Comunicato Imputati“SIAMO OPPOSITORI POLITICI, NON SIAMO CRIMINALI! QUEST’AULA NON CI SPETTA!
Così escono dall’aula gli imputati,dopo che uno di loro ha chiesto inutilmente di poter rilasciare una dichiarazione spontanea, gli viene negato il permesso, ma inizia la lettura… il Presidente chiede che venga allontanato, viene circondato da Carabinieri , vuole proseguire la lettura, “è un suo diritto..”
di seguito il comunicato:

<<Alcuna motivazione “tecnica” è stata addotta per giustificare la permanenza di questo processo nell’Aula bunker delle Vallette. Per il semplice fatto che non vi  è alcuna esigenza di carattere tecnico nella scelta di questo Tribunale nel voler permanere in quest’aula, che già da sola caratterizza il valore di un procedimento.
Da parte della Procura torinese vi è solamente una scelta “politica”. Voler appunto caratterizzare il Processo al Movimento No Tav come un processo a pericolosi criminali.
La Procura ha ben dimostrato che essa è schierata dalla parte di un’opera inutile, distruttiva, solo dispendiosa di denaro pubblico. Il rifiuto di voler accertare la Verità sul comportamento illegale di taluni operatori in divisa al momento degli arresti del 3 luglio. La manipolazione accertata delle prove, con la cancellazione di parti di video in cui appunto si evidenzia il comportamento illegale degli agenti di polizia e carabinieri. Il non voler accertare un utilizzo spropositato della fora (4537 candellotti al CS lanciati in un arco di tempo di circa 5/6 ore il 3 luglio), la pone in condizione di non essere garante di alcuna giustizia.
Allora si ricorre ad una campagna denigratoria e di criminalizzazione di tutto il Movimento No Tav. La scelta di permanere nell’aula bunker, che ben altri processi ha visto svolgersi nei tempi passati. Mentre nel presente non si è utilizzata neppure per processi di ben maggiore valore quali il processo alla ndrangheta (operazione Minotauro) o processi per la morte di centinaia di lavoratori e non solo (eternit).
Mentre vi si è svolto il processo contro due ex-sindaci No Tav per un processo contro il Movimento, e adesso vi si vuole svolgere il nostro.
Poter additare all’opinione pubblica che il Movimento No Tav non è un movimento popolare di opposizione ad una opera distruttiva, speculativa e inutile, ma solo un insieme di criminali della peggiore specie, potendo contare soprattutto su una stampa compiacente  e capace di riportare per intero le informative che escono da Procura e Questura.
Come imputati di un processo che ci vede chiamati a rispondere di un reato ancora non iscritto nei Codici Penali: Associazione a Resistere, intendiamo rigettare questa logica di criminalizzazione del Movimento No Tav, che ci vuole capri espiatori per poter sconfiggere “manu militari” un Movimento popolare a cui la politica è incapace di dare risposte reali.>>

Un avvocato delle parti civili chiede se c’era stato modo di constatare e monitorare le attività che si svolgevano nell’area che sarebbe poi stata occupata il 27 giugno.
Petronzi risponde che avevano molte informazioni dal 23 maggio, l’attività era strutturata e non improvvisata, c’era tutta un’organizzazione funzionale a ciò e non era solo di carattere strumentale, c’era una proiezione di queste conoscenze attraverso i siti di area in cui veniva dato conto di quello che avveniva in quel luogo, quindi non era un atto che non veniva reclamizzato dai protagonisti dell’atto, quindi c’era anche un’interpretazione autentica di quello che avveniva in quel posto.
Avevamo da più fonti e da più sorgenti avevamo informative sull’arrivo di persone in quel posto, in particolare in riferimento alla marcia per l’assedio al cantiere, del 3 luglio.

Domanda: la sua risposta si riferisce al check point dell’Avanà. Ma per gli insediamenti che avete trovato sulla galleria, ci sono state iniziative analoghe?

Petronzi_19luglioPetronzi: Si, nel senso che mi sono riferito al check point perché era quello più visibile sulla pubblica via, sulla strada provinciale 233, quindi aveva una sua particolare visibilità esterna. Ma la protezione della parte nucleare di questa cosiddetta libera repubblica della maddalena che insisteva sul museo archeologico di chiomonte avveniva anche in altri luoghi, ad esempio la baita abusiva nella val clarea, e la messa in disservizio delle uscite di emergenza autostradali della galleria giaglione (sia in direzione nord che in direzione sud), attraverso la rottura dei guard rail posizionati sulla strada.

Viene chiesto a Petronzi se sono stati identificati gli autori e quelli che organizzavano principalmente tali attività

Petronzi: Non tutte perché di alcune non avevamo visibilità, di fatto le iniziative venivano reclamizzate principalmente dal portavoce Alberto Perino… altri soggetti identificati, per rimanere nel campo delle cose certe, ricordo due episodi, il 25 maggio quando venne respinto il capitano Mazzanti al check point dell’Avanà, c’era il signor Abbà, il signor Danilo Mut, e altri nominativi che ora non ricordo. Il 21 giugno la vettura di due giornalisti, Numa e Travan, che erano andati ad incontrare il sindaco di Chiomonte, era stata fatta oggetto di danneggiamento, vennero poi aggrediti e minacciati quando entrarono nella libera repubblica da alcuni individui tra i quali ricordo Dana Lauriola, Bonadonna (gli avvocati della difesa si oppongono).

Domanda: Queste persone le risulta poi che fossero presente sul teatro degli scontri?
Petronzi: si, erano presenti, diverse persone che per più di un mese sono state anche presenti, e sono state presenti anche il 27 giugno…..
Gli avvocati si oppongono.
Le parti civili insistono per fare emergere chi aveva una responsabilità direttiva nell’ambito degli scontri perché questo incide sul concorso e sulla parte risarcitoria. La premeditazione e l’aver avuto un incarico direttivo nell’azione criminosa costituiscono anche aggravanti.
Gli avvocati del legal team continuano ad opporsi.

Domanda: sull’episodio del carabiniere che viene trattenuto dai manifestanti e che ricompare poi 20 minuti dopo, vorrei che il dott. Petronzi ci raccontasse che attività sono state poste in essere per cercare di…
La difesa si oppone, perché sono atti coperti dal segreto, perché ci sono procedimenti penali tutt’ora pendenti quindi il teste non può rispondere, per altro non fa parte del capo d’imputazione.
Le parti civili insistono perché lo ritengono un elemento importante per capire cosa succedeva “sul fronte”…. ma il Presidente interrompe affermando che non c’è quell’imputazione in questo processo.

Avv. Ronzani  – parte civile, chiede al Dott. Petronzi di precisare se Fusco e Centomani erano in servizio il 27 di giugno 2011 alla galleria Ramat. Petronzi conferma, erano in servizio nel luogo indicato. Alla domanda se abbiano conseguito lesioni Petronzi risponde affermativamente, con periodi di assenza dal servizio che, se ricorda bene, erano superiori ai 20 giorni.
Sul 3 luglio l’avv. Ronzani chiede, in merito alla recinzione del cantiere definita da Petronzi “rete da polli”, quindi una rete leggera più una base un po’ più solida, da chi fosse stata collocata…  Petronzi risponde che è stata collocata nell’intervallo tra il 27 giugno e il 3 luglio ma non ricorda da chi sia stata collocata, ricorda il vincolo con la Sovrintendenza, quindi le reti nei diversi punti avevano natura e consistenza diversa. Dove era stato possibile erano state montate dei beta fence (manufatto in cemento lunghezza media 5 metri circa e altezza 1,5 metri), sovrastato da una griglia molto robusta in ferro ancorata agli stessi. Là dove per motivi legati alla natura del terreno non si erano potuti mettere questi manufatti erano stati collocate delle robuste reti metalliche alte circa 3 metri ancorate a pali anch’essi di altezza 3 metri.
Avv. Ronzani chiede se la ditta avesse svolto questa attività d’intesa con le forze dell’ordine, Petronzi spiega che loro avevano un’area che dovevano acquisire, sicuramente anche con le forze dell’ordine (vista l’ordinanza prefettizia). Erano state pattuite le caratteristiche della struttura difensiva dell’area in cui avrebbero dovuto operare le forze dell’ordine per garantire alle maestranze di operare in tranquillità.

