[AGGIORNAMENTO IN CODA]

Torniamo sull’estremo ponente ligure. Con la prima puntata ed iniziamo da Vallecrosia (su cui si tornerà anche nelle prossime puntate). E’ qui che il 28 gennaio scorso si è celebrato il funerale del MARCIANO’ Giuseppe, detto “Peppino”, per lungo tempo a capo della “locale” della ‘ndrangheta Ventimiglia (unitamente al PALAMARA Antonio, che non sta granché bene e che auspichiamo viva a lungo così da vedersi finalmente infliggere la condanna per 416-BIS che merita). Ma la ‘ndrangheta non finisce con la morte del vecchio boss, o con la malattia del più potente PALAMARA, così come non trova fine nemmeno con le Sentenze di condanna. La ‘ndrangheta sopravvive ai vecchi ed i morti, sopravvive alle condanne, finché non sarà condannata con l’isolamento sociale, politico ed economico. Purtroppo, in terra di Liguria, da ponente a levante, anche se i provvedimenti giudiziari ci sono, è proprio e soprattutto l’assenza di risposta civile che permette al “potere” dell’organizzazione ‘ndranghetista di persistere nel condizionare e inquinare la vita della comunità. Ed allora torniamo a delineare il “nuovo” contesto di questa comunità, così come avevamo fatto – ad esempio – ben prima de “LA SVOLTA”

Partiamo da alcuni dettagli dell’inchiesta “LA SVOLTA” che riguardano il contesto di BIASI Armando, il «ragazzo d’oro» del MARCIANO’ capo-locale. Ripercorriamo, quindi, per iniziare, parte di quanto avevamo già reso noto da tempo (vedi ad esempio qui). ..

Era il dicembre 2010 quando il capo-locale della ‘ndrangheta di Ventimiglia, MARCIANO’ Giuseppe, aveva necessità di trovare una collocazione per venditori di agrumi provenienti dalla Calabria. Dalle attività di indagine è stato documentato che per trovare una pronta soluzione, salvaguardando il proprio prestigio e ruolo di “autorità” sul territorio, il MARCIANO’ Giuseppe ordinava al sodale TRINCHERA Salvatore di interessare della questione l’allora vice-sindaco di Vallecrosia, ovvero il BIASI Armando, «affinché provvedesse a sistemare tali venditori in Vallecrosia, nei pressi di un bar gestito da alcuni suoi parenti». Le attività di indagine consentivano, quindi, di accertare che prontamente il BIASI Armando «aveva concesso il proprio benestare per far parcheggiare i venditori, avendo indicato alcuni luoghi specifici in Vallecrosia».

Ancora prima, il 4 settembre 2010 nell’ambito delle attività di osservazione disposte con l’inchiesta dell’antimafia, veniva monitorato un incontro tra il BIASI Armando, MARCIANO’ Vincenzo cl.1948 e l’impresario edile LANZO Vincenzo, originario di Cosoreto (RC) e residente a Ventimiglia (foto a lato).

Ed ancora il 7 ottobre 2010 incontrava e conferiva con il POLIMENI Giuseppe, soggetto che risulta tutt’altro che secondario nella ragnatela capeggiata dal MARCIANO’ e dal PALAMARA. Dalle indagini, ad esempio, è emerso che il POLIMENI Giuseppe detto il pastore“, ad esempio, raccontava al MARCIANO’ Giuseppe di aver partecipato all’annuale festa tenuta presso il santuario della Madonna dei Polsi «e di aver notato la presenza di appartenenti alle forze dell’ordine in borghese» ed «in tale contesto sia POLIMENI Giuseppe che MARCIANO’ Giuseppe hanno concordato sul fatto che non bisogna farsi intimidire dalle indagini delle forze dell’ordine». Ma non basta, infatti il POLIMENI (foto a lato) per gli esponenti apicali della “locale” è soggetto qualificato, di assoluta fiducia, e ciò emerge dal fatto che il MARCIANO’ parlava apertamente con questi dell’intenzione sua e del PALAMARA di attuare un attentato per rispondere alle inchieste della Magistratura («[…] Addirittura, MARCIANO’ Giuseppe è andato oltre le parole di semplice disprezzo, auspicando e dicendo a POLIMENI Giuseppe, che insieme a PALAMARA Antonio stava valutando l’ipotesi di dare un segnale forte alle istituzioni, intendendo probabilmente la possibilità di eseguire a tal riguardo un atto intimidatorio. […] A proposito della fondatezza del paventato attentato, va riferito che sono stati trovati anche dei riscontri del tutto compatibili. Innanzitutto MARCIANO’ Giuseppe ha riferito il proposito di eseguire l’attentato proprio a POLIMENI Giuseppe, chiamato anche il pastore per la sua scarsa cultura e uomo della ‘ndrangheta con contatti stabili con l’ambiente della delinquenza comune, che rappresentava certamente una persona in grado di compiere o far compiere un eventuale atto intimidatorio qualora richiesto. […]»).

