NOCIE_dom15marzoI Centri di Identificazione ed Espulsione sono i luoghi dove le persone senza documenti vengono rinchiuse per essere espulse. Sin dalla loro nascita nel 1998 queste strutture sono state teatro di rivolte, danneggiamenti e insubordinazioni da parte dei reclusi. Ben 8 CIE su 13 presenti in Italia sono stati distrutti e chiusi totalmente, altri invece sono stati danneggiati e resi inagibili per gran parte della loro capienza effettiva.
I CIE, al contrario di quanto raccontano le istituzioni e giornali, non sono sul punto di essere chiusi, anzi. Alcuni CIE probabilmente riapriranno, altri sono in corso di ristrutturazione come ad esempio il CIE di Torino. Da molte settimane, infatti, sono iniziati i lavori di ristrutturazione di due Aree danneggiate, allo scopo di riportare, con una spesa di circa 120 mila euro, la capienza effettiva a 90 posti su 180. Questo significherà più reclusi, ma anche più retate nelle strade e maggiore presenza e controllo delle forze dell’ordine nei quartieri di Torino. E’ importante perciò identificare tutte quelle ditte che si arricchiscono costruendo e ristrutturando le gabbie per senza documenti, è importante considerarle per quello che sono: collaborazioniste dei lager di Stato e complici delle deportazioni.
E’ necessario, ancor più, continuare ad andare sotto le mura del CIE a urlare la nostra solidarietà ai reclusi, condividendo le loro proteste, ribadendo che l’unico strumento per chiudere questi luoghi è il fuoco della rivolta.
Lottare insieme! Chi tra le mura del CIE, danneggiando quei luoghi e resistendo alle violenze, chi fuori, tra le strade, cercando di opporsi alle retate e impedendo i rastrellamenti della polizia e i lavori di ristrutturazione.

Presidio domenica 15 marzo, ore 17:00 – C.so Brunelleschi angolo Via Monginevro – Torino

Fonte: Macerie

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