Inizia l’esame dei difensori.
Avv. Ghia per Sig. Fissore.

Avv. Ghia (legal team NOTAV) La catena di comando com’era organizzata?
Petronzi:la parte generale fa sempre capo al QUESTORE che si esprime con un’ordinanza e che incarica i primi dirigenti, i quali danno sostanza e forma all’ordinanza sul territorio. I primi dirigenti che hanno operato il 27 giugno erano per la galleria Ramat il Dott. Annunziata e per quanto riguarda il cancello dell’Avanà il Dott. Di Gaetano
Avv.Ghia: lei a che ora è arrivato e a che ora sono terminate le operazioni?
Petronzi: io sono arrivato molto presto, alle 5 del mattino, e poi sono sceso da questa posizione raggiungendo la galleria Ramat (dove sono arrivato verso le 6).Le operazioni sono terminate, cioé quando abbiamo raggiunto l’area del museo archeologico) intorno alle 9:30.
La mia posizione.. io mi trovavo nel tunnel in direzione sud.. in posizione da poter osservare la barricata ben visibile dall’uscita della galleria sul lato destro. Nelle situazioni più critiche non ho dei corpetti per potermi esporre, quindi compatibilmente alle situazioni ho poi raggiunto il pianoro di fronte al museo archeologico.

Quanti agenti erano collocati nella zona della centrale?
Petronzi: non meno di 100-120 uomini

Quanti mezzi erano presenti quel giorno?
Petronzi: se io le dico che le unità di lavoro si muovono a bordo di mezzi che nella massima dimensione ne contengono 10…

Ci può dire com’erano organizzati i contingenti? Squadre formate da 10 agenti, poi l’organizzazione come funziona?

Petronzi: Attraverso la figura centrale del primo dirigente che ha titolo di organizzare tutte le squadre e che attraverso i funzionari direttivi… i quali a loro volta con figure a piramidi (ispettori, sostituti commissari) fa giungere alle squadre la disposizione. Tengo a precisare che al di là della piramide che traferisce le decisioni c’è il determinante strumento dell’apparato radiofonico, le comunicazioni radio quando funzionano e sono fluide consentono di spalmare le informazioni generali o di carattere peculiari.

Avv.Ghia: chi aveva questo compito il 27?
Petronzi: Il compito spettava ai primi dirigenti, il Dott. Annunziata per la Ramat e Di Gaetano per la zona Centrale.
Dalle successive risposte emerge che Petronzi non è stato presente alla Centrale, ma era in contatto radio con il personale in quel posto, dove c’era sicuramente il Dott. Scarpello.

Avv.Ghia: Quanti lacrimogeni sono stati lanciati?
Petronzi: In totale, tra Guardia di Finanza e Polizia sono stati tirati 278 lacrimogeni.

Avv.Ghia: Da dove risulta?
Petronzi: Si evince dal cosiddetto “scarico del materiale”

Avv.Ghia: Quindi avete un registro dal quale risulta che  sono stati lanciati 278 lacrimogeni?
Petronzi: Come sia fatto il registro non le so rispondere, sicuramente qualsiasi cosa esca dall’ufficio viene catalogata e cosi’ certificata.

Avv.Ghia: Alcuni agenti hanno lamentato dei danni conseguenti ad intossicazione da lacrimogeni, lei ha accertato se  è avvenuto perché non erano dotati di maschere?
Petronzi: il danno da intossicazione di cui lei parla lo prendo come supposizione, non è inconsueto che parte del personale, o perché non ha ricevuto disposizione di indossare la maschera antigas o perché non è stato tempestivo nell’adempiere a questa disposizione o perché non l’ha indossata adeguatamente, o perché per le funzioni per svolge, funzioni come la mia dovendo interagire con la maschera antigas sono molto isolato e non posso svolgere i miei compiti…

Avv.Ghia: La volta precedente lei aveva riferito che al termine delle operazioni lei aveva raggiunto un accordo affinché le tende venissero smontate e collocate all’interno di due grandi tende e le stesse fossero poi prese il giorno dopo, è corretto?

Petronzi: E’ corretto quello che lei dice, voglio solo precisare che questo accordo, premesso che noi non siamo i vigilanti delle tende e di chi ha commesso quelle violenze, sempre per stemperare gli animi, perché in quel momento avevamo 58 feriti, mi ero fatto parte diligente di interloquire con sagge persone con i quali si riescono a costruire momenti di dialogo e con riferimento alla situazione davanti al museo mi ero impegnato perché defluisse il materiale, e per quanto riguarda la parte antistante il museo mi ero reso disponibile a garantire anche un recupero successivo del materiale che sarebbe stato recuperato il giorno dopo, credo addirittura di ricordare un forno che si trovava in quel posto.

Avv.Ghia Le risulta che il giorno successivo molte di queste tende furono trovate piene di escrementi, urine e tagliate?
Petronzi: Io so cos’è successo davanti al museo ed escludo che li’ sia successo qualcosa. Ricordo che i danni da lei indicati riguardavano altro materiale, dietro l’area museale.
Tenda Tagliata(l’avv.Ghia chiede di esibire alcune fotografie effettuate il giorno dopo, prima del ritiro delle tende, c’è opposizione da parte della Procura perché non sono acquisite agli atti)

Avv.Ghia: il giorno dopo, tutto il materiale venne trasportato da alcuni manifestanti?
Petronzi: sicuramente una parte del materiale era stato portato, ma come ho detto prima, non essendo noi delegati alla sorveglianza di queste tende, non abbiamo provveduto alla catalogazione di queste tende, non so dirle se sia rimasto qualcos’altro…

Avv.Ghia (mostra una foto di una tenda tagliata): lei ricorda una tenda danneggiata?
Petronzi: delle tende danneggiate le abbiamo già trovate al momento dell’intervento.

Avv.Ghia: io chiedo se voi eravate già presenti quando è stata scattata questa fotografia, se si ricorda
Petronzi: tranne una si riferiscono tutte alla medesima tenda, ripresa sia dall’interno che dall’esterno, per quanto riguarda se sono successive al nostro intervento, visto che ci sono i mezzi, si… ma su questa tenda non so dire altro

Avv Ghia: ricorda se all’interno di questa tenda vennero collocate altre tende prima della liberazione?
Petronzi: io posso dirle che nel momento in cui abbiamo cercato di facilitare abbiamo detto di contenere lo spazio occupato perché lo spazio doveva servire per la cantierizzazione

Avv.Ghia ma non ricorda se era questa la tenda?
Petronzi: no, io non ho individuato una tenda nella quale mettere altre tende o altre cose

Avv.Ghia: lei ha mai avuto modo di interloquire con il sig.Fissore?
Petronzi: io lo conosco, non ricordo rapporti antecedenti al 27, successivamente può darsi che fosse tra le persone che stavano in questo posto qua, una persona con la quale abbiamo interloquito diverse volte positivamente, una persona spesso presente, non ha un atteggiamento dichiaratamente o sfacciatamente ostile dall’inizio, quando ci sono le condizioni si interloquisce.

