Premessa: nell’ultimo periodo di quest’anno non abbiamo potuto fare a meno di constatare, con tristezza, un’anomala e non sempre dichiarata svolta a destra. Per quanto sia sempre più diffuso il leit motiv “destra e sinistra non esistono” (e in parte anche veri se considerati come critica all’attuale classe politica, ma non accetabili se si effettua una valutazione ideologica), o peggio ancora, sono uguali, c’è chi continua ad affermare in tante lotte l’importanza di riconoscere l’antifascismo come valore.

Nel mese di dicembre, con la mobilitazione che i media hanno rapidamente etichettato come quella dei “Forconi”, benché la partecipazione fosse più ampia e variegata, la virata a destra è stata evidente non solo nell’appoggio alla mobilitazione da parte di Forza Nuova o altre realtà, ma anche in certe parole chiave, oltre ad inequivocabili slogan. Nel Movimento NO TAV la questione è stata affrontata tardivamente e, rispetto alla mobilitazione iniziata il 9 dicembre e particolarmente attiva a Torino (in città, come in provincia), c’è stata un’intervista ad Alberto Perino pubblicata su Il Manifesto e diffusa dal sito InfoAut il 14 dicembre, rispetto alla quale ci sono state reazioni diverse e talvolta opposte, fino ad un “not in my name” che in qualche modo ha chiarito che le dichiarazioni di Alberto siano state riflessioni individuali più che il frutto di confronti all’interno del movimento.

Prima ancora dei Forconi, però, ci sono stati alcuni eventi che hanno coinvolto il movimento NO MUOS, con il quale da tempo siamo collegati, e che riteniamo meritino un certo approfondimento. Per tentare di fare chiarezza, lasciamo quindi a Vanessa Ferrara il racconto della giornata del 30 novembre a Palermo.

Movimento No Muos e antifascismo: la giornata del 30 novembre a Palermo, tra lotta e nuovi revisionismi. (di Vanessa Ferrara, attivista NO MUOS)
Mi sono imbattuta in una serie di articoli sui fatti del 30 novembre a Palermo, giornata della famigerata manifestazione No Muos ad opera di Rete No Muos e della conseguente risposta in piazza del Movimento No Muos. Molte le inesattezze, molta la conf1457540_646870202031446_227119184_nusione, e ho idea che molta di questa confusione non sia per caso. Ma facciamo un po’ di chiarezza su chi è che cosa, e soprattutto su chi si nasconde dietro cosa e perché.

Il movimento No Muos è quello che da anni lotta contro l’installazione del MUOS e per la smilitarizzazione del territorio, quello che abbiamo conosciuto attraverso le pratiche della lotta quotidiana sul territorio per mezzo di azioni di sensibilizzazione e azioni dirette ed auto organizzate (i blocchi stradali, i cortei, le occupazioni, gli scioperi e via dicendo) e pagandone anche le conseguenze in termini di repressione poliziesca (denunce, arresti, manganellate e quant’altro la produttiva macchina della repressione sappia partorire). Il movimento No Muos è quello che, aderendo alla carta d’intenti del coordinamento regionale dei comitati No Muos, si dichiara
 “un movimento apartitico e aconfessionale, ad adesione individuale, fatto di persone di culture, estrazioni sociali e convinzioni politiche differenti, ma che si riconoscono nei valori imprescindibili della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà, dell’antifascismo, dell’antimilitarismo, dell’antirazzismo e della lotta alla mafia e all’omofobia. Il coordinamento si costituisce a partire dal bisogno impellente di liberare la Sicilia dalla colonizzazione e occupazione militare, condizione per costruire un presente e un futuro di benessere per il popolo siciliano” (Fonte Disarmiamoli.org ).
No Muos Sicilia è un’associazione di persone che, non riconoscendosi in questa carta d’intenti, si è dissociato dal movimento No Muos sostenendo di voler comunque mandare avanti la lotta contro il MUOS, sebbene a livello territoriale non si sia mai registrata una sua reale presenza, auto relegandosi quindi ad un mero ruolo di “movimento di opinione”. O di polemica, che dir si voglia.

