Settebagni

No Tav, 2 bottiglie incendiarie sulla linea Roma-Firenze | Blitz quotidiano.

La notizia è riportata da fonte ANSA su BLITZQuotidiano e sulla testata locale IL MATTINO e risale a Venerdì 13 febbraio. Nei pozzetti in cui passano i cavi dell’alimentazione sulla tratta AV Roma-Firenze sono state trovate due bottiglie incendiarie, una delle quali parzialmente bruciata. Secondo ANSA l’azione porta la irma dei NO TAV, lasciata in rosso sulle grate di protezione di entrambi i pozzetti. “Fortunatamente non ci sono stati danni, ma secondo chi indaga si tratta di un vero e proprio attentato incendiario fallito alla Tav. Non è escluso che i responsabili abbiano agito qualche notte fa e che sia stato scoperto solo oggi visto che non ha provocato guasti alla linea. Per gli inquirenti l’obiettivo era quello di mandare in tilt o quantomeno rallentare la circolazione dei treni dell’alta velocità.
Per gli esperti l’innesco sarebbe simile a quello dell’attentato incendiario messo a segno due giorni prima di Natale alle porte di Bologna. All’alba del 23 dicembre andarono in fiamme alcuni pozzetti dell’Alta Velocità nei pressi della stazione Santa Viola procurando ritardi e disagi alla circolazione ferroviaria. Oggi, invece, non si sarebbero registrati problemi. A quanto riferito da Ferrovie dello Stato c’è stato soltanto una riduzione di velocità dei convogli a 30 chilometri orari, tra le 12.30 e le 13.45, per consentire di effettuare i sopralluoghi in sicurezza.”

Prima di partire con i complottismi rifletterei su un paio di cosette: anzitutto è un sabotaggio, e come tale rientra nelle pratiche da sempre adottate nella lotta al ‪‎TAV ricordiamo che ci sono ancora 4 compagni ai domiciiari e 3 in carcere in attesa del processo per l’azione definita “terroristica” dalla procura, nella quale l’unica vittima fu il compressore oltre all’accusa della procura fallita miseramente in assise.
Secondo: una dura sentenza il 27 gennaio ha condannato 46 compagni, e se si vuole dimostrare che la repressione non funziona il modo migliore è proseguire la lotta.
Terzo: i sabotaggi di dicembre furono accolti con clamore mediatico folle, definiti terrorismo, scatenarono l’ira di Caselli e portarono molti no tav presi dal panico a rispondere con le frasi di Imposimato che sosteneva con certezza assoluta che si trattasse di strategia della tensione, salvo poi alcuni comunicati che in qualche modo ricollocarono i due episodi, sabotaggi, appunto, nella lotta al TAV.

Stupisce, caso mai, che ora siano riportati solo da un quotidiano locale e che ultras SìTav e ministrerrimi vari tacciano, a differenza di quanto hanno fatto a dicembre.

Farsi una domanda, darsi una risposta.

Magari usando la propria testa senza prendere a prestito quella di magistrati vari… più o meno popolari, ma pur sempre magistrati.

Aggiungo: ridicola la chiusura dell’articolo de Il Mattino: “Insomma, alla stazione di Settebagni, non sarebbero arrivati attivisti del Nord, ma membri di una cellula locale del movimento antagonista che a dicembre aveva organizzato attentati simili a Bologna e Firenze.” ora abbiamo anche no tav del nord e no tav del sud?
Dando per scontato che i quotidiani riportino solo le veline della questura è chiaro che stanno facendo una netta distinzione, dividere è il loro fine. Normale che lo facciano loro, un po’ meno che glielo permettiamo.

Simonetta Zandiri

This article has 57 comments

  1. La “cellula locale del movimento antagonista” ha già fatto sapere di essere pronta a durissime azioni TERRORISTICHE durante la manifestazione del 21 febbraio (MANIFESTAZIONE dei Sindaci Notav, capitanati dal sig. Plano, a favore delle compensazioni governative). La CELLULA ha intenzione di fare scritte con bombolette spray sui muri di Torino e d’intorni. Le autorità sono state tranquillizzate daalla leadership notav che il controllo delle frange estremiste IMBRATTANTI saranno tenute a BADA da Ronde ANTAGONISTE.
    A sarà Dura

  2. Rinaudo e Padalino il duo di FERRO, ha allertato le FDO e aumentato le scorte al sig. Numa ed Esposito, Pare che siano a disposizione del politico e del giornalista circa 100 uomini sia delle FDO che volontari Antagonisti MODERATI

  3. alberto perino

    Egr. sig. Simone, la manifestazione popolare NO TAV del 21/2/2015 è una manifestazione decisa dal MOVIMENTO NO TAV nell’assemblea popolare di Bussoleno del 28 febbraio u.s.
    L’assemblea popolare ha deciso in quella riunione di invitare alla manifestazione i sindaci della Valle che hanno formalizzato nelle loro giunte municipali, in questi giorni, una delibera di netta contrarietà allo sperpero di denaro pubblico nelle grandi opere rivendicando che questi fondi vengano dirottati sulle “piccole opere utili” del territorio, a favore della scuola, della sanità, dell’edilizia popolare, del reddito minimo garantito per tutti.
    L’assemblea popolare ha anche deciso in modo unanime che la manifestazione dovrà essere una manifestazione fatta “a moda nostra”, cioè senza imbrattamenti, atti vandalici e pulendo la pubblica via dopo il passaggio della gente. La manifestazione deve ricalcare le modalità della grande manifestazione di Torino del 10/5/2014.
    Questo è quanto deciso in modo democratico dal MOVIMENTO NO TAV. Forse Lei non lo ha ancora capito, forse lo ignora, che il MOVIMENTO NO TAV è un movimento POPOLARE che ha molte anime al suo interno e tutti si danno da fare per bloccare lo spreco di denaro pubblico e la costruzione di opere inutili e devastanti. Non è un movimento ANTAGONISTA anche se al suo interno vi sono ANCHE degli antagonisti che hanno accettato il metodo di lotta popolare del MOVIMENTO NO TAV.
    Lei, forse, non ha ancora capito che il nostro metodo di lotta popolare ci ha permesso di ostacolare la realizzazione della Torino Lyon da oltre 25 anni, coinvolgendo tutta la popolazione diventando, senza averlo ricercato, un esempio a cui guarda tutta l’Italia dei resistenti all’arroganza delle confraternite mafiose del tondino&cemento, dei poteri arroganti dello Stato, alle politiche delle Grandi Opere Inutili e Imposte.
    Forse Lei non si è reso conto che i due post che ha scritto sono assolutamente funzionali al sistema che ci governa. Sistema di potere che teme i cittadini che senza alzare la voce, senza imbrattare i muri, fanno sentire le loro ragioni in modo pacifico, allegro, ordinato, pulito in cui si trovano a loro agio, nella protesta, famiglie, persone anziane, ragazzi, giovani e bambini. Sistema ben contento di persone “antagoniste” come Lei, isolate come Lei, che non riescono a coagulare attorno a loro il consenso verso i loro “imbrattamenti” con le bombolette spray sui muri di Torino e dintorni.
    La sua frustrazione politica di “cellula locale antagonista” la sfoghi in un modo più intelligente, provi a valutare l’importanza dell’approvazione popolare verso le sue azioni.
    Se ne è capace, provi a rispettare le decisioni e le modalità di lotta del MOVIMENTO NO TAV.
    Soprattutto si chieda (se ne è capace) a chi giova l’azione che si appresta a compiere.
    Comunque sappia che il MOVIMENTO NO TAV è fatto da tante persone che hanno a cuore il movimento e che faranno di tutto affinché personaggi incoscienti come Lei non riescano a metterlo in cattiva luce o peggio ancora lo danneggino.

    A Simonetta Zandiri voglio solo ricordare che scoperchiare un pozzetto dei cavi elettrici lungo la ferrovia, mettere due bottiglie incendiarie con alcuni stracci e poi scrivere sul coperchio del pozzetto una specie di NO TAV la settimana prima della manifestazione torinese non è un sabotaggio, è un’azione provocatoria che se fatta da qualcuno che si dice NO TAV è anche, a mio parere, una grandissima stupidaggine perché, al massimo, è un sabotaggio nei confronti della buona riuscita della manifestazione del 21/2. Ma, leggendo lo scritto del sig. Simone, può davvero darsi che proprio questo fosse lo scopo: sabotare la manifestazione popolare in programma. Complimenti davvero!