Avv.Ghia: lei è a conoscenza che i manifestanti, nella persona del Sig.Fissore, avevano ottenuto dal comune di Chiomonte, pagando, l’autorizzazione del suolo pubblico?
Petronzi: a me risulta che successivamente al presidio, iniziato dal 23 in poi, risulta una richiesta del sig. Fissore datata 8 giugno, credo,  a quel comune, che comunica la richiesta di occupazione di quello spazio, peraltro in forma retroattiva a partire dal 1° di giugno, il 22 giugno il comune di Chiomonte ha dato una risposta ed il 23 giugno è stata formulata un’altra richiesta sempre a firma del Sig. Fissore, e ricordo i particolari relative alle prescrizioni non accettate, che questi luoghi fossero interamente accessibili alle forze dell’ordine.

Avv.Ghia: possiamo esibire il documento da me prodotto, n.11 e n.12?
(autorizzazioni occupazione del suolo)

Petronzi fa notare che nella nota del sindaco si parlava di iniziative di carattere culturale ed enogastronomico… ma che fosse specificata la possibilità di accedere all’area da parte delle fdo
La Procura si oppone all’acquisizione di questi documenti

****
“SIAMO OPPOSITORI POLITICI, NON SIAMO CRIMINALI! QUEST’AULA NON CI SPETTA!
Così escono dall’aula gli imputati,dopo che uno di loro ha chiesto inutilmente di poter rilasciare una dichiarazione spontanea, gli viene negato il permesso, ma inizia la lettura… il Presidente chiede che venga allontanato, viene circondato da Carabinieri , vuole proseguire la lettura, “è un suo diritto..”
di seguito il comunicato:

<<Alcuna motivazione “tecnica” è stata addotta per giustificare la permanenza di questo processo nell’Aula bunker delle Vallette. Per il semplice fatto che non vi è alcuna esigenza di carattere tecnico nella scelta di questo Tribunale nel voler permanere in quest’aula, che già da sola caratterizza il valore di un procedimento.
Da parte della Procura torinese vi è solamente una scelta “politica”. Voler appunto caratterizzare il Processo al Movimento No Tav come un processo a pericolosi criminali.
La Procura ha ben dimostrato che essa è schierata dalla parte di un’opera inutile, distruttiva, solo dispendiosa di denaro pubblico. Il rifiuto di voler accertare la Verità sul comportamento illegale di taluni operatori in divisa al momento degli arresti del 3 luglio. La manipolazione accertata delle prove, con la cancellazione di parti di video in cui appunto si evidenzia il comportamento illegale degli agenti di polizia e carabinieri. Il non voler accertare un utilizzo spropositato della fora (4537 candellotti al CS lanciati in un arco di tempo di circa 5/6 ore il 3 luglio), la pone in condizione di non essere garante di alcuna giustizia.
Allora si ricorre ad una campagna denigratoria e di criminalizzazione di tutto il Movimento No Tav. La scelta di permanere nell’aula bunker, che ben altri processi ha visto svolgersi nei tempi passati. Mentre nel presente non si è utilizzata neppure per processi di ben maggiore valore quali il processo alla ndrangheta (operazione Minotauro) o processi per la morte di centinaia di lavoratori e non solo (eternit).
Mentre vi si è svolto il processo contro due ex-sindaci No Tav per un processo contro il Movimento, e adesso vi si vuole svolgere il nostro.
Poter additare all’opinione pubblica che il Movimento No Tav non è un movimento popolare di opposizione ad una opera distruttiva, speculativa e inutile, ma solo un insieme di criminali della peggiore specie, potendo contare soprattutto su una stampa compiacente e capace di riportare per intero le informative che escono da Procura e Questura.
Come imputati di un processo che ci vede chiamati a rispondere di un reato ancora non iscritto nei Codici Penali: Associazione a Resistere, intendiamo rigettare questa logica di criminalizzazione del Movimento No Tav, che ci vuole capri espiatori per poter sconfiggere “manu militari” un Movimento popolare a cui la politica è incapace di dare risposte reali.>>

Avv.Novaro: tornando al 27 giugno lei ha dichiarato che lo scopo era raggiungere l’area del museo archeologico, una volta raggiunge il luogo ci sono stati momenti di tensione o c’è stata un’interlocuzione con gli amministratori?

Avv.Novaro: c’è stato un inseguimento?
Petronzi: quando noi siamo intervenuti qui c’erano persone che non stavano manifestando ma c’erano persone che stavano compiendo dei reati quindi non escludo che ci sia stato un inseguimento…

(gli avvocati mostrano frammenti di un video relativo al 3 luglio) Petronzi non ricorda se in quella fase si stesse interloquendo o no…
Avv.Novaro: rallentando le immagini si nota il lancio di una bottiglia che parte dalle fdo verso i manifestanti… Petronzi non ricorda tali episodi

Vengono mostrati altri episodi  del 3 luglio nei quali alcuni appartenenti alle forze dell’ordine hanno atteggiamenti non ordinari e particolarmente aggressivi verso i manifestanti, viene chiesto se Petronzi è in grado di riconoscere le persone individuabili nel video, in particolare uno indossa un casco blu, ha una corporatura robusta, ed indossa una giacca verde, Petronzi non è in grado di identificare gli individui.

In un frammento di video si vedono agenti accanirsi contro alcuni manifestanti, l’Avv. Novaro chiede se risulta che questi manifestanti siano stati fermati o arrestati, Petronzi non ricorda.
Viene inquadrato un manifestante trascinato per terra, Novaro chiede se Petronzi lo riconosce …
la Procura fa opposizione, non capisce la rilevanza poiché sostiene ci sia un altro procedimento per questi fatti….
Novaro ribadisce che la rilevanza c’è in quanto due arrestati, imputati in questo processo, hanno subito lesioni che nel loro verbale sono state indicate come conseguenza di una caduta a terra, mentre questi video dimostrano chiaramente che gli imputati sono stati “pestati”, si tratta quindi anche di valutare l’attendibilità del testimoni della Procura.
Petronzi ribadisce che non riconosce nessuno in quel video (neanche gli imputati).
L’avv.Novaro mostra ora quello definito come “video shock”, relativo al 3 luglio, con le fasi di trascinamento ed il pestaggio dei due manifestanti arrestati.

#NOTAV Video Shock in aula bunker: Novaro chiede a Petronzi se si identifica in una persona visibile nel filmato, che indossa il giubbotto rosso, Petronzi risponde affermativamente.
Novaro chiede se c’erano altre persone che erano autorizzate a stare in quell’area, delle quali non si conoscono i nominativi nonostante più richieste alla questura, chiede quindi di sapere chi erano i giornalisti presenti. La Procura fa opposizione in quanto si tratta di dati sensibili.
L’Avvocato Novaro farà opposizione a questa omissis perché in questa situazione coprire eventuali testimoni è piuttosto grave.
Novaro evidenzia che si vede dal filmato, soprattutto se si rallentano le immagini, il soggetto che è per terra che viene picchiato ripetutamente e si vede un soggetto terzo che interviene spintonando altre due persone che evidentemente avevano in mano degli oggetti atti a colpirlo.
Petronzi specifica che è già stato sentito per questo episodio, non sa chi sia il soggetto che picchia…  sembra che sia il Presidente che Petronzi non riescano a vedere il soggetto picchiato. La Procura spiega che c’è un procedimento in corso, come per il sequestro del Carabiniere, ma l’Avv.Novaro insiste, cercando di segnalare quando vede lo spintonamento

Petronzi: “io non vedo assolutamente quello che lei vede.
In riferimento a ciò che io conosco di questa situazione tendo a precisare che si vede una rete che in quel momento li, 12:45 – 12:50, non era stata tagliata nella sua interezza ma era stato soltanto aperto un varco, la qual cosa comportava un abbassamento delle persone che transitavano per oltrepassarla….
Tornando alla prospettiva che stiamo noi vedendo c’è una fase in cui tutte le persone sono costrette ad abbassarsi..”

