RitornoLucaReti

Le puntate precedenti.

27 febbraio 2012, le truppe arrivano un giorno prima della data preannunciata all’assemblea NO TAV e Luca Abbà decide di mettere in atto un’azione di resistenza passiva, salendo su un traliccio dell’alta tensione. Supera agilmente gli agenti che però decidono di partire all’inseguimento. Durante la diretta radio su Blackout si sente chiaramente Luca avvisare l’agente sotto di non insistere nella salita, perché lui non si fermerà… Pochi istanti dopo Luca viene colpito da una scarica letale (ma ce la farà!) e cade a terra da un’altezza di 15 metri, privo di sensi. Il video della polizia manca però della parte più importante, ma i compagni sanno quello che hanno visto con i loro occhi. Chi piange, chi urla, chi resta per ore in attesa di risposte, chi raggiunge il CTO per restargli vicino, chi protesta, ovunque, con manifestazioni, blocchi e presidi che in poche ore danno un grande segnale di solidarietà a Luca.

Le giornate che seguono sono di grande mobilitazione anche in Valsusa, blocchi stradali fino allo sgombero con il solito metodo che ormai potremmo definire NO TAV (idranti, lacrimogeni, manganelli, inseguimenti per le vie, etc).
Luca è forte, recupera e torna con grande determinazione, pronto a ripercorrere quei sentieri per una giornata “pacifica e determinata”, come annuncia nel video del 21 settembre, per un “ritorno al futuro”, quel futuro che proprio in quel luogo ha rischiato di non avere più, quel futuro che vuole riprendersi il 29 settembre 2013.

Giornata piovosa, ma la grande solidarietà è visibile nelle centinaia di persone che gli sono accanto. Luca ed Emanuela sorridono, finalmente. Raggiunta la baita non può mancare quella battitura che in quel suono rende quasi tangibile la determinazione così diffusa, poi un taglio simbolico a quel filo spinato israeliano basta a far scattare prima l’idrante…
Per quella giornata Luca ed Emanuela sono oggi a processo, nella seconda udienza, il 26 settembre, è stato ascoltato il teste dell’accusa Sorrentino, che ha parlato di “lanci di pietre e danneggiamenti all’idrante”. Descrive poi i tanti “fotogrammi” realizzati dagli agenti e scaricati su album foto e video in rete, arriva inaspettatamente il PM Rinaudo pronto a mostrare tutto il materiale ma il proiettore non funziona, e si passa all’esibizione delle immagini in formato cartaceo.
L’avv. Novaro, nel controesame del teste Sorrentino, chiede come abbiano fatto ad individuare CHI tagliava le reti, ma la risposta di Sorrentino sembra piuttosto vaga, “nell’immediatezza non li riconobbi per la distanza”, dice Sorrentino, “ma successivamente, individuato il danno, e attraverso foto e video siamo riusciti a capire che si trattava di Abbà e Favale”, ovvero Luca ed Emanuela.
Poi vengono mostrati filmati, dalle 16:31, del taglio delle reti, battitura e dell’idrante in azione ma si vedono chiaramente i manifestanti ridere sotto gli ombrelli.

Domani si riprende, Emanuela e Luca rilasceranno dichiarazioni spontanee, l’appuntamento è alle 12:00 al tribunale Bruno Caccia, AULA 58 e potrete seguire QUI la diretta.
Cerchiamo di essere presenti perché la solidarietà è l’arma migliore che abbiamo… usiamola!
Se non ce la fate, potrete leggere qui la trascrizione in diretta.

