Ultime arringhe difensive all’udienza del 7 novembre 2016, appello maxi processo No TAV per lo sgombero del 27 giugno e la manifestazione del 3 luglio 2011.

 

Avv.MOLE’ per SCHIARETTI MATTEO: là dove il PG ha detto che è stato usato lo stesso metro di misura verso le forze dell’ordine … (…..) ci sono stati spari ad altezza uomo, lanci di pentola, ci è stato detto che non sono stati puniti perché non c’è stata la possibilità di identificare ma se applichiamo lo stesso concetto di concorso anche alle forze dell’ordine … hanno l’obbligo di denunciare… hanno l’obbligo di impedire, quindi a loro modo tutti i presenti i cui nominativi sarebbero comparsi negli omissis, tutti i presenti hanno commesso reati omissivi procedibili d’ufficio

 

Il signor Schiaretti nell’anno 2012 all’incirca nel periodo tra la notifica del reato di cui 415bis e la citazione a giudizio per udienza preliminare scomparve da casa lasciando, lo appresi poi dopo, una lettera in cui preannunciava il proprio suicidio, spiegando che non sopportava più le pressioni cui era sottoposto.. e si andava a buttare nel Po, questa era la premessa, vanno anche decifrate poi… da quel momento, anzi, da prima e sino a qualche mese fa io non ho mai avuto contatti con il mio assistito, non ho mai potuto verificare la sua versione dei fatti, pertanto la difesa che ho svolto sia in primo grado e anche con l’appello è stata di tipo tecnico, ovvero analizzando gli atti, i fatti di cui era a conoscenza …. e  tirando le fila, ovviamente in arringa e anche nell’atto diavvMole appello, mi riferisco in particolare a due motivi di appello che riguardano l’identificazione del sig. Schiaretti che a me sembrano ancora sostenibili anche se in effetti il sig. Schiaretti ci ha detto di aver comesso un lancio ma ci metterei una parentesi in quanto ha riconosciuto la propria identità nel lanciatore. Dovrò anche brevemente argomentare anch’io sull’autorevole opinione della PG ma ho un’opinione contrastante e la vorrei esporre, ma soprattutto l’opinione del PG dimostra la curiosità del dibattimento, in particolare laddove erano state chieste consulenze tecniche, io avevo chiesto prof. Marco Ponti, esperto a livello mondiale di logistica, e il fatto che la procura generale si sia spesa nel dare una propria opinione sull’opportunità dell’opera dimostra che doveva essere un argomento principale sul giudizio di primo grado invece non lo è stato perché il tribunale non ha ammesso le nostre consulenze.
(….)
Una questione altresì di fondamentale importanza è la ritenuta nullità della sentenza nei confronti dello Schiaretti che venne da me sostenuta sin dall’udienza preliminare (…) la notifica della citazione all’udienza preliminare fatta al sig. Schiaretti viene erroneamente fatta presso il difensore con la dicitura presso cui Schiaretti ha eletto domicilio, ma Schiaretti non ha mai eletto quel domiclio pertanto ritengo ci sia una nullità a catena di tutti gli atti, compresa udienza preliminare che ci darebbe possibilità di accedere a rito alternativo che non abbiamo potuto fare (….) . L’impressione che ho avuto personalmente nel partecipare a questo procedimento è quella di un procedimento molto particolare ed eccezionale nei numeri, anche nelle aule in cui si è svolto e nella velocità con la quale si è arrivati anche a questo giudizio di appello, ritengo sia una situazione molto particolare ma credo che ogni singolo imputato abbia diritto ad un processo che sia equo e giusto, pertanto cercherò di analizzare alcuni degli elementi che più mi hanno reso dubbioso sull’assunzione anche della responsabilità sia per la tesi accusatoria che per la sentenza. Io credo che in alcun modo si sia dimostrato, in particolare per Schiaretti, che lo stesso fosse a conoscenza di un previo accordo tra i manifestanti, Schiaretti viene da