    • “” Comunque sappia che il MOVIMENTO NO TAV è fatto da tante persone che hanno a cuore il movimento e che faranno di tutto affinché personaggi incoscienti come Lei non riescano a metterlo in cattiva luce o peggio ancora lo danneggino. “”

      Dal lontano 2005 ne ho viste e sentite tante ma spesso e volentieri il canovaccio si è ripetuto più e più volte: BRUTTI SPORCHI E CATTIVI CENTRI SOCIALI / ANARCHICI.

      Mi chiedo dopo la ripresa di Venaus come sia possibile OSARE DI DETTARE regole e minacce a chi ha reso possibile quella fenomenale impresa o segue le loro orme.

      Che, attenzione, non si svolse in quell’unica giornata dell’8 dicembre ma tanti giorni prima. Infatti SOLO grazie a chi presidiava giorno e notte (la maggioranza ragazzi dei centri sociali e anarchici), a chi fece e difese vere barricate costruite con materiali più disparati di fortuna (la maggioranza ragazzi dei centri sociali e anarchici) SOLO GRAZIE A LORO si potè arrivare a riprendere insieme all’intera popolazione il territorio militarizzato e blindato. ( blindato nel senso reale del termine centinaia di blindati di varie forze dell’ordine in fila, colmi di uomini in divisa ! )

      Come ci si PERMETTE di dire cosa e come farlo a questi EROI che tutti tutti tutti TUTTI i veri NOTAV DOVREBBERO SOLO RINGRAZIARE E RISPETTARE COME VALIDI E DEGNI COMPAGNI DI LOTTA. Lotta si. Termine che MOLTI non conoscono e non comprendono che cosa vuole significare in concreto, sul campo e non dietro un pc o nella passeggiatina di salute dietro striscioni e bandierine varie.

      Il ripetersi di questi maltrattamenti e offese verso questa categoria di EROI… MI INNORIDISCE ! Ne più ne meno se lo stesso trattamento fosse riservato a qualche veterano partigiano ancora in vita… Sono semplicemente e inesorabilmente di nuovo PER L’ENNESIMA VOLTA schifata.

      Se COME SEMPRE si prende come capro espiatorio l’uso di bombolette spray per comporre una semplice scritta come ottima SCUSA per attaccare, offendere, isolare, disconoscere questa categoria è oltremodo di bassordine. A confronto i SITAV diventano dei signori !!!

      • Errata corrige: INORRIDISCE

        • “Ci vogliono morti perchè siamo i loro nemici e non sanno che farsene di noi perchè non siamo i loro schiavi”
          SOLE

          • “Ci facciano pure i loro processi, sono solo i segni della loro viltà, della loro paura, del loro declino. Ci chiamino pure terroriste e terroristi, sono solo il segno che colpiamo nel segno, della loro sconfitta davanti ogni segno dell’insurrezione dilagante…”
            Marco Camenisch

          • Ma il sangue E TANTO versato… e le ossa E TANTE rotte non sono le loro ne dei loro figli. Quindi… NO PROBLEM ! :'( :'( Tutto bene, tutto liscio… tutto scorre placido nella valle incantata

  4. Il movimento non è antagonista, ma la lotta lo è diventata. Il 27 giugno 2011 la benna operava a poche distanza da chi era su quel guard rail e io ero tra quelli, lo ricordo bene. Il 3 luglio non riuscimmo neanche ad avvicinarci alle reti, da sopra il cavalcavia, arrivando dal sentiero da Giaglione, iniziarono a spararci addosso molte decine di metri prima. Io potevo essere popolare e gioiosa ma lo stato ci ha attaccato brutalmente, e ha continuato per tutta l’estate, perché un conto è opporsi ad un progetto un altro è tentare di fermarlo quando il braccio armato tenta di imporre con l’autorità quello che migliaia di persone, non solo valsusine, rifiutano di accettare e sappiamo bene che non si può ridurre la questione a “solo un treno”. Il giorno che hanno sparato il lacrimogeno in faccia ad Alessandro eravamo talmente solari che stavamo costruendo specchi, specchi per inondare il non-cantiere di luce, luce, contro la loro OSCURITA’, ai nostri specchi risposero tentando di ucciderci, perché senza quella maschera da verniciatore forse sarebbe morto. Non so quindi come rispondere alle tue parole, Alberto, se non restando attaccata a quei ricordi indelebili, ricordi che hanno calpestato e insultato per oltre 100 giorni in quell’aula bunker e trascrivendo ogni fottuta parola è chiaro che o io ho vissuto un’altra realtà o qualcuno ha finto di vederne solo una parte, la verità giuridica è lontana da quella oggettiva, ma qui siamo proprio su pianeti opposti. Ora, dopo oltre 100 giorni, la mia carogna è altissima ma nonostante questo mantengo la calma quando, anche di recente, dopo la sentenza, gli agenti si sono comportati con una spocchia peggiore, gli scappa quel “zecca di merda” che ormai precede i cognomi che conoscono alla perfezione avendoci schedati, fotografati, annusati, e probabilmente ascoltati, per oltre 4 anni. Di noi sanno tutto e allora dovrebbero anche sapere che non c’è bisogno che qualcuno ci dica come dobbiamo manifestare, lo sappiamo e l’abbiamo sempre saputo, ma non è accettabile che qualcuno si arroghi il diritto di dire cosa è no tav e cosa non lo è o, peggio ancora, di cosa è buono e giusto e cosa è cattivo e sbagliato, non finché lo scavo va avanti e il progetto dell’opera, anche. Perché fino ad allora stiamo perdendo tutti. Il TAV ha devastato ovunque, in Italia, creando quella rete ferroviaria per pochi eletti a svantaggio di chi può viaggiare solo sui regionali, se le linee non sono state dismesse. Io non tiro pietre, uso le parole, uso il mio corpo come scudo ( ma questo non li autorizza implicitamente a farne un bersaglio), uso ciò che sono in grado di fare perché si apra una crepa nell’informazione omertosa, è faticoso, sicuramente commetto molti errori ma almeno ci provo, non mi sottraggo alla parola, non mi sottraggo alla necessità di esserci e di resistere, anche nelle situazioni più difficili e rischiose. E pur non tirando pietre e non avendo mai neanche acceso un fumogeno, non giudico chi lo fa, né prendo le distanze da chi agisce diversamente perché so che ciascuno porta in questa lotta il proprio contributo, ben sapendo che ci sono momenti diversi e che il movimento è popolare.
    Decine di processi si stanno trasformando in condanne pesantissime, applicazioni sempre più diffuse di sorveglianza speciale, se avevamo ragione e io credo ancora che abbiamo ragione non è accettabile neanche una condanna a un solo giorno, quindi per quanto mi riguarda io ci sarò sempre, accanto ai compagni condannati e poiché la manifestazione era nata soprattutto da un loro spunto troverei giusto che fossero proprio gli imputati ad aprire il corteo e starei accanto a loro, fiera e felice di esserci. Ben sapendo cosa dovrei fare, senza bisogno di ricevere le istruzioni per una manifestazione, tanto meno consigli. Se non mi fido di chi ho accanto, allora vado altrove. Ma se marcio con dei compagni, non ho bisogno di dire loro cosa fare o non fare. Mi sentirei totalmente a disagio, è la fiducia che può aiutarci ad andare avanti, dandoci quella forza e quella gioia che ci permetteranno di continuare a sorridere. Perché io lo so che una risata, prima o poi, li seppellirà. E finché riusciamo a sorridere, abbiamo vinto. Sul serio. 🙂
    Quanto all’accusa di sabotare la manifestazione del 21 è talmente insostenibile che vorrei non rispondere, ma in realtà qualcosa da dire ci sarebbe, per esempio il ritardo di questa manifestazione rispetto alla sentenza che da mesi si sapeva sarebbe arrivata o il 20 o il 27 gennaio, potrei anche far notare che non parlare minimamente delle vittime della repressione nel comunicato dei sindaci non mi sembra molto corretto e a questo proposito cito un passaggio di Nelson Mandela, nella dichiarazione spontanea che Mandela rilasciò in apertura della fase dibattimentale del processo di Rivonia di fronte alla Corte Suprema del Sud Africa.
    “Nel manifesto dell’Umkhonto pubblicato il 16 dicembre 1961, dichiaravamo: “Nella vita di ogni nazione c’è un momento in cui rimangono soltanto due alternative: sottomettersi o lottare. Ora in Sudafrica è giunto quel momento. Non ci sottometteremo e non abbiamo altra scelta che rispondere ai soprusi con tutti i mezzi di cui disponiamo per difendere la nostra gente, il nostro futuro, la nostra libertà”. Mandela spiega poi che iniziò a parlarne con l’ANC, l’African National Congress, che da sempre era un’organizzazione politica di massa con una funzione da assolvere, le persone vi aderivano sulla base della sua esplicita linea d’azione improntata alla non violenza e non era possibile trasformare un organismo del genere in una struttura snella e coesa quale doveva essere un’organizzazione che voglia compiere azioni di sabotaggio, ne avrebbe alterato la natura stessa dell’organizzazione. Ma l’ANC fu pronta ad allontanarsi dalla politica di non violenza, limitatamente al fatto che NON AVREBBE PIU’ DISAPPROVATO UNA VIOLENZA adeguatamente controllata, di conseguenza i membri dell’ANC che intraprendevano tali azioni non sarebbero stati soggetti a misure disciplinari.”. Quindi forse tra il dissociarsi completaente e il non disapprovare una certa violenza, peraltro reazione legittima ad atti arbitrari, come ampiamente dimostrato dalla difesa, potrebbe essere una terza via. Coraggiosa, certo, ma forse è proprio questo il momento in cui ciascuno di noi, nella propria vita, e con la propria posizione e la propria diversità, dovrebbe fare una scelta coraggiosa e non soltanto per “fermare il treno” ma per salvare quel diritto di ribellarci senza il quale saranno fottute anche le prossime generazioni.

