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“Non lo so, può essere, ma può essere anche il contrario.”

Mentre in un’aula adiacente i compagni No Tav sottoposti di recente a misure cautelari attendevano il loro turno per l’interrogatorio di garanzia, nell’aula 4 si è svolta un’altra udienza del processo denominato “San Michele”, del quale abbiamo parlato la scorsa settimana con l’intervista a Radio Blackout anche sulla questione delle cave del chivassese. Contrariamente alle aspettative, essendo abituata ad aule con un dispositivo di sicurezza piuttosto elevato, il numero di agenti a controllo dell’aula era decisamente minimo, erano attesi cinque testimoni dell’accusa ma, concluso l’appello dei difensori e delle parti civili, constatandone l’assenza l’udienza è stata rinviata alle 10:30. Alla fine su cinque testimoni previsti se ne sono presentati due: Santoni Donatella e Antonino Triolo (dipendente della Sitalfa, una controllata della Sitaf), ex assessore (PD) ai lavori pubblici, all’ambiente ed ecologia e all’illuminazione pubblica del comune di BRUZOLO, dimessosi il 15 luglio 2014 . L’atmosfera è strana, Triolo sembra molto provato, le domande incalzanti del PM trovano per lo più risposte incerte, “non so, non ricordo, sono passati tre anni”.  Dalle carte dell’inchiesta risulterebbe che nell’aprile 2012 sia stato documentato l’appoggio elettorale fornito da Sisca Gregorio, Toro Giovanni, Bressi Raffaele e Gisabella Giuseppe per sostenere Domenico Verduci, candidato nelle liste del PD alle elezioni comunali del 2012 per il Comune di Grugliasco, sostegno che in qualche modo avrebbe avuto la condivisione dell’ex assessore di Bruzolo, ed è su un particolare apericena a Grugliasco che ruotano per lo più le domande del PM.

Storie di amici, compaesani, che ti chiamano per prendere un caffè e ti fanno conoscere altri amici. E poi da cosa nasce cosa. Gente importante, “gente che conta”, come dicono in un’intercettazione. Gente che ha contatti. Come il commercialista di Toro, Raffaele Bressi che, stando alle intercettazioni in parte ascoltate oggi in aula, sembra muoversi con una certa dimestichezza tra assessori ed aziende che si occupano di lavori stradali e movimento terra. In un post sul blog di Turigliatto la figura di Bressi assume contorni più chiari:  “il Bressi è un personaggio di spessore nel collegare imprenditoria malavitosa e politichetta locale. Trattasi peraltro di persona tutt’altro che sconosciuta agli amministratori comunali grugliaschesi. E’ talmente ben introdotto nel mondo della politica che nel novembre 2010 l’allora sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù (PD) lo nomina nel CdA de “Le Serre”, una società interamente del comune, nata per gestire l’omonimo polo culturale. L’assessore delegato a seguire la società è l’attuale sindaco di Grugliasco Roberto Montà, anche lui del PD. Evidentemente il Bressi doveva avere qualità e competenze in campo sociale e culturale tali da farlo preferire a molti altri corazzati candidati alla carica. Oltre al Bressi, nel CdA siedono altri due personaggi, Gabrella Borio e il Pierpaolo Binda. I tre saranno in carica fino al giugno 2012, quando Montà, fresco di elezione a sindaco, se li porterà in giunta, dove siedono ancora oggi con deleghe rispettivamente al Bilancio e all’Urbanistica.
Giusto a fine 2010, quasi in concomitanza con l’arrivo del nuovo consigliere Bressi, la Società “Le Serre” comincia a fare anche altro: la giunta Mazzù le assegna il compito di realizzare opere pubbliche, sostituendosi agli uffici del comune. Così, oltre due milioni di lavori finanziati con denaro pubblico saranno gestiti direttamente dalla società “Le Serre” negli anni fra il 2011 e il 2013. Inutile dire che nei lavori c’erano anche asfalti e movimenti terra, le cose di cui parlano gli indagati e i loro amici nelle intercettazioni dell’Ordinanza San Michele.  (…) Adesso gestisce le opere di compensazione dell’inceneritore, conferendo incarichi sempre seguiti da scie di polemiche e interrogazioni, esattamente come per i lavori pubblici che ha svolto nei due anni scorsi. ”