Parma, mi associo alle argomentazioni dell’avv.D’Agostino per Rocca Zeno (….) lo Schiaretti arriva in terreni a lui sconosciuti, non è una persona che viene da altre parti d’Italia perché è una persona violenta, anarchica, etc… il riferimento all’anarchia lo troviamo spesso purtroppo anche nelle aule di tribunale ma io preferirei che il riferimento fosse al casellario giudiziario o ai precedenti penali di una persona, altrimenti si giudicano le idee di una persona… e Schiaretti è incensurato (…) Là dove non sia appurato un previo accordo, sarebbe opportuno almeno dimostrare un nesso di causalità, ovvero l’apporto causale che il singolo imputato ha dato al reato complessivamente contestato. Nelle immagini prodotte in dibattimento abbiamo visto che il lancio contestato a Schiaretti avviene alle 13:20 in un contesto spazio temporale che nulla ha a che vedere con il teatro degli scontri principali, che è distante circa 300 metri dallo spazio antistante all’area archeologica dove avvengono gli scontri principali. La foto che vedete sugli schermi è stata depositata da me, ho aggiunto un cerchio rosso x evidenziare la zona in cui è stato fotografato Schiaretti e l’orario (….) non c’era possibilità alcuna che lui colpisse qualcuno o qualcosa, a meno che al posto delle braccia avesse un bazooka e una vista che andasse oltre gli ostacoli che gli si frapponevano (…). Eslcudere responsabilità di Schiaretti per reato di lesione, fondamentali anche per la misurazione della pena perché io credo che non possa avere lo stesso trattamento sanzionatorio chi ha commesso un lancio che non ha colpito niente e nessuno e chi ha effettivamente colpito qualcosa o qualcuno, un lancio dimostrativo e simbolico non può essere punito…..  con una pena base di 3 anni. Un unico lancio! Credo sostanzialmente che anche nella commisurazione della pena il nostro codice penale, di stesura fascista, dove lo Stato rappresentava il valore assoluto e sacrificava l’individuo e per certi versi non è conforme ai principi costituzionali (….) è evidente secondo me la possibilità di interpretare l’art. 110 come è stato fatto dalla procura in termini oggettivistico, il nostro cp dà la possibilità di comminare altissime pene e circostanze aggravanti, ma credo che nel misurare la pena sia necessario utilizzare oltre al rigore della legge anche il buonsenso, stiamo parlando dei reati di resistenza e lesioni a pu, danneggiamento e nella mia esperienza non mi era mai capitato di vedere comminare a una persona incensurata pene così elevate.. per quel che riguarda il rigore applicativo devo manifestare (…..) là dove il PG ha detto che è stato usato lo stesso metro di misura verso le forze dell’ordine … (…..) ci sono stati spari ad altezza uomo, lanci di pentola, ci è stato detto che non sono stati puniti perché non c’è stata la possibilità di identificare ma se applichiamo lo stesso concetto di concorso anche alle forze dell’ordine … hanno l’obbligo di denunciare… hanno l’obbligo di impedire, quindi a loro modo tutti i presenti i cui nominativi sarebbero comparsi negli omissis, tutti i presenti hanno commesso reati omissivi procedibili d’ufficio, lo dico per dimostrare che se applichiamo rigorosamente il concetto di concorso di persone nel reato anche agli altri partecipanti a questo evento, delle forze dell’ordine , arriviamo a conclusioni che sono assurde.. io ritengo che perché si possa accettare la pena, ai fini emendativi, io posso accettare di essere punito se è punito con lo stesso rigore anche chi commette reati se appartenente alle forze dell’ordine quindi credo la pena vada rimisurata completamente e mi riporto alle conclusioni del mio atto d’appello.

Avv.LAMATINA:”Allora se questo è il risultato dell’assunzione della testimonianza io mi chiedo ma che l’abbiamo fatto a fare questo processo?

