Soru“Il testimone non può essere obbligato a deporre sui fatti dai quali potrebbe emergere una sua responsabilità”,

così il presidente Quinto Bosio decide di limitare le domande degli avvocati del legal team ai due testi coinvolti in alcuni degli arresti del 4 luglio, per i quali ci fu querela da parte degli arrestati, “archiviata nonostante l’opposizione dei difensori degli imputati”, come fa notare puntualmente il PM Antonio Rinaudo. Poche, quindi, le domande concesse agli avvocati ai due testi Bagnasco e Di Leo, agenti della Squadra Mobile di Torino, in servizio nell’area archeologica la mattina del 3 luglio. Rinaudo: “il problema qui sarebbe un’omissione da parte del teste, al di là di un concorso nelle lesioni”, “Non è quella la ratio della norma”, fa notare un avvocato della difesa. Secondo Rinaudo l’avv. Novaro (assente nell’udienza del 17 giugno, oggetto di questo video) saprebbe “perfettamente i motivi per i quali è stata archiviata l’opposizione”, ma l’avv.Bertone fa notare che Novaro non può saperlo perché “non gli viene data copia del fascicolo, più volte richiesta”. Un altro avvocato  sottolinea che non è l’avvocato Novaro e non è tenuto a conoscere fatti che non riguardano la sua posizione, Rinaudo chiede con un certo sarcasmo “Ma lei, scusi, in che veste è qua?”, “Passavo per caso di qua”, risponde l’avvocato. Risata distensiva. Ma il punto è che aumentano gli ostacoli che non permettono agli avvocati di arrivare ad una verità oggettiva. Le domande non sono ammesse, Bosio è irremovibile. “Non le ammetto, punto”. Insiste Rinaudo “Su questi fatti l’imputato è stato indagato, la richiesta di archiviazione è stata fatta davanti al GIP che l’ha accolta, nonostante l’opposizione della difesa di Soru e Natalini. Quindi ora riapriamo un altro procedimento contro questo teste?”.
“Non stiamo riaprendo un procedimento, noi stiamo sentendo il teste sulle lesioni patite da Soru che sono state dichiarate da altri testi di questo processo come causate dalla caduta, che è chiaramente un fatto irreale e incredibile e allora è importante che in questo processo emerga cos’è successo, non sentiamo il teste per fare emergere la sua responsabilità”, spiega l’avv. Bertone. Ma Bosio insiste, il teste deve essere tutelato, punto.
Guardate il video e, come sempre, #giudicatevoi (Qui il resoconto completo dell’udienza del 17 giugno 2014)


Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

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