Per comprendere il contesto piuttosto ampio di questo processo è fondamentale, però, allargare lo sguardo cercando di notare quei particolari ben descritti da Christian Abbondanza nel suo post pubblicato dopo le prime condanne, nel dicembre 2015, con rito abbreviato: al centro dell’inchiesta sono le “note famiglie ‘ndranghetiste dei GRECO e DONATO facenti capo al “casato” del GRANDE “luntrune” ARACRI Nicolino, ovvero il boss ‘ndranghetista legato a doppia mandata alla Massoneria (di cui abbiamo già abbondantemente documentato – vedi qui e qui). ” L’inchiesta San Michele parte di fatto dall’indagine Minotauro, e dalle importanti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco OLIVERIO. Fu proprio Oliverio ad introdurre un aspetto forse nuovo e decisamente inquietante nei processi per ‘ndrangheta, descrivendo quello che ha definito (nel procedimento denominato “La Svolta”)  un “corpo riservato“, “una sorta di organismo parallelo dello Stato che comprenderebbe membri della massoneria, dei servizi segreti e politici. E che avrebbe collegamenti anche con la criminalità organizzata.”

La prima parte dell’interrogatorio del PM verte soprattutto sulla questione dell’appoggio alla candidatura di Verduci a Grugliasco. Triolo afferma che “essendo un amministratore comunale dell’alta valle aveva un bellissimo rapporto con Verduci e quando era in zona, essendo paesani” lo chiamava. Il PM vuole chiarire questo aspetto perché Triolo amministra a Bruzolo, Toro aveva la cava a Sant’Ambrogio e non capisce quale fosse l’interesse di Verduci nel presentargli Toro. “Mi dai una mano… visto che sei in valle”. Ci vogliono altre domande per arrivare al dunque e fare ammettere al teste che ci fu un incontro in un locale del fratello a Borgone di Susa, al quale partecipò con  Toro, Verduci, “poi non mi ricordo se c’era Bressi, c’era anche Bressi e poi un altro, adesso non mi viene in mente”. E’ il PM a rinfrescare la memoria al teste, ricordando quanto lo stesso ex assessore aveva dichiarato nel febbraio 2015, sentito a sommarie informazioni, si trattava di Mittica Vincenzo, impresario edile .

L’interesse della compagine, secondo l’accusa, era  finalizzato ad ottenere lavori pubblici in cambio del sostegno elettorale fornito. Ma sono passati tre anni e Antonino Triolo non ricorda bene quell’incontro avvenuto il 16 aprile del 2012 durante il quale uno degli argomenti sembrò essere un appalto per la sistemazione di alcuni incroci, per un valore di € 63.500, nel comune di Bruzolo. Dalle risposte alle domande del PM i ricordi sfumano e le presenze si fanno assenze, “diciamo che erano più loro che chiacchieravano, erano sempre di là con mio fratello, io mi assentavo quasi sempre, non ero li’ ad ascoltare”. “Però”, precisa il PM, “all’epoca aveva detto una cosa diversa : <<Ricordo che Toro Giovanni in occasione dell’incontro all’Hard Rock caffè … ricordo che Toro Giovanni mi disse di tenerlo in considerazione nel caso in cui vi fossero lavori da appaltare.. peraltro avevo compreso che le persone con le qualli mi trovavo non erano proprio pulite, mi chiedevano dei “lavoretti”, in particolare Toro mi chiedeva lavori pubblici, mentre Mittica lavori come privato..  >>E’ un malessere suo a fronte di richieste sospette”. “Mi chiedevano se c’era qualche lavoretto da fare in valle.. sugli appalti, però io.. ho detto che non sapevo proprio …”, risponde Triolo che, incalzato dalle domande del PM su quell’appalto del comune di Bruzolo, ammette che “ha conosciuto TORO in quest’occasione… avevano prezzi bassi e lavoravano abbastanza bene allora le imprese lo contattavano”.
E’ a questo punto che il PM ricostruisce con precisione le tempistiche  che non sembrano coincidere con le ricostruzioni fatte nella deposizione di Triolo che, se avesse dovuto superare oggi un test di ammissione al ruolo di assessore ai lavori pubblici, probabilmente non l’avrebbe passato, non essendo in grado di rispondere a semplici domande sul funzionamento degli appalti, sugli inviti, e quant’altro.
PM: Lei aveva segnalato la ditta Toro tra le ditte… ci spieghi come funzionano gli appalti, ci sono delle ditte da invitare?
Triolo: si, ci sono delle ditte da invitare, c’è una serie di ditte che ha sempre invitato e allora…. lui aveva già lavorato per noi tanti anni fa, allora…
PM: Ma lei dopo l’incontro con Toro segnalò al suo ufficio tecnico di chiamare la ditta di Toro?
Triolo: no, l’ufficio tecnico per quanto riguarda gli appalti no….
PM: (legge) <<Ricordo di aver detto all’UT di inserire TORO tra le aziende da invitare alla gara, peraltro Toro era già conosciuto come ditta affidabile>> però il dato importante è che lei si attiva e dice di inserire la ditta Toro tra le ditte da invitare
Triolo: ma perché c’era già
PM: A me quello che interessa è il dato… che lei si attiva e va, poi le dicono che c’è già, va bene…
Triolo: si, si
PM Quindi lei si è attivato?
Triolo: Può essere
PM: Il bando di gara di cui stiamo parlando è scaduto prima dell’apericena, adesso che le dò questi dati temporali lei ricorda se l’aveva conosciuto prima?
Triolo: e allora l’ho conosciuto prima

