TASSORicevo e volentieri condivido e diffondo, le parole di Lucio e dei compagni che rivendicano quel diritto all’affettività del quale sono stati privati sin dal loro arresto, nel luglio del 2014. Isolamento, vietato comunicare, vietato lo sguardo, vietato l’abbraccio, vietato sentire, allora. Vietato esistere. L’isolamento è privazione totale: sensoriale, emotiva, affettiva, intellettuale: l’isolamento è più della tortura, è forse la più subdola delle torture perché lascia intatto l’involucro mentre lentamente, ma inesorabilmente, l’anima muore.

Grazie, Lucio, grazie compagni. Per esservi ribellati. Per aver lottato perché restasse accesa l’unica fiaccola che nessuno, tranne noi, ha il diritto di spegnere.

E non c’è bisogno di darle un nome o una forma. Sappiamo tutti e tutte di che cosa stiamo parlando. Lo sentiamo.

Simonetta Zandiri

( vedi Lucio prelevato dagli arresti domiciliari, nel giorno in cui si attende l’esito del ricorso in Cassazione per accusa terrorismo )

Qui il testo della lettera di Lucio:

Rieccomi a scrivere.
Come forse avrete letto in anticipo dalle veline di questura, mi sono stati revocati gli arresti domiciliari a causa di una violazione delle restrizioni alla comunicazione. E’ successo che due settimane fa alcuni carabinieri mi hanno sorpreso sulle scale di casa a salutare due compagne, quando mi sarebbe stato vietato comunicare con chicchessia eccetto i miei familiari più stretti. Da quando, con Fra e Graziano, siamo stati trasferiti agli arresti domiciliari, siamo stati ancora più isolati che in carcere: perfino la corrispondenza e i colloqui con le nostre compagne, prima concessi, sono stati vietati!
La necessità di avere vicini i propri affetti per me è irrinunciabile, tanto quanto deve esserlo la consapevolezza dei rischi che questo può a volte comportare. A poco serve lagnarsi dell’efficienza con cui chi di dovere si accanisce sui più testardi, c’è piuttosto da avere ben chiara la direzione verso cui si vuole andare e di conseguenza decidere le proprie mosse senza farsi intimorire.
Torno in carcere giustamente incazzato per essere stato sorpreso ma decisamente sereno nel sapere che non mi sarei mai perdonato di ignorare le persone a cui voglio più bene in cambio di una precaria tranquillità sotto ricatto.
 
Proprio oggi la cassazione pronuncerà una sentenza in merito all’accusa di terrorismo per me, Francesco e Graziano. L’ennesima scelta di tempi teatrali con cui il tribunale torinese amministra la sua squallida burocrazia non stupisce, e la foga maldestra con cui è stata diffusa la notizia del mio arresto mostra la sete di meschinità di questi signori e signore.
L’affanno di chi vive di cavilli non può che farci il solletico, perciò diamogli addosso e diamogli forte, che “a sarà dura” sì ma… nunc semm pusè gnucc de lur!
 
Lucio
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Il messaggio dei compagni

Lucio, detenuto dall’11 luglio 2014 e ai domiciliari con tutte le restrizioni dal dopo la sentenza di primo grado per il sabotaggio la notte del 13-14 maggio 2013 al cantiere Di Chiomonte, oggi è stato di nuovo arrestato e condotto a San Vittore.
 
Il suo arresto avviene di conseguenza alla violazione delle restrizioni, poiché è stato sorpreso circa due settimane fa dai carabinieri sul pianerottolo di casa mentre salutava due compagne.
È vero, Lucio e le due compagne hanno violato le restrizioni. 
Ma è vero anche che Lucio, così come anche Francesco e Graziano, dal giorno della loro traduzione ai domiciliari, sono ancora più isolati che in carcere:  non possono comunicare con nessuno tranne i famigliari e a nessuno dei tre sono stati concessi i colloqui con le fidanzate, nonostante le numerose richieste, colloqui che erano stati autorizzati in carcere.
 
Ci dispiace di essere stati sorpresi, ma non ci dispiace di aver violato le imposizioni del Gip e dei Pm, che si rivelano di nuovo quali sadici boia, meri esecutori di una legge inumana. Quella stessa legge che fa del cantiere di Chiomonte una zona militare, un’area di devastazione in nome del TAV.
 
Coincidenza particolare, inoltre, fa sì che proprio oggi a Roma, sempre per Lucio Francesco e Graziano si svolga l’udienza di cassazione in merito al ricorso presentato dalla procura torinese dopo l’annullamento da parte del tribunale del riesame dell’ordinanza di carcerazione emanata il 9 dicembre scorso per i reati di terrorismo (280, 280 bis e 270 sexies). Il tribunale del riesame il 29.12.2014 aveva annullato l’ordinanza ma la procura, testarda, ha ricorso in cassazione, chiamata dunque oggi a decidere la legittimità o meno delle decisioni del riesame. Se confermerà l’annullamento dell’ordinanza verrà messo un ulteriore importante ostacolo al ritorno delle accuse di terrorismo, se invece annullerà l’ordinanza del tribunale del riesame, dovremo prepararci ad un possibile ritorno dei reati di terrorismo per Lucio, Francesco e Graziano, e per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, tutt’ora ai domiciliari, così come per tutti/e coloro che hanno intenzione di opporsi alle opere di devastazione della terra e di chi la abita.
 
Seguiranno aggiornamenti.
 
 
No TAV liberi e libere subito! Tutti e tutte subito libere!

 

Video di TGMaddalena sul processo a Chiara, Claudio, Niccolò, Mattia – Lucio, Francesco, Graziano

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  1. Grazie Simonetta per la tua puntualità e sensibilità. Grazie a tutt* le/i compagn* che manifesteranno la loro solidarietà nelle forme a loro congeniali. Hasta la victoria, siempre!