsi via Antonio, Giada, Antonio, Camille, Francisco e Fabiola. Alcuni compagni sono saliti subito sul tetto delle case occupate e lì son rimasti fino a operazioni terminate, nel mentre alla spiccolata complici e solidali hanno raggiunto corso Brescia per controllare la situazione e proferire qualche parola velenosa ai signori in divisa e in borghese.

Non essendoci altre misure oltre il carcere, non abbiamo potuto buttare un primo occhio alle carte tribunalizie e dovremo aspettare che siano inviate agli avvocati per vedere l’argomentazione accusatoria. Le testate locali parlano di un operazione che si riferisce alla nottata tra il 25 e il 26 di febbraio. Da che scrivono, durante una serata benefit detenuti all’Asilo, un’autovettura dei carabinieri sarebbe stata circondata da una quindicina di persone, resesi così colpevoli di sequestro di persona, danneggiamento del mezzo, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Accuse forti che, se dovessero essere confermate dalle carte d’ordinanza, ascriverebbero i comportamenti dei compagni incarcerati a un reato non proprio bagatellare come il sequestro di persona. Non che sia la prima volta, è stato usato come capo d’imputazione anche nella costruzione dell’ipotesti accusatoria della maxi-operazione del 3 giugno 2014, quella tesa a punire la lotta contro gli sfratti, di cui proprio in queste settimane si sta tenendo il processo. Si scriveva lì di sequestro di persona ai danni dell’ufficiale giudiziario.

Tuttavia, per ora, teniamo i piedi di piombo riguardo a come sia stato utilizzato in quest’ultima inchiesta.

La mattinata repressiva non si è comunque fermata agli arresti. Le forze dell’ordine oltre a portare via i sei compagni, hanno all’Asilo  danneggiato gli attrezzi da lavoro, spaccato vetri e porte e, anche se dev’essere verificato ancora con certezza assoluta, sequestrato i soldi della cassa benefit.

Ma la nota più interessante è quella delle perquisizioni, giustificate da un’altra inchiesta, come la prima condotta dal Pm Rinaudo: hanno portato via tutti i computer, hard disk, alcuni cellulari e cercavano bombolette spray e alcuni capi d’abbigliamento per l’identificazione di chi il 5 aprile ha imbrattato le sedi di Iaad e Lavazza. Non ce ne stupiamo, i nuovi padroni del quartiere esercitano in quattro e quattr’otto i lori interessi, quelli economici e quelli repressivi.

La mattinata è stata dunque lunga e dopo la perquisizione polizia e carabinieri si sono intrattenuti ulteriormente per permettere ad alcuni tecnici dell’Iren dell’Italgas  di controllare gli allacci dell’Asilo; l’operazione è infatti terminata solo quando l’approvvigionamento di gas è stato tagliato. Quest’azione ha ricevuto però una risposta immediata: compagni e complici hanno percorso alcune vie del quartiere fino ad arrivare in una sede dell’Italgas in corso Palermo per vergare con la vernice sulla facciata la loro infamia. Il piccolo corteo è passato poi vicino alla nuova sede dirigenziale della Lavazza intonando cori per la libertà, contro il colosso del caffè e il suo palazzo scintillante.

In una manciata di minuti cinque camionette sono arrivate a proteggere la struttura e ancora sono là.

Veloci, velocissime le forze dell’ordine ma non quanto le parole della sindaca pentastellata. Durante la mattina, quando ancora la polizia stava portando via i nostri compagni, Chiara Appendino si felicitava degli arresti e si congratulava con forze dell’ordine e, in special modo, con Rinaudo.

Se qualcuno aveva dei dubbi su cosa significhi governare una città, ecco la giusta risposta proprio dalla sua schifosa bocca.

Sul finale rilanciamo un appuntamento per domani all’Asilo alle ore 19 h per parlarsi e organizzare una risposta a quest’ennesimo attacco.

Riportiamo in aggiunta l’indirizzo del carcere torinese e i nomi dei tre compagni che sappiamo certamente essere detenuti lì, degli altri non conosciamo ancora la destinazione.

Scriviamo loro per incoraggiarli.

GIADA VOLPACCHIO – ANTONIO RIZZO –  FRANCISCO JAVIER ESTEBAN TOSINA

Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino

macerie @ Maggio 3, 2017

 

Aggiornamento 4 maggio: appuntamento alle 19 all’Asilo Occupato – Torino

 

Il settimo, le carte, gli sfregi

Diario

Con le carte arriva anche il nome del settimo compagno ricercato e non trovato, è Greg. Ci auguriamo che rimanga uccel di bosco, senza tante ansie.

Il resto sono diciasette pagine di carta stampata e parole legnose volte a definire le condotte e motivare l’esigenza della custodia in carcere. Le accuse rivolte agli arrestati sono, con precisione, resistenza aggravata verso pubblico ufficiale, sequestro di persona e danneggiamento.

L’accusa di sequestro di persona è supportata da numerose citazioni di materia giuridica che definiscono l’esistenza del reato quando la condotta del reo priva di libertà fisica e di locomozione una persona, anche se non in maniera assoluta, per un tempo apprezzabile. Quindi sono bastati dieci minuti. Il tempo che i carabinieri hanno passato chiusi dentro le loro autovetture prima di abbandonare il luogo.

