Memoria Corta. E’ una grave malattia. E’ la malattia che sta lasciando un sacco di vittime sul terreno. Cerco di essere un po’ più chiaro e onesto. In questi ultimi anni frequentando lotte varie e compagni vari, mi sono accorto che in troppi abbiamo poche conoscenze della storia, non si conosce nulla o poco delle lotte che ci sono state ieri e l’altro ieri. Spesso, troppo spesso in assemblee “infuocate” mi son sentito ripetere come un mantra che si andava a manifestare perché “tifiamo rivolta”. E’ sufficiente tifare rivolta per opporsi? Forse è un buon inizio, ma non è certo sufficiente. Questa ignoranza della storia delle lotte ha avuto conseguenze per nulla positive, innanzitutto ha permesso  che chi sapeva qualcosa in più della “massa” ne diventasse leader e non per capacità politiche o organizzative ma solo perchè faceva la figura di chi la sapeva lunga, molto spesso senza arte ne parte. Il risultato è molto ben descritto in una poesia di Brecht : “AL MOMENTO DI MARCIAREMOLTI NON SANNO/ che alla loro testa marcia il nemico./La voce che li comanda/è la voce del loro nemico./ Echi parla del nemico/ è lui stesso il nemico.
Il risultato è la svendita delle lotte, arresti e condanne, confusione e grandi spaccature dei movimenti.
Che fare?
Non ho grandi soluzioni, perché si sa che intercettare i problemi non vuol dire saper risolverli.
Cerco però di dare un piccolo contributo cercando di togliere di mezzo almeno un po’ di confusione e di conseguenza di disonestà politico/intellettuale. Come ?
Chiedendo uno spazio settimanale a Tg Maddalena dove fare segnalazioni librarie e culturali in genere per cercare di favorire un po’ di conoscenza e di lavoro politico. Sperando che da queste segnalazioni possa scaturire un dibattito e poi azioni. Mi auguro, inoltre, che molto presto chi è interessato ad approfondire questi temi mi aiuti a creare un incontro di approfondimento politico non più online, ma in carne ed ossa.
I temi che io reputo più pressanti alla luce di che sta avvenendo in Italia e in giro per il mondo sono :
Lotta politica, Resistenza, Sabotaggio, Insurrezione, Carcere, Giustizia (chi ha altri suggerimenti è il benvenuto…).

Ecco la prima segnalazione :
librettoIL LIBRETTO ROSSO DEI PARTIGIANI
Manuale di resistenza, sabotaggio e guerriglia antifascista
a cura di Cristiano Armati
Prefazione di Ferruccio Parri
ed. Lit Aprile 2011

Cristiano Armati
E’ nato a Roma nel 1974. Tra le sue pubblicazioni, i best seller Italia Criminale (Newton Compton, 2006) e Cuori Rossi (Newton Compton,2008)

Ferruccio Parri
Con il nome di battaglia di “Maurizio” partecipò attivamente alla Resistenza assumendo la guida del Corpo Volontari della Libertà. Lungamente perseguitato per i suoi ideali antifascisti, legò il suo nome al gruppo liberal-socialista di Giustizia e Libertà. Fu il primo presidente del consiglio a capo di un governo di unità nazionale istituito alla fine della II guerra mondiale. Nel 1963 fu nominato Senatore a Vita. Morì nel 1981.

La Prefazione:

