Aula Bunker, 25 ottobre 2013SE è TAV è TOP SECRET. Così inizia l’udienza, con la richiesta del legal team di avere le ordinanze senza quegli OMISSIS che impediscono di identificare correttamente le responsabilità nella catena di comando delle operazioni del 27 giugno e del 3 luglio. Il Giudice Quinto Bosio ha respinto la richiesta, sostenendo che “Le aree del cantiere individuate  sono aeree di interesse strategico nazionale. Esiste l’esigenza del segreto d’ufficio. “. E questo livello “top secret” ci riporta alle modifiche introdotte dal DL femminicidio , misure che molti media hanno definito anti-notav.

ore 10:00 In apertura la difesa ribadisce la necessità di accesso ai documenti amministrativi, evidenziando come non sia applicabile la dichiarazione dell’area come sito strategico nazionale in quanto successiva ai fatti oggetto del dibattimento.

10:11 “Nell’ordinanza del 3 luglio sono omessi tutti i nomi della catena di comando, non si indicano nemmeno le persone che devono essere coperte da uno pseudonimo, allora io mi chiedo, soprattutto facendo riferimento al testo dell’ordinanza, dove il questore definisce che l’eventuale uso di dispositivi lacrimogeni dovrà avvenire solo in esecuzione di specifica autorizzazione del primo dirigente, dove io devo indicare i soggetti della catena di comando che devono dare queste disposizioni o effettuale un contro-interrogatorio su eventuali testi di questo tipo, questo mi è completamente impedito dall’omissis di cui non si capisce assolutamente la necessità” (avvocato legal team no tav)

10:15 “Abbiamo visto che le leggi citate non siano giuste, riteniamo la prassi non costituzionale, chiediamo siano eliminati gli omissis”  (avvocati legal team no tav)

10:30 gli avvocati della difesa continuano a contestare i troppi “omissis”  e “segreti d’ufficio” nelle ordinanze relative all’ordine pubblico nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio”E’ evidente che se avessimo chiesto l’ordinanza il 26 giugno, il giorno prima dello sgombero, avrebbe avuto senso la sua segretezza ma è altresì vero che quello stesso segreto d’ufficio oggi non ha più alcun senso, in uno stato di diritto, riferimento articolo 200 che delega il tribunale a valutare la validità della segretezza del documento” (legal team no tav) .

“Mancano del tutto, nella lista testimoni del PM, i responsabili intervenuti nella gestione delle operazioni di quella giornata, quindi non ci è dato di conoscere chi fossero quelli che hanno avuto le responsabilità operative in quelle due giornate, sappiamo solo che non erano responsabili i funzionari della DIGOS, quindi mi associo alla richiesta della produzione dell’originale di tutte le ordinanze” (legal team no tav)

11:00 Il Presidente valuta le opposizioni del legal team e respinge le istanze delle difese. Poi consente agli avvocati domande “non sulle parti omissate”.

11:10 (Avv.Bertone, Legal Team) “In merito all’ordinanza 80 del 21 giugno, chiederei di aiutarci il più possibile nell’individuazione dell’area ‘check point’, chiedo di confermare che l’area del cancello della centrale effettivamente sia fuori dalla cosiddetta area del cantiere”

Petronzi: “Si, stiamo parlando dell’area vicino al ponte e confermo che è fuori dall’area stretta di cantiere”. “Per quanto riguarda l’occupazione dell’area, era occupata dal giorno 8 di giugno, era stata fatta una richiesta alla quale era stata data risposta dal sindaco di Chiomonte in data 22 di giugno, aveva autorizzato l’occupazione che era già in essere precedentemente con la tensostruttura. Ricordo che in data 23 giugno era stata inoltrata dal sig. Fissore una nuova richiesta ad occupare quella medesima area per un’attività enogastronomica, fino alla data del 4 di luglio, con la precisazione che sarebbe stato permesso l’accesso alle forze dell’ordine, cosa che di fatto non avveniva, il sindaco di Chiomonte il 22 giugno emetteva un provvedimento con cui autorizzava la precedente occupazione e veniva invitato l’organizzatore a consentire l’accesso sia alle forze dell’ordine che all’ASL 3. Poi lei mi ha chiesto (rif. avv. Bertone)  se fossi a conoscenza di una raccomandata , io ne sono a conoscenza e credo che la data sia il 26 di giugno, se ricordo bene”

Avv. Vitale (Legal Team) – Prima dello sgombero del 27 giugno ci furono una serie di comitati provinciali per l’ordine pubblico e la sicurezza, mi può indicare in che data e dirmi se vi ha partecipato?

Petronzi: non sono membro del comitato provinciale, non ricordo le date in cui si sono tenuti questi comitati, non penso di aver partecipato. A volte accompagno il questore o il capo di gabinetto ma non rammento…

Avv. Vitale: io mi riferisco a quella dell’8 giugno….

Petronzi: forse fa riferimento ad un comitato nazionale?

Avv. Vitale: presso la Prefettura, con intervento anche del Ministro dell’Interno….

Petronzi: Allora stiamo parlando di un comitato nazionale, la presenza del Ministro dell’Interno conferisce una categoria diversa.. si, allora sono stato presente anch’io…

Avv. Vitale: Si ricorda le persone, figure istituzionali e non, che hanno partecipato a questo comitato l’8 giugno?

La Procura si OPPONE alla domanda, perché cosi’ si viene a violare la disposizione del Tribunale che ha coperto gli omissis… ma l’Avv. Bongiovanni evidenzia che non ci sono omissis. La Procura vuole sapere la rilevanza della domanda, l’Avv. Bongiovanni spiega che questo comitato è stato richiamato nell’ordinanza prefettizia del 22 giugno 2011 che ha dato forza poi allo sgombero e anche in riferimento a quanto indicato nell’ordinanza 80 del 21 giugno, prodromica all’ordinanza prefettizia del 22, vengono indicate le attività specifiche anche dal punto di vista tecnico che hanno poi consentito l’apertura del cantiere, e rientra nel tema di questo processo.

Avv. Legal Team: Dott. Petronzi, c’è stata una specifica autorizzazione per i mezzi idranti?

Petronzi: Da quello che io ricordo c’è stata inizialmente un’autorizzazione all’uso, tengo a precisare che questo tipo di autorizzazione che proviene dal Questore veniva dato non alla mia persona ma ai dirigenti del servizio e transitava attraverso il vicario del questore, è avvenuta dopo 30-40 minuti dall’inizio degli incidenti, si era detto che da quel momento (12:30) si sarebbe potuto fare uso dei mezzi idranti

Avv. Legal Team: Quindi l’autorizzazione era stata data contestualmente ai fatti o era stata data prima? Tipo “se succede questo fate”?

Petronzi: gli incidenti sono iniziati intorno alle 12, c’era già una situazione di pericolo e di disordini per quanto a me noto dopo l’inizio di questi disordini era stato autorizzato l’impiego degli idranti.

Avv. Legal Team: Lei è a conoscenza dei dirigenti a cui è stato impartito questo ordine?

Petronzi: Ho fatto riferimento prima al vicario del questore, che era il referente primo sul territorio, il Dott. Sanna.

Avv. Legal Team: C’è richiesta ovviamente di sentire il Dott. Sanna. (Il Presidente invita a fare regolare richiesta.). Il servizio di gestione fermati, di cui a pag. 27 dell’ordinanza, era stato predisposto internamente all’area di cantiere?