Le condotte e la responsabilità degli imputati è tenuta assieme dal concorso sia materiale che morale, “la semplice presenza sul luogo dell’esecuzione del reato può essere sufficiente ad integrare gli estremi della partecipazione criminosa quando, palesando chiara adesione alla condotta dell’autore del fatto, sia servita a fornigli da stimolo all’azione e un maggiore senso di sicurezza”.

L’esigenza di mettere gli accusati sottochiave tra le mura carcerarie è motivata, secondo il giudice Arianna Busato, dalla gravità del fatto e dalla pericolosità sociale degli imputati e dal rischio di recidivanza. Non basterebbe la custodia ai domiciliari con controllo tramite apparecchi elettronici poiché all’interno dell’ambiente domestico, secondo la togata, potrebbero continuare le condotte delittuose.

Tra le righe che motivano le misure affibbiate a Greg, Giada, Antonio, Antonio, Camille, Fabiola e Francisco si svela lo zampino di Rinaudo e i suoi fantasmi. Ancora una volta nelle carte tribunalizie che descrivono alterchi e piccoli scontri con le forze dell’ordine si accenna alla percezione di uno spazio ritenuto franco, in mano agli anarchici.

Per fortuna non è un senso di proprietà a caratterizzare la presenza in strada, i tentativi nell’ostacolare le retate, la resistenza agli sfratti, ma l’impellenza di vivere il posto in cui si abita cercando di allentare i meccanismi di repressione e sfruttamento, creando legami capaci di stringersi e creare le condizioni per  difendersi, a tratti contrattaccare contro le minacce quotidiane che incombono. Del resto anche questo pezzo di città ha dei proprietari: nuovi e rampanti padroni che con i loro investimenti e progetti intensificano la frequenza  delle minacce repressive e di controllo – non solo verso chi cerca di lottare in quartiere, ma anche contro chi non può far altrimenti che essere abusivo, non pagare l’affitto o il biglietto sul tram.

Questi arresti non sono stati perfettamente piani: Ros, Carabinieri, Polizia e Digos hanno trovato un’ennesima occasione per entrare all’interno delle case occupate in quartiere e capire come orientarsi al loro interno, superando e distruggendo barricate. Ormai la scadenza è semestrale e rischia di diventare una triste ricorrenza nella percezione di chi abita le case e il circondario, di chi accorre in solidarietà e di chi si ferma solo a sbirciare.

Utilizzando gli arresti come leva, hanno infilato di straforo perquisizioni, tagli al gas e la distruzione totalmente gratuita, all’interno dell’Asilo, di porte, arredi e parti della struttura. Non ci lamentiamo, immagazziniamo rabbia e calibriamo quanto tempo ed energie saranno necessarie nel rimettere in sesto le cose e togliere i segni del passaggio della polizia.

Ancora più moleste, così, suonano le felicitazioni e l’applauso della sindaca infingarda all’operazione di sbirri.

img-20170504-wa0001.jpg

img-20170504-wa0002.jpg

img-20170504-wa0003.jpg

img-20170504-wa0004.jpg

Stasera all’asilo, in via Alessandria 12, alle ore 19 ci sarà l’occasione di incontrarsi, parlare e organizzarsi. Intanto si può scrivere ai compagni arrestati che sono tutti rinchiusi nel carcere delle Vallette, sicuramente in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si terrà venerdì.

Antonio Pittalis

Antonio Rizzo

Camille Casteran

Fabiola De Costanzo

Francisco Esteban Tosina

Giada Volpacchio

c/o casa circondariale Lorusso e Cutugno

via Maria Adelaide Aglietta 35

10151 Torino

macerie @ Maggio 4, 2017

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

This article has 2 comments

  1. Pingback: TGMaddalena – Torino: Nuove dalle celle e dalle aule | Presidio 16 maggio ore 10 al Tribunale

  2. Cosa dire nei confronti di una repressione tale? Il NEOfasciusmo strisciante è molto preoccupante. Sindaci e politicanti da strapazzo che si trasformano in SBIRRI, in SCERIFFI. La cosa che amareggia e preoccupa di più è però lo SBIRRAME che si mescola in modo neanche molto celato tra le fila dei cosidetti Compagni. Invito tutti a ripensare le modalità di partecipazione e la scelta dei Compagni con cui condividere la LOTTA. Il NEOfascismo non sta più da una sola parte, non c’è dubbio, ma è trasversale, troppi cosidetti Compagni si sono dati allo sport nazionale ovvero la DELAZIONE, delazione che serve al Potere a dividere i buoni dai cattivi, da un bel po’ questo sta avvenendo, ma ora non è più neanche celato è una prassi. Che dire? Che fare? Forse bisogna proprio ripartire noi bUONI a fare la conta e non andare a mescolarci in ADUNATE “oceaniche” in mano agli sbirri delatori di movimento.

    Bertold Brecht
    Il nemico

    Al momento di marciare
    molti non sanno
    che alla loro testa marcia il nemico.

    La voce che li comanda
    è la voce del loro nemico.

    E chi parla del nemico
    è lui stesso il nemico.