cap2013“Questa è casa mia!” , con queste parole Renata, detta Renna, imputata in questo processo, iniziò il suo sfogo rabbioso quel 31 dicembre 2013 quando le forze dell’ordine in assetto antisommossa impedirono ai manifestanti di raggiungere anche il ponte sul Clarea, vicino al cantiere del TAV a Chiomonte. L’udienza dell’11 febbraio è stata imperniata sulla testimonianza dell’ispettore della Digos Ferrara, ed in quella del 12 febbraio è stato chiamato a deporre Siragusa Francesco, della Digos di Torino (qui resoconto delle due udienze). E’ solo nell’udienza dell’8 aprile che, finalmente, le versioni cominciano ad essere un po’ più credibili anche rispetto agli stessi video che la polizia scientifica ha realizzato e  che, sorprendentemente, sembra coincidere più cone le versioni dei testi  della difesa: Guido, Claudio e Roberto e con le stesse deposizioni degli imputati.

(…) Non ho insultato,  né oltraggiato alcun pubblico ufficiale, né ho tirato calci a chicchessia (…) Quello che ho sentito è invece il colpo infertomi sull’arcata sopraccigliare  con il manganello mentre mi stavo allontanando cingendo mia moglie per proteggerla” la dichiarazione spontanea di Cosimo, uno dei quattro imputati.

“(…) Nel corso della nostra vita di errori ne commettiamo tutti, nessuno è perfetto e come ho detto, non siamo delle macchine; ma una cosa la posso dire: quando cammino per la strada lo faccio a testa alta e quando mi guardo nello specchio sono fiera di ciò che vedo e di ciò che sono”, un frammento della dichiarazione di Renata, anche lei imputata.

[Qui il resoconto completo dell’udienza dell’8 aprile]

L’11 maggio si è svolta la discussione finale, dopo l’appello la giudice Iadeluca (che ricorderete per l’assoluzione di Erri De Luca) invita il PM Di Balme ad iniziare la sua requisitoria, ma prima dà lettura del dispositivo sulla richiesta formulata alla scorsa udienza di acquisire l’opuscolo “sentenza storica”, riferito a quella emessa dal Tribunale dei Popoli: <<il tribunale, rilevato che esso non attiene ai fatti oggi oggetto di giudizio respinge la predetta produzione documentale.>>

[Scarica pdf testo completo sentenza Tribunale dei Popoli]

Nessuna sorpresa da parte dei presenti in merito alla decisione della Iadeluca. La parola passa quindi al pm Arnaldi Di Balme

 