Petronzi: era stato predisposto un servizio presso la questura centrale per la trattazione più ordinaria, era stato previsto un altro servizio in Bardonecchia nel momento in cui ci fossero stati problemi per raggiungere la città, era stata data al mio ufficio la trattazione più immediata delle persone fermate.

Avv. Legal Team: Al comando di questi servizi disposti può dire il funzionario incaricato?

Petronzi: per la parte di polizia giudiziaria sono io, per quanto riguarda la logistica ho fatto riferimento alla questura, all’anti-crimine, e al dirigente dell’ufficio di polizia di Bardonecchia.

Avv. Colletta (Legal Team): a pag. 22-23 della prima ordinanza si evidenzia che nel piazzale era stata allestita una tenda per il primo soccorso, chiederei al dott. Petronzi se in quell’area classificata cosi’ dal questore sono stati sparati lacrimogeni il 27 giugno

Petronzi: Le aree nelle quali sono stati sparati i lacrimogeni sono quella della centrale e quella prossima allo svincolo autostradale.

L’avvocato del legal team chiede se quindi NEGA che siano stati sparati lacrimogeni in quell’area, Petronzi risponde affermativamente.

Avv. Legal Team: rif. pagina 19 dell’ordinanza, per “superare azioni di resistenza da parte dei manifestanti”. Dott Petronzi lei ci può confermare che si trovava all’interno della galleria? (Petronzi conferma). Se abbiamo ben capito l’intervento della mattina doveva servire ad aprire un varco nell’autostrada che consentisse di arrivare al museo (Petronzi conferma). La Procura si oppone sostenendo che queste parti non siano sull’ordinanza, la difesa ribadisce che SONO sull’ordinanza. Prosegue la difesa. “Voi avevate notizia che per raggiungere l’area del museo avreste dovuto scontrarvi con la presenza di manifestanti, al varco dell’autostrada?”

Petronzi: Si, eravamo a conoscenza degli ostacoli all’uscita della galleria sulla destra.

Avv. Legal Team: ed eravate anche a conoscenza che oltre il guard rail c’era una barricata?

Petronzi: Si, la Stalingrado

Avv. Legal Team: Quindi avreste dovuto sorpassare la barricata e disperdere i manifestanti?

Petronzi: era una delle soluzioni più dirette.

Avv. Legal Team: Come avete fatto a disperdere i manifestanti?

Presidente: è sull’ordinanza!

Avv. Legal Team: Quando c’è stata l’ordinanza si sapeva che ci sarebbero stati dei manifestanti che si sarebbero opposti, io sto chiedendo come pensavano di disperdere i manifestanti, ad esempio con i richiami orali? (Petronzi risponde che sono stati fatti), e dopo i richiami orali?

Presidente: è sull’ordinanza!

Avv. Legal Team: Vorrei sapere che domande posso fare… sull’ordinanza c’è scritto “al fine di superare azioni attive e passive”, posso chiedere cosa dovevano fare per superare le azioni di resistenza attiva e passiva? Posso chiedere al teste IN COSA CONSISTEVA superare le azioni di resistenza attiva e passiva? (il Presidente ammette la domanda). Una prima risposta è stato l’avviso orale…

Petronzi: Si, era stato fatto un avviso orale con megafono nei confronti delle persone che stazionavano li, ma quando noi siamo arrivati sul posto le persone continuavano a permanere sul posto e ponevano in essere azioni e atteggiamenti violenti ed eravamo attrezzati per vincere eventuali resistenze.

Avv. Legal Team: e dopo l’avviso orale sono state vinte le resistenze? Se dall’analisi dell’ordinanza emergono elementi e domande che non potevano essere fatte prima..   La domanda era stata ammessa, il teste ci ha risposto, mi pare abbia detto che avevano degli strumenti per vincere la resistenza dei manifestanti, la domanda è come avete fatto a vincere la resistenza dei manifestanti? QUALI erano questi mezzi per vincere la resistenza dei manifestanti?

Il Presidente risponde che il video è agli atti del processo. Alcuni avvocati chiedono allora di vederlo con l’audio.

Petronzi: erano state previste tuttte le aliquote…  il PM interrompe. “La domanda quali mezzi entra in un altro campo, pongo opposizione formale, la domanda non è ammessa”. Il Presidente chiede se l’ordinanza prevedeva dei mezzi, Petronzi risponde affermativamente: “L’ordinanza prevede le aliquote del personale che deve essere dispiegato…. ho descritto che la zona in cui noi intervenivamo e su cui si è concentrata l’attenzione era una delle attenzioni, varco autostradale, e ce n’era un’altra a valle nei confronti del check point. Abbiamo parlato anche di resistenza passiva perché i poliziotti sono attrezzati con strumenti per poter resistere mi riferisco a caschi e scudi, manganelli per eventuali ingaggi diretti con i manifestanti, e attrezzature per la parte bassa con un cavo d’acciaio per tirare verso l’esterno il cancello al check point, mentre in autostrada c’erano pinze meccaniche utilizzate per tagliare il guard rail”.

Avv. Colletta Legal Team: Rif. ordinanza 93 del 25 giugno – si fa riferimento alla necessità di evitare in maniera categorica danneggiamenti al materiale posto in quel sito da parte del movimento no tav o di alcuni comitati. Le risulta che questo sia avvenuto? Le risulta che le forze dell’ordine si siano attenute a questo, all’ordinanza del Questore? Se non lo sa può dirmi che non lo sa…  (dal tavolo della Presidenza fanno spallucce). Il Presidente non ammette la domanda, “ne abbiamo già parlato la volta scorsa”. Avv. Colletta: quindi non posso neanche sapere, in merito all’eventuale uso dei lacrimogeni, se sono state date istruzioni per l’uso e da chi sono state date… E’ previsto dall’ordinanza, ma non lo posso sapere? All’udienza scorsa non avevamo l’ordinanza, il controesame del Dott. Petronzi oggi era prevista rispetto al contenuto dell’ordinanza, io quello sto facendo ma se non sono domande ammissibili…. Se devo limitarmi a chiedere al dott. Petronzi se le ordinanze del questore sono state scritte in italiano corretto lo verifichiamo da soli, ma se non mi è consentito fare domande nel merito io chiedo che venga messo a verbale!”.

Avv. Colletta Legal Team: evidenzia che nell’ordinanza c’è specificato che l’attività delle forze dell’ordine doveva essere circoscritta alle persone che mettevano in atto azioni di resistenza o se sono state estese ad altre persone… la domanda non viene ammessa.

Avv. Vitale Legal Team: pone una domanda a proposito dei lacrimogeni…

Petronzi: ho fatto riferimento a due tipologie, una è il GL40, utilizzato per una lunga gittata, e la composizione è clorato di potassio, lattosio, 1,5 grammi di polvere nera, colorante e CS. La differenza tra questi due artifizi cui ho fatto riferimento, GL40 e M7 (lancio a mano) non c’è se non per l’assenza della polvere nera che serve per proiettare l’artificio.

Avv. Vitale Legal Team: A pag. 10 dell’ordinanza si leggono alcuni omissis e io chiedo chi fossero i responsabili dei vari contingenti…
Il Presidente non ammette la domanda.