Successivamente, inoltre, ad esempio, il BIASI Armando, in data 15 febbraio 2011 è stato osservato, dai militari dell’Arma, presso il bar “OTTAGONO” di Vallecrosia, l’incontro tra il Sindaco BIASI Armando ed il MANNIAS Giancarlo (foto a lato in giacca chiara con ALLAVENA Omar e MARCIANO’ Vincenzo cl. 48), fedele uomo della “locale” di Ventimiglia ed in particolare dei MARCIANO’, alla guida della cooperativa “MARVON, lo strumento economico del sodalizio per acquisire commesse pubbliche (in primis dall’Amministrazione SCULLINO-PRESTILEO di Ventimiglia) ed operativa anche, ad esempio, nell’ambito dei cantieri dei costruendi Porticcioli Turistici di Ospedaletti e Ventimiglia.

Anche il contesto familiare del BIASI Armando non risultava estraneo alle esigenze del sodalizio ‘ndranghetista. Dagli atti dell’inchiesta emergevano, ad esempio, sia il cugino BIASI Joseph detto “Peppe” (gravato da precedenti di polizia quali estorsione, ricettazione e traffico di stupefacenti), sia il nipote BIASI Natale (con precedenti di polizia per di ricettazione ed associazione per delinquere). Entrambi pronti a rispondere alla chiamata dal MARCIANO’ Vincenzo cl. 77, affiliato e figlio del capo-locale. Entrambi i due parenti del BIASI risultavano, come ha documentato l’inchiesta “LA SVOLTA”, coinvolti dagli esponenti della famiglia ‘ndranghetista dei MARCIANO’ per concretizzare una truffa. Scrivevano nell‘Informativa finale “LA SVOLTA” i militari dell’Arma: «[…] mentre erano in casa MARCIANO’ Giuseppe, la moglie Angela e il figlio Vincenzo, quest’ultimo ha raccontato di come hanno organizzato la truffa per mezzo dei carichi di materiale. Hanno parlato di una dozzina di bilici, materiale da prelevare in Calabria e rivendere nel nord del Paese. Ha poi spiegato che avrebbero pagato i primi acquisti per conquistare fiducia, per poi pagare a singhiozzo sino a lasciare un ultimo debito di grossa entità […]». Una truffa, «che sarebbe stata ideata da PRIOLO Giuseppe», che i Carabinieri indicavano avere un ammontare di circa 400 mila euro e per cui i mezzi degli autotrasportatori della famiglia BIASI risultavano necessari per poterla concretizzare.

Brevemente, ora, ripercorriamo il percorso che ha visto il giovane vice-sindaco BIASI Armando promosso a Sindaco di Vallecrosia, con l’interessamento costante della “locale” ‘ndranghetista.