La requisitoria del PM Di BALME

Sarò sintetico, i filmati li abbiamo visti, l’istruttoria è stata estremamente articolata. Stiamo parlando della notte tra il 31 dicembre 2013 – 1° gennaio 2014 varco 4 zona baita Clarea, un gruppo di persone giunge in prossimità della zona interdetta, questo documentano i filmati questa è l’origine di tutto. Questo gruppo di persone si trova lì a festeggiare il capodanno anche con intenti dimostrativi dimostrati dai testimoni che non credo siano in discussione. Questi signori vengono invitati a non proseguire (avvisati) perché c’è la zona protetta del cantiere, c’è il rischio che sfuggano comportamenti che in passato si sono verificati e che hanno come obiettivo il cantiere. Le persone si radunano e ovviamente contestano il fatto di essere stati fermati, da parte delle forze dell’ordine mi sembra evidente che non ci sia un atteggiamento vessatorio e lo dimostra il fatto che lo Justesen effettua un aggiramento (..) e, fermato dalla polizia, viene riaccompagnato e ricongiunto al gruppo. Tornando al fatto che viene impedito di oltrepassare il pronte siamo di fronte ad una crescente …. per bloccare la manifestazione. (..) La sig.ra Odisio comincia con una serie di oltraggi ripetuti, fatto assolutamente pacifico, fatto che certamente , e queste considerazioni varranno anche per i successivi comportamenti, non può essere considerato scriminato dall’esistenza di atti arbitrari da parte delle forze dell’ordine . E’ stato valorizzato in esame delle difese il concetto “questa è casa nostra” ma il fatto che da parte dei soggetti presenti ci fosse una rivendicazione di proprietà e di esclusività del territorio io non credo sia sufficiente a far proseguire il gruppo perché era doveroso impedire quell’accesso. Se era doveroso impedirlo perché lì non potevano accedere con quelle modaità certamente è legittimo che la polizia si posizionasse qualche metro più avanti della zona interdetta, è una scelta tattica operativa delle forze dell’ordine che non può essere messa in discussione….. (…) Le forze dell’ordine là dove si trovano a dover difendere un determinato spazio di terreno e determinati interessi ritenuti da non raggiungere da parte degli interlocutori possono scegliere le modalità con cui questa cosa deve essere garantita, in questo caso qualche metro più in là. La manifestazione non era autorizzata e mirava proprio ad arrivare in quella zona (…). Vede come protagonisti una serie di soggetti che vantano alcuni diritti in merito a terreni che si trovavano al di là del ponte e che potevano, in altre circostanze, raggiungere, ma che in quel momento non sono l’obiettivo di ogni singolo avente diritto, si tratta di una manifestazione di gruppo con precise connotazione e che, ci dice la polizia, deve impedire l’accesso alla zona interdetta perché già in passato era stato presupposto l’arrivo alle reti del cantiere. Il quadro certamente non pone la caratteristica dell’arbitrarietà in capo alla scelta fatta dalle forze dell’ordine . E abbiamo accennato alla sig.ra Odisio che è la prima, l’altra contestazione riguarda invece lo Justesen, lo ritroviamo prima ricondotto tra le fila dei suoi accompagnatori, poi quando il blocco diventa una certezza, la situazione si incancrenisce, è in prima fila con atteggiamento aggressivo che si contrappone tra i prmi alle forze dell’ordine . Cosa succede, che evidentemente irritato per la presenza di operatori della polizia che stanno riprendendo le scene, tira fuori il telefonino e inizia a riprendere gli altri operatori, vice comm. Ferrara e altri operatori, il telefono viene fatto cadere … e viene preso dal sovrintendente Siragusa che poi lo restituirà qualche tempo dopo. Un’azione che avviene in pochissimo tempo, il telefono viene restituito, veniva utilizzato per riprendere gli operatori di polizia, abbiamo precedenti di immagini di No Tav poi (…..) oggetto di minacce, poi il telefono viene restituito.
Mi sembra che invocare la vicenda telefono, neutralizzazione dell’azione di fotografare, acquisizione del telefono 2 minuti, 3 minuti… non sia decisamente un comportamento che va a ravvisare arbitrarietà da parte degli operatori che giustificherà poi quello che è successo dopo.
Il telefono gli è stato fatto cadere da Ferrara? Si, Ferrara non ce l’ha raccontato subito, avrebbe fatto meglio ma  forse gli ha dato un colpo, forse l’ha preso… (….) la situazione sta peggiorando e coloro che si trovano in prima fila sono intenzionati ad alzare il livello di tensione, iniziano i primi spintoni, iniziano a scalciare e Ferrara ci dice che lo Justesen era tra questi. Succede che c’è un deciso rialzo di tensione, dalle retrovie comincia un lancio di petardi e pietre verso le forze dell’ordine , la circostanza è pacifica che ci sia stato un ripetuto lancio certamente di petardi perché è documentato e ci interessa perché è oggetto di contestazioni, sono tra l’altro petardi di cui viene ridimensionata la gravità e la pericolosità