Avv.Novaro: in questa zona lei non riconosce nessuno dei presenti?
Petronzi: no, non riconosco nessuno

Avv.Novaro: le mostro alcune foto più precise, questa è la zona dell’assalto alla casetta… questa è l’immagine dell’operatore che le dicevo prima, l’operatore che ha il manganello in alto e li’ dovrebbe esserci in basso un arrestato….

Petronzi riconosce i reparti (cacciatori di sardegna) ma non individua i singoli soggetti.

Novaro mostra fermo immagine nel quale si evince che uno dei militari usa un bastone per colpire il fermato, Petronzi fa notare che non si tratta di materiale d’ordinanza. La Procura solleva nuovamente obiezione, ribadendo che si tratta di un diverso procedimento che esula da questo processo, perché “in questa fase dobbiamo valutare gli atti commessi contro le forze dell’ordine”. Novaro replica nuovamente per spiegare il senso, la vicenda è questa, è vero che c’è un procedimento separato e non si vuole aprire un nuovo versante…
La Procura vorrebbe a questo punto pari informazioni sulla questione del sequestro di persona del Carabiniere, vicenda oggetto di separato procedimento per il quale non ci sono imputazioni in questo processo, tuttavia il Presidente precisa che qui non si vuole sindacare dal punto di vista penalistico sul comportamento delle forze dell’ordine però i fatti fanno parte del quadro complessivo. La Procura ribadisce che anche le sue domande su quel contesto non erano fuorvianti ma non erano state ammesse. Il Presidente spiega che quelle domande non sono state ammesse perché non c’era un sequestro di persona tra le imputazioni, e neanche il reato di associazione a delinquere.
Novaro specifica che si tratta di capire se c’è il reato di “resistenza” in questi frangenti

Novaro chiede per che agenzia potrebbe essere il fotografo che ha scattato queste foto, Petronzi risponde agenzia giornalistica probabilmente per La Stampa, ma non ricorda bene.

Petronzi individua tra le immagini una persona con la giacca chiara, un suo dipendente, si chiama SPERATI. In un’altra immagine Petronzi riconosce sé stesso, con il giubbotto rosso.

Novaro chiede se gli risulta che qualcuno degli operanti abbia denunciato quanto accaduto in questo contesto, Petronzi risponde negativamente.

Avv.Sabatini: lei si ricorda l’episodio che coinvolge Fabiano Di Berardino, come riferito nella precedente udienza?
Petronzi: si
Avv. Sabatini: Lei aveva detto che le ragioni di quel contatto erano che il personale di polizia aveva dovuto fare quel contatto altrimenti si sarebbe trovato in difficoltà per la fase di ripiegamento
Petronzi: io ho detto che non avevamo alcuna alternativa, di fronte ai continui attacchi, avevamo il dovere di reprimere i reati e individuare i responsabili, venivano effettuate attività di allontanamento, alleggerimento…
Avv. Sabatini: un’osservazione di carattere generale, lei le modalità operative di quell’intervento non le conosce?
Petronzi: e se io le dico che le modalità operative di quell’intervento sono state un agguato…
(la Procura fa opposizione, fa notare che Di Berardino non è imputato in questo processo).
L’avvocato fa notare la rilevanza, in quanto c’è interesse da parte della difesa a sostenere che ci sono state delle intemperanze da parte delle fdo che hanno generato una reazione delle forze dell’ordine.

Avv. Sabatini: esclude che in questo intervento siano state usate modalità diverse da quelle da lei descritte?
Petronzi: lo escludo.

Avv.Sabatini: nel momento del trascinamento la si vede nella foto di spalle, e lei dice che poiché era di spalle non ha visto, ma per tutto il trascinamento di queste persone lei   è sempre rimasto di spalle?
Petronzi: se io non li ho visti i trascinamenti… io stavo curando il fermo di Ferrari….
Avv. Sabatini: posso concludere che lei occupandosi di Ferrari non abbia visto gli altri trascinamenti?
Petronzi: si.

Avv. XXX per SORU e ???

Avv. Legal Team: alla scorsa udienza lei ha riferito che quel gruppo (dietro la casetta) si era trovato isolato, è cosi’ o quella manovra era stata studiata e preparata?
Petronzi: in quel momento ho indicato un funzionario direttivo del mio ufficio che ha un’autonomia operativa rispetto a quelle che sono le mie decisioni, quindi io avrei potuto interrompere quel tipo di attività, alcune delle persone che stavano li’ ci si sono trovate….
Avv. Legal Team: guardando il video che le è stato mostrato dai PM l’udienza scorsa, il tentativo di sortita del rudere, lei ha riferito che rispetto al funzionario del reparto che dice agli altri “fateli entrare, fateli entrare”,questa frase era perché in qualche modo si voleva consentire un avvicinamento e in qualche modo per dare la possibilità ai manifestanti anche di esprimere il loro pensiero, è corretto?
(viene riletto un passo della trascrizione dell’ultima udienza, in riferimento all’avvicinamento dei manifestanti).
Avv. Legal Team: quell’azione era preparata per bloccare qualche manifestante oppure era un’azione di personale che si trovava li’ per cause non dipendenti dalla loro volontà?
Petronzi: il personale deve cercare di vedere quanto più da vicino le situazioni ed ha operato in quel momento la decisione di operare in quella maniera, per le circostanze di tempo, di luogo e di fatto. Io questa situazione l’ho vista sul posto e in qualità di dirigente l’ho pure approvato.
Avv. Legal Team: nel momento in cui l’uomo in divisa dice “fateli entrare” e questi si avvicinano c’è subito un’azione degli uomini delle forze dell’ordine….
La Procura fa opposizione e chiede di rivedere il video, l’avvocato non lo ritiene necessario citando esattamente il video già visionato.
Il punto è che quell’operazione di polizia che ha consentito l’arresto dei funzionari sembra studiata con ampio anticipo e non decisa all’istante.
Avv. Legal Team: lei ha disposto di fare avvicinare i suoi uomini?

L’interrogatorio di Petronzi in questa fase cerca di chiarire se fu favorito l’ingresso dei manifestanti per valutarne le intenzioni (“se li avessimo visti sbandierare non avremmo agito in quel modo) o con il preciso obiettivo di fermarli e arrestarli, la risposta di Petronzi opta per la prima, ovvero per valutarne le intenzioni.

Avv Legal Team: in che condizioni le è stato consegnato Ferrari?
Petronzi: era in piedi e resisteva all’arresto.

Le domande successive indagano sulle fasi dopo gli arresti. Ma quando S. e N. si trovavano nell’area museale, Petronzi ha visto azioni violenze da parte delle forze dell’ordine nei loro confronti?
Petronzi: tengo a precisare che prima di entrare dentro io non ho visto azioni violente, ricordo che il personale del mio ufficio, anche di corporatura robusta, sovrastava i fermati per tenerli in sicurezza. Io mi trovavo in una fase in quel posto, e quando mi ci sono trovato non c’erano tutti i fermati nello stesso momento, sarò stato ad una distanza di 8 – 10 metri.
Avv Legal Team: lei ha visto lesioni sui due arrestati?
Petronzi: ho visto che riportavano ferite, si, di Soru ricordo del sangue sul viso, per quanto riguarda Natalini poiché faccio confusione sui soggetti non so essere preciso.
Avv Legal Team: ma erano ammanettati, in piedi… ?
Petronzi: Soru era sicuramente a terra (le domande dell’avvocato incalzano ma Petronzi non ricorda se i due arrestati fossero ammanettati o bloccati in  altro modo).
Avv. Legal Team: lei è dovuto intervenire per fermare o limitare l’azione di singole forze dell’ordine che in qualche modo agivano al di fuori dei regolamenti?
La PROCURA SI OPPONE perché con questa domanda si conduce il teste ad auto accusarsi del reato di omissione…
Avv. Legal Team: nel suo controesame, rispondendo ad una domanda del PM, parlava anche di una pistola che sarebbe stata trattenuta da parte dei manifestanti…
La PROCURA si oppone perché si sta parlando di un fatto oggetto di altra indagine… l’avvocato insiste per capire se, come per il carabiniere, sono riusciti a recuperare anche l’arma che, secondo il dott. Petronzi sarebbe entrata in possesso dei manifestanti.
La domanda non viene ammessa.
Avv. Legal Team: Nella scorsa udienza ha parlato anche di lanci di molotov, quando sono state lanciate, in che modo, dove sono cadute e che danni hanno prodotto? Sono stati fatti accertamenti tecnici sulla sostanza rinvenuta?
Petronzi: le molotov sono state lanciate sul pianoro retrostante il museo, gli accertamenti notoriamente sui residui di una molotov sono abbastanza improbabili, peraltro in uno scenario del genere…
Avv Legal Team: avete fatto fotografie del luogo sul quale hanno impattato queste molotov? o dei video?
Petronzi: no, non abbiamo foto o video. Sicuramente c’era dell’erba brunita. Immagino che nella repertazione ci sia prova di questo, perché è prassi che la polizia scientifica faccia documentazione.

