L’attivista Samantha Comizzoli rientrerà domani sera a Fiumicino, confermata espulsione e sequestro ingiustificato della sua telecamera.

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Ultime notizie su Samantha Comizzoli: confermata l’espulsione, Samantha rientrerà domani , 18 giugno, con volo in partenza da Tel Aviv alle 5:55 ore locali, arrivo previsto a Roma intorno alle 21:30 ore italiane. Costretta sotto pesanti pressioni a sospendere lo sciopero della fame iniziato dal momento dell’arresto per richiedere la liberazione dei bambini detenuti e torturati nelle carceri israeliane, Samantha rifiuta il provvedimento, non ha accettato il legale e ribadisce la sua ferma volontà di restare accanto al popolo palestinese per supportare la resistenza. Continuerà quindi ad opporsi con quella forza e quella determinazione che le hanno permesso di resistere e raccontare ogni giorno gli abusi perpetrati dall’occupazione sionista in Cisgiordania sulla popolazione palestinese. La sua telecamera, sequestrata durante l’arresto, non le verrà restituita, nonostante priva di smart card, ennesimo atto arrogante di quel mostro che Samantha ci ha insegnato a conoscere bene, giorno dopo giorno. Un mostro che può operare sfruttando quella detenzione amministrativa, retaggio di una norma utilizzata durante la precedente occupazione britannica, che consente la detenzione senza regolare processo per un periodo di sei mesi, rinnovabile all’infinito.

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Oggi a Nablus un presidio in solidarietà con i detenuti ha ribadito il sostegno a Samantha, chiedendone la liberazione, evidenziando in particolare le gravissime condizioni di Khader Adnan, prigioniero in sciopero della fame da 44 giorni, attivista perseguitato sin dal 1999, anno che segna per lui l’inizio di una lunga serie di detenzioni per un totale di oltre 6 anni nelle carceri israeliane, senza un solo processo ma rinnovando, alla scadenza, la detenzione amministrativa.

Qui il rapporto di AMNESTY (2012) sull’ingiustizia e l’abuso perpetrati attraverso la DETENZIONE AMMINISTRATIVA.

L’abituale silenzio dei media italiani sulla vicenda di Samantha è tanto più inquietante se, come ha più volte richiesto Sam, si considera l’evidente volontà di oscurare i gravi crimini commessi dalle forze d’occupazione contro la popolazione civile, donne e bambini inclusi, con la complicità di tutti i governi, palesemente più “sudditi” che amici. Samantha invita tutti i media ad essere presenti al suo arrivo all’aeroporto di Roma, domani, per rompere questo silenzio e diffondere la sua testimonianza.

L’arresto, la detenzione.
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Samantha Comizzoli, attivista italiana per i diritti umani, in Palestina dal febbraio 2014,  ha subito un arresto amministrativo per il visto scaduto,  il 12 giugno mentre si stava recando ad una manifestazione a Kufr Qaddum in un’operazione che assume i contorni di un’azione mirata.
Trasferita dall’isolamento nella prigione dell’aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv al carcere di Givon (per non chiari “motivi di sicurezza”) è stata costretta, sotto pesanti torture psicologiche, ad interrompere il digiuno intrapreso come ultima forma di lotta per la liberazione di tutti i bambini detenuti nelle carceri israeliane.
Samantha ha rifiutato l’assistenza di un legale in quanto consapevole che la procedura d’espulsione è già stata avviata e perché, come ha fatto sapere tramite il suo avvocato in Italia, Luca Bauccio, “non accetta la giurisdizione israeliana e considera il suo arresto illegittimo alla stregua dell’occupazione della Palestina e del sequestro del popolo palestinese”.
Accetterebbe il sostegno di un legale se la battaglia fosse focalizzata sulla liberazione dei bambini detenuti da israele, attualmente oltre 300. Su questo tema Samantha ha pubblicato numerosi articoli sul suo blog e due docu-film, “Shoot” e “Israele, il cancro”.
La visita del console italiano nel carcere di Givon, il 15 giugno,  non ha portato ulteriori chiarimenti, in un primo momento le informazioni avute dal consolato sembravano far presagire un’espulsione rapidissima, mentre la notizia di oggi, 16 giugno, è che si attende l’udienza di convalida dell’espulsione, normalmente entro 72 ore dalla prima.
La sensazione è che Israele sia intenzionata ad attivare il processo d’espulsione forzata ma non c’è nessuna certezza sui tempi. Potrebbe essere questione di ore, giorni, settimane,  o mesi.
Il 14 giugno il legale italiano di Samantha, Luca Bauccio, ha emesso un primo comunicato per intervenire su articoli e comunicazioni non veritiere pubblicate su media italiani  che riportavano informazioni relative all’arresto che lo stesso console ha confermato di non avere mai avuto dalle autorità israeliane e, di conseguenza, di non avere mai diffuso.
Luca Bauccio scrive: “La vita e la storia di Samantha sono alla luce del Sole: lei vive e opera per la libertà dei palestinesi e perché la giustizia e il diritto vengano ripristinati in quei territori.”
Sabato 13 giugno si è svolto un presidio sotto la sede della RAI di Torino per la liberazione di Samantha e la solidarietà ai prigionieri palestinesi, circa 7.000, di cui almeno 450 senza capi d’accusa, in detenzione “amministrativa”. La richiesta dei solidali in presidio di diffondere la notizia non ha avuto seguito per “problemi di programmazione del palinsensto”.
Attualmente le informazioni vengono diffuse principalmente tramite social network.

