BussolenoORE 22.30 / BUSSOLENO- Delibera unica dopo mezz’ora di consultazioni fuori dalla sala consigliare, e la maggioranza e minoranza votano uniti contro la Tav. Si evita così la spaccatura tra Movimento No Tav e sindaci. Il consiglio comunale l’ha votata all’unanimità. Si aggiunge una frase, in cui si “Chiede al governo la nomina di un rappresentante terzo, con mandato di discutere l’opzione zero, subordinando la partecipazione ai tavoli a tale nomina”.

I Comuni quindi parteciperanno al Tavolo con Foietta solo se si considererà ufficialmente l’opzione zero, che prevede la mancata realizzazione della Torino-Lione. La palla ora passa a Foietta, che dovrà dare una risposta. Intanto è probabile che questa delibera venga poi approvata dagli altri Comuni No Tav.

Nella delibera approvata da tutto il Consiglio Comunale di Bussoleno si ribadisce, tra le varie cose, che la Tav rappresenta un rischio ambientale, di rifiutare il principio delle compensazioni, e che opere vitali come quelle di assetto idrogeologico, scuole, ecc possano essere intese come compensazioni. Ma soprattutto c’è il rifiuto a partecipare al Tavolo con Foietta, nel caso in cui non venga presa in considerazione dal commissario di governo “l’opzione zero”, ossia la non realizzazione dell’opera. D’altro canto, il Comune è invece disponibile a partecipare a tavoli di confronto tecnico – politici sul tema, presentando la contrarietà alla Tav con tecnici dell’Unione Montana Val Susa, e con la diretta streaming delle sedute.

Alle ore 22 il Consiglio comunale era stato interrotto. La maggioranza aveva letto la propria proposta di deliberazione, in cui ribadisce la contrarietà alla Tav e “la contrarietà a partecipare a tavoli in cui non si prenda in considerazione l’opzione zero”. Aspetto fondamentale, è il nodo che presuppone la partecipazione al tavolo con Foietta. Il consigliere di opposizione Francesco Richetto aveva quindi chiesto l’interruzione del consiglio comunale, per poter leggere il documento insieme agli altri consiglieri e rappresentanti del Movimento No Tav, e capire se è in linea con quanto richiesto a gran voce al Movimento stesso.

Il consiglio era iniziato alle 21: la seduta era iniziata con un clima “caldo”, la sala consigliare era gremita per assistere al dibattimento di un ordine del giorno dedicato alla questione Tav. La minoranza aveva presentato un ordine del giorno in cui si chiedeva espressamente al Comune di rinunciare al tavolo di dialogo di Foietta.

Il sindaco Allasio aveva esordito chiedendo solidarietà per alcune scritte critiche verso l’amministrazione comunale, ritenute “offensive” dalla Allasio. In sostanza sulle scritte e striscioni appesi in paese, c’era scritto che “Il Pd ordina e l’amministrazione obbedisce”.

Il capogruppo di minoranza Casel aveva ribattuto, spiegando che non si trattava secondo lui di offese. Si era passati quindi al dibattimento dedicato all’ordine del giorno proposto dalla minoranza: “Sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco – ha spiegato Casel – si parla anche con Lucifero, quindi il dialogo istituzionale ci vuole, si fanno le barricate di carta, per impedire e contrastare l’opera. Il punto di snodo è il famigerato tavolo con Foietta, chiesto dai sindaci della Valle di Susa. Questo va bene, ma al primo incontro il ministro Del Rio ha subito detto che l’opera non è in discussione. E vabbè, dopodiché il ministro ha detto a Plano e a Foietta di concordare l’ordine del giorno della prima riunione del tavolo. Ci sono stati una serie di abboccamenti e di sindaci che hanno parlato con Foietta, dove il commissario ha detto che non è autorizzato istituzionalmente a mettere in discussione l’opera. Se si parla di compensazioni sì, altrimenti state sulle vostre posizioni. Per noi quindi questo tavolo è dannoso, perché serve per il governo a spendersi in Europa e dire che i sindaci partecipano a un tavolo che è una fotocopia dell’Osservatorio. È quindi evidente che questi comuni vengono assorbiti nell’ambito di quelli che vogliono fare l’opera. Non si fanno le barricate di carte, e quindi non si capisce a cosa serve questo tavolo, visto che c’è già l’osservatorio. Il tavolo poteva avere un suo significato, ma non ce l’ha più. In aderenza ai programmi elettorali, si chiede di non partecipare più a questo tavolo. Non a ogni tavolo, ma a questo no. Non è possibile partecipare, a queste condizioni. La proposta nostra è che il comune di Bussoleno prenda atto che a questo tavolo non possa partecipare. Se Foietta ha spiegato che non può parlare di opzione zero, allora di cosa si parla in questo tavolo? È questa la verità oggettiva. È chiaro che qui c’è l’influenza del Pd”.

