sgombero27giugno

Dopo l’udienza dell’8 marzo, durante la quale gli avvocati del legal team NO TAV avevano svolto un meticoloso lavoro per opporsi alla costituzione di parte civile da parte di Coir, Cobar, sindacati di polizia, presidenza del consiglio dei ministri e vari ministeri, è la volta degli avvocati della controparte che rispondono, punto per punto, sostenendo la legittimità di tutti gli enti ed i ministeri a costituirsi parte civile.

Il primo a prendere la parola è l’avvocato del COIR (Arma dei Carabinieri), che ricorda che il diritto di organizzarsi in sindacati è sancito dalla Costituzione per tutti i lavoratori e per quanto, come ricordato dalla difesa, questa opzione non possa essere concessa ai militari in senso lato, resta un loro diritto la possibilità di avere un organo deputato alle istanze collettive, dunque la rappresentanza militare deve “assolutamente essere equiparata ad un sindacato come un sindacato della polizia o un qualsiasi sindacato civile.”

Spiega poi la differenza tra COIR e COBAR, precisando che il COBAR è l’organismo di rappresentanza di base, quello a livello regionale, mentre il COIR è un organo intermedio ma superiore, a livello interregionale e, fa poi un esempio per spiegarsi meglio: “In particolare, faccio un esempio per far capire… la rappresentanza militare è portatrice di questi interessi collettivi, qua stiamo discutendo delle lesioni, resistenze e altri reati, che avrebbero portato delle lesioni alle fdo in particolare ai militari dell’arma, 80 persone offese. Tra i compiti del COIR c’è proprio quanto accade durante il servizio. Tra tutti gli appartenenti alle fdo in particolare carabinieri addirittura ci sono alcuni militari che non potranno più rientrare in servizio, dichiarati parzialmente idonei a seguito delle lesioni subite durante gli scontri, quindi io ritengo che il COIR abbia tutti quegli interessi a costituirsi in giudizio per far valere quelle che sono le istanze collettive che ogni appartenente dell’arma può far valere.”

Anche l’avvocato Bertolino, del Sindacato Autonomo di Polizia (per capirci, quell’avvocato suggerito dal modulo pre-compilato svelato dagli Hacker di Anonymous nel quale si guidavano gli agenti ad indicare il danno subito durante le operazioni a La Maddalena di Chiomonte rif. http://www.contropiano.org/news-politica/item/16873 )  richiama il provvedimento del GUP che ha ammesso  la costituzione di parte civile del SAP. Spiega l’avvocato Bertolino: “si tratta di istanze provenienti da lavoratori della polizia di stato che hanno sollecitato la propria rappresentanza sindacale a prendere posizione rispetto a fatti gravissimi avvenuti in quel della Valsusa. Perché oltre ai lavoratori impegnati sul territorio, tutti i poliziotti appartenenti al SAP (e non) , sicuramente nel momento in cui hanno visto le immagini che tutti noi abbiamo visto in televisione, si saranno chiesti cosa stava facendo la loro rappresentanza sindacale. Che si è attivata sia all’interno, per chiedere più uomini e più mezzi, sia per chiedere una maggiore attenzione rispetto a episodi cosi’ gravi come quelli che stavano capitando in Valsusa. E, rispettando anche il dato formale, articolo 9 dello Statuto, si sono attivati anche all’esterno. Hanno dato mandato al segretario nazionale Nicola Tanzi di prendere posizione.

Perfetto. Così sappiamo che le immagini trasmesse in occasione degli scontri il 27 giugno ed il 3 luglio oltre ad aver contribuito a criminalizzare il movimento hanno anche spinto il SAP ad una “prova di forza” sindacale.

Vengono poi superate velocemente le eccezioni sollevate dal legal team per difetti di forma, come la questione della mancata indicazione dei soggetti o dei singoli reati nella procura e la firma a margine o in calce, nell’atto di costituzione di parte civile. Anche l’avvocatura del Consiglio di Stato, sulla costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, spiega che in effetti questa avrebbe dovuto essere firmata dal presidente del Consiglio dei Ministri, ma nella fattispecie è stata firmata dal sottosegretario di stato Catricalà, “una figura ibrida che nasce per coadiuvare e svolgere i compiti che sono propri dei ministri” e precisa che“esiste un DPCM del 2 gennaio 2012 pubblicato su GU 29 gennaio 2012 che delega la firma dei decreti e degli atti di competenza del Presidente del Consiglio, ad eccezione di quelli per cui serve una preventiva deliberazione del consiglio dei Ministri”

 

Insomma, il giorno dopo capodanno non avevano niente di meglio da fare? 🙂

 