Era l’11 febbraio 2011 quando MARCIANO’ Giuseppe ed il nipote Vincenzo cl. 48 vengono intercettati mentre parlano delle elezioni comunali di Vallecrosia del successivo maggio, ove vogliono l’affermazione di BIASI Armando. In quell’occasione si apprende che alla riunione a Vallecrosia in programma quella sera era stato invitato anche il capo-locale della ‘ndrangheta di Ventimiglia, ma che il MARCIANO’ Giuseppe non avrebbe presenziato, per l’ovvia ragione di non farsi vedere…

Gli interessi perseguiti dal capo-locale della ‘ndrangheta attraverso il Comune di Vallecrosia emergono nitidamente anche nella conversazione del 27 febbraio 2011 fra lo stesso MARCIANO’ Giuseppe e l’avvocato BRIOZZO Silvano. Dall’intercettazione emerge l’attesa della consultazione elettorale per alcuni non meglio precisati “affari immobiliari”, come annotano i militari dell’Arma dei Carabinieri ([…] BRIOZZO dice a MARCIANO’G. che sul discorso immobiliare c’è da fare un po’ di lavoro, MARCIANO’G. dice che per il momento è tutto bloccato e che si sbloccherà dopo le votazioni di maggio (NDR elezioni amministrative nel comune di Vallecrosia) [….]).

Un intervento diretto del sodalizio emergeva non essere solo per fornire i “pacchetti di voti” sotto il controllo del sodalizio, ma anche nella formazione della stessa lista di candidati del BIASI. Quando SEVA Antonio, il 5 marzo 2011, si reca a casa del MARCIANO’ Giuseppe per chiedere «una mano» per sua figlia, Francesca, candidata con BIASI (e che sarà eletta), emerge chiaramente che il MARCIANO’ sia stato attivo nella definizione delle candidature, tanto da far sì che venissero inseriti dei “liguri” nella lista del BIASI al fine di non attirare troppo le attenzioni. Conferma a ciò arrivava in occasione di un altro incontro intercettato il 15 marzo 2011. In questa occasione il capo-locale, parlando con il nipote e ALLAVENA Omar, affermava: «[…] comunque l’abbiamo mandato a chiamare ci abbiamo fatto mettere 5 liguri nella lista non c’era..c’era uno solo hai capito..! No, no tu devi fare che qua siamo a Vallecrosia non siamo noi quelli che che..vedi..5 liguri ha messo […]».

Proprio quel 5 marzo 2011, nella sua abitazione, MARCIANO’Giuseppe, con il SEVA, si lasciava andare nel racconto di come ha presentato il BIASI Armando a SCAJOLA Claudio (che in allora era l’indiscusso detentore dello scettro del centrodestra nell’imperiese). Il capo-locale della ‘ndrangheta non usa mezzi termini, per lui – anzi per loro – BIASI Armando è un «ragazzo d’oro» ([…] MARCIANO’ G.: …omissis… e ti posso dire una cosa, ha conosciuto SCAJOLA da me a Sanremo, m’aveva detto che voleva parlare con SCAJOLA e gli ho preso l’appuntamento, è venuto lì e ha parlato con SCAJOLA. C’ho detto che è un ragazzo d’oro infatti si sta comportando come un ragazzo d’oro! Con tutti! Capisci cosa ti voglio dire![…]).

Il 24 aprile 2011 emergeva che PARASCHIVA Federico riferiva al MARCIANO’ Giuseppe dell’esito «di un incontro con il futuro Sindaco BIASI Armando» ed il vecchio capo-locale esprimeva «rassicurazioni sul fatto che BIASI sarebbe stato eletto». Nella medesima occasione dalla conversazione intercettata nell’abitazione della famiglia MARCIANO’, emerge anche che il BIASI, rapportandosi con il sodalizio ‘ndranghetista, aveva anche cercato di far cessare le pubblicazioni contro l’organizzazione ‘ndranghetista ed i politici locali a questa vicini. Era proprio il MARCIANO’ Giuseppe a dettagliare in merito al fatto che per bloccare le pubblicazioni BIASI aveva anche chiamato «il Procuratore»e che se non si fossero interrotte sarebbero partiti con le denunce. Le pubblicazioni che davano l’orticaria agli ‘ndranghetisti (ed al BIASI) erano quelle della Casa della Legalità, sul sito dell’associazione e sul blog di Marco Ballestra […PARASCHIVA poi precisa a MARCIANO’ G. che quello scrive tutte le cose su di lui è quello di Savona (ndr Cristian Abbondanza). PARASCHIVAdice che questo qui sta sfidando. MARCIANO’ V.CL.77dice che prima o poi lo ammazzeranno…].