Avv.Colletta Legal Team: Le informazioni che ci ha fornito prima in merito ai lacrimogeni lanciati hanno una fonte? Se si, quale?
Petronzi: Il nostro servizio centrale tecnico logistico del Ministero dell’Interno.

Avv. Lamattina Legal Team: Avvalendosi della cartina che le ha depositato il collega Bertone lei è in grado di dire oggi qual è la situazione del cantiere rispetto a quella dimensione? Se corrispondono, se ci sono state variazioni…

Petronzi: Grosso modo penso sia rimasto pressoché invariato, l’aria fucsia.

Avv.Lamattina: Questa area fucsia è quella individuata dal CIPE come sito strategico?

Petronzi: penso di si.

Ore 12:00 viene chiamato a testimoniare FUSCO Domenico, funzionario addetto alla Digos.

PM: Lei il 27 giugno era stato chiamato in merito alle operazioni di sgombero?

Fusco: Si, facevo parte di uno dei gruppi in servizio. C’era stata qualche giorno prima un’ordinanza da parte del Prefetto, con il quale assegnava l’area destinata al cantiere del tunnel geognostico nell’ambito del progetto del TAV Torino Lione, e dal giorno 27 quell’area entrava nella disponibilità delle forze dell’ordine quindi dovevamo procedere allo sgombero di quest’area che da più di un mese veniva occupata in maniera arbitraria da persone appartenenti al cosiddetto movimento no tav. In precedenza eravamo già andati sul posto, nella notte tra il 23 e il 24 maggio ci venne impedito da parte di 200 persone riconducibili al movimento no tav….  Già da tempo i manifestanti avevano installato una sorta di presidio nell’area e quella sera li’ loro vengono allertati, svolgevano attività di monitoraggio con delle vedette, si rendono conto che arriviamo con le maestranze e con personale delle forze dell’ordine e dietro i frangivento avevano già costruito una barricata, con tubi metallici, rami e altre situazioni. In quella sera stessa questi manifestanti si collocano dietro questa barriera mentre altri realizzano, nel momento in cui si rendono conto che siamo arrivati li’, temendo che potessimo accedere anche da altri posti, nello stesso contesto realizzano anche su altre strade, come la strada dell’Avanà, tagliano degli alberi utilizzando delle motoseghe, che collocano sulla sede stradale. Cosi’ come altre cancellate erano state posizionate su altri posti come sul ponte Clarea.
Ci eravamo resi conto di quello che stava accadendo, tramite controlli, loro avevano anche realizzato una baita abusiva che è oggetto di un altro procedimento processuale, e anche noi mantenevamo il controllo in vista di quel cantiere da aprire.

PM: Quindi il 23 maggio quando voi vi recate nel punto dal quale dovevate accedere dall’autostrada eravate a conoscenza delle precauzioni e degli sbarramenti?

Fusco: Assolutamente si, si tenta sempre la via della mediazione e del dialogo…

PM: No, volevo capire, quando voi andate su quella sera andate su per sgomberare o per fare cosa?

Fusco: Si, quella sera l’intenzione era quella di realizzare in via preliminare un particolare lavoro, quindi noi accompagnamo le maestranze perché in passato è capitato che ci sono stati incidenti di questo tipo, siamo andati a scortare le maestranze che dovevano realizzare una semplice apertura nella barriera frangivento all’altezza della galleria di Ramats in direzione Torino. Quindi si doveva tagliare questa barriera e apporre il futuro accesso nell’area.

PM: Perché non siete riusciti?

Fusco: Il tempo di far scendere i mezzi e siamo stati investiti da una serie di pietre, sassi  scagliati anche con fionde, che hanno raggiunto gli operai e alcuni mezzi credo siano stati danneggiati cosi’ come anche una macchina della polizia scientifica

PM: E voi avete reagito?

Fusco: No, si è cercato di avere una specie di dialogo, qualcuno del mio ufficio ha avuto modo di parlare con Sandro Plano, abbiamo atteso per un’ora sperando che si potesse far comprendere quelle che erano le intenzioni e gli obiettivi, ma la situazione si è ancora più ingigantita anche nei giorni successivi..  A partire da quella sera li’, io dico il movimento ma mi riferisco alle frange estremiste del movimento, hanno praticamente occupato con una specie di autogoverno del territorio l’intera area, non solo il presidio Clarea, ma hanno realizzato a partire dai giorni successivi al 23 maggio dei veri e propri sbarramenti e barricate con una sorta di check point, abbiamo usato sempre questo termine, sia all’ingresso della strada dell’Avanà che è l’unica asfaltata per raggiungere il museo archeologico… Li hanno fatto un vero e proprio check point, via via sempre più rafforzato e rinsaldato anche con materiali di diverso genere. Alla stessa maniera in tutti gli altri posti accessibili all’area, le barricate sono state poi rinforzate.

PM:Quanti check point erano stati istituiti?

FUSCO: Quello principale era alla centrale, ma anche dall’altra parte , sul ponte Clarea, e un altro all’altezza della strada per Giaglione.

PM: La zona delimitata era quella destinata poi al cantiere?

FUSCO: è l’area assegnata poi dal Prefetto alle forze dell’ordine, l’area del cantiere è poi sottostante al viadotto autostradale.

PM: Ma com’è che potevano essere informati che quell’area sarebbe stata destinata alle forze dell’ordine? (il teste non capisce la domanda). Lei ha detto che quell’area era destinata alle forze dell’ordine, ma l’ordinanza era successiva rispetto a quella data, come mai il 23 maggio costoro erano già al corrente che quella era stata un’area destinata alle forze dell’ordine?

FUSCO: Per essere precisi loro sapevano che quella era l’area destinata al cantiere, ovviamente per ragioni opportunistiche hanno esteso il controllo del territorio, mi passi il termine,  che di fatto si è realizzato con la cosiddetta libera repubbica della maddalena, a loro faceva comodo per la difesa e la gestione allargare ed estendere quella che era l’area da controllare. Avere la possibilità di controllare a monte l’unica strada di accesso, cosi’ come in avanscoperta mettere il check point dall’altro lato, a loro serviva per poter difendere l’area, e l’abbiamo poi visto quando l’area è stata sgomberata il 27 giugno.

Si discute sulle mappe utilizzate dal teste. La difesa chiede che siano utilizzate solo le mappe ammesse e non quelle allegate all’annotazione di Fusco.

Il PM chiede di spiegare quale fosse l’area occupata dalla libera repubblica della maddalena, Fusco ribadisce che tutta l’area della cartina era di fatto la libera repubblica. Il PM chiede perché il 23 maggio non abbiano deciso di intervenire dalla via dell’Avanà, cercando invece di passare dall’autostrada.

Fusco: ovviamente stiamo ad ascoltare le esigenze delle maestranze, dei lavoratori, in quel  caso li’ bisognava semplicemente tagliare la barriera e realizzare un ingresso… se non ci fossero stati problemi che conosciamo bene tutti, di ordine pubblico e di necessità varie altre, i lavoratori avrebbero acceduto all’area del cantiere esclusivamente da quel lato li’, dal punto in cui la sera del 23 noi tentiamo materialmente di entrare…. Perché se vivessimo in un’altra repubblica, mi consenta il paradosso, dove non ci sono le azioni che ci sono state, i lavoratori arrivavano li, si chiudeva il tratto autostradale, si tagliava la barriera, perché il tratto più breve era li’… Si è dovuto usare altre strade in prosieguo solo per problematiche che in teoria non dovrebbero esistere, quella era la strada più semplice, eravamo nell’area prossima a quella del cantiere, perché via dell’Avanà non è strada del cantiere che è invece sotto il viadotto.

