Liberta_AlAveva presentato invito all’astensione, l’avv.Losco, per il riesame di Lucio, Graziano e Francesco, invito non accolto, l’udienza è stata lunga ed i PM Padalino e Rinaudo hanno riproposto frasi come “fu un atto di guerra” e similari, proprio come nella requisitoria del processo per gli altri quattro che il 17 dicembre dalla stessa accusa erano stati assolti.
Non c’è due senza tre, dunque. Sconfitto prima in Cassazione, poi in Assise, e ora al Riesame il teorema di Caselli, che continua a rilasciare interviste e pubblicare articoli, direttamente o tramite uno dei suoi legali (come Vittorio Barosio), e agitando fantasmi del passato che almeno ad oggi sembrano non trovare alcun riscontro nella realtà.

“Non sono note per ora le motivazioni del Riesame”, scrive Frank Cimini sul blog Giustiziami.it,  “ma appare logico pensare che i giudici abbiano scelto di stare nel solco tracciato da Cassazione e corte d’assise. Il Riesame era presieduto dal giudice Cristina Domaneschi che in passato decidendo sulla sorte dei primi 4 militanti NoTav aveva confermato l’accusa della finalità di terrorismo. Per questo era stata destinataria di un invito ad astenersi dal momento che si era già espressa sullo stesso  fatto e sulla stessa questione di diritto. Domaneschi decideva di non astenersi, ma evidentemente le decisioni in materia assunte da giudici superiori hanno finito per indurre il presidente e l’intero collegio a prendere atto che la strada era ormai sbarrata. (…)

Adesso i difensori dei 3 militanti chiederanno la scarcerazione, già concessa dalla corte d’assise ai primi 4 dopo l’assoluzione con la misura degli arresti domiciliari. I 3 dal giorno della nuova ordinanza bis sono finiti in regime di alta sorveglianza, un 41bis di fatto, come era accaduto agli altri per oltre un anno. E tutto ciò per la rottura di un compressore il 14 maggio del 2013 a Chiomonte.”
Simonetta Zandiri – TGMaddalena

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