AulaBunk9:40 gli avvocati della difesa hanno presentato e motivato richiesta legittimo impedimento, il giudice Q.Bosio si è ritirato per decidere. Siamo in attesa.

10:00 Il giudice rientra e legge la motivazione per la valutazione delle richieste di rinvio per legittimo impedimento.  Le istanze vengono rifiutate, l’udienza procede.

Il PM chiama il teste Benelle, la difesa ribadisce che Benelle era previsto per l’udienza del 21, il giudice conferma il richiamo per il 21 (dopo aver tentato di far comunque testimoniare Benelle, “visto che è qui per la seconda volta”) e si chiama il teste Sorrentino. Dopo un breve dibattito tra le parti il PM conferma che si è trattato di un equivoco, perché Benelle oggi non era neanche stato citato. Entra il teste Sorrentino.

Sorrentino_Giorgio  Prima dell’intervento di Sorrentino gli avvocati della difesa chiedono ai PM di dire i loro nomi per semplificare la registrazione, il PM spiega che qualsiasi PM intervenga lo fa come PM e non è tenuto a dire il proprio nome, diverso è per il legal team.

Il PM inizia ad interrogare il teste, chiedendo dove si trovava il 27 giugno. Sorrentino risponde che si trovava con Di Gaetano, nell’area della centrale elettrica.
Sorrentino: “Durante il percorso abbiamo incontrato delle istruzione sulla carreggiata stradale, realizzate con alberti tagliati e grosse pietre, rimosse queste ostruzioni abbiamo raggiunto il check point intorno alle 6:50 del mattino con la colonna, c’è stata un’oretta circa di trattativa, nel senso che si sono palesati al dott. Di Gaetano alcuni amministratori e alcuni difensori che hanno chiesto e ottenuto una copia dell’ordinanza prefettizia, che disponeva la disponibilità dell’area, il Dott. Di Gaetano credo abbia dato la sua, ne aveva una copia, invitando più volte in maniera molto chiara…. affinché coloro che si trovavano alle spalle di questo check point abbandonassero il luogo per consentire alle fdo di raggiungere il sito della Maddalena. Questo non è avvenuto, quindi alle 7:50 è stato rimosso il check point attraverso dei mezzi d’opera messi a disposizione dal Dott. Di Gaetano, le persone presenti in qualche maniera hanno assolutamente resistito a questo intervento, determinando anche l’esplosione di qualche artifizio lacrimogeno, perché hanno iniziato dapprima a spruzzare il personale con della vernice rossa attraverso estintori, poi con il lancio di pietre, petardi, oggetti che potevano ledere gli operatori, quindi è stato rimosso il check point. Dalla centrale al sito della maddalena abbiamo dovuto impegnare questa strada che ha una distanza di circa 1500 mt dal sito che dovevamo raggiungere ed abbiamo incontrato 6 diverse barricate che ostruivano il transito, le barricate sono state via via rimosse, attraverso i mezzi d’opera, sempre contrastati da gruppi di soggetti, molti travisati, passamontagna, maschere antigas, maschere da sub, che rendevano difficoltoso il riconoscimento e servivano a contrastare i lacrimogeni. Sono state rimosse tutte le barricate, finanche la penultima che è stata la più insidiosa, perché è stata incendiata, c’erano dei copertoni, si trovava all’altezza del sentiero San Martino. Questo costrinse i reparti a rallentare e dalla boscaglia ci fu un attacco più virulento, tanto che in quell’occasione i reparti dovettero sparare i lacrimogeni, ho dovuto soccorrere un collega che mi aiutava perché si era sentito male, per le esplosioni, probabilmente anche per lo stress, perché per fare questo tratto di strada ci abbiamo messo un’ora e mezza. Poi abbiamo raggiunto l’area del museo archeologico dove, grazie al nostro intervento, quelli che dovevano uscire dalla galleria non riuscivano ad avere la meglio sui manifestanti, che al nostro arrivo hanno dovuto dividersi…. e siamo riusciti finalmente a vincere questa resistenza e raggiungere il sito, una volta che abbiamo raggiunto il sito tutti i reparti si sono fermati e a questo punto c’è stato un contatto tra la dirigenza e alcuni rappresentanti e difensori del legal team, sono cessate le ostilità e quindi… poi i partecipanti hanno potuto abbandonare l’area, recuperare materiale, c’era l’area attrezzata delle tende, c’era la tenda per cucinare, c’era una tenda con una croce, tipo un’infermeria, per i feriti, insomma… ecco, tutte queste tende poi sono state rimosse da coloro che ne avevano titolo, l’area è stata sgomberata e la zona è stata poi presa in carico dall’amministrazione.

PM: Lei ha visto qualcuno che danneggiava le tende?

Sorrentino:Le tende che ho visto io erano nello spiazzo davanti al fabbricato.

PM: Erano frapposte tra voi e i manifestanti? (c’è opposizione perché la domanda è suggestiva, ma l’opposizione viene rifiutata)

Sorrentino:Le tende, ripeto, si trovavano di fronte all’area dove c’è il fabbricato del museo, c’è un’azienda vinicola e di fronte a quest’area c’erano delle tende. Sono state rimosse successivamente, io non ho assistito alla scena perché mi sono occupato di altro, so che ci sono stati dei contatti affinché i titolari… hanno preso contatti con la dirigenza del servizio di OP, e hanno organizzato come prelevare e smontare le tende perché l’area non era più nella disponibilità di coloro che erano presenti al nostro arrivo.

PM Sono state smontate tutte?

Sorrentino:Si si, sono state tutte smantellate, assolutamente

PM: Quando ha cessato la sua attività? Quando hanno smontato le tende o dopo?

Sorrentino: ci siamo preoccupati di aiutare nel servizio per contingentare l’area, per fare in modo tale che l’area fosse nella disponibilità delle fdo, abbiamo proceduto anche all’identificazione di qualche soggetto che insisteva nella zona, attraverso fotografie e riprese, abbiamo chiesto a che titolo erano li, li abbiamo identificati….

PM: Erano soggetti che avevano commesso fatti illeciti o…?

Sorrentino: li abbiamo identificati perché erano li’, se avessero commesso fatti illeciti io non ne avevo cognizione. Ricordo di aver ricordato l’imputato Palumbo, era fermo li’, stavano raccogliendo le loro cose, come altre persone, noi mano mano ci avvicinavamo, chiedevamo il documento e finiva tutto li, loro continuavano a raccogliere le loro cose per poi abbandonare tutto. Le riprese sono state utilizzate successivamente e nel caso di specie ci hanno consentito di dare un nome ad un volto che poi, da altre immagini, si era palesto durante gli scontri.

Il PM chiede di capire come si è svolto il lavoro nei giorni successivi. Sorrentino spiega che nei giorni successivi al 27 giugno e 3 luglio è stato creato un gruppo di 5 persone che inizialmente si è preoccupato di raccogliere tutto il materiale multimediale (foto e video). “Abbiamo ricevuto innanzitutto tutto il materiale realizzato dagli operatori della polizia scientifica, poi abbiamo ricercato in rete se c’erano fotografie o filmati sempre riconducibili agli eventi in causa, su internet, su diversi siti, abbiamo anche monitorato YouTube, quei siti che sono contenitori di video o fotografie, e abbiamo chiesto anche alla RAI e a MEDIASET il girato di quei giorni e, infine, abbiamo anche acquisito tutto il materiale realizzato da terzi, né fdo né organi di informazione, privati cittadini o fotografi intervenuti nell’area, e abbiamo acquisito tutto quello che avevano realizzato nelle due giornate. Poi è stato suddiviso prima in base alla giornata, poi in base al luogo dove i fatti erano accaduti, tutto questo perché il 27 giugno i luoghi si dividevano essenzialmente tra la galleria dell’autostrada (prima colonna d’intervento) e dalla centrale elettrica all’area museale. Il 3 luglio si dividevano in 3 posti fisici, la centrale idroelettrica, l’area archeologica e le cosiddette vasche, una struttura che si trova in prossimità del viadotto dell’autostrada, con vasche di raccolta acque penso piovane…  Abbiamo diviso il materiale per zona. A questo punto il gruppo di lavoro è andato avanti a guardare tutte le immagini, materiale per 66 ore e 4300 fotografie.. Il materiale a questo punto è stato visionato, abbiamo suddiviso il lavoro in modo tale che ognuno avesse da guardare qualcosa, e dalla visione delle immagini abbiamo estrapolato tutti quei soggetti le cui condotte erano in contrasto con l’ordinamento penale, e che avevamo una probabilità, sia per le caratteristiche somatiche che per l’abbigliamento e gli accessori che portavano, avessimo potuto dare a quel soggetto ignoto le generalità. Questo ci ha portato a circa 200 posizioni, nonostante le persone che si rendono responsabili di condotte illecite siano migliaia, ma non di tutti potevamo tirare fuori elementi che ci dessero una percentuale di soggetti identificabili, e abbiamo cercato di dare a questi 200 una identità. Tenga presente che, contestualmente a questa attività erano stati predisposti e talvolta identificati dei servizi di identificazione nell’area museale, soprattutto in occasione di ulteriori manifestazioni, alcune delle quali di carattere violento avvenute dopo il 3 luglio, perché l’intenzione era quella di identificare se taluni dei soggetti che noi avevamo estrapolato, in qualche modo si riproponessero sul luogo dove erano avvenuti i fatti. Quindi era anche un’operazione preventiva, perché molte manifestazioni avevano mostrato un carattere violento, cioé le forze dell’ordine a presidio dell’area erano state attaccate mediante lancio di pietre e artifizi pirotecnici, da soggetti travisati, con caschi, sciarpe, occhiali, etc. Questo lavoro fatto nel tempo ci ha consentito di avere un bagaglio di informazioni relative a coloro che frequentavano in quel periodo la zona in occasione di manifestazioni e questo tipo di raccolta di dati viaggiava di pari passo con le persone che avevamo enucleato dalla nostra attività di identificazione.

PM: Quindi queste attività a cui lei fa riferimento, successive ai fatti…..  (c’è opposizione dalla difesa perché la domanda tende a suggerire la risposta). Ci vuole dire perché identificavate queste persone?

Sorrentino: In occasione di successive manifestazioni, che sono avvenute successivamente negli stessi luoghi, sono stati predisposti dei servizi di identificazione, che avevano due scopi: il primo era quello di cercare di identificare gli autori dei fatti degli scontri del 27 giugno e 3 luglio, perché avendo visionato i filmati e visto le fotografie….  fisicamente ci recavamo sul posto avendo una maggiore conoscenza dei volti, delle figure, delle sagome, delle posture e dell’abbigliamento, per identificare le persone con valenza di polizia giudiziaria. L’altro è l’aspetto preventivo, perché molte manifestazioni avevano avuto una deriva violenta, si cercava di identificare e verificare che i partecipanti non fossero in possesso di oggetti…. faccio un esempio, ad agosto un casco da motociclista non ha nessun senso, così come a luglio non ha nessun senso un passamontagna di lana…  Cosi’ come non trovo un nesso tra un occhiale da nuoto o una maschera da sub con…. (la difesa fa notare che sono valutazione del teste, il teste risponde “si si, assolutamente).  Il giudice fa notare che sono “criteri”, la difesa rileva che sono “criteri soggettivi”.

Sorrentino: questi criteri, quindi, quelli che adottavamo, avevano anche motivi “preventivi”.

PM: Materialmente l’identificazione come avveniva?

Sorrentino: Attraverso l’esibizione del documento d’identità o, dove assente, con la declinazione delle generalità del soggetto che le eseguiva, con delle riprese, sul posto.
PM: Veniva anche controllato se avesse dell’abbigliamento o qualcosa che secondo voi rientrava in quei canoni di sospetto?
Sorrentino: se il soggetto aveva uno zaino si chiedeva di mostrare il contenuto dello zaino e veniva fotografato o ripreso il contenuto dello zaino.
PM: E avete creato una banca dati con gli identificati?
Sorrentino: Questi dati si sovrapponevano e ci aiutavano nell’identificazione di questi soggetti le cui condotte erano state estrapolate ma dei quali non conoscevamo l’identità. Il patrimonio multimediale non era appannaggio esclusivo del gruppo di lavoro, ma di tutta la divisione DIGOS del gruppo di Torino, quindi tutti sono stati chiamati a visionare e contribuire ad eventuali identificazioni, perché ci sono persone che hanno un bagaglio informativo di conoscenza su taluni soggetti, quindi abbiamo chiesto se riconoscevano nelle immagini o nelle fotografie alcuni di questi. L’altro metodo è stato quello, seguente, siccome avevamo avuto notizia che da altre città erano giunti per quella manifestazione soggetti provenienti da altre province e città, ci siamo recati presso quelle questure e abbiamo fatto visionare dal personale digos di quelle questure alcuni dei trailers dei book fotografici che abbiamo realizzato di questi soggetti, chiedendo se riconoscevano soggetti che gravitavano nel territorio di loro competenza. Poi abbiamo fatto dei servizi investigativi in valle per rintracciare alcuni soggetti, persone che potevano essere residenti in valle, quindi sono stati fatti servizi investigativi in valle di Susa.