 Resoconto udienza10 dicembre 2014. Teste: premesso che la qualità della foto è veramente… potrebbe essere chiunque, rasato, a fare questa cosa…. sfido chiunque a riconoscere la Favale
PM: Lei non sfidi nessuno, risponda se è la Favale si o no

Alle 12:40 inizia l’udienza, qualche problema perché il giudice chiede se sia stata richiesta autorizzazione a filmare, Novaro ricorda che è stata richiesta alla scorsa udienza e che il giudice ha persino risposto “se l’avessi saputo prima sarei andata dal parrucchiere”, non risulta però a trascrizione.  Il giudice chiede quale teste sia atteso, Novaro fa presente che alla scorsa udienza il PM aveva rinunciato alla testimonianza di un agente ma l’avv. della difesa aveva fatto opposizione, Padalino risponde che adesso “il teste è della difesa, e non più dell’accusa quindi è onere della difesa convocarlo”.  L’avv. Novaro risponde che provvederà a contattarlo per la prossima udienza.
Entra il primo teste della difesa, Daniele Forte, di Rubiana.
Avv. Novaro: stiamo parlando di una vicenda accaduta il 29 settembre 2012, in riferimento ad una manifestazione che il movimento no tav aveva convocato a chiomonte, lei ha partecipato e per quali ragioni?
Teste: si, ho partecipato, la manifestazione occorreva in occasione del primo ritorno di Luca Abbà in  Clarea dopo una lunga convalescenza per l’incidente la caduta del traliccio, fatto abbastanza noto
Avv. Novaro: quindi cosa si intendeva fare, i siti del movimento avevano pubblicato qualcosa?
Teste: era una marcia con intenti pacifici, c’è stata la posa su un graticcio in legno di una lapide commemorativa delle gesta, posato nei pressi delle reti dove c’è il boschetto di betulle, poi siamo andati passeggiando nei pressi dei cancelli dove è stato fatto un piccolo discorso e dove ci siamo trattenuti con le classiche azioni del movimento, battitura, slogan.. pacifico, con i bambini. In un clima sereno anche se mesto perché pioveva, le condizioni di Luca erano quasi miracolose ma non ottimali, una classica manifestazione in stile no tav con le famiglie. Ricordo che parlò Alberto Perino e parlò Luca, altri discorsi non li ricordo.
Avv: quante persone erano presenti? Qualche decina, qualche centinaia…
Teste: un migliaio o due mi la persone
Avv: e la composizione?
Teste: assolutamente variegata, dagli anziani ai bambini, persone di tutte le età, parliamo di Luca, una persona molto ben voluta, nota a tutto il movimento, la partecipazione è stata ampia, il movimento c’era tutto in tutte le sue rappresentazioni
AVv: lei conosce bene Luca?
Teste :si, è un amico carissimo… io abito a Rubiana
Avv: Stiamo parlando di danneggiamento delle reti, lei ha visto qualcuno fare azioni di danneggiamento…
PM Padalino: eh facciamo domande…
Avv: Ha visto, al di là dei discorsi, qualcosa di particolare, al di là della battitura?
Teste: a parte il fatto contestato io non ricordo altro… c’è stato un gesto dimostrativo in cui è stato reciso un pezzo di filo spinato, questo è l’unico gesto che ricordo, tra l’altro con estreme difficoltà e fatto da una persona in bilico, un gesto quasi meno che dimostrativo
Avv: chi era la persona che faceva il taglio?
Teste: era Emanuela Favale, sorretta da non ricordo chi, ma una posizione difficile…. sotto la pioggia, tutt’altro che propensa a creare danni consistenti
Avv: lei ha visto fotografi o giornalisti li’ intorno?
Teste: fotografi che appartengono alle testate non li ricordo, ci sono le foto di Luca Perino che spesso fa reportage per il movimento ma non ricordo fotografi professionisti
Avv: rispetto alla condotta di Luca ricorda se anche lui abbia avuto occasione di tagliare?
Teste: non mi ricorda assolutamente che abbia potuto partecipare al taglio, ricordo che le condizioni di Luca nonostante le aspettative non erano assolutamente ottimali, anzi me lo ricordo sul pickup, poi assistito… era nei pressi, però rispetto al gesto specifico non posso dire in che maniera abbia partecipato
Avv Novaro: altre condotte di possibile rilevanza penale?
PM Padalino… eh non può dire tutto…