dai testi della difesa… mini petardi… ma sono lanci di petardi nel bosco e c’è pericolosità per incendi ma c’è anche pericolosità per le persone perché chiunque abbia vissuto una serata di capodanno movimentata sa che ricevere uno di quei petardi tra i piedi è grave e pericoloso per l’udito. Tra chi lancia proprio Giannelli viene visto fare una decina di lanci e la circostanza trova conferma nel video. Così come l’intero schieramento si stava dando ad una serie di ingiurie e oltraggi che sono socumentati, documentati anche versi da pecora, è documentato il fatto che l’Azzolini abbia pronunciato le frasi… che vengono riportate (…..). Per Giannelli e Azzolini il discorso è semplice, un po’ meno semplice per lo Justesen che ha un ruolo maggiore e più complesso. Certamente Justesen fa un’attività di contrasto e spintonamento contro questa barriera, tanto che… ne avevano indicati 7 o 8 più agitati, sono quelli che provocano la prima carica di alleggerimento alla quale ne segue una econda più leggera, lo Justesen cade, si avvinghia con un’altra manifestante, li ritroviamo a terra. Mi sembra che la testimonianza come anche la documentazione acquisita ci consenta di escludere che ci sia stato un comportamento realmente idoneo a costituire resistenza soprattutto nel momento in cui lo Justesen è a terra quindi quella fase mi sembra che non abbia trovato quella conferma che invece io ritengo ci sia stata nella fase iniziale, spintonamento e aggressione effettuata nei confronti di Ferrara e di altri operatori poco prima. Lo Justesen viene quindi portato dietro per l’identificazione, verrà fatto saltellare dalla polizia scientifica e non dalla Digos, le finalità sono state spiegate, non vedo quali particolari valori possono essere attribuiti al fatto di farlo saltellare per vedere se sta bene visto che era stato coinvolto in una caduta a terra, la spiegazione ci è stata data e non era certamente ispirata ad una intenzione di umiliazione nei suoi confronti. Assai poco piacevole la frase che riceve da altri operatori di polizia che fa riferimento al fatto di pagare, che fa riferimento ai figli, io non so cosa volesse dire, non è una frase piacevole e si poteva evitare, non l’ha pronunciata Ferrara e certamente non può costituire il presupposto per scriminare la frase che successivamente viene detta a Ferrara “ti venga un cancro al culo” da parte dello Justesen… io non so perché fosse così aggressivo verso Ferrara lo Justesen (….), da escludersi valenza di atto arbitrario e come tale scriminante alla frase che viene detta a questo operatore.
Quindi alla fine quello che dobbiamo giudicare… noi ci troviamo con una pluralità di soggetti che vanno con il preciso intento di proseguire sul ponte, entrare nel’area interdetta e probabilmetne raggiungere il cantiere. Vengono legittimamente bloccati, la situazione come tante altre è tale per cui la tensione sale perché la manifestazione voleva probabilmente proseguire e raggiungere il cantiere, forse gli uni avevano anche bevuto troppo e gli altri non erano così contenti di passare lì il capodanno ma di certo quest’azione che provoca l’alleggerimento da parte delle forze dell’ordine è illegittima, all’interno di questo quadro poi distinguiamo oltraggi, lancio, etc ma il contesto è questo e non può ritenersi sezionabile in micro elementi a loro volta giustificati da una serie di valutazioni “eh… ma io dall’altra parte c’ho il terreno” va bene, anche a me mi hanno bloccato quando c’era la Stratorino e dall’altra parte c’era casa mia, non sopportavo la gara e non sopportavo che mi si impedisse di passare ma non sono ricorso a forme illecite e non diventano lecite perché avvengono in val di susa in .. no tav. (…) Restiamo ai fatti, il giudice stesso vuole restare ai fatti nel momento in cui non acquisisce uno scritto… Le norme italiane dicono che non puoi fare quello, arrivare in un posto, spingere, calciare perché non ti piace essere respinto e questo è stato fatto con spintoni, insulti, lancio di pietre, che senso aveva aggredire gli operatori in quel modo? Con modalità  che, ripeto, sono illecite e non vanno adottate anche se i motivi sono nobili, sono i più nobili, sono e restano illecite. Allora infine la mia richiesta è di considerare responsabili gli imputati dei reati loro ascritti, ritengo che JUSTESEN sia responsabile del reato di cui all’art. 436 per questa pressione violenza che esercita nei confronti di Ferrara, non nel momento in cui è a terra quindi l’art. 337 in quanto legato a quella fase deve essere oggetto di assoluzione, mentre invece la frase pronunciata e sentita dai due testimoni deve essere a lui ricondotta e di questa deve rispondere e in continuazione con (….) assoluzione per reato art. 337 in relazione alla seconda parte della contestazione cioè violenza per opporsi al fermo… ritenuta la penale responsabilità per i reati art.336 e 341 bis cp, concesse attenuanti generiche, pena finale mesi 4 giorni 15 di reclusione.