PM Quindi possiamo sintetizzare in 4 i criteri? Il primo l’identificazione in loco, poi il patrimonio comune di conoscenza di altri appartenenti al suo ufficio, l’aver portato direttamente il materiale presso altre questura e da ultimo l’investigazione in valle (conferma), che risultati ha portato?

Sorrentino: Ha portato ad identificare 50 soggetti maggiorenni e 3 soggetti minorenni.

PM: Quanti identificati da noi e quanti dalle altre questure?

Sorrentino: no, a memoria questa non ce l’ho presente

PM: Veniamo a quelli identificati dal suo gruppo. Lei ha redatto le annotazioni, giusto? Sono tutti atti a sua firma? (conferma). Quando l’ipotesi di identificazione era fatto da uno dei suoi collaboratori, lei sottoscriveva anche l’annotazione con loro?
Sorrentino: Quasi tutte, in alcuni casi l’annotazione è stata redatta direttamente da collaboratori o altri operatori che avevano proceduto direttamente al riconoscimento della persona. In tutto nel gruppo di lavoro le identificazioni sono state 29 (maggiorenni). Le altre annotazioni sono state redatte da personale sempre della divisione che era stato chiamato a partecipare a questa attività di identificazione. Taluni avevano la conoscenza diretta, e avevano visto compiere qualche reato che poi hanno trascritto l’annotazione, altri perché visionando le immagini riconoscevano soggetti noti e hanno redatto le annotazioni.

PM: Le comparazioni come avvenivano, tra le immagini del 27 e 3 luglio, e quelle che avevate acquisito? Come avete fatto ad attribuire ad un soggetto ignoto, poi, un determinato nome.
Sorrentino: per coloro che erano soggetti a noi sconosciuti abbiamo estrapolato le dinamiche, e le cose che cercavamo come punto di riferimento era anzitutto la struttura anatomica del soggetto, uomo, donna, alto, basso, magro, baffi… tutti elementi che ci garantivano di dare un’identificazione probabile del progetto (anche un tatuaggio visibile). Gli altri elementi che abbiamo utilizzato per l’identificazione sono l’abbigliamento e l’oggettistica (casco, guanti, zaino, cintura). Quindi conformazione fisica, abbigliamento, oggettistica.

PM: Ma quando acquisite il materiale fotografico che vi viene fornito, poi cosa ne fate di questo? Com’è che avete una determinata faccia da abbinare a quello che è un filmato…. questo vorrei che ci spiegasse, il criterio che adottate, al di là di abbigliamento, oggettistica e corporatura.

Sorrentino: Il criterio di abbinamento è… quello di sovrapporre il soggetto nell’atto di compiere il gesto che poi sarà contestato, sovrapporre quel soggetto ad altre immagini, altre fotografie, in un momento diverso, che mi permettono di dire che quel soggetto in quel contesto è esattamente la persona che io in un momento diverso ho identificato e che ha delle caratteristiche, oggetti o elementi, che lo riconducono alla persona che ho estrapolato dalle immagini.

PM: Quante fotografie avete comparato per arrivare all’identificazione?
Sorrentino: Non c’è un numero standard… più ne avevamo e…. Io ho identificato 27 persone. Di questi 27 soggetti li ho identificati con i metodi che ho detto prima, attività investigativa, informazioni dalle questure, sono persone non necessariamente di mia cognizione personale, anche sconosciute… o attraverso attività investigativa o individuazione fatta da altre questure.

Si passa alla verifica delle singole identificazioni, il PM per comodità indica di procedere in ordine alfabetico.

PM: A.C.C.Isabelle, come è stata identificata? E se ci può dire, in base ai fotogrammi da lei eseguiti, i comportamenti che si estrapolano da queste immagini…  (il teste è autorizzato a consultare le annotazioni a sua firma).

Sorrentino: A.C.C.Isabelle, la giornata è del 3 luglio, siamo nell’area archeologica intorno alle ore 13:00, appare questa ragazza… è quella che si trova al centro dell’immagine, ha una canottiera di colore bianco, un pantalone dell’adidas a mezza coscia, una maschera antigas e sulla testa porta una specie di maglietta. Una ragazza proporzionata nei volumi, ha i capelli neri e lunghi che scioglie attraverso una riga sul capo e i capelli scendono sia a destra che a sinistra. Questa ragazza che lei trova al centro dell’immagine, vediamo che in più occasioni tra le ore 13 e le ore 15:17 , lancia più pietre nei confronti dei reparti che sono schierati nell’area archeologica.

C’è opposizione da parte della difesa in alcuni passaggi della spiegazione di Sorrentino e rispetto ad alcune domande del PM, viene chiesto di spiegare senza “valutazioni”, il giudice risponde che “ognuno di noi fa delle valutazioni”…. Si passa alla visione di altre immagini.
Sorrentino: 098.jpg, questo è un fotogramma di qualche frazione di secondo successiva, si trova sempre sulla destra, dietro l’angolo, si vedono i pantaloni della tuta, lo zaino… la foto successiva, indicata con 02.jpg, il soggetto si trova al centro della scena, leggermente indietro rispetto alla prima fila… pantalone della tuta, nero, è arrotolato nelle circostanze, all’altezza del ginocchio… Immagine successiva, zaino nero a tracolla, guanti, maschera antigas e questa specie di maglietta appoggiata sulla nuca, braccio proteso in avanti. A seguire, immagine dello stesso operatore della scientifica (034.jpg), il soggetto si trova al centro, leggermente indietro rispetto ai due individui che si vedono in prima fila, anche qui si vede la canottiera bianca, lo zaino, il pantalone della tuta arrotolato all’altezza del ginocchio, i guanti calzati, la maschera antigas… sono immagini precedenti, si può presumere dall’orario, questa è delle 15:19. Infine abbiamo un’altra foto, questa è una foto (A39 171.jpg), il soggetto si trova all’estrema destra, quasi fuori della fotografia, si vede tutta la sagoma della ragazza, il pantalone arrotolato al ginocchio, la canottiera, la scarpa da ginnastica e, proprio all’estrema destra della fotografia, in questo caso inarcata…
PM: Queste fotografie, ci spuò dire in che posizione siamo?
Sorrentino: sul fronte centrale dell’area archeologica, diciamo che alla destra… è la parte centrale nel senso che ci sono alberi sulla destra, poi c’è una roccia, quella era la parte da cui questo fronte sopravvanzava e c’era questo effetto fisarmonica, i manifestanti avanzavano….
Avv.Bertone: Chiedo scusa, cosa stiamo vedendo?
Avv.Vitale: nell’elenco della produzione del PM dove si trova questa foto?
PM: Non capisco perché l’esame del teste debba essere interrotto con altre domande, le difese potranno fare domande in controesame
Gli avvocati del legal team spiegano che quando vengono mostrate delle foto al teste, prima si chiede l’autorizzazione e poi si specifica di che fotografia si tratta e dove si trovano negli atti, anche per i colleghi assenti. Vitale fa notare che non trova queste fotografie nel fascicolo, il PM indica nuovamente il numero e spiega che rientra nelle foto fatte con l’elicottero. L’Avvocato chiede quale tra quelle numerate da xx a xx….  Il giudice chiede se la foto è stata prodotta, il PM conerma, ma l’avvocato specifica che è opportuno rifarsi sempre alle produzioni effettive nel procedimento, c’è un elenco produzioni, con numeri precisi per poterle ritrovare. Il PM spiega che non sono divise, ma l’Avv.Vitale ribadisce che abbiamo visto un fascicolo fotografico con il nome dell’imputata, o questo è presente come tale o…. il PM risponde che questo è il materiale ben spiegato dal metodo che ha illustrato il teste per dare un nome ai soggetti che avevano posto in essere atti giuridici, ci ha detto di aver comparato delle foto, “è chiaro che nelle foto non ci sono le annotazioni, ma sono i fotogrammi che sono in quelle 66 ore….” Il giudice interrompe, spiegando che se vengono proiettate delle foto queste foto vanno PRODOTTE. Ora il PM risponde lontano dal microfono…. poi spiega che le immagini sono state estrapolate dai filmati, se non vengono utilizzate queste immagini proietteranno il video cosi’ si risolve il problema, perché “queste fotografie sono state prese da quei filmati regolarmente prodotti e sono state appiccicate al documento che state commentando, quelle foto li’ al termine dell’audizione del teste sorrentino potranno essere messe a disposizione del tribunale per comodità sia del tribunale che della difesa, non sono documenti nuovi che abbiamo tirato fuori adesso”, spiega il PM.

Il giudice chiede se è possibile fare una cartellina per ogni fascicolo…  C’è dibattito tra difesa e accusa, la difesa fa notare che l’album qui mostrato ha come nome del file il cognome dell’imputato che ancora dovrebbe essere riconosciuto, il PM spiega che stiamo parlando con l’ufficiale di PG che ha redatto questi atti, quindi sa che il soggetto è quello, ma la difesa ribatte che le prove si formano qui ed è qui, in questo momento, che il teste deve riconoscere il soggetto. La difesa vorrebbe sapere “per ciascun fotogramma da dove è stato estrapolato e in relazione a quale numero, l’importante è sapere dove noi possiamo andare a reperire queste fotografie” .

Sorrentino: il soggetto  (Anicot) viene poi identificato in quell’area il 12 agosto, in quell’occasione viene identificata atraverso il passaporto  (sui monitor passano varie immagini della ragazza, 12 agosto 2011, ore 16 circa).  La foto successiva 156.jpg, è stata realizzata durante un’identificazione effettuata il 10 settembre presso la stazione di Bussoleno. Anche in quella circostanza il 9 settembre si era tenuta una manifestazione che aveva portato all’arresto di due persone, il giorno seguente personale Digos intercetta questa ragazza alla stazione di Bussoleno, viene fotografata, canottiera bianca e scarpe da ginnastica scure, nere, e nella foto successiva ha fotografato il contenuto dello zaino, cioé quello che portava questa ragazza…

Avv.Vitale: gli ultimi fotogrammi non fanno parte del materiale di quel giorno, vorrei chiedere se anche queste immagini sono già prodotte e dove, altrimenti ci opponiamo all’acquisizione di altro materiale fotografico …  e, visto che non le ha fatto il teste, vorremmo sapere chi le ha fatte, da dove vengono

Sorrentino: L’ispettore capo De Benedittis, dell’ufficio Digos, ha fotografato sia la ragazza che il contenuto dello zaino che la ragazza portava al seguito, anche il passaporto, potete vedere in alto il pantalone nero dell’adidas e lo zaino…. della Quechua, nero, che è quello che porta in spalle… infine, tornando alla foto precedente, ci sono le scarpe da ginnastica nere, che sono le stesse che ha il giorno del fotogramma che le ho fatto vedere prima. Quindi gli elementi che contribuiscono all’identificazione sono sia la struttura fisica che l’oggettistica e l’identificazione è avvenuta attraverso l’esibizione del passaporto.

(i PM si avvicinano al Giudice, discussione su come ammettere questo materiale). Alla fine della discussione viene disposta l’acquisizione dell’album fotografico, “solo l’album fotografico, la parte finale”.