L’insofferenza per le pubblicazioni antimafia e l’attenzione posta per il Comune di Vallecrosia, facendo emergere ancora una volta il rapporto con l’Amministrazione dell’Ente, si era già evidenziata, tra l’altro, il 17 aprile 2011, nella conversazione tra il già menzionato Avv. BRIOZZO Silvano, con ELIA Angela e MARCIANO’ Giuseppe. Negli Atti dell’inchiesta “LA SVOLTA” sintetizzavano i Carabinieri: «[…] MARCIANO’ G. chiede a BRIOZZO se ha letto quanto scritto dai giornali, BRIOZZO riferisce di aver letto articoli in relazione alla deposizione di SFERRAZZA e altri. MARCIANO’ G. riferisce che a Vallecrosia è un macello e hanno scritto su di lui, su BIASI, BRIOZZO chiede a MARCIANO’ G. chi ha scritto queste notizie, MARCIANO’ G. riferisce che sono state pubblicate dal “cornuto” di Ventimiglia (ndr blogger BALLESTRA) e Savona (ndr ABBONDANZA). MARCIANO’ G. riferisce che hanno scritto un sacco di informazioni per la zona tra Savona e Ventimiglia. MARCIANO’ G. mostra a BRIOZZO degli articoli che asserisce essergli stata consegnata dal sindaco di qua (ndr sindaco di Vallecrosia). MARCIANO’ G. riferisce che il sindaco gli ha detto di aver chiamato il Procuratore dopo aver letto gli articoli in quanto vuole fare una denuncia. BRIOZZO leggendo i nomi dei MACRI’ riferisce che sono difesi dal suo studio. MARCIANO’ G. riferisce che c’è anche il nome Saso e che dicono che è stato raccomandato da Vallecrosia alle ultime elezioni, BRIOZZO dice di averlo visto recentemente e si domanda se lui sia a conoscenza di questi articoli. MARCIANO’ G. dice che per avere quelle informazioni ci deve essere qualcuno che parla anche a livello politico. […]».

Il giorno delle elezioni del 2011 la lista BIASI sfiora il 60%, come da previsioni degli esponenti della “locale” della ‘ndrangheta, e porta in Consiglio Comunale Fabio PERRI, Teodoro TURONE, Rocco GIACOBBE, Cristian QUESADA, Graziano BALBIS, Silvano CROESE, Francesca SEVA e Gian Franco PERETTI.

Una volta eletto Sindaco il BIASI sarà subito chiamato dal sodalizio che non perde tempo e procede per raccogliere i frutti dell’apporto elettorale fornito al neo Sindaco.

 

 

Fin qui è storia acquisita, agli Atti. Ma cosa è successo dopo che BIASI Armando, alla luce delle attenzioni poste con l’inchiesta “LA SVOLTA” ed il possibile arrivo di una Commissione di Accesso anche al Comune di Vallecrosia, rassegnò le dimissioni?

In terra di Liguria, dove l’asse SCAJOLA-BURLANDO non è mai venuto meno, soprattutto nel ponente ligure, si assiste alle più curiose convergenze.

Se il gruppo che fa capo al BIASI, «il ragazzo d’oro» dei MARCIANO’, alle elezioni comunali del 2013 promuove la propria lista (con BALBIS Graziano candidato sindaco ed gli altri fedeli uomini di BIASI, tra cui QUESEDA Cristian, PERRI Fabio e TURONE Teodoro) in alternativa a quella promossa dal PD, sempre a Vallecrosia iniziano la manovra per conquistare il PD.

