Petronzi9:40 appello imputati / avvocati

Avvocatura Stato – Avv. Crozza
Avv. Bertolino sostituito da Avv. Fiore

Vista l’istanza in data 27 giugno 2013 degli avvocati della difesa, e la richiesta che il dibattimento venga celebrato presso il Tribunale, vista altresì la dichiarazione degli avvocati di parte civile che si sono associati alla richiesta seppur per diversa ragione, considerato che ci sono tanti imputati liberi e che viene meno l’esigenza di trasporto sotto custodia, considerando inoltre che si creerebbe un clima sfavorevole rispetto al processo, visto l’utilizzo dell’aula bunker per il contemporaneo svolgimento del processo Minotauro, visto il parere contrario di Rinaudo, e considerato che la maxi aula di C.so Regina ha un’ampia capienza, a garanzia di un sereno processo, peraltro garantita più che dal luogo fisico dal presidente di tribunale. Ritenuto poi che visto l’alto numero imputati, avvocati di parte e parte civile, che si avvicina pericolosamente al numero possibile nelle maxi aule del tribunale, ritenuto inoltre che lo svolgimento sino ad oggi del processo è stato caratterizzato da numerosi incidenti dovuti alle interperanze del pubblico, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, come il 21 luglio 2012 quando furono gridati slogan e insulti ad un telecineoperatore della RAI riportando lesioni, il 1° febbraio 2013 presso l’aula bunker quando una giovane donna iniziava a leggere il volantino e l’intervento delle forze dell’ordine fu necessario per garantire ordine, rende necessario un adeguato presidio delle forze dell’ordine, pertanto è meglio che il processo si svolga presso l’aula bunker di corso regina anziché il tribunale di Torino.

Gli avvocati Ghia e Bongiovanni del Legal Team mostrano un’immagine dall’alto dell’area di Chiomonte oggetto del dibattimento

T.L. uno degli imputati, lascia l’aula bunker affermando il suo RIFIUTO ad accettare di essere giudicato come i TERRORISTI e i MAFIOSI

L’avvocato Novaro illustra il materiale video che viene prodotto dalla difesa, facendo notare che manca, nel materiale dell’accusa, il materiale video di un determinato momento , per questo viene richiesta nuovamente la testimonianza dell’addetto alle riprese video per capire come mai mancano 30 minuti di video dall’elicottero e per verificare che gli operatori siano a conoscenza di alcuni eventi, riprodotti nel filmato meglio noto come “video shock” riferito al fermo di Soru e Nadalini (intorno alle 12:45).
Voi avete un verbale di arresto e avete le lesioni riportate dai signori Soru e Nadalini, nei verbali di arresto risulta che Soru e Nadalini sono caduti e si sono feriti da soli, ma avete agli atti un video nel quale si vede che i due imputati subiscono violenze da parte di alcuni agenti, venendo picchiati pesantemente con manganelli e bastoni. Chiediamo quindi che venga disposta l’audizione dei testi, sovrintendente De Luca che ha realizzato le immagini in questione.

Avv. Bertone deposita istanza di remissione alla corte costituzionale per incostituzionalità in relazione alla mancata previsione che una parte delle indagini preliminari, qualora la P.A. non adempia alla…. della documentazione e sia la procura della repubblica a dover valutare la rilevanza dell’indagine difensiva…. (???) Una questione molto determinante, che a differenza di quello che ha ritenuto il collegio, noi riteniamo che le indagini difensive sono state ostacolate dalla procura non fossero a largo raggio alla ricerca di eventuali situazioni ma molto specifiche e molto determinate, cioé l’attività difensiva è stata fatta …..(..) Solleva il problema della mancata opportunità di acquisire documentazioni importanti relative ai danni da CS…. chiede quindi che il collegio voglia rivalutare la posizione espressa nell’ordinanza del 21 giugno. Altri avvocati della difesa si associano alla richiesta di Bertone.
Vitale chiede venga verbalizzato che si allontana perché ha un rito abbreviato, ritiene che ci sia quindi un legittimo impedimento, poiché non pensava si cambiasse idea sull’aula fa notare che per questa ragione solleva la richiesta di legittimo impedimento, che sia il tribunale a decidere, non ho sostituti in studio perché sono impegnati in altri procedimenti.

PM per quanto riguarda la questione di legittimità costituzionale l’ho letta velocemente…. lamentano il fatto che non hanno potuto acquisire documentazione relativa all’uso dei lacrimogeni e questo comporta un danno al diritto di difesa, ci sono una serie di testimonianze che potranno dare tutte le indicazioni, quindi ritengo sia infondata e vada respinta.

PM Relativamente all’istanza presentata dall’avv. Vitale gli facciamo presente che lo stesso problema si porrebbe anche se il tribunale si svolgesse in corso vittorio visto che non ha il dono dell’ubiquità, tra l’altro non è chiaro nell’avviso quali siano i difensori, perché si fa riferimento a più difensori di fiducia con più imputati e non ci sono caratteristiche di incompatibilità per cui un difensore non possa difendere l’altro

Avvocatura dello Stato: avrei qualche perplessità sull’ammissione della prova documentale delle fotografie aeree, per autenticità e provenienza del documento. Non mi è chiaro poi se quella produzione si sovrappone a quella del PM, in modo che poi si usino le produzioni della difesa al posto di quelle del PM oppure se poi debba essere operato un confronto. Le immagini del PM hanno un grosso vantaggio, che sappiamo quando sono state scattate e questo garantisce l’autenticità.
Non mi oppongo all’audizione del teste De Luca e sulla questione di legittimità costituzionale l’ordinanza non è impugnabile e, penso, neanche derogabile, quindi l’istanza ha senso solo come eccezione di anti-costituzionalità di una normativa che non ho capito bene qual è… ma questo sicuramente per colpa mia.
Osservo, per quanto riguarda le dotazioni che fanno parte dell’equipaggiamento delle forze di polizia è pacifico che vengano usati gli strumenti consentiti e che quindi non parliamo di armi improprie rispetto al tipo di dotazione standard, quindi è una tipo di questione che non è prospettabile, è manifestamente infondata….. Non c’è nessun dubbio sul tipo di dispositivi che sono stati utilizzati e quindi non c’è nessun problema ad effettuare tutte le verifiche possibili….

10:52 leggo l’ordinanza, sulla richiesta di rinvio per legittimo impedimento, visto che tutti gli imputati sono difesi da un secondo difensore che non hanno sollevato nessun impedimento, respinge la richiesta.

Ammessa la testimonianza dell’operatore De Luca.

Sulla questione di illegittimità costituzionale sollevata dall’avv. Bertone viene considerata infondata.

Viene chiamato a testimoniare il dott. Petronzi. L’avvocato Novaro fa notare l’illegittimità della convocazione dei testi considerando che sono 240 i testimoni dell’accusa e fino a questo momento non è stato possibile essere informati con il giusto anticipo su quali testimoni vengono sentiti in udienza, anche per poter preparare il controesame. Arrivare in aula senza sapere chi sono i testimoni “è assolutamente incredibile”. Ancora mezz’ora fa a sua precisa domanda alla Procura gli è stato risposto “lo scoprirete durante l’udienza”.
Segnala inoltre che qualche giorno fa il signor Pier Paolo Pittavino che è consulente tecnico, è stato oggetto di perquisizione e i computer sui quali lavorava, in particolare uno che contiene i file prodotti in tribunale, sono stati sequestrati. All’atto di sequestro Pittavino ha fatto mettere a verbale che svolgeva ruolo di consulente nel processo e chiedeva che gli fosse restituito il disco rigido, è evidente che abbiamo estrema difficoltà a svolgere il mandato difensivo a fronte del fatto che un consulente che deve aiutarci nella ricostruzione con prove video, è stato privato del materiale e della possibilità di operare. C’è una forte difficoltà a costruire una difesa decente in questo processo!
Chiedo inoltre di avere il tempo di studiare il materiale del teste di oggi, Dott. Petronzi, altrimenti non sono in grado di svolgere il mio dovere.
Chiediamo che il Tribunale segnali alla Procura la necessità di dirmi quali sono i testi che verranno sentiti nelle udienze. I processi vanno fatti seriamente e con correttezza reciproca.

PM: “Non sta scritto da nessuna parte che si debbano segnalare prima i testimoni. L’udienza del 21 giugno noi avevamo citato un teste, che era l’unico in quanto agli altri 4 non erano state notificate le ordinanze di convocazione, ed era il teste Lazzaro. Il teste Lazzaro il 3 luglio 2013 ha ricevuto una busta bianca a lui intestata con all’interno un proiettile con un foglio formato A4 contrassegnato dal logo del movimento NOTAV e la sottoscritta “fotografo infame devi morire”. Faccio presente che il teste Lazzaro è capitolato sulle circostanze di aver contribuito di aver fatto le foto durante le manifestazioni che sono oggetto oggi. Quindi le nostre ragioni di tutela e sicurezza sono finalizzate a tutelare i nostri testi. Anche i nostri testi sono stati minacciati, quindi riteniamo doveroso tutelare i nostri testi. La circostanza che le difese non siano in condizioni di procedere al controesame è destituita di fondamento, perché i testi sui quali andremo a discutere e sui quali ci confronteremo sono tutti dettagliatamente capitolati, quindi possono prepararsi al contro-esame. Noi, al canto nostro, non siamo neanche noi in grado di poter controbattere sul contro-esame, tant’è che le difese non ci dicono preventivamente quali saranno i testi che porteranno in questa sede (brusio da parte del legal team) quindi ritengo legittimo da parte nostra continuare su questa linea, anche perché questo spirito di collaborazione che dovrebbe esserci in questo processo non mi pare che in quest’aula ci sia, non mi pare che da parte delle difese ci sia stato un contraccambio a quella che è stata la nostra disponibilità.
Per quanto riguarda il computer del signor Pittavino è stato disposto ieri il dissequestro.”
Avv.Novaro: I quattro testi non sono quelli indicati in quell’udienza ma sono gli ultimi 4 testi della lista, quindi è un falso storico (brusio)

Avv Legal Team: si appellano all’art.6 della convenzione europea sui diritti dell’uomo per evidenziare una palese violazione in base alla quale dovrebbe essere considerata nulla la deposizione del teste di oggi.

Articolo 6 – Diritto ad un processo equo.
1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale deciderà sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità puó pregiudicare gli interessi della giustizia.
2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.
3. In particolare, ogni accusato ha diritto a :
a. essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in un modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico;
b. disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;
c. difendersi personalmente o avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;
d. esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
e. farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata all’udienza.

(battibecco tra accusa / difesa)

Viene chiesto alla difesa di sollevare le obiezioni tutte insieme, gli avvocati fanno presente che dato il numero di imputati è normale che ci siano più voci della difesa, non è stata certo una loro scelta un processo di questo tipo.

Prosegue la discussione sul processo equo, gli avvocati del legal team ribadiscono il principio di parità delle armi. Se dovesse continuare questo tipo di prassi il processo diventerebbe iniquo anche dal punto di vista della Convenzione Europea.

Il PM sostiene l’infondatezza delle eccezioni sollevate dalla difesa, affermando che la norma fondamentale è la 497 1° comma, “nell’ordine prescelto dalle parti che li hanno indicati”, quindi il richiamo è fuori luogo. Il fatto che si eccepisca una nullità, non si può eccepire una nullità per qualsiasi norma venga inosservata… Che poi continuo a chiedermi quale inosservanza ci sarebbe stata della procura in questo caso! Il richiamo al fatto che le difese non sarebbero in condizioni di preparare il controesame in base all’articolo 6, vorrei far notare che questo fa riferimento anche alle norme nazionali le quali non devono andare in contrasto sia con la norma sovranazionale ma anche con la norma Costituzionale. In questo caso non c’è alcuna violazione, perché dimenticate forse che c’è una norma di chiusura che sicuramente impedisce i testi a sorpresa, ovvero non indicati, in quel caso ci sarebbe una precisa violazione dell’art.6, ma in quel caso tutto passerebbe attraverso il filtro del 507. Mi pare quindi ci sia una giusta compenetrazione delle esigenze sia della parte pubblica che della parte privata.
A questo punto mi chiedo se, sentito il teste Petronzi, questo sia poi sentito dalla difesa in un’udienza successiva. Quindi io ritengo non vi sia nessuna violazione, pertanto le difese sono state messe ampiamente e con ampi termini nelle condizioni di preparare la loro difesa per i loro imputati, noi abbiamo osservato la norma, non dobbiamo segnalare antecedentemente quale sarà il testo perché questo ci è concesso dalla norma e io mi attengo alla norma, anche per quelle ragioni di sicurezza che hanno coinvolto il teste Lazzaro e chiediamo anche di acquisire questa nota dove si fa riferimento alla minaccia che è stata fatta al teste Lazzaro, che non sia semplicemente una voce della Procura”.

