Marcia del 27 luglioCome al solito dopo queste manifestazioni danno tutti i numeri, da una parte come dall’altra. Noi andremo controtendenza. Vi racconteremo una giornata caldissima, afosa, ma ricca di sorrisi, di determinazione, di costanza, di partecipazione. Alcuni giornali scrivono che “venti sindaci” hanno partecipato, noi ne abbiamo visti di sicuro tre, gli altri magari ci sono sfuggiti nella folla, magari erano già in ferie… forse c’erano i vice-sindaci. Forse. Il punto è che nonostante la loro presenza (e poco importa quanti fossero) e nonostante la presenza di “cittadini” del Movimento 5 stelle (senatori) NON è stato consentito alla marcia di attraversare il ponte. In una giornata con un caldo africano persone anche di una certa età sono state costrette a percorrere i sentieri alti (e pericolosi), e guadare il torrente. Costrette, perché? Un’ordinanza. Della quale non hanno saputo dettagliare più di tanto, anzi, ad un nostro reporter non è stato neanche mostrato uno straccio di documento. La marcia è arrivata a destinazione, a Chiomonte, nonostante tutto.
E ancora una volta, chissenefrega dei numeri. Non sono quelli che contano. La parte più bella è che possiamo ancora contare l’uno sull’altro, mentre loro cercano di “contarci”. La parte peggiore è che le stesse istituzioni che chiedono il ritorno al “dialogo politico” oggi si sono trovate l’ennesima porta sbattuta in faccia. Nel caso avessero qualche dubbio su quale sia la violenza peggiore, se quella di una pietra o quella di un abuso perpetrato dallo Stato.
Bla-Bla-Bla. Parole. Parole. Lettere. Parole. Ricorsi al TAR. Parole. Intanto il buco va avanti, lentamente ma va avanti. Come proseguono gli scavi per il raddoppio del Frejus, ed il cavidotto. E siamo a 3 buchi. Il quarto, cari italiani, è quello che pagheremo tutti: il debito. Un debito che cresce quanto la nostra povertà. Strano, no? Come riusciamo ad indebitarci pur essendo tutti sempre più poveri.
In attesa che a tutti venga un ragionevole dubbio, i “cocciuti” notav resistono, con 20 gradi sotto zero, come con 40 gradi all’ombra.
A sarà dura. E sarà una lunga estate calda.
Simonetta Zandiri

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