Alla fine, l’intesa è stata raggiunta. Il fronte contro l’opera rimane compatto.

Sorgente: ORE 22.30 TAV, DIRETTA DA BUSSOLENO / SINDACI E MOVIMENTO UNITI NELLA DELIBERA: “TAVOLO CON FOIETTA SOLO SE SI PARLA DI OPZIONE ZERO, ALTRIMENTI NIENTE” | ValsusaOggi

This article has 3 comments

  1. Sig. Movimento notav Vergognati…niente da aggiungere…avete svenduto una lotta in cambio di 4 soldi…avete taciuto sul raddoppio del Frejus…perchè? Nessuno dei leader ha qualcosa da dire a tal proposito? Perchè tutti tacciono? Perchè qual è il tornaconto?

  2. Sig. notav lo sa che in Val susa si sta lavorando? Che il movimento Notav è finito il giorno che i CAPOCCIA e il LIDER MAVXIMO han deciso che non si dovevano bloccare le trivelle? I lavori vanno avanti e non saranno certo i film di Gaglianone e le merende e polente a fermare gli interessi economici…a partire da quelli di Sitaf…Plano ha colpito,il Pd ha colpito…ma in troppi tacciono perche?…Luca Abbà dì qualcosa? Batti un colpo

  3. http://lincendiario.noblogs.org/files/2015/12/FACCIAMO-FINTA.pdf

    “Non è questione di “fazioni” o “compartimenti stagni” come si usa
    dire ora e che a creare è proprio chi ha un’incomprensibile bisogno di
    etichettarsi anarchico-NOTAV/NOTAV-anarchico (?), ma di affinità
    e coerenza di pensiero e prassi (indivisibili) anarchiche e le mie sono
    certamente incompatibili e inconciliabili con linguaggi e politiche
    riformiste dei “movimenti nei movimenti”.
    Perciò mi risparmierò i professionismi da dibattito romantico
    amorevole da “grande famiglia” visto che rispetto alle grandi famiglie
    sociali io sono orfano, da riformatorio e un figlio di nessuno che però
    si confronta e che condivide con chi non perde la bussola diretta alla
    liberazione totale, al sovvertimento totale del presente in maniera
    anarchica e con le idee anarchiche rivoluzionarie in tutte le sfumature ma
    non quelle riformiste.
    Non mi sento quindi di contribuire, se lo faccio, al confronto in
    maniera a-critica e conciliante “per il bene collettivo” con un Movimento
    anarchico, o presunto tale, che francamente faccio fatica a distinguere
    da quello NOTAV (un movimento istituzionale cittadino) o da uno
    dei Diritti civili democratici, pieno di inerzie della politica di “sinistra
    anarchica”, vecchia e marcia sotto la bandiera del riformismo radicale e
    della lamentela sociale.
    5
    Certamente non sarò più molto conciliante e pacato visto che si blatera
    di “confronto” ma si intende quello a senso unico e del pensiero unico
    dato che quando criticai l’autoritarismo e gli effetti collaterali del “fronte
    NOTAV” sembrava di essere preso per il critico della fazione antisociale
    che impediva “l’imminente Rivoluzione” in Valsusistan, mentre l’unica
    cosa imminente era forse una serata polenta e salsicce (non violenta,
    naturalmente) a Bardonecchia….”
    Gianluca