Avv Novaro: per accelerare i tempi di questo processo
PM Padalino acceleriamo ma c’è anche un codice di procedura
Teste: nulla che sia andato oltre la battitura, non ricordo neanche insulti.. battitura con oggetti di fortuna che si possono trovare intorno al cantiere, quindi pietre, bastoni, si batte sui new jersey per provocare rumore. La manifestazione è iniziata nel primo pomeriggio, pioveva, sarà durata 3 ore in tutto, poi siamo tornati dopo circa 3 ore, la camminata dura circa mezz’ora.
PM Padalino: le faccio vedere delle foto, così mi può dire se si riconosce in questa foto che le mostro.. se lei per caso è tra i manifestanti…
Teste: a parte le tre persone in primo piano faccio fatica a riconoscere chiunque
PM: No chiedo se lei si riconosce
Teste: no, non mi riconosco
PM: Le tre persone chi sono?
Teste: sono Abbà, Luca Perino e Emanuela… è l’inizio della manifestazione…
PM Lei rispetto all’inizio della manifestazione dove si trovava?
Teste: io di solito parto dal fondo e mi piace percorrerle tutte a ritroso, non so dove fosse Luca rispetto alla mia posizione
PM: Però ha detto che ha avuto modo di osservare la Favale che simbolicamente sorretta da qualcuno tagliava la concertina, le faccio vedere la foto1 delle 16:36
Teste: premesso che la qualità della foto è veramente… potrebbe essere chiunque, rasato, a fare questa cosa…. sfido chiunque a riconoscere la Favale
PM: Lei non sfidi nessuno, risponda se è la Favale si o no
Teste è una persona arrampicata… ha le caratteristiche che la Favale quel giorno aveva, è una persona con capelli rasati e giubbotto nero, non posso escludere che sia la Favale ma se mi favorisce una foto con una qualità migliore…
PM: guardi che è in gioco la sua credibilità
Teste: non c’è problema
PM: Le mostro un’altra foto, con una persona che impugna una cesoia
Teste: da questa foto vedo…
PM: Le ho chiesto se riconosce la persona che impugna una cesoia
Teste: io vedo una persona che impugna .. ma poi c’è una persona che impugna qualcos’altro con il manico rosso, o son due persone che impugnano una cesoia con un manico con due colori diversi, ma poi la foto è tagliata, mi scusi, io vedo Luca con la mano tesa dietro un altro che impugna un manico rosso…
PM: Ecco, le dò un’altra foto, mi dica cosa impugna Luca Abbà
Teste si, in questa foto impugna una tronchese… 
PM Non ho altre domande
Giudice: parte civile non ha domande?
LTF: Nessuna
Avv. Novaro: nella seconda foto si vede Luca che impugna una tronchese, lei quel gesto specifico se lo ricorda?
Teste: no, io non me lo ricordo, ho visto la Favale perché in elevazione ho potuto vederla, quel gesto non lo ricordo, peraltro nella foto in cui ho riconosciuto Luca  con tronchese è una posizione bassa.. quella condotta delle foto non la ricordo, da dove ero non potrei averla vista.
Giudice: Questa foto pag. 6, riconosce invece la Favale?
Teste: si, in questa foto è sicuramente riconoscibile la Favale nel gesto che descrivevo io prima
Giudice:  si, comunque ce l’aveva detto il teste… Farei entrare l’altro teste
Entra il teste DANILO MOUT, di Exilles, fraz. Cels.
Avv. Novaro: senta, lei cosa fa nella vita?
Teste sono artigiano, abito al Cels.
Avv. Novaro: mi sono dimenticato di chiedere prima al teste cosa faceva non so se posso chiedere a lui …. cosa fa nella vita il teste di prima
Teste: l’ingegnere, è presidente di un’associazione di commercianti e artigiani della Valsusa che si chiama Etinomia.
Avv. Stiamo parlando di una manifestazione del 29 settembre 2012, vuole raccontarci… perché ha partecipato, qual era lo scopo e cos’ha visto?
Teste: la manifestazione era stata indetta dal mov no tav per accompagnare Luca Abbà che dopo alcuni mesi da quell’incidente voleva far ritorno nel posto dove era stato ferito gravemente e tutto il movimento no tav ha deciso di accompagnarlo in questa visita al cantiere. Tutto era cominciato a fine febbraio 2012 quando durante le operazioni di sgombero del cantiere Luca come protesta si era arrampicato sul traliccio ed era caduto folgorato perché la polizia l’aveva inseguito… 