Dietro la Rete No Muos, invece, si nascondono – ma neanche tanto – diverse realtà dell’estrema destra siciliana, tra cui Casa Pound, lo Spazio Identitario Atreiu di Palermo e il Cervantes di Catania, le quali a loro volta fanno capo al comitato regionale Terra Nostra. Parliamo di associazioni dichiaratamente e apertamente fasciste, quindi. Ed è proprio la Rete No Muos che il 30 novembre ha deciso di scendere in piazza per la prima volta, tentando di mettere il cappello su una lotta che non li ha mai visti presenti e dalla quale, per istanze e idee, si trova storicamente e politicamente lontana anni luce. Ma si sa, quando si tratta di infiltrarsi per strumentalizzare un movimento o una lotta, l’estrema destra non conosce confini, né pudore.

Alla luce di tutto ciò, diventa chiaro comprendere il perché il movimento No Muos non sia semplicemente rimasto a guardare. Così, la giornata del 30 novembre, e per l’ennesima volta, ha visto scendere in piazza a Palermo anche il movimento No MUOS, in risposta a chi voleva intestarsi una lotta popolare di cui non è mai stato e non sarà mai parte, cercando di inserirsi in maniera subdola e fuorviante in un movimento popolare con il solo scopo di attecchire sulla popolazione al fine di racimolare consenso. E’ ormai ben noto che quel piccolo corteo di neppure un centinaio di persone che il 30 novembre ha sfilato per le strade di Palermo fosse composto sostanzialmente da militanti appartenenti a Casa Pound e alla giovanile di Fratelli d’Italia, il cui capo Ignazio La Russa, ex-Ministro della Difesa, è stato il firmatario delle autorizzazioni alla costruzione dell’impianto MUOS di Niscemi. Ed è proprio alla luce di questi fatti che il movimento No Muos è sceso in piazza, oltre che per ribadire che da anni lotta sul territorio contro l’installazione di questo sistema di antenne satellitari e per praticare l’antifascismo già espresso nella Carta d’Intenti del Movimento sin dalle sue origini. Ed è proprio alla luce di questi fatti che anche l’ANPI Sicilia ha ritenuto di doversi esprimere a riguardo.

Ancora una testimonianza, dal Presidio Permanente No Muos di Niscemi questa volta:
NO MUOS - presidio antifascista
“Ieri, sotto una pioggia scrosciante, un centinaio di attivisti del Movimento No MUOS ha organizzato un presidio antifascista a Palermo, davanti al teatro Massimo. Si era là per ribadire, con decisione, come la lotta al MUOS non è appannaggio di nessun partito politico, meno che mai di quei partiti che si dichiarano apertamente fascisti.
 In risposta all’ennesimo maquillage politico di stampo fascista, riunitosi in un corteo risibile (non più di cinquanta persone), si voleva denunciare, con il corpo e lo spirito, il tentativo aberrante di questi impostori, teso ad appropriarsi di una lotta popolare, con un finto quanto paradossale corteo.

 Il bilancio di ieri: doveva essere una testimonianza… si è trasformata in una battaglia.
 Molti contusi, un compagno è finito in chirurgia d’urgenza mentre un altro è, attualmente, sotto fermo di polizia e riposa nelle patrie galere.
È stato caricato un presidio inerme. Erano tutti a volto scoperto e senza alcun oggetto atto ad offendere, ma la repressione poliziesca non conosce più confini. 
In questo nazione non è più permesso protestare. Ad un livello maggiore di crisi economica (indotta) corrisponde una sempre più massiccia opera di terrorismo statale. Hanno una paura enorme di vedere esplodere il paese e l’unica medicina che conoscono è la violenza gratuita senza quartiere.
(Movimento No MUOS contro il fascismo e la repressione poliziesca)
”
E, per concludere il quadro, il comunicato di No Muos Sicilia, che ha pensato bene di dissociarsi dal movimento No Muos, piuttosto che dai fascisti della Rete No Muos e dalla violenza delle cariche a freddo della polizia su persone disarmate e a volto scoperto.