PM: Quindi il 23 maggio non riuscite ad aprire quel varco

Fusco: No perché il rischio per l’incolumità delle maestranze è tale e tanto che si ritiene necessario ripiegare.

PM: Dove dovevate operare, se voi foste riusciti ad aprire l’accesso, si andava già in un punto dell’area cosiddetta cantierizzata, giusto?

Fusco: Si, era l’area dove poi sarebbe sorto il cantiere…

PM: Dal 23 di maggio al 27 di giugno ci sono stati altri tentativi o di dialogo per non dover intervenire poi il 27 giugno con le modalità che tutti conosciamo?

Fusco: ritengo di si ma in sedi diverse che io conosco e non conosco

PM: No, da parte sua intendo

Fusco: No, no. Voglio solo precisare che i Carabinieri hanno tentato… perché ai Carabinieri veniva interdetta la libera circolazione in quel tratto li’, dalla sera alla mattina si sono trovati il check point organizzato sulla strada pubblica, si sono trovati a non poter passare… c’è stato un episodio il 25 maggio, una pattuglia dei carabinieri del posto si reca li’ e trova sulla strada questa sorta di cancello, su Via dell’Avanà all’altezza della centrale idroelettrica, e li’… Ci sono anche le foto del 25 dove si vede che il check point è strutturato in maniera diversa, non come il 27 giugno, ma già collocato, ricordo che c’era anche un camper collocato sulla sede stradale, mentre il 27 giugno era rinforzato con dei cancelli e delle griglie che coprivano l’intero tratto stradale. Non c’era più il camper, ma c’erano solo queste cancellate realizzate anche con materiale in ferro di una certa consistenza.

PM: veniamo al 27, lei che funzioni aveva?

Fusco: Tenga presente che il dispositivo di OP di quella giornata era di una certa consistenza, abbiamo usato anche personale nostro della DIGOS e io ero il responsabile di uno dei tre gruppi che avevamo programmato per le attività nella fattispecie, io avevo personale nostro e anche personale della squadra mobile e dovevo svolgere attività collocata all’uscita della galleria Ramat, quello era il mio contesto operativo.

PM: Quindi ci sono 3 funzionari?

Fusco: Non necessariamente, il primo gruppo c’era responsabile Scarpello, poi c’era il mio gruppo, e un terzo gruppo diretto da un commissario collocato nei pressi della galleria di Giaglione, anche li’ c’era un po’ un teatro dove inizialmente credevamo ci fossero meno problematiche e cosi’ è stato.

PM: Quando avete ripartito su 3 gruppi le attività ci sono state delle riunioni?

Fusco: Si, escludendo i tavoli tecnici…. Si, praticamente abbiamo effettuato delle riunioni per determinarci in funzione di quello che poi era il lavoro da realizzare la mattina del 27.

PM: Sulla base di quali presupposti le è stato assegnato questo compito?

Fusco: Scelte determinate dal dirigente, che tengono conto sia dell’incarico che rivesto che dell’esperienza.

PM: Quindi quando lei arriva alla galleria che compito aveva?

Fusco: Nel concreto, ripeto, dovevamo naturalmente uscire a monitorare, controllare e verificare quelli che fossero i soggetti che partecipavano o realizzavano le iniziative o le azioni di contrasto, soprattutto se poi si andavano a manifestare  con caratterizzazioni illecite. Il nosro lavoro in particolare si caratterizzava con attività di polizia giudiziaria…..

PM: C’erano maestranze che dovevano operare in quel punto?

Fusco: Si, dai filmati si vede bene che quel tipo di barricata era stata rinvigorita e rafforzata, in quel tratto li’ non era facile o agevole buttarla a terra con uso di piccone, a maggior ragione per soggetti violenti che ci lanciavano…. Per cui si decise di intervenire con le maestranze utilizzando anche delle strumentazioni di carattere tecnico. Quindi quello che non siamo riusciti a fare il 23 e che il 27 era qualcosa di più (giugno), viene effettuata anche con operai che abbiamo tutelato.

PM: Quindi il 27 giugno voi fate quello che non eravate riusciti a fare il 23 maggio?

Fusco: Si, anche qualcosa di più perché il 27 si doveva insediare il cantiere. Non è stato agevole perché è stata trovata una forma che veniva chiamata resistenza, con tutta una serie di azioni violente, prima che i mezzi si mettessero in opera ai manifestanti il dirigente ha spiegato con megafono l’intervento e la risposta è stata una serie di insulti ed è iniziata a volare qualche pietra. Dopo di che, visto che il dialogo non ha ottenuto risultato, come era stato preannunciato e intimato, si è intervenuti con intervento di carattere forzoso. Sostanzialmente abbiamo cercato nella prima parte, per quello che ho assistito io, con l’utilizzo di un mezzo cingolato, una benna , si è cercato di iniziare a lavorare su queste barriere che sono state pian piano eliminate. Naturalmente la barriera sottostante è munita di new jersey in cemento e si è dovuto lavorare su questo aspetto qua, eliminando poi il materiale che costituiva la barricata, tronchi e tubi metallici.

PM: Mentre facevate queste manovre i manifestanti osservavano?

Fusco: Nella prima fase, teniamo presente che alle 4:30 erano stati informati tramite le vedette e avevano lanciato l’allarme, inizialmente sono rimasti un po’ anche sorpresi perché non capivano in che termini si andava a realizzare l’intervento, quando hanno capito che loro malgrado la barriera veniva demolita, è iniziato il crescendo delle azioni… A partire da un certo punto, da quando si è iniziato l’uso del mezzo meccanico, sono iniziate le azioni di carattere violento, anche pietre scagliate con fionde, che arrivavano sotto la categoria. Tenete presente che molti, lavoratori e forze dell’ordine, eravamo collocati sotto la galleria. Di fatto c’era solo l’operatore del mezzo che cercava inizialmente di lavorare. Io ho cercato di affacciarmi e mi sono affacciato, ci sono delle immagini in tal senso, per cercare di capire quello che si determinava, oltre all’ascolto radio che ci aiutava a comprendere quello che si stava determinando. Chiunque ha cercato di sporgersi dalla galleria è stato oggetto di lancio di pietre e bulloni. Nello stesso tempo il povero operaio che si trovava sul mezzo è stato fatto oggetto del lancio di pietre, perché, a parte i manifestanti che si trovavano a ridosso della barricata, sulla parte terminale della galleria,anzi le due gallerie, sulle due volte, si sono collocati una serie di soggetti travisati con passamontagna o altri attrezzi, e hanno iniziato, utilizzando anche e  non solo degli estintori, a lanciare e versare addosso al mezzo e alla cabina, per rendere difficile l’opera dell’operaio, il contenuto di alcuni estintori e non solo schiuma o materiale degli estintori, anche olio esausto, oltre a vernice, per non dire altro…

PM: Lei ha differenziato in due momenti l’intervento, un primo momento dove si cerca il dialogo e si cerca di spiegare, poi lei fa riferimento ad una reazione di tipo verbale, poi segue un primo lancio di pietre. Quando c’è questo primo lancio di pietre voi intervenite e reagite o non fate nulla?