Avv.Novaro: il 3 luglio le risulta che i poliziotti lanciassero delle pietre verso i manifestanti?
Petronzi: penso che sia accaduto.

Novaro mostra un video, nell’area retrostante il museo, si nota chiaramente che le fdo lanciano lacrimogeni e pietre.

Avv. Lamantina chiede precisazioni sulle riunioni svolte prima del 27 giugno e 3 luglio, per capire chi partecipò a quelle riunioni.

Avv. Lamantina: per quanto riguarda il 3 luglio il funzionario più alto in grado chi era?
Petronzi: il vicario del Questore, il Dott. Sanna.
Avv. Lamantina: lei ha dato una descrizione di massima della catena di comando, nella parte superiore, sopra i dirigenti di settore, chi ci stava il 3 luglio?
Petronzi: i responsabili di settore operano in autonomia nel proprio settore, perché c’è la figura del vicario, quella intermedia tra chi firma l’ordinanza e dispone su come noi si debba lavorare, il vicario del questore sovraintende i servizi, con questo intendo dire che il DIRIGENTE di polizia opera in autonomia e il VICARIO interviene soltanto in caso di necessità.
Avv. Lamantina: lei è in grado di indicarci chi erano e dove erano dislocati i dirigenti di settore il 3 luglio?
Il primo dirigente, Dott. Annunziata, si trovava nell’area museo archeologico, e il Dott. Di Gaetano che invece si trovava all’Avanà. Io mi trovavo nell’area Museo Archeologico. Tenga presente che fino all’orario in cui si sono verificati gli incidenti mi muovevo all’interno dell’area di cui noi avevamo disponibilità, quindi operavo prevalentemente nell’area del museo archeologico.
Avv. Lamantina: lei prima faceva riferimento alle vostre comunicazioni via radio facendo riferimento alla centrale operativa, queste comunicazioni sono registrate, quindi volendo sono acquisibili?
Petronzi: si, io le so dire che vengono registrate, il meccanismo di storaggio, su quello non le so rispondere.
Avv. Lamantina: rispetto alla centrale idroelettrica, dopo lo sgombero avvenuto, è stato posizionato un cancello e da chi?
Petronzi: si, un cancello robusto, in ferro, a doppia anta, che occupava interamente la carreggiata, con un grigliato nella parte alta, e per quanto riguarda il 3 luglio erano stati messi davanti al cancello 4 o 5 beta fence.
Avv. Lamantina: i beta fence erano nella zona indicata come cantiere o erano oltre?
Petronzi: erano oltre, ed esistevano in quell’area oggetto dell’ordinanza di cui ho fatto riferimento la scorsa udienza.
Avv. Lamantina: (non verbalizzato)
Avv. Staini….

(PAUSA esco x sigaretta)

Proseguiamo (ore 13:34) – Avv. BERTONE x LEGAL TEAM NO TAV

Sul video immagini del 27 giugno, ore 08:24 , Petronzi chiede che le immagini possano scorrere per riconoscere il contesto

Petronzi: secondo me siamo su Via dell’Avanà, stiamo andando verso il museo e di fronte abbiamo una barricata (le rotoballe di fieno).
Il video viene portato alle ore 8:31 (video n.828 11 GIPS TO GAI Cernecca II parte).
Petronzi: è un altro degli ostacoli, dalla prospettiva non so dirle a che altezza della strada dell’Avanà…
Dall’audio si sente “capire se non c’è la striscia di benzina”….
Petronzi: io ho sentito “striscia di benzina”, mi richiamo a quello che avevo detto nella prima udienza, ricordo che c’erano delle segnalazioni da parte dell’elicottero che suggeriva prudenza, e credo che qualcuno si preoccupasse che ci fosse una striscia di benzina per far prendere fuoco alle balle e quindi rappresentare non soltanto un ostacolo nella sua materialità fisica ma poi come di fatto è successo, perché alcune rotoballe sono state incendiate nelle fasi successive…
Avv. Bertone controesame Petronzi, mostra video del 27 giugno.
Il video viene portato a 8:37, vengono inquadrate alcune bottiglie di birra con stoppini artigianali

Petronzi: vedo bottiglie di birra con stoppini artigianali

Sul video si notano agenti che prendono le bottiglie e nel controllarne il contenuto gridano “è acqua”…
Petronzi: si, vedo persone che hanno raccolto delle bottiglie…
Avvocato Legal Team: e l’audio nel quale dicono è acqua, lei l’ha udito?
Petronzi: no.
Avvocato Legal Team: lo facciamo riascoltare…

(si sentono chiaramente gli agenti dire che E’ ACQUA)

Petronzi: si, qui si sente chiaro che qualcuno, non so chi, ha detto “è acqua”.
Avvocato Legal Team: il signore che prende la bottiglia è un operante del suo servizio?
Petronzi: qui non sono sicuro..
Avvocato Legal Team: glielo facciamo rivedere… (il video passa sullo stesso punto). Può essere il Dott. Mistretta?
Petronzi: nel mio ufficio esiste un Mistretta che non è dottore, da come lo vedo non riesco ad esserne certo.