Odisio: pena finale mesi 2 di reclusione
Azzellini: mesi 2 reclusione
Giannelli: 20 giorni di arresto.

Avv.Vitale difesa JUSTESEN

Io credo che questo dibattimento le abbia fornito varie chiavi e vari elementi di lettura dei fatti per una ricostruzione giudiziaria, direi che bisogna partire dal concetto generale, è Capodanno, ci viene detto come altre volte… alcuni aderenti del movmento no tav decidono di festeggiare il capodanno in val clarea su quei terreni di cui la sv ha l’indicazione degli atti di proprietà. E’ ovvio che vanno a festeggiare lì per polemizzare anche contro l’attività delel forze dell’ordine , dell’ex LTF per la grande opera, per altro con una legittimazione quantomeno ad persona di raggiungere quei terreni. Quindi c’è una manifestazione pubblica che viene pubblicata anche sul sito notav.info , si dice Si farà la cena poi ci si muove verso la clarea per il brindisi poi si torna a Venaus” questo è quello che c’è scritto e questo sapevano le forze dell’ordine … Da questa scarna indicazione non ci vengono forniti altri elementi dei soggetti che hanno partecipato alle assemblee.. no, questo è il motivo per cui ci sono le forze dell’ordine desumono che ci sia presidio per andare alle reti… confliggere e fare chissà cosa. I testi Fissore, Colarullo e Serra ci dicono qualcosa di diverso: ci dicono volevamo raggiungere i terreni di proprietà di movimento, non volevamo arrivare alle reti, quei terreni ai quali anche l’ordinanza prefettizia consente di arrivare, ci dicono che altre volte era successo di passare e raggiungere quei terreni, ce lo dice in particolare Fissore. Quella volta si sono stupiti perché le forze dell’ordine dicono in modo anche abbastanza brusco “da qui non si passa”, avrebbero potuto raggiungere il posto guadando il fiume ma uno dei nostri testi ci dice anche “guardate che non c’erano i giovanissimi del movimento, c’erano anche anziani… non anziani ma persone quantomeno della mia età. Quindi anche esteticamente mi viene da dire persone che non si presentavano come pericolose o aggressive…  Un gruppo di persone a volto scoperto, tranquille, comunque non li fanno passare. Ci sono degli elementi accertati in sede dibattimentale per dire “no l’intenzione era quella di arrivare alle reti e fare questo e quest’altro”? Assolutamente no, quelle che abbiamo di segno contrario sono deduzioni del funzionario che non trovano altri riscontri (…). L’invito andiamo in Clarea non significa sicuramente andiamo alle reti perché sappiamo tutti che quella è l’area.. non si individua solo la zona interdetta dall’ordinanza ma tutta quell’area, quindi il senso è andiamo da quelle parti.