Un avvocato del legal team mi ha spiegato quanto è successo poco fa, una successione di eventi inquietanti. Le eccezioni sollevate dalla difesa vertevano infatti sull’anomala convocazione a testimoniare del Sig. Lazzaro (dell’azienda Italcoge, coinvolta nei lavori di cantierizzazione dell’area sin dal 27 giugno 2011), che NON ERA tra i 4 testimoni dell’accusa indicati dalla Procura nell’udienza del 21 giugno. In sostanza sembrerebbe che qualche giorno fa sia stata notificata a Lazzaro la notifica per la testimonianza in data odierna, ed è facile presumere che la notifica sia giunta PRIMA del ritrovamento nell’ufficio postale di Susa di una busta contenente polvere “sospetta” ed un proiettile calibro 7,65 con un foglio formato A4 contrassegnato dal logo del movimento NOTAV e la sottoscritta “fotografo infame devi morire”. Difficile pensare che questa coincidenza possa essere una casualità!

“Il tribunale sulle richieste d’eccezione sollevate in data odierna sul teste non preannunciato dal PM, ritenuto che l’omessa previa indicazione del teste oggi convocato non implica alcuna nullità non ravvisandosi la violazione di norme imperative alla tutela della difesa dell’imputato, ritenuto che tale assetto normativo non contrasta con la Costituzione che si riferisce ad un congruo termine a comparire e visionare gli atti processuali, ritenuto che le lamentate minacce al teste Lazzaro hanno avuto inizio già nell’anno 2008 per questi motivi dispone che abbia luogo il solo esame del teste Petronzi. Invita le parti ad indicare al termine di ciascuna udienza i nomi dei testimoni che prevedono di convocare all’udienza successiva.”

Giuseppe Petronzi, nato a Benevento il 27 giugno 1962, dirigente Digos Torino

PM: Può riferire al suo ufficio se sono state disposte le cartine e qual è la fonte di queste cartine?
Gli avvocati obiettano che non può essere il teste a dire se un documento è prodotto o non è prodotto ma dovrebbe essere l’accusa.

Petronzi introduce il materiale che verrà utilizzato a supporto della sua testimonianza, cartine con foto aeree e due video da 15 minuti cad.
Si tratta di un assemblaggio di immagini contenuti nei dvd e che fanno parte del fascicolo del dibattimento
PM richiede di iniziare la visione del video.
Il legal team si oppone alla visione del filmato perché la collezione del materiale video non è neutra, non riprodotta in questa forma.
Un altro avvocato si associa sostenendo che il teste non è stato convocato in qualità di consulente tecnico. L’obiezione di fondo è che in realtà si tratta di un’attività più da consulente che da teste.
il PM chiede al dott. Petronzi di commentare la prima immagine che risulta proiettata, cosi’ da capire quali sono stati i criteri seguiti per la preparazione di questo documento (video) che non è ex novo e che serve solo per agevolare l’esame del testimone, e sono state date indicazioni precise in modo tale da comprendere che non c’è stata nessuna alterazione e non si tratta di un consulente.

Petronzi illustra il criterio con il quale è stato realizzato: contiene soltanto immagini video già entrate con la nota del 7 di novembre con la consegna di tutti i video fotografici. E’ solo per illustrare la sorgente, è illustrato chi è stato l’operatore, in che data è stata effettuata la ripresa, il numero di riferimento del reperto con la relativa nota. Il colore giallo rappresenta i fatti che sono avvenuti alla centrale elettrica di Chiomonte, perché lo scenario è estremamente ampio i fatti si sono verificati a distanza di 3-4 km, quando si tratta di video fatti dal gabinetto interprovinciale della polizia scientifica è rimasto impresso l’orario originale.

La corte si ritira, nuova pausa (è la terza).

Petronzi riprende spiegando l’ordinanza prefettizia datata 27 giugno. I motivi per cui venne emanata risiedono in incidenti che si erano verificati antecedentemente, ovvero la notte tra il 23 e il 24 maggio quando era stata tentata la medesima operazione, con caratteristiche di arrivo e di partecipazione delle forze dell’ordine meno consistente rispetto a quella del 27 giugno che era stata sicuramente più complessa, per cui c’era quest’ordinanza prefettizia in quanto il 23 maggio quando avevamo tentato l’accesso non era stato possibile poiché eravamo stati fatti oggetto, noi e le maestranze, di un fitto lancio di sassi e di altri oggetti tra le ore 2:00 e le ore 3:00 di quel mattino, ricordo che vennero lanciati 120 Kg di sassi per 711 sassi quella notte. Alla luce di quanto era successo, anche per non esporre il personale e le maestranze a rischi maggiori, si era desistito dal proseguire queste attività e dopo un’ora si era chiuso il tentativo di accesso all’area, nel medesimo punto in cui poi si sarebbe andati ad operare il giorno 27. Per altro a partire da quella data l’area in cui si sarebbe andati a lavorare venne caratterizzata da un presidio permanente sia presso il museo archeologico che l’area della vitivinicola e le strade che portano in questi due luoghi, per cui non c’era alcuna possibilità di accesso in quanto era presidiata dai soggetti che vi avevano stabilito la “libera repubblica della Maddalena”. non c’era quindi la possibilità di accedere a queste aree, in cui c’è anche la centrale elettrica del comune di Giaglione. Il 25 maggio il Capitano Mazzanti aveva cercato di entrare nell’area cercando di passare al check point ed era stato respinto. Altresì le uscite di emergenza dell’autostrada della galleria Giaglione all’uscita sia direzione SUD che direzione NORD erano state rese inservibili attraverso l’apposizione di tronchi d’albero tagliati o guard rail, posizionati lungo questo percorso, che sarebbero le curve delle uscite di sicurezza, prossime alla cabina elettrica di Giaglione.
In virtù di quella situazione di pericolo iniziale e di una situazione in essere che non consentiva alle forze dell’ordine un controllo è stato emessa un’ordinanza, e poi ci sono le ordinanze del questore che dispongono i servizi e danno titolo di coordinare i contingenti che le ho indicato, formati da Polizia di Stato, Carabinieri e Finanza.

PM: Qual era il programma della giornata? Orario d’inizio di apertura del cantiere, luoghi dai quali dovevate accedere…
Petronzi: L’arco temporale che era stato selezionato per poter operare erano le prime ore del mattino, quindi diciamo in orario diurno e di luce. I punti di accesso individuati erano il precedente già indicato del 23 maggio, uscita galleria Ramat direzione sud, e l’accesso al check point nei pressi della centrale elettrica all’imbocco di via dell’avanà presso il museo archeologico. I contingenti avrebbero fatto accesso da questi punti, effettuando un’apertura sul guard rail autostradale all’uscita della galleria e attraverso il check point basso di via dell’avanà.

PM: Esaminiamo prima cos’è accaduto alla galleria Ramat ai varchi autostradali, orario d’inizio orientativamente…

Petronzi: il raduno dei contingenti nella zona Oulx-Bardonecchia era intorno alle 5 del mattino, ci siamo spostati nel luogo indicato intorno alle 6, ovviamente tenevamo conto delle condizioni in essere, un presidio di circa 2-300 manifestanti, i quali avevano organizzato una barricata detta Stalingrando, la quale insisteva sul punto del guard rail sul quale si sarebbe dovuta effettuare l’apertura. Un manufatto con reti metalliche all’interno delle quali erano stati messi dei massi, e numerosi tronchi d’albero messi verticalmente appoggiati sulle bandiere antivento sovrastanti il guard rail autostradale. Le stesse a partire dal 23 maggio avevano assunto una consistenza molto robusta. Altresì, in posizione diametralmente opposta, in direzione nord, era stata fatta una barriera di questo tipo al presumibile scopo di impedire evidentemente l’accesso agevole, che già non sarebbe comunque stato agevole dovendo abbattere il guard rail.

PM Quindi il 27 giugno c’erano altre persone che dovevano svolgere queste attività?

Petronzi: si, come per il 23 di maggio le attività richiedevano una complessità di partecipanti. Qualunque attività abbiamo effettuato è sempre dovuta essere presente la SITAF per eventuale chiusura / ripristino autostrada e per la sicurezza della circolazione, oltre alle forze dell’ordine. C’erano inoltre mezzi della società LTF, di appaltanti della LTF, che avrebbero realizzato le attività stesse, quindi mezzi d’opera come pale meccaniche, una pinza meccanica.

PM: Quando incominciano le operazioni, quando arrivate alla galleria RAMAT chi trovate?
Petronzi: Quando arriviamo alla galleria Ramat all’interno della quale le forze dell’ordine rimangono, l’autostrada era stata chiusa preliminarmente per motivi di sicurezza per un lancio di sassi registrato da personale sitaf, noi siamo rimasti all’interno della galleria e noi troviamo nel punto in cui si sarebbero dovute effettuare l’attività circa 200 persone che variamente si erano appoggiate sulla barricata stalingrado, e alcuni erano anche seduti sulla barriera antivento sul bordo autostradale.
(indica la cartina) : li’ si vede il viadotto, noi dovevamo intervenire in quel punto esatto.

PM: Quindi voi avevate, con i vostri mezzi e con i mezzi delle società incaricate dei lavori… ci può dare un’indicazione?

Petronzi: arrivando da nord, in questa direzione. Il personale era rimasto in questa galleria qua (indica). Altra forza era stata disposta in quest’altra galleria che si chiama Giaglione. Il grosso dei mezzi d’opera e delle forze dell’ordine che avrebbero operato in quel luogo si trovava all’interno di questa galleria.

PM: Siete sempre rimasti all’interno della galleria?
Petronzi: Siamo rimasti a lungo nella galleria, mentre noi svolgevamo questo tentativo contemporaneamente il dotto. Di Gaetano stava scendendo dalla strada provinciale 233, che qui non è riportata, verso la centrale elettrica.

Gli avvocati della difesa fanno notare che non sono in grado di osservare il puntatore laser sulla cartina poiché la cartina è girata verso la Corte. Novaro suggerisce di utilizzare la cartina più grande, con le griglie, suggerisce di appendere quella grande (con le griglie), dove però manca la parta della centrale.
(la cartina con le griglie viene consegnata a Petronzi).

Petronzi: in riferimento alle griglie, il punto del quale parlavo io è in 8D. In riferimento all’altra cartina, Chiomonte centrale, il punto con la strada provinciale è nei quadranti 5A e 6A, il punto dove si sarebbe dovuto fare l’intervento da parte di questo secondo gruppo è interessato dal quadrante 5B.

PM: Stava dicendo il dott Petronzi che in contemporanea con il tentativo di accesso dalla galleria della RAMAT il dott Di Gaetano stava facendo qualcosa….
Petroni: si, stava facendo l’intervento dove esisteva il check point dei presidianti della libera repubblica della maddalena.

PM: Concentrandoci li’ nella galleria ramat lei ha detto che siete rimasti per molto tempo all’interno della galleria, per quale ragione?

Petronzi: evidentemente per l’atteggiamento ostile dei manifestanti che si trovavano in quel posto, era stato anche usato il megafono per spiegare le ragioni dell’intervento, e l’atteggiamento appariva ostile..

PM: descriva le condotte che denotavano ostilità
Petronzi: lanci di oggetti, urla, grida e il posizionamento sopra queste griglie, dal momento che come ho detto c’era anche personale posizionato sul viadotto noi non avevamo una visione limitata… avevamo una visione generale da altro personale di sicurezza che era posizionato sul viadotto e con il quale comunicavamo, per cui le valutazioni e i tempi dell’intervento erano calibrati sulla base delle informazioni che ci pervenivano, avevamo anche l’elicottero in volo perché comunque era considerato un servizio molto delicato, quindi qualunque origine di informazione avrebbe potuto rendere questo intervento quanto più efficace e al tempo stesso indolore, noi l’abbiamo utilizzata. C’è stata infatti una fase di attesa nel corso della quale si è palesata l’intenzione di effettuare l’intervento, e quando si è compreso che non c’era un’intenzione di desistenza dall’altra parte, allora si è deciso di procedere.
A quel punto è stato modulato un piano anche per la massima preservazione del personale perché in quel posto eravamo in posizione di chiaro sfavore altimetrico rispetto ai manifestanti, a quel punto è uscita una pinza meccanica la quale ha iniziato ad operare sul guard rail rompendolo. La pinza veniva ostacolata con lanci di oggetti, sassi, bastoni, bersagliati con le fionde, estintori, veniva fatto grosso uso di estintori, in particolare ricordo che c’era un estintore che non conteneva la sostanza che in genere c’è ma c’era olio esausto e vernice che veniva copiosamente lanciato sul mezzo meccanico che stava operando in questo momento, altri estintori contenevano la sostanza anti incendio per generare un fumo e rendere difficile la visione all’operatore.