PM: Lei ha poi identificato un soggetto…  (la difesa interrompe, chiedendo, poiché le identificazioni sono molte, se fare controesame tutto alla fine o se farlo per ogni persona, il giudice dispone di fare il controesame alla fine)…. Baldini…
Sorrentino: L’imputato Baldini, siamo al 3 luglio, nell’area archeologica, non nella parte centrale ma sul lato sinistro, siamo intorno alle ore 15:00 del pomeriggio, il soggetto era calvo, forse rasato (segue descrizione dell’abbigliamento), l’immagine seguente è tratta dal gruppo A12, 0454dcc95b.jpg, l’imputato è il soggetto che si vede in primo piano, inarcato all’indietro e questi sono indumenti che… quindi stiamo parlando di un soggetto magro… bermude di colore chiaro, beige, calzini neri, scarpe da ginnastica neri…  e anche lui ha la maschera antigas e una maschera da sub che tiene sulla fronte in questa circostanza. Nella foto successiva, la 159.jpg, la fotografia è meno chiara di quella precedente, probabilmente per effetto dei fumi dei lacrimogeni che erano stati lanciati, si vede che è rannicchiato per terra che sta raccogliendo qualcosa per terra (l’Avv.Vitale chiede di non fare valutazioni, il PM risponde che lo vediamo tutti che sta raccogliendo qualcosa, breve discussione).

Foto_RiconoscimentoSorrentino: La foto successiva è un po’ nebulosa, il soggetto ha sempre la maschera antigas, pantalone chiaro e una maglia lunga… queste foto sono state scattate in breve vicinanza. Succede che il 3 luglio il personale della Digos di Milano decide di fermare un pullman, che ferma nell’area Ghisolfa, riconoscendo soggetti…. al fermo del pullman tutti i soggetti vengono fatti scendere e la foto che lei sta osservando (2626) mostra un soggetto che sta rassegnando le generalità: è vestito con maglia bianca a manica lunga, pantalone nero, scarpe nere e tiene con il braccio sinistro uno zaino di colore grigio e nero. E’ una persona calva (o rasata), priva di barba, esile, di media statura. Poste a confronto le immagini, gli elementi che portano all’identificazione sono anzitutto la corporatura del soggetto…

PM: Ho chiesto quali sono i dati per cui ritiene che la persona fermata in quel pullman sia la stessa raffigurata nelle foto di prima

Sorrentino: le caratteristiche fisiche, lo zaino….

(la difesa fa opposizione, che lo zaino sia uguale a quello dell’altra  fotografia lo valuterà il tribunale…. il PM vuole sapere in base a quali dati oggettivi lo zaino è lo stesso). Breve discussione, gli avvocati chiedono che si possa intervenire anche se non si è i diretti difensori dell’imputato oggetto della discussione ma il giudice decide che su questioni inerenti l’identificazione può intervenire il solo difensore.

Sorrentino: lo zaino è identico, per fattura e per colore, infine le scarpe, che sono completamente nere come quelle che la persona identificata il 3 luglio calzava nell’occasione.
PM: La foto quella effettuata….
Sorrentino: A31, 0052JPG
PM: Vi è stata inviata dalla questura di Milano?
Sorrentino: Si, la polizia scientifica della questura di Milano, inviate con il telex con l’identificazione di questi soggetti. Le foto sono state realizzate durante un controllo nell’area di servizio Milano Ghisolfa alle ore 24:00 del giorno 3 luglio, la sera dei fatti del 3 luglio
PM: Il pullman controllato dalla questura di Milano, da dove arrivava?
Sorrentino: la provenienza del pullman…proveniva dalla manifestazione, c’è stato riferito dai colleghi della Digos che hanno fermato il pullman.
PM: Ha identificato tra i soggetti tal Binello Roberto?
Sorrentino: Si.La giornata dei fatti è sempre il 3 luglio, il luogo è diverso, la centrale idroelettrica i Via dell’Avanà. Il soggetto successivamente identificato per Binello la prima volta che lo vediamo dalle foto sono le 11:58, poi in momenti successivi, queste sono le immagini dell’elicottero della polizia di stato che riprendono la centrale idroelettrica, il fiume è la Dora Riparia, sovrastato dal ponte di Via Roma… e sul lato sinistro è la strada statale 233. In questo incrocio… ecco, era stato interdetto a terzi attraverso la realizzazione di new jersey che impedivano l’accesso in Via dell’Avanà, dietro questi jersey erano schierate le forze dell’ordine

PM:Gli sbarramenti da chi erano stati fatti?

Sorrentino: Dall’Italcoge, realizzati da una base di cemento armato e sovrastati da una griglia, erano stati messi trasversalmente e disposti su più file, dove c’è il caseggiato, diciamo che a quell’altezza era schierato il personale di vigilanza della strada. Anche in questo caso le immagini hanno dimostrato l’effetto fisarmonica, l’avvicinarsi dei manifestanti… e l’arretramento… in questo scenario notiamo un soggetto con i capelli corti (il 3 luglio), gli occhiali da vista, circa 40-45 anni, una persona matura, non parliamo di un ragazzo, aveva una polo, un gilet, una polo grigio-azzurra, credo della robe di Kappa, successivamente lo stesso soggetto con il medesimo gilet poi indossava una felpa con cappuccio, cappuccio che aveva messo sopra la testa. Quello di cui stiamo parlando è al centro della foto, capelli grigi-neri, ed è la prima volta in cui si affaccia alla griglia presenti sopra i new jersey che impedivano via dell’Avanà dall’ingresso a terzi. (cambio foto – DSC0531.JPG). Notiamo sempre lo stesso soggetto, ormai vedete che la griglia sul new jersey è stata asportata e portata via, il soggetto che ha questo gilet, questa polo, tiene in mano lo zaino e si sta avvicinando ai new jersey. La foto successiva è l’estrapolazione di un fotogramma delle 15:42 (710.jpg), vedete che c’è una persona con un cappellino… dietro, invece, è sempre la stessa persona ma sotto il gilet sta calzando una felpa di colore nero e ha tirato su il cappuccio. La successiva immagine.. ah, scusi, questa è la 104, si vede la stessa persona, i fumi si sono diradati e si osserva la stessa persona con il cappuccio calato sulla testa, siamo a ridosso dello sbarramento..  Il fotogramma successivo (201.jpg) ritrae sempre lo stesso personaggio, con la stessa maglia, gilet… il fotogramma successivo 1254.jpg delle 16:06 mostra lo stesso soggetto con la felpa con il cappuccio calato sulla testa ed il gilet… fotogramma successivo, 157 delle ore 16:10, abbiamo il soggetto attaccato al primo sbarramento che è stato praticamente smantellato e in basso vede una griglia verde, sono i new jersey posti qualche metro più avanti, il soggetto persiste nella medesima posizione. Medesima scena, vestito come prima, tiene una cosa in mano e l’ingrandimento può certificare che si tratta di una pietra. Nell’immagine successiva si vede il medesimo soggetto, rilevabile… (880.jpg). Quella successiva, tre secondi dopo, 961.jpg, operatore Cinetto, si vede il soggetto al centro della scena con il braccio destro inarcato all’indietro …
PM: Come avete fatto a dire che questo soggetto è Binello Roberto?
Sorrentino: Qui un dipendente della divisione, Siracusa Francesco, effettivo ufficio Digos, nell’aiutarmi anche lui nella visione di questi filmati ha riconosciuto il soggetto a volto scoperto, noto perché era noto, avendo un trascorso nel movimento antagonista, quindi è conosciuto ad alcuni operatori della divisione che curano in prima persona dinamiche, tematiche, coloro che sono vicini a tale movimento, ha riconosciuto immediatamente questo soggetto, Binello Roberto.
PM: Avete acquisito un cartellino, una carta d’identità. al di là della conoscenza?
Sorrentino: Abbiamo acquisito la carta d’identità di Binello, la foto è stata messa a confronto con il soggetto che avete visto poco fa, e ci appariva la stessa persona. A questo confronto ha trovato infine conforto nella perquisizione che è stata eseguita il 26 di gennaio del 2012 in occasione dell’esecuzione delle misure disposte dal GIP, poiché durante tale perquisizione sono stati ritrovati indumenti che a mio giudizio sono esattamente gli stessi, ovvero la polo, il gilet e la felpa. Questo è l’album fotografico e questo è il materiale che abbiamo rinvenuto durante la perquisizione (gilet, polo, felpa nera con lo stesso logo che appariva anche nelle immagini degli scontri).
PM: Calabrò Damiano, in che giorno siamo e in che zona?
Sorrentino: La giornata è sempre quella del 3 luglio, ci troviamo nell’area archeologica, nella parte centrale, i fronti che si sono sviluppati sull’area archeologica sono stati due, uno sul centro e uno sul lato sinistro. Calabrò viene visto per la prima volta… (breve discussione sulla documentazione da produrre…) intorno alle 12:43. Presso l’area archeologica, parte centrale, notiamo un soggetto  con il casco di colore chiaro, non chiuso, con un k-way di colore blu con cerniera frontale ed un bermuda con tasconi laterali di colore beige (vengono descritte le varie immagini mostrate sui monitor). (sul monitor passa un’immagine confusa)… 341.jpg qui lo vediamo con il casco con la visiera abbassata, nell’immagine successiva lo vediamo meglio, al centro con il braccio alzato, con qualcosa in mano, una pietra, la foto è la 379.jpg, l’immagine successiva vediamo il soggetto che è al centro, si è messo di lato, la sacca che abbiamo visto nell’immagine precedente, il soggetto si sta inarcando….  L’immagine successiva, la 45o riproduce temporalmente la stessa azione, il lancio di una pietra che si vede nell’immagine successiva, la 454. Questi sono fotogrammi estrapolati da un video dall’operatore della polizia scientifica Conti.

A domanda del PM Sorrentino conferma di aver visto TUTTI i video.
PM: COme ha identificato questa persona che abbiamo visto?
Sorrentino: C’è l’ultima immagine che ce lo mostra, qua aiuta un sodale che era scivolato nella concitazione dell’azione, e questo è l’ultimo fotogramma estrapolato per inquadrare il personaggio che sfoggia i suoi attributi… in segno di sfida, probabilmente (618.jpg). Il soggetto è stato identificato attraverso un’operazione fatta a Roma facendo visionare questi book ai colleghi della questura di Roma, nella persona di Maiano e Di Rocco, che hanno riconosciuto soggetto noto e già censurato per comportamenti di ordine pubblico, l’hanno riconosciuto e identificato per Calabrò Damiano.
PM: Avete acquisito il cartellino o foto segnaletica?
Sorrentino: purtroppo no, abbiamo soltanto l’annotazione dei colleghi di Roma. Abbiamo poi effettuato la perquisizione, il 26 gennaio 2012, ed è stata trovata proprio quella sacca che ci aveva indotto ad estrapolare come soggetto identificabile. C’è la fotografia del materiale e c’è la sacca che portava quel giorno Calabrò… che poi noi avevamo individuato successivamente attraverso una fotografia del gruppo A35 che non c’è nell’album ma è agli atti, la 6360 dove si vede Calabrò a volto scoperto prima di intervenire alla manifestazione, mentre le persone affluivano alla manifestazione, il soggetto è visibile con lo stesso pantalone (6360). (sul monitor la foto di un bermuda) E’ stato rinvenuto anche un bermuda, ma a mio giudizio non è lo stesso che indossava quel giorno.
PM: Passiamo a Custureri Luca.
Sorrentino: La giornata è sempre il 3 luglio. .. (la difesa fa opposizione, Custureri fa parte della seconda tranche, quella unita…).