Vedi anche:

Samantha Comizzoli rifiuta decreto di espulsione e difesa legale: “Se c’è un avvocato pronto a battersi con me per la liberazione dei bambini detenuti nelle carceri israeliane allora lo accetto” (15/06/2015)

Samantha Comizzoli, attivista italiana, arrestata questa mattina in Palestina (12/06/2015)

 

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Samantha Comizzoli will be expelled from Palestine tomorrow. She was arrested by the Israeli army on June 12 for the visa expired. Samantha continues to deny the expulsion and will resist, she will arrive at Fiumicino, tomorrow June 18, around 21:30. The camera she was carrying when she has been arrested was seized and the authorities have indicated that will not be returned, although without SD card.

Samantha Comizzoli is an Italian activist for human rights. She was in Palestine since February 2014. She was arrested because of her expired visa on June 12th, while she was going to a political rally in Kufr Quaddum. It is a case of administrative detention and, probably, it was an operation focused on her.
She was detained in isolation at Ben Gurion airport, Tel Aviv, and then moved to Givon prison for unclear “security reasons”. She had begun an hunger stike as a way to fight for the liberation of children detained in Israeli jails but she had to stop due to heavy psychological torture.
She declined any legal aid because she knows the process of expulsion against her has already started. Furthermore, “she doesn’t recognise the Israeli law, and she thinks her imprisonment is as illegal as the Israeli occupation of Palestine and the seizure of the Palestinians”, as Samantha said via her Italian lawyer, Luca Bauccio. She would have accepted legal aid if the defence had been focused on the liberation of the children arrested by Israeli government. At the moment, there are more then 300 children in Israeli prisons. On this topic, Samantha published several articles and two docu-film, “Shoot” and “Israele, il cancro” (Israel, the Cancer).
The Italian Consul visited Givon prison on June 15th but the Israeli authorities didn’t disclose further details. The process of expelling was expected to be quick but today, June 16th, we are still waiting for the hearing that should validate Samantha’s expulsion. Normally, the validation process should end within 72 hours from the arrest.
It seems likely that Israel should start a process of forced expulsion but it could take hours, days, weeks or months.
On June 14th Samantha’s Italian lawyer, Luca Bauccio, published a first press release in order to stop the false news published by the Italian press. They reported informations about Samantha’s detention that even the Italian Consul had never heard about from Israeli authorities.
Luca Bauccio said: “ Samantha’s history and life are completely out in the open. She lives and operates in order to promote the freedom of Palestine and to ensure the restoration of justice and human rights in those territories.”
Last Saturday, 13th of June, a rally was organised under the RAI (Italian public radio and television) office in Turin for Samantha’s realease and as a way to show solidarity to Palestinian prisoners (there are around 7000 prisoners and 450 of them, at least, are in administrative detention with no accusation). The people that gathered there asked to spread the news of Samantha’s arrest but RAI had “problems with the organisation of the programming”.
For now, news are published and shared mainly on social networks.

This article has 3 comments

  1. Pingback: Previsto alle 20:40 del 18/06 a Fiumicino il rientro di Samantha Comizzoli, espulsa dalla Cisgiordania per visto scaduto | NUOVA RESISTENZA

  2. Perché la samantha non va in iran ? Secondo Human Right Watch, questo mese l’Iran ha giustiziato una persona ogni due ore. Tra mercoledì e giovedì sono state messe a morte circa 27 persone, per lo più condannate reati legati al traffico di droga, stando a quanto riferito dalla tv di stato iraniana. Ciò significa che finora in giugno sono state giustiziate 207 persone. Secondo la stima di Human Rights Watch, nel 2014 l’Iran aveva messo a morte più di 600 persone. Attualmente l’Iran è il paese che esegue più condanne a morte al mondo in proporzione alla popolazione. Domenica scorsa nel carcere di Miandoab è stato impiccato un detenuto politico curdo, Mansour Arvand, il cui fratello Esmaeil ha detto: “Arvand non è stato accusato di atti di violenza. Le accuse contro di lui erano appartenenza al Partito Democratico del Kurdistan iraniano, propaganda contro il regime, guerra contro Dio. E non gli è stato nemmeno permesso di incontrare la famiglia prima di essere giustiziato”.

  3. Avesse il dono dell’ubiquità forse pottebbe essere anche in Iran…Samantha é in gamba ma non una maga caro Luigi. Potresti andarci tu, io onestamente non ho abbastanza coraggio né per l’Iran né per la Palestina. Ho paura degli stati adsassoni ckme Israele e l’Iran.