Apparsi. Ma il sindacato di polizia smentisce: .

Sorgente: Corriere della Sera

Manifesto attribuito al Sap: «Bifolco
morto perché ha osato contrastarci»
Il sindacato: è falso, non siamo noi

Apparsi manifesti contro il ragazzo assassinato da un carabiniere. Ma il sindacato di polizia smentisce: «Noi non c’entriamo». E Celestini tiene uno spettacolo per Bifolco

«Noi garantiamo e difendiamo l’ordine, voluto dalla classe politica e protetto anche attraverso l’uso della forza. Noi siamo quella forza. Noi siamo il braccio armato dello Stato. E Davide Bifolco è morto perché ha osato contrastare la nostra forza». È destinato a sollevare una nuova bufera un manifesto affisso in alcune strade di Napoli e firmato «Sap», il sindacato autonomo di polizia già protagonista di furibonde polemiche, secondo il quale il ragazzo ucciso per errore da un carabiniere nel settembre del 2014 è morto «perché ha contrastato il nostro ordine. Ci siamo stancati di sentir parlare di morti dovute alla nostra imperizia — recita il manifesto — e vogliamo portare chiarezza in una situazione che ci sta stretta».

Il giallo del manifesto

Su Twitter, però, il sindacato scrive: «Smentiamo qualsiasi coinvolgimento nella vicenda del manifesto di Napoli e presenteremo esposto in Procura contro chi diffama il nostro sindacato». Sono almeno una ventina i manifesti affissi nella zona di Bagnoli, e tutti con il logo del sindacato. Se non è stato il Sap, chi li ha affissi usando la sua sigla?

«Affisso dai nemici della polizia»

«È un manifesto ben costruito, identico in tutto e per tutto ai nostri e a una prima lettura sembra addirittura vero. Invece è falso. E diffamatorio». Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, smentisce così la «paternità» del volantino affisso a Napoli. «Sono frasi che intervengono in una vicenda delicata, nella quale non siamo mai entrati, con il chiaro obiettivo di delegittimare il nostro sindacato». Quel manifesto, insomma, sarebbe nato da «ambienti dell’anti-polizia», e per questo «ringraziamo la stampa di averlo portato alla luce così potremo sporgere una denuncia» e far partire «l’inchiesta volta all’individuazione dei responsabili».

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