Si passa a Del Sordo, ma viene chiesto di rimandare perché il difensore è via per un’altra udienza.
Si passa ad Antonio Ginetti. Risulta un’annotazione su Ginetti Antonio.
Sorrentino: Ginetti Antonio, la giornata è quella del 3 luglio, il luogo  è l’area archeologica la parte centrale. Ginetti si palesa intorno alle 13 e persiste in quel luogo sino alle ore 16:25. Ginetti ha un passamontagna grigio chiaro, porta una maschera antigas, una maglia blu, un pantalone lungo di cotone di colore beige, e uno zaino sulle spalle. Questo soggetto si nota subito che è una persona adulta, matura, a mio giudizio aveva intorno ai 60 anni, un anziano…  Ecco, il soggetto lo vediamo qui al centro dell’immagine, ha il pantalone chiaro, ha una maschera non calzata bene, e il passamontagna sulla testa, il braccio indietro… sulla schiena ha lo zaino. L’immagine successiva (A38 216) il soggetto Ginetti è quello che tiene lo scudo di plexiglas, in questo caso la maschera è calzata correttamente e in questa scena si vede che ha il fiocco di un foulard stretto al collo, si vedono i due lembi, le spalline dello zaino, la maglia scura, il passamontagna grigio. La foto successiva (0320.jpg) il soggetto si trova alla sua sinistra, in questa scena … ha diverse pietre in mano…  L’immagine successiva, 265.jpg, il soggetto è l’ultimo a sinistra, anche in questo caso si nota che con la mano sinistra trattiene alcune pietre, ci troviamo sempre nella stessa zona archeologica, parte centrale. L’immagine successiva, di qualche minuto dopo (13:02), operatore sempre Gaia, 168.jpg, ecco il soggetto è in primo piano inarcato, con il braccio proteso.. dal video si vede lanciare la pietra che tiene in mano (c’è opposizione, la difesa chiede di commentare qui la foto e non il video). La foto successiva  Ginetti ha il volto parzialmente scoperto, si tira giu’ la maschera antigas, è la 140.jpg sempre dell’operatore Gaia, si  è tirato giù la maschera e nel video sta urlando contro le forze dell’ordine, nella mano sinistra ha una pietra….  Poi un fotogramma di due ore dopo, circa, un momento di quiete, se possiamo dire tale, di quella giornata, 16:28 area archeologica, Ginetti è appoggiato con la mano a quella roccia, il passamontagna tirato su, la maschera abbassata e si vede il volto del soggetto, sempre da quella posizione prende una macchina fotografica e fotografa ciò che aveva di fronte a lui. Una macchina fotografica nera con una ghiera argentata, dico questo perché poi durante la perquisizione….

PM: Avete fatto una perquisizione?
Sorrentino: Sono state fatte vedere le immagini alla digos di Firenze, soggetto riconosciuto come militante di area eversiva, riconosciuto in Ginetti Antonio, tant’è vero che la successiva perquisizione fatta ai danni dello stesso ha consentito di rinvenire quello che a giudizio mio sono le stesse cose che indossava nella giornata, gli scarponi, il passamontagna, il foulard, lo zaino e, infine, la macchina fotografica Casio con cui faceva le fotografie come abbiamo visto nelle immagini precedenti. Sul pantalone la comparazione non mi dà la certezza che sia lo stesso quindi non l’ho annotato come elemento certo.
Si passa all’identificazione di Grieco Matteo.

Sorrentino: Sempre la giornata del 3 luglio, ci troviamo di nuovo presso la centrale idroelettrica di Via dell’Avanà. Il soggetto si evidenzia dalle immagini alle ore 15:09 e, anche in questo caso le immagini sono state estrapolate, il soggetto è tendenzialmente a volto scoperto, appesantito di peso, non molto alto, veste una maglietta di colore rossa, no, nera… e ha una maglietta rossa che si è attorcigliato al volto per coprirsi il naso con la bocca, capelli corti, jeans e nient’altro… però il volto è scoperto… ha questa maglietta che si tira su quando la vuole tirare e ha questa t-shirt di colore nero. In questo caso nel visionare le immagini il personale della divisione, che l’ha già identificato in occasione precedenti (isp.Pettierre), riconosce il soggetto in Matteo Grieco, quindi l’identificazione avviene per conoscenza diretta, poi suffragata dalla perquisizione…. Ecco, l’immagine estrapolata dal video (op.Torti, 634.jpg), il soggetto è quello che si tiene una maglia rossa vicino al viso, quindi è alla sinistra, tiene una bottiglietta in mano, e si sta avvicinando allo sbarramento della centrale elettrica. L’immagine successiva invece è una fotografia, realizzata dal personale della scientifica (0427.jpg), un’immagine sul ponte che sovrasta il fiume… su questo ponte da cui hanno lanciato l’attacco, è scaturito anche da li’, viene realizzata la fotografia. Il soggetto è quello con la maglietta rossa, il viso è il medesimo, la maglietta nera che veste… e nell’immagine successiva, n.433.jpg, si vede lo stesso soggetto nella stessa posizione, si sta inarcando e lancerà, si vedrà nei fotogrammi successivi, una pietra. Ecco, si vede che nelle mani il soggetto trattiene delle pietre… ecco, in sequenza (vengono mostrate le immagini in sequenza). L’immagine successiva cattura il movimento, la postura, la conferma la troviamo dalla foto tratta dal Corriere della Sera (Ansa77), ecco vede, una foto fatta da dietro, lo stesso  soggetto.. abbiamo avuto la fortuna di poter incrociare lo stesso movimento da due angolature diverse, e nella mano si vede chiaramente che trattiene una pietra . Nelle foto successive è sempre sul ponte, stessa posizione… stessa maglietta sul volto…
PM:Avete fatto la perquisizione?
Sorrentino: Si, riconosciuto il sodale del centro Gabrio di Torino, Via Revello, abbiamo effettuato la perquisizione e trovato esattamente la stessa t-shirt, perché aveva esattamente questo logo sul petto e durante la perquisizione abbiamo trovato proprio la stessa maglietta, fotografata e messa nell’album fotografico.
Si passa a Giordani Pietro.

Sorrentino: 3 luglio, sempre zona centrale elettrica. Giordani Pietro, dalle immagini e dalle fotografie rimane per parecchio tempo, dalle 13:20 fino a dopo le 17:15. Il soggetto, giovane, molto giovane, nonostante un accenno di barba e di baffetti, con un paio d’occhiali da sole che teneva sempre sulla fronte, un paio di jeans neri, una t-shirt nera, con una scritta… “Padrone di niente, Servo di Nessuno”, scritta visibile perché rossa su fondo nero. Ha anche uno scalda collo con cui ogni tanto si copre la bocca e il naso.. Questo soggetto che noi avevamo estrapolato perché ci poteva dare buone chance di identificazione, accade che i colleghi della Digos di Biella, guardando anche loro, attività che fanno tutte le Digos d’Italia monitorando giornali, siti d’area, riconosce da una fotografia comparsa su LA STAMPA questo soggetto e si incuriosisce perché a loro giudizio era conosciuto, per le ennesime ragioni, soggetto d’area, che aderisce all’area antagonista, e che quindi era stato identificato in precedenti occasioni. Lo si vede parzialmente travisato, ma per i colleghi che fanno queste attività riescono a riconoscere le persone anche se non sono completamente a volto scoperto… per atteggiamenti, postura. I colleghi si incuriosiscono, fanno ulteriori accertamenti e ci chiedono se abbiamo delle immagini da fargli vedere. Noi forniamo ulteriore materiale ai colleghi della questura di Biella, a questo punto il puzzle si conclude perché mandiamo immagini dove il soggetto risulta a volto scoperto e i colleghi lo identificano come Giordani Pietro. (vengono mostrate alcune foto). Una scena molto simile si può osservare da una scena successiva dove possiamo vedere il soggetto di spalle, e vediamo lo zaino, questo zaino maculato che porta a spalle. Questa è la foto dell’ANSA (46.jpg), la successiva è fonte scientifica, 462.jpg, lo si riconosce sempre per la maglietta, anche perché l’unico che aveva quella maglietta in quella zona, dalle immagini, era lui. L’immagine successiva… è un fotogramma da un video fatto dalla scientifica, delle ore 17:14 quindi 3 ore dopo lui sta sempre da quelle parti, (36.jpg), il soggetto è a sinistra con posizione inarcata perché, dentro il video, si potrà osservare che sta scagliando una pietra…  In quella successiva che è un po’ più chiara c’è un ulteriore lancio, il soggetto è sempre lo stesso, fotogramma 210.jpg. L’ultimo fotogramma che lo ritrae è delle 17:16, ci sono alcuni fotogrammi che abbiamo scattato non tanto perché stavano facendo qualcosa ma per dimostrare la permanenza sul posto, non erano di passaggio o passavano per caso…. Queste immagini, trasmesse, all’atto della perquisizione eseguita nel medesimo contesto, ha consentito di reperire esattamente gli indumenti che a mio giudizio sono gli stessi, la maglietta (foto1), lo zaino (con vari particolari), la foto successiva è la cintura che è borchiata (si vede nel video in cui lancia) e, infine, gli occhiali da sole che aveva quel giorno. Diciamo che la perquisizione non ha fatto altro che confermare l’identificazione del soggetto.

Si passa a Iara Marin.
Sorrentino: zona archeologica, lato sinistro. Il soggetto risulta completamente travisato, ha una maschera antigas, una mascherino da nuoto, da sub, celeste, ha una giacca mimetica maculata, cosi’ anche il pantalone, come un cacciatore durante la caccia, dei guanti bianchi e uno zaino. Ecco, il contesto è esattamente… nella foto che possiamo osservare e che abbiamo già visto precedentemente, la fotografia 57872.jpg, il soggetto è l’ultimo a destra, un po’ piegato in avanti, con giacca e pantaloni militari, si trova in questo contesto dove l’indagine è stata particolarmente proficua perché noi di questi soggetti ne abbiamo identificati molti (imputato di prima, Baldini). La foto seguente, sono un po’ meno chiare… ma  è possibile percepire cosa fa, 5817.jpg, è possibile notare l’ultimo soggetto, quello dietro, inarcato all’indietro con il braccio proteso, cosi’ come nella fotografia successiva  5820.jpg, appare come primo soggetto in prima fila Iara, nella foto si può vedere che nella mano il soggetto cinge una pietra  e sta per lanciare. La foto seguente, esattamente con la stessa posizione, per compiere la stessa cosa, il soggetto appare alla sua destra, sempre con il braccio all’indietro…. queste sono foto scattate alle ore 15:00 circa, qui non avevamo la copertura della scientifica e siamo riusciti attraverso fotografie che ci sono state consegnate da terzi, che abbiamo acquisito, catalogato….
L’immagine 5840.jpg lo mostra di nuovo con il braccio all’indietro, la postura è quella di qualcuno che sta lanciando qualcosa. Poi abbiamo il fotogramma decisivo che ci ha consentito di identificarlo, la ripresa è della polizia scientifica, sono le 16:13, il soggetto a mio giudizio è assolutamente assimilabile, sovrapponibile, tenga presente che questa ripresa è fatta proprio in quella zona, il lato sinistro dell’area archeologica…. si vede che nelle mani trattiene alcune pietre…
Avv.Vitale interrompe perché nella foto si vede che in mano non tiene pietre ma la maschera. Stranamente la procura è d’accordo.

Sorrentino: Con annotazione del 26 ottobre la Digos di Milano identifica il soggetto come Iara Marin, che anche a Milano si era evidenziato per reati di ordine pubblico, come aderente all’area antagonista, e fatto vedere in questa foto a volto scoperto ce l’hanno riconosciuto come tale e noi abbiamo acquisito successivamente il cartellino fotosegnaletico, in occasione di un precedente deferimento all’autorità giudiziara dell’8 novembre 2010. Il volto messo a confronto con le altre immagini ci ha convinto essere la stessa persona. Successivamente abbiamo fatto la perquisizione ed  è stato trovato esclusivamente uno zaino, onestamente non mi sento di dirle che sia lo stesso zaino, dalle immagini non siamo mai riusciti a cogliere l’attimo che ci consentisse di vedere esattamente questo zaino. Ritengo che il confronto dei volti sia assolutamente indicativo che si tratti della stessa persona.

Dopo 20 minuti di pausa, alle 13:40 riprende l’udienza, si parla dell’identificazione di Latino Stefano.
Sorrentino: Dalla foto si vede il soggetto, casco nero, occhialini, il foulard, la felpa di colore nero con gli inserti rossi, il logo ed i jeans… l’immagine è delle 13:01, quella successiva invece è una fotografia, la foto è la 338, il soggetto lo vediamo sopra lo scudo, a destra, sempre individuabile (non riconoscibile) per il casco, questo sottocasco che si è messo in testa, occhialini, foulard, poi ha qualcosa di rosso… perché il primo foulard che si vede è solitamente quello no tav, poi ha qualcosa di rosso a protezione del volto, la zona è quella dell’area archeologica, c’ un signore addirittura con un’ascia che vibra in mano, uno ha un estintore…

Latino_Stefano_Pietra

Nella foto successiva dobbiamo fare uno sforzo per individuarlo, bisogna ingrandire, perché ci sono i fumi.. e Latino si trova …. eccolo, è al centro, con la maglia nera, il logo, è delle 14:02:08, quindi sei secondi dopo la precedente. L’immagine successiva si vede di nuovo poco ma il soggetto è sempre lo stesso, noi lo percepiamo dal casco che luccica perché il casco è nero, è al centro….. Nella visione del filmato, esattamente da quel punto, nell’immagine successiva vede solo fumo e una pietra e si vede anche il luccichio del casco, la posizione è quella. Qui bisogna assolutamente osservare il video.