  5. Ringrazio il leader PERINO per i chiarimenti. GRAZIE e buona passeggiata ISTITUZIONALE il 21…

  6. P.s. Mi spaventa MOLTO il fatto che non ci sia la capacità di cogliere l’ironia, tanto da pensare che un PERSONAGGIO disinformato come il sottoscritto possa avere la forza e la capacità di boicottare una GRANDE MANIFESTAZIONE popolare.
    Sig. Perino ogni tanto sorrida, e cerchi di cogliere un po’ non tanto, solo un po’ l’ironia che si prova di mettere anche nella lotta… ci sono già giudici e potenti che fanno piangere, cerchiamo almeno di sommergerli con tante risate, che forse fanno buon sangue.
    Nel 1940 Charlie Chaplin creò uno dei grandi capolavori del cinema, una grande parodia del nazismo e di Hitler, il film IL GRANDE DITTATORE. Un film, un capolavoro che ancora oggi ci fa capire molto bene, forse molto meglio di tanti discorsi seriosi e pomposi, la stupidita criminale del nazismo e di Hitler. Forse l’ironia intelligente di Chaplin ha ancora molto da insegnarci in questo buio e triste 2015 serioso. Forse può insegnarci che lottare e denunciare con il sorriso sulle labbra non solo può essere molto efficiente, ma auspicabile.

  7. alberto perino

    Egr. sig. Simone, io non avrò il senso dell’ironia, ma ci metto sempre la faccia, scrivo e firmo quello che scrivo con nome e cognome. Lei, per codardia, si nasconde dietro ad un nome che non dice nulla, Lei la faccia non la mette. Forse abita a San Damiano d’Asti e si comporta di conseguenza…
    Forse è il coraggio delle proprie azioni e delle proprie idee che le manca. Come dice il Manzoni il se uno il coraggio non ce l’ha non se lo può dare.
    Ps Simone –> Simonetta. Coincidenze.

    • Alberto ma questo è veramente toccare il fondo, “Simone–>Simonetta”? io pubblico con il mio nome ed il mio cognome e quello che ho da dire l’ho sempre detto (e scritto), sarà questo il problema? Per quanto riguarda gli altri hanno tutti inserito i commenti scegliendo il nome con il quale postare ma nell’indirizzo email c’è tutto e sono email esistenti (tranne un commentatore, tal Michele, che da indirizzo IP posta da Condove ma l’email è fasulla) , rispetto la loro scelta di tenerlo riservato con la correttezza di averlo comunque inserito nel blog, visibile agli admin.
      Alberto, io non ho bisogno di dimostrare coraggio, lo ricerco costantemente in me stessa e quando non ce l’ho ammetto semplicemente di avere paura, e nonostante questo non mi fermo. Sono amareggiata da questo ultimo commento, ma nulla cambia rispetto a tutto il bello che ho sempre trovato nel movimento e in questa lotta, in tutte quelle persone che in valle e da tutta Italia l’hanno seguita e supportata, hanno fatto volantinaggi, manifestazioni, assemblee, sabotaggi, blocchi e poi sono venute rispondendo ai nostri appelli in quel 3 luglio in cui lo stato aveva deciso di attuare la LINEA DURA e SENZA LIMITI D’INGAGGIO. Se lo stato attacca, senza limiti, forse serve più coraggio per rispondere. Io cerco almeno il coraggio per dire ciò che penso perché quell’unità nella diversità che da sempre è stata una delle grandi qualità di questa lotta continui ad essere tale, ciascuno nel rispetto della diversità altrui, mi sforzo perché questa lotta continui ad appartenere a tutti quelli che la praticano, liberamente, in ogni luogo. Perché credo che sia l’unico modo perché si avveri quel “fermarci è impossibile” e quel “si parte e si torna insieme”.

    • AHAHAHAHAHAHA !! 😀 😀 Ma almeno la furbizia di cambiare radice del nome penso proprio che Simonetta l’avrebbe. Se fosse un camuffamento ma sono certa che non è perchè LEI di problemi a dire e a fare ciò che pensa ( in contemporanea ) non ne ha mai avuti. Assurdo. Semplicemente assurdo. Dicono che la vecchiaia giochi brutti scherzi… sarà vero ?
      😀

      • Mina, il punto è che quando non si riesce a rispondere nel merito è più facile attaccare sul piano personale, arrivando anche a toccare il fondo.

    • Io sono SIMONE di sesso maschile. Non capisco la battuta su San Damiano D’asti, ma non sono di li, sono terrone…
      Perino rispondi discuti non scendere a un livgello così basso, certo che da un po’ di tempo la DELAZIONE è uno sport molto praticato da TROPPE PERSONE

  8. Alberto, ricordi uno degli imputati al maxi processo, arrestato il 3 luglio, pestato e trascinato per decine di metri e poi pestato ancora all’interno dell’area del museo? SORU, mi sto riferendo a lui, la sua vicenda è emersa dopo la divulgazione del dossier Hunter, ma giuridicamente il caso NON ESISTE, archiviato, come tutto quello che abbiamo subito e che finisce in un archivio enorme…. La condanna di Soru, come quella di altri, è stata SUPERIORE alle richieste dei PM… questa come la chiamiamo, se non VENDETTA? E’ accettabile? Per me non lo è. Non lo sarebbe stato comunque, ma è un segnale molto forte che deve avere una risposta adeguata. Qui il video in cui l’avvocato di Soru spiega che dalle stesse testimonianze dell’agente che l’ha colpito e arrestato emerge che siano “caduti”, insomma non c’è stata neanche una condotta di resistenza (che sarebbe stata improbabile in quella situazione), poi si chiede perché è stato più volte colpito sulla testa…. sono queste le REGOLE D’INGAGGIO? Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=DR2BDKlYCic&feature=youtu.be
    Le regole d’ingaggio per le forze dell’ordine in quelle giornate erano: SENZA LIMITI. Il 27 maggio 2011 i “potenti” si riunirono alla regione piemonte, c’era Bartolomeo Giachino, sottosegretario alle infrastrutture, Barbara Bonino, allora assessore ai trasporti, il sindaco uscente Chiamparino e il neo sindaco Fassino, insieme a Confindustria e Camera di Commercio. Un giornalista chiese “Che tipo di forza ci si può spingere ad usare nei confronti dei manifestanti?”ed ecco la risposta della Bonino: “non c’è nessun limite d’ingaggio rispetto a questo obiettivo perché questo obiettivo si chiama legalità  e uno stato ha l’obbligo morale oltre che fattuale di garantire la legalità sempre e la tutela e l’incolumità dei suoi cittadini in qualunque situazione. Come reagisce uno stato? Con tutti i mezzi che ci sono a disposizione”.
    Qui file audio BONINO: http://www.quotidianopiemontese.it/wp-content/uploads/2011/05/Bonino.mp3
    L’8 giugno 2011 in Prefettura ci fu il vertice sulla sicurezza tra enti locali e forze dell’ordine, all’ordine del giorno la linea da seguire per consentire l’apertura del cantiere. Oltre al prefetto ed al questore Aldo Faraoni erano presenti anche il sindaco di Torino, Fassino, il governatore Cota e il ministro Maroni. La richiesta, anzi, l’auspicio è non soltanto di usare le forze dell’ordine per una militarizzazione dell’area ma, addirittura, una “violenta repressione senza limiti d’ingaggio”.
    SENZA LIMITI D’INGAGGIO

    Allora, Alberto, quando lo STATO annienta ogni diritto e PREANNUNCIA che agirà CON TUTTI I MEZZI A DISPOSIZIONE e SENZA LIMITI D’INGAGGIO, non credi che quello sia il momento in cui ci si organizza per resistere ma con una coesione più ampia? Perché altrimenti si va al massacro, si va al massacro perché chi è più determinato resiste, si prende gas, manganellate, e poi condanne etc, mentre chi si tira indietro, più che comprensibile, dovrebbe almeno avere il coraggio di stare al fianco di chi questa lotta l’ha portata avanti con generosità, consapevole che dall’altra parte sarebbe arrivata una VIOLENTA REPRESSIONE quella sì, premeditata da anni, forse da dopo Venaus 2005.