Se il loro gruppo resta saldo all’opposizione in Consiglio Comunale a Vallecrosia, la prima occasione della strategia di conquista del PD risultano le Primarie “inquinate” del partito di Renzi, per la selezione del candidato alla Presidenza della Regione Liguria nel 2015. Come abbiamo già narrato e documentato in molteplici occasioni, la ‘ndrangheta anche in quell’occasione, da ponente a levante della Liguria, si dimostrò presente più che mai, portando il proprio supporto a sostegno della prediletta di BURLANDO Claudio nonché prescelta anche da una fitta schiera di fedeli uomini di SCAJOLA, la PAITA Raffaella.

A Vallecrosia uno dei uomini di punta del gruppo BIASI, già candidato ed eletto nel 2011 con la lista BIASI, “vagliata” dal MARCIANO’ Giuseppe, QUESADA Cristian (nella foto d’apertura e foto a lato con il BIASI), diviene Responsabile del Comitato PAITA di Vallecrosia. Da lì, con altri del medesimo gruppo, promuove il DONZELLA Massimo, candidato del PD nell’imperiese, fedele uomo di BURLANDO e della PAITA. A DONZELLA non andrà bene, con la candidatura in FORZA ITALIA del nipote Marco nella circoscrizione imperiese, e dei fedelissimi MELGRATI e VACCAREZZA nel savonese, suona la campana per la raccolta dei voti direttamente SCAJOLA Claudio, che poi rivendicherà pubblicamente che sono stati proprio i voti di questi territori del ponente – su cui la sua influenza è indiscussa – ad aver determinato la vittoria del centrodestra in Regione.

Agli uomini del gruppo del «ragazzo d’oro» dei MARCIANO’ di lì in avanti andrà benissimo, nella loro manovra per conquistare il locale PD, come adesso vedremo.

In diversi chiedono la tessera del partito, sostenuti dall’area renziana che a livello regionale vede in prima linea BURLANDO e PAITA. La senatrice del PD, Donatella Albano, di Bordighera, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, venuta a conoscenza di tale manovra, non ci sta e – stando a quanto raccontano esponenti del partito – riesce a far congelare il tesseramento.

Il gruppo, presente anche direttamente il BIASI Armando, cerca persino un approccio con il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. L’occasione è un’incontro dell’esponente del Governo nel ponente. Il ministro Orlando però non li considera nemmeno di striscio ed il tentativo di avvicinarlo fallisce.

Ma questi non mollano la presa. Iniziano a presenziare alle riunioni interne del PD, perché grazie al favore del Commissario cittadino ottengono comunque agibilità e tessera, nonostante, tra l’altro, in Consiglio Comunale a Vallecrosia siano sempre, con il gruppo della lista del gruppo BIASI, all’opposizione della Giunta espressione della lista civica con il PD.

E’ così che si ritrovano iscritti, con parenti ed amici, alla vigilia delle Primarie per la selezione del Segretario nazionale del PD (nella prima fase stravinte da RENZI) ed in occasione del Congresso della sezione di Vallecrosia – fissato per oggi 9 aprile 2017 – che dovrà eleggere i nuovi dirigenti locali del partito.

Tra i neo iscritti c’è, con moglie ALATI Giuseppina e parenti, il QUESADA Cristian, che negli ultimi tempi fa anche da autista a BURLANDO Claudio, accompagnandolo anche alle riunioni di Partito (e che poi è anche logico che BURLANDO abbia un autista che per andare a prenderlo e riportarlo attraversi, andata e ritorno, mezza Liguria).

Vi è il già vice-sindaco di BIASI, TURONE Teodoro (foto a lato), candidato nella lista del gruppo BIASI nel 2013.

Vi è il candidato sindaco, alle elezioni amministrative 2013, della lista del gruppo BIASI, BALBIS Graziano (già assessore nelle giunte con BIASI), che è iscritto con moglie e figlia.

Vi è il braccio destro di TURONO, ACCARDI Vincenzo, con moglie e figlia pure lui.