Nell’immagine successiva il soggetto si trova sul pullman che il personale della Digos intercetta nell’area della Ghisolfa, ecco il soggetto ha in mano la carta d’identità, la stessa ferlpa nera con l’inserto rosso e con il logo, e mostra il contenuto dello zaino che aveva al seguito. Nell’aprire il contenuto dello zaino troveremo il foulard rosso, il foulard no tav che si vedeva messo davanti alla bocca e soprattutto i guanti. Poi l’identificazione ha trovato conferma anche nel materiale che è stato reperito durante la perquisizione.
PM: Lei lo ha visto fare cosa?
Sorrentino: è partita una pietra, perché noi lo vediamo sempre con una pietra in mano, ma le uniche immagini in cui la pietra che compare dalla nuvola è stata lanciata dal soggetto, tenete presente che usiamo un software che riesce ad estrapolare 25 fotogrammi per secondo… e a mio giudizio dalla sequenza…. (viene fatta opposizione dalla difesa perché “a mio giudizio” è una valutazione, il PM respinge l’obiezione spiegando che è stato usato un software preciso).
Sorrentino: chiaramente non abbiamo un calcolo matematico-fisico, abbiamo guardato con attenzione tutti i questi fotogrammi e la parabola di quella pietra proviene da li’.

Si passa a Lavezzoli Mirko.
Sorrentino: La giornata è sempre quella del 3 luglio, area archeologica lato sinistro, intorno alle 13:54, un soggetto longilineo, con una maschera da sub alzata e una maglia di colore scuro, pantalone lungo di colore beige con dei guanti, con uno zaino, un foulard chiaro intorno al collo, si evidenzia nell’area archeologica nel gruppo già visto precedentemente, con Iara e Baldini.  Il soggetto è quello che si vede nello sfondo, sta camminando, era a viso scoperto. Immagine 5846 del gruppo A39. Ha i guanti, ha questa maglia con queste righe fini, verdi, dev’essere una polo sopra un’altra t-shirt a manica lunga, e qui si vede a volto scoperto, soggetto non noto al momento dell’estrapolazione. Nell’immagine successiva, sempre una fotografia, dove si vede il soggetto avvicinarsi all’area archeologica dal lato sinistro (5769). Quello che tiene in mano, nella foto successiva il gesto è di uno che sta lanciando qualcosa, si vede addirittura che è sollevato da terra, la forza dello slancio con cui si sta lanciando, la fotografia 5771 è sequenziale a quella precedente. Qui nella foto 5797 lo si rivede… con le braccia allargate, nella foto successiva, un attimo subito dopo, mostra la posizione sempre… si vede cosa trattiene nella mano… credo non sia una maschera, stavolta, così come nell’immagine successiva è sempre lo stesso soggetto, in primo piano è questa foto, tra l’altro è proprio un soggetto indietro, c’è solo lui, questa è la foto 154, ecco qui l’ingrandimento che ci consente di stabilire che è sempre la stessa persona, la stessa scritta, la maschera da sub, il pantalone beige.. e questa è la rete che delimita l’area archeologica al di là della quale ci sono i reparti schierati. Infine c’è un’altra foto, la 156, che mostra di nuovo un gesto della persona inarcata all’indietro che sta tirando qualcosa….  il soggetto è sempre il medesimo. La foto seguente è molto più limpida, quindi ci consente… (546) di vedere il soggetto senza i fumi che ne limitavano la visibilità, si può osservare il contesto violento, gente coi bastoni, gente accovacciata, tutte queste persone stanno osservando le forze dell’ordine schierate nell’area archeologica. Fra questi c’è il soggetto che poi verrà identificato per Lavezzoli, che è fornito di maschera antigas, di occhiali da sub per lenire gli effetti dei gas lacrimogeni, vedete questa foto che è più limpida ci consente di dire che ha delle pietre in mano. Lavezzoli è stato identificato dalla Digos di Milano con un’annotazione degli agenti Cassano e Russo il 26 ottobre, perché Lavezzoli in quella città si è più volte manifestato per atti che hanno comportato una sua denuncia alle attività giudiziarie sempre in contesti socio-politici, reati legati all’ordine pubblico, poi abbiamo acquisito il cartellino di foto-segnalamento, abbiamo accostato le immagini ed abbiamo proceduto all’identificazione.

(la difesa chiede se il cartellino è agli atti, la procura risponde negativamente, la difesa fa notare che questo complica la difesa.. si procede).

Sorrentino: L’ultima fotografia molto nitida consente di avere una visione del soggetto molto chiara, questa poi viene ingrandita eh…  Abbiamo fatto una perquisizione che ha portato al reperimento solo di un paio di scarponcini a cui abbiamo attribuito una compatibilità ma non siamo in grado di dire che siano gli stessi, sono molto simili, ma non possiamo dire che siano identici. E’ l’unica cosa trovata nella perquisizione.

PM: E la maglia con quella scritta?
Sorrentino: no, no, purtroppo no, né il pantalone, né la maglia, né il berrettino….

PM: Dalle immagini video quante volte lancia?
Sorrentino: Dalle immagini del video lancia quattro volte in tutto…

Si passa all’identificazione di Massatani Davide.
Sorrentino: Queste sono immagini realizzate durante i servizi preventivi per l’affluenza dei manifestanti alla manifestazione. Sono nella mattinata, intorno alle 10 di mattina, presto, diciamo. Località Exilles, uno dei punti dove si concentravano poi una parte dei manifestanti.
PM: Quindi questo soggetto viene fotografato al mattino?
Sorrentino: Al mattino del 3 luglio nei pressi della località Exilles, ci sono diverse foto, qui può vedere il giubbotto e la maglia grigio-verde, un jeans molto chiaro, consumato, largo, si vede che è un ragazzo giovane, con la barba. (vengono mostrate alcune foto scattate a Exilles).
Le fotografie sono del gruppo 09, riferite ad Exilles. Nella foto successiva, dell’elicottero, area archeologica. Adesso invece vediamo quel personaggio visto prima a volto scoperto, lo vediamo qui alla sua sinistra, emerge il logo chiaro, bianco, sul giubbotto nero, foto 5789, qui la mascherina che dicevo prima, ha la maschera antigas e lo scaldacollo che tira su, ma il resto del capo e del volto è scoperto. Sotto ha i jeans chiari e dall’ingrandimento può notare che ha delle pietre in mano. La foto successiva è in sequenza, la 5790, lo mostra sempre più o meno nella stessa situazione di prima, che trattiene una pietra, mentre la successiva 5792, il soggetto si trova vicino alla siepe, ha fatto un movimento, il busto con il braccio è in avanti e leggermente sollevato da terra come se avesse tirato la pietra che poco prima aveva in mano. Siamo intorno alle 15:00. L’immagine successiva, la parte in basso è sfumata… si vede che è tirato su, che ha spinto qualche cosa, abbiamo in sequenza… ecco il soggetto si trova al centro (5817), è quello con lo scaldacollo, la mascherina, si vede il giubbotto con il logo e nella mano…. ecco, nell’immagine successiva si vede che lancia perché ha il braccio proteso in alto, in avanti (5819).
L’immagine 5820 sta caricando per effettuare ciò che si vede nell’immagine successiva, cioé lanciare una pietra che ha in mano. Nella 5821 si vede il soggetto con il braccio che sta sopravanzando sulla spalla per tirare la pietra. Infine l’ultimo lancio, di pietra, è rappresentato dalle ultime 3 fotografie in successione, Massatani si vede vicino al soggetto con la felpa rossa tirata su con il cappuccio, che era seduto con lui nella panchina nelle foto precedenti ma che non abbiamo mai individuato (ma non si sa mai nella vita), possiamo notare che si riavvita, si ricarica per lanciare la pietra (5834). Massatani ha finito il movimento… Ultimo lancio di 4, in uno spazio temporale di qualche minuto….

PM: Come avete identificato Massatani?

Sorrentino: Grazie alla collaborazione dei colleghi di Roma che visionano le immagini soprattutto di quelli a volto scoperto, e lo riconoscono perché soggetto ampiamente conosciuto per innumerevoli segnalazioni alla procura di Roma per reati legati a manifestazioni, ordine pubblico, resistenza, interruzioni, reati che solitamente si sviluppano nei contesti socio-politici. L’identificazione trova conferma dal fatto che nella successiva perquisizione abbiamo trovato sia i jeans che la maglia che vestiva il giorno dei fatti in causa (felpa verde con cappuccio)

PM: Avete visto il cartellino fotosegnaletico o la carta d’identità?
Sorrentino: No perché abbiamo l’annotazione dei colleghi di Roma… ma ce l’abbiamo in ufficio, e l’alleghiamo…

PM: Parliamo di un cittadino di Carmagnola, Radwan Ali Sharif
Sorrentino: Si, è del 3 luglio, lo individuiamo nella centrale idroelettrica, via dell’Avanà. Lui dalle immagini e dalle fotografie lo vediamo dalle ore 14:21, si attiva nella sua condotta giuridica, li’ l’attività di contrasto alle fdo è venuta dopo rispetto all’area archeologica. Aveva una felpa blu con cappuccio,  sul petto di questa felpa c’era una scritta rossa con bordi gialli, KTV. E’ un ragazzo che abbiamo individuato anche perché eravamo riusciti a cogliere dei fotogrammi dove aveva il volto scoperto, si vedono barba, baffi, lineamenti del volto, un ragazzo giovane, moro, con questa maglia bicolore, le maniche sono di un colore diverso rispetto alla felpa che è blu, aveva uno zaino blu con inserti rossi molto accesi, portava un pantalone mimetico maculato chiaro, di fattura militare.
PM: Che attività ha svolto?
Sorrentino: Sono stati effettuati diversi servizi di osservazione e identificazione in occasione di manifestazioni successive. Tra le tante manifestazioni il 23 ottobre 2011 si è tenuta una manifestazione “il taglio delle reti” e sono stati fatti dei controlli sia tra coloro che stavano sopraggiungendo e, al casello della tangenziale a Bruere, l’agente Stella, che mi aiutava a visionare il materiale, nelle diverse persone che ferma e identifica Radwan, e in questa circostanza viene anche ripreso il documento d’identità. Abbinando quel volto abbiamo dato a questo soggetto un’identità. Questo soggetto si è palesato nelle immagini che possiamo mostrare successivamente perché concorreva a spostare dei bidoni che al termine sono stati dati alle fiamme… qui si vede, sulla sinistra, con la maglia blu con la scritta KTV (398), pantalone mimetico, non si vede il viso m si vede il corpo, siamo intorno alle 14:30, già c’è stata un’azione perché manca una parte della griglia che sormontava i new jersey. Nell’immagine successiva, bisogna esplodere la fotografia, si trova in prossimità dei cassetti… (567). Con la foto successiva, del gruppoA16 (ANSA69) notiamo lo stesso soggetto che sta tirando la corda, si vede la maglia, i pantaloni mimetici, qui concorre con altri soggetti a tirare una corda per tirare giu’ la grata. Questo invece è il ponte di Via Roma, qui vediamo il Radwan che in questo caso si è tirato uno scaldacollo per coprirsi il volto ma è lui, la maglia è la stessa, si vede la scritta…
La difesa si oppone chiedendo perché viene mostrata questa foto, Sorrentino specifica che poiché in questa foto l’imputato mostra il dito medio potrebbe esserci un oltraggio. La difesa risponde che quel capo d’imputazione non è a carico del soggetto, il PM insiste per conservare la foto poiché colloca il soggetto nel contesto, l’Avv.Vitale chiede che abbiano fine questi attacchi ai difensori, “non ci si può permettere un contegno del genere in aula”.

Sorrentino: La foto successiva, lo vedete a destra, un po’ rannicchiato, sempre in quella zona dove un altro sta tirando qualcosa, sempre in un contesto conflittuale. (la difesa si oppone, è una valutazione).

Sorrentino: E’ stato sottoposto a perquisizione domiciliare ed abbiamo trovato esattamente lo zaino, particolare con questi inserti, e abbiamo trovato il pantalone mimetico che calzava il giorno degli scontri.