 

LaMatina2potrei limitarmi ad un richiamo del mio atto d’appello però ad una condizione, che ….  (inc…) verificare se i giudici di prime cure hanno correttamente interpretato il materiale probatorio e sono giunti ad una corretta conclusione. Credo si debba partire da un’analisi ..  Gullino Samuele partecipa alla manifestazione del 3 luglio in quella cosiddetta manifestazione istituzionale, quel corteo che partendo da Exilles lambisce la centrale idroelettrica per avere termine a Chiomonte. (…) Mi preme sottolineare, contrariamente alla tesi sostenuta in primo grado dalla procura della repubblica ma in parte smentita dalla sentenza che rispetto a quel corteo istituzionale non vige la regola del razzo segnalatore che avrebbe determinato l’inizio delle ostilità perché non c’è corrispondenza dell’orario in cui sono iniziate le scaramucce presso la centrale idroelettrica perché spostate alcune ore in avanti rispetto agli scontri in altre zone. Mi interessa sottolinearlo perché chi decide di partecipare ad un corteo istituzionale con migliaia di persone sicuramente vi partecipa non con spirito belligerante, non è lo spirito di chi dice mi introduco all’interno di un corteo istituzionale, autorizzato, con donne bambini e anziani per poter compiere all’interno del corteo atti scellerati di violenza gratuita, questo è fondamentale comprenderlo perché credo che la valutazione delle posizioni individuali debba essere fatta e nel caso di Gullino spero di poterlo fare in modo del tutto particolare… il lancio di questo oggetto avviene alle 17:14… rispetto a una persona che ha scelto di partecipare ad una manifestazione istituzionale, che  è rimasto nell’ambito di qeusta manifestazione così come tante altre persone che si sono attardati sul greto del fiume o nei boschi senza avere manifestato la sua presenza in ambiti di scontri duri, tesi, che si sono protratti per lungo tempo. Questa è la linea guida dell’interpretazione del comportamento del Gullino, altrimenti noi rischiamo di rimanere vittime in qalche modo della suggestione data a questa vicenda “abbiamo voluto punire solo i cattivi” (…) “abbiamo distinto tra manifestanti buoni e quelli cattivi” (…) .  Abbiamo una scansione temporale (…) Gullino viene sottoposto ad interrogatorio di garanzia, per rogatoria, in quelle circostanze in cui normalmente l’invito del difensore è avvalersi della facoltà di non rispondere ma Gulino in maniera tranquilla e corretta risponde dicendo che si trovava lì, che aveva partecipato x condivisione della manifestazione e che aveva effettuato questo lanci perché si era diffusa la notizia di un manifestante ferito e molto grave per il quale non veniva fatta passare l’ambulanza… gesto di rabbia e stizza non in generale verso le forze dell’ordine , ma verso una specifica circostanza che ha indicato nel corso del suo interrogatorio del 30 gennaio 2012 e  in un certo senso “al buio”, non sapendo se poi sarebbe o no riuscito a dare forza, consistenza probatoria a questa sua affermazione. Tuttavia lui dice va bene, sono stato lì, ho partecipato, alle 17:14 per questa ragione dopo tutto quanto era capitato e successo in occasione della presenza di un’ambulanza cui non veniva garantito l’accesso, vista la notizia di un manifestante che aveva bisogno di soccorso, mi sono arrabbiato e ho preso una pietra e l’ho scagliata.
Gullino è stato assolto dalle lesioni perché nessun operatore delle forze dell’ordine ha riportato ferite o lesioni compatibili come orario al lancio del Gullino (…)  Tutti i feriti sono stati feriti precedentemente (…)  tra l’altro Gullino è a volto scoperto, lo prendevo in giro perché il suo riconoscimento avviene per le orecchie estroflesse (….) non c’era intenzione di camuffarsi o coprirsi (…)  Questo è il racconto che la difesa formula il 30 gennaio per sostenere le sue ragioni (…)