Viene fatta ascoltare in aula un’intercettazione telefonica, ammetto che provo sempre un senso di disagio e fastidio quando si ascoltano telefonate altrui, consapevole della gravità dei reati discussi in questo processo, resto sempre turbata dall’invasione nelle vite altrui e dalla loro diffusione, in sintesi si sente TORO che riceve la notizia dell’aggiudicazione della gara di cui sopra, evidenziando che la percentuale di ribasso offerta da TORO era stata rivista in un secondo momento, variando la proposta iniziale dal 21,50% al 25,80%, aggiudicandosi così la gara il 26 aprile contro il 25,25% della seconda classificata.

PM: cosa sono quei numeri?
Triolo: credo siano le offerte .
PM :L’appalto è quello del 12 aprile?
Triolo: può essere

Seguono le domande chiuse da parte del PM, ma proseguono le risposte “può essere” dell’ex assessore.

PM: Una gara si vince, una gara si perde…
Triolo: non lo so, ste cose qua io non le mastico.

Non le mastica e dunque rimane stupito quando apprende dai giornali dell’arresto di Toro e del suo coinvolgimento, sentito a sommarie informazioni nel febbraio 2015 dichiarò: <<mi sono detto “mizzica con che persone ti sei accompagnato” “e non sono rimasto stupito delle accuse mosse a Toro in quanto dopo il secondo o terzo incontro il sospetto che si trattasse di soggetti poco puliti mi venne, tant’è che ho cercato subito di allontanarli “>>

PM: Rimase stupito o….
Teste: si, l’avrò anche pensato
PM: E come mai  dice che ha cercato subito di allontanarli?
Teste: una persona che conosci e poi vedi che ha avuto problemi con la giustizia…
PM: Subito allontanarli, dopo che ha letto l’ordinanza o ci ha pensato qualcun altro ad allontanarli … sembrerebbe da quello che dice qua che lei dopo il terzo o quarto incontro lei abbia cercato di allontanarli
Teste: può essere che sia così …

Le risposte sono vaghe anche quando le domande entrano nel merito della distribuzione dei “santini”, “immaginette lì della candidatura” di Verdini, ma Triolo non ricorda se Toro glieli avesse dati. E’ a questo punto che interviene la Presidente: “noi abbiamo avuto pazienza ma tutti questi non ricordo, non so, penso sono poco credibili quindi lei ascolti la domanda e poi risponda … sono cose a cui lei ha partecipato e che ricorda, allora è successo un particolare che non è di ogni incontro di persone quello della distribuzione dei santini quindi dia delle risposte dalle quali noi possiamo capire che lei tiene fede all’impegno di dire tutta la verità che si è assunto all’inizio della deposizione.
Ma alla domanda successiva, “a chi Verduci ha dato i santini?” Triolo risponde: “io spesso mi alzavo e li lasciavo da soli li’ adesso non so se in quel momento in cui ero via aveva dato i santini … ”

Sembrerebbe nuovamente un problema di memoria, perché nel 2015 aveva dichiarato che Verduci consegnò i santini sia a lui che a Mittica… “per farli avere a qualcuno”, ma Triolo nega di essere andato a Grugliasco a distribuirli.