PM Chi era l’operatore alla pinza? Uno delle forze dell’ordine?

Petronzi: No, uno che ha delle competenze specifiche per l’impiego, avevamo anche personale del reparto mobile di Roma che aveva delle competenze, ma quella pinza richiedeva una particolare competenza tecnica. A seguito del lancio di questi oggetti il mezzo ha riportato diversi danni, anche al vetro, a un certo punto al mezzo è stato messo uno scudo della polizia per poter continuare le attività.
I lanci erano concentrati dalla barricata stalingrado , e altresi’ le persone si erano posizionate sul flauto della canna dell’autostrada, sul tunnel, in direzione sud, perché in quella posizione avevano un assoluto vantaggio, il mezzo si trovava assolutamente sotto.

PM: Il numero?
Petronzi: il totale delle persone in generale erano circa 300, le persone che riuscivano ad incombere saranno state almeno un’ottantina. La direzione del lancio… almeno da 10 metri quelli che venivano lanciati a mano raggiungevano il bersaglio, altri invece… ricordo che era stato fatto un grande uso di fionde, che arrivavano anche a 20-25 metri circa.

PM da parte vostra c’è stata reazione?
Petronzi: nella prima fase eravamo in una posizione passiva e non eravamo in grado di intervenire su queste persone, e abbiamo atteso che ci fosse un varco utile da parte della pinza meccanica per prendere la stradina che ci avrebbe portato al museo archeologico e di fatto è cosi’ che ci siamo comportati, ed è quella la fase in cui i lanci sono stati più efficaci, noi abbiamo quel giorno riportato 56 feriti anche in modo grave, ricordo un agente di Milano che ha rotto una scapola, e la violenza dei lanci è stata cosi’ forte che dopo un primo tentativo abbiamo dovuto rientrare nella galleria perché ci trovavamo in fortissima difficoltà.

PM C’è stato un lancio di lacrimogeni?
Petronzi: sicuramente si.

PM Quanti?
Petronzi: il dato totale, x i due dirigenti, hanno sparato 278-280 lacrimogeni circa.

PM: Lei è a conoscenza delle caratteristiche tecniche dei lacrimogeni?
Petronzi: si mi sono documentato, abbiamo il GL40 che viene lanciato con un attrezzo meccanico e un M7 che sarebbe manuale, e che contengono lo stesso principio. L’unica differenza è che quello che viene lanciato con il GL contiene anche della polvere nera che serve per la proiezione a distanza e che rimane trattenuta nell’area del lanciatore

PM: in quella giornata si sono utilizzati entrambi?
Petronzi: penso di si, ma ritengo di più i GL40.

PM: passiamo quindi alla situazione in strada dell’Avanà, centrale elettrica.
Petronzi l’uno e l’altro fatto accadono intorno alle 7 del mattino, l’intesa era di procedere in autonomia avendo come obiettivo ultimo quello di raggiungere l’area antistante il museo archeologico, ovvero l’area dell’azienda vinicola contenuta nei quadranti 9B,9C,9D della cartina che mi è stata sottoposta.

PM: Li’ c’era il Dott. Di GAETANO come dirigente OP, c’erano dei reparti delle forze dell’ordine, e qual è stato il percorso che avete seguito, che hanno seguito per giungere presso la centrale elettrica?
Petronzi: il percorso che hanno raggiunto.. mentre il primo contingente era giunto direttamente dall’autostrada, loro erano usciti da un varco di servizio che si trova all’altezza della galleria CELS e che adduce alla strada provinciale 233, si sono trovati al cancello di via dell’Avanà, prima di giungere in quel posto hanno trovato numerosi ostacoli….

Avv. GHIA chiede se era presente o se riferisce circostanze, se fossero circostanze la difesa si oppone in quanto non è un teste diretto.

PM: di queste circostanze ha appreso quando?
Petronzi: in diretta, perché come dicevo in precedenza eravamo in collegamento, anche con l’elicottero che riferiva informazioni, sempre via radio, e avevo personale alle mie dirette dipendenze, in particolare il Dott. Scarpello, mentre il Dott. Fusco lavorava con me, tengo a precisare che il dispositivo soltanto come DIGOS era 60, 70 persone, quindi oltre alle comunicazioni radio ricevevo tutte le comunicazioni dirette da parte dei collaboratori Digos che fanno capo a piramide ai funzionari della mia divisione,
PM: alla luce di questa risposta ritengo che l’eccezione sia infondata. Possiamo andare avanti Presidente? (il Presidente conferma, trattandosi di notizie che apprendeva in diretta durante il servizio).

PM: Sulla strada dell’Avanà c’era un cancello? Chi l’aveva installato?
Petronzi: si, i presidianti della Libera Repubblica della Maddalena, mi sembra anche avessero istituito un tesserino che stabiliva chi potesse passare e chi no… l’episodio del 24 maggio del quale è stata fatta, mi pare, anche notizia giuridica… la strada era di proprietà del comune, il cancello era composto di tubi innocenti, l’ampiezza del cancello è quello di una sede stradale.

PM: Arrivati al cancello cosa succede, viene aperto?
Petronzi: No, si ripropone una situazione analoga all’altro punto di accesso, qui operava il dott. Di Gaetano e so che ha parlato con alcuni esponenti, presumibilmente con alcuni legali del Legal Team o con qualche esponente dialogante dei NOTAV perché è abituale che ci siano dei contatti… L’ordinanza prefettizia è stata quindi presentata con alcuni NOTAV, mentre nell’altro punto è stata comunicata a mezzo megafono perché i manifestanti avevano un atteggiamento più ostile. Dal momento che l’interlocuzione non ha avuto alcun esito,loro hanno stazionato dietro questo cancello poi, progressivamente, sono iniziati analoghi lanci come avveniva vicino alla galleria, e poiché la strada è affiancata da un costone che consente di salire in altezza e da una posizione di altezza riuscivano…. dopo una fase di empasse il cancello è stato ancorato con il mezzo meccanico, quando è avvenuto questo le persone hanno arretrato e il lancio è stato più violento. Ricordo che nell’area della centrale esistono alberi anche alti e in alcune immagini si vede che vengono tagliati alcuni alberi proprio nel contesto di queste attività con pericolo per chi tagliava e per chi effettuava le operazioni.

PM: sia più chiaro su lanci analoghi…
Petronzi: Pietre, vernice, ricordo che c’era un estintore che ha macchiato di rosso divise e scudi della polizia, le persone che si erano assestate su questo cancello colpivano con bastoni e con altri strumenti a loro disposizione

PM: questi soggetti che avevano posto in essere queste condotte che lei ha descritto di lanci e di oggetti che cosa indossavano, erano riconoscibili?
Petronzi: variamente abbigliati, c’era una ricchezza di simbologia notav, per arrivare poi da parte di soggetti più ostili ad abbigliamento di colore scuro, caschi, e visibilmente travisati, atteggiamenti e abbigliamenti funzionali al travisamento in entrambi i luoghi, ma nel luogo secondo, il cancello dell’Avanà, era una situazione più ordinaria, c’era una maggiore riconoscibilità relativamente anche all’interlocuzione che c’era stata.

PM: alla centrale elettrica ci sono stati feriti tra le fdo?
Petronzi: si, per quanto li abbiamo avuti maggiormente nell’altro posto, perché quando abbiamo dovuto risalire la collina siamo stati colpiti da sassi anche grandi, sassi lunghi anche mezzo metro. Da quest’altra parte i lanci erano analoghi, ma il personale si è ferito perché il personale ha dovuto risalire dopo l’abbattimento del cancello circa 1700-1800 metri e durante il tragitto ha trovato numerosi ostacoli, sia fissi e passivi posti sulla strada, faccio presente anche delle rotoballe di fieno che l’elicottero descriveva impregnati di una sostanza, e poi si è capito la sostanza perché sono stati incendiati, e poi delle reti all’interno delle quali si trovavano dei sassi. Quindi questo percorso non è stato fluido, sia per le difese passive che per i lanci che avvenivano lateralmente dal lato sinistro che si trovava in vantaggio altimetrico. Di quei circa 58 feriti però la gran parte si è fatta male dall’altro accesso.

PM: quanto è durato tutto quello che lei ha descritto? il lancio di oggetti, l’azione di contrasto all’avanzata delle fdo?
Petronzi: punto di riferimento temporale è una comunicazione delle 9:23, quindi circa le 9:30, e se io ho riferito le ore 7:00 come inizio delle attività delle due operazioni, il termine può essere le 9:30, quindi sono circa due ore e mezzo.

PM: Ha già riferito dei danni alle cose, a quella pinza, avete poi riscontrato altri danni ai mezzi di polizia, delle fdo o di privati?
Petronzi: a strumenti nostri parecchi, ma quelli non rilevano più di tanto, ricordo il grave danneggiamento di una vettura una FIAT Marea della scientifica, ritengo siano 3 i mezzi di lavoro che sono stati danneggiati, sicuramente il mezzo che operava all’uscita della galleria, è stato asportato tutto il gruppo ottico e sono state tagliate le gomme dei mezzi saliti da via dell’Avanà, ricordo in termini di danni anche il danno riferito dalla società SITAF di circa 41 mila Euro fatti in autostrada e non riferibili alle attività previste per l’apertura del varco. Prima che arrivassimo sul posto erano stati asportati alcuni strumenti che si chiamano CLIMFLEX per indirizzare le autovetture, ed erano stati buttati dove si trova la barricata stalingrado, da soggetti che erano entrati all’interno dell’autostrada e generando quella chiusura cui s’è fatto riferimento.

ALTRO PM: Adesso le mostreremo dei filmati, partirei dal DVD9, registrato alle ore 6:19 presso la Centrale.
PETRONZI: Questa è la proiezione filmata della discesa del Dott. Di Gaetano, quelli sono i tronchi di albero, chiaramente non si vedono i chiodi a 4 punte, fanno parte di quegli ostacoli passivi che erano stati posti lungo il percorso prima che si arrivasse al cancello.

Viene mostrato video ore 7:44 galleria nord – la pinza sta tagliando guard rail
Petronzi: qui ci siamo riferiti nell’altro punto, non eravamo esattamente coordinati, qui eravamo alle 7:45, la pinza meccanica ha iniziato ad operare, le forze dell’ordine rimanevano all’interno della galleria, da una delle gallerie è stata effettuata la ripresa che si vede, ed è stata documentata la prima fase di apertura che avviene appena si esce dalla galleria sul lato destro. Altresì si vedono le persone abbigliate come ho descritto precedentemente e fortemente travisate in alcuni casi che si trovano sulla parte sovrastante alla galleria sulla quale stavamo operando.

(il filmato mostra l’attività sopra la galleria)
Viene ora mostrato un video girato alle ore 7:46 il filmato viene fermato quando si individua un estintore

PM: il contenuto dell’estintore è quello a cui faceva riferimento?
Petronzi: si , quando ho parlato di olio esausto e vernice è perché di questa sostanza è rimasto intriso anche parte del tunnel e lo rinvenivamo sul mezzo sul quale è stata lanciata questa sostanza.
(il video mostra che l’estintore viene usato per fare uscire del FUMO)

PM: da cosa è provocato questo fumo?
Petronzi: il fumo è provocato dall’estintore, come ho detto prima gli estintori sono stati usati in vario modo, sia mettendo all’interno altra sostanza… o come potete venire qui è il tipico contenuto di un estintore, che rendeva difficoltosa la visibilità… altro fumo veniva però generata anche dalla pinza…. come vedete c’era dell’acqua buttata per non fare troppa polvere….

PM: e il lancio dei lacrimogeni rispetto a questa immagine?
Petronzi: successivi, perché in questa fase qui per le attività che stavamo ponendo in essere, atteso che in quel momento la principale attività era l’attività meccanica della pinza non vi era la necessità….