PM: Paolucci Giacomo. Sempre per il 3 luglio.
Sorrentino: Paolucci Giacomo, 3 luglio 2011 , area archeologica , nella parte centrale dell’area archeologica, si evidenzia intorno alle ore 13:03, il soggetto che noi riteniamo essere tale, lo vediamo calzare un casco, con degli occhiali da vista, con uno scaldacollo, qualcosa che copre il resto del volto, durante gli scontri appare travisato. Calzava una t-shirt di colore nero, un pantalone con tasche laterali di colore verde chiaro e una cintura di cuoio che, non tanto per la qualità della cintura ma per come era tenuta, per come era indossata, anche questo per noi è stato un elemento importante, anziché trovare il bottone per la chiusura era spostata su un lato… Ecco, da quest’immagine si vede… la t-shirt scura, gli occhiali da vista, i guanti bianchi. (383.jpg). Nell’immagine successiva, volevo farvi notare il particolare della cintura la cui fibia non è al centro ma è spostata verso il passante…. Nell’album ci sono fotogrammi che mostrano Paolucci mentre tira delle pietre (op.Gaia 399.jpg), qui siamo alle 13:03, poi il fotogramma a seguire nell’immagine delle 13:23 si vede la mano trattenere una pietra che, nel fotogramma successivo, risulta essere poi scagliata davanti a se (op. Conti, fotogramma 011.jpg), sono sempre le 13:23:08. Andando avanti c’è sempre lui che, terminato di lanciare la pietra, si volta e si possono osservare i box di questo colore acceso (viola), il naso pronunciato, è un ragazzo giovane, snello, abbiamo notato una certa cifosi… una tendenza con la schiena a stare in avanti. Nei servizi di osservazione o di documentazione di cui abbiamo già detto, personale della Digos, del nostro ufficio, realizza la fotografia dell’album che, dall’osservazione, ci insospettiamo per gli occhiali di questo soggetto (qui si vede al centro dell’immagine), si può notare la bermuda assolutamente compatibile se non identica, questa postura da gobbo, e questi occhiali da vista con questa montatura particolarmente marcata. Questo soggetto nella foto successiva, sempre realizzata da personale digos di servizio, qui siamo sul ponte nei pressi della centrale dove c’era il campeggio realizzato dai gruppi antagonisti, scendendo si nota la particolarità, quella cintura con la fibia esattamente spostata verso il passante. Quindi abbiamo ritenuto di poterlo sovrapporre e riconoscerlo, abbiamo fatto vedere queste immagini a colleghi della squadra mobile di Bologna, e i colleghi Bottitta e Sorella, che sono coloro che hanno poi stilato le annotazioni, ci hanno detto che quel soggettonella foto a volto scoperto è Paolucci Giacomo. Abbiamo eseguito, anzi i colleghi di Bologna hanno eseguito la perquisizione e hanno trovato un elemento su cui vorrei poi insistere, gli occhiali da vista, talmente determinanti, che cosi’ come gli sono stati sequestrati (non ci sono nella fotografia perché indispensabili per il soggetto), sono cosi’ LettureSequestrateindispensabili che gli sono stati tolti. (viene mostrata una foto con la copertina di un libro sul TAV). Sono stati sequestrati altri oggetti, una maglia, appunti. Questi appunti sono un suo commento, una sua narrazione, dei fatti del 3 luglio, in cui lui narra questi fatti in prima persona, un appunto disordinato e pasticciato in cui narra i fatti del 3 luglio. Quindi diciamo che le caratteristiche fisiche, gli occhiali, la cintura, i documenti ci hanno indotto a pensare che la persona vista nei fotogrammi fosse Paolucci.

Si passa a Perottino Fabrizio, l’area è quella delle vasche, sempre il 3 luglio.
Sorrentino: Foto 7028.jpg, si vede il soggetto poi identificato per Perottino che sta percorrendo un sentiero della Val Clarea, a poca distanza dall’area di cantiere, quella presente sotto il viadotto autostradale. Indossa una maglietta bianca con il volto del Che Guevara, e da questa immagine non siamo riusciti ad estrapolare l’orario ma è prima che iniziasse la manifestazione.
PM: Ma la foto è del 3 luglio?
Sorrentino: si si, assolutamente, la foto è del 3 luglio… i manifestanti si avvicinavano al cantiere. Queste immagini a seguire servono per rappresentare il luogo, ossia la zona sotto al viadotto, di frontea questa rete ci sono quelle vasche di raccolta, quindi c’è il personale schierato e sopra c’è il filo spinato. I manifestanti, raggiunto il posto intorno alle 12:30, quando nell’area archeologica gli scontri erano già avvenuti, avviene che una parte dei manifestanti si avvicina a questo pezzo di cantiere e va sotto le reti (foto ANSA n.16). Qui Perottino è individuabile per il medesimo abbigliamento, si vede la maglietta bianca con  l’immagine di Che Guevara, ma indossa un foulard rosso per coprirsi il volto. Qui si vede il getto degli idranti, generato da cosa? I manifestanti si avvicinano alla rete, nel caso di specie Perottino si gira perché vede che non tutti si avvicinano alla rete, e incita e chiama a raccolta quelli che erano alle sue spalle…. (la difesa fa opposizione, sono valutazioni del teste, il PM fa notare che il teste ha visto anche le immagini, si procede). Questa azione determina… ecco, Perottino è sulla sinistra con le mani aggrappate alla rete, il cappello, il foulard, la maglietta.. nell’immagine dopo si vedono queste persone che fuggono perché sono stati azionati gli idranti per allontanarli, Perottino è l’ultimo, ha il cappellino con il foulard rosso, sta venendo via. In questo contesto, immagine successiva, possiamo osservare sempre la stessa persona (1036.jpg) che sta rilanciando indietro una capsula di lacrimogeno che era appena stata sparata. (la difesa fa notare che “il teste deve limitarsi a commentare la fotografia e non a fare la storia di quanto è successo, quando vedremo il filmato se ne parlerà, adesso stiamo vedendo una fotografia semplicemente…”).
Sorrentino: per l’identificazione in questo caso è stata fatta internamente perché Perottino è conosciuto in quanto aderente al centro sociale Askatasuna, e l’assistente Durante Maria della Digos vedendo le immagini l’ha riconosciuto.  Inoltre ho visto lo stesso soggetto durante la manifestazione del 23 ottobre, il taglio delle reti, inoltre si è reso responsabile di altri eventi su cui era indagato quindi diciamo che la sua identificazione è assolutamente certa, poi è stata effettuata la perquisizione il 26 di gennaio e abbiamo trovato la maglietta bianca, lo zaino che indossava il giorno degli scontri, il foulard rosso che aveva tirato sul viso durante gli scontri, la stessa maglietta e i pantaloni della tuta, quello blu è quello che indossava il giorno degli scontri.

Si passa a Sistili Clara.
Sorrentino: fatti del 3 luglio, area archeologica, lato sinistro (dove abbiamo visto i soggetti sopra). Vediamo una ragazza che, esattamente come Massadani, era stata fotografata a Exilles, a volto scoperto, un servizio di appostamento di polizia giudiziaria. Una ragazza del tutto identica per corporatura, abbigliamento e quant’altro, è stata individuata nell’area archeologica. Armoniosa nei volumi, di media altezza, biondina, jeans di colore chiaro con strappi, una felpa di colore lilla con cappuccio e un casco da motociclista sempre di colore lilla, con una maschera, una mascherina…  Nella foto che qui si vede la Sistili è la ragazza che veste il casco, la mascherina, il jeans aderente chiaro e un paio di scarponcini, dietro appare Massadani, questo gruppetto che si muove nello stesso periodo, intorno alle ore 15:00 sul lato sinistro. (cambia la foto). Questa è la ragazza, fotografata prima, la ragazza biondina, la struttura anatomica è sovrapponibile alla ragazza delle foto precedenti… E ci sono altre foto che mostrano la Sistini con le pietre in mano e ulteriore lancio di altre pietre (la difesa fa notare che sono sempre immagini, non è un filmato, chiede al teste di esimersi dalle valutazioni).
PM: Possiamo fare un ingrandimento sul volto, poi sul pantalone….
Sorrentino: Questa è la foto del gruppo A39 5792.jpg, nella foto successiva lo strappo del pantalone si vede meglio perché la ragazza è messa di taglio, di profilo, ed è la 5794.jpg .  L’identificazione della Sistini avviene attraverso l’annotazione dei colleghi della Digos di Milano, a cui vengono mostrate le immagini, Cassano e Russo, sia quelle a volto scoperto che durante gli scontri, e identificano come soggetto conosciuto perché evidenziatosi in altri contesti, e la perquisizione portava al rinvenimento del jeans, dello zainetto nero, il jeans con gli stessi strappi, ma soprattutto i colleghi riconoscevano un’anarchica già conosciuta da polizia giudiziaria, abbiamo acquisito il segnalamento e a nostro giudizio appare sovrapponibile.
(gli Avv.Vitale e Melano chiedono che venga messo a verbale che si allontanano, chiedono conferma che il controesame del teste possa essere svolto in una successiva udienza).
PM: Commissario, ha identificato anche Nucera Mario?
Sorrentino: Si, i fatti sono quelli del 3 luglio, Nucera appare a volto scoperto in prossimità della barriera, un signore sulla sessantina, con pizzetto, barbetta, con un cappellino che lo contraddistingue perché utilizza questo cappellino della Becks in qualsiasi manifestazione (e lo utilizzerà fino a quando non gli viene sequestrato), e ha un pantalone grigio con tasconi laterali, uno zaino che porta in spalle ma che non era elemento caratterizzante. Nucera alla centrale appare alle 13:00 e si trattiene fino alla fine della manifestazione, qui sono immagini delle 18 e anche alla centrale idroelettrica le ostilità erano terminate, ma lo troviamo ancora li’, sta fumando una sigaretta, quindi il personaggio è a volto scoperto, appesantito nella figura, d’una certa età. Questa è un’immagine successiva che lo rende in tutta la sua figura. Le attività per arrivare all’investigazione consisteva anche nel fare investigazione in valle….
PM: Possiamo prima vedere cos’ha fatto Nucera?
Sorrentino: Si, chiedo scusa, qui abbiamo una foto per mostrare il soggetto a volto scoperto, che sono successive (ore 18:00) per identificare il soggetto, poi la foto 615.jpg mostra che è già stata abbattuta una barriera, l’intenzione di violare la strada era già concreta. Poi la DSC0496, realizzata dalla polizia scientifica, possiamo vedere Nucera al centro dell’immagine davanti ai new Jersey già spogliati della ringhiera, appare Nucera con questo foulard tirato su, l’ingrandimento dovrebbe consentirci di vedere cosa tiene in mano, dovrebbero essere delle pietre, non fosse altro perché l’immagine successiva 498 ci mostra lo stesso soggetto proteso in avanti che lancia una pietra… (la difesa fa notare che non si vede il lancio di una pietra).. non so… invece l’immagine successiva, la 524, è un momento temporale diverso, le foto che sono state acquisite sono tutte in sequenza, l’album aimé riporta solo alcuni fotogrammi, i fotogrammi precedenti e successivi che sono stati depositati, possono mostrare che Nucera lancia…. (la difesa interrompe facendo notare che NON SONO QUESTE, perché queste sono fotografie e NON FOTOGRAMMI di VIDEO). Quindi le condotte sono quelle mostrate nelle foto.
All’identificazione si arriva attraverso attività di polizia giudiziaria fatta in valle, perché Nucera era ad uso partecipare a tutte le manifestazioni ed erano tantissime tra luglio e settembre di quell’anno, e ogni qual volta interveniva lui aveva questo cappellino, quindi diciamo che l’attività investigativa ci ha portato ad individuarlo come colui che aveva un negozio di barberia a Bussoleno, un nostro incaricato è entrato nel negozio, gli ha chiesto i documenti, l’ha fotografato e l’ha identificato. Chiaramente la perquisizione che è seguita in applicazione dei presidi cautelari disposti dal GIP è stato trovato il cappellino della Becks, la cintura che portava quel giorno, la T-shirt e il pantalone… e altri oggetti, dalla comparazione sono gli stessi.