Fusco: Assolutamente no, nella prima fase non viene fatto nessun tipo di intervento, nemmeno utilizzando gli artifizi sfollagente come i lacrimogeni. Inizialmente ribadisco anche quelle che erano le direttive, inizialmente la scelta è sempre quella ,ci sono anche registrazioni radio in questo senso qua, di evitare qualunque forma di reazione soprattutto alle azioni di carattere esclusivamente verbale. Le parole ce le teniamo e non ci fanno male. Quindi fino a un certo punto non c’è stata reazione. Noi siamo sul posto alle 5. La benna viene fatta scendere dai mezi speciali intorno alle 6:30 del mattino, intorno alle 7:5 la pinza inizia a lavorare. Fino a quando è stato possibile, nonostante i lanci di pietre, nonostante le fiondate, nonostante il lancio di petardi, non viene realizzato alcunché nemmeno diretto ai manifestanti. Viene utilizzata una manichetta d’acqua, per bagnare ma soprattutto per evitare i rischi nell’utilizzo della pinza, infatti il getto viene direzionato dai vigili del fuoco… A un certo punto, quando la pinza riesce a scardinare una barriera in plastica, togliendo il primo materiale (grossi tronchi), restano in piedi delle forme di reticolato di tubi innocenti. Qualcuno dei manifestanti, nonostante il contesto fosse quello del lancio… qualcuno come forma di ostruzione rimane sulla barricata. Quindi viene inizialmente utilizzato qualche artifizio sfollagente, tipo lacrimogeni, di quelli che si lanciano a mano, per allontanare i facinorosi che non davano la possibilità di accedere in quell’area. Verso quelli sulla galleria si è potuto fare ben poco, ci siamo presi il lancio degli estintori e del contenuto….

PM: Quindi lei esclude che ci sia stato un preventivo attacco prima che i manifestanti iniziassero a tenere queste condotte?

Fusco: Assolutamente, credo sia anche nella documentazione agli atti. Questo avveniva, al di là di grida e insulti, nonostante al di là delle barricate ci fossero molti soggetti che apparivano già travisati, ma nonostante questo era stato ribadito… poi abbiamo liberato l’area e gli viene data la possibilità di andare via. Radio Blackout era la radio antagonista che in genere fa da amplificazione o da regia delle azioni, bontà sua ci dà atto che l’intervento nostro è stato incisivo ma non cruento. Poi andiamo nel dettaglio e vi spiego quello che accadrà dopo. L’area retrostante, quella del museo, era stata data ai manifestanti la possibilità di poter riparare là… e di avere una via di fuga, per ragioni di ordine pubblico e per tutelare anche l’incolumità dei manifestanti. In sostanza non c’era nessuna tonnara.

(viene mostrato un video, sono le riprese dall’elicottero del 27 giugno, gli avvocati del legal team chiedono riferimenti chiari, numero video e minutaggio, DVD n.4, orario 6:23).

Fusco: qui siamo alla barriera che loro avevano denominato Stalingrado, questa è una parte che si riesce a vedere… tra una barriera e quella collocata dai dimostranti erano collocati a terra dei tronchi ed altre masserizie per ostacolare l’accesso. Qui siamo nella fase in cui il dirigente Dott. Annunziata, munito di megafono, spiega alle persone quale sarà l’intervento e per tutta risposta viene mandato a quel paese, con insulti e grida… tipiche ormai. Qui sulla barricata ci sono alcuni noti esponenti di un centro sociale torinese Askatasuna, c’è anche il leader il buon Rossetto, diciamo cosi’…  Questa prima parte (6:46) è relativamente significativa…  Qui è già iniziato l’intervento della pinza (7:42) che sta iniziando a demolire la barriera anti rumore. Qui si vedono i soggetti che dicevo prima, già travisati sulla volta della canna autostradale, questo è l’idrante collegato alla manichetta d’acqua e che viene utilizzato nel contesto in cui la pinza fa quel tipo di lavoro (si vede l’acqua verso i manifestanti sulla barricata)…  è un fatto funzionale….

PM: dov’è diretto il getto?

Fusco: in questo caso verso il mezzo (dal video si vede il getto d’acqua che prende i manifestanti). (il video ora mostra i manifestanti sopra la galleria). Questa è vernice bianca che viene lanciata verso gli operatori… uno degli operai che era all’interno di uno dei due mezi utilizzati viene poi raggiunto da una pietra e la vetrata del mezzo viene infranta, e l’operaio si ferisce al labbro. Qui c’è Rossetto a viso scoperto….  Questo signore un po’ piegato con la maglia grigia e il cappellino tipo baseball è Rossetto, l’ho visto quando mi sporgevo insieme a qualcun altro. Il mezzo sta operando e quelli sopra di noi stanno utilizzando della vernice nei secchi che viene lanciata per impedire la visione. Rossetto se lo vedete ha l’estintore in mano…. (8:20). L’azione di quelli davanti qui è funzionale a quello che stanno realizzando dietro… di fatto impediscono al personale di poter intervenire con una certa energia, perché paradossalmente riescono a farci più paura queste persone qui anziane, piuttosto che l’avvocato, che non quelle che sono dietro. Di fatto grazie a loro questo intervento viene ritardato e l’intervento non viene realizzato in sintonia… e succede poi che ci prendiamo  i massi… Quindi davanti ci sono i manifestanti buoni e poi, dietro, ci sono quelli travisati, con i caschi, con le pietre, e arriveranno poi anche con i bastoni….  (8:41).
(Il video mostra il tratto della galleria, ore 8:56) Tenete presente che è solo una ripresa parziale… qui l’effetto dei lanci è meno gravoso…  (9:10) questo è un tratto del terrazzamento più alto, qui avvengono i lanci verso il basso, e qui le distanze tra chi lancia e chi prende le pietre si assottigliano…

Avv.Colletta Legal Team NO TAV: chiedo scusa ma a noi risulta che questo video si interrompe alle 9:03, dagli atti della procura depositati in tribunale. (Il PM suggerisce di guardare le riprese di altro operatore, ma l’avvocato Colletta chiede di verificare se il materiale è corretto. Il PM chiede di passare all’operatore Uperti, partendo dalle 7:46).

(si passa al video numero 3, 7:46, immgini filmate dall’interno della galleria). Fusco: riprende le scene di cui abbiamo detto, da operatore diverso. Il mezzo speciale con la pinza sta procedendo alla demolizione del varco autostradale per consentire l’accesso all’area. La polvere che si vede sopra è il contenuto degli estintori che qui vediamo solo nei risultati, negli effetti ma non nelle cause, sarebbe interessante vedere  i filmati realizzati da sopra. Qui siamo nella fase apparentemente tranquilla, c’è una sorta di sorpresa da parte di chi si trova li’ e che assiste all’attuazione della demolizione della barriera.

Il PM chiede di pasare alle ore 9:00.

FUSCO: Si vedono i primi lanci di lacrimogeni (a mano) verso la barriera autostradale, poi… grazie anche all’ostruzione realizzata dai manifestanti buoni e cattivi restiamo isolati e ci tirano di tutto… massi e non solo pietre… li’ purtroppo le immagini non ci fanno giustizia perché non si vede la parte terminale, non è solo quello che si vede, c’è anche quello che non si vede…. Molti violenti riescono a scappare e noi li lasciamo scappare… dopo che è finito tutto quanto (nel video scorrono immagini della fine delle operazioni).