A questo punto la parola passa all’avv. Capellupo, per la difesa di Toro Giovanni. L’avvocato ricorda a Triolo che il 4 febbraio del 2015 la procura gli mostrò una foto, ma Triolo ricorda la foto e non il soggetto, che non ha visto in altre occasioni. Segue una discussione tra avvocato e PM su apericena contestuale a pranzo, e viene fatta sentire un’altra intercettazione telefonica, una chiamata di Toro Gianni a Sisca Gregorio nella quale Toro si vanta di avere “stretto la mano a un pò di persone… che.. valgono qualcosa…”, citando “l’assessore di Bruzolo” e “quello di Rivoli”. Anche l’avvocato prova a porre all’ex assessore qualche domanda tecnica sul tema appalti:

Avv: lei ha detto pocanzi che è stato assessore alla viabilità e anche allo sport, lei sa della differenza fra gara ad invito e gara pubblica?
Triolo: gara pubblica è pubblica, non so cosa vuol dire
Avv: gara ad invito?
Triolo: non lo so ….

Rispondendo alle domande dell’avvocato difensore di TORO, Triolo ammette che gli capitò di domandare anche alla TORO di sponsorizzare eventi sportivi, in particolare la società di calcio di Venaus e quella di Bussoleno:

Avv: ma l’ha chiamato lei Toro … ?
Triolo: mi sembra che mi ha chiamato lui, per prendere un caffè
Avv: ma può essere anche il contrario?
Triolo: può essere anche il contrario
Avv ma mi è parso di capire che lei non avesse il numero di toro giovanni
Triolo: no, ce l’avevo
Avv: e lei lo contattava Toro Giovanni?
Triolo: no, non lo contattavo … mi chiamava lui
Avv : quindi lei non ha mai contattato toro giovanni?
Triolo: mah , l’avrò contattato
Avv: quindi lo contattava?
Triolo: qualche volta forse si, per il discorso di sponsorizzare la società
Avv: Toro poi ha investito?
Triolo: no, doveva farlo e non l’ha fatto
Avv: e si ricorda perché non l’ha fatto?
Triolo: no …. aveva detto che lo faceva ma poi le società mi hanno detto che non era arrivato niente e dovevano comprare le maglie..

Illuminante anche la risposta che Triolo fornisce alla domanda dell’avvocato in merito al senso di “massimo ribasso“: “Che vai al massimo ribasso, che cerchi di andare ancora più giù.”

L’avvocato tenta di farsi spiegare da Triolo cosa trovava strano nel fatto che un imprenditore si rivolgesse ad un assessore per questioni di appalti, “non le ha mica chiesto che delle dichiarazioni non erano state regolarmente compilate dai tecnici e che quindi c’era un vizio di forma?”, incalza l’avvocato e Triolo conferma, “Allora mi può dire cosa c’è di strano nel rivolgersi… cosa trova di anomalo nel chiedere un cittadino ad un politico come lei di chiedere di capire come si potrebbe fare per risolvere la questione? Io non comprendo è un mio limite”, insiste l’avvocato ma viene interrotto dal PM :”Io mi oppongo perché se si ascolta la telefonata e coglie l’urgenza … coglie l’anomalia“, ne scaturisce una discussione interrotta poi dalla Presidente:

Presidente: adesso non possiamo metterci a dare le interpretazioni la domanda adesso è esaurita, il teste ha risposto
Avv: non ricordo, come ha risposto sui termini del ricorso?
Presidente: che non ricorda.

Il PM aggiunge una domanda dopo il controesame della difesa, facendo il nome di Gregorio Sisca in relazione alla foto inizialmente mostrata al teste dall’avvocato di Toro, ma Triolo non ricorda con chi fosse arrivato Sisca all’incontro perché lui era “già lì e loro sono arrivati tutti insieme” e “partecipava ai discorsi, parlava sempre di lavoro”.

L’udienza prosegue, ma noi ci fermiamo qui, per non andare troppo giù.

La prossima udienza è fissata per il 30 marzo alle ore 9:30, nella maxi aula 3 del Tribunale di Torino.

 

Simonetta Zandiri  Tgmaddalena.it