“Il Movimento No Muos Sicilia prende le distanze dagli spiacevoli fatti 
di intolleranza avvenuti a Palermo durante la manifestazione del 30 
novembre, indetta dal gruppo denominato Rete No MUOS.
 La nostra associazione si è sempre distinta per aver preso posizione 
contro ogni concezione ideologica, estremista o strumentale della 
questione MUOS. Operando sempre nel perimetro della legalità, abbiamo 
concentrato le nostre energie verso azioni concrete per la difesa della 
salute umana, dell’ambiente e della pace.
La lotta contro il MUOS non può prescindere dal rispetto reciproco delle 
persone coinvolte e delle loro sensibilità politiche. Per questo abbiamo 
pervicacemente perseguito, pur tra difficoltà e delusioni, la via del 
dialogo e del confronto democratico con le Istituzioni, 
indipendentemente dalle appartenenze politiche e nel rispetto della 
dignità di ogni persona. Non possiamo, quindi, non condannare le azioni 
di chi, violando l’art. 21 della Costituzione, ha ostacolato lo 
svolgimento della manifestazione palermitana. Il Movimento No Muos 
Sicilia si dissocia da tali azioni irresponsabili, discriminatorie e 
violente, che danneggiano fortemente il tutto il movimento No MUOS, 
favorendo di fatto i fautori dell’istallazione militare.
Invitiamo dunque anche i Comitati, cui fanno riferimento i sedicenti 
attivisti No MUOS, a prendere le distanze dai gesti di queste persone e 
a prendere le dovute misure per evitare che simili accadimenti possano 
ripetersi nel nome della comune battaglia.”

Molta la confusione, e molta di questa confusione non è per caso, dicevamo.
E moltissima la disinformazione, come salta subito all’occhio leggendo i vari articoli usciti nelle giornate intorno al 30 novembre. Nelle migliori delle ipotesi, i toni sono più o meno questi:

Da TGVALLESUSA:
“Dalla nostra corrispondente in Sicilia Daniela Giuffrida
No Muos scontri tra comitati

“[…] La manifestazione organizzata da una “neo-nata” Rete No Muos ha suscitato fin dal suo annuncio il disappunto dei comitati No Muos “tradizionali”, sicché i timori e le polemiche temuti e previsti hanno trovato il loro riscontro nei fatti realmente accaduti. La Rete No Muos al suo apparire sul Web, si era dichiarata un “movimento apartitico” ma non aveva fatto mistero della presenza, al suo interno, di componenti che si riconoscono in principi e valori della destra.”

Per amore del vero, dietro la Rete No Muos si celano malamente associazioni siciliane di stampo fascista, come abbiamo ampliamente dimostrato, il che non equivale esattamente a dire che è un problema di preferenze politiche. Considerare i fascismi alla stregua di qualunque altra scelta politica, equivale a legittimare qualcosa che la storia ha già provveduto a delegittimare e condannare da tempo.
D’altra parte, viene da sé che chi come No Muos Sicilia fa appello alla Costituzione e ad istanze legalitarie (“Non possiamo, quindi, non condannare le azioni di chi, violando l’art. 21 della Costituzione, ha ostacolato lo svolgimento della manifestazione palermitana”) e nel contempo parteggia per associazioni dichiaratamente fasciste, risulti quantomeno contraddittorio considerato che
“La legge n. 645/1952 sanziona chiunque faccia per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
È vietata perciò la ricostruzione del PNF e del Partito dei Nazionalsocialisti (ovvero quello Nazista). Ogni tipo di apologia è denunciabile con un arresto dai 18 mesi ai 4 anni.
La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.”

Altrettanto curioso che proprio chi – come l’autrice dell’articolo di TG VALLESUSA – urla a gran voce e con toni autoproclamativi di voler “fare giornalismo OVUNQUE ci sia qualcuno che voglia sapere quello che sta succedendo sulla mia terra”, riesca al tempo stesso a contribuire allo sdoganamento (proprio sulla sua terra) di gruppi neo fascisti e neo nazisti, legittimandone l’esistenza e “normalizzandone”, di conseguenza, anche ideali, istanze e pratiche.

Vanessa Ferrara

 

 

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