    • Ma che centra tutta la cronistoria della lotta dal 3 luglio in poi, con sto tombino e la bottiglia incendiaria, simonetta?
      Oltretutto, vi è una rivendicazione?
      Hai deciso tu che è un sabotaggio?
      e poi…non vi è nessun ritardo nei confronti delle sentenze, la parola d’ordine è contro lo spreco di risorse pubbliche, si è detto in assemblea, si sta pure così pubblicizzando…ovviamente nulla toglie alla gravità delle sentenze

      • Nessuna cronistoria, era solo per evidenziare chi ha provocato cosa, il 3 luglio non l’ho tirato in ballo io ma altri commenti. Non so chi tu sia, Michele, tutti gli altri pubblicano lasciando, anche se privato, il loro indirizzo email, ma visto che pare che tu posti da Condove credo tu conosca bene le ragioni per cui ho scritto quello che ho scritto. Non ho deciso IO che è un sabotaggio ma l’ha stabilito la DIGOS e come tale è stato riportato dai pochi quotidiani che ho linkato nell’articolo, ricevo le notizie avendo attivato Google Alert è facile, puoi farlo anche tu. La rivendicazione riportata dai giornali è una scritta sui tombini, può essere significativa oppure no, ma ho ritenuto opportuno per evitare nuovamente gli equivoci generati dalla reazione ai sabotaggi di dicembre, aggiungere qualche elemento lasciando che poi ognuno, come sempre, pensi con la propria testa.

        • bah…a me risulta che lo tiri fuori tu il 16/07/2015 alle 2:06…e da lì parte tutto il tuo valzer polemico…vabbè, buon proseguimento

          • Michele, non è possibile e per nulla COSTRUTTIVO bollare qualsiasi tentativo di discussione CIVILE come tentativo di “spaccare il movimento” di “boicottare le manifestazioni”, “di fare polemica”.
            Ripeterò fino alla nausea che NESSUNO deve e può, in un momento così delicato per tutti i MOVIMENTI, permettersi di dire che sui può fare, non c’è bisogno di leader e leaderini, ma di partecipazione. Partecipazione ATTIVA, non di soldatini che marcino dietro a uno striscione ad ascoltare i SOLITI NOTI, che parlano da un microfono usando slogan (logori), per arrivare sulla piazza BUONA della città ad ascoltare i POLITICANTI.
            Questo è già successo a Maggio, che la “cosidetta marcia popolare” si è trasformata in un comizio elettorale.
            Perchè la manifestazione del 21 la apriranno i SINDACI? Quei sindaci che vogliono incontare a tutti i costi Renzi?
            E’ da un mese che si aspetta una reazione per i CONDANNATI e la risposta è una manifestazione organica a POLITICANTI? Insomma non mi pare seria la cosa.
            Per favore non riprendiamo con il MANTRA dell’Assemblee popolari delle decisioni prese durante le assemblee, ecc…perchè nel caso delle condanne più di ogni altra cosa è un problema che riguarda troppe persone e persone che non possono essere presenti in Valle per due motivi che molti vivono MOLTO lontani e molti non possono permettersi viaggi così costosi.
            Non metto in ballo il problema dei soldi da sborsare, e il paragone molto CALZANTE dei 300.000 euro raccolti a tempo di record, per il deputato Alberto Perino, e i GRANDI problemi che ci sono a reperire la cifra al momento molto più bassa di cui hanno bisogno i CONDANNATI.
            Invece se i condannati han scelto di non pagare, la questione è un’altra.
            Non metto neppure in ballo quante persone sono denunciate, per attività di Antagonismo ecc…che non si sa neppure perchè han fatto scelte individuali e fuori dai recinti molto alti dei MOVIMENTI.
            Un esempio fra tutti, è che il giornalista(?) NUMA è molto scatenato, denuncia chiunque osi dire qualcosa, e non parlo per sentito dire ho le prove…
            Michele, perchè non cerchiamo di farci delle domande e darci delle risposte invece di bollare la gente come provocatoria? Le stesse domande forse è ora che se le facciano anche i leader che parlano molto, forse un po’ troppo coi politici invece che coi militanti

          • simone, senti una roba….sta cosa dello sfogarsi così, non potrò mai condividerla, a prescindere dalle ragioni, c’è un posto, anche più di uno, dove si può andare a dire ciò che pensi…no che tu non debba farlo in questa maniera, la più adatta sarebbe presentarsi di persona e dire pubblicamente nella lontanissima assemblea popolare tutto ciò che ti frulla sull’argomento. Sembri girare attorno a chissà quali argomenti scottanti che non puoi rivelare qui, appunto, nel posto sbagliato. Prendi le tue “prove” e sbatticele in faccia. I soliti noti hanno spesso cercato, con scarso successo, chi prendesse parola oltre loro.

          • Ho tirato fuori anche altre cose, delle quali pare non vi preoccupiate, mi riferisco a Mihail Gatu, un uomo morto di freddo dopo essere stato allontanato dal dehor inutilizzato di un locale in centro a Torino nel quale si rifugiava, morto di freddo, capisci cosa intendo? Poi ho parlato di sorveglianza speciale, perché molti compagni, soprattutto quelli più attvi nelle lotte agli sfratti, sono colpiti da queste misure allucinanti e sono no tav, anche se quando i media parlano di loro, che siano di torino, milano o bologna per me non fa alcuna differenza, li etichettano come “simpatizzanti” no tav. Poi ho parlato di un fermo piuttosto inquietante di alcuni compagni di Milano avvenuto dopo un coordinamento comitati in valle, http://www.tgmaddalena.it/notav-favorisca-patente-libretto-e-pipi-storie-di-ordinaria-follia/ …. insomma parlo di tante cose che non credo abbiano mai la vostra attenzione, eppure sono strategie repressive EVIDENTI contro una certa parte del movimento, e richiederebbero attenzione, riflessione, confronto che per ovvie ragioni non sono possibili nelle “assemblee”, richiedono altro genere di incontri e dibattiti per essere affrontate. Quindi te lo chiedo io, Michele: come mai tutta questa attenzione quando mi sono semplicemente limitata a riportare una delle tante vicende NO TAV, e indifferenza assoluta su tante altre? Non ho mai avuto il piacere, ad esempio, di leggere un commento ad uno qualsiasi dei tanti resoconti delle udienze… Ci sono processi veramente scandalosi, vergognosi, guarda ad esempio quello a LUCA…. LUCA, che ha rischiato di morire a causa del comportamento assurdo degli agenti quel 27 febbraio, sopravvive e appena torna in forma ripercorre quei sentieri e in quel giorno vengono tagliate simbolicamente le reti, cosa fatta tante altre volte. Risultato? Oggi lui ed Emanuela sono sotto processo per quell’episodio… MA TI SEMBRA UNA COSA NORMALE? Io sono arrabbiata, sono molto arrabbiata per come stiamo subendo tutto questo e la risposta non è dire quanto possiamo fare con un centimetro di tav, quanti banchi scolastici, quanti ospedali, perché non è sufficiente. Sai cosa penso, Michele? Che siate venuti qui a rispondere e commentare per una ragione molto precisa. E questa ragione non emerge da quello che dite ma semplicemente dal fatto che siete qui a dirlo.

