IMG_4561Era atteso per questa mattina il riesame per la revisione delle misure cautelari dopo che la Cassazione aveva respinto le motivazioni per l’accusa di terrorismo ma, a sorpresa, gli imputati hanno rinunciato al riesame.

Parrebbe, sembrerebbe, ma noi non ci crediamo, che dopo la lunga attesa il compito di ri-valutare le motivazioni respinte dalla Cassazione sia stato affidato allo stesso collegio bocciato, appunto, dalla Cassazione.
Parrebbe anche che i PM Rinaudo e Padalino abbiano proposto, per questo riesame, alcuni dei documenti che il giudice ha respinto nelle udienze del dibattimento in corso in aula bunker e l’abbiano fatto depositandoli venerdì 3 ottobre in orario di chiusura uffici, rendendo difficile, se non impossibile, per la difesa prepararsi adeguatamente.

Ecco come l’ANSA riporta la notizia:
(ANSA) – TORINO, 6 OTT – I difensori dei quattro No Tav accusati di terrorismo a Torino hanno rinunciato al ricorso al tribunale del Riesame. Il ricorso doveva essere discusso stamane a Palazzo di Giustizia. L’imputazione di terrorismo continua dunque ad essere mossa nei confronti dei quattro attualmente a processo in corte d’assise.

Questa la versione di Repubblica.it “Nonostante il processo contro Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi sia già avviato verso la sua conclusione i giudici del Riesame avrebbero dovuto discutere della misura cautelare emessa nei loro confronti il 9 dicembre quando furono arrestati. Questo perché dopo il ricorso in Cassazione da parte degli avvocati difensori la Suprema corte il 15 maggio scorso ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame che accoglieva l’impostazione della procura sull’accusa di terrorismo. Non ci può essere accusa di terrorismo se non c’è un “grave danno per il Paese o un’organizzazione internazionale” e se non si è “creata un’apprezzabile possibilità di rinuncia da parte dello Stato alla prosecuzione” delle opere per l’Alta Velocità: questo diceva in sostanza la Cassazione nelle motivazioni con cui rinviava al Riesame su questo punto chiedendo un approfondimento della qualificazione del reato.
Adesso se la Corte d’Assise confermerà l’impostazione dell’accusa i quattro rischiano una condanna a trent’anni di carcere”

#giudicatevoi e, intanto, godetevi questa bellissima immagine del presidio che si è svolto sabato pomeriggio al carcere di Alessandria, per salutare Niccolò, Mattia… Tutt* Liber* !

Simonetta Zandiri

 

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