Giudice: va beh, il fatto è noto.. non credo ci siano problemi su questo…
Teste: volevo fare questa premessa perché tutta la valle e il movimento no tav era stato molto colpito da quell’episodio, quindi aveva deciso di tornare in quel posto con Luca perché molta gente era stata male. L’appuntamento era nella piazza di Giaglione verso le 14:30, c’erano qualche migliaia di persone, parecchia gente, da lì si è partiti, io ero presente verso l’inizio del corteo perché mi ero recato con il mio automezzo proprio perché Luca aveva problemi di deambulazione e quindi aveva bisogno di essere accompagnato, quindi per un piccolo pezzo l’avevo portato io, e sul mio mezzo avevo caricato una specie di movimento che si voleva mettere sul terreno acquistato dal mov. no tav in una zona recintata, e anche un impianto di amplificazione…. in quella zona li si voleva tornare ANCHE perché LUCA era proprietario di un suo terreno che era stato in parte espropriato e in parte no
Avv: quindi c’era un pezzo di terreno non espropriato che faceva parte del cantiere?
Teste: si, da quanto risultava dal mappale si, lui avrebbe avuto il diritto di accedere a questo terreno ma era recintato, e compreso all’interno dell’area del cantiere, quindi voleva vedere anche lo stato di fatto del terreno che era suo… io sono andato fino nelle vicinanze dell’area di cantiere dove è arrivata poi tutta quanta la gente e dove ci si è fermati. Attraverso questo piccolo impianto di amplificazione sono stati fatti discorsi da parecchie persone, anche da Abbà, emotivamente coinvolgente perché essere di nuovo li poteva rievocare una serie di cose brutte, quindi c’era un clima emotivo diciamo commosso. Eh… dopo di che alcune persone hanno scaricato questo monumento ed è stato posizionato nei terreni.. all’esterno del cantiere. E poi le persone si sono avvicinate alle reti ed è cominciata una battitura, come spesso accade nelle manifestazioni del movimento no tav. Le persone si sono avvicinate alle reti metalliche e hanno cominciato a battere con degli oggetti contro le reti per creare un po’ di rumore
Avv: c’era un clima di tensione?
Teste: no, assolutamente, pioveva molto, tanti avevano l’ombrello… ad un certo punto ricordo che Emanuela e Luca si sono avvicinati alle reti perché in qualche modo si voleva dare una specie di segnale simbolico nei confronti del cantiere, e in un primo tempo Emanuela ha preso delle piccole tronchesi…
Avv le farei vedere delle foto, la persona nella foto 6 è la signora Favale? (Si) Sta facendo quel gesto che lei sta descrivendo?
Teste: si, ricordo che aveva queste tronchesi e ci siamo messi tutti a ridere perché aveva il manico rotto, tenuto con lo scotch… cercava di tagliare ma si rompevano le tenaglie
Avv : voleva tagliare cosa?
Teste: il filo spinato, che rappresentava un po’ la chiusura nei confronti della popolazione
Avv: vorrei fare vedere delle foto
Giudice: possiamo usare queste..
Avv: se riconosce qualcuno in questa foto
Teste: riconosco solo Luca Abbà
Avv può descriverci l’episodio..
Test:e cosa stia facendo non saprei, ma era il momento in cui c’era stato questo taglio, era stata prima Emanuela a tagliare questo filo poi probabilmente anche lui ha preso in mano queste tronchesi… che non funzionavano perché avevano il manico rotto, forse qualcosa è riuscito a tagliare
Avv: quanti metri è riuscito a tagliare?
Teste è durato pochi minuti quindi penso pochi pezzi… io ero qualche fila più indietro
Avv: ha visto Favale e Abbà fare altre  cose?
Teste: no, la cosa che volevo aggiungere è che durante questo taglio la polizia si è avvicinata con un idrante e ha iniziato a spruzzare con un getto violento contro le persone che erano li, l’idrante aveva due getti, uno cercava di bagnare le persone che cercavano di tagliare e l’altro andava più a monte, infatti il getto violento era diretto verso i vetri della mia automobile parcheggiata un po’ più indietro e questi getti sollevavano le pietre li’ intorno… ero preoccupato anche per i vetri della mia auto e sono poi andato a spostarla
Avv: il taglio era finalizzato.. si poteva passare dall’altra parte del cantiere?
Teste: assolutamente no, era solo una cosa simbolica visto che li’ c’erano reti molto robuste