E’ il turno di Palumbo Gianluca.
Sorrentino: riguarda il 27 di giugno. Palumbo si palesa all’uscita… della galleria, alla sommità del pendio dove dovevano salire gli operatori di polizia e dalle immagini vediamo un soggetto che, soltanto con degli occhialini da nuoto blu, si sporge e tira in brevissima successione numerose pietre. E’ a volto scoperto, sulla quarantina, un po’ di barbetta e baffetti, e soprattutto noi riusciamo a recuperare anche delle fotografie che lo riprendono lateralmente, quindi abbiamo diverse inquadrature. C’è da dire che l’imputato Palumbo l’avevo già notato nel visionare le immagini di quel giorno presso la centrale elettrica. Quando noi arriviamo alla centrale elettrica al di là della barricata che avevano realizzato ci sono diverse persone…. queste fotografie sono state realizzate prima che il check point venisse smantellato, in Via dell’Avanà. Il soggetto era completamente a volto scoperto, capelli mossi un po’ brizzolati, questo è il materiale catalogato come “rassegna stampa internet 041”. Nell’immagine successiva, invece è un’altra fotografia del gruppo P06, 4334.jpg, il soggetto che ha visto poco prima è lo stesso con gli occhialini… a fianco c’è la protesta di un leader del movimento, Fissore Guido, con la stampella…. Quindi prima è stato visto li, successivamente lo vediamo dietro l’estintore, con il braccio proteso in avanti, questa è un’immagine (gruppo B03 immagine 013.jpg). Il particolare ulteriore di questa persona è che ha il dito medio della mano sinistra incerottato.
Questa foto non fa altro che confermare le riprese fatte dall’operatore, questa  è la stessa zona presa da una prospettiva diversa, l’operatore si trova alla base del pendio… fotogramma 23.jpg, ore 9:13, si vede il soggetto con canottiera di colore nero, smanicata, ha il foulard, gli occhialini, nel video si vede che si solleva, tira….
PM: Lei ha visto il video?
Sorrentino: Si, assolutamente.
PM: Le fdo rispetto a questa posizione dove si trovavano?
Sorrentino: in basso, tentavano di risalire il pendio che conduceva all’area museale, tentativo risultato vano sino a quando non è arrivata l’altra colonna da Via dell’Avanà che ha rotto il fronte… e solo in quel momento i colleghi sono riusciti a risalire . In successione l’album contiene tutti i fotogrammi che dimostrano come il soggetto ha tirato le pietre….

La difesa interrompe perché “obiettivamente il dottor Sorrentino non è capitolato su riconoscimenti di soggetti effettuati attraverso video e fotografie per il 27 giugno, ma soltanto a quelli del 3 luglio “, il PM fa presente che “c’è annotazione a sua firma”, la difesa ribadisce che “Sorrentino è capitolato per venirci a raccontare in merito ai riconoscimenti per i fatti del 3 luglio, non fa parte della capitolazione per il 27 giugno”. Secondo il PM è “un’inutile precisazione”.
La difesa ribadisce che l’imputato Palumbo è coinvolto per i fatti del 27 giugno e non del 3 luglio, il giudice allora chiede all’avvocato “e allora che riconoscimento c’è di Palumbo”? “Non lo so io” risponde l’avvocato.
Sorrentino: nell’album fotografico sono stati inseriti i fotogrammi che ricostruiscono le diverse azioni poste in essere, il soggetto si vede dietro la vegetazione che si alza con il braccio all’indietro… poiché è un fotogramma si sgrana, ma nel video si vede che tira, son delle pietre quelle… Sono indicati tutti i fotogrammi fino ad arrivare alla… Ah, questa tra l’altro era l’immagine che mi aveva chiesto delle tende, questa è stata fatta dopo, si vedono delle persone che stanno chiudendo e stanno portando via…. Ecco, al termine dell’operazione del 27 giugno, preso possesso dell’area e nel frattempo le persone stavano disallestendo l’area con le tende e le attrezzature (sono le 9:53 sul video), identifichiamo questo soggetto, qui vediamo l’immagine realizzata dalla polizia scientifica (226.jpg), sono stati annotati nella trasmissione degli atti. Nel caso di specie il soggetto, non avendo i documenti ha declinato oralmente le sue generalità in Palumbo Gianluca. Il fotogramma successivo mostra la parte inferiore del soggetto, gli elementi sono il dito steccato sulla mano sinistra, sul polso destro è arrotolata la mascherina da nuoto quella blu.
Abbiamo fatto una perquisizione, abbiamo rinvenuto la bermuda che portava quel giorno, la cintura, la canotta che indossava quando l’abbiamo identificato, e gli occhialini azzurri, da nuoto, simili a quelli che abbiamo visto il giorno dei fatti.

Si passa a Pia Valerio.
Sorrentino: torniamo al 3 luglio, siamo alla centrale idroelettrica di Via dell’Avanà. intorno alle ore 15:45 e la posizione di questa persona, estremamente giovane, è la seguente: avendo di fronte lo sbarramento dei new jersey a destra abbiamo il ponte, a sinistra c’è un pendio con un muro… sopra questo muro si evidenzia questo soggetto, estremamente giovane, vestito con pantalone mimetico, ha una maglietta di colore acceso, blu chiaro, sopra la testa un foulard del movimento no tav e si travisa con un altro foulard, un’altra maglietta che tiene vicino al collo, inoltre alla vita ha agganciata, arrotolata una maglia. (mostra un fotogramma n 786 estrapolato da un video). Quello a fianco come vede sta tirando con una fionda… ed è un’altra persona che abbiamo identificato, grazie alla collaborazione della polizia stradale e della digos di Biella, è un minore, e queste due persone viaggiavano insieme ad una terza persona. Proseguendo nelle immagini questo ragazzo lancia con la fionda e Pia, a fianco, gli dà indicazioni.. nell’immagine successiva, eccolo qua, chiaramente bisogna contestualizzarlo e vedere i filmati nella loro completezza, sta dando indicazioni a questo ragazzo quasi come indicasse il movimento di qualcuno o ponesse alla sua attenzione qualcosa….  che vediamo anche nell’immagine successiva, la 488, vedete che con il braccio destro sembra indicare qualche cosa e nelle immagini succede che ad un certo punto risulta che Pia passa qualcosa al ragazzo a fianco che poi utilizzerà per lanciarlo con la fionda. Questo poi lo ricostruiamo dal filmato, è la condotta che è stata estrapolata. Noi andiamo all’identificazione di Pia perché costoro lo stesso giorno rientrano nei loro luoghi di residenza e vengono fermati da una pattuglia della polizia stradale di Biella in località Cavaglià, c’è Pia, un minore e una terza persona che conduce l’autovettura. Alla domanda i ragazzi rispondono che arrivavano dalla manifestazione a Chiomonte, a questo punto il personale della stradale che solitamente ha un approccio diverso, esegue un controllo dell’autovettura, andando a verificare il bagagliaio dell’autovettura, che non è un’attività che normalmente la stradale svolge. Viene rinvenuto uno zaino, Pia asserisce di esserne il proprietario, aperto lo zaino viene trovato il materiale: 3 tirapugni, una fionda metallica e 41 biglie, di acciaio e di vetro e le mascherine. Quindi il personale fotografa il materiale e fotografa i soggetti che sono di rientro dalla manifestazione. Pia viene deferito all’autorità giudiziaria per il materiale (fionda, tirapugni) e contestualmente veniamo messi al corrente e stabiliamo l’identità del soggetto attraverso questa attività. Non è stata eseguita perquisizione.

E’ la volta di Riva Elena.
Sorrentino: giornata 3 luglio, area archeologica, zona centrale. Riva Elena appare intorno alle 12:44 e la ragazza viene descritta con un casco, che poi ci porterà alla sua indicazione, un casco nero, occhialni da nuoto di colore arancione, una maschera antigas, quindi il volto è completamente celato, non fosse altro che tra gli occhialini e il casco appare una frangetta…. Poi abbiamo una canottiera nera e un paio di pantaloni lunghi con una particolarità, le tasche erano cucite di traverso. Nell’immagine di Gaia, n.795, è la ragazza che appare sopra l’indicazione di ora e data. Indossa guanti neri, che risulteranno rinforzati, sono guanti particolari, trattiene delle pietre in mano e qui si vede il pantalone beige con tasche laterali cucite di traverso. Nelle immagini successive, sempre da una ripresa (Gaia 234) è praticamente spostata rispetto alla posizione che aveva prima, sul lato sinistro. Siamo sempre nella zona centrale dell’area archeologica, le due immagini sono però riconducibili a due momenti diversi, questo è intorno alle 12:44, sarebbe la prima,di fatto. Nelle immagini successive (302) la vediamo sul lato sinistro, sempre con queste pietre in mano, sempre con il casco, con visiera, tra l’altro questo casco ha la visiera…  Vediamo la successiva, qui si vede il casco che ha ancora la visiera, qui si vede la scritta che solitamente viene coperta con del nastro nero per non essere identificati… nell’immagine che è la 1377 la ragazza è girata di schiena e se ingrandisce il casco si nota una riga fatta a V rovesciata, una particolarità che ci poteva aiutare, e c’è la scritta NCA in bianco sul retro. Dalle 12:44 abbiamo l’ultima immagine delle 15:42, ma accade che nei servizi di prevenzione questa ragazza viene fermata in prossimità della centrale di giaglione nel tratto di strada che passa sotto il viadotto dell’autostrada. In quella circostanza viene anche fotografata, sia lei che gli oggetti al seguito, queste sono le foto scattate il 27 agosto del 2011, in un’altra occasione. Nei servizi a duplice scopo (polizia giudiziaria e di prevenzione per vedere cosa contenevano gli zaini) , tra questo materiale possiamo notare il casco con la visiera, quello visto precedentemente, la foto seguente che ritrae la stessa ragazza di spalle, ingrandendo l’immagine del casco (digos4.jpg) vediamo la scritta NCA. Aggiungo che, oltre quest’identificazione, agli atti risultava che Riva Elena era stata fermata sempre nei pressi del cantiere lungo un sentiero della valle, in compagnia di altri soggetti, e in quella circostanza erano stati sequestrati una maschera antigas e un paio di guanti. Questi guanti, da un successivo confronto…. (la difesa chiede la data), era il 23 luglio 2011.
La prima attività di PG è il 23 luglio 2011, con sequestro di maschera antigas e maschi neri. Il 27 agosto, ulteriore controllo, viene identificata e fotografata. Quindi, nell’esecuzione delle perquisizioni  è stato pervenuto il casco, sul quale è stata successivamente evidenziata anche quella rigatura a V, quindi i parametri di sovrapposizione sono chiaramente la struttura della ragazza, magra, piccolina, con la frangetta, il casco, gli occhialini, pile portatili, parastinchi, diciamo il kit (come lo chiamano loro) di sopravvivenza, volantini di area…. e durante il fermo del 27 agosto viene tirato su anche il pantalone e ingrandendo l’immagine mi sono accorto che quel pantalone aveva le tasche come quelle mostrate nelle foto sopra. Mi permetto di aggiungere un particolare. Al momento del sequestro l’imputata sostenne che quel casco in realtà le era già stato sequestrato in un’altra circostanza, sostenendo che non poteva essere quel casco che indossava il 3 luglio, su questo ho relazionato dimostrando che non era vero, di fatto il casco che era stato oggetto di sequestro non era quello ma un altro.

