Perché la legge è uguale per tutti. Forse. Ma anche no.
7 ottobre, al maxiprocesso contro 53 no tav è il momento delle requisitorie dei PM Quaglino e Pedrotta. Sin dall’inizio gli imputati hanno negato, salvo rare eccezioni durante deposizioni e/o dichiarazioni spontanee, il permesso ad essere filmati.
Più di una volta si sono però ritrovati nelle immagini del TG Regionale, e più di una volta la violazione del dispositivo della Corte è stata segnalata dai legali al Presidente, Quinto Bosio, che si è limitato a ricordare le regole.
Il 7 ottobre viene nuovamente segnalato che un operatore della RAI ha filmato gli imputati, sarà lo stesso operatore a rispondere che ha cancellato i filmati.
Nessuna conseguenza, dunque.
Ricordiamo che durante la stessa udienza 3 imputati sono stati allontanati per aver “interrotto “ la requisitoria del PM, poco dopo che la stessa aveva sostenuto che gli imputati , nelle giornate oggetto del processo, avevano “sfogato liberamente i loro istinti primordiali”.
Un secondo episodio coinvolge il giornalista de La Stampa, Massimiliano Peggio, che pare aver pubblicato sul sito del giornale le immagini degli imputati, probabilmente durante l’allontanamento dall’aula.
Anche in questo caso i legali fanno notare che c’è stata l’ennesima violazione del dispositivo della Corte, chiedono che i PM prendano atto seduta stante del reato,mentre gli imputati ancora presenti in aula chiedono che i giornalisti vengano allontanati. “No, questo no”, risponde prontamente Quinto Bosio.
Poco dopo il giornalista risponderà che ha fatto togliere il video dal sito, ma gli imputati ribadiscono che “ormai sta girando”.
Intanto, all’esterno, un operatore del TGMaddalena, Roberto Bertiond, subisce un trattamento completamente diverso.

Ma la legge è uguale per tutti?
Come sempre, #giudicatevoi !

 

Simonetta Zandiri

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