Avvocato Legal Team: passo al 3 luglio, in particolare riguardo l’area retrostante, alla precedente udienza lei ha fatto riferimento ad un’area indicata in cartografia con tratto giallo, come zona delimitata da rete definita “per polli”, molto leggera, rete che è stata tagliata con cesoia dai manifestanti intorno alle 12:35. Questa mattina alla domanda della parte civile lei ha dichiarato che “pensa che quella rete sia stata collocata nell’intervallo delle due date e che dove possibile è stato messo beta fence”…
Petronzi: si, dove era possibile mettere i jersey, infatti li abbiamo posizionati in altri posti…
Avvocato Legal Team: infatti lei ha aggiunto che dove non era possibile sono state messe delle reti alte tre metri, fissate con cavi d’acciaio. Per fornite al collegio un’idea precisa dei luoghi retrostanti l’area archeologica io procederei per gradi e le mostrerei pagina 56 dell’ordinanza di custodia cautelare. Nella foto in fondo a pag. 56  è illustrata l’area retrostante il museo archeologico, vorrei chiedere se la “rete da polli” era quella che delimitava l’inizio dell’area boschiva.
Petronzi: si
Avvocato Legal Team: se ci spostiamo a pagina 57 dell’ordinanza vediamo che quella era la zona dove stava la rete…
Petronzi: si, è una porzione…
Avvocato: Mi può confermare che l’area di colore gialla (indicata nell’ordinanza come area di cantiere) è accanto all’area azzurra?
Petronzi: si, l’area è inclusa nella parte di cantiere… (la zona alla bocca del bosco, nell’area retrostante il museo archeologico).
Avvocato: quella rete le risulta che sia stata installata dai suoi servizi, dalla polizia di stato o altre forze dell’ordine?
Petronzi: no, non rientra nei nostri compiti
Avvocato: le risulta sia stata installata da ditte appaltatrici?
Petronzi: non lo so
Avvocato: le risulta che quella rete fosse presente prima del 3 luglio?
Petronzi: le rispondo con un ragionamento, altrimenti le direi solo che non ricordo, per il flusso ed il deflusso di persone se c’era già sicuramente doveva essere stata ripristinata…  Se c’era prima, alla data del 27  giugno, ha subito qualche ripristino
Avvocato: sempre il 3 luglio, passo alle recinzioni nella zona della centrale idroelettrica, poco fa lei ha dichiarato che i new jersey con beta fence erano esterni all’area del cantiere. Le chiederei, il cancello cui lei ha fatto riferimento…. è a conoscenza su chi avesse chiesto di installarlo e se fosse interno o esterno o delimitasse l’area di cantiere..
Petronzi: tecnicamente il cantiere no, per quelle che sono le mie conoscenze, tendo a precisare che faccio il dirigente della Digos, pero’ queste sono questioni di carattere tecnico-cantieristico.. non posso essere più preciso
Avvocato: Giusto per capire visivamente i luoghi in cui ci troviamo, se possiamo ingrandire un po’….. nella foto in alto a sinistra si vede la centrale, l’edificio il doppio edificio bianco con tetto arancione dovrebbe essere la centrale idroelettrica, c’è un tratto di strada che arriva in fondo che dovrebbe essere il ponte sulla dora, il cancello è inserito al fondo..
Petronzi: si, riconosco il  tetto della centrale elettrica, il ponte che sarebbe via Roma di Chiomonte che si incrocia con la strada provinciale che è la 233 e la strada invece dove stà il cancello è via dell’Avanà.
Avvocato: sempre il 3 luglio, passo alla fase degli arresti .. le chiedo, le risulta che ci fossero delle persone attestate dietro la casetta che siano state raggiunte da altri operanti… La domanda è se le risulta che ci fossero persone operanti appostate dietro la casetta, ci può dire se fossero rimaste bloccate o se siano andate per loro scelta e se siano state raggiunte da altri operanti
Petronzi: come si vede dalle immagini ci sono uno o due carabinieri che vanno via, se il gruppo fosse già composto o se sia stato raggiunto da altri… non mi è dato di saperlo.. quanto è durato l’andirivieni di soggetti non mi è dato di saperlo
Avvocato (mostra il video intorno alle 12:42:54)
Petronzi: ho visto del personale che si è avvicinato a quel punto

Avvocato Vitale: alla prossima udienza domande sull’ordinanza, che è stata prodotta questa mattina in udienza e sono oltre 200 pagine pertanto il controesame su questo va effettuato nella successiva udienza, non essendo in grado di valutare gli omissis in questo momento.

Avvocato Vitale: la questione della centrale idroelettrica il giorno 3 luglio, lei l’altra volta ci ha riferito alle 13:30 il presidente Plano al campo sportivo di Chiomonte dichiara la fine della manifestazione. Intanto le chiederei se lei era presente alla manifestazione o se era alla Ramat, all’area archeologica…
Petronzi: ero su, al museo.
Avv. Vitale: sa o non sa con che modalità il dott. Plano ha sancito la fine della manifestazione? Ha detto delle parole precise?
Petronzi: io da quello che ricordo il personale mi aveva comunicato che con un intervento del dott. Plano si dichiarava finita quell’iniziativa, era l’oratore finale..
Avv. Vitale: lei sa o non sa cosa abbia detto?
Petronzi: le esatte parole non le so.
Avv. Vitale: poi ci dice, a pag. 149 del verbale della scorsa udienza, che dopo il transito del corteo istituzionale delle 13:30 a partire dalle 14:00 ci sono stati analoghi episodi…
Petronzi: volevo intendere in termini di violenza da parte di persone coperte
Avv. Vitale: che lei sappia in quel momento c’erano solo persone coperte in quell’area?
Petronzi: no, infatti avevo già specificato che la natura dei manifestanti era variegata nell’area della centrale, mentre dietro la Ramat erano tutti coperti
Avv. Vitale (mostra video zona centrale)
Petronzi: si, siamo nella parte sovrastante quando dalla 233 si arriva a via del’Avanà (le immagini mostrano manifestanti a volto scoperto, abbigliati con t-shirt colorate e semplici bermuda).
Avv. Vitale (mostra l’inizio del filmato, ore 13:43, le immagini mostrano persone sul greto del fiume, tranquillamente sedute apparentemente in pausa)
Petronzi: si, è il greto del fiume, l’area sottostante… la zona della centrale elettrica
Avv.Vitale: andando al 27 giugno, lei ci ha riferito della presenza, se non sbaglio, sull’autostrada, sul viadotto, del Dott. Sanna. Io le farei vedere, solo per capire se effettivamente è quella persona, il video GAIA_12, il numero 600 della produzione del PM, il video mostra Turi che si avvicina alla pinza.. )
Petronzi: si, quello era Turi Vaccaro
Avv. Vitale: c’erano già stati scontri a quell’ora?
Petronzi: no, credo di no
Avv. Vitale: la persona che si vede con gilet grigio, beige, e gli occhiali sulla testa, lei lo riconosce?
Petronzi: è il dott. Sanna (è vicino all’agente che ferma e trascina via Turi. Sul finale si vede Sanna tirare un calcio a Turi, ormai a terra).

Avv. Milano: parliamo del 27 giugno. Il 27 giugno lei ci ha detto che era posizionato sulla parte della Ramat, se ho capito bene la vostra disposizione era raggiungere l’area archeologica dalla barriera Stalingrado e dalla centrale elettrica, dico bene?
Petronzi: si
Avv. Milano: andando alla barricata stalingrado è giusto se dico che dalla sede stradale prima di arrivare alla barricata stalingrado c’era un guard rail?
Petronzi: guard rail con barriera frangi-vento
Avv.Milano: e sull’altra carreggiata, quasi di fronte, c’era un’altra barricata?
Petronzi: non aveva confronto con quell’altra, comunque c’erano ostacoli che erano stati messi in corrispondenza di un cancello pedonale.
Avv. Milano: ma da quel passaggio li’ si poteva arrivare all’area archeologica?
Petronzi: facendo il giro al contrario
Avv. Milano (mostra cartina a pag. 16 ordinanza custodia cautelare.) coi mezzi si poteva passare da li’ per arrivare all’area archeologica?
Petronzi: assolutamente no.
Avv. Milano: quindi quando alle prime ore del mattino vi siete recati sull’autostrada del Frejus non era in previsione quella di rompere anche il guard rail per quell’accesso..
Petronzi: no, era prioritario intervenire su quell’area in quanto dovevano accedere le forze dell’ordine, ma in quel posto andava aperto il varco autostradale tutt’ora esistente che è il varco di servizio per il cantiere (si riferisce a stalingrado).
Avv. Milano: ci può ripetere allora perché è stato aperto anche il varco sulla carreggiata opposta?
PM: L’ha già detto, se dice “ripetere” è perché conferma che l’ha già detto…
Avv. Milano: scusate, posso aver capito male, abbiamo detto che dove c’è la stalingrado c’è la via d’accesso al cantiere.. perché è stato aperto un varco nella direzione opposta?
Petronzi: in ragione della resistenza che noi stavamo incontrando su quel punto e anche in termini di diversivo e per avere un passaggio alternativo aprimmo un varco considerevolmente più piccolo e non funzionale alle attività cantieristiche successive.
Avv. Milano: conferma che il 27 giugno gli appartenenti alle fdo che si trovavano nella galleria direzione sud sono usciti dalla galleria successivamente a quando è stato aperto il varco?
La Procura si oppone, sostenendo che è già stato detto tutto… l’Avvocato risponde che il controesame serve anche ad avere conferme.
Avv. Milano: per varco utile intendiamo che è stato aperto sia il guard rail che barriera stalingrado?

