No tav: Caselli, sono fuori dalla democrazia – Piemonte – ANSA.it.

Giancarlo Caselli

“Pretendere con la violenza di impedire la realizzazione di un’opera deliberata rispettando tutte le procedure in ogni sede competente, europea e italiana, significa mettersi contro e fuori dalla democrazia”. Lo dice a proposito dei No Tav l’ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli in un’intervista ad Affariitaliani.it.
Secondo Caselli questo discorso vale “sopratutto quando si aggredisce un cantiere, come quello di Chiomonte, mettendo a rischio la sicurezza di onesti lavoratori, che sono lì per guadagnarsi la pagnotta, e dei poliziotti costretti a vivere asserragliati in quel cantiere per difendere il diritto di lavorare”. “Sono troppi coloro che, per miopia o peggio, dimenticano queste verità elementari”, conclude l’ex procuratore. (ANSA).

Su AFFARITALIANI.IT: Da Lo Voi al governo Renzi, dalla prescrizione all’eliminazione dell’appello fino ai No Tav. Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di uffici importanti come Palermo e Torino, dice la sua sui temi “caldi” in materia di giustizia in un’intervista ad Affaritaliani.it.

Gian Carlo Caselli, come valuta la nomina di Lo Voi alla procura di Palermo? E’ lui l’uomo giusto per un ufficio così importante?

Più che sui nomi occorre ragionare sul rispetto delle regole. Per la nomina dei dirigenti il Csm ha una regola tassativa che deve tenere conto delle attitudini specifiche dimostrate sul piano organizzativo. Ora, il dottor Lo Voi non è mai stato né procuratore capo né procuratore aggiunto e quindi questi requisiti non potevano essere misurati a differenza dei suoi concorrenti. A questo punto il problema è soltanto di regole rispettate o meno, non di nomi.

L’azione del governo Renzi in materia di giustizia è soddisfacente?

Il governo Renzi sembra avere programmi che vanno nella direzione giusta ma prima di esprimere un giudizio che non sia soltanto una speranza bisogna aspettare che questi programmi siano tradotti in decreti legge o in disegni di legge nero su bianco, meglio ancora che siano approvati in modo da diventare legge dello Stato. Per il momento siamo ancora nel campo dei programmi.

Quali sarebbero le prime cose da fare?

Prima di tutto bisogna far funzionare il processo. Per quanto riguarda il civile qualcosa si sta muovendo, per quanto riguarda il penale siamo sempre al palo di partenza. Le cose da fare sono un’infinità. La più urgente, e tra le più significative. è la riforma della prescrizione. Noi siamo l’unica democrazia occidentale in cui la prescrizione non si interrompe mai. In tutti gli altri paesi si interrompe con il rinvio a giudizio, al massimo con la condanna di primo grado. Da noi invece non si interrompe mai e se la prescrizione non si interrompe mai il processo non finisce mai. Questa è una vergogna alla quale bisogna porre rimedio, non soltanto parlandone come di una cosa da fare ma facendola. E invece sono un bel po’ di anni, non soltanto mesi che ne parliamo e basta.

(…)

Nella vicenda No Tav i giudici di Torino hanno cancellato agli imputati l’accusa di “terrorismo”. Che cosa ne pensa?

Sull’accusa di terrorismo, sostenuta dalla procura di cui io ero capo ma poi anche dalla procura diretta dal mio successore e soprattutto avallata dal gip nel primo e nel secondo caso, quindi da un magistrato giudicante, non è stata confermata da altri magistrati giudicanti. Non si può che prenderne atto nel senso che nel nostro ordinamento l’ultima sentenza è quella che ha ragione anche se magari non sempre è quella giusta. Ma esaurito il discorso tecnico giuridico credo che non si possa dimenticare neanche per un momento che pretendere con la violenza di impedire la realizzazione di un’opera deliberata rispettando tutte le procedure in ogni sede competente, europea e italiana, significa mettersi contro e fuori dalla democrazia (ovviamente mi riferisco solo ai violenti tra i No Tav). Soprattutto quando si aggredisce un cantiere, come quello di Chiomonte, mettendo a rischio la sicurezza di onesti lavoratori, che sono lì per guadagnarsi la pagnotta, e dei poliziotti costretti a vivere asserragliati in quel cantiere per difendere il diritto di lavorare. Sono troppi coloro che, per miopia o peggio, dimenticano queste verità elementari.

PER CHIAREZZA, RIPUBBLICHIAMO IL VIDEO con la SINTESI della difesa dell’Avv. LOSCO al processo per il defunto compressore, che dimostra con prove e testimonianze che i FATTI (oltre alle parole nell’intercettazione) dimostrano che non c’era alcuna intenzione di fare male alle persone… e che si è trattata di un’azione di SABOTAGGIO ai danni, come sappiamo, di un compressore.

Con la speranza che lo guardi anche l’ex procuratore Caselli. Chissà…

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

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