Trovano il blocco prima del ponte, il PM: dice non importa se 5 metri prima o dopo… (…) Ho ritenuto di non rivedere le immagini perché le abbiamo viste e riviste in tutti i modi, nel DVD Corso1 alle 21:14, il momento in cui Justesen viene riaccompagnato, mi sembra si veda in una maniera più chiara che il blocco delle forze dell’ordine è ben oltre la spalletta del ponte … (…)  Pacificamente, credo, quella parte lì dalla spalletta del ponte alla zona del blocco delle forze dell’ordine non è zona interdetta, potevano o non potevano,  è legittimo o non è legittimo che organizzino il loro operato per tutelare al meglio … sicuramente, ma non se arriva un gruppo di persone spostano il limite dell’area prefettizia, del prefetto, che sicuramente non è intervenuto per dire di spostare quel limite qualche decina di metro. Io ritengo che non potessero farlo e ritengo che  legittimamente alcuni manifestanti abbiano dimostrato la loro contrarietà (…). Perché lo fanno? il PM ci fornisce una suggestione che condivido, i manifestanti, i festeggianti li chiamerei, erano probabilmetne indispettiti e arrabbiati perché non venivano fatti passare e le forze dell’ordine erano indispettiti o arrabbiati perché il 31 dicembre anziché essere a casa (si sente qualcuno che chiama, umanamente sono vicino a questi soggetti) si trovano in Val Clarea perché il questore gli dice andate lì… Perché fanno il blocco anche lì? La risposta più convincnete ce la fornisce il sostituto commissario Ferrara (…) perché è l’autorità di PS che decide làddove la manifestazione si deve fermare, sembra quasi di sentire Gian Maria Volonté, l’autorità decide dove… ma non il questore… non siamo riusciti a capire chi dice mettetevi lì (…) non lo sappiamo, l’importante è che l’autorità di ps ha deciso e comanda. Qui comandiamo noi, questo ci dice Ferrara. Ripeto, senza un provvedimento legittimo… c’è un’ordinanza di servizio? Non si sa,. fatto sta che viene interdetta un’area diversa e minore. Comunque i festeggianti si trovano e festeggiano… petardi…fontane luminose vicino ai manfiestanti, se qualche scintilla arriva non può raggiungere che i manfiestanti. Si vedono immagini 14:46 “petardini” legati da un filo unico che fanno pum-pum-pum fanno tante scintilline e non possono ledere alcuno… Effettivamente durante la carica si vedono arrivare due oggetti luminosi di colore rosso che sopravanzano sulle forze dell’ordine e vanno oltre, ma durante la carica….. prima c’è il “normale armamentario” che a Capodanno si trovano dalle alpi alle piramidi direi quasi….  Dicevo i manifestanti festeggiano, prima chiedono conto ce lo dice Fissore, Colarullo ci riferisce anche una circostanza importante, ci dice che così facendo veniva bloccato un sentiero fuori ordinanza che loro intendevano percorrere. Se così fosse a quel punto lo sbarramento non solo inibisce l’accesso ad area interdetta ma anche ad un ‘area non interdetta dall’ordinanza. Se il questore avesse  voluto interdire l’accesso al Clarea avrebbe bloccato il sentiero da Giaglione (…). Anche Serra ci dice che lo sbarramento lui lo individua 30-40 metri, conferma che anche altre volte erano andati oltre e non capiva perché quella sera il blocco fosse così avanzato e ci dice che questa non è la prima volta che la risposta è “questo lo decido io”. Poi prima carica, seconda carica, Justesen…  (…)
Justesen inizialmente si trova dall’altra parte , ci dice .. viene fermato e ricondotto verso i manfiestanti, lo stesso Siragusa dice “quando viene ricondotto per un po’ scompare”, si indirizza verso il fondo dei manifestanti. Ricompare nelle immagini al minuto 16 del DVD3, sono le 00:48, ha in mano un oggetto che sembra un telefonino, lo impugna con due mani e sembra stia facendo delle foto, è abbastanza in avanti, Ferrara è davanti a lui di spalle, lo abbiamo riconosciuto nei video per meglio ricostruire i fatti ho anche chiesto a lui se si riconoscesse… è un soggetto che è abbastanza davanti… Lì vicino ci sono tutti i testi, c’è Fissore, c’è Serra, c’è Colarullo, tutti in posizione… si intravede anche il sovrintendente Siragusa, sulla destra di Ferrara, ce lo dice lui.. (…) tutti in posizione ottimale per vedere cosa succede. Minuto 17:05 lo vedrà anche nell’ingrandimento che le ho fornito, si vede esattamente una mano che io attribuisco a Ferrara perché pare attaccata al suo braccio, che fa un passo in avanti , si avvicina allo Justesen e poi dà una manata, una mossa repentina, una mano che si alza e si abbassa, in questo momento presumibilmente Ferrara si impossessa del telefonino ma qui le versioni iniziano a divergere. Ferrara ci dice “abbasso il telefonino perché era vicino al mio volto… “ (…sent audio) , Siragusa dice che gli cade dalle mani (…) perché è impegnato a inveire e spingere con le mani, Ferrara a questo punto sposterebbe la mano per difendersi da questa aggressione, a quel punto il telefonino cade e nel giro di pochi istanti verrebbe restituito allo Justesen.
Fissore ci dice che è di fianco a Justesen e visto che eravamo ripresi e fotografati Justesen fa il gesto di fare le foto, Ferrara afferra il telefono e (…)  al minuto 18-18 effettivamente si vede pochi istanti dopo questo gesto del telefono, il sostituto proc Ferrara sembra faccia un gesto forse per passare qualcosa, forse no, non lo so perché non si vede  (…. )