Avv. Milano: quella mattina c’erano due pinze meccaniche, giusto?
Petronzi: non ricordo se una o due…
Avv. Milano: lei ci ha spiegato che alla guida c’erano operai NON appartenenti alle fdo, decidevano loro quando operare o prendevano disposizioni?
Petronzi: si coordinavano con noi per quanto riguarda la sicurezza, sugli aspetti tecnici avevano autonomia
Avv. Milano: si ricorda chi ha dato disposizione di rompere o attaccare la barriera Stalingrado?
Petronzi: non ricordo ma la persona più alta in grado era il dott. Di ??? che aveva titolo per decidere da quella posizione
Avv. Milano: lei ha visto se, dalla sua posizione (all’interno della galleria) lei poteva vedere quello che capitava al di sotto del varco opposto alla barriera stalingrado
Petronzi: NO
Avv. Milano quindi quello che ci ha raccontato l’altra volta da chi l’ha appreso?
Petronzi: riferito dal personale e poi dalla visione delle immagini
Avv. Milano: può ripeterci i nominativi di quelli che in diretta le riferivano cosa succedeva?
Petronzi: non lo ricordo.
Avv. Milano: potrebbe essere chiunque?
Petronzi: non lo ricordo
Avv. Milano: chiunque tra i collaboratori, la domanda era quando lei prima ha detto i suoi collaboratori intende DIGOS o anche polizia non della DIGOS?
Petronzi: NON LO RICORDO
Avv. Milano: non può essere questa la risposta, la domanda è chiara… che non si ricordi chi era può dirlo, ma la mia domanda è CHI erano i collaboratori che quel giorno potevano fornire informazioni…
Petronzi: noi abbiamo apparati radio multifunzione, per cui io switcho da un canale all’altro…. io non so essere più preciso
Avv. Milano: la mia domanda è se lei parlava solo Digos o altro personale
Petronzi: io non ricordo se stavo seguendo canali del personale DIGOS o di altro personale in quel momento
Avv.Milano: adesso io le leggo quello che aveva detto alla dr.ssa Pedrotta… lei aveva risposto alla domanda se non fosse possibile fare un accertamento, che “i principi che hanno ispirato il servizio erano innanzitutto non avere mai contatto con i manifestanti, perché noi avremmo potuto scendere dalla Ramat ma avremmo avuto un contatto”… E sempre alla scora udienza, a proposito … lei dice “perché poi alle 9:23 sul piazzale ci siamo ritrovati con altre persone… peraltro la fuga dei manifestanti è stata favorita da alcune attività dei manifestanti dal lato opposto, dove avevamo aperto un varco per tentare un diversivo”. Lei quindi alla scorsa udienza ha detto che i manifestanti incontrati sul lato opposto alla stalingrado avrebbero agito per agevolare la fuga dei manifestanti violenti, aveva detto questo?
Petronzi: io ho detto che le persone che stavano in quel punto forse non si erano avvedute che erano avvenuti degli incidenti e ci stavano impedendo di portare a termine la nostra attività….  perché i manifestanti sono scappati, soprattutto i violenti, quindi loro si rendevano conto che rallentando le nostre operazioni questi manifestanti se la sarebbero data a gambe levate…. e quando parlo di violenti mi riferisco a quelli che ci avevano lanciato addosso tutta quella roba e che ci hanno causato 58 feriti…
Avv. Milano: 27 giugno… il video sulle 8:36 mostra gli agenti che iniziano la discesa dal varco opposto alla stalingrado. Il video passa alle 8:45, si vedono i manifestanti di fronte alle fdo scese da quel varco…
Avv. Milano (mostra un video del 27 giugno, barricata stalingrado, la ripresa è dall’interno della galleria autostradale, un agente lancia un LACRIMOGENO  che colpisce i manifestanti, si sente una voce dire “TROPPO LONTANI”): quel troppo lontani a cosa si riferisce?  (si vedono i lacrimogeni colpire alcuni manifestanti) Ritiene che questi lacrimogeni siano stati lanciati a regola d’arte?
Petronzi: non so dirle…
Avv. Milano: a prescindere da come si spara, l’obiettivo non dovrebbe essere anche quello di NON COLPIRE in posizione orizzontale….
PM: Questa non è una domanda, è una constatazione….
Avv. Milano: io chiedo, a prescindere dall’angolo, non si dovrebbe evitare che il proiettile contenente lacrimogeno colpisca delle persone, con lancio orizzontale?
Petronzi: si, perché è uno strumento di carattere DISSUASIVO quindi l’obiettivo del lacrimogeno non è colpire i manifestanti.

Avv. LEGAL TEAM (donna): a proposito dello sgombero e del danneggiamento delle tende… era stata predisposta una sorveglianza e se si, da chi?
Petronzi: quell’area era nell’uso esclusivo della polizia, sicuramente era vigilata, non so da parte di chi era vigilata….
Avv. LEGAL TEAM: ma chi era il dirigente che presiedeva la zona delle tende dal 27 in avanti?
Petronzi: non lo so.

Avv. D’Amico: le chiedo solo una cosa veloce in riferimento ai lacrimogeni, lei ci ha detto che sono stati utilizzati 250 lacrimogeni il 27 giugno e circa 2400 nella giornata del 3 luglio, conferma?
Petronzi: si, come ho già sottolineato, i dati che le ho dato sono riferiti alla guardia di finanza ed alla polizia di stato
Avv. D’Amico: quindi può darsi che ci siano altri dati che riguardano l’arma dei carabinieri?
Petronzi: più che può darsi, sicuramente
Avv. D’Amico: lei è a conoscenza di episodi nei quali il lacrimogeno è stato sparato con apposito fucile ma a sparo teso in modo tale che il proiettile venisse utilizzato direttamente per colpire in queste due giornate?
PM: c’è opposizione perché si costringerebbe il teste ad ammettere il reato di omissione d’atti d’ufficio, siccome ha l’obbligo di procedere avrebbe dovuto riferire.
Avv. D’Amico: se era a conoscenza in linea generale, se può essere avvenuto…
Presidente: diventa troppo generico
Avv. D’Amico: sono avvenuti lanci di lacrimogeni in maniera tesa?
PM: si pretende dal teste di ammettere che è a conoscenza che ci sono stati lanci secondo criteri NON ORTODOSSI e l’avvocato ha detto TESI a COLPIRE i  MANIFESTANTI…
Avv. D’Amico: riformulo la domanda, se ha visto dal video dei lanci che possono essere non conformi a quello che prevede il regolamento e, appunto, lanci tesi a colpire….
Presidente:possiamo vederli anche noi….
Avv. D’Amico: io la domanda la faccio..
Presidente: lei ne ha visti?
Petronzi:NO.
Avv. Milano: e se ha notizia di persone che possono essere state ferite…
Petronzi:NO