Ci sono poi due testi…. che confermano la vicenda, (….) se le cose stanno in questi termini io posso chiudere il fascicolo, perché non è così che si affronta una questione che ha richiesto un’udienza intera con 3 testimoni che hanno descritto la dinamica della vicenda ,perché è vero quanto dice la sentenza che la comunicazione verbale interviene dopo ma se non si vuole fare torto al racconto effettuato dal Dott. Persichilli Ciriaco, mandato a raggiungere il posto dove era segnalato un ferito oltre il ponte della Dora, bisognerebbe fare attenzione, è la parte terminale di una vicenda maturata in precedenza… il dottore descrive che quando è arrivato c’era un volare di lacrimogeni significativo, descrive di aver dovuto soccorrere un operatore di Al Jazeera che era lì con la telecamera e in mezzo al fumo di lacrimogeni ha avuto problemi e lui l’ha curato nella sua ambulanza, lui come altre persone… quindi prima che ci fosse poi questo contatto diretto tra medico e manifestanti lui si trovava lì, i filmati lo attestano, anche questo è stato oggetto di contestazione dell’esame da parte del pubblico ministero, era lì con il suo abito di lavoro, non poteva essere confuso con un manifestante, l’ambulanza aveva lampeggiante e sirena accesa e io credo che sarebbe sufficiente leggere.. udienza 1 luglio 2014, i testi sono sostanzialmente 3, ROCCI PAOLA.. importante perché descrive ciò che ha visto capitare accanto a sé in quella localizzazione, era un insegnante andata alla manifestazione con 2 figlie e una madre anziana e rivendicava la volontà di non vedersi privata del diritto di manifestare dal fatto che ci fossero spari di lacrimogeni o disordini in un’altra zona, e rimane lì, un po’ per la possibilità di allontanarsi.. non si riusciva a libersarsi .. è importante, descrive che tipo di manifestanti ci fossero, se c’era gente con caschi, non c’era nulla, c’erano persone normali che convintamente persistevano nel manifestare la propria idea nonostante la pioggia di lacrimogeni, descrive di aver visto l’ambulanza e i lacrimogeni a ridosso dell’ambulanza, il secondo teste è il Persichilli (…) che racconta quanto sia stato difficile il suo intervento, situazione di gran lunga precedente alle 17… poi Lancillotti Francesco, infermiere di quell’ambulanza, allora non comprendo perché attraverso questo artifizio si debba rendere inutile, ma non tanto l’attività del difensore che sappiamo essere talvolta ridondante e inutile ma il racconto delle persone che hanno vissuto direttamente queste circostanze.. sono venuti, hanno giurato (….) Hanno confermato tre cose: la chiamata del 118, la situazione che hanno potuto apprezzare, poi sottolinea come sia stato impedito sia all’ambulanza sia al sanitario di accedere alla parte dopo lo schieramento delle forze dell’ordine per via del divieto posto dalle forze dell’ordine .. sarà stato legittimo perché c’era in atto una situazione particolare, ma questi sono gli elementi che lui sottolinea…. e il dottore è ancora più efficace quando risponde al controesame del PM: che vuole insinuare che fossero i manifestanti  a non voler far passare l’ambulanza… “i manifestanti si sono allargati un po’ come il mar rosso per il passare di Mosé”, hanno consentito all’ambulanza di accedere ma poi le forze dell’ordine hanno detto no, c’è una situazione complicata, di pericolo, non potete passare né a piedi né con l’ambulanza (…). Allora se questo è il risultato dell’assunzione della testimonianza io mi chiedo ma che l’abbiamo fatto a fare questo processo? (….) .  