Misurazioni di amianto e polveri (PM 10 e PM 2,5). La finta difesa della vita. Titoli in prima pagina sul pericolo rappresentato dalle alte concentrazioni di polveri sottili. Morti impunite da amianto. Tumori da benzene, da benzopirene, da diossine, da uranio impoverito, da radon.

 

Tumori probabili da sostanze come il PCB (policlorobifenile) e l’HCB (esaclorobenzene). Classificato come “probabile cancerogeno “dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro “(IARC di Lione) il PCB e, come “possibile cancerogeno” l’HCB. Sostanze oggi vietate, ma contenute come rifiuti.

Patologie gravi da mercurio, piombo i cui effetti fanno dire, ad alcuni ricercatori che viviamo una “pandemia silenziosa”. Rischi da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) nelle acque. Irrilevanza sostanziale del ministero dell’ambiente. Irrilevanza che è prodotta dalla POLITICA e dalla concezione, che hanno mostrato di avere della vita e dell’ambiente soprattutto gli ultimi quattro governi.  Sono oggettivi e veritieri i dati sulla concentrazione di fibre di amianto? La tecnica più diffusa si chiama MOCF (microspia ottica a contrasto di fase), ma presenta dei limiti notevoli perché non permette di rilevare le fibre di dimensioni più piccole e di non individuare con esattezza le fibre inclinate rispetto al piano d’immagine del microscopio. Allora perché si usa? Probabilmente a causa dei costi bassi.

 

 

Quale lo strumento di analisi migliore, per determinare la concentrazione di fibre di amianto e quindi il grave pericolo legato all’asbestosi e al tumore della pleura (mesotelioma)? Il SEM (microscopia elettronica a scansione). Sulla fondatezza delle misurazioni e sul campionamento,    poggiano  le azioni di tutela della salute. Questa è una fase di importanza primaria per tutelare la salute.

 

 

Storico il caso di anni fa, a Milano. Una violenta polemica sull’uso di uno strumento, per la determinazione delle polveri sottili (PTS e PM10), il TEOM (tapered element oscillating microbalance), interessò Milano. Un TEOM che era impreciso e inaffidabile. Le polveri sottili, particolato o PM sono particelle piccole e goccioline liquide di varia composizione. PM 10 vuol dire una particella a forma di “sfera” con un diametro pari, a 10 milionesimi di millimetro. Un termine di paragone può essere il capello, che ha un diametro di 70 milionesimi di millimetro. Le PM 2,5 analogamente hanno diametro paria 2,5 milionesimi di mm e quindi ci vogliono 28 di queste particelle per “fare” un capello.   L’apparecchio oggi usato è il gravimetro. Fu fatto anni fa, a Milano uno studio molto mirato chiamato PUMI (Progetto fine nell’atmosfera Urbana Milanese) finanziato con soldi pubblici. Le notizie ai cittadini? 33 pagine di sintesi su 280 di relazione. L’accesso al pubblico su questi dati?  Mai avvenuto!

 

 

SALVINI invece di contestare il blocco della circolazione, a Milano con argomenti commerciali e considerato, che vive di politica da quando aveva 20 anni, spiegasse cosa ha fatto su questa grave assenza di trasparenza su notizie legate alla salute pubblica.  Grave perché il direttore dell’Unità di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano, Paolo Crosignani ha affermato alcuni anni fa, che un terzo dei tumori diagnosticati a Milano erano legati alla inalazione di PM 10 e PM 2,5.  Sempre Crosignani affermava, che 10 microgrammi in più di PM10 possono valere fino, a sei mesi di vita anche in persone relativamente sane e che il rischio di tumore al polmone aumenta, tra l’8 e il 14%, per ogni incremento di 10 microgrammi per mc di esposizione al PM 2,5.  Sul sito di Arpa Lombardia ancora oggi quello studio mirato di 280 pagine non ve ne è alcuna traccia. Ora c’è un nuovo studio da un milione di euro e si chiama PARFIL, “Particolato Fine in Regione Lombardia “. Comunque nelle città oltre alle polveri sottili PM 10 e PM 2,5, che nei bronchi depositano benzoapirene (è un idrocarburo policiclico aromatico emesso dai fumi di scarico delle auto) ci sono altri inquinanti come il biossido di azoto, l’ozono che aggredisce gli alveoli polmonari.

 

 

Il limite di concentrazione del PM 2,5 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe essere di 20 microgrammi, per metro cubo e invece nel paese della cultura di morte il limite è 25. Il limite del PM 10 giornaliero è fissato in 50 microgrammi, per metro cubo mentre quello medio annuo, per la salvaguardia della salute umana è pari a 40 microgrammi per metro cubo. La frazione PM 2,5 di PM 10 varia nelle diverse aree, ma si mantiene in genere sopra il 60% della concentrazione annua di PM10.

La formazione del particolato non è riconducibile solo, a sorgenti antropiche (traffico, industria, riscaldamento), ma è la risultante anche di fenomeni naturali. L’ultimo studio mirato che ricordo  ha il titolo “Caratteristiche generali dell’inquinamento da PM10”, APAT, è vecchio di 10 anni e   va considerato un punto di riferimento importante, per la tematica del PM10 affrontato su scala nazionale, avendo analizzato e stimato la composizione del PM10,  in base alla sorgente. La ripartizione del particolato, per fonti è visibile nel diagramma circolare accluso Ieri a Milano si registravano valori di PM 10 tra 70 e 77 milionesimi di grammo per metro cubo di aria con un picco a Meda di 112 microgrammi per metro cubo.  I giorni massimi di sforamento consentiti dalla legge sono 35 e a Milano siamo a 94 giorni di sforamento!  Comunque le vittime da inquinamento ambientale sono quantitativamente un bollettino di guerra. I dati pubblicati un mese fa dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, che quantificava 84 mila decessi prematuri nel 2012 dovuti, a polveri sottili, ozono e biossido di azoto ma non hanno scomposto né il ministro della salute e, nemmeno il capo del Governo.

 

 

Riprove queste congiuntamente ai provvedimenti su Ilva e, la posposizione delle prescrizioni AIA, ai provvedimenti di quasi liberalizzazione delle terre e rocce da scavo trasformate con la bacchetta magica da rifiuti speciali, in sottoprodotti, confermano che questo è il peggiore dei governi di tutta la storia della Repubblica sulle questioni che riguardano la vita e l’ambiente.

Un altro riscontro si ottiene dalla vicenda amianto. 2200 morti da polveri di amianto nel caso Eternit non hanno smosso il Pd e il suo ministro di Giustizia Orlando nella modifica del testo sul tema delle prescrizioni per i reati ambientali. Tempi modificati da Berlusconi nel 2005. Le grida di gioia dei parlamentari sull’acquisita legge, che disciplina il reato di disastro ambientale sono ridicole!

 

 

 

Capziosa l’applicazione della norma, che per esempio non avrebbe consentito il processo Eternit. Silenzio totale di tutti i gruppi parlamentari sui temi della prescrizione dei reati ambientali, che sovente sono connessi a migliaia di morti.  Questa è la concezione, che hanno i parlamentari italiani. Il diritto alla vita viene dopo la tutela delle attività economiche. Un’economia, che si fonda su bassi salari congiunti a specializzazione a basso valore aggiunto e zero innovazione e ricerca. La competitività ottenuta con normative fiscali adeguate, aiuti di Stato e esternalità ambientali negative che generano costi sociali e vite umane.

Sorgente: PM 10- Ovvero le stragi impunite nel perduto Stato di Diritto

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