UN ORARIO CHE SEGNAVA UN’ORA SPECIALE di Ferruccio Parri

Può far meraviglia che la grande abbondanza di documenti già emersa dagli archivi pubblici e privati intorno alla Resistenza e al suo momento culminante della lotta di liberazione continui ad arricchirsi nonostante il crescere della distanza da quegli anni. Mi pare operi una certa spinta psicologica. Invecchiando i giovani di allora. Si ritrovano tra le mani, oppure affiorano dal fondo dei cassetti, quelle vecchie carte che parlano ancora come testimonianze vive della gioventù lontana, dei travagli, dei giorni duri e delle speranze. Anch’esse lontane.
Direi anzi che questo affluire di memorie scritte da parte di questi ex-combattenti possa essere destinato ad accrescersi e a salvarsi- auguriamo- dalla distruzione fatale dei vecchi papiri che capitano nelle mani di eredi inconsci. Una certa conoscenza di queste cose mi fa sicuro che molto materiale. E spesso interessante, è ancora in mani private. A Torino, Milano, Roma, Firenze, sono nominativamente noti alcuni possessori o depositari di importanti raccolte documentarie, qualche volta inutilmente corteggiati dagli istituti storici, che hanno come compito istituzionale anche quello di rastrellare le carte che servono alla documentazione di questa lotta. Spero sia seguito il buon esempio che Oreste Lizzadri, estraendo dal suo nutrito tesoretto memorialistico l’interessante documento che ho il piacere di presentare all’attenzione degli storici. E sarei lieto se le mie parole potessero servire a persuadere qualche smemorato  custode di antiche carte, ignaro forse dell’interesse che possono avere concorrendo a comporre come tessere di un maggiore mosaico.
Ed è il caso di questo invito alla resistenza passiva e al sabotaggio, truccato sotto la copertina dell’orario ferroviario ufficiale, che l’ardita e felice iniziativa di un gruppo della Resistenza romana è riuscito a mettere in circolazione nel novembre 1943.
Interessa la data e la provenienza. Per le stesse ragioni geografiche, per la composizione particolare della sua cittadinanza, la Resistenza romana aveva ed ebbe maggiori difficoltà rispetto alle città del Nord, e anche a Firenze, a organizzare gruppi di resistenza armata. Importa tuttavia accertare che già nel novembre del 1943, un mese dopo l’armistizio, vi era a Roma una diffusa condizione di spirito pubblico che suggeriva di progettare un testo
rivoluzionario destinato a tutta la popolazione. Conferma anche per Roma, di una verità storica ben nota, che bisogna risalire indietro, e in particolare agli scioperi del 1943 [ qui un articolo di Gabriele Polo ] , che fecero tanta viva impressione nel proletariato di tutta Italia, ma anche al tempo precedente, per datare il primo tempo della Resistenza.
E importa storicamente il fatto che a Roma si potesse ritenere già utile e produttiva la diffusione tra i lavoratori di ogni livello di un manuale specializzato del sabotaggio, che è la caratteristica saliente di questo sorprendente orario.
L’invito a iniziare una sistematica resistenza passiva contro l’occupante, riponendo ogni speranza nella vittoria delle forze alleate rimane nei limiti generici di una propaganda patriottica. Si potrebbe rilevare che manca, come in altri documenti romani, l’invito e l’impegno futuro per una partecipazione italiana alla lotta armata, come se a Roma, più che in altre regioni, vivesse sempre l’incubo di un’Italia combattente solo al fianco dei tedeschi, pure se non si dimentica accanto al nemico numero uno “ quel sottotedesco che si chiama fascista”.
L’interesse maggiore di questo testo, come ho detto, sta nel suo carattere di ricco, preciso e minuzioso prontuario del sabotatore. E’ un interessante oltre che storico quasi letterario: avevo cominciato a leggerlo – mi scuso della confessione – come per dovere; ho finito per digerirlo integralmente col piacere della scoperta progressiva di artifizi non immaginabili.
Su alcune sezioni i compilatori si diffondono maggiormente, particolarmente per quanto riguarda macchine di ogni tipo e destinazione, con una straordinaria precisazione di istruzioni.
Potrebbero dire i tecnici quanto pericolosamente valide sarebbero ancor oggi. Altri settori risentono naturalmente di progressi successivi della tecnica.
E’ chiaro che alla compilazione devono aver concorso specialisti che si direbbero non solo ingegneri e tecnici, ma, quasi più ancora, operai specializzati nella condotta macchine. Di dove viene questa ampiezza di collaborazione che si direbbe dovuta a più mani. Piccolo mistero, non privo di interesse, per la storia non solo romana della Resistenza di quegli anni.
E’ dunque una pubblicazione fuori dall’abituale testo di propaganda, che aggiunge all’importanza della data e della iniziativa una singolare eccezionalità che giustifica la scelta dell’editore.
[1973]

Vi auguro buona lettura, buone riflessioni e mi auguro presto un dibattito costruttivo.
Concludo con una ultima citazione di Ada Prospero Gobetti partigiana , pedagogista e primo vicesindaco di Torino dopo la Liberazione :

“ 24 settembre. Da Susa, con la bicicletta di Silvana, sono andata a Bussoleno, dove non ho trovato nulla; ma a metà strada, tra Bussoleno e Bruzolo, proprio davanti a San Giorio, ecco un palo dell’alta tensione abbattuto e i tedeschi intorno affaccendati a rimetterlo in piedi. Il mio cuore s’è messo a battere forte: dunque i “ribelli” ci sono se compiono atti di sabotaggio. Animata da nuova speranza, ho continuato le mie ricerche…”

Il testo è in vendita on line, lo trovate a questo link.

Un abbraccio ribelle
Simone Capula/Utopia Concreta

This article has 2 comments

  1. Grazie a Tg maddalena e a Simonetta per la disponibilità e il lavoro di controinformazione…

  2. Grazie a tutti e due per il lavoro impegnativo che avete iniziato.