PM: Ma non era possibile un accerchiamento da parte vostra?
Petronzi: tutto in teoria sarebbe disponibile disponendo di altri numeri, i principi che hanno ispirato il servizio era anzitutto non avere mai contatto con i manifestanti, perché noi avremmo potuto scendere dalla ramat, la qual cosa avrebbe generato un contatto diretto che non era nelle intenzioni del servizio. Per quanto li’ ci fossero delle illegalità l’intenzione non era confliggere materialmente. Per la porzione di aggiramento che è stata considerata fattibile questa cosa è stata fatta, mi riferisco a quell’attività che veniva posta in essere dai contingenti guidati dal Dott. Di Gaetano che stavano arrivando da via dell’Avanà. Quando poi la situazione si disinnescherà sarà in funzione dell’accesso che noi stavamo aprendo dall’autostrada e dal quasi contemporaneo arrivano del contingente del Dott. Di Gaetano, che fa si che manifestanti, 200 e 200, arretrino e finiscano con una fuga, sostanzialmente. La fuga dei manifestanti è stata anche favorita da alcune attività dei manifestanti dal lato opposto, perché noi avevamo aperto anche un varco opposto rispetto a quello che stavamo visualizzando adesso, per decomprimere e ridurre la situazione del pericolo, perché quei lanci erano pericolosi….

PM D.: ci sono stati degli arresti quel giorno, quei fermi?
Petronzi: se ricordo bene quel giorno solo una persona denunciata per possesso di una fionda, Alex M.

PM U: ore 7:51, il video ritrae l’avanzata della ruspa verso il cancello alla Centrale.
Petronzi: E’ quel cancello che ho descritto composto di tubi innocenti che si vedono chiaramente li’. Noi stiamo dando le spalle alla strada provinciale 233, sono stati superati tronchi e chiodi a 4 punte che ho descritto antecedentemente, sul lato sinistro si vede sul muretto che stazionano altri manifestanti, e si procede con l’attività con il cavo in ferro per disarticolare il cancello e proseguire l’accesso.
(il video viene messo in pausa)
PM D: Dott Petronzi io vedo che là c’è una persona con una stampella in mano, lei è in grado di identificare quel signore?
Petronzi: si, lo conosco, penso sia Guido Fissore.
(riprende il video, che viene stoppato inquadrando alcuni manifestanti intenti nel tagliare un albero con la motosega)

PM D Dott Petronzi quell’immagine la può descrivere? Li c’è una zona sopraelevata chi sono quelle persone?
Petronzi: inizialmente c’era anche qualche fotografo che aveva individuato la zona come favorevole per le riprese, poi sono tutti quanti manifestanti violenti che avevano gioco facile in questo terrapieno che è più alto di 4-5 metri, per attingere il personale … di subire questa situazione, infatti le squadre che sono in quel posto avevano l’ordine di assistere l’attività della pala meccanica benché si trovassero in una situazione di svantaggio.

PM D: A quell’orario indicato, 7:55, erano già stati lanciati dei lacrimogeni?
Petronzi: secondo me in questa zona sono stati lanciati immediatamente dopo, l’unico strumento per non risultare assolutamente passivi e per dissuadere e allontanare i manifestanti violenti è il lacrimogeno…

(riparte il video)

PM U: il liquido (che si vede nel video) è quello al quale faceva riferimento?
Petronzi: si, viene utilizzato anche in altre manifestazioni, olio esausto

(il video mostra nuovamente le riprese dalla galleria)
PM: cosa viene lanciato in quel momento?
Petronzi: presumibilmente pietrisco… polvere che serve sostanzialmente a fissarsi là dove in precedenza è stata lanciata sostanza impregnante

(ore 8:10, stesso filmato, inquadratura sopra la galleria autostradale)

PM Nel frattempo gli uomini erano nella galleria o all’esterno?
Petronzi: c’era soltanto una quantità minima di personale esposto, per il lancio che si faceva insistente

PM Quindi in questa fase sostanzialmente non è intervenuto nessuno?
Petronzi nessuno perché si attendeva che il mezzo d’opera generasse un varco sufficiente….

PM: Torniamo alla centrale elettrica ore 8:21
(parte video centrale elettrica)

Petronzi Quelle li sono delle travertine tipo quelle dei binari ferroviari, e questi sono altri ostacoli che erano stati allestiti lungo questi 1800 metri che vanno dalla centrale al museo archeologico, da parte dei manifestanti, tesi a rendere difficoltoso e ostacolare il procedere delle fdo, non a caso ci si è andati con una pala meccanica.

PM: Riprendiamo ore 8:24
(il video mostra mezzo meccanico pinza che asporta pezzi barriere anti-rumore)

Petronzi: questa è l’attività della ruspa primaria che sta aprendo un altro varco, all’altezza più o meno di un varco pedonale che sta sulla carreggiata della direzione nord, per generare un’altra possibilità di accesso.
(ore 8:36)

PM Sono terminate le attività di apertura?
Petronzi: si da questa parte erano meno ostacolate, ma l’accesso era favorito da una parte ma sfavorito dall’altra perché questo personale si trovava a “cadere” in un certo senso doveva fare un certo salto in basso.

PM: torniamo alla centrale 8:32
(video mostra nuovamente avanzata ruspa via dell’Avanà)

Petronzi: queste sono le cosiddette rotoballe, ostacoli messi lungo via dell’Avanà, che era costellata di reti piene di sassi, tubi innocenti, rotoballe, alcune poi anche accese, incendiate.

8:41il video mostra la ruspa che mostra le rotoballe

8:44 alla galleria:
Petronzi: praticamente dal secondo varco autostrada, aperto in senso opposto, il personale sta accedendo, ha disposizione di non confliggere con i manifestanti, in questo caso mentre si stanno verificando le violenze questi signori erano li’ a rallentare l’incedere delle forze dell’ordine e noi avevamo modo di constatare che alcuni dei violenti in questo modo stavano scappando, sono delle dinamiche piuttosto tipiche che tendono a rallentare le forze dell’ordine

riparte il video, ancora l’avanzata da via dell’Avanà. si vede del fumo….
Petronzi: li’ devono essere delle rotoballe a cui è stato appiccato il fuoco per rendere ulteriormente difficile e pericolosa l’attività del personale.

8:53, DVD12

8:56, al museo, DVD 5

PM: Si riferiva a queste pietre?
Petronzi: si, ma qui si vede uno che stava lanciando con la fionda, ce ne sono di più grandi….

9:00 DVD 12 (via dell’Avanà)

(la forza è schierata come una testuggine, il PM chiede perché)
Petronzi: perché giungevano sassi dal lato sinistro…

9:05 DVD2 (galleria)
PM: Questo è il momento in cui si intensificano i lanci di oggetti?
Petronzi: si perché a questo punto hanno un obiettivo più chiaro, che siamo noi che a quel punto usciamo a testuggine dal lato destro e con non poca difficoltà non solo dettata dai lanci ma anche dalla natura del terreno sul quale poggiavamo i piedi e dal fatto che salivamo un terreno difficile e una collinetta e c’è stato anche un momento di empasse da parte nostra, dovendo rientrare in galleria per recuperare la serenità del personale e uscire di nuovo.

9:10 (galleria)
PM Fino a questo momento c’è stato qualche contatto fisico con i manifestanti?
Petronzi: no assolutamente, il contatto fisico non c’è stato praticamente mai.

9:13 (galleria)
PM: il fumo è quello dei lacrimogeni?
Petronzi: no, io credo che siano più petardi che lacrimogeni, perché eravamo impegnati nella salita della collina e i lacrimogeni avrebbero potuto creare più difficoltà a noi, cmq quello è anche fumo tipico dei nostri lacrimogeni quindi non glielo posso escludere con certezza posso dirle che avevamo grossi problemi a risalire la collona

9:17, DVD 12
PM: Si trattava di petardi o lacrimogeni?
Petronzi: no, questo qui sicuramente lacrimogeni… il contingente che saliva da via del’Avanà, dal momento che i signori che lanciavano sono scappati… progressivamente, anche in ragione del fatto che sull’altro lato venivamo ostacolati nell’accesso, quei lacrimogeni hanno attinto i nostri contingenti che salivano da via dell’Avanà

PM Se può dirci cos’è accaduto li
Petronzi: quella che si vede è il residuo della barricata stalingrado, i manifestanti non ci sono più, è stato superato l’ostacolo, il personale in divisa che stava salendo la collinetta raggiungeva l’area antistante il museo, i violenti erano scappati via ed erano rimasti altri soggetti sull’area antistante del museo archeologico.

10:20 DVD12
Petronzi: questo qui è sostanzialmente l’accampamento della cosiddetta libera repubblica della maddalena, dove avevano collocato una serie di tende di varie dimensioni sia in quest’area che nell’area retrostante a questi luoghi che io ho descritto, era pieno di tende, noi come disposizione anzitutto non abbiamo inseguito quelli che scappavano, e in secondo luogo abbiamo lasciato che i manifestanti rimasti sul posto potessero recuperare le proprie cose.

10:26 dvd3
Questo era l’obiettivo di cui ho parlato che consisteva nell’apertura del varco di servizio funzionale al cantiere attualmente esistente alla Maddalena, che tutt’ora funziona in quel posto.

PM: Ma voi avete assistito alla costruzione di queste barriere, alla costruzione di questi ostacoli che abbiamo visto? e se si perché non è stato fatto nulla?
Petronzi: Divido in due la risposta. Non tutte le attività sono avvenute sotto i nostri occhi o comunque avevamo prontezza completa di quello che avveniva in quel posto, sono stati fatti diversi sorvoli aerei, noi non potevamo accedere in quel territorio, ho portato l’esempio del capitano mazzzanti che è stato respinto, posso ricordare l’episodio di giornalisti che il 21 giugno sono stati respinti e aggrediti, sulla loro macchina era stata fatta con un chiodo la scritta DIGOS quando si erano recati ad intervistare il sindaco di Chiomonte, poi alcuni giornalisti sono riusciti ad accedere all’area. Eravamo comunque aggiornati anche da fonti diverse, e anche sulla pubblicistica internet erano ampiamente desrcritte le attività.
Uno dei principi ispiratori era stato di non confliggere, è stato quindi calibrato un ragionevole lasso di tempo entro il quale si potesse far dare sfogo alle intenzioni di chi voleva fare opposizione…. Dopo più di un mese si era ritenuto anche per le ripetute illegalità che si andavano a porre in essere che si dovesse intervenire e anche attraverso strumenti di carattere amministrativo, si è intervenuto.

PM: senta, vi aspettavate una reazione, lei aveva contezza che i manifestanti fossero a conoscenza del vostro intervento il 27 giugno?
Petronzi: si si si, diciamo che il fattore sorpresa non è una prerogativa di questi servizi, né peraltro abbiamo una ricerca spasmodica dello strumento sorpresa, il fatto stesso che quando arriviamo sul posto ci palesiamo…. Parallelamente esiste una radio libera…
PM: in merito alla radio libera ci puo’ dire quale?
Petronzi: Radio blackout che faceva dei collegamenti in diretta, quindi sapevamo che stavamo arrivando, davano una serie di avvisaglie, era una cronaca vista da un altro punto di vista delle cose che si verificavano, per altro è chiaro che spostare 1000 uomini in un periodo geografico come quello non passa inosservato

PM Una volta che avete fatto accesso abbiamo visto delle immagini dell’area museale perché è li che volevate arrivare , ci può descrivere cosa avete trovato?
Petronzi: un campeggio, tante tende, una tenda degli amministratori di valle, una tenda adibita a Pronto Soccorso, una tenda militare molto grande adibita a punto d’incontro o di convegno, se ricordo bene c’era anche un forno su attrezzo trasportabile con ruote, che ci fu chiesto di recuperare cosa che noi favorimmo, compatibilmente alle condizioni che si erano verificate, infatti ricordo che anche il giorno dopo ci era stato richiesto di recuperare una tenda militare che venne poi posizionata come presidio fisso all’esterno del cancello uno…

PM Lei ha detto che parte dei manifestanti si sono dati alla fuga, è accaduto ancora qualcosa degno di interesse? Ci sono state altre iniziative in altri punti diversi?
Petronzi: Si diciamo che se noi consideriamo che abbiamo finito verso le 9:30 i manifestanti violenti se ne sono scappati, le persone con le quali abbiamo interloquito sono perone con le quali non capita raramente di poter interloquire come in quel momento, abbiamo trovato delle persone con cui abbiamo potuto illustrare i termini del nostro intervento. Parallelamente c’erano stati dei blocchi stradali su provinciali e un blocco all’altezza di Chianocco, venivano realizzati li’ dove c’era un numero consistente di persone attraverso la presenza fisica di alcuni manifestanti che si aiutavano con alcune autovetture, ricordo telefonate al 113 che davano prontezza di autovetture messe sulla strada, o usavano dei tronchi, a seconda del punto…

PM La situazione è tornata alla tranquillità quando?
Petronzi: diciamo che la situazione si è stabilizzata dalle 10 in poi, progressivamente si è preso atto di quello che è successo quindi è iniziata una embrionale attività di delimitazione di quella che era la prima area sulla quale si sarebbero poi sviluppate le attività

PM: alcune indicazioni, quali attività svolte per identificazione 27 giugno
Petronzi: oltre a quelle in presa diretta per il personale presente in quel posto, come parametro di riferimento noi abbiamo comunque le immagini quindi tutti i contributi video e fotografici, da qualunque sorgente fossero originate, primariamente dalla polizia scientifica alla quale venivano date indicazioni per riprendere le condotte delittuose, è stata generata una base dati immagini processata seguendo due parametri, si è scelto di concentrare l’attenzione su quei soggetti potenzialmente identificabili che avessero posto in essere delle condotte delittuose, senza considerare condotte che possiamo considerare “equivoche”. Considerando poi il patrimonio di conoscenze, perché si operava su soggettività in buona parte anche nota, sia perché facente parte del variegato movimento no tav, sia perché molti facente parti dei circuiti antagonisti e anche anarchici nazionali e non solo nazionali, e sono state processate attraverso quei meccanismi di conoscenza da me diretta e dalle analoghe strutture sul territorio nazionale che talvolta hanno mandato del personale per poter identificare attivisti del loro territorio. Eravamo quindi avvisati di spostamenti di certi personaggi da altri territori, per il 27, molto di più per il 3 luglio.