          • vabbè zandiri, siamo in tanti e diversi, credo che andare in piazza con tanti diversi e ottimi motivi non sia la soluzione migliore, l’altr’anno era contro la repressione se non sbaglio, e non si è mai accantonata l’idea sull’inutilità e spreco dell’opera; quest’anno si rilancia lo spreco di risorse senza comunque abbandonare le difficoltà delle fasi repressive che ci coinvolgono

          • Intendi il 10 maggio? Era contro l’accusa di TERRORISMO, era al fianco di Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, ed era stata fortemente voluta, spinta e organizzata proprio dagli imputati che da dicembre del 2013 si erano organizzati in un coordinamento che aveva dato vita alle manifestazioni in tutta Italia il 22 febbraio 2014 e poi al 10 maggio. Ecco cos’era. Si “rilancia lo spreco di risorse”? Ehy, stiamo parlando di lotta, baby, non di marketing…

          • Mi correggo, Michele hai ragione tu, ho tirato fuori io il 3 luglio…. dopo che Alberto ha scritto “Egr. sig. Simone, la manifestazione popolare NO TAV del 21/2/2015 è una manifestazione decisa dal MOVIMENTO NO TAV nell’assemblea popolare di Bussoleno del 28 febbraio u.s.” … nella mia ingenuità, infatti, pensavo che quella del 21 fosse la manifestazione inizialmente voluta dagli imputati del maxi processo, condannati il 27 gennaio, il 28 gennaio (e non febbraio) si tenne l’assemblea per decidere la manifestazione …. ecco perché ho osato tirare fuori il 3 luglio! HA RAGIONE, MICHELE. L’ho tirato fuori io. Non pensa che questo sia abbastanza INDICATIVO del PROBLEMA?

          • Michele io non mi sto sfogando semplicemente sto mettendo sul piatto di una discussione dei temi che in MOLTI mugugnano, ma non hanno il coraggio di dire forte…basta con i MANTRA dei rivoluzionari da tastiera e dei distruttori del movimento, non ci credete manco più voi…rispondete con argomenti LASCIATE a parte gli slogan vecchi e decrepiti…insomma avete partorito un comunicato per la manifestazione che sembra scritto nel 2005, come se non ci fossero stati gli ultimi 10 anni, non ci fosse la repressione e come se il cantiere non fosse stato aperto, …purtroppo non è vero che il Movimento ha fermato il Tav…lì si lavora,e i cosidetti Notav istituzionali lo sanno molto bene e stanno lavorando a favore delle compensazioni, almeno è ciò che sembra a noi comuni mortali che lottiamo cercando di capire con la nostra testa senza entrare nelle sale dei bottoni e negli studi televisivi…a noi che non piace marciare dietro a sindaci molto funzionali al potere, a leader che chiedono voti per senatori che si mettono le cravatte col treno crociato, ma che per la lotta al Tav han fatto direi un po’ meno di niente…a noi che non ci basta leggere qualche bella frase di uno scrittore filo israeliano, che fa guadagnare un bel po’ di soldi a un editore che col potere ci va a nozze, a noi che non ci va di fare guadagnare un regista e un produttore cinematografico, che fa un film funzionale alla lotta istituzionale, coi soldi del Governo…insomma c’è ancora chi non vuole spaccare il movimento ,ma semplicemente contare qualcosa in una lotta che ci pare svenduta al miglior offerente

  9. Vai albertino che i soldini per salvare la casuccia te li sei intascati e sei ok, noi poveri anarchici invece ci giochiamo solo la libertà. Sei un poveretto, e come te chi ti bacia i piedi

  10. Interessante. Mi piacerebbe leggere le risposte di Perino ai commenti di Simonetta, in quei giorni lo stato ha aggredito i suoi cittadini e, nel bene e nel male, ha iniziato una “guerra” usando ogni mezzo. La violenza, la coercizione, i soprusi, la derisione, la denigrazione.
    Qual è il mezzo giusto per rispondere a tutto ciò?
    Ormai non è neanche più questione di un treno ma una sfida, una sfida che lo stato non può perdere al di là dell’utilità e dei costi.
    Come dice Perino la lotta NOTAV è diventata suo malgrado un esempio e questo credo che lo stato non lo possa tollerare…non cadiamo nelle loro trappole. Troppi hanno già pagato e pagheranno e sicuramente sono i più “scomodi” e invisi al sistema.

  11. Avere la coda di paglia è un’espressione o modo di dire della lingua italiana che indica il sapere di aver combinato qualcosa, di non avere la coscienza tranquilla e, di conseguenza, avere timore di essere scoperto, allarmarsi alla prima allusione sfavorevole, discolparsi senza essere stati accusati, quindi reagire impulsivamente a critiche o osservazioni.

    Probabilmente, l’origine dell’espressione fa riferimento alla pratica medievale di umiliare gli sconfitti o i condannati attaccando loro una coda di paglia, con la quale dovevano sfilare per la città a rischio che qualcuno gliela incendiasse come gesto di ulteriore scherno.

  12. sono molto perplesso da alcuni commenti che leggo.
    Che lo stato attacchi i cittadini che si oppongono molto efficacemente ad un progetto inutile e criminale è ovvio. Strano che ci si meravigli.
    Che l’unica arma che hanno gli “espositi” sia la criminalizzazione è altrettanto evidente. Gli unici punti di forza che hanno quelli che vogliono le grandi opere inutili e imposte sono risorse economiche e forza militare.
    Credo che l’errore più grave che possiamo fare è cadere nella lorto trappola e scendere ad un confronto paramilitare. Non solo saremmo sconfitti, perseguitati e incarcerati, ma faremo il loro gioco trasferendo una lotta, che va ben al di là del TAV, sul piano del confronto militaresco.
    Io non vivo in valle e nemmeno in Piemonte, sono di Firenze; anche noi abbiamo un macigno TAV che non vorremmo, ma siamo molto coscienti che fuori della Val di Susa la battaglia più importante è quella di far capire la violenza di imporre una mega opera inutile, dannosa e costosa. Le persone “normali”, quelle che purtroppo vedono tanta TV, non hanno gli strumenti per capire cosa c’è in gioco dietro le grandi opere. Il nostro obiettivo, per noi fuori della valle, è principalmente di far chiarezza sul livello di violenza istituzionale che subiamo. Il miglior servizio che possiamo fare al nostro avversario è mettere delle inutili bottiglie di benzina in un cunicolo.
    Questo non vuol dire ritenere il sabotaggio ingiusto, vuol dire saper usare gli strumenti giusti nel momento giusto.
    Scendere oggi sul piano “militare” vuol dire solo imporre la propria identità politica e culturale e ignorare l’importanza della battaglia che conduciamo.

    • A decidere di scendere sul piano MILITARE è stato LO STATO e non certo i cittadini. Le 5 settimane di occupazione permanente che abbiamo vissuto prima di quello sgombero ne sono una prova, non hanno mandato 2000 militari armati fino ai denti per allontanarci con garbo e gentilezza, e meno che mai hanno accettato che resistessimo “pacificamente”, visto che, ripeto, quella benna tagliava a pochi centimetri anche dalla sottoscritta, noncurante della nostra sicurezza, e il lancio dell’idrante ci ha messo in seria difficoltà evidenziando che non era certo usato per “ridurre le polveri”, quella giornata è una delle due per le quali 46 compagni sono stati condannati, l’altra è il 3 luglio, dove a decine di migliaia di persone è stato IMPEDITO di MANIFESTARE, oltre 4000 lacrimogeni sparati in poche ore spesso INTENZIONALMENTE ad altezza uomo, se si GIUSTIFICA TUTTO QUESTO si sta mettendo a rischio OGNI POSSIBILE OPPOSIZIONE PACIFICA, attenzione perché è già cosi’ ma NON DOBBIAMO PERMETTERGLIELO, mi assumo tutta la responsabilità di queste parole e vi invito NUOVAMENTE (l’ho già fatto, ma evidentemente non basta) a SEGUIRE le arringhe della DIFESA al maxi processo NO TAV altrimenti l’unico spazio mediatico lo trovano le tesi accusatorie… !
      Avv. Novaro sul 3 luglio,Seconda parte dell’arringa dell’avv. Novaro al maxi processo no tav, udienza 20 gennaio 2015. “In quella giornata del 3 luglio i diritti di libertà di espressione e di riunione sono stati messi a repentaglio da questo sciagurato comportamento tenuto da parte delle forze dell’ordine, dai dirigenti delle forze dell’ordine.” Dialoghi surreali tra agenti che filmano i manifestanti alla stazioni “un altro treno di zecche”, ma che faccia hanno gli anarchici? Gli agenti hanno letto Lombroso?
      Avv. Milano sulla libertà morale di OPPORSI, linfa della democrazia
      Avv. Bertone ricostruisce come anche negli ultimi istanti dello sgombero furono lanciati gas lacrimogeni sui manifestanti ormai in fuga
      Sempre l’avv. Bertone mostra i video (girati dalla polizia) dove NON SOLTANTO si vedono i lanci dei candelotti ad altezza uomo, ma addirittura se ne capisce l’intenzionalità dall’audio “Li vedi quei due, centrali!” oppure “Sparagli in faccia”… allora di che cosa stiamo parlando? Se anche quel giorno ci fosse stata, come altre volte, l’intenzione di tagliare le reti non pensate che fosse un atto dovuto? SE NON DIFENDIAMO QUELLE GIORNATE abbiamo perso, abbiamo perso anche il diritto ad opporci.