(cambio DVD, n.5 Cosenza e Caprio)
Fusco: (7:51) qui si vede un oggetto interessante, un carrello da supermercato e davanti una parete che fa da scudo, ma dietro nel carrello ci sono le pietre….  Qui siamo alle 7:51, la pinza inizia a demolire e loro si rendono conto che devono contrastarla e si stanno organizzando, vede gli estintori? Naturalmente tutti travisati… e qui non è stato lanciato un lacrimogeno, non è stato fatto nessun tipo di intervento a parte la demolizione della barriera.  (8:36) qua è il primo tentativo di discesa dall’altro lato, dove c’erano i manifestanti buoni con l’avvocato…  (il PM chiede di passare alle 8:53). Qui c’è un carabiniere che si ferisce…  (8:56) Qui alle 9:09 c’è un lancio di estintori, questa è l’immagine che non abbiamo potuto vedere prima, si riesce ad intravedere il tratto dove ci capita di più e di peggio….

PM: Lei ha riportato lesioni?

Fusco: Si, nella parte terminale, praticamente li’ siamo investiti da pietre e massi, tant’è che molti poliziotti in divisa davanti a me cadono proprio a terra, un ragazzo si è fratturato una scapola per un masso nonostante le protezioni, tenete presente che almeno una trentina di scudi sono stati danneggiati in maniera irreversibile. Io ho avuto la possibilità di scavalcare la staccionata e buttarmi dentro al prato, di attenuare la pericolosità del lancio di pietre, loro invece sono stati costretti a rimanere sotto al tratto del terrazzamento quindi molti di loro si sono fatti male in quel contesto. Io ho scavalcato, ma c’erano altri ostacoli, in quel contesto sono stato raggiunto da numerose pietre… L’unico problema, perché avevo delle protezioni che andavano ad attenuare, quindi me la sono cavata, l’unico problema che ho dimenticato in quel momento… ricordo con precisione il momento in cui una pietra, istintivamente ho fatto per coprirmi, ho messo la mano davanti alla visiera del casco e ho avvertito un dolore… avevo il dito anulare flesso in maniera innaturale, non riuscivo più a piegare il dito. Nel pomeriggio in ospedale mi hanno riscontrato una lesione sostanzialmente al tendine, che viene normalmente detta dal punto di vista medico “mallet finger”…  (letteralmente dito a martello) Ho avuto una prognosi di 40 giorni, poi sono arrivato a 76 giorni, più la riabilitazione.

Il PM Fa presente che il filmato dura fino alle 10:20 quindi sostiene che “è stata la difesa a non saper fare correttamente le copie”, ma l’avv.Colletta, del legal team, evidenzia che le copie la difesa non le fa personalmente ma le richiede in cancelleria ed è la cancelleria a consegnarle.  La difesa ribadisce che per errore della cancelleria non è stato quindi possibile visionare il video che stanno ora mostrando per la testimonianza di Fusco (Digos).

(ancora alle 9:08) Fusco: “le immagini sono abbastanza eloquenti, si vede il terrazzamento, ci sono i massi, le pietre, le fionde, i bastoni, l’estintore che viene lanciato, le pietre…  9:35 siamo nel piazzale, l’area è stata liberata dai violenti, quelli macchiati di rosso sono i colleghi arrivati da via dell’Avanà, li, al primo cancello è dove c’è la maggiore resistenza….

Fusco racconta poi  di come viene individuato in Guido Fissore il “personaggio” che “ferisce con la stampella alcuni colleghi” tramite la successiva visione dei filmati.
Fusco: “ci è sembrato poco rilevante andare a sequestrare le pietre, le abbiamo solo documentate. Tenga presente che sotto l’area io ho sequestrato 20 estintori, che credo siano stati tutti lanciati.
PM: Lei chi ha identificato?
Fusco: Io mi sono occupato sostanzialmente della parte direttiva, poi ho utilizzato un metodo di lavoro tale che ogni operatore si occupasse della sua parte.. alcuni dei soggetti sono noti a me personalmente, alcuni sono stati identificati nel prosieguo (es. imputato Palumbo, non valsusino, ma di Bergamo, identificato nel contesto del piazzale dopo che tutto era finito) e, partendo da quel presupposto abbiamo rilevato tra le foto e il materiale video mentre commetteva un reato. Nello specifico ogni agente del mio ufficio, nei limiti del possibile, cercava di individuare le persone. Siamo partiti da persone che possono essere identificate…  perché alcuni li conoscevamo, altri no, l’imputato che era prima nelle celle è stato identificato tramite i colleghi di Milano, per loro è un soggetto noto per una serie di motivi e loro ci hanno dato la possibilità di avere il dato identificativo.

PM: Lei ha detto che a seguito della lesione ha avuto una prognosi che le ha impedito di muovere la mano per una quarantina di giorni, il 3 luglio lei ha operato in valle?

Fusco: No. Non ho operato in valle.
PM: Il 3 luglio lei era in serviizo?Fusco: NO, ero in malattia.

Avv.Bertolino (parti civili): Gli agenti feriti hanno potuto andare subito al pronto soccorso o si sono recati a distanza di ore?

Fusco: io credo che per le ferite più gravi sicuramente c’è stata questa possibilità. sul posto c’era comunque personale medico nostro, poi l’accompagnamento in ospedale e io sono arrivato tardi di sera, al CTO, e molti li ho trovati li’…

Avv. Bertolino: quindi per quel che riguarda il suo caso lei ha dovuto aspettare il cambio prima di potersi recare in ospedale.

Fusco: si, tra l’altro in quel momento non sapevo della gravità della prognosi, li’ per li’ pensavo fosse una cosa semplice, non grave… (….) mi hanno certificato sostanzialmente che il dito non tornerà mai più come prima…

(l’udienza viene sospesa dalle 14:15 alle 14:30)

14:40 Fusco risponde alle domande del legal team. Quando rientro, dopo la sospensione, sta raccontando nuovamente la vicenda dell’occupazione della “libera repubblica della maddalena”, spiegando che su richiesta di G.Fissore c’era stata (il 22 giugno) l’autorizzazione ad occupare l’area ma con il rispetto di alcune clausole, una delle quali era che non poteva essere impedito l’accesso delle forze dell’ordine. L’avvocato del Legal Team chiede al teste se conosce la domanda formulata da Fissore e la risposta del comune di Chiomonte, perché l’avvocato vuole solo sapere se ne è a conoscenza. Fusco risponde affermativamente, l’avv.Bongiovanni provvede a fornire al teste copia dei documenti in questione. L’avvocato chiede se all’epoca era a conoscenza di questi documenti, Fusco risponde di no.

La difesa chiede poi cosa sia successo una volta raggiunto il piazzale, il 27 giugno. Fusco: “Ad un certo punto ci sono ancora dei facinorosi, violenti o gente travisata che ha in mano bastoni  o altro, sono dietro l’azienda vinicola, il personale della forza pubblica si avvicina e i dirigenti, compreso il mio dirigente dott. Petronzi, si spiega che a quel punto nel rapporto con alcuni esponenti buoni con cui si riesce a parlare, è stato consentito di defluire. Agli altri è stato consentito di raccogliere gli effetti e con lui si sono presi accordi che hanno consentito poi anche il trasporto di tutte le masserizie”. L’avvocato chiede se si ricorda se ci fossero tende, Fusco risponde che ce n’erano molte, e ammette di esssere a conoscenza dell’accordo, in linea di massima veniva consentito alle persone di recuperare tutti gli effetti anche il giorno dopo e portarli via in modo congruo.