Avv. Ronfani parte civile fa notare che la Procura, come ha fatto per la difesa, non ha permesso loro di prepararsi per il controesame e chiede quindi di poterlo fare nella successiva udienza.

PM: questo metodo ha poi consentito in relazione al 27 giugno di identificare i soggetti, ci può dire quali sono i soggetti identificati?
Petronzi: posso ricorrere alla mia memoria scritta… ricordo sicuramente il signor Fissore, Avossa, Cecur, Maniero, Rossetto, Imperato, Bindi, Centanni, Palumbo, e Rivetti.
PM: Le attività che hanno portato a questa identificazione non sono state effettuate da lei?
Petronzi: No dal mio ufficio.
PM: 27 giugno – 3 luglio. Nell’arco temporale, ci sono state altre azioni, manifestazioni in prossimità del cantiere, che hanno avuto per oggetto il cantiere?
Petronzi: era stato allestito un presidio all’esterno, li’ dove c’era il check point, mi riferisco al cancello che è stato rimosso in strada dell’avanà centrale elettrica è stato messo un check point da parte della polizia nel rispetto dell’ordinanza prefettizia che limitava la circolazione su via dell’Avanà… Di fronte è stato messo questo presidio permanente, non direttamente sul cantiere, venne fatta una fiaccolata nella città di Susa il giorno 28, poi ci sono stati alcuni episodi connessi a questa attività ma non incidenti sul cantiere.

PM: Rispetto al 3 di luglio mi risulta che sia stata emanata un’ordinanza il giorno precedente, se consta anche a lei, e l’oggetto di questa ordinanza
Petronzi: tecnicamente per quanto concerne il 3 di luglio, perché tra il 27 e il 3 il movimento aveva annunciato un’iniziativa, un assedio, che avrebbe dovuto raggiungere l’area del cantiere. Lele Rizzo ha presentato un formale avviso al questore per effettuare 3 cortei, uno dal forte di Exilles, uno dall’abitato di Chiomonte e un terzo da Giaglione. Il Questore ha emesso delle prescrizioni, quindi fatte salve quelle che partivano da Chiomonte e dal forte di Exilles (si andava anche in deroga dell’ordinanza prefettizia), invece….

PM: La interrompo solo un attimo, lei ha detto che era indetta da Emanuele Rizzo ma a che titolo?

Petronzi: E’ un esponente del centro sociale torinese Askatasuna attivo nel mov NO TAV e si è fatto carico di rappresentare alle istituzioni le intenzioni per il 3 luglio, per tanto viene ricevuto in questura, quindi abbiamo preso atto del preavviso come prescritto dalla legge, e ho già detto che per il corteo da Exilles e chiomonte se n’è preso atto agevolando la discesa dalla ss233 che doveva risultare chiusa, la destinazione per queste era definita il campo sportivo di Chiomonte, mentre per quella da Giaglione veniva prescritta….

PM: Lei aveva preparato anche delle slide dei cortei come erano stati autorizzati i percorsi?
Petronzi: Si, avevo sostanzialmente disegnato questi percorsi che invece le ho descritto mentalmente, perché ho riferito ciò che è stato formalmente richiesto, quindi rispetto a questi 3 punti d’incontro, ce n’è stato un quarto non preavvisato che consiste nel raduno di soggetti nell’abitato di ramat che è sceso poi dietro l’area archeologica.

PM: Ecco, qui mi fanno comparire l’immagine… se ci puo’ spiegare un attimo questa immagine
Petronzi: premettendo che il corteo dall’abitato di chiomonte sarebbe confluito in quello poi dal forte di Exilles quindi è un corteo, è quella riga verde ed è la strada provinciale 233, che gira sulla destra, sulla via roma di chiomonte e prevedeva il transito dinanzi al cancello della strada verso la centrale elettrica, dove era il check point della libera repubblica.
La linea di colore giallo rappresenta la richiesta di corteo verso la Val Clarea, dove c’era una baita abusiva sequestrata, invece la linea rossa è quella dei sentieri da cui poi sono scesi i manifestanti più ostili, dalla Ramat.

PM: Lei ha fatto cenno alla Ramat, aveva delle caratteristiche particolari quella zona?
Petronzi: quell’abitato è frequentato e anche abitato da alcuni esponenti più radicali del movimento no tav. Si trova anche in posizione più favorevole rispetto all’area retrostante l’area archeologica, altresì è una fazione più difficilmente monitorabile da parte delle fdo, quindi risulta un luogo idoneo per radunarsi, partire e raggiungere in determinate condizione di maggiore favore l’area in cui si sono verificati i fatti. E’ anche un percorso di deflusso, come successo il 27 giugno quando fu usato come via di fuga.

(intervallo)
PM: ci siamo interrotti alla descrizione all’annuncio dei 3 cortei. Andiamo ad esaminare a questo punto con lo svolgimento della manifestazione la partecipazione ai 3 cortei, partendo da quello di Exilles
Petronzi: partiamo da quello di Exilles che definiamo quello istituzionale in quanto partecipano gli amministratori di Valle, altresi’ il promotore dell’iniziativa che ho indicato il signor Rizzo. Questo corteo si muove intorno alle 10:15 e attengono l’arrivo di altri manifestanti che sono quelli che giungono dall’abitato di Giaglione e che si alimenta di manifestanti che arrivano con…. perché era una manifestazione nazionale….

PM e si è data pubblicità ?
Petronzi: si, attraverso la radio e prioritariamente attraverso internet che è uno di quelli maggiormente utilizzati, e anche i media…

PM: e come veniva reclamizzata? C’era un programma?
Petronzi: al di là del programma per quanto riguarda il percorso era detta la manifestazione come “ASSEDIO”, c’era una variazione tra il bianco e il nero “Assedio riprendiamoci le nostre terre, riprendiamoci il cantiere”… a tal proposito val la pena fare una piccola parentesi rispetto a quello che è accaduto a Venaus nel 2005, all’inizio di dicembre era stata fatta un’analoga attività per realizzare quello che oggi si sta sviluppando e al tempo, dopo che le forze dell’ordine tra il 5 e il 6 avevano recuperato il terreno, l’8 dicembre di fatto venne ripreso il terreno e di fatto le attività programmate in quella zona non hanno avuto più luogo. Quindi lo scopo della manifestazione nella dichiarazione pubblica era similare a quello che era successo nel 2005.
PM Facevano espliciti riferimenti a Venaus?
Petronzi: si peraltro la ricorrenza di Venaus viene celebrata ogni anno e qualche volta con caratterizzazione violenta

PM: quindi c’è il corteo da Exilles con partecipazione istituzionale e poi una partecipazione di cittadini comuni?
Petronzi:si, ci sono circa 5000 persone, poi dai treni arrivano circa 1000 persone che arrivano da Torino e che poi raggiungono questo corteo, molta partecipazione popolare, ci sono anche esponenti sindacali, di partito, è una manifestazione nel più classico dei sensi e anche in ragione di questa partecipazione il questore aveva derogato l’ordinanza, consentendo l’accesso alla strada provinciale 233 che invece era soggetta a delle inibizioni di traffico.

PM: E hanno rispettato il percorso preannunciato?
Petronzi: si, è stato rispettato il percorso, questo corteo transita nei pressi del cancello dove c’era il check point all’altezza della centrale elettrica, sale per la via Roma di Chiomonte, si staziona nei pressi del cancello, ci sono urla ma è tutto nella fisiologia di una manifestazione, assolutamente ordinario, e si conclude al campo sportivo di Chiomonte intorno alle 13:30 circa, l’oratore che chiude questa manifestazione è il presidente della Comunità Montana Plano, il quale in ragione degli scontri dichiara CHIUSA la manifestazione ufficiale

PM Perché, era previsto che durasse di più?
Petronzi: diciamo che non esiste una cornice temporale, la manifestazione ha una sua vita di cui si prende atto, per questo ho sottolineato che il Dott. Plano aveva avvertito l’esigenza di dichiarare chiusa la manifestazione delle 13:30 anche in ragione degli scontri che stavano avvenendo già da un’ora e mezzo in altri posti….

PM: Lei dove si trovava?
Petronzi: fino a che non succedono episodi particolari cerco di muovermi sulle tre iniziative, quello che ho seguito di meno era quello di Exilles che era quello che ci avrebbe dato meno problemi, ed è prassi stare li’ dove c’è la possibilità che si generino maggiori problemi, quindi ero all’interno e mi muovevo tra la centrale elettrica dell’Avanà ma prioritariamente stavo nell’area archeologica dove sono andate poi a svilupparsi quelle problematiche…

PM: Al 3 luglio 2011 qual era l’estensione del cantiere e quali erano le protezioni, c’erano recinzioni?

Petronzi: il cantiere era in una fase piuttosto embrionale, anche in ragione della previsione che ci sarebbero state delle turbative dell’ordine pubblico il cantiere era stato fortificato dove si poteva fortificare, attività vere e proprie dal punto di vista cantieristico non c’erano, le forze dell’ordine avevano preso posizione ed erano state poste delle recinzioni di carattere leggero (nella foto linea tratteggiate), i beta fence, i Jersey sono invece rappresentati dalla linea continuata, sono strutture che raggiungono un’altezza di circa 3 metri. Là dove c’è il tratteggiato giallo c’è una rete che potrei definire quasi da polli, fatta a scacchi metallici di colore verde alta circa 1,80 mt e non capace di contenere delle offese, serviva più che altro per delimitare l’area.

PM: Rispetto alla cartina che ha davanti, quella con le griglie, ci può dare delle indicazioni?
Petronzi: l’area che ho descritto rientra grossomodo nei quadranti che vanno 9B,C,D, parzialmente la E e nei quadranti con la struttura leggera 8C, 8D, 8E.

PM: Li c’erano le forze dell’ordine di quali reparti?
Petronzi: 4-4-2- polizia di stato, che ha la direzione, Carabinieri e Guardia di Finanza.

PM: C’erano privati cittadini?
Petronzi: addetti all’impresa, quindi titolari del cantiere, qualche giornalista, non ricordo se erano presenti anche dei vigili del fuoco ma ritengo di si, erano presenti anche al cancello dell’Avanà.

PM: abbiamo esaminato il corteo di Exilles dove non ci sono stati episodi particolari, si è svolto secondo programma ?
Petronzi: si, fino alla fine dichiarata delle 13:30 e con la particolarità che all’altezza del bivio che porta alla Ramat diversi partecipanti a questo corteo sono transitati verso la frazione Ramat, circa 300, frazione dove erano già convenuti un numero più o meno analogo di soggetti che non avevano preso parte alla manifestazione ufficiale.