A quel punto Justesen comincia a dire “mi hanno rubato il telefono!” e questo si sente dal video, Colarullo vede il gesto di qualcuno che prende il telefono, non lo attribuisce a Ferrara….. Serra che era più vicino, dice che Ferrara con uno scatto di nervi l’afferra e ci dice che non lo ridanno subito…. Ferrara e Siragusa dice che lo danno subito. Noi vediamo che passano circa 3 minuti .. però, giudice, può sembrare solo una scena teatrale ma non lo è… Una cosa è dire gli è stato restituito subito, un paio di minuti, una cosa è invece pensare a cosa sono un paio di minuti. (pausa). Sono passati 10 secondi. (pausa). Credo di potermi fermare a 30 secondi, dobbiamo moltiplicarlo per cinque. Questo tempo, questi 30 secondi sono già più che abbondanti, sovrabbondanti, sproporzionati per raccogliere il telefonino da terra… come dice Siragusa “era per terra in mezzo ai miei colleghi in divisa, dov’è? Eccolo, lo consegno a Ferrara… commissario ho trovato il telefonino credo sia quello del signore che ha davanti.. ah ok bene, le ridò il telefonino” saranno passati 20 secondi… ne passano (circa 3 minuti). Il PM: ci dice che il telefonino poteva essere sequestrato ma non è stato sequestrato, è stato temporaneamente sottratto, perché il motivo non riesco onestamente a comprenderlo. Il Garante per la privacy con una lettera di risposta ad una richiesta del ministero dell’interno nel 2012 dice che gli ufficiali pubblici possono essere fotografati e filmati durante manifestazioni pubbliche purché questo non sia in contrasto con la privacy (…). Justesen faceva fotografie la sera di capodanno, il commissario Ferrara poteva tranquillamente affermare forse, non so se erano già in corso le indagini per un episodio che può essere successo, dire “vorrei verificare le foto che han el suo telefono andiamo un attimo…” non lo so, di sicuro l’ultima cosa consentita a Ferrara era prendere il telefono, non poteva né buttarlo per terra, né prenderlo, questa credo si chiami violenza privata ma potrebbe anche avere altri nomi. A quel punto in quei momenti, torniamo a Fissore, Colarullo e Serra, ci dicono che sono certi che Justesen non stesse scalciando o spingendo. Ferrara ci dice che Justesen spinge ma nel momento in cui parte la prima carica…. poi aveva un’interperanza verbale, dice “mi han rubato il telefonino” diverse volte, in maniera noiosa se vogliamo, ma poniamo che questa sia intemperanza verbale. Ferrara comunque colloca lo spintonamento nel momento in cui parte la carica. Siragusa dice che prima della carica Justesen aveva il telefonino in mano e intanto stava anche scalciando, neanche Nurejev, le immagini però ci danno giustizia in questo senso, è impossibile quanto meno che Justesen abbia usato la parte alta perché ha questo oggetto tenuto con due mani e le due mani non si avvicinano a nessuno… quantomeno con assoluta certezza Siragusa sbaglia o ricorda male. Peraltro sembra veramente diffiile pensare che in quel momento, in quella posizione restando assolutamente fermo luo stesse scalciando. Anche perché quando c’è un manifestante che scalcia io vedo immediatamente la reazione del funzionario che c’è davanti, non necessariamente una carica, viene alzato lo scudo (…) viene fatto qualcosa. Anche perché non è pensabile che io prendo i calci e non muovo un muscolo, anzi, faccio un passo in avanti per buttare giù il telefonino.
La carica (…) anche qui credo che il video ci faccia giustizia, al minuto 19:58 c’è il primo momento della carica (…) a 20:03 la polizia inizia a spingere ed avanzare, sempre più spinta verso il lato sinistro e si vede chiaramente Justesen che è sul lato destro, la carica è a sinistra. Ferrara non si dirige verso questo pericoloso soggetto che lo stava spintonando e scalciando da chissà quando ma va a sinistra, mentre Justesen è a destra. (…) Ferrara quando c’è la prima carica non lo guarda neanche Justesen. 20:30 si ferma questo avanzamento e Jusesen è al centro con le mani in alto e dice “perché cazzo dovete caricarci”, 20:36…. 20:50 “l’avete cercata voi questa merda qua” è un turpiloquio, sicuramente, si usano parolacce e termini poco urbani ma non è minaccioso, non è oltraggioso di sicuro, non è ingiurioso è una considerazione male espressa, ed è sempre con le mani in alto. A questo punto c’è il famoso episodio… si sente l’urlo “ti venga un cancro al culo” … a me la voce sembra assolutamente diversa, in sede di istruttoria dibattimentale ho anche insistito perché si sentissero le frasi precedenti perché lo Justesen ha anche un accento particolare perché io ho sempre pensato fosse sudamericano ma invece è danese, quella frase “ti venga un cancro al culo” non ha la stessa intonazione …. potremmo pensare che magari Justesen camuffi un po’ la sua voce ma nel video la frase sta terminando, Justesen è girato verso l’operatore, si vede il viso.. ha le mani in alto e ha la bocca chiusa. Come potesse urlare non solo camuffando la voce ma con la bocca chiusa è incomprensibile. Questo per dire che qusta frase non l’ha detta Justesen, non può averla detta Justesen e quindi Ferrara e Siragusa che invece non avevano scritto questa frase nell’imputazione qui davanti a lei hanno detto sono sicuro l’ha detta lui .. ricordano male..? mentono? non lo so, sicuramente non raccontano la verità dei fatti (…). 