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Arte sacra NO TAV, dedicata ai disobbedienti di Chiomonte

Solidarietà ai “disobbedienti” fermati ed allontanati con i fogli di via.

 

La manifestazione del 23 ha annunciato di voler “tagliare le reti” del cantiere come atto di disobbedienza civile ed ha raccolto per questo migliaia di persone disponibili ad un atto di coraggio individuale che avrebbe comportato notevoli rischi.

 

Molti attivisti che hanno raggiunto la Valsusa, anche da altre regioni, pronti ad unirsi a questa manifestazione forti del mandato assembleare, sono stati “fermati”, “identificati” (alcuni addirittura inseguiti dalla Digos a Torino), perquisiti, trattenuti in questura per 10 ore e poi rilasciati con la denuncia di “porto abusivo di armi atte a offendere” (solo in alcuni casi hanno trovato le cesoie) e fogli di via che impediscono loro l’accesso ai “luoghi” simbolo della lotta NO TAV (Giaglione, Chiomonte, Susa, Avigliana).

Alcuni di loro sono stati trattenuti pur non avendo ritrovato alcun oggetto “atto a offendere”, come “semplice prevenzione”, quella che noi definiamo una condanna alle intenzioni molto, troppo vicina all’orwelliano psicoreato.

A questi ragazzi va quindi tutta la nostra solidarietà, la nostra gratitudine e l’appoggio legale necessario a contrastare le misure prese nei loro confronti. Alle istituzioni va invece una forte condanna per linee repressive retaggio fascista (come i fogli di via, i fermi preventivi) e per i decreti preannunciati proprio in questi giorni dal Ministro Maroni che andranno ad inasprire le condanne per i reati che rientrano nell’ “ordine pubblico”, segnale di un governo sempre più debole che usa la forza per imporre opere devastanti, inutili e costose, come il TAV, e per mantenere il “controllo” di un disagio sempre più diffuso, senza intervenire per arginare i motivi che ci stanno pericolosamente portando sull’orlo di un abisso.

Gli articoli del giorno dopo, come sempre, rendono merito alle forze di polizia per lo svolgimento assolutamente pacifico della manifestazione, adducendo proprio la scusa di questi “fermi” come la prevenzione che ha garantito che i “cattivi” fossero lontani dai “buoni”.

Il Movimento NO TAV, nell’esprimere la solidarietà ai fermati ed alle centinaia di persone trattenute ai posti di blocco e perquisite, rifiuta questa versione e ribadisce che il merito della tranquilla manifestazione del 23 va ad uno straordinario movimento popolare che ha saputo resistere con grande dignità e determinazione alle provocazioni mediatiche dei giorni precedenti, all’estensione della zona rossa, ed alla provocazione insita nello schieramento di 2000 forze dell’ordine.

Il Movimento NOTAV

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