Sono un modesto avvocato di provincia, ma credo che sia difficile che un imputato due anni prima che i testimoni raccontino la vicenda, riesca a dire esattamente cos’era successo ….  (….) Io credo sia abbastanza significativo che questa è una circostanza che possiamo dire riscontrata in maniera direi perfetta dalle testimonianze che ho citato, relative ai miei testi personali (….). Allora mi domando come possono essere valutate , possiamo dire non m’interessa, non è vero, stai mentendo (…) non credo tu abbia avuto questo slancio che ti ha indotto a fare un lancio per rabbia (..) oppure dire comunque sia è un reato lanciare un sasso (…) possiamo dirlo ma dobbiamo mettere in associazione con le circostanze, sappiamo per certo che non hai ferito nessuno, sappiamo che la distanza o la direzione non poteva procurare danni a nessuno (…) non ha commesso né un 336 né un 337…. E come si mette d’accordo questa ipotesi di concorso ? Se io lancio alle 17:15 e prima di me ci sono tutti i miei coimputati che in corcistanze totalmente diverse hanno effettuato in un momento in cui io non ero su quella zona zona (…) in che modo contribuisco , caso mai è il contrario, caso mai, ma ripeto lo stato temporale è diverso, tra quelli che sono gli ultimi orari dei ferimenti e quello che  è il momento in cui viene fotografato il sig. Gullino, contesto diverso, ambientazione diversa anche per le persone che ci sono intorno, siamo di fronte a situazione documentata attraverso l’ausilio dei testi. Io credo che questo sia un comportamento che non può essere passibile di contestazione di reato, men che meno ad una contestazione di reato che determina una condanna a 3 anni e 1 mese + recidiva 3 anni e 3 mesi.. ma il dubbio che abbia ragione il sig. Gullino non ha attraversato la mente dei giudici di primo grado, evidentemente, o hanno voluto risolvere la questione attraverso questo escamotage pag.224 sentenza primo grado “questo evento non può avere influito sull’agire di Gullino è precedente”.. non è vero, l’evento è precedente, è testimoniato da medici e infermieri, per cui la questione va risolta in questo modo. Ma se non fosse così, come va valutato sotto il profilo delle attenuanti generiche nel momento in cui a caldo, nell’arresto, ti spiega la sua responsabilità e il motivo per cui ha effettuato questo lancio ? (…)  Mi sarei aspettato una graduazione della pena che avesse tenuto conto delal sostanza del comportamento e non l’equiparazione lineare di tutti i manifestanti, non sono tutti uguali, ci sono ragioni diverse del comportamento delle persone , ma soprattutto l’onestà del comportamento nel procedimento processuale.. allora io credo sia sufficiente per voi dare un’occhiata ai filmati che vanno dalle 16:30 alle 17:30 e che collocano la situazione della zona della centrale oltre il ponte della Dora per rendervi conto che quello che Gullino ha raccontato è la verità. poi sono certo che saprete farne buon uso e valutare correttamente la spinta emotiva, la reazione emotiva, collocandola in una nicchia sicura perché non ha generato nessun tipo di conseguenza lesiva ne iconfronti di nessuno, per cui ci stà, ci può stare (…)