Rocca Zeno.
Sorrentino: riguarda sempre i fatti del 3 luglio, area archeologica, zona centrale.  Rocca Zeno viene scorto intorno alle 13:07 quando gli scontri erano già cominciati. Questo ragazzo era completamente travisato, indossava un casco, aveva una maschera antigas, un foulard che copriva il volto , portava una maglietta nera con una scritta sul petto e una bermuda di colore beige, delle scarpe nere e si evidenzia sul fronte centrale dell’area archeologica. La particolarità di questo soggetto è che aveva i capelli lunghi… quindi nonostante indossasse il casco usciva questa chioma fluente… Quindi questi capelli lunghi… possiamo vederlo, c’è la foto dell’operatore Gaia, la 1067, la persona di cui stiamo parlando è questo ragazzo in movimento con il braccio indietro che sta lanciando una pietra (si vedrà dal video).  Questa persona viene riconosciuta perché il personale ha visionato il materiale e in un video del 2 luglio, sullo sfondo viene riconosciuto e identificato dai colleghi che individuano Rocca Zeno. Allora cominciamo a mettere a confronto le strutture anatomiche del soggetto, persona abbastanza alta, di buona costituzione, calza queste bermude… questi capelli lunghi, e ci ricordiamo che nelle immagini abbiamo visto un ragazzo con queste caratteristiche, soprattutto i capelli lunghi. Chi ha guardato i video, le persone con i capelli lunghi sono quasi assenti… Quindi il personale delle altre questure ci invia l’identificazione di Rocca Zeno e a questo punto noi nelle immagini come Gaia 605.jpg, credo che se si ingrandisce riusciamo a vedere cosa tiene nelle mani, tiene la cosa che poi lancerà successivamente, sembrano delle pietre (ore 13:08). I colleghi di Verona, oltre ad osservare questo video, hanno la possibilità di vedere un’ulteriore registrazione. Queste sono le immagini che ci vengono fornite dai colleghi di un’altra questura (di Verona), una manifestazione del 13 luglio in cui viene ripreso il soggetto che ci dicono essere Rocca Zeno. Quindi l’identificazione del soggetto e i particolari che ho indicato ci hanno indotto a ritenere che Rocca Zeno sia la persona che vediamo nel video.
Nella annotazione redatta dall’assistente Canova, ha ulteriormente integrato un altro video dove Rocca Zeno viene ritratto il 2 luglio in quella zona e viene visto anche in un altro momento….   Tra l’altro per circostanziare il soggetto, Rocca Zeno, così come ci riferiscono i colleghi della questura di Verona, è stato deferito in altre occasioni quando utilizzava il casco, che abbiamo visto nelle immagini, ma il casco che indossava in occasione degli scontri del 14/12 a Roma presenta delle analogie (3 bottoni argentati, con una scritta), ecco questa zona del casco negli scontri è stata coperta, si possono intuire… c’è qualcosa che fuoriesce, ma si capisce che è stato coperto, qualcosa messo dopo per coprire. La sagoma del casco è la medesima ma non ho più come riferimento spunzoni e marca del casco perché quella parte è stata coperta. Nella perquisizione è stato trovato il casco, per onestà professionale io non posso dire che è lo stesso, perché da dietro non ho una visione e davanti era stato coperto, quindi non posso dire che fosse lo stesso casco.

PM: Passerei a Schiaretti Matteo.
Sorrentino: 3 luglio, area archeologica, prima nella zona di sinistra poi nella parte centrale, con una permanenza apprezzabile sul teatro degli scontri, con le riprese che in qualche maniera lo inquadrano. Il soggetto è abbastanza robusto, calza pantaloni marroni, un po’ consumati, stropicciati, indossa una maglia a maniche lunghe di colore blu, sul petto vi è la sagoma del continente australiano e sotto c’è scritto in bianco AUS. Sotto questa maglia di colore blu appare un altro indumento di colore giallo, il soggetto indossa un casco, anzi due, prima uno poi un altro, la prima fotografia ci mostra un casco di colore nero, poi intorno alle ore 16:30 il casco sarà diverso. Si copre il volto e qui è facilmente credibile che tiri una pietra, ha una pietra in mano…. (A39-5730.jpg), tiene un bastone in mano, ha un casco, diciamo che si palesa abbastanza aggressivo. La fotografia successiva 5734 ci consente di vedere la pietra in volo… dopo di che si vede poi nella 5740 il soggetto che si volta di spalle e si sposta, abbiamo catturato un’altra immagine sempre della zona dell’area archeologica, si vede il soggetto che si gira e si volta per tornare sui suoi passi, mentre nell’immagine successiva ha un casco nero… ecco, estrapolata da una ripresa video, operatore Gaia, fotogramma con numero 4 finale, si può osservare, la maglia è la stessa, di spalle il soggetto che si allontana, e qua l’immagine riporta l’orario delle 13:14. Nell’immagine seguente ci siamo spostati nella zona più centrale dell’area archeologica, avvicinando l’immagine potete vedere che un soggetto vestito esattamente come il soggetto visto prima non ha più un casco blu ma ha un casco nero e arancione. Impugna sempre un bastone, ha sempre il volto travisato… nel fotogramma successivo (2892 operatore Gaia) lo vediamo più da vicino, si può osservare sempre la stessa maglietta, la conformazione fisica è sempre la stessa (gaia 3 275) e nell’immagine seguente vibra il bastone mostrandolo a quelli che erano di fronte (i reparti delle forze dell’ordine) .  L’identificazione del soggetto è avvenuta su un doppio fronte. Questa è l’immagine realizzata sempre dai colleghi di Milano presso l’area di servizio Ghisolfa, è stato fatto scendere dal pullman, fotografato,  si vede la maglietta di colore giallo che avevamo notato precedentemente nell’azione del lancio della pietra. Questa fotografia (A31-094.jpg), sommata alla ripresa video che vediamo successivamente, sono delle riprese che sono state fatte il 3 luglio sulla statale che conduce in località Exilles, e si può vedere al centro un soggetto con la maglia blu, e la sagoma del continente australe con la scritta AUS. A fianco a lui c’è un altro soggetto che tiene in mano un casco, questa è tratta dal video Bova 733.jpg, sono le 9:37 del 3 luglio, è la fase di afflusso alla manifestazione. L’immagine successiva è un fotogramma diverso e ci consente di vedere meglio il casco (Bova 742.jpg). Il volto di questo soggetto, a parere d’ufficio, è lo stesso volto del soggetto identificato dai colleghi della questura di milano quando è stato fermato il pullman.
Ingrandendo la foto, si intravede sulla mano destra una parte di tatuaggio, abbiamo ingrandito una delle foto che abbiamo utilizzato per il riconoscimento, che però non è nell’album, posso indicare la fonte (A39 5736), che ci ha consentito di ingrandire la mano del soggetto e di scorgere un tatuaggio là dove abbiamo individuato questo tatuaggio  (ndA viene mostrata una foto che ingrandisce una mano, si vede un tratto scuro ma non abbastanza definito da essere certi che si tratti di un tatuaggio).
Sempre nelle fotografie viste prima abbiamo visto che una delle persone a fianco a lui trattiene un casco, tutte quelle persone sono su quel pullman, quando la polizia li ferma identifica anche gli altri soggetti, uno di questi soggetti per cui è stata fatta un’annotazione, era in possesso di un casco giallo agganciato alla cintura. Abbiamo poi fatto la perquisizione , che ha portato al rinvenimento esclusivamente del pantalone che a mio giudizio è lo stesso. Non è stato trovato altro materiale.

Si passa a Minani Lorenzo Kalisa. (….)
Del Sordo Michele Alessio : 3 luglio, zona area archeologica (….) tira molteplici pietre e lacrimogeni verso le forze dell’ordine schierate nell’area archeologica. Notate che in una mano, la destra, stringe una pietra, e nell’altra mano si nota un difetto, una malformazione, elemento identificativo unico al quale risaliamo anche da identificazioni fatte in altre occasioni (era stato fermato con un gruppo di anarchici) nelle quali erano state rilevate le impronte e si nota la mancanza delle impornte di alcune dita della mano sinistra. (Gaia, 336.jpg) Qui ingrandendo si nota una malformazione nella mano, nell’altra foto si vedeva di più. (il PM chiede altri fotogrammi dove si veda il comportamento). Gaia 151, si vede anche qui la mano… le dita hanno una dimensione diversa rispetto al pollice. Per proseguire, Del Sordo viene visto poi anche in un altro momento, alle 14:39, ed è il soggetto che si trova in prossimità della boscaglia, sulla sua sinistra, con il casco, lo può notare perché è la persona che non ha il guanto, l’immagine è Gaia seconda parte 418,  anche qua scorrendo il video lancia poi una pietra.  Nell’immagine successiva, Gaia 756, si può notare tutto a destra il braccio privo del guanto e l’altra mano che ha afferrato una capsula di lacrimogeno che verrà rilanciata verso le forze dell’ordine. Cosi’ come l’immagine successiva la posizione di Del Sordo è molto defilata, nel rivedere le immagini si vede che viene completata l’azione… Questi sono i comportamenti che il soggetto ha tenuto in quella giornata. Tornando invece all’identificazione tenga presente che le immagini noi abbiamo messo, una parte, quelle ritrasmesse e catalogate sono molte di più… (il PM chiede se questo è un filmato), si, questo è un filmato, ma io ho le foto scattate e catalogate nel volume A38 che rappresentano Del Sordo in un altro momento, dove lancia delle pietre, non le abbiamo rappresentate tutte quante all’interno dell’album ma ce ne sono altre. Volevo farle vedere la foto che il collega Raimondi mi ha fatto vedere: lui il 9 di luglio scatta, sempre nell’area archeologica, il collega di servizio, conoscendolo, fa una fotografia a Del Sordo mentre passeggia sull’area archeologica. La rete è stata divelta, non c’è più la rete…. anche in questa foto lei può vedere la mano, con questa malformazione e, questa foto, messa parallelamente alla foto degli scontri… stessi bermuda, zaino e scarponcini, ci dà ulteriore elemento di identificazione che quel soggetto completamente travisato fosse Del Sordo.

A questo poi è seguita la perquisizione, perché il materiale rinvenuto è stato, ehm, copioso…moltissimi caschi, tra cui quello che a mio giudizio indossava il giorno degli scontri, parastinchi, bastoni, asce, nella foto 11 c’è il casco che era indossato il giorno degli scontri, poi è stata trovata esattamente la stessa maschera antigas, lui indossava una maschera un po’ diversa dal kit di sopravvivenza usato da altri antagonisti-contestatori, lui quel giorno portava questa maschera, un po’ diversa, abbiamo poi trovato il guanto che calzava quel giorno, ed è la foto n.30 (il PM chiede se ne hanno trovato uno solo, risposta affermativa), e uno zaino nero, di tipo abbastanza comune.

Ziglioli Davide.

Sorrentino: siamo sempre al 3 luglio, ma zona centrale, via dell’Avanà. Appare a volto scoperto intorno alle ore 14:00 presso la centrale elettrica e viene ripreso anche verso le ore 15:00. Foto n. 316, è quello che ha questa maglietta verde smeraldo e un foulard che gli copre il volto. Ha i capelli brizzolati, è magro, ha una figura appesantita e noi lo vediamo presso la centrale idroelettrica, notate dalla foto che la recinzione è stata in parte divelta, l’attività è già in atto, nella foto successiva (255) lo possiamo scorgere a volto completamente scoperto, sempre con la maglietta verde, con il foulard rosso e nero ma calato. Nel frattempo le persone vicine stanno tirando l’ennesima corda per sradicare la grata metallica sopra il new jersey, la foto successiva n.173 lo ritrae sul ponte, e questa immagine ci è servita, poi le spiegherò, tiene una bandiera in mano (NdA il volto non si vede è coperto da filo spinato in primo piano). Qui si vede invece l’azione completa dove Ziglioli sta lanciando una pietra (ore 14:56). Foto successiva, immagine 384, si vede la conclusione dello slancio del braccio destro nell’atto di lanciare una pietra che teneva in mano. E’ stato visto fare solo questo lancio. Viene identificato grazie all’identificazione del famoso pulman di ritorno da milano, ben frequentato, e abbiamo rilevato che la t-shirt era rovesciata. Tra l’altro l’immagine lo ritrae con la carta d’identità in mano mentre sta scendendo, con il foulard rosso al collo, in quell’occasione verrà identificato, il materiale ci viene consegnato e noi procediamo all’identificazione. In aggiunta, poiché lo Ziglioli è di Cremona, abbiamo chiesto ai colleghi di visionare le immagini e ci hanno mandato un’annotazione, l’assistente capo Giustini, che ha visto le fotografie e ha riconosciuto nel soggetto Ziglioli Davide. Abbiamo poi eseguito la solita perquisizione e abbiamo trovato il foulard rosso e nero che lui indossava quando era a volto scoperto, rinvenuto nella sua abitazione. Sono state rinvenute altre cose,perché con questi soggetti qualche cosa in casa lo troviamo sempre, in particolare questo foulard rosso e nero, vissuto, che aveva il giorno degli scontri.

Prossima udienza (21 novembre). Sorrentino terminerà la deposizione e sarà disponibile per controesame da parte della difesa il 2 dicembre.
Inserita udienza sabato 30 novembre tutto il giorno (sennò non andiamo avanti, spiega Quinto Bosio, il Presidente)

 

Simonetta Zandiri – TGMaddalena