PM E voi di questo come avete preso notizia?
Petronzi: in tutti i modi, il personale era stato collocato in modo da avere una visione diretta e tempestiva, personale cosiddetto ALPI che sono osservatori che fanno osservazione in profondità, personale che svolge servizio non in uniforme, attraverso un elicottero (quel giorno avevamo due elicotteri come polizia più un terzo come arma dei carabinieri), senza dimenticare quella cronaca parallela che avveniva attraverso radio blackout che ci tornava come cartina tornasole rispetto a determinati eventi, ricordo in particolare la partenza di un gruppo dalla Ramat…

PM Per quanto riguarda gli altri cortei che erano stati preannunciati, come si sviluppano? Percorso, orario

Petronzi: c’è un altro corteo che parte dall’abitato di Giaglione, quello oggetto di prescrizione, percorre la strada che si dipana dal campo sportivo, tocca la fraz. San Rocco e attraverso un percorso di 2 km fino alla cabina elettrica trovano dei jersey messi a simboleggiare quell’area di cui alla prescrizione di cui ho fatto riferimento prima, ma trattandosi di un percorso di montagna ampiamente noto ai manifestanti, veniva aggirato con una leggera deviazione di percorso confluiva verso la valle clarea. Questo corteo era alimentato da circa 1500 persone, con particolari presenze torinesi e con riferimento anche al centro Askatasuna. Questo corteo una volta giunto sotto il viadotto, dove c’era la baita abusiva oggetto di sequestro dal novembre 2010, che doveva essere emblematicamente riconquistata, una porzione dei manifestanti andava a convergere verso le vasche nella zona retrostante il museo archeologico.

PM: Era stato preannunciato uno spostamento dalla zona della Ramat?
Petronzi: non rientrava tra le indicazioni fornite dal promotore delle iniziative ufficiali, trattandosi di un posto che garantisce alcune prerogative e che è comunque un posto che favorisce il raggiungimento del territorio attraverso territori impervi, era stato scelto da attivisti che non avevano voluto confluire nelle manifestazioni ufficiali, hanno voluto caratterizzare la partecipazione all’iniziativa partendo da un altro punto e confluendo in un punto diverso, perché partendo dalla Ramat a seconda del passo che hai in 45 minuti raggiungi l’area archeologica.

PM: e quale strada hanno percorso?
Petronzi: dalla strada provinciale 233 c’è una strada ordinaria, la gran parte ha raggiunto anticipatamente la Ramat perché non interessate alla manifestazione ufficiale, noi riscontravamo la presenza di questi manifestanti nel momento in cui c’era la manifestazione ufficiale su Exilles. Invece quelli che si sono staccati dal corteo ufficiale hanno avuto gioco facile attraverso la strada, deviando e andando li’. Per persone capaci e conoscitrici del territorio è un territorio abbastanza ricco di sentieri…

PM: e poi si sono mossi a un certo punto, no, da quella frazione e si sono avvicinati al cantiere?
Petronzi: si, anche qui ne hanno dato cronaca, ricordo una comunicazione tra le 11:35 (su Radio Blackout) e le 11:50, e noi avevamo informazioni attraverso il personale nostro e l’osservazione diretta. Alcune individualità erano già scese per guardare…. noi avevamo del personale che stava li’ per verificare (ALPI, quelli in borghese), perché i manifestanti che giungevano dalla Ramat non avevano un atteggiamento filantropico, già indossavano il casco, faceva piuttosto caldo, quindi il travisamento non era giustificato… non ho visto altre persone al corteo ufficiale che avessero il casco o le maglie nere o lo zaino sulle spalle… tutto ci portava a ritenere che quello fosse il contenitore dal quale ci si poteva aspettare…

PM Non so se sto interpretando bene, puo’ indicare sulla cartina la frazione Ramat?
Petronzi: C’è il limite che non è contenuto in quella cartina

PM Quindi c’è questo avviso, annuncio in quell’orario li… ci sono stati altri segnali che sarebbe successo qualcosa?
Petronzi: da parte degli osservatori in profondità che ci segnalavano che anche quando stavano all’ombra continuavano ad osservare caschi, dagli elicotteri, che hanno delle ottiche che riescono a comprendere cosa si sta facendo in un certo posto, si capiva che quello poteva essere l’aspetto più pericoloso della giornata.
Ad un certo punto intorno alle 12:04 viene sparato un razzo di segnalazione che è un segno convenzionale, che noi conosciamo un po’ per quello che è la nostra esperienza di lavoro, ma radio blackout in occasione del 27 di giugno dichiara di “aver sparato un razzo per avvisarvi che sta per succedere qualcosa”, è l’indicatore per l’avvio di situazioni ostili, ovvero violente.

PM siete riusciti ad individuare il punto da cui è partito il razzo?
Petronzi: tenendo presente la cartina è grosso modo tra il 4D e il 4E. In quella zona li’ ci sono delle grosse rocce che emergono anche dalla boscaglia e che sono state successivamente utilizzate dai cosiddetti frombolieri che hanno svolto un ruolo negli incidenti per colpirci da una certa distanza. Gli effetti del razzo sono stati visibili….

PM QUindi il razzo viene lanciato alle 12 e dopo le 12 accade qualcosa?
Petronzi: a quel punto tutte le persone che si stanno avvicinando variamente si palesano nella zona retrostante il museo archeologico, si presentano in gruppetti completamente travisate e iniziano a lanciarci petardi, sassi e quant’altro.

PM: Quant’altro cosa?
Petronzi: grosse bombe carta, delle molotov, l’utilizzo del frombolo è stato molto utilizzato , quindi la combinazione tra il lancio di fromboli e il lancio di sassi diretti, e il lancio delle bombe carta, otteneva un certo effetto…. Noi che ci trovavamo a vigilare nella storia retrostante e che avevamo immaginato di non entrare nella boscaglia, anche nello spirito che animava il servizio del 27 giugno, non abbiamo mai voluto il contatto diretto con i manifestanti, avevamo pertanto gli osservatori in profondità che ci dicessero la distanza tra i reparti inquadrati e i manifestanti che stavano arrivando. I reparti inquadrati vestono delle attrezzature particolari, quando devono indossare tutte le attrezzature far muovere una squadra è particolarmente insidioso, perché è più adatto al contesto urbano…. in un contesto del genere, sia perché non volevamo confliggere, sia perché volevamo capire la natura dell’approccio dei manifestanti che si avvicinavano. Quando abbiamo visto che la situazione era di effettivo pericolo siamo arretrati nell’area delimitata da colore giallo, è chiaro che abbiamo già riportato dei feriti in quella fase iniziale, un dipendente ha avuto il timpano perforato per il lancio di una bomba carta, proprio all’inizio, quando non avevamo ancora compreso cosa sarebbe avvenuto e quale sarebbe stato l’approccio….

PM: Lei dott Petronzi ha detto che erano dei gruppetti, si tratta di poche persone?
Petronzi: no, sto parlando solo della fase iniziale, i gruppetti sono tra le 30 e le 50 persone, che si sono avvicinati per primi, perché loro si sono mossi sempre in gruppo, scendevano (come dicevano alla radio) a gruppi di 50-100…. uno degli slogan si parte e si torna insieme, veniva rispettato

PM: Ci può spiegare questa modalità? Del fatto che scendono in 30-50 e poi arretrano?
Petronzi: si, perché si era generata un po’ di fila, dalla Ramat saranno scese 700 persone, anche da Giaglione l’altro corteo, fatta salva una consistente aliquota di manifestanti che si sono fermati alla baita, fatta salva un’altra aliquota che ha avuto un atteggiamento violento ma non omologabile agli altri manifestanti… si parlava cmq di altre 600 persone e l’unica cosa che riuscivamo a fare era un consistente uso di lacrimogeni.
Quindi loro, sia per stemperare l’effetto dei lacrimogeni, tendevano a darsi il cambio….

PM Quanto sono durati gli scontri?
Petronzi: fino alle 17:00

PM Quando avete iniziato l’uso dei lacrimogeni?
Subito dopo il fatto che fosse chiaro che la loro fosse un’iniziativa ostile

PM C’è stato un primo ferito…?
Petronzi: Si, il personale non aveva neanche le misure di sicurezza calzate, sapevamo che sarebbe stata difficile ma non immaginavamo la violenza con la quale sarebbe giunta questa cosa, in più dire a 400 poliziotti di indossare tempestivamente l’equipaggiamento… richiedeva del tempo… il primo ferito fu un dipendente che aveva parziale equipaggiamento mi sembra di ricordare che indossasse il casco ma il timpano fu comunque perforato, ricordo che sanguinava

PM Da che ora il personale si trovava all’interno del cantiere in quell’area?
Petronzi: Dal mattino, era chiaro che in ragione del grosso afflusso di manifestanti, per garantire la certezza che il personale fosse dentro per adempiere alle proprie funzioni, eravamo li dalle 7

PM Erano stati previsti dei cambi, si sono effettuati?
Petronzi: Quando ci sono scontri di questo genere abbiamo difficoltà a dare i cambi, formalmente sono sempre previsti, ma questi medesimi non vengono fatti perché uno degli obiettivi dei manifestanti è ostacolare i cambi…. In più di un’occasione noi, facendo dei sacrifici, non facciamo defluire il personale stanco e non facciamo affluire il personale fresco… il 3 luglio c’è stato un parziale cambio… perché noi non volevamo avere contatto con i manifestanti e il cambio avrebbe rappresentato occasione di conflittualità.
Abbiamo effettuato dei cambi anche in ragione del grosso numero di feriti che abbiamo avuto, in totale circa 300, in quell’area intorno ai 150 uomini, il che vuol dire 15 squadre, ogni squadra ha un modulo operativo di 10 unità.

PM: Lei ha visto qualche ferito?
Petronzi: il primo ferito è quello che le ho detto prima, stavo facendo arretrare il personale benché fossimo in vantaggio numerico, il personale è stato invitato a rientrare…. in quel preciso posto si saranno alternati circa 400 uomini…

PM: C’è stato l’ingresso da parte di manifestanti all’interno dell’area oltre la recinzione?
Petronzi: si, loro l’hanno tagliata la recinzione, alle 12:35, c’è un cesoia di colore rosso con la quale viene tagliata la rete e loro tentavano di venire sempre più….

PM: Qualcuno è entrato sventolando bandiere e facendo proclami?
Petronzi: No, in quel punto c’è stata solo violenza, in quel punto con petardi, bombe carta, fionde, eravamo ad una distanza che anche per noi operativamente non era una distanza di sicurezza…. anche noi abbiamo dei limiti di contenimento, sappiamo di dover subire ma in quel caso ritengo si stesse subendo parecchio

PM E all’esterno cosa accadeva, quelli rimasti all’esterno?
Petronzi: non facevano altro che aspettare il turno per entrare dentro…. e questo è emblematico, del fatto che loro venivano avanti a gruppi anche di partenza e di provenienza (es. gruppo di Ascoli Piceno)

PM Puo’ descriverci gli arresti?
Petronzi: in una delle fasi in cui stavamo registrando questo accrescimento di violenza, grossomodo dopo 45-50 minuti dall’avvio delle ore 12, per tentare di decifrare ancora meglio le intenzioni dei manifestanti diamo più chiare disposizioni al personale di arretrare, perché in quel momento avevamo già registrato una ventina di feriti, quindi non c’erano le condizioni di sicurezza per noi di operare in quella maniera là, perché possiamo reggere fino a 100 sassi, 200 sassi, senza considerare gli aspetti psicologici, ma non va bene…. in quella fase li’ noi arretriamo per verificare il loro atteggiamento, la rete viene tagliata, questi soggetti vengono ancora più avanti, un gruppo nostro si trovava nascosto vicino a una casetta e i manifestanti continuano con atteggiamento violento a venire avanti. In quel momento là era stata anche data una disposizione di rallentare con il lancio di lacrimogeni, per registrare la loro reazione.. quindi si è registrata l’occasione del personale dipendente di cui parte del mio ufficio di avere una posizione di vantaggio per effettuare l’arresto. Erano due appartenenti al reparto mobili, 4 battaglione carabinieri e 4 o 5 del mio ufficio.

PM E invece gli aggressori?
I primi davanti erano una ventina, pero’ quando facevano l’avanzamento erano 50-60..