Mi richiamo ai motivi del mio appello, poi sulla contestazione del daneggiamento… io non sono in grado di valutare la forza fisica della quale è dotato Gullino Samuele ma l’accusa è quella di avere tentato di svitare a mani nude la vite che sostiene nel cemento armato la rete del betafence (…)  che poi è stata divelta ma senza alcun contributo diretto, di legare la fune, di mettersi insieme agli altri, al massimo stando lì e guardando.. poi dalle 14 alle 17 noi di Gullino non sentiamo parlare ma è lì e rivendica il suo diritto a proseguire la manifestazione nonostante tutto, con un atteggiamento pacifico, tranquillo e senza che si faccia notare per comportamenti violenti nei confronti di nessuno. 3 anni e 3 mesi per una sequenza di fatti di questo genere io non so quante volte li ho visti comminare nella mia carriera di modesto avvocato di provincia. Noi ad Asti abbiamo avuto una vicenda nella quale il direttore dell’ATC si è intascato 9 milioni di euro, ha patteggiato 4 anni e ha risarcito 800mila euro, su 9 milioni. IO credo debba esserci un equilibrio in questa nostra benedetta società.. il manifestante se violento è giusto venga punito, c’è scritto lì che la legge è uguale per tutti, ma l’uguaglianza deve essere sostanziale e non formale (….) un danno così nella piccola comunità dell’astigiano… il soggetto se la cava, lo sapete meglio di me, voui che non ci sia un problema di salute che richiede un arresto domiciliare, si veda il recente caso premio Grinzane.. valutata singolarmente la posizione del Gullino non è meritoria della condanna comminata, io credo non sia neanche meritoria della pena e della gravità del fatto attribuito a una persona che ha fatto quello che migliaia di persone hanno fatto quella giornata, né più, né meno…. (….) protesta legittima, pacifica, lui questo ha fatto (..)  Per me non è stato un processo normale, mi sono beccato due segnalazioni al mio consiglio dell’ordine per avere assistito alla requisitoria… avevo dato indicazione dicendo non posso, c’è la requisitoria del PG, credo di dover essere lì…. per cui qualunque altra udienza credo debba essere rinviata
Presidente: non sono cose importanti per la corte
Avv: no.. (….) credo di aver concluso, richiamo le conclusioni nell’atto di appello. Imputato VITALI.. assolto in primo grado, il PG richiede che venga condannato. Anche qui siamo di fronte ad un soggetto che in primo grado ha reso spontanee dichiarazioni dicendo quello che ha fatto, quindi mostrandosi al proprio giudice nella genuinità di quello che aveva avuto modo di fare (….) e di quello che è stato il suo comportamento. Io concordo con la ricostruzione del giudice di primo grado (….) Non si capisce se è lui,se lancia, se rimane indietro (…) o se semplicemente ha buttato il lacrimogeno nel greto del fiume perché non fumasse.. è una persona incensurata, si è definito un funzionario di Rifondaizone Comunista, partecipava a quella manifestazione per il credo politico (…)  è uno che bazzica la politica così evitiamo di dare connotazioni peggiorative visto quello che succede dalle parti della sinistra, meglio starsene un po’ a ridosso, ma quello che conta è che la passione politica l’ha portato sul ponte della Dora…. senza il previo concerto o il concerto nato nel momento dell’immediatezza dei fatti, anche perché non è presente nei giorni precedenti, non c’è stata una sua compartecipazione nell’organizzazione… si è trovato in un momento, in un contesto teso e ha descritto il suo comportamento. Anche qui se non la certezza che ha avuto il tribunale di primo grado e che mi sento di condividere quantomeno il dubbio che abbia effettuato la sua personale  (inc…). In via subordinata qualora dovesse essere riconosciuta una responsabilità di natura penale vale lo stesso ragionamento fatto per Gulllino, meritevole attenuanti generiche (…) e questo va tra virgolette a suo merito (…)  lui ha voluto accettare il responso per quella che era la sua responsabilità, lui lega la corda  di questo era perfettamente consapevole, quel gesto se lo è assunto responsabilmente perché è giusto nella vita comportarsi in questo modo ma per i fatti più gravi in via subordinata ritengo possano essere concesse attenuanti generiche e contenere la pena nei minimi.