Avv. Rasulo: sempre sui lacrimogeni, il dato numerico lei l’ha ricavato dai registri …
Petronzi: consideri che sono arrivati altri reparti mobili quindi.. sono arrivati anche da altri uffici ovvero da altre città… c’è stato un attimo in cui eravamo senza lacrimogeni e sono stati fatti convergere da altri uffici, da altre città.
Avv. Rasulo: il dato complessivo quindi è quello che ci ha dato la volta scorsa?
Petronzi: il dato complessivo a cui ha fatto riforimento è il complessivo di questi reparti…
Avv. Rasulo: nelle date del 27 giugno e 3 luglio che lei sappia sono stati lanciati lacrimogeni a frammentazione?
Petronzi: non sono competentissimo di lacrimogeni, le posso differenziare quello lanciato dal cosiddetto GL rispetto a quello che viene lanciato a mano, sono non intercambiabili ed il primo viene comunemente detto a frammentazioni.
Avv. Rasulo: lei dice che il principio contenuto è sempre lo stesso, lei sa dire qual è il principio?
Petronzi: a memoria non lo so perché è una formula….
Avv. Rasulo: quindi non è a conoscenza del tipo di gas contenuto nei lacrimogeni?
Petronzi: dovrei consultare degli atti…  sicuramente gli uffici dei reparti mobili sono competenti per questa specifica. Ricordo che lo avevo anche acquisito e da qualche parte ce l’avevo anch’io però non ho memoria della formula..
Avv. Rasulo: in linea assolutamente teorica, le modalità corrette per il lancio dei lacrimogeni, lei sa quali dovrebbero essere?
Petronzi: ho un parametro di riferimento troppo generale per darle delle risposte tecnicamente corrette
Avv. Rasulo: chi può riferirlo? Esistono dei manuali? delle prescrizione?
Petronzi: sicuramente presso gli istituti di istruzioni esisterà una manualistica per questo tipo di materiale

Avv. Pellegrino: che lei sappia, lei è a conoscenza se l’arma dei carabinieri possiede un registro di carico e scarico per i lacrimogeni come avviene per polizia e guardia di finanza?
Petronzi: non ne sono a conoscenza diretta ma conoscendo la precisione dei carabinieri saranno anche più precisi dei nostri.
Avv. Pellegrino: ci può dire chi dell’arma dei Carabinieri nella catena di comando potrebbe darci questa risposta per il 3 luglio?
Petronzi: non le saprei dire.
Avv Pellegrino: lei ha detto di aver desunto i dati per polizia e guardia di finanza, lei è in possesso di questi documenti?
Petronzi: se ho fatto un calcolo sarà stata una somma basata su quei documenti
Avv Pellegrino: quindi il suo ufficio è in possesso di questa documentazione?
Petronzi: credo proprio di si
Avv Pellegrino: chiedo quindi l’esibizione dei documenti
PM: questo vuol dire che NON SI CREDE AL TESTE?
Avv Pellegrino: è una normale richiesta di acquisizione documentale, può essere prodotta dal teste la prossima volta che viene….
Presidenza: è una richiesta ex 507 che alla fine decideremo se accogliere o meno…
Avv. Pellegrino: lei a pag. 61 del verbale della scorsa udienza, a domande del PM sull’utilizzo di lacrimogeni GL40 e a mano, riteneva di avere usato maggiormente i GL40, e diceva che il dato era accessibile e disponibile, quindi disponibile significa che è facilmente accessibile questo tipo di controllo e di calcolo
Petronzi: intendevo dire che era disponibile a me.
Avv. Pellegrino: chiede nuovamente esibizione di questa documentazione per dare il dato con matematica certezza.
Presidenza: confermo quello che ho detto prima, domande che si faranno alla fine, ex 507.

legal Team: lei nella catena di comando dove si colloca?
Petronzi: nella funzione di dare disposizioni… occupandomi dell’attività DIGOS, informativa, come se fossi un consulente dell’attività nei confronti del DIRIGENTE che sta svolgendo l’attività di carattere materiale.
Legal team: quindi distinguiamo l’attività di OP da quella della DIGOS, che è un supporto…
Petronzi: integrato con le attività di PG che competono alla digos e che vengono svolte nei contesti di OP.

Avv Vitale: lei ci diceva che quando siete arrivati nell’area del piazzale dove c’erano le tende c’erano prevalentemente persone pacifiche?
Petronzi: si, le persone più violente se n’erano scappate
Avv Vitale: per quanto a sua conoscenza, visto che lei non era sul luogo, l’area era stata interessata da artifizi lacrimogeni o meno? L’area antistante la casa vinicola dove c’erano le tende
Petronzi: io c’ero sul luogo, ed ho iniziato le attività nell’area retrostante…
Avv. Vitale: intendevo prima che voi occupaste il piazzale
Petronzi: mi sta chiedendo se prima dell’arrivo delle fdo erano arrivati lacrimogeni?
Avv. Vitale: esatto
Petronzi: posso dedurre che siano arrivati degli effetti INDIRETTI
Avv Vitale: quindi lei dice che dalla stalingrado non sono stati lanciati lacrimogeni verso la casa vinicola?
Petronzi no ma non so essere più preciso
Avv Vitale: effetti indiretti, lei sta parlando del vento
Petronzi: si, sto parlando del vento, che gioca un ruolo importante in questi casi…

Avv. Legal Team: perché è stato dato l’ordine al personale dalla stalingrado di raggiungere i manifestanti se il personale dall’avanà non aveva ancora raggiunto il punto?
Petronzi: perché nelle dinamiche di questo genere non è una partita di scacchi, quindi a seconda delle circostanze…. ho detto pure che eravamo usciti.. abbiamo avuto 58 dipendenti, non esiste una tempistica esatta per le uscite, noi possiamo prevedere che ci siano dei movimenti ma di fatto non c’è una matematica certezza
Avv. Legal Team: ma io ho fatto la domanda perché alla seconda uscita poi questa coincidenza temporale (non casualità) poi c’è stata… mentre nella prima uscita non erano ancora arrivati quelli da sotto, lei sa come mai era stata ordinata l’uscita dalla salita attraverso il varco stalingrado nonostante non fosse ancora arrivato il contingente da sotto?
Petronzi: perché non era questa l’intesa del servizio

Avv, Bertone: quando lei ha parlato dei briefing operativi, a quei briefing partecipavano soltanto appartenenti alle fdo oppure no?
Petronzi: i briefing a cui mi sono riferito io partecipavano solo personale delle forze dell’ordine.
Avv. Bertone: è a conoscenza di altri briefing dove siano state presenti le forze dell’ordine e personale non delle forze dell’ordine?
Petronzi: si, ci sono stati altri briefing con personale non appartenente alla sicurezza,ad esempio la società autostrade, vigili del fuoco, le aziende che devono operare in sinergia con le fdo.
Avv: LTF ha partecipato a incontri non strettamente tecnici?
Petronzi: secondo me ci sono stati ma io non so dirle quando e chi ha partecipato.
Avv Bertone: che le risulti, rappresentanti della Procura della Repubblica potrebbero aver partecipato ad incontri non strettamente tecnici?
PM: non ho capito.. il briefing al quale avrebbe partecipato la Procura della Repubblica.. in quale contesto?
Presidente: è escluso, ha detto di no.

PM: dichiarazione supplettiva…. Latino, Gris, Ricot, Ginetti, Lavezzoli, Minali, Sorrochez, Ferrari, Soru…
Avv. Vitale: Ginetti è tra queste persone ma è stato allontanato dall’aula
Avv Legal Team: Soru non è presente
(tutti i nominati sono assenti, dovrà essere quindi fatta NOTIFICA).

Avv. Vitale: non è una richiesta formale ma di cortesia, visto che il dott. Petronzi già alla scorsa udienza ci ha detto “mi ero preoccupato di verificare la formula chimica dei gas contenuti”, visto che deve tornare chiedo solo se il collegio ritiene che venga portata documentazione…

Fino all’11 ottobre non possiamo tenere udienze…..
Processo #NOTAV aula bunker: le prossime udienze sono 11 ottobre, 25 ottobre, 8 novembre,15 novembre, 21 novembre, 2 dicembre, 13 dicembre,23 dicembre. Alcuni avvocati sollevano problemi (legittimi impedimenti) per contemporaneità altre udienze. Il Presidente decide di mantenere il calendario e verificare di volta in volta istanze legittimo impedimento.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena

Comments are closed.