parigi

2010 . Nella sede della RAF – RETE ANTIFASCISTA in Via Testi una ragazza originaria del mantovano, all’epoca appena maggiorenne, che frequentava il gruppo, venne invitata per una festa. In questo ” spazio sociale ” venne stuprata da alcuni componenti del gruppo.

I fatti, vennero filmati con un cellulare. Ma del video si venne a sapere solo nel 2015 dopo l ‘avvio delle indagini nei confronti del movimento antagonista parmigiano a seguito di un attentato incendiario contro la sede di Casapound. La ragazza viene riconosciuta dagli inquirenti che sequestrarono alcuni telefonini nel corso delle indagini e insieme a lei riconoscono anche gli autori dello che abusarono sul suo corpo anche utilizzando un fumogeno . Per questo “nell’ambiente” alcuni cominciarono a soprannominarla “fumogeno”. Fino al 2015 quando divenne invece un “infame” perche’ , sempre ” nell’ambiente ” , viene accusata di aver spifferato tutto agli ” sbirri “. Sta’ di fatto che sotto processo finiscono tre ragazzi, oggi ai domiciliari, due di Parma e uno di Roma. Altri 4 , due parmigiani, un milanese e un reggiano vengono successivamente accusati di complicita.

Il 28 ottobre scorso la ragazza è stata sentita come testimone dal collegio giudicante: è stata un’audizione lunga e aporte chiuse. Secondo “indiscrezioni” raccolte dalla Gazzetta di Parma ” la ragazza avrebbe raccontato di essere giunta a Parma in treno, recuperata in auto da un amico e accompagnata al collettivo, che frequentava di tanto in tanto. Lì avrebbero bevuto vino, da una bottiglia, poi le avrebbero passato un bicchiere, probabilmente drogato, dopo il quale si è sentita male. E’ andata in bagno, quando è tornata nello stanzone vi erano solo i ragazzi. Da loro è stata gettata su un tavolo, spogliata, gli abiti buttati sotto una sedia (dove li ha trovati la mattina successiva), abusata sessualmente da uno dei tre (e ha fatto il nome) e anche da altri. Poi, a tratti ha perso i sensi, mentre continuavano a usarle violenza. La mattina si è svegliata, sciacquata e se ne è andata a confidarsi con un’amica, senza mai fare denuncia, per non dare un dolore alla famiglia nonostante sapesse di un filmato che girava a Parma.”

Qui i principali articoli in merito ai fatti che sono girati sul web:

Stupro di gruppo a Parma: la violenza è sempre fascista, anche nei centri sociali

Circa i fatti di Parma nella sede della RAF: come riparare 4 crepe prima che qualcosa si rompa per sempre

Sentiamo Valeria una delle autrici di questo articolo Ascolta 

L’inchiesta – La Procura, nella persona del PM Amara, aveva chiesto da subito gli arresti per gli indagati, inizialmente sei. Due posizioni sono state stralciate, una, poiché il giovane si trovava all’estero, l’altra perché il protagonista non compariva nel filmato, per un sesto, residente all’estero, è stata disposta una nuova notifica degli atti.  Attualmente i tre, accusati di violenza sessuale, si trovano agli arresti domiciliari. Successivamente altri  quattro giovani finiscono sul registro degli indagati per favoreggiamento. Nelle udienze del 15 novembre e del 19 dicembre sono stati sentiti gli imputati. Lunedi 19 dicembre il gruppo Art Lab di Parma si è presentato in maniera organizzata per esprimere la propria solidarieta e vicinanza a Claudia.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Chiara di Medea Torino per una valutazione su cosa ha comportato uno stupro di gruppo in un e cosa ha significato il silenzio. Ascolta o Scarica. [Download]

Un contributo sui fatti lo abbiamo chiesto anche alle realtà estranee ai fatti di Parma

Filippo di Diritti in Casa Parma. Ascolta o Scarica.

 

E Arianna di Art Lab Parma. Ascolta o Scarica.

Sorgente: Radio Onda d’Urto » TESTIMONIANZE SULLO STUPRO IN UN CENTRO SOCIALE DI PARMA

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This article has 4 comments

  1. Purtroppo sono molte le storie di violenza e di sessismo che vengono per lo più “omissate” in un’area che dovrebbe, al contrario, affrontarle e risolverle. Una grave ipocrisia, davvero grave!

  2. Ascoltando Medea Torino, mi cresce la carogna perché anni fa a Torino tutto tacque, e molti dissero che non bisognava “spaccare il movimento”. Fatto che ha visto l’omertà grave come questa da parte del movimento. Mi riferisco al fatto che ebbe come protagonisti una compagna e il prof. Zucchetti del politecnico di Torino nonché esponente del movimento notav

    http://www.lastampa.it/…/no-tav-docente-del…/pagina.html

    • Grazie Simone, penso anch’io spesso all’omertà che ha circondato quella vicenda che, tra le altre cose, ho pagato personalmente subendo squallidi attacchi divulgati da una certa stampa di sinistra da difensori del personaggio in questione.