 

Vitale_MinaAvv.VITALE per GINETTI- GUIDO – GRIECO – RADWAN “Tre quarti dell’istruttoria dibattimentale è come se non fosse mai stata fatta (….) io mi chiedo perché ho perso giorni e giorni della mia vita e della mia attività professionale ad andare fino all’aula bunker delle Vallette se di quei momenti non abbiamo fatto assolutamente nulla”

in codifesa e alla fine di queste lunghe difese devo ribadire concetti ampiamente evidenziati dai colleghi…. Ginetti è all’area archeologica, Guido Federico alle vasche e Grieco e Radwan alla centrale. Questo mi ha consentito o imposto di dare una visione generale di quel che è successo in quel giorno, soprattutto. Mi sia consentito brevissimamente per flash ricordare alcuni dei precedenti storici di queste due giornate sono state evocate durante la discussione di primo grado.. Venaus 2005 mi limito a chiedere alla corte di leggere gli stralci dell’ordinanza di archiviazione che ho riportato, perché sono degli antecedenti.. come si arriva alla lunga marcia per aprire il cantiere passa anche da Venaus 2005 (…) Quello accertato in quel procedimento è che vi sono state violenze e vi è stata una gravissima omertà da parte dei funzionari delle forze dell’ordine . L’altro precedente è il 23 maggio, tentativo di accedere all’area, non ricordo quanti kg di pietre… la legittimità dell’operato delle forze dell’ordine , nei presupposti e sul campo. Ma il 22 maggio poteva essere preso possesso di quell’area? Abbiamo ordinanza del 22 giugno, non mi pare siano state prodotte ordinanze precedenti che assegnino l’area alle forze dell’ordine … (…) Allora questa benedetta serata che ha imposto poi di fare alcune cose, che era un presupposto illegittimo….. non c’era nessun motivo per accedere a quell’area con la forza. Ultima annotazione, arriviamo alle giornate che c’interessano (….)
Iniziando a parlare del 3 luglio poi il PG parlando della concedibilità delle attenuanti dice che non vi sono differenze tra le varie posizioni, erano tutti lì per commettere atti di violenza e anche i manifestanti eventualmente pacifici obbedivano alle parole d’ordine “riprendiamoci il cantiere”.. in più se tu eri lì nel momento in cui era in atto il lancio di lacrimogeni in qualche modo accettavi il rischio che succedesse e si suggerisce che non in fondo non eri così estraneo a una violenza nei confronti delle forze dell’ordine. Credo che questa impostazione sia assolutamente inammissibile, non sia accettabile… anche perché….Ricostruendo sulla base dei dati a dibattimento il corretto andamento degli eventi forse vedremo che quantomeno alcuni erano lì, perché non potevano neanche andarsene da lì quando sono in corso quei fatti. Inziamo con i 3 scenari, la centrale, io difendo Grieco Matteo, ma il discorso che faccio riguarda quello che è successo alla centrale. Alla centrale arriva sicuramente il corteo non autorizzato, questa cosa mi capita sempre di sentire… non è un corteo autorizzato è un corteo COMUNICATO…e non vietato, il corteo comunicato e non vietato sfila davanti al cancello della centrale idroelettrica, siamo lontanissimi dall’area della Maddalena; quello che tenta di ricostruirci il dott. Petronzi, seguito dal Tribunale, è lì in quel momento quando iniziano a tirare le reti, e sparano i lacrimogeni, resta chi vuole restare per fare violenza, perché il corteo è finito, spiega Petronzi. Non era assolutamente così, era un corteo molto lungo, non serve una particolare esperienza per comprenderlo, quando la testa arriva a conclusione la coda è ancora lontanissima…. ce lo rimandano anche le immagini, anche una gran mole di testimonianze che non sono state assolutamente prese in considerazione, 3/4 dell’istruttoria dibattimentale è come se non fosse mai stata fatta (….) io mi chiedo perché ho perso giorni e giorni della mia vita e della mia attività professionale ad andare fino all’aula bunker delle Vallette se di quei momenti non abbiamo fatto assolutamente nulla. I soggetti che c’erano lì ci dicono, Scibona o altri testi, che si serano fermati per mangiare….. i testi ci dicono che erano lì che mangiavano il panino o riposavano, perché questi testi non sono credibili non ci viene detto perché non vengono neanche esaminati questi testi. In primo grado abbiamo prodotto un DVD con video estratti dai vari filmati, n.35 partiamo dalla consulenza dott. Baschmidt … trovare orario dei fatti. Vi chiedo di concentrare l’attenzione sul quadrante in basso, è un video teche RAI, si può notare…l’operatore inquadra prima la centrale idroelettrica dove ci sono solamente le forze dell’ordine , poi partono fumi di lacrimogeno e vediamo dove cadono… vediamo che quella gente, anche volendo, ma neanche con un mortaio potevano respingere le forze dell’ordine… (…) ma i lacrimogeni per arrivare lì devono anche superare gli alberi, ecco, io mi chiedo, quelle persone che vengono attinte dai lacrimogeni e chiaramente vengono attinte da lacrimogeni,  erano in atteggiamento violento? Erano pericolosi? Erano travisati? Stavano lanciando pietre? COsa stavano facendo? Stavano sfilando in corteo dal cancello della centrale verso Chiomonte (…) Ma se questa è la situazione il dott. Petronzi evidentemente ricordava male o è stato informato male (…) perché non era alla centrale idroelettrica perché era all’area archeologica (…).

L’arringa dell’avv. Vitale prosegue e vengono mostrati alcuni video, che l’avvocato puntualmente spiega per circoscrivere nuovamente i fatti di quella giornata.
Non ho avuto tempo di sistemare tutti gli appunti, temporaneamente ritengo però importante che su questo blog, oltre alle ricostruzioni fatte dai legali, passino anche le voci degli imputati, quindi riposto il video con la lunga dichiarazione spontanea fatta da Antonio Ginetti in primo grado.