      • credo che con questo atteggiamento tu cada nella loro trappola.
        se ti sparano lacrimogeni ad altezza d’uomo non è che se gli tiri un sasso fai loro danno, dai l’occasione per sparartene altri dieci.
        Mi dirai che te li sparerebbero lo stesso, certo, ma puoi sempre cambiare obiettivo.
        Se la vuoi mettere sul bellicoso ricorda che in guerra gli eserciti poco forti usano la guerriglia, cioè colpiscono dove il nemico non se lo aspetta.
        Ma qui il nemico vuole che tu scenda sul piano militare, di guerriglia o meno, perché sa che su quel piano può distruggerti. E così cadi nella sua trappola.
        Che molti poliziotti siano dei criminali in divisa lo so, ma ottieni più risultati se riesci a denunciare questo davanti ad una opinione pubblica bollita, che se tenti invano di sparargli in faccia anche tu. Perché tu non hai armi e se le avessi e sparassi in faccia ad un ghisa diventeresti tu il mostro e loro le vittime.
        Il rischio che corri è di trasformare una merda in martire.
        Poi fai quel che vuoi.

        • Non posso risponderti per me, perché la mia reazione è diversa, anche per la consapevolezza della scarsa efficacia che avrebbe avuto un qualsiasi tentativo di lanciare pietre, Tiziano. Io il 3 luglio mi sono avvicinata quelle reti, ho parlato con gli agenti dopo ore che subivamo lanci di lacrimogeni… https://www.youtube.com/watch?v=CIOLkwf8GE8 è servito? No. Mi hanno semplicemente sparato addosso, ancora. Allora non voglio giudicare, questo è il punto, chi reagisce diversamente. Perché io non ho ottenuto niente. Se fossimo stati migliaia, ad avvicinarsi a quelle reti, decine di migliaia, forse sarebbe stato diverso, forse no, perché era una carneficina programmata. Chi ha una soluzione, la tiri fuori, io non ce l’ho. La non violenza sbandierata a posteriori e sempre dalle vittime mi lascia un po’ perplessa, davvero. Trovati in quella situazione più d’una volta, forse è l’unico modo per comprendere dove ci vogliono portare. Anch’io non vorrei mai scendere su quel piano, ma troviamone uno che funzioni perché quell’area è militarizzata, hanno scavato almeno 2 km e hanno speso decine di milioni di euro. Se ogni volta stiamo a guardare o cominciamo le discussioni teoriche su violenza-non violenza che non possono che dividere e portarci comunque sul livello di rassegnazione DI FATTO delle loro violenze, pericolosissimo precedente (non fosse bastato Genova 2001) per le future generazioni, allora rinunciamo a chiamarla lotta e torniamo a dare un peso alle parole: opposizione. Opposizione in attesa che il magistrato “illuminato” trovi mafia o corruzione e fermi tutto. E quando questo non accade, rassegnazione.

  13. ringrazio Simonetta per la grande “lezione di vita” espressa nei suoi commenti, mi auguro che Alberto ci rifletta e con lui tutti/e i sinceri oppositori del Tav lontani da interessi di Partito.
    Vorrei dire due parole a proposito del commento di “tiziano”. Tu scrivi “Scendere oggi sul piano “militare” vuol dire solo imporre la propria identità politica e culturale e ignorare l’importanza della battaglia che conduciamo.” Parole che, secondo il mio modesto parere, meglio si adattano ad un <>

  14. ‘ops, la tecnologia non aiuta….quello che c’era scritto tra è: “Scendere oggi sul piano istituzionale e a buo ritto…”
    Dopo un secolo e mezzo di anni di galera propinati ai nostri resistenti, pretendere un corteo che non solo lasci i muri muti ma addirittura pulisca la merda che normalmente giace già a terra della metropoli, è sbagliato. Significa insegnare ai nostri figli la desistenza e la rassegnazione.
    Lotta significa lotta, e la lotta esclude chi ha un posto al sole, garantito dal braccio militare dello Stato e dai Partiti, tutti.
    Molti di noi amiamo Fabrizio De Andrè, in tanti ci siamo scaldati ascoltando la sua poesia, in quanti abbiamo capito il reale significato del passaggio:” Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni.”?

  15. E’ grave e sgradevole venire a sapere che questa discussione nata qui su questo blog, sta continuando in privato su mailing list dalle quali alcuni di noi siamo stati eliminati tempo fa. E’ questa la democrazia? E’ questa la modalità. Forse per fare in modo che la manifestazione del 21 riprenda il senso che pareva dovesse avere, insomma una manifestazione che ponesse l’attenzione sulla repressione. Repressione sempre più forte da parte di uno stato arrogante e violento.Una sana discussione pubblica sarebbe auspicabile, visto che Notav ce ne sono in tutta l’Italia e dato che l’Italia è stretta e lunga non tutti riescono ad essere alle assemblee in Val Susa. Penso che il “nascondersi” dentro delle mailing list BLINDATE non sia un buon esempio di DEMOCRAZIA cari leader NOTAV…ritrovate la forza e la capacità di discutere e confrontarvi, non trinceratevi dietro a slogan logori…che in moltio non riusciamo più a capire e condividere…
    Voglio pure ricordare che in tutta Italia ci sono molti compagni denunciati, minacciati, vittime della delazione sia da parte delPOTERE che anche da compagni sempre più contigui al potere…la cosa è non solo inquietante, ma molto grave. Questi Compagni non hanno benefit, legal team ecc che “gli parano il culo” sono abbandonati da tutti…medidiamoci e forse è giunto il momento di mettere in disparte tattiche, strategie, slogan, parole d’ordine e riprendere a lottare, come già fanno in molti. Questi volti probabbilmente sono visi poco noti alle assemblee popolari, ma molto a sbirri di ogni specie…

  16. Qui disotto le parole di Pat al mini processone geovalsusa danno l’idea giusta. Ciao

    http://www.tgvallesusa.it/2015/02/faccio-parte-del-movimento-no-tav-deposizione/

  17. Non mi è facile entrare in queste diatribe da computer. E’ un confronto non vero, falsato dalla lontananza, dal non diretto.
    142 anni di galera per la semplice “RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE”.
    E per favore non parliamo di agenti feriti.
    142 anni di galera in un tribunale speciale con un processo speciale, da fare invidia ai processi anni ’30-’40.

    Inoltre 130.000 euro da pagare subito. E quanti quelli definitivi che deciderà un tribunale civile, ma con il giudice bosio-caselli che ci ha già condannati ai risarcimenti? Un milione basterà? Da me neppure un centesimo e lotterò fino in fondo per non pagare niente: Anche su questo Lotteremo tutti insieme.

    Per Tiziano di Firenze. Le battaglie si vincono combattendo sul piano del nemico, se stai sotto hai già perso. Se non siamo capaci di adeguarsi ai suoi livelli di scontro siamo destinati solo a perdere. Non è una teoria, è la Storia che ce lo insegna. negli anni ’70 tutte le conquiste (dei Diritti) che oggi i vari Governi (TUTTI) ci tolgono furono conquistati con Lotte che non fecero distinzioni tra scioperi, sabotaggi (andatevi a leggere la busiarda del 1974 (contratto aziendale) e leggerete i milioni di danni ad ogni sciopero e corteo interno), occupazioni, scontri con la polizia, che fuggiva come conigli nonostante avessero come oggi tutta la capacità dell’uso della forza. Anche gli operai conmpresero che era nella Forza l’arma per vincere e tolsero (purtroppo per poco, oggi gli abbiamo reso tutto) il monopolio della Violenza. Screditare questa significa solamente disarmare un popolo di fronte allo stato che non esita a gasare (3 luglio, 4357 candelotti al CS) il proprio popolo, che usa la Toprtura, battaglie campali di vera Guerra (questo fu il 3 luglio per lo Stato). Le Manifestazioni non possono essere dirette e indirizzate come fossero un canale. L’acqua di un fiume, quando necessita deve anche straripare, è nella natura. Canalizzare il fiume per evitare che straripi serve agli speculatori che devono utilizzare i terreni intorno al fiume, non ai contadini che del limo del fiume hanno fertilizzata la terra. Plano se fosse coerente con se stesso e con chi dice di difendere dovrebbe quantomeno uscire da quel pd che ad ogni costo vuole e costruisce il TAV. In tutta italia. Forse la poltrona fa comodo, ma allora non parli di altro. Le Istituzioni, TUTTE, sono l’organizzazione di uno Stato che combatte i propri cittadini. E se una persona volesse essere corretta e coerente dovrebbe mettersi la striscia tricolore non solo per mettersi in mostra a una qualche manifestazione “canalizzata”, mas anche in tribunale quando 57 NO TAV vengono condannati senza prova di aver commesso alcun reato.

