SMAT non è un bancomat

Il Movimento  5Stelle proverà di nuovo il 28 ottobre prossimo a prelevare da SMAT alcuni milioni di euro per coprire i buchi di bilancio del Comune. Ci aveva provato nell’Assemblea dei Comuni soci SMAT il 14 ottobre scorso ma gli erano mancati i voti.

L’ ex assessore Lavolta, con una sua Mozione, indica al Movimento 5Stelle la strada per prelevare  da SMAT i soldi che gli servono: fare come ha sempre fatto il PD e procurarsi i voti mancanti  dai suoi Sindaci dei grandi Comuni della cintura (e magari il PD ci mette una buona parola).

Pochi, maledetti e subito :  l’inciucio è fatto

Il M5Stelle esegue e presenta in extremis una Mozione che autorizza  la Sindaca “… a richiedere in assemblea l’erogazione straordinaria finalizzata agli scopi previsti dall’attuale  convenzione (sic!)”

*   Si dà però il caso che l’attuale Convenzione (Patti parasociali tra i Comuni Soci SMAT) non preveda tra gli scopi dell’erogazione degli utili SMAT:  la copertura dei deficit di bilancio del Comune di Torino, né degli altri Comuni soci.
Essa prevede invece all’Art.2 (che attua, sia  pure parzialmente,  l’esito del referendum del 2011), che  l’80%  degli utili sia destinato a riserva dell’azienda a sostegno del piano economico-finanziario e il 20% degli utili ai Soci per la promozione di attività ambientali con particolare riferimento alla risorsa idrica e non per coprire buchi di bilancio!

* Si dà anche il caso che la Mozione 5Stelle preveda l’attivazione di una “Cabina di regia” permanente per “rendere effettivo il coordinamento delle Amministrazioni comunali sui temi della gestione idrica integrata” come se questo compito non spettasse all’ ATO3 – Autorità d’Ambito Torinese istituita con Legge Regionale n. 13/1997 e n. 7/2012.

Né la Mozione Lavolta né quella 5Stelle sono ancora state votate dal Consiglio comunale di Torino, e non lo saranno comunque in tempo per l’Assemblea dei Comuni soci SMAT del 28 ottobre prossimo. Il rappresentante di Torino che vi parteciperà non ha quindi alcun mandato dal Consiglio comunale e non potrà decidere di testa sua, in violazione dell’Art. 42 del TUEL – Testo Unico Enti Locali –  che conferisce al Consiglio comunale il potere di indirizzo e controllo sulle aziende municipali.

Basta la parola?  Una stretta di mano tra soci  PD+5Stelle?

Siamo arrivati al punto che basta un pezzo di carta presentato dal Gruppo di maggioranza assoluta del Consiglio comunale per superare ogni procedura di legalità, evitare il voto, esautorare il Consiglio comunale, in sostanza “farla da padroni” ?

I bilanci comunali in difficoltà non si sanano utilizzando le Società partecipate come fossero dei bancomat.  Prelevando le riserve di SMAT si pregiudica il suo Piano Investimenti 2016-2033.  Altri dovrebbero essere gli strumenti per un’Amministrazione che voglia essere alternativa rispetto a quella che l’ha preceduta. In primis  una forte iniziativa politica per la revisione del Patto di Stabilità.

Facciamo appello ai Comuni che già nell’assemblea del 14 ottobre
si sono ribellati allo strapotere di Torino,
a non accettare decisioni e procedure decise sulla loro testa e a loro danno,
perché ancora una volta, anche in questo caso:
SI SCRIVE ACQUA E SI LEGGE DEMOCRAZIA.

Torino, 26 ottobre 2016

Sorgente: 26 ottobre 2016 C.S.- SMAT non è un bancomat

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