Presidio1 Prima udienza del secondo troncone del processo per l’attacco al cantiere di Chiomonte, nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, che la Procura di Torino tenta, senza successo, di configurare con l’accusa di terrorismo, bocciata sia in Cassazione (ai fini della custodia cautelare) che nel primo processo contro Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia  terminato in corte d’assise il 17 dicembre del 2014, con una condanna a tre anni e sei mesi che stanno attualmente scontando ai domiciliari.
I capi d’imputazione sono quindi gli stessi, ma si tratta di un processo a rito abbreviato per il quale i due PM Padalino e Rinaudo hanno insistito che la discussione si tenesse in un’unica udienza, prevista il 12 maggio, mentre la lettura del dispositivo di sentenza è fissata per il 27 maggio.
Oggi un presidio molto partecipato, poi trasformato in un corteo per le vie adiacenti scortato da numerose forze dell’ordine, ha ribadito la solidarietà per Lucio, Francesco e Graziano, ricordando con uno striscione in apertura che “il sabotaggio è compagno di chi lotta”. 
L’avv. Losco, già difensore nel primo processo, spiega che si è costituita parte civile TELT, precisa che è stata sollevata una questione circa la costituzione di TELT perché non c’era la documentazione che dimostrava il passaggio tra LTF e TELT ma non è stata accolta. Ci sono state le dichiarazioni spontanee di Francesco e Lucio sulla partecipazione dell’attacco al cantiere, simili a quelle dei quattro compagni attualmente ai domiciliari. 
Resta ancora aperta la questione dell’accusa di terrorismo ai soli fini della custodia cautelare, come spiega l’avv. Losco: “Qui siamo a processo per i reati “comuni”, quelli per i quali sono già stati condannati gli altri quattro dalla corte d’Assise, per la questione del terrorismo che è stata rigettata dal riesame perché poco prima della sentenza degli altri quattro era stata chiesta anche per loro l’applicazione del 280 e del 280 bis quanto meno ai fini cautelari è stata rigettata, è stato proposto il ricorso in Cassazione e c’è stato confermato anche oggi dai PM che la Cassazione per decidere dal punto di vista della custodia cautelare anche nei loro confronti è fissata il 16 luglio.”

Precisa inoltre che “i tre imputati al momento sono a Torino, alle Vallette, in condizioni disumane perché li hanno messi nei “protetti”,  all’inizio non gli avevano dato neanche i materassi, neanche la fornitura, sono isolati, hanno un’ora al giorno d’aria, insomma condizioni per cui hanno preferito tornare a Ferrara anche se in AS (alta sicurezza), ma almeno hanno avuto lo sblocco dei colloqui con gli altri detenuti, quindi abbiamo chiesto anche noi che venissero di nuovo trasferiti a Ferrara, il rinvio al 12 maggio è una ventina di giorni quindi consentirebbe il trasferimento in attesa del processo.”

Simonetta Zandiri  – TGMaddalena.it