Poi l’Avv. Giorgi prosegue spiegando che “la costituzione di parte civile è un atto di alta amministrazione…. la presidenza del consiglio dei ministri è presente nel processo non per fare il processo contro la tav” forse intendeva dire contro il movimento NO TAV? “ma nell’ipotesi in cui dovesse essere riconosciuta la penale responsabilità degli imputati e si fosse verificato un danno nei confronti dello stato la presidenza dei consigli chiede di essere risarcita… perché chiede che sia risarcito il danno all’immagine che lo stato ha subito a seguito degli accadimenti da cui i capi d’imputazione, in questo senso abbiamo una cassazione 12929 del 2007 la quale dice che se fatto lesivo incide sulla situazione giuridica …si ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale… il danno all’immagine è un danno che si riverbera sia sotto il profilo della diminuzione della considerazione da parte dei consociati, sia al riverbero che questa perdita di considerazione ha sulle persone fisiche….”

Rispondendo poi ad una delle obiezioni sollevate da un avvocato del legal team NO TAV, che faceva notare che il proprio assistito “c’è ma è imputato per mero danneggiamento.” e chiedeva “ Perché in caso di condanna dovrebbe ritrovarsi addosso tutto il danno patrimoniale e non patrimoniale chiesto dall’avvocatura dello stato?” l’avvocatura di stato precisa “Codice penale articolo 187 se un fatto penale è commesso da più persone vige il principio della responsabilità solidale…. il reato non è unico e sono diversi i reati posti in essere ma la dottrina maggioritaria sostiene che in ordine alla responsabilità civile, laddove non possa ricorrere l’ipotesi di responsabilità solidale art 187 comma 2 sicuramente ricorre l’articolo 2055 codice civile, se un fatto dannoso è commesso da più persone queste concorrono solidalmente nel rimborso del danno”.

Si passa poi dalla responsabilità solidale alla questione sollevata dall’avvocato di LTF sul travisamento. L’Avvocato Melano (legal Team NO TAV) nell’udienza precedente aveva infatti obiettato che il suo cliente era imputato del solo reato di travisamento, che certo non può aver contribuito ad eventuali danni sia fisici che patrimoniali. Spiega quindi l’avvocato di LTF: “il travisamento è una componente fondamentale della progressione criminosa che conduce ai contestati reati di danneggiamento, essendo il travisamento stesso una probabile causa e risorsa di impunità che rafforza il proposito crimonoso del soggetto travisato, agevolato e favorito nel compimento dei reati anche dal travisamento… “

Aggiunge, inoltre, “che il concetto di danno si è ormai dilatato sino a comprendere i cosiddetti danni indiretti o mediati, la giurisprudenza si è spinta anche a legittimare la costituzione di parte civile contro gli autori indiretti, es. sull’associazione per delinquere…. Nel contesto specifico bisogna osservare che travisarsi e travisarsi in massa è operazione evidentemente finalizzata a far si che non vengano riconosciute alcune delle persone che hanno intenzione o stanno per compiere i reati e in forza di questo rendere più efficace e operativa la modalità di realizzazione dei reati stessi. Ecco allora che questa è situazione di fatto che rappresenta una precondizione per gli altri reati che sono quelli che saranno più direttamente lesivi dell’incolumità patrimoniale della LTF che anche per questo chiede di avere titolo nella costituzione.

 

Non una parola, purtroppo, sul fatto che quello che definiscono travisamento era per lo più il tentativo di proteggersi, spesso con la bandana no tav o semplici mascherine di carta usa e getta, ben poco efficaci contro i gas CS, dalla nuvola di lacrimogeni nella quale siamo stati avvolti sia il 27 giugno che il 3 luglio e certo non perché intenti ad aggredire ma  per il semplice fatto che “eravamo li’”. Colpevoli di esserci, insomma.

L’Avvocato La Macchia, del legal team NO TAV, fa presente inoltre che “sull’istanza di revoca delle misure ancora attualmente in corso a carico degli imputati, il tempo trascorso è ampiamente sufficiente per ritenere affievolite le ragioni per le quali le misure cautelari sono state assunte…”, ma il PM risponde che “le misure permangono perché la situazione nei pressi del cantiere continua ad essere attiva quindi si ritiene che le misure debbano rimanere cosi’ come sono.

L’Avvocato Bertone chiede ancora di valutare lo spostamento del processo dall’Aula Bunker al tribunale di Torino.

L’udienza successiva era stata inizialmente fissata per il 12 aprile, rimandata poi al 31 maggio alle 9:30. Sempre (purtroppo) all’Aula Bunker.

Simonetta Zandiri – TG Maddalena

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