L’Avv. La Macchia (Legal Team) torna alle ore 5:00 del 27 giugno, chiedendo cos’ha visto quando è uscito dalla galleria. Il PM afferma che è già stato affrontato il problema, chiede una domanda più specifica. L’Avvocato chiarisce che vuole capire cosa ha visto direttamente e cosa ha appreso dai video. Fusco: “molto prima di quando sono uscito dalla galleria io cercavo di pormi all’uscita della galleria… tenga presente che la galleria ha una copertura ma la visuale mi consentiva di vedere alcune cose. La prima parte che ho visto, è in una mia relazione, io vedo Rossetto collocato sulla balaustra nella posizione quasi defilata che è a viso scoperto con il cappellino che, in linea con il suo ruolo verificato anche in altri contesti, lo vedo dare indicazioni e parlare con altre persone che sono vicino. Lo stesso discorso vale per Centanni, lo vedo non dov’è il Rossetto, un po’ più dietro, perché tenga presente che c’è una prima fila di quelli saliti sulla transenna della barricata, poi ci sono dei terrazzamenti, dietro, dove c’erano altre persone, Centanni lo vedo bene con quel cappellino. Dall’altro lato lo vedo, invece, dall’esame dei filmati, quando poi è dietro l’avvocato Bertone e altri soggetti.

L’avvocato La Macchia (legal team) chiede se in quel momento il soggetto stia facendo qualcosa, Fusco risponde “no, in quel momento no”. L’avvocato chiede poi se le conversazioni via radio sono conservate e se possono essere reperite. Fusco risponde che in genere vengono conservate, e lui stesso ha le trascrizioni che potevano essere utili alla ricostruzioni dei fatti.

L’Avvocato Novaro (legal team) mostra un video (ore 9:20) in cui sembra che, all’ingresso delle forze dell’ordine nell’area museale, dal gruppo di agenti di polizia parta una bottiglia verso i manifestanti, Novaro chiede a Fusco, in quanto “commentatore qualificato” (ironico) se ha visto in diretta quella scena, Fusco risponde negativamente. Novaro chiede anche se Fusco ha assistito personalmente a qualche inseguimento, Fusco risopnde negativamente.

L’Avv. Vitale chiede a Fusco se ha visto Turi Vaccaro, Fusco racconta della discesa di Turi dalla galleria e della corsa verso la pinza, “tenendo in mano qualcosa che, visto dopo era dell’aglio.., viene bloccato da agenti di polizia, cosa che ho visto in diretta e poi ho rivisto nei filmati”. Vitale chiede poi precisazioni sulle tende nell’area vinicola, chiede se è stata un’iniziativa spontanea o era previsto che venisse concesso di smontare le tende. Fusco  spiega che questa decisione “è nell’ordine delle cose” e che forse “Petronzi saprebbe spiegarla bene”. Vitale chiede se ha letto l’ordinanza del questore, Fusco risponde affermativamente. Vitale chiede se l’ordinanza la conoscono tutti o la conosce solo Petronzi. Fusco dice che in genere l’ordinanza è a disposizione, in genere la leggono.. ma a volte capita che non si ha il tempo materiale di leggere l’ordinanza, se non l’ha letta tutta ha letto la parte che poteva riguardarlo direttamente.

Vitale fa notare che a pagina 16 dell’ordinanza 93 del 25 giugno si parla delle tende, e si dice che la tensostruttura dei cosiddetti amministratori e dei sanitari non avrebbe dovuto essere in alcun modo toccata o spostata, per questo chiedeva a Fusco se ne fosse a conoscenza, ma Fusco risponde che non lo sapeva. Vitale chiede poi un’altra precisazione. Fusco ha parlato di 77 giorni di malattia, in questo periodo è passato in ufficio ma non ha fatto attività d’ufficio? Materialmente no, risponde Fusco. Spiega che ha dovuto fare alcuni atti nei giorni immediatamente successivi, tipo la relazione che lo riguardava e l’infortunio. Vitale chiede se a fine settembre Fusco fosse ancora in malattia, risponde di si, quindi Vitale chiede se il 23 settembre 2011 Fusco possa aver redatto un’annotazione, risponde che potrebbe essere, se c’è la sua firma sicuramente l’ha redatta lui. Vitale spiega che nel fascicolo ci sono due annotazioni non firmate, ma c’è un’indicazione in calce “dott. Domenico Fusco” e poiché era in malattia Vitale si chiede come sia possibile che abbia prodotto due annotazioni essendo in malattia.

Fusco spiega che “i ragazzi che lavorano alla sua sezione scrivono automaticamente o meccanicamente” il suo nome, anche se non l’ha scritta lui, “c’è questa piccola problematica ma adesso non lo fanno più”… Vitale fa notare che se ne sono occupati a GENOVA di cose di questo tipo, Fusco reagisce dicendo che “si sta uscendo fuori dal seminato”. “Se c’è la firma…” dice Fusco, “Non c’è la firma”, specifica Vitale. Il PM chiede se si stia insinuando che ci siano atti falsi, Vitale spiega che ci sono annotazioni fatte mentre Fusco era in malattia, con il suo nome e cognome ma NON con la sua firma, chiede se sia prassi …..  Il PM chiede se si possono vedere  le annotazioni, gli avvocati le portano al Presidente e spiegano che sono nel fascicolo della Procura. L’avv. Colletta chiede come fare delle contestazioni a fronte di annotazioni che riportano il nome, ma non la firma, del Dott. Fusco….  “Dipende”, è la risposta del Presidente.

Il PM vuole vedere il numero della fogliazione… e chiede quando è stata fatta questa fotocopia.

Brusio tra il legal team.
L’Avv. Vitale chiede di fare copia ed eventualmente indagarlo se ha prodotto un falso. “Credo che le modalità con cui sono state svolte le indagini e trasmessi gli atti interessino il tribunale”, aggiunge Vitale.  “Vengono allegati certificati medici all’interno di una notizia di reato, con una annotazione di cui non conosciamo l’identità, quindi anche i referti non potrebbero essere acquisiti, allegati ad un’annotazione non firmata della quale non sappiamo la provenienza”, aggiunge un altro avvocato del legal team. Il Presidente risponde che il referto è autentico non si pone il problema e  che il contradditorio sulle annotazioni “non è di nostra competenza”, chiede di chiudere il discorso e passare ad altro, invita a” chiarire quell’aspetto da altre parti ma non qua”.

Avv.Colletta: Dott Fusco, lei sostiene che avete lasciato ai manifestanti la possibilità di scappare. Le farei vedere uno stralcio di filmato del 27 giugno, operatore Galasso, minuto 9:18… (si vede l’area tende, i manifestanti sono ancora nell’area vicino al museo)

Fusco: è il momento in cui c’è stato ancora il contrasto, se ne parlava anche prima… dovrebbe essere dietro l’azienda vinicola (si vedono manifestanti che resistono in una nube di gas).

Avv. Colletta: sono lacrimogeni quelli che vengono lanciati?