21:02 parte la seconda carica, indubitabilmente parte sull’estrema sinistra, gli ultimi poliziotti in divisa a sinistra partono con la carica, Ferrara è girato di spalle, si vede, è davanti a noi ed è girato di spalle rispetto alla carica in fronte all’operatore (…). Justesen continua la sua posa plastica con le mani in alto, dopo 20 secondi si intuisce che c’è qualcuno per terra, alle 21:21 cominciano a trascinare qualcuno, alle 21:25 si vede la testa brizzolata di Justesen con sopra questa donna che urla lasciatelo! So che il PM ha chiesto l’assoluzione per questo episodio ma anche questo è significativo per la credibilità. Sono passati 20 secondi… di sicuro da questa immagine in poi Justesen è per terra e non scalpita perché si vedrebbe… (…). Nessuno degli operanti intorno si divende dai colpi, stanno solo separando i due, gli altri si disinteresano. 21:50 Ferrara si allontana e non può più vedere la scena, Siragusa: ci raccontava di un atteggiamento insistente e lesivo, non solo verbale, ci dice che in quella fase Justesen ha un piede per terra e usa l’altro per divincolarsi. Ora riguardando il video Siragusa che ha visto queste cose o dice di averle viste, compare sulla scena alle 21:56 .. è l’ultimo soggetto a sinistra, sta arrivando dalle prime file dove si è svolta la carica, non può avere visto nulla… impossibile materialmente. Arriva a 22:00, i piedi del signor Justesen in quel momento sono alzati, tenuti da personale delle forze dell’ordine in divisa e sorretti da un bastone che aveva una persona delle forze dell’ordine in divisa. In quel momento non c’era un piede per terra e non stava scalciando con l’atlro piede, perché siragusa ci dice di aver visto questa scen? Forse perché ricorda male.. ma se ricorda male questa scena, ricorda male il ti venga un cancro al culo, perché dovrebbe ricordare bene tutto il resto? Smentito dalle immagini, tra l’altro.
Ultima annotazione su tale frase, Ferrara a pag. 46 ci dice che la spinta che ricevono le forze dell’ordine era una questione di oltraggiare, spintonare l’operazione di polizia. Alla domanda “volevano passare”? “Secondo me erano già consci di non poter passare (…) quindi era una mera aggressione fisica”. Ferrara ci dice “non volevano passare” (…). Ultima frase: “A Justesen viene chiesto di saltellare”.. significativo come ce lo racconta Ferrara, non mi pare ne avesse parlato in anotazione, lui dice subito “viene portato di là peraltro mi ricordo che l’operatore della scientifica gli dice di saltellare… per carità non glielo dice per saltellarlo eh…?” Se io fossi sicuro di qual è la finalità non direi che non l’hanno fatto saltellare per umiliarlo …. perché è umiliante farlo (…)
Non è questa la situazione, sicuramente, fortunatamente. Ma stare con le mani appoggiate ad un muro e le gambe divaricate non è umiliante… se questo viene fatto a Bolzaneto è umiliante e il fine è umiliare (….).
Poi c’è quella frase, il PM riconosce che è una frase non bella, peraltro mi chiedo perché molto spesso al più le frasi delle forze dell’ordine non sono belle ma non costituiscono mai reato. 20:38 video DVD1 “prima o poi pagherai e se non paghi tu pagano i tuoi figli”, detto col sorriso sulle labbra. Io ho seguito la vicenda di YURI, il figlio di Justesen [ si veda VIDEO inserito nella trascrizione udienza 8 aprile 2016], che è stato colpito da un lacrimogeno alla nuca, era minorenne .. (..) .  Ma io devo dirle che quando questa frase l’ho sentita ha cominciato a rimbalzarmi, perché sono un padre, mia figlia ha 17 anni … se mi venisse detta una frase così non so (… ). Questa frase è una minaccia, è una minaccia grave perché fa riferimento ad una lesione che ha già patito il figlio di JUSTESEN e viene detta ad una persona che in quel momento e in esclusiva disponibilità delle forze dell’ordine .. (…)  Ferrara, e torno su un punto di credibilità dei testi, glielo chiedo diverse volte.. se ha sentito.. “stava guardando la carta d’identità” però dopo. nell’altro video in cui si riprende quella frase perché Gentiluomo [ operatore video, ndr ] viene da fuori ma incautamente prende tante cose… Corso riprende la fase successiva… in quel momento alla presenza di Ferrara, attiva nella discussione, si sente dire “non è una minaccia, è una constatazione”, e Ferrara interviene e dice  se fai queste cose è ovvio che ti succede qualcosa e Ferrara gli dice anche “tuo figlio è come te, un poco di buono”, perché Ferrara se l’è dimenticata quella frase? Perché pur non avendola sentita gli dà un’interpretazione? Perché interloquisce e si dimentica di averlo fatto?
C’è stata un’interrogazione corposa del teste Milano … perché nell’annotazione racconta parola per parola cos’ha sentito quella benedetta sera, è particolarmente curioso allora che se fosse stato tutto normale nessuno si sarebbe ( non capisco, ndr)  di scrivere anche quella frase nell’annotazione, se la sono dimenticata. La frase che invece sente solamente Ferrara, sulla cui credibilità mi permetto di avere delle perplessità e non mi interessa se son odovuti a problemi dolosi colposi o problem idi ricordo… Ferrara dopo, quella frase è immediatamente successiva, Justesen riprende i documenti e si allontana e quindi in quel momento griderebbe una frase “ti venga un cancro al culo”… a Yuri Justesen è venuto un lacrimogeno nella nuca, un indebolimento dell’udito, è il figlio dell’imputato… e pochi istanti prima alla presenza di Ferrara che ha sostanzialmente detto di essere d’accordo con quella frase gravissima che è stata detta, gli avrebbe detto la frase in imputazione… se non è un atto arbitrario….  

