PagineContro41bisUna sentenza della suprema Corte datata 16 ottobre 2014 ha dato ragione al DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), che nel 2011 aveva adottato una circolare con la quale veniva vietata ai detenuti in regime di 41-bis la ricezione di quotidiani, libri o riviste, tanto tramite pacco postale, quanto mediante consegna da parte dei congiunti in occasione dei colloqui. Un’ulteriore forma di repressione e ricatto rispetto alle già presenti restrizioni sul numero di libri che è consentito tenere in cella: solo tre.

Il regime di 41bis – cd. “carcere duro” – è il punto più rigido della scala del trattamento differenziato che regola il sistema carcerario italiano. Si tratta di un regime di tortura quotidiana, che viene giustificato in termini di “sicurezza”, ma che è in realtà volto a costringere i detenuti a “collaborare” tramite l’annichilimento delle soggettività. Quest’ultima ennesima restrizione lo dimostra: leggere è una delle principali forme di resistenza psichica e politica che detenuti e detenute possono mettere in atto.

Per questo, in concomitanza con il Salone del libro, è prevista a Torino un’iniziativa della campagna “Pagine contro la tortura -NO 41bis-“, volta proprio a contrastare il divieto di ricevere dall’esterno libri e stampe d’ogni genere nelle sezioni 41bis. Domenica 15 maggio, a partire dalle ore 14, davanti al Salone del Libro-Lingotto fiere, la Biblioteca Popolare Rebeldies (Cuneo), Radio Blackout e la Cassa Anti Repressione delle Alpi Occidentali hanno organizzato per tutto il pomeriggio letture, mostre, banchetti informativi, interventi audio.

Abbiamo parlato di questa iniziativa con Mitzi:

Sorgente: Radio Blackout 105.250 FM » Torino, 15 maggio: “Pagine contro la tortura – NO 41bis”

Comments are closed.