Fusco: potrebbe essere… si, ha visto, ci sono ancora persone che lanciano delle pietre, quindi potrebbero essere lacrimogeni… quello che ho detto prima era in linea generale, quell’episodio li’ era un contesto, infatti finisce li.

Un avvocato del Legal Team mostra uno spezzone di video (Gaia parte 1°) che riprende la barricata sull’autostrada alle 7:40, i manifestanti inquadrati gridano che “non si sente”, l’avvocato chiede al teste se ha sentito la voce in sottofondo, e chiede se quello è il momento in cui il dirigente Annunziata comunica ai manifestanti di allontanarsi, Fusco spiega che non sa rispondere…  L’avvocato passa a Gaia 2, ma il PM chiede di chiarire la domanda precedente, l’avvocato spiega che voleva capire se quel momento poteva essere quello in cui Annunziata intima ai manifestanti di allontanarsi. Si passa a Gaia2, ore 8:06:48. L’avvocato spiega che qui si vede che il guard rail era già stato frantumato, chiede se fosse normale che con la pinza si andasse a rompere la barricata nonostante i manifestanti fossero sulla barricata come si vede dalle immagini, ma Fusco risponde che è stato fatto “tutto in sicurezza”. Il video avanza a 8:10:33. L’avvocato evidenzia che la pinza continua a lavorare, ma i manifestanti continuano ad essere li. Fusco spiega che tra il cordolo e la barricata c’è una distanza di qualche metro, e che in quel primo tratto c’era altro materiale, tronchi e altro, viene tolto quel materiale, secondo Fusco le persone non stanno sopra i tubi innocenti….

Ma il video procede e si vede benissimo la pinza che prende la barricata, si vede la grata muoversi (Fusco conferma), l’avvocato chiede “Nonostante i manifestanti fossero sulla barricata si è lavorato lo stesso per distruggerla?”. Fusco ribadisce che “tra il cordolo e la barricata ci sono dei tronchi…. nulla esclude che… ma la riprova è che nessuno si è fatto male”.

Si passa al video Ulberti, minuto 9:06, sempre riprese dalla galleria autostradale. Si vedono lacrimogeni lanciati a forte velocità e si sente una voce che grida “a mano, a mano!”. L’avvocato chiede se questi lacrimogeni servivano a disperdere i lacrimogeni o a colpirli. Fusco risponde che servono ad “allontanarli”, e fa notare che “quei signori li’ nonostante l’invito hanno continuato…e la conseguenza è quella che abbiamo visto dopo”. L’avvocato chiede se il lacrimogeno si può sparare ad altezza uomo o se ci sono regole per cui il lacrimogeno non dovrebbe colpire il manifestante… Fusco: “se ha sentito bene si diceva di lanciarli a mano, ma a me sembra che i lanci siano stati fatti a regola d’arte…”. L’avvocato chiede se ha sentito che qualcuno grida “Troppo lontani”. Fusco: “Qualcuno dice ‘troppo lontani’ perché vengono sparati da dietro…e qualcuno dice ‘ sono troppo lontani’.
L’avvocato del legal team chiede se  in quel momento l’obiettivo era allontanare le persone li’ davanti, allora perché li lanciano lontani, al punto che qualcuno grida “troppo lontani”? Fusco sostiene che queste frasi vadano interpretate… che dipende dal contesto, e che probabilmente quelli lanciati lontani sono finiti addosso ai poliziotti più avanti (ma nel video si mostrano solo manifestanti nell’area in cui vengono lanciati i lacrimogeni).

Avv.Patrito: “dovrei intervenire sulle annotazioni attribuite suppostamente al dott. Fusco, vorrei spiegare dove si trovano, ovvero allegate alla dotazione del Dott. Petronzi del 7 novembre, sono nel fascicolo della Procura, non conosciute dalla procura e forse neanche dal Dott. Fusco, ma la nostra correttezza non è da mettere in dubbio!”

16:06 termina la testimonianza di Fusco. Il capitano Mazzanti risulta trasferito, viene quindi chiamato Ferrara. Gli avvocati del legal team sostengono di non avere avuto Salvatore Ferrara tra i testi da esaminare, il Presidente propone che venga ascoltato dai PM e la volta successiva dalla difesa. Il Presidente respinge le istanze delal difesa e si procede con la deposizione di Ferrara (Digos, Torino).

Ferrara spiega che durante le operazioni del 27 giugno si trovava nella galleria autostradale. Ripete più o meno le affermazioni di Fusco, spiegando quindi l’obiettivo di aprire un varco sull’autostrada e parla di circa 300 manifestanti nell’area di quella barricata.  Alle domande del PM Ferara spiega che da parteal dei manifestanti c’è stata una forte opposizione “che poi è diventata vera e propria violenza”, e che poi ha proceduto la benna perché “il personale doveva stare all’interno della galleria perché era fatto oggetto di un fortissimo lancio di pietre” e ricorda che “attorno mezzo gli operai avevano posto una griglia per evitare o limitare i danni”.

Il racconto di Ferrara prosegue ed è simile a quello di Fusco, parla probabilmente leggendo, racconta del lancio di “grossi massi” e poi specifica che ad un certo punto davanti al varco sono stati rallentati da persone che “si sono opposte in maniera pacifica”.

(mi perdo qualche minuto, esco per esigenze umane…quando rientro c’è sempre la deposizione di Ferrara, questa volta vengono mostrati fotogrammi per identificare alcuni degli imputati coinvolti nel processo)

Intanto su Repubblica esce un articolo che evidenzia quanto è successo all’inizio dell’udienza, quando gli avvocati hanno chiesto di avere le ordinanze senza i troppi OMISSIS per individuare con precisione le responsabilità all’interno della catena di comando dei dispositivi di sicurezza per le giornate del 27 giugno e del 3 luglio anche al fine di richiedere eventuali testimonianze, ma la loro opposizione è stata respinta, dovendo quindi rassegnarsi al fatto che TUTTO CIO’ CHE E’ TAV E’ di fatto TOP SECRET, come dimostrato anche da alcuni articoli inseriti nel decreto meglio noto come femminicidio entrato in vigore la scorsa settimana.

Alle 16:45 termina la testimonianza di Ferrara, e si passa alla discussione del calendario udienze. Bosio spiega che a partire da gennaio ci saranno due giorni settimanali dedicati al processo in aula bunker, con inizio alle 9 e termine alle 17. Alcuni avvocati fanno presente che un impegno di questo tipo crea enormi difficoltà per il loro lavoro, e che dovranno rinunciare al mandato difensivo di fronte ad un impegno di questo tipo. Il PM spiega anche che 3/4 dei testi non saranno presentati (quelli che hanno avuto delle lesioni) ed aggiunge che potrebbe agevolare la cosa rientrare al palazzo di giustizia, ma alcuni avvocati (che arrivano da fuori) spiegano che questo non cambierebbe molto la situazione. Un avvocato chiede che venga messo a verbale che due udienze a settimana per tutto il 2014 non è sopportabile, ma Bosio fa presente che oltre 400 testimoni non consentono di fare diversamente. Un altro avvocato fa presente che non c’è fretta in quanto è un procedimento che non si prescrive e che non vede imputati in carcere.

Il giudice, Quinto Bosio, prende atto delle osservazioni ma procede come da programma, inoltre fa presente che in caso di impedimenti le udienze verranno spostate al sabato.

Le prossime udienze: 8,19,21,30 novembre e 2,6,23 dicembre ore 9:00.

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