PM Quindi si nascondono e poi escono?
Si, escono e a quel punto si trovano direttamente a contatto con i manifestanti e qui c’è un contatto molto violento…. e questo gruppo di dipendenti si trovava particolarmente esposto al lancio di oggetti. In quell’occasione quindi ne vengono bloccati 4, Soru, Natalini, Di Berardo e Ferrari.
Poi li’ ci sono procedure un po’ atipiche, l’arresto avviene in una situazione di grossissima conflittualità perché non sono stati molto disponibili a farsi arrestare, hanno violentemente conflitto con noi, e nel momento in cui li avevamo nelle nostre mani in un campo fortemente ostile, si percorre quella porzione di territorio che si vede dietro al museo e gradualmente vengono portati in cosiddetta trattazione (??)
Però continuavano ad effettuare resistenza, che si prolunga fino a che non andiamo nell’ufficio dedicato alla trattazione di questi soggetti.

PM E quanti metri avete percorso?
Direi in verticale un’ottantina di metri

PM Lei personalmente ha bloccato qualcuno degli arrestati?
Io ho preso in consegna uno dei fermati più o meno a metà strada, ritengo si trattasse di Ferrari…. Gianluca, l’altro è stato arrestato a seguito della custodia cautelare. Ricordo che avemmo anche un momento di difficoltà infatti ci fermammo… perché non era facile percorrere quella distanza

PM Nell’immediatezza è stato sequestrato materiale utilizzato dagli aggressori per colpirvi , per porre in essere le condotte?
Petronzi: Mentre avvenivano i fatti obiettivamente no, immediatamente dopo quando finivano le attività e sono scappati abbiamo trovato un po’ di tutto abbandonato sul posto.

PM Risulta agli atti che dopo gli arresti si è ancora tentato da parte delle forze dell’ordine di uscire dalla recinzione per fare delle cariche di alleggerimento e cercare di allontanare gli aggressori….
Petronzi: si perché nei primi 40-45 minuti avevamo già una ventina di feriti, gli arresti non hanno comportato nessuna regressione da parte dei violenti, quindi abbiamo ulteriormente aspettato a verificare che cosa succedesse ma il loro atteggiamento era sempre più violento, quindi l’unica alternativa ai lacrimogeni ai quali abbiamo fatto ampiamente ricorso e che dimostravano la loro inefficacia, molti ci venivano ritornati indietro, l’unico modo per disinnescare gli scontri che andarono avanti fino alle 17, l’unica alternativa che avevamo, fermo restando il principio di non penetrare nel bosco perché la penetrazione in profondità nel bosco avrebbe rappresentato un’insidia difficilmente gestibile all’interno del bosco con reparti inquadrati, abbiamo tentato delle cariche di alleggerimento. Raggiungevamo la bocca nel bosco, entravamo nei 10 metri, sempre con personale inquadrato e diretto dai funzionari (la catena di comando era tale che non si potessero verificare episodi sporadici)…

PM: Durante uno di questi tentativi di allontanare gli aggressori si è verificato un episodio di cui date conto uno dei carabinieri non ha fatto ritorno dentro l’area…
Petronzi: Non perché non volesse tornare, un po’ prima delle 16:00 è stato trattenuto dai manifestanti, veniva sostanzialmente sequestrato dai manifestanti, malmenato….

PM: ci può spiegare un attimo come si svolge questo momento? Il carabiniere fa parte di un gruppo?
Petronzi: fa parte di un’unità di lavoro che ho definito come squadra, composta da 10 persone, ed è un organismo monolitico che si deve muovere in maniera compatta, non si deve disperdere…. nell’efficacia dell’azione è evidente che nel momento in cui confliggi questa monoliticità viene meno perché ognuno degli appartenenti confligge con chi si trova davanti… Il gruppo di lavoro non riesce a vedere il collega in difficoltà o se lo vede non riesce a soccorrerlo, quindi il carabiniere De Matteo rimane nelle mani dei manifestanti, l’ordine era quello di rientrare… E’ chiaro che se noi avessimo avuto una prontezza più lineare…. ci dev’essere stato anche un momento di confusione… una volta rientrati il Carabiniere Di matteo non c’è più, quando una squadra parte ci si guarda in faccia e ci si conta, quando si torna indietro vediamo se c’abbiamo tutto, il casco, la maschera antigas, tenga presente che gli incidenti vanno avanti dalle 12, con un’esposizione di 4 ore, con il caldo e con quella attrezzatura si perde la lucidità, questi interventi venivano indossati con il respiratore indossato, che comporta una grossissima limitazione sia visuale che della respirazione, quindi abbiamo una certa capacità di immersione, ma ne va a discapito la nostra capacità di essere efficaci…

PM Il carabiniere torna dopo quanto tempo?
Petronzi: Dopo 20 minuti

PM Torna da solo?
Petronzi: Sono state fatte delle attività per consentire che tornasse

PM Poi gli scontri si interrompono?
Petronzi: Si, se colloco questa cosa intorno alle 16 diciamo che dalle 16:30 in poi le cose iniziano a scemare, forse perché ci si è resi conto che si è esagerato, a quel punto c’è un decremento di violenza, si comincia a registrare un allontamento dei manifestanti, noi stavamo iniziando ad effettuare una manovra inconsueta…. intendo dire la discesa di reparti dalla Ramat… tengo a precisare che il Carabiniere è tornato senza la pistola… i freni inibitori dei manifestanti erano già a livello preoccupanti, in ogni caso dalle 16:30 in poi la combinazione di questi fattori, il tentativo di far scendere il personale operante, tentativo che è stato tentato e anche interrotto da personale dialogante NO TAV, hanno comportato dalle 17 in poi una regressione….

PM : riprendiamo con il video alle ore 12:07 che è l’inizio dell’attacco.
video 12:04 – altra prospettiva
Petronzi : qui siamo praticamente fuori dalla “rete dei polli”, il personale sta ricevendo le disposizioni di ricompattarsi, ovvero di non penetrare in profondità perché siamo nell’area retrostante l’area archeologica.

Petronzi: queste erano le modalità di approccio, il personale con i manganelli cercava di indicare perché arrivavano già i sassi dalla boscaglia….

DVD30 ore 12:06
PM Questo era il modo in cui si avvicinavano?
Si, noi avevamo del personale ALPI che ci aveva sostanzialmente detto come si avvicinavano (caschi e travisati), non era una manifestazione con bandiere, megafono o qualcuno che volesse spiegare o chiedere……

DVD 27 12:13 GAIA1
PM: questi spari a cosa corrispondono?
Petronzi : gran parte sono petardi loro

DVD30, 12:16
Dalle 12:22 inizia il lancio dei LACRIMOGENI

12:24
PM: Per quale motivo stanno arretrando?
Petronzi: nel rispetto di quelle disposizioni, perché abbiamo capito che ne stavano scendendo in tanti ed è stata data indicazione a tutti di rientrare, come vede sollevano gli scudi a testuggine per proteggersi dal lancio degli oggetti.

PM: Questo è il momento del ferimento?
Petronzi: si, è stata lanciata una bomba carta, e questo è il dipendente che ha avuto la perforazione del timpano e poi è svenuto.. per questo stavamo facendo arretrare, la posizione era pericolosa e avendo deciso di non confrontarci con loro dovevamo per forza fare arretrare il personale, era difficile coordinare l’azione di 200 persone dispiegate li’ in avvistamento e l’unica parola che si sente è indietro indietro e questo dipendente ha subito questo danno….

PM: Per quale motivo han dovuto trascinarlo?
Petronzi: era privo di sensi, non rispondeva in quel momento,era un soggetto passivo continuavano a lanciare di tutto e svenuto li’ a terra avrebbe potuto subire altre cose, poi per cercare di farlo respirare gli abbiamo levato la maschera…

12:32
PM Era un razzo?
Petronzi: Si, quello di colore rosso era indiscutibilmente un razzo che poi arriva quando raggiunge terra e arriva presumibilmente dalla boscaglia dove si trovavano loro…

PM Chi l’ha tirato?
Petronzi: Eh.. un signor manifestante

PM Quelle lastre bianche appoggiate sulle reti cosa sono?
Petronzi: Sono dei tabelloni in plexiglas che avevano verosimilmente occultato nel bosco e che servivano nella manifestazione ,li usano anche in altre occasioni per proteggersi, come altre attrezzature.. in genere nei boschi non ci sono questi tabelloni in plexiglas

DVD30 ore 12:37
PM: Questo era il modus operandi?
Petronzi: si, questo era il modus operandi, quelli in posizione alta attraverso l’uso dei fromboli avevano una gittata molto buona che riusciva a far giungere i sassi nel pianoro del museo archeologico, e poi c’erano quelli con gli scudi in plexiglas che cercavano di uscire dal bosco.

PM: Passiamo alla zona delle vasche –
PM Dott Petronzi, prima di passare all’esame di quanto accaduto in altre zone, si è visto il lancio di un razzo , si è parlato di molotov, petardi, tra gli oggetti sequestrati sono stati rinvenuti anche questi tipi di strumenti?
Si, anche delle bottiglie molotov, sassi in quantità in particolare ricordo che c’erano delle picozze per la rottura dei massi, quindi evidentemente spaccavano sul momento le pietre per potercele lanciare. Era stato trovato anche un frombolo, oltre a vedersi chiaramente nei filmati era stato sequestrato successivamente.

PM: Che tipo di petardi è stato trovato?
Si, ricordo pure che erano stati rinvenuti dei petardi contenuti all’interno di bulloni, credo sia una prassi che viene adoperata per potenziarne l’effetto, in modo che quando esplodono possa fare più male….

PM: Per quanto riguarda il razzo visto nel filmato avete potuto identificare che tipo di razzo fosse?
Petronzi: Non sono precisissimo , un fumogeno di quelli che quando arrivano a terra esplodono

PM: Ma la polizia scientifica dai video non riesce ad avere un’immagine totale, dov’era posizionata rispetto alle fdo?
Petronzi: La PS affianca nella posizione più efficace le forze dell’ordine, quindi in una posizione che garantisca al tempo stesso la sicurezza dell’operatore che non dispone delle protezione, e al tempo stesso deve riuscire a garantire la registrazione di quelle immagini che noi suggeriamo, quindi vicino a noi che poi ci occuperemo della parte investigativa cerchiamo di indicare gli spazi sui quali stanno maturando le attività delittuose, ma in quello spazio avevamo al massimo due operatori che compatibilmente con la paura, le ottiche utilizzate, erano attività svolte con una certa difficoltà…..

PM Che cosa è accaduto invece alla centrale idroelettrica?
Petronzi: Alla centrale idroelettrica dopo il transito del corteo ultimato alle 13:30 intorno alle 14:00 ci sono stati incidenti…. un’attività di attacco molto consistente ai contingenti delle forze dell’ordine che erano stati li’ schierati al cancello 1. Per generare un deterrente e impossibilitare i manifestanti a raggiungere le fdo erano stati messi 4 o 5 jersey in modo che ci fosse un distacco totale, ma nonostante questo sono venuti e hanno iniziato a lanciare di tutto, ma con un distacco di un paio d’ore rispetto alle azioni….
In buona sostanza sono state alimentate da coloro che non avevano raggiunto il campo sportivo di chiomonte dove l’iniziativa aveva termine…

PM Quanti erano?
Petronzi: Saranno state 400 unità, anche qui noi abbiamo avuto incidenti fino alle 17, quindi il numero che io le riferisco è il numero di persone che si sono alternate in quel posto dalle 14 alle 17

PM C’è stato lancio di lacrimogeni?
Petronzi: Sicuramente, era l’unico elemento che noi avevamo a disposizione

PM Arresti non ce ne sono stati?
Petronzi: NO

PM Per quanto riguarda le vasche?
Petronzi: Ci sono stati, rispetto a queste altre due situazioni, episodi marginali per quanto violenti, alimentati sostanzialmente da coloro i quali venivano dal corteo di Giaglione e che andando a confluire si fermavano li’…. (indica l’area delle vasche 7E)

PM E li’ c’erano dei reparti che presidiavano quella zona?
Petronzi: I reparti si trovavano in corrispondenza dell’autostrada perché li’ si era provveduto ad effettuare la recinzione purché leggera

PM A che ora sono iniziati gli attacchi?
Petronzi: Forse una mezz’oretta dopo quelli dell’area archeologica, meno continui, meno insistenti e sono terminati prima…

PM Arresti non ce ne sono stati?
Petronzi: no, in quell’area li’ no….

Filmati: area vasche, 12:37
PM: Si vede una certa mescolanza di persone
Si, è emblematico della varietà di soggetti che alimenta quel corteo proveniente da Giaglione, a cui hanno partecipato circa 1500 persone, le quali dopo aver raggiungo la baita Clarea stanno risalendo il percorso in direzione vasche e come può notare anche dall’abbigliamento ci sono persone abbigliate in maniera normale e altre che si stanno camuffando o sono già visibilmente camuffate.

