clarea2Apprendiamo da Notav.info che questa mattina, all’alba, è iniziata un’operazione giudiziaria contro alcuni no tav, due agli arresti e quattro con obblighi di firma (per La Stampa, ma erano prima sette, poi otto, le persone coinvolte per Notav.info) con la perquisizione alle 5:30 del presidio NoTAV di Venaus e della Credenza di Bussoleno.

L’episodio contestato sarebbe un’azione di solidarietà nella quale sono stati coinvolti alcuni no tav dopo una cena del nucleo pintoni attivi in Clarea, quando uno dei manifestanti era stato fermato in paese per un “controllo” ed altri compagni, saputa la notizia erano accorsi per vedere cosa stesse capitando. Secondo l’indagine, coordinata dal pm Andrea Padalino,  “gli attivisti destinatari delle misure avevano oltraggiato e gravemente minacciato i militari, rifiutando di farsi identificare“, ma durante l’azione “avrebbero anche interrotto il traffico della strada statale 25 dove erano in corso i controlli“.

Dal video pubblicato su notav.info (qui sotto riportato come audio) possiamo ricostruire la mattinata dall’evento che sembra davvero indicare un cambio di strategia repressiva nei confronti dei NO TAV: alle 5:30 i Carabinieri (numero non precisato ma si suppone una trentina) sono arrivati a perquisire il presidio, portando poi in caserma Michele e Biagio, un fatto che è senza precedenti perché, come fa notare un attivista “non avevano mai avuto l’impudenza di venire al presidio che è un simbolo intoccabile e sarebbe ora di cominciare a pensare a questa cosa”. Intorno alle 6:30 è invece la storica attivista No Tav (area Rifondazione Comunista) Nicoletta Dosio a sentire i furgoni e ricevere la chiamata dai Carabinieri che l’hanno informata che “sarebbero andati a perquisire la Credenza per cercare due persone”. Riferisce poi, la Dosio, dell’atteggiamento molto nervoso di un agente che avrebbe buttato all’aria i suoi libri, trovando dei vecchi volantini, uno di questi datato 1979 di Lotta Continua “ma si sono resi ridicoli”, dice Nicoletta “perché i ragazzi che cercavano nel 1979 non erano ancora nati”. Un successivo aggiornamento dell’articolo su notav.info aggiunge dettagli dai quali emerge la chiara “intimidazione” messa in atto contro alcuni degli attivisti che oltre alla perquisizione degli oggetti personali di ognuno, avrebbero subito “delle perquisizioni personali ( spogliati nudi) tentando di umiliarli e intimorirli”. Sempre dagli ultimi aggiornamenti pare che siano quattro i no tav sottoposti ai domiciliari con le massime restrizioni e quattro con obbligo di firma.

 

Ascolta l’audio con le voci dei protagonisti della mattinata (dal video notav.info)

Questo è il racconto della serata nella quale si svolsero i presunti “reati” che hanno dato il via a quest’operazione, pubblicato su Notav.Info il giorno dopo: “erano da poco passate le 19 e i primi no tav stanno giungendo dalla strada di Giaglione alla val Clarea, presso il cantiere tav di Chiomonte. E’ la settimanale cena in clarea organizzata dagli anziani no tav, anche old bloc o grey bloc. E’ la prima dopo l’azione al cantiere di venerdì scorso, quando incappucciati e attrezzati assaltarono le reti. La tensione è alta, è la prima cena  ufficiale organizzata dal gruppo dopo l’assalto. Mani negli zaini e via, ecco un salame, poi un altro, poi vino e molto altro. Si ride e si scherza, ma più che altro si mangia e si beve fino circa alle 22. Dalla tettoia presidio si scende verso le recinzioni tutti insieme, alcune decine di no tav e inizia una battitura sulle recinzioni del cantiere, che poi diviene blocco dei cancelli. Come di consueto ecco che arriva l’idrante della Polizia e un plotoncino della guardia di finanza. Dopo alcune decine di minuti di idrante iniziano anche i gas lacrimogeni. Sulla via del ritorno, si attraversa dunque in gruppo e anche in macchina la nube di gas. Saluti e abbracci sembrano chiudere la serata ma le sorprese continuano. Durante il tragitto verso casa, poco dopo l’abitato di Susa ci accorgiamo delle attenzioni di una bravo del nucleo radiomobile dei carabinieri di Susa che incrociamo. La medesima auto sopraggiunge poi alle nostre spalle a forte velocità (immaginiamo dopo aver invertito in velocità il senso di marcia) andando a piazzarsi alle spalle di un’auto di un amico no tav di Bussoleno che con noi era all’inizitiva. Ci segnalano inoltre la presenza di un’altra auto dei carabinieri ancora che sopraggiunge nell’abitato di Bussoleno e si piazza in attesa in via Traforo, nel centro del paese. Da subito pensiamo a una trappola e così inizia il tam tam di avvisi a tutti i presenti che stanno anche loro rientrando a casa in auto di stare all’erta. E così è, arrivati a Bussoleno la macchina no tav con tanto di adesivi ben evidenti viene fermata. Inizia la trafila “documenti… no!… allora andiamo in caserma!… e andiamo…” e poi ancora e intanto arriva gente, tanta, dalle case, dalla vicina Credenza e con un detto in idioma locale arriva un commento alle spalle “a l’an pru basà al baul subit” (hanno subito abbassato il baule-cresta”). Si la situazione non è semplice e così i militi ritirano la squadra e se ne vanno. Pessima scelta inseguire un valsusino nei paesi. Ma quello che ci fa riflettere è uno scambio di battute con i carabinieri “c: ho avuto meno problemo con gli albanesi e i rumeni che con voi… notav: ma questo è razzismo! sono persone!come fa a dividerle in razze!… c: ma chi ha parlato di razzismo, quelli dovrebbero essere quelli che rubano e …” E poi ancora uno scivolare di luoghi comuni che possiamo tranquillamente saltare. Avevamo dei dubbi sull’utilità dell’opera, dopo anni di studi l’abbiamo catalogata come inutile, fuori dal tempo, costosa… Con i carabinieri in valsusa sono bastati alcuni secondi.”

 

Solidarietà a Giulia, Guido, Fulvio, Andrea, Luca, Giorgio, Stefano e Paolo!

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

This article has 2 comments

  1. Bisogna pensare perchè il presidio di Venaus era intoccabile e ora gli sbirri osano andarci, la risposta penso sia semplice e drammatica…il cosidetto movimento Notav ormai è sotto gli occhi di tutti che è sceso a compromessi a dir poco VERGOGNOSI, a causa della scelta della delega, intendo l’elezione di Plano a Susa e di Scibona in parlamento. Quando si delega e si delegano due persone nella migliore delle ipotesi incapaci se non disoneste chiaro che pure le fdo si sentono autorizzate a fare ciò che han fatto. Se le forze sono messe a far eleggere politicanti da strapazzo e a chiedere compensazioni, la lotta non si può più fare e addirittura per molti è deleteria, quando parlo di lotta intendo azioni di un certo peso. Chi ha sabotato e si è opposto VERAMENTE allo scempio del Tav, non solo è stato abbandaonato a se stesso, ma spesso è stato vittima di vere e proprie delazioni…e lo si può leggere in molti scritti che si possono leggere in rete. Quindi bisogna chiedersi perchè sta avvenendo ciò che sta avvenendo, ma è chiaro che FDO, POLITICANTI e LEADER notav sono uniti nel fare l’elenco dei buoni e dei cattivi…magari con fini diversi, certo, ma i risultati sono chiari, molto chiari purtroppo

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