Riceviamo e diffondiamo.

Si sa le inchieste non sono fatte solo dai magistrati e dalla polizia, un ruolo attivo lo hanno i media che intervengono prima, dopo e durante per condannare chi è rimasto impigliato nelle rete repressiva dello Stato.

E  Genova non fa eccezione a questo giochino, ma del resto abbiamo delle buone penne con un curriculum adatto ad ogni situazione

Il Secolo XIX ed i suoi giornalisti Marco Menduni e Marco Grasso  hanno dato il loro meglio proprio in questi giorni. Un bel paginone dedicato all’operazione di polizia che ha portato all’arresto dei “vertici della centrale anarchica”. Genova diventa così “teatro della sfida dei terroristi”, progenitrice di una filiale importante dell’organizzazione che avrebbe avuto nelle sue disponibilità quasi tutti gli spazi genovesi ormai chiusi ed anche quelli attuali, oltre a quelli in Val Graveglia: dai posti occupati ai centri sociali, dalle biblioteche ai centri di documentazione, per arrivare ai media center, circoli e circolini.

Un articolo che non dice niente, non aggiunge niente se non dettagli personali alle informative arrivate direttamente dalla questura mischiate con qualche informazioni di archivio. Il tutto trasformato come al solito in indizi, prove e quanto altro.

Per altro ricordiamo precedenti articoli di Menduni festeggiati a sacchettate di rumenta nell’atrio de Il Secolo ed altri scritti che avevano smascherato la “velina travestita da giornalista”…
Dal canto nostro continueremo a frequentare “i covi” terroristici oggetto dell’articolo, quelli che frequentiamo da tempo, ringraziando per la pubblicità, certi che saremo sempre di più a lottare contro il dominio che ci vuole docili e passivi, per  la liberazione di tutti e tutte.

Solidarietà ai compagni e alle compagne arrestate, indagate e perquisiti

Alleghiamo l’articolo di Menduni e non quello di Grasso poiché davvero troppo ricco di particolari personali.

parte-due

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