Altavilla Vicentina, 22 settembre 2016: presidio contro il dominio delle biotecnologie

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Se negli appuntamenti scorsi ci siamo trovat* per rifiutare la logica della produzione agricola tossica attraverso l’uso sconsiderato della chimica oggi saliamo più a monte, guardiamo alla tecnologia che vuole creare la Natura 2.0.
Quella friendly&compatible. Già ma amichevole e compatibile con chi? Non certo con noi, di chi vuole che il vivente resti tale e non sia un immenso laboratorio per il profitto.
Chi controlla il cibo controlla il mondo. Non ho idea se sia una citazione mal riportata o il distillato di quanto fin qui scritto, le nocività vanno ben oltre e nei cartelli che ci seguono ben lo si chiarisce nei suoi molteplici aspetti.
Ma stasera, 21 settembre 2016, siamo qui a Altavilla Vicentina nei dintorni della villa che ospita la fondazione CUOA dove ha da svolgersi la 6a edizione del forum italiano su industrie biotech. Che la nostra presenza getti quel seme, genuino, del dubbio. se non nei partecipanti, almeno in chi li ospita.

Indubbiamente questo seme sembra trovare terreno arido nel… ehm… dove? Mah, fate voi… dei solerti tutori dell’ordine che ligi al dovere costituzionale accordano gli spazi e i tempi per il presidio attivando, contemporaneamente, la marcatura stretta, a “uomo”, ai compagn*.

Infatti le maglie della rete si dipanano dalla stazione al casello andando fin dentro al paese, che’ nessun sfugga!

Tra chi c’inciampa e deve attendere i tempi di riconoscimento e chi ne viene ignorato si arriva alla meta per una cena gustosamente vegana, punto della situazione e meritato riposo. Fuori il lungo braccio della legge tamburella sull’asfalto guardando le nostre auto nella noiosa attesa dell’alba, contenti loro!

Alba, caffè e con la cispa negli occhi ci si conta nel mentre si prepara il materiale, l’auto dei piantoni si è dileguata, probabilmente ci aspetta al varco.

Dal gruppo che si muove verso il luogo del presidio ci stacchiamo in un piccolo gruppo, destinazione il paese e chi vi abita, che siano informati di quale veleno alberga in seno ad Altavilla in questi giorni.
Fermata ad un bar per muoversi in solitudine e primo avvistamento. Due tipi sospetti e sospettosi si aggirano intorno all’auto, scrutano e scrivono. Restiamo fermi, quell’immobilismo utile ad ingannare il predatore. Si allontanano e noi a ruota ma in opposta direzione. Giunti in paese troviamo la piazza del comune e qui depositiamo coscienza in forma cartacea sotto i tergicristalli e nelle bacheche. Saliamo in auto e ne superiamo una in appostamento che, prima che possa reagire, seminiamo con un paio di svolte decise. Fermi in un’altra piazzetta ci sorridiamo divertiti prima di effettuare un altro deposito di coscienza. Ora ci si sposta guardando lontano, si cerca di evitare la fastidiosa vista di Defender o auto civili ormai ben note e moleste. Due ore di rimpiattino, serve una sosta.
Nel mentre beviamo un caffè entrano degli altri avventori che chiedono alla barista che succede in paese… tanta polizia, carabinieri… davanti alla villa, si… c’è anche un presidio… ma si passa, tutto tranquillo… Bene, abbiamo ancora un po’ di tempo e di volantini. Torniamo all’auto ma ci attende il comitato d’accoglienza, tre in borghese. “Buongiorno” (fino a un attimo fa lo era), “normale controllo” (così normale che è a nostra esclusivo appannaggio) e “favorisca i documenti” (originale). Due ore, liberi di muoversi, sembra poco ma in un teatro cittadino di poche strade con un auto che ricorda i taxi di N.Y. e svariate pattuglie sguinzagliate alle nostre calcagna… insomma non saremo epigoni di Arsenio Lupin, ma ci siamo difesi!

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Risaliamo in macchina, abbiamo perso giusto un turno ma il gioco ormai tanto vale spostarlo al presidio, arriviamo e raccontiamo ai compagn* com’è andata. Bene, ci carichiamo nuovamente di volantini e cominciamo a distribuirli alle auto di passaggio e nei negozi vicini. Tanta solidarietà, diverse persone manifestano il loro disappunto per la recente acquisizione della Monsanto da parte della Bayer (“il peggio del peggio con il peggio del peggio” come vengono indicate nel docufilm Natura Morta che si proietterà alla sera) ed anche per la presenza di tanta polizia. Diversi abitanti di Altavilla si scoprono solidali con noi e con i motivi che ci hanno portato lì.

Cartello sulla vetrina di un negozio vicino al presidio

Cartello sulla vetrina di un negozio vicino al presidio

Sul termine del presidio veniamo fatto oggetto del solito servizio fotografico, da parte nostra qualche accenno di smorfia, nel mentre si smontano striscioni e cartelli. Ci spostiamo a Montecchio Maggiore dove c’è il circolo culturale La Mesa che ci ospita per la proiezione del docufilm Natura Morta – il biocidio invisibile a norma di legge – seguito da un interessante e vivace dibattito che ha visto la partecipazione anche di una studentessa in biotecnologie, giunta per approfondire l’aspetto, a lei assolutamente inaspettato, che qualcun* disapprovi la sua materia di studio. Forse che “il comune cittadino” non sia in grado di capire? A fine serata a più d’un* è rimasta l’impressione che le ragioni e le testimonianze avessero instillato qualche dubbio alla ragazza… Chiudiamo, per più d’uno è tempo di muoversi verso casa ed il viaggio è lungo.

 

Nemici e nemiche di ogni nocività

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