Per farla breve, su 56 iscritti oltre 30 arrivano diretti del gruppo BIASI. Fatti due conti il numero giusto di “iscritti” per assicurarsi la maggioranza.

I militanti storici del PD locale non ci stanno ed hanno chiesto l’intervento della Commissione Nazionale dei Garanti segnalando i termini, pesanti, della questione.

Per oggi, 9 aprile, è stato programmato il Congresso del PD di Vallecrosia, chissà se i Garanti bloccheranno la schiera del «ragazzo d’oro» dei MARCIANO’ – con in prima linea lo storico uomo di BIASI, quale è TURONE, ed il fedele giovine QUESADA – oppure se invece si mostreranno a costoro acquescenti perché preferiscono garantirsi il loro “pacchetto di voti”
Per chiudere questa prima puntata, appare opportuno annotare che alcuni dei neo iscritti del PD di Vallecrosia, il 28 gennaio 2017, erano tra coloro che hanno “ben” pensato di recarsi a rendere omaggio al capo-locale della ‘ndrangheta MARCIANO’ Giuseppe.

Si tratta di ACCARDI Vincenzo e del TURONE Teodoro che non ha mancato, nell’occasione, di baciare pubblicamente il MARCIANO’ Vincenzo cl. 77, figlio ed erede del defunto “Peppino”, condannato per 416-BIS nell’ambito del processo “LA SVOLTA” sia in primo grado che in Appello.

Come facciamo a dirlo? Ecco qualche foto e fotogramma dell’occasione che come Casa della Legalità – Onlus abbiamo documentato…






 

AGGIORNAMENTO
1) appare opportuno sottolineare che la Casa della Legalità – Onlus non ha indicato nulla di “ipotetico”, bensì ha riportato elementi oggettivi e documentati, avendo, tra l’altro, anche copia della lista degli iscritti vecchi e “nuovi” al PD di Vallecrosia, nonché avendo anche verificato i contenuti del ricorso ai Garanti;
2) il Congresso del PD di Vallecrosia si è svolto senza l’intervento dei Garanti con quindi la nuova maggioranza interna definita dalla schiera degli uomini del «ragazzo d’oro» e con, nel nuovo Direttivo, il BALBIS Graziano, già della lista BIASI ed alle ultime elezioni del 2013 candidato sindaco di tale lista.

3) La location del Congresso
L’appuntamento si è svolto in una via particolare di Vallecrosia. Lungomare Marconi.

Siamo nella strada dei pellegrinaggi a casa della famiglia MARCIANO’ (al civ. 109) ben documentati nell’inchiesta “LA SVOLTA”. Incontri con il MARCIANO’ Giuseppe, così come con il figlio Vincenzo cl. 77, ove si recavano – così come facevano presso il vecchio ristorante “LE VOLTE” di Ventimiglia – non soltanto i loro cumpari ‘ndranghetisti, ma anche coloro che dovevano chiedere favori, aiuti o quanti semplicemente si mettevano a disposizione del sodalizio.

 

Siamo nella strada dove ha sede uno dei luoghi abitualmente usati per incontri elettorali del gruppo, ovvero il ristorante “CORALLO” dopo che le fiamme lo avvolsero. E proprio il titolare del ristorante, BIAMONTI Luca, era uno di coloro che, con il TURONE e l’ACCARDI, il 28 gennaio 2017 si è recato a rendere omaggio al capo-locale della ‘ndrangheta MARCIANO’ Giuseppe. Nei due fotogrammi seguenti, della Casa della Legalità – Onlus, i tre che scendono le scale dopo il saluto al boss presso la Chiesa di Vallecrosia:

L’immobile che ha ospitato fisicamente il Congresso locale del PD, in Lungomare Marconi 75 (foto che segue di RivieraPress), risulta essere nella disponibilità dell’immobiliare “CIPPO” di Via Roma 5, sempre di Vallecrosia. E la “CIPPO” risulta del TURONE Teodoro.

Fonte: Ri-Svolta sul ponente 1 pt. Vallecrosia, dalla corte del boss al PD

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