    • “Le battaglie si vincono combattendo sul piano del nemico, se stai sotto hai già perso. Se non siamo capaci di adeguarsi ai suoi livelli di scontro siamo destinati solo a perdere. ” Semplicemente perfetta.

    • caro Antonio,
      credo faresti bene a uscire dalla val di Susa e fare un giro per l’italia e vedere come sta il “popolo”.
      QUa parlare di “disarmare il popolo” mi pare fantascienza. Il “popolo” è bollito. Se girate per le strade di Firenze o di Napoli o di trento e dite notav vedete che si impauriscono. Ormai fuori dalla valle notav è sinonimo di criminalità.
      Purtroppo è così!
      Il popolo è da riconquistare soprattutto culturalmente, con quella che si chiamava cosienza di classe. Oggi c’è incoscienza di classe.
      Avrei altri esempi calzanti, ma preferisco lasciar perdere.

      • Ciao Tiziano, informati come hanno fatto a vincere a Pistoia (che non è in val di Susa) quelli del Comitato No Parcheggio Sotterraneo? Hanno impedito una speculazione privata (tra l’altro) nel bel centro della città. hanno impedito che Pistoia fosse sottoposta a grave rischio (futuro, certo) idrogeologico. Il Parcheggio, per cui una spa aveva finanziato 8 milioni di euri e il Comune aveva dato la fattibilità è stato bloccato. Quando si combatte con le Armi giuste (informazione, volontà, ma anche il disprezzo di denunce, la capacità di saper fermare i lavori con l’uso della Violenza (questa volta, è stato sufficiente la sola volontà dimostrata, tra l’altro). Quando si combatte una battaglia, lo si fa per vincere e vincere è possibile e vincere tocca a noi.

  18. X Antonio: mi piace la metafora del fiume canalizzato, calza perfettamente. Torno al sabotaggio, alle varie sfumature di significato della parola perfettamente descritta da Erri De Luca in “Parola contraria”, sabotare con le parole, eseguendo male un ordine, sabotare come danneggiamento materiale… etc prima abbiamo provato con il tentativo di confronto con i contenuti e ci hanno detto merda, poi abbiamo manifestato e sono arrivati gas e manganellate, abbiamo gridato più forte e sono arrivati 150 anni di galera… tutto questo lo hanno detto chiaramente “senza limiti d’ingaggio” pur di stroncare e reprimerci. E ci stiamo a fare le pippe su bomboletta selvaggia? Cosa faremo quando per “sabotare” non basteranno più i prodotti Agip e qualcuno userà i prodotti Nobel? Il fiume che straripa da un corso normale può produrre limo utile, quello che straripa da un canale cementificato distrugge! meditate. I NoTAV di Firenze, Bologna, Friuli, quelli del terzo Valico dovranno venire in valle per sapere tempi e modi del sabotaggio? e se faranno azioni le dovranno rivendicare come NOTAV ma con quale appellativo? NOTAV gruppi sparpagliati? o NOTAV figli di valli minori…

  19. per la tranquillita’ del sig. perino, confermo che Simone e Simonetta sono 2 persone distinte, l’uno di sesso maschile l’altra femminile. comprendo che a frequentare certe bolge politiche, o meglio, politiciste, abbia preso l’abitudine alla faciloneria. L’intervento e’ solo un inciso a beneficio di due persone che conosco e stimo. Non amo le diatribe da tastiera (deformazione professionale) quindi mi ritiro. hasta siempre. ole’

    • Grazie, Chiara. Ero abituata ad esibire il documento al poliziotto, speravo non fosse messa in dubbio la mia identità almeno su questo blog… 🙂

  20. Valter Ferrarato

    Cara Simonetta, in tutta questa diatriba (a mio parere fuori luogo rispetto alla manifestazione del 21 ma molto più concernente gli aspetti generali del movimento NO TAV) tu dici che le battaglie si vincerebbero scendendo sul piano del nemico, quindi sul suo terreno. Temo di non essere d’accordo. Penso che, non usufruendo delle stesse forze militari del nemico, scendere “apertamente”sul suo campo di battaglia sia un suicidio. Intendo dire che, considerate le forze militari, nel pieno senso del termine, in campo nemico, il sabotaggio e le azioni che richiamano la guerriglia, siano molto più efficaci ed abbordabili rispetto alla nostra capacità in senso militare. Non lo dico io ma è un insegnamento che ci tramandano i rivoluzionari, penso ai GAP piuttosto che al CHE o ai compagni che in ogni Paese combattono per la libertà contro gli eserciti dei tiranni. E’ una questione tattica che deve essere affiancata ad un lavoro politico e di propaganda interno ed esterno all’intero movimento.Quest’aspetto è fondamentale trattarlo anche con rivendicazioni specifiche, tanto anche per fugare i sospetti di chi fa della ipotesi del complotto la sua cultura politica generale rischiando di assumere, nel peggiore dei casi, il ruolo del delatore. Il mio sconcerto riguarda invece il ruolo di alcune aree del movimento NO TAV rispetto al divieto di scrivere sui muri o altro durante la manifestazione. Non penso che queste impostazioni possano contribuire all’unità del movimento, anzi, queste dinamiche favoriscono il nemico, forze della repressione in testa. La lotta alla TAV si deve fare con ogni mezzo che abbiamo a disposizione. L’unità del movimento NO TAV e quindi la sua efficacia, credo che sia da ritrovare nella difesa ad oltranza di ogni espressione contro quest’opera infame, senza se e senza ma, come è accaduto per la manifestazione del 10 in sostegno dei compagni arrestati ed accusati di terrorismo alla quale hanno partecipato persone che non avrebbero forse mai pensato di assumere le difese di compagni che hanno o no messo in atto un azione di carattere violento, anche se non contro persone ma contro infrastrutture e/o macchinari.
    Un saluto NO TAV a pugno chiuso!

    • Non capisco più dove mi stiate portando, per la miseria, mi sto arrabbiando davvero! Anzitutto non sono io ad aver detto che “le battaglie si devono portare sul piano del nemico”, ma Antonio, (e comunque lo condivido) in realtà si è arrivati a questo discorso dopo ben altri, vedo che leggere tutti i commenti sembra faticoso e a quanto pare aver rendicontato con precisione, accuratezza e tempismo quella farsa che si è svolta in aula bunker è stato DEL TUTTO INUTILE, ne deduco che per voi sussistono elementi di colpevolezza, spiace constatare tutto questo perché speravo, raccontandovi tutto, che capiste, che capiste che se ci si accanisce contro una certa parte del movimento e contro certi attivisti è per quello che sono e non per quello che hanno fatto! Non sto in nessun modo indicando come via risolutiva la violenza, il mio agire mi pare lo dimostri, tuttavia io stessa ho subito due processi FARSA semplicemente perché HO DISTURBATO il muro omertoso che ha coperto questa vergognosa repressione. E il punto NON E’ che il sistema ha colpito duramente una certa parte del movimento ma che il resto del movimento gliel’abbia permesso. LO RIPETO PER L’ENNESIMA VOLTA, in quelle giornate, 27 giugno e 3 luglio, l’unico COLPEVOLE E’ LO STATO, LO DICO consapevole delle conseguenze, mi sento MORALMENTE CONDANNATA insieme a ciascuno dei compagni, nessuno escluso, IO SONO UNA DI LORO, poco importa cosa io abbia fatto o non abbia fatto, IO SONO UNA DI LORO, se condannano loro condannano anche me! Feci lo stesso quando Alberto Perino tu processato per essersi opposto ad una trivella, gennaio 2010, e già allora avrei dovuto capire perché non ci fu “una folla oceanica” al suo fianco, ma io c’ero, e ci sono ancora, e sono ancora dell’idea che se avessimo avuto più CORAGGIO e ci fossimo auto-denunciati a migliaia per la RESISTENZA di quelle giornate, anche per la SOLA PRESENZA allora avremmo fatto un atto di tale portata da mettere in crisi quel sistema giudiziario che si arroga il diritto di liquidare con centinaia di migliaia di euro di danni questa resistenza che si fonda su ragioni talmente ampie da aver coinvolto tutta l’Italia! E’ una VENDETTA. niente di più. E’ la VENDETTA dello Stato. La mia sensazione è che non ci stiamo rendendo conto di quanto stiamo perdendo,in termini di diritti!
      Altra questione è quella delle scritte sui muri, tormentone che si ripresenta ogni qual volta c’è una manifestazione, allora lo ribadisco… a TORINO io sono NATA e CRESCIUTA, TORINO è INFESTATA da migliaia di manifesti pubblicitari dei poteri più forti, banche, assicurazioni, automobili, perché sono loro ormai a dettarci lo stile di vita, sono loro che si arrogano il diritto di disegnare il nuovo finto benessere e siccome pagano possono scrivere ovunque, ma se non fosse stato per quei MURI PARLANTI io non avrei mai saputo neanche la verità su SOLE E BALENO, e molti non avrebbero saputo cosa succede nei CIE, spesso i MURI CHE PARLANO sono gli unici frammenti di onestà e verità che restano nelle comunicazioni che intasano le nostre città! E chi lotta negli strati più bassi del disagio sociale sa bene quanto c’è bisogno di far sapere che esiste una resistenza…. per questo scrive sui muri, perché il messaggio arrivi e sia visibile e non scrive sui muri delle case ma magari su quelli di banche, o caserme. Considerando che c’è tutto un impero che vive di violenza, guerre, repressione, speculazione, etc, non mi farei tutti questi scrupoli e la smetterei di raccomandarmi “ordine e pulizia” perché i no tav hanno sempre saputo fare la cosa giusta senza che nessuno gliela chiedesse, è una questione di rispetto reciproco! Mi taccio sulla delazione perché ci sarebbe da aprire un intero capitolo ma tanto chi non ha intenzione di capire non capirebbe comunque.

