Seconda parte della requisitoria del PM Pedrotta, al maxiprocesso NO TAV, nell’udienza del 7 ottobre. Imputati e pubblico sono stati allontanati, in aula restano i legali, le parti civili, la stampa.

La Pedrotta introduce una valutazione sui testimoni della difesa, che divide in due macrocategorie: “La prima macro categoria ricomprende tutti quelli che non erano presente a Chiomonte in quella giornata. E allora sono venuti a riferirci sulla legittimità dell’opera, sulle ragioni della protesta, sulla libera repubblica della maddalena. Bertolo Silvio, Cremaschi, Mattei, Airaudo etc etc. Ma questi testi sono assolutamente IRRILEVANTI, non hanno portato alcun contributo alla ricostruzione dei fatti, qui non siamo davanti al TAR, qui non stiamo giudicando l’opera, eh? Stiamo giudicando i disordini che sono avvenuti il 27 giugno e il 3 di  luglio, quindi nulla hanno detto sulle azioni violente che sono state poste in essere nei confronti delle forze dell’ordine che sono rimaste passive e hanno lanciato i lacrimogeni e allora sono testi irrilevanti, inutili, non servono a niente. Io mi spingo oltre, le ragioni della protesta, che siano più o meno condivisibili, non hanno rilevanza quando si passa all’azione violenza, non c’è ragione che giustifica comportamenti come quelli del 27 giugno e del 3 di luglio, non si vuole limitare il diritto alla manifestazione del pensiero si vogliono valutare comportamenti di reato.
L’altra macro categoria ricomprende tutti i testimoni che erano presenti sui luoghi, nell’area in generale, quel giorno, che possono essere poi ancora suddivisi in due sottocategorie: abbiamo quelli irrilevanti, e sono irrilevanti perché si trovavano in una zona diversa rispetto a quella in cui sono avvenute le condotte costituenti i reati in particolare nell’area antistante il museo archeologico (…) e quelli che “nel tentativo di difendere gli imputati si sono spinti a dichiarare il falso, perché hanno negato delle circostanze pacifiche e sono circostanze pacifiche perché ci sono i filmati e le fotografie”.

E dopo gli “istinti primordiali”, sfogati dai manifestanti a detta del PM nella prima parte della requisitoria, ecco “i professionisti della violenza”, per i quali “le manifestazioni a tutela di interessi collettivi sono un semplice pretesto, sono un semplice pretesto per sfogare la loro RABBIA nei confronti del SISTEMA. Per gli interessi della Val di Susa a certi soggetti non interessa niente, non sono li per tutelare la val di susa, sono li perché vogliono andare a sfogare la loro rabbia, se la vogliono prendere con le fdo, contro lo stato…. e allora va bene a val di susa o qualsiasi altro posto”

Guardate il video e, come sempre,
#giudicatevoi

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it
Qui il resoconto completo dell’udienza

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