PM Non mi pare proprio una carica
Petronzi no, è semplicemente un tentativo di avvicinamento per registrare la reazione dei manifestanti, le squadre si sono compattate e sono avanzate in squadra e poi arretrano nuovamente

Petronzi: qui siamo alle vasche e le persone più salgono, più si abbigliano e assumono atteggiamenti violenti

PM: Vedo vicino al rudere gli appartenenti alle forze di polizia
Petronzi: si confermo, è quel manipolo di soggetti come avevo detto…..

PM Non sento bene cosa sta dicendo il capogruppo
Petronzi: il funzionario del reparto di radiomobile sta dicendo al proprio personale e al personale della GdF di rimanere fermi e di non andare contro di loro anche per vedere come si sarebbero comportati….. se si fossero affacciati con le bandiere avremmo preso atto di una situazione che non si è verificata, lo scopo era quello di non essere noi a generare pressione sui manifestanti

Petronzi: tengo solo a precisare una cosa che per noi c’era una situazione di grossa responsabilità per le persone che avevamo abbandonato li’, persone ancora vicine a quella casettina abbandonata in situazione di potenziale pericolo

DVD28 12:55 stessa zona

DVD 25, zona vasche, 12:53
(si vede un fromboliere)

Petronzi: si questo è l’utilizzo del frombolo che garantisce una buona gittata e se è un frombolo grande un sasso più consistente….

PM: Ecco adesso vediamo il tipico abbigliamento del manifestante di quel giorno
Petronzi: si in questo caso ha dei bermuda con dei tasconi in genere in queste tasche tengono i petardi che lanciano, poi ha una maschera per proteggersi dal gas, il casco, l’abbigliamento è cromaticamente scuro cosa che fanno abbastanza spesso cosa che fanno anche in altre manifestazioni, diciamo che è un kit tipico di queste manifestazioni

PM Quindi sono praticamente le 15 e gli scontri continuano come prima
Petronzi si, la situazione è immutata

PM in contemporanea andiamo allora alla centrale, sono le 15, DVD 19

PM Cosa sta accadendo a quel varco?
Petronzi: sono confluite li’ delle persone che hanno lasciato l’iniziativa ufficiale, insieme a quelle che stanno sempre in quel posto, e stanno abbattendo le recinzioni che erano state poste a sbarramento (il video mostra scene ore 15:00)

PM Passiamo alle 15:20, DVD 21, stesso luogo

PM Dott Petronzi come mai non sono state riferite queste condotte? Dov’eravate le forze dell’ordine?
Petronzi: le forze dell’ordine si trovano sostanzialmente nel punto dove avviene il filmato, dietro il betafence, si dava la possibilità ai signori di manifestare il loro pensiero.

DVD29, 15:57 ancora nei boschi sopra
Centrale, 16:08

PM Chi è quel signore con gli occhiali?
Petronzi il signore è andrea bonadonna uno dei leader di Askatasuna (nel video si sente dire “ve lo portiamo noi”).

PM: Cosa sta facendo?
Petronzi: sta interloquendo sui fatti relativi al sequestro del Carabiniere….

(Dal video si sente che lato fdo dicono “fermi, hanno un carabiniere in mano, cazzo!)
PM: Come mai in questo momento non stanno attaccando o tirando pietre?
Petronzi: questa è la fase in cui il Carabiniere è nelle loro mani quindi è una fase diversa rispetto alle precedenti

Nel video si vede un uomo accompagnato fuori dal boschetto
PM è questo il carabiniere?
Petronzi: Si, questo è il carabiniere che alla fine di questa fase viene accompagnato fuori dal boschetto

PM Dott Petronzi chi è quella persona che ha fatto quell’annuncio?
Petronzi: si chiama Filippi, viene da Genova e ha detto che il prossimo non torna indietro….

PM Sembra di essere in turchia cosa sta succedendo?
Petronzi: sta succedendo che come ulteriore misura che potevamo usare c’era il mezzo idrante, quindi avete visto il mezzo idrante che cercava, sono le 16:21, di dissuadere i manifestanti, dovevamo cercare di disinnescare una situazione che stava andando avanti da molto tempo, poi avevano disallestito un gazebo che faceva parte del presidio permanente dietro il quale cercavano di proteggersi

Terzo filmato, 17:29
17:58 Gaia2 DVD 28

PM Avrei ancora un’ultima domanda, Dott Petronzi a parte il contatto che c’è stato al momento dell’arresto dei 4 del quale ha riferito, ci sono stati altri contatti?
Petronzi: penso pochi, ne conterei 7 o 8, all’Avanà non ce ne sono stati, sopra…. ci saranno stati altri 6 o 7 contatti, molto brevi molto contati e non in profondità….

PM: Sulla base della sua esperienza di OP, rispetto a intervento cittadino di OP in che cosa si è differenziato questo?
Petronzi: beh sicuramente il territorio, cittadino rispetto a quello montano, poi dovevamo operare in quadranti diversi, quindi la difficoltà per l’ampia area del dispositivo di sicurezza, e senza ombra di dubbio la durata, non ricordo interventi così lunghi

PM Ma sulla base della sua esperienza viene richiesto di non entrare in contatto?
Petronzi: il contatto crea molte problematiche perché nel momento del contatto c’è un’evoluzione che poi non si può controllare, pertanto se compatibile con il contesto, se i dirigenti riescono ad evitare il contatto è sicuramente un’attività migliore… chiaramente a discapito di un servizio perché in questo caso si sono registrati quasi 200 feriti, di cui alcuni gravemente.

NOTARE: 4357 LACRIMOGENI USATI. MA IL CONTATTO ANDAVA EVITATO.

Quali erano le disposizioni che si potevano ricavare in caso di prevedibilità e nelle imprevedibilità?
Era chiaro che il corteo istituzionale avrebbe potuto contenere delle personalità insidiose che però non avrebbero creato problematiche durante il corteo. Le problematiche le avevamo previste dal lato della Ramat, e da quella quota del corteo di Giaglione che non fermandosi alla baita Clarea avrebbe proseguito verso il museo archeologico…

PM Ma in relazione a queste problematiche previste avete dato qualche disposizione agli uomini?
Si, le disposizioni erano EVITARE IL CONTATTO, rimanere COMPATTI, rimanere PASSIVI, adoperare LACRIMOGENI e IDRANTI

PM E sull’uso del lacrimogeno era a discrezione dell’operatore o su ordine….
Petronzi: viene dato ordine del dirigente di settore, che è un funzionario dirigente, poi c’è il funzionario direttivo che a sua volta comunica ai capi squadra di poter effettuare i lanci

Può spiegare sulla base di quali elementi fattuali si determina un ordine di uso di un lacrimogeno?
Quando non si ha altra possibilità d’intervento innanzitutto, per generare una distanza tra le forze di polizia e i manifestanti, perché è un artifizio che crea difficoltà nel manifestanti, ma abbiamo verificato che nonostante il copioso uso di lacrimogeni non ottenevano l’effetto.. anche x il vento contrario, in ogni caso per fare allontanare le persone da uno spazio che poi deve essere preso dalle forze dell’ordine, ad esempio in una piazza in cui c’è una difficoltà perché stanno saccheggiando qualcosa…

PM Lei prima ha fatto riferimento al quantitativo di lacrimogeni usati quel giorno, questo numero che così ,detto in maniera asettica, può sembrare eccessivo era determinato dalle zone sulle quali dovevate operare?
(L’avvocato fa presente che si tende a suggerire la risposta, Petronzi riformula la domanda)

PM: Il contesto spaziale, in una piazza quanti lacrimogeni si usano solitamente per liberare la piazza?
Petronzi ;Dipende, se i soggetti non sono protetti bastano una decina di lacrimogeni per disperdere 50 persone in campo aperto, nel momento in cui sono protette già in una piazza aperta bisogna spararne molti di più.

In un contesto come il 3 di luglio quanti se ne devono usare?
Petronzi: penso non ci sia un precedente, noi diciamo che c’è stato uno scarico di 2400 lacrimogeni… Di fatto posso dire che rispetto a superfici stimabili in 50mila mq non hanno sortito nessun effetto, abbiamo visto incidenti che si sono protratti dalle 12 alle 17 nonostante un copioso utilizzo di lacrimogeni iniziato poco dopo le 12, diciamo 12:20

PM: Quindi lei dice che è stato inefficace?
Petronzi: non c’è una casistica in Italia di una cosa di questo genere…. si sarebbe dovuto prendere in considerazione altre ipotesi, come quella di andare ad esercitare una pressione sui manifestanti, cosa che nel tessuto metropolitano si può fare, ma in questo caso l’aggiramento dei manifestanti non si può fare.

L’avvocato Bertone vuole che sia messo a verbale che sia stato intralciato il percorso della giustizia, rifiutando di acquisire… l’ordinanza, il Presidente decide di acquisire l’ordinanza… Petronzi precisa: “ordinanza del prefetto del 22 di giugno, ma quella del questore per il servizio del 3 luglio senza riferimenti perché non so quando è stata emessa”

P.S. la trascrizione è un tentativo di non perdere il filo del discorso, ma qualche passaggio è saltato….

Simonetta Zandiri – TGMaddalena
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I LANCI ANSA:

TAV: PROCESSO SCONTRI 2011; DIGOS, ABBIAMO SUBITO PARECCHIO
TORINO
(ANSA) – TORINO, 5 LUG – “Il mandato era di subire. E infatti abbiamo subito parecchio. Anche in termini di sicurezza sul lavoro”: Giuseppe Petronzi, numero uno della Digos torinese, ha descritto così, ai giudici del tribunale di Torino, il modo in cui le forze dell’ordine dovettero fronteggiare l’assalto al cantiere del Tav a Chiomonte il 3 luglio 2011. Centinaia di dimostranti, concentrati nella zona della frazione di Ramat, calarono dal bosco scagliando sassi, petardi e bombe carta, e fra gli agenti ci furono una ventina di feriti solo nei primi quaranta minuti. Uno riportò la perforazione di un timpano e cadde privo di sensi. “Eravamo un facile obiettivo – ha detto il dirigente – Sapevamo che sarebbe stata difficile, ma non immaginavamo quella violenza”. Le forze dell’ordine, quel giorno, dovevano evitare il più possibile il contatto diretto con i No Tav, anche perché caricare gli aggressori avrebbe comportato disperdersi nella boscaglia. Il massiccio lancio di lacrimogeni si rivelò inefficace proprio a causa degli alberi e della vegetazione, e alla fine si tentò qualche carica di alleggerimento fino al margine del bosco. I manifestanti non riuscirono mai a penetrare nel cantiere. Gli scontri andarono avanti dalle 12 alle 17 e, a questo proposito, Petronzi ha osservato che in Italia non ci sono precedenti di “contingenze di ordine pubblico di questa durata”. I feriti fra le forze dell’ordine furono all’incirca duecento. Fra gli episodi citati dal dirigente c’é quello del carabiniere del battaglione Campania che durante una sortita venne circondato e sequestrato dai No Tav.

TAV: PROCESSO SCONTRI 2011; PM, MINACCIATI I NOSTRI TESTI
LEGAL TEAM PROTESTA, ‘SCANDALOSO ATTEGGIAMENTO PROCURA’
TORINO
(ANSA) – TORINO, 5 LUG – “I nostri testimoni sono stati minacciati e dobbiamo occuparci della loro tutela”: lo ha detto oggi il pm Antonio Rinaudo alla ripresa del processo per gli scontri del 2011 in Valle di Susa fra No Tav e forze dell’ordine. L’occasione è stata la convocazione, come primo teste dell’accusa, di Giuseppe Petronzi, numero uno della Digos, che é stata tenuta nascosta fino all’ultimo minuto ai difensori. Dal legal team dei No Tav si sono levate proteste e richeste di sospensione, e l’ avvocato Claudio Novaro, in particolare, ha definito “scandaloso” l’atteggiamento della procura: “noi dobbiamo avere il tempo di preparare il controinterrogatorio”. Il pm Rinaudo, sottolineando che la procedura non è stata violata, ha detto che lo scorso 3 luglio l’imprenditore valsusino Antonio Lazzaro, testimone della procura, ha ricevuto una bustaco un proiettile e il messaggio “fotografo infame, devi morire”: un riferimento, secondo il magistrato, a delle immagini che sarebbero state scattate durante gli incidenti.

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