  21. Walter, non capisco perchè la DISCUSSIONE (e per favore non diatriba)sia fuori luogo a proposito della PASSEGGIATA ISTITUZIONALE di sabato. Da un mese si parlava di una manifestazione di solidarietà ai condannati (che sarebbe dovuta esserci il giorno stesso della condanna, ma si è fatto passare un mese), invece una convocazione, dove PERINO detta le regole di comportamento, e solo un cenno timido ai condannati, e poi si assegfna la piazza ai SINDACI capitanati dall’esponente PD (che piace ai grillini) Plano…il dubbio che le compensazioni facciano gola, permettetemi, viene, eccome se viene…
    Oggi scende in aiuto di questi Notav ISTITUZIONALI pure il bollettino della sx Il manifesto…Non si fanno mancare nulla…ma proprio nulla
    SI FA INVECE MANCARE LA SOLIDARIETA’ VERA ai CONDANNATI e questo se permettette è un dato di fatto, un triste dato di fatto

    • La migliore solidarietà ai condannati resta il portare avanti questa lotta. E i sabotaggi riportati in quest’articolo vanno, a mio parere, in questa direzione. Ecco perché contrariamente ai vari siti del movimento ho pensato di pubblicare la notizia, con qualche valutazione in più per evitare errori già commessi a dicembre. TGMaddalena cerca di fare informazione, evitando di cadere nella propaganda. Informazione. Senza filtri. Troppo difficile eh?

  22. Valter Ferrarato

    Chiedo scusa a Simonetta per la gaffe.

  23. Commento di SIMONE che non è Simonetta, Egr. PERINO. GIURO!
    Oggi sulla Stampa il bollettino dei Pennivendoli dalla denuncia facile, c’è un “BEL” articolo che pubblicizza la manifestazione dei sindaci Valsusini, che cita pure le “BELLE” parole del Leader Perino. Sembra quasi un ringraziamento per lo sforzo che il movimento ha fatto per affossare la vera manifestazione che doveva essere per i condannati,ora la manifestazione è una passerella politica capitanata dal PD Plano. Pd a cui sarà consegnata la piazza…AVANTI TUTTA che le compensazioni arriveranno…

  24. io alla manifestazione non ci sono andato, non mi piace fare sfilate,
    pero’ ho notato che su giornali e tv la notizia era che il giorno della manifestazione la trivella ha scavato 30 metri….
    ultimamente tutti a dire con 1 metro di tav ci si puo’ fare questo o quello….
    se la tav non si fa qui soldi andranno persi….
    quelli sono soldi per politici e malavitosi….. e cmq vada la cosa non ci costruiranno scuole o ospedali…. basta co sta lagna del metro di tav…….
    W il sabotaggio

  25. FALSITA’, e STUPIDITA’in un articolo di Tg Vallesusa…
    I 5 stelle devono ringraziare il LlIDER MAXIMO per la campagna eletterale, quindi lo difendono in modo becero dal loro sito…
    Leggete e fatevi una opinione voi stessi…

    Tav. Perino: “Chi non conosce la storia del Movimento, si informi!”
    di Fabrizio Salmoni

    Ci ha messo un po’ a reagire, ha consultato il suo ampio archivio domestico, poi ha messo per iscritto la sua reprimenda per chi ha voluto suscitare polemiche pretestuose e pericolose. Nella galassia No Tav, si sa, coesistono posizioni differenti ognuna con propria dignità e fondamento e la dialettica che ne consegue è quasi sempre positiva e alimenta la vitalità stessa del vasto fronte che si oppone allo scempio della Torino-Lione. Come in ogni movimento di massa che si rispetti, nel fronte No Tav hanno dimora anche i cani sciolti, gli scettici, i pessimisti, i passionali, gli opportunisti, gli eterni scontenti e tutte le altre categorie dell’umana psiche. Ogni tanto c’è qualcuno che per qualche ragione tenta di seminare scontento o zizzania, una pratica che se diventa permanente rischia di essere controproducente, dannosa, magari anche sospetta.

    E’ contro tale tendenza, seppur molto minoritaria, che è rivolto l’ammonimento dell’esponente “storico” del Movimento: “Ignorare le radici e i fatti reali del passato può portare a trarre conclusioni sbagliate“. A chi rivendica “contenuti ideologici” della lotta vuole ricordare che “l’opposizione alla Torino-Lione non è mai stata una battaglia ideologica ma solo e sempre contro lo spreco delle risorse” pubbliche e attribuisce agli avversari la volontà di dipingere il Movimento come un’opposizione ideologica. La verità è che a partire da atteggiamenti NIMBY, i valsusini hanno raggiunto nel tempo la consapevolezza che la lotta contro il Tav debba essere contro “un progetto e un modello di sviluppo incompatibili con il futuro nostro, dei nostri figli e del pianeta. ..E non è un caso che nel Movimento ci siano ‘tecnici’ e non ‘ideologi’“.

    A chi poi ha criticato il corteo del 21 Febbraio per la presenza dei sindaci, Perino ricorda che tutto è stato deciso in assemblea, unica istanza decisionale riconosciuta.

    C’è infine chi ha polemizzato per la dissociazione sulla matrice dei recenti mini-attentati alle centraline dell’Alta Velocità in Toscana e altrove ma una breve storia degli attentati realizzati in Valle dal 1995 al 1997 dimostra che nessun colpevole è mai stato scoperto pur essendo ben risaputa dagli inquirenti la presenza attiva in Valle di mafia e’ndrangheta “che la facevano da padrone nei cantieri dell’autostrada e di tutte le opere pubbliche nonchè nel sacco edilizio di Bardonecchia” (ecco perchè l’Alta Valle è ancora oggi meno sensibile agli scempi che ai profitti) e dei Servizi (casi Fuschi, Souberan). Ieri come oggi, media e Procura torinese erano alleate con gli speculatori nel perseguire “gli ecoterroristi legati alla lotta anti Tav” e nel cercare capri espiatori nei soliti anarchici, di cui due, Sole e Baleno suicidi in carcere, poi postumamente prosciolti.

    “Si faccia dunque attenzione alle strumentalizzazioni – dice Perino – Ricordiamoci anche della finta aggressione all’autista del pm Rinaudo, attribuita subito ai No Tav poi risultata un’invenzione“: anche in quella occasione il Movimento aveva preso le distanze e qualcuno “più antagonista degli altri” aveva gridato alla codardia. Si impari dunque dalla storia, sembra voler dire Perino, e si usi la ragione. (F.S. 4.3.2015)

  26. “A chi poi ha criticato il corteo del 21 Febbraio per la presenza dei sindaci, Perino ricorda che tutto è stato deciso in assemblea, unica istanza decisionale riconosciuta”

    Degno dell’UNIONE SOVIETICA…se non vai in Assemblea non sei Notav…se non sei Valsusino non sei Notav…se non voti chi ti indica il LIDER MAXIMO non sei Notav…

    mamma mia…e vogliono farci credere che il Movimento Notav sia un movimento POPOLARE…andate a una Assemblea e capirete che è…capi e capetti che cercano CONSENSO…e poi VOTI e DELEGHE in BIANCO…per sindaci Pd e Senatori che il massimo che han fatto di Notav è di mettersi una orrenda cravatta con il logo del “cosidetto MovNotav”
    Cari Compagni rileggiamo NOLOGO della Klein che ne dite?