PM Padalino: si ricorda chi ha portato le cesoie?
Teste no, non saprei…
PM Erano sulla sua macchina?
Teste no, sulla macchina non c’erano, ad un certo punto sono comparse ma non saprei dire…
Giudice: quindi non c’era stata una determinazione comune, una programmazione di questo gesto di tagliare il filo spinato?
Teste: non lo so, qualcuno ha portato queste tenaglie ma penso che se avesse avuto un’intenzione seria ne avrebbe portato un paio FUNZIONANTE…  c’era solo quell’unico paio
Giudice: grazie

Entra il teste GUIDO FISSORE. Guido spiega subito che era presente ed entra nel racconto della manifestazione.
Teste: era stata indetta per diciamo festeggiare il ritorno di Luca in Clarea e quindi avevamo anche avvisato, l’ho fatto io, avvisato la questura di questa manifestazione, sono stato convocato in Questura e ho parlato con la capo di gabinetto dr.ssa Burdese, a Torino, abbiamo concordato che ci sarebbe stata questa manifestazione che sarebbe partita alle 14:30 da Giaglione per arrivare in Clarea e così è stato, pioveva e faceva fresco, c’era tanta gente, credo un migliaio di persone e siamo arrivati camminando da Giaglione fino alla Clarea, abbiamo fatto una sosta vicino alla baita diciamo sotto il pilone da cui Luca era caduto 6-7 mesi prima, poi avremmo dovuto arrivare in un terreno che è stato acquistato da un centinaio di membri del movimento no tav per la posa di una scultura e quando siamo arrivati davanti alla baita c’è stata una sosta e c’è stato un gesto simbolico di Luca e sua moglie Emanuela che hanno tagliato un po’ di filo spinato, direi un gesto simbolico perché uno, quel filo spinato concertina israeliana è molto duro da tagliare, c’era una cesoia mezza rotta, gli mancava un pezzo di manico quindi non… non era facile…. 