 

Avv. Stroppiana per Calabrò Damiano : mi richiamo ai motivi d’appello, argomenti trattati ampiamente dai colleghi che mi hanno preceduto.. singolo imputato Calabrò Damiano… materiale acquisito in primo grado molto rafazzonato, i filmati non consentono una dichiarazione di responsabilità dell’imputato in quanto sono spezzoni tratti dalle vicende di quella gioranta, il 3 luglio, che non consentono di capire cosa c’è stato prima e cosa c’è stato dopo… c’è un durante, molto raffazzonato, si vede l’imputato scagliare pietre ma non si vede esito o distanza utile al raggiungimento delle antistanti forze di polizie. Nell’analisi della sentenza quello che è stato omesso è che in quei frangenti l’imputato si occupa di assistere un manifestante a lui vicino che viene attinto da un oggetto proveniente dalle forze dell’ordine .. questo particolare che in realtà è scapato dalle mani della procura è un esempio significativo di come l’azione … non sia intervenuta solo da parte di una parte nei confronti dell’altra ma sicuramente in senso di reciprocità perché tante volte nel processo di primo grado abbiamo sentito taluni testimoni di riferire di questi atti non legittimi da parte delle forze dell’ordine ma è sempre mancato un riscontro, che invece nel caso dei fotogrammi che riguardano il Calabrò abbiamo in atti ed è moto importnante perché se non è possibile ricostruire la vicenda antistante ai gesti posti in essere da Calabrò l’unico fotogramma che dimostra che è intervenuto per difendere una persona illegittimamente attinta da un corpo  contundente proveniente dalle forze dell’ordine mi sembra che ne imponga l’assoluzione ex articolo 530 (..). Poi sotto il profilo sanzionatorio anche in questo caso la sentenza impugnata ha fatto confusione, nel senso che ha intenso applicare a ciascuno degli imputati i medesimi principi a parte il fatto che questo on è ammesso dal nostro sistema, la valutazione deve essere personificata, se si attinge a principi generali e poi si pretende di calarli alla condotta del singolo imputato si incorre in errore ma poi c’è da tener conto sia del comportamento processuale dell’imputato ma anche del comportamento nella fase processuale per esempio nell’interrogatorio reso davanti al Procuratore Caselli allorché …. ha riferito la sua impressione a mente fredda sugli episodi del 3 luglio e si è ammesso di non essersi comportato in modo forse corretto, contestualizzando, spiegando che comunque anche le sue reazioni probabilmente non erano state corrette. Di questi aspetti non c’è minima traccia nella sentenza impugnata che sotto questo profilo è lacunosa e non ha inteso prendere in considerazione le istanze difensive svolte sin dalla discussione in primo grado. (…) in subordine la concessione dei benefici di legge (…)

Vedi anche:

“Mancata acquisizione del documento ministeriale sull’uso dell’arma lacrimogeno e mancata acquisizione informativa Carabinieri su infiltrazione ndrangheta nel cantiere di Chiomonte – avv. Bertone 7 novembre 2016

No TAV “Assedio del 3 luglio 2011: buttiamo giù le reti perché questo voleva il movimento NO TAV con le sue parole d’ordine” la difesa, udienza 7 novembre 2016

Maxiprocesso No Tav, le “dissennate modalità auspicate dai manifestanti erano sedersi nel piazzale”, arringhe difensive udienza 3 novembre 2016

“L’obbedienza non è più una virtù”, le arringhe difensive all’appello del maxi processo No Tav, udienza del 20 ottobre 2016

“Il 3 luglio una massa di persone condivideva l’abbattimento di quelle reti”- La parola alle difese all’appello del maxi processo no tav per 27 giugno e 3 luglio 2011

No Tav: “Fu una vera azione di guerra e militare”, la requisitoria del Procuratore Generale sul 3 luglio 2011 – udienza 12 ottobre 2016

No Tav:”La sproporzione c’è ma a svantaggio delle forze dell’ordine”, la requisitoria del Procuratore Generale al maxi processo – appello (udienza 11 ottobre 2016)

“Fu reazione legittima ad atto arbitrario” – Seconda udienza appello maxi processo No Tav – 6 ottobre 2016

Divide et impera. Prima udienza appello maxi processo no tav, procedimento separato per cinque imputati

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