Qui l’atto costituisce reato perché sono minacce gravi ma la giurisprudenza  ci dice che …. la scriminante c’è tutte le volte che o l’atto è illegittimo o è legittimo ma portato avanti con modalità vessatorie.. ammesso che sia vero che Justesen abbia detto questa frase questa frase è scriminata come reazione ad atti arbitrari. Veniamo al resto…  La prima fase di resistenza o di violenza a pu (336). Primo ritengo che non ci siano sufficienti elementi per affermare che le cose sono andate come nel capo d’imputazione, sia Ferrara che Siracusa sono non credibili sul punto (…) , entrambi sono smentiti da quell’elemento cristallizzato e non manipolabile perché arriva dalla scientifica che è il video in atti, le cose non si possono essere svolte come ci viene narrato da questi testi. Dall’altra parte guardando il video le cose possono essersi svolte come ci dicono Fissore, Serra e Colarullo. Guardando il video i più credibili sono i testi della difesa… (….) Non è accertato che Justesen abbia spinto, scalciato, ma se anche l’avesse fatto non può essere andata come ci dice Siragusa (“con le mani mentre faceva foto colpiva…” con le mani sicuramente non colpiva se faceva foto)… se anche stesse scalciando ci dobbiamo chiedere perché Ferrara ci dice …. parte la carica e lui scalcia, tutto questo a distanza di pochi secondi dalla sottrazione indebita illegittima del telefonino, non giustificata da nulla, che si protrae nel tempo.. (..) La provocazione non è di Justesen, tenersi tutto quel tempo quel telefonino che non potevi neanche prendere è un atto arbitrario, quindi… nessuno ci spiega perché parte la carica… ma quindi da parte di Justesen reagire a quella carica è immediatamente successivo ad un atto arbitrario posto in essere da Ferrara quindi andrebbe scriminato ai sensi dell’art. 393 bis.
Vado a concludere (..) Ricordiamo cosa dice Ferrara a pag. 46 “quello che fanno lo fanno solo per oltraggiarci, era solo una mera aggressione fisica”. Mi chiedo se in assenza di elemento finalistico possa discutersi di un 337 o 336, non credo, perché la giurisprudenza ci dice anche che la “mera sofferenza” non è sufficiente …. perché è necessario che sia posto in essere per opporsi, per ostacolare, qui è posto in essere perché “siamo d’intralcio”… non credo possa essere configurabile il reato di cui all’art. In conclusione chiedo ASSOLUZIONE dello JUSTESEN con la formula che riterrà pù giusta (…) per tutti i reati ascritti, in subordine comunque credo che, anche ritenendo sussistente la penale responsabilità dello Justesen, chiedo che vengano riconosciute attenuanti generiche e anche attenuante della provocazione. Tu sai che puoi arrivare fino a quella porta ma non ti fanno arrivare a quella posta, ti viene sottratto il telefonino, vieni minacciato tirando in ballo tuo figlio, quanto meno l’attenuante della provocazione va riconosciuto.

C’è un’altra udienza con detenuto,  La Iadeluca decide un RINVIO per prosecuzione delle arringhe dei difensori dei restanti imputati: prossima udienza 23 maggio ore 14:00, aula 54, per ultime arringhe difensori.

Vedi anche:

“Quando cammino per strada lo faccio a testa alta”, le parole di Renna, uno dei quattro No Tav a processo per 31/12/2013 – Resoconto udienza 8 aprile 2016

“Questa è casa mia!” – udienze 11 e 12 febbraio processo fatti 31/12/2013. Prossima udienza 8 aprile esame imputati e testi difesa

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

Comments are closed.