Avv: sa chi avesse portato le cesoie?
Teste: no, non lo so
L’avv. Novaro mostra a Guido Fissore due fotografie.
Teste: Vedo Perino, Luca Abbà.. nella foto sotto vedo Luca che tiene le cesoie e Emanuela Favale sulla sua sinistra… (altra foto pag.6) si, questa è Emanuela Favale
Avv: la condotta che sta tenendo è quella che lei ha descritto?
Teste si, si vede anche da qua che il manico… cioè l’impugnatura delle cesoie non è molto ortodossa..
Avv: A lei risulta che Luca Abbà sia proprietario di un terreno nel cantiere?
Teste: si, terreni che erano stati espropriati.. mentre lui era a terra, quel giorno e noi eravamo di fronte alla baita che era stata inclusa nel recinto nonostante il perimetro autorizzato dal CIPE prevedesse che la baita fosse FUORI dal CANTIERE
PM Padalino: è una finezza… la baita.. non ne parliamo
Avv: rispetto a queste reti è a conoscenza del fatto che il comune di Chiomonte ha fatto una diffida?
Teste: si, su richiesta di Pronatura Torino e mi pare parte del consiglio comunale di Condove fu fatta una richiesta o un ‘interrogazione al comune di Chiomonte e infatti il comune chiese la rimozione delle reti non legittime in quanto il cantiere era stato recintato senza che ci fosse il progetto esecutivo che era necessario, poi la rimozione non è stata fatta e dopo qualche tempo il TAR aveva (ndr non si sente) Però in quel periodo c’era questa condizione neanche tanto infondata che le reti fossero illegittime, la baita… a 5 metri il comune aveva disposto l’interruzione dei lavori, o l’abbattimento, non ricordo, e il giorno dopo c’era l’ordinanza di sequestro e furono apposti i sigilli
PM: CI può dire se lei è stato indagato in altri processi inerenti….
Teste si, sono stato processato per la rottura dei sigilli della baita di cui parlavo e sono indagato… imputato, scusi, per i fatti del 27 giugno del 2011
PM Padalino Grazie. Nessuna domanda.
Giudice: il filo spinato è stato effettivamente tagliato?
Teste si…
Giudice :ma l’intento di tagliarlo quando è emerso, sin dall’inizio o è stato estemporaneo?
Teste io direi che è stato estemporaneo, un gesto simbolico… infatti quando hanno attivato l’idrante io ho ricevuto una telefonata dal capo di gabinetto, che diceva “mi dicono – gli uomini della digos – che stanno tagliando il filo spinato” e mentre parlavo sono stato INONDATO dal getto dell’IDRANTE e le ho detto “ma è un gesto simbolico.. “ e lei mi ha detto va beh, non si preoccupi… quindi forse aveva delle informazioni che sembrava che volessero abbattere le recinzioni del cantiere invece era un gesto simbolico.
Giudice: Va bene, grazie.

Avv. Novaro: ci sarebbero le dichiarazioni spontanee
Luca ed Emanuela si avvicinano e vanno a sedersi nella prima fila, inizia LUCA: “Ci troviamo qui oggi per difenderci da un’accusa quanto meno bizzarra. Si parla di un danno di 300 euro e per questo fatto si è istruito un processo che ha comportato ore di lavoro, notifiche, km percorsi.. con tutti i tagli alla spesa pubblica ma… tutto ciò è stato fatto in nome di una persecuzione giudiziaria nei confronti del movimento no tav che si occupa di contrastare un’opera devastante e…”
PM Padalino non è qui per leggere un comunicato, le dichiarazioni devono essere spontanee e attinenti ai fatti
Luca: si sta parlando di cose nostre…
Avv: se non è attinente lei può intervenire ma…
PM Parlare di persecuzione….
Luca: torniamo ai fatti, abbiamo voluto tornare su quel luogo… il 27 febbraio durante lo sgombero manu militari…. di fronte ad un’azione dimostrativa le forze di polizia dettero prova di incapacità e scarsa professionalità … il mio ritorno in Clarea poteva essere un modo per esorcizzare quel momento dimostrando ancora una volta la determinazione per opporsi allo scempio in corso in valsusa. ” La parola passa a Emanuela: “Sotto una pioggia battente quel giorno migliaia di persone decisero di accompagnarmi in quel luogo…”
Giudice: allora, parlate uno per volta.. comincia la sig.ra Favale?
Emanuela: “l’accusa suona veramente ridicola confronto alla devastazione dell’ambiente, con saccheggio di risorse portato avanti dal sistema politico finanziario, siamo qui per rivendicare il diritto di difendere quel territorio sottratto con la forza. Quel giorno mi sono arrampicata per tagliare quel filo spinato concepito per dilaniare la carne, ne sono orgogliosa e fiera.. sarò fiera di esserci in futuro, sempre al fianco dei valligiani che operano da anni contro il sistema TAV.. ci sarò anche in nome della creatura che porto in grembo, con la volontà di consegnarle un mondo migliore rispetto a quanto vogliono imporci… ci sarò anche per Chiara, Claudio…
PM Padalino (interrompendo) : Basta, basta, la smetta con questo COMIZIETTO, BASTA!

Avv. Novaro: è un’ingiuria, procedibile con querela di parte…

PROSSIMA UDIENZA 20 MARZO ore 10:00 aula 80

Simonetta Zandiri & Maria Eleonora Forno – TGMaddalena.it

 

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