Riprendiamo il resoconto delle arringhe difensive all’udienza del 7 novembre, dopo i 15 minuti di pausa, quando rientro è già iniziata l’arringa dell’avvocato di Zeno Rocca.

Avv.: (…si sente poco, ndr) mi fermo sulla maglietta … oltre a questo c’è un paio di bermuda, ( non sento… ndr) “La previa concertazione non c’è perché era una manifestazione moltitudinaria che portava lì migliaia di persone che venivano anche da località assolutamente distanti, dal Veneto ad esempio, ma che certamente non potevano avere, non so come spiegarlo, quella zona è una zona particolare come conformazione, come situazione, è una zona di montagna, boschiva, se ci vado mi ci perdo sicuramente, non si può neanche immaginare una concertazione, tant’è che la procura ha dovuto forzare un po’ alcuni elementi, il lancio di artifizio alle ore 12 per dare il via a chissà quale assalto, e c’è un altro elemento da considerare che io penso sia importante, che è impensabile, inimmaginabile che qualcuno potesse pensare di fare un assalto al cantiere del TAV quel 3 luglio in Val Susa, assolutamente impensabile. E’ evidente anche poi dalle azioni messe in campo, l’ancoraggio delle reti con le funi… che si trattava di un assedio assolutamente simbolico che non poteva materialmente avere nessun altro esito che non una grandissima simbologia del rifiuto di quella grande opera all’interno di quel territorio e delle modalità con cui è stata imposta.
C’è un altro elemento che a me fa pensare molto ed è il fatto che in quella situazione, di fronte a manifestazioni che coinvolgono popolazioni intere, comunità. cittadini che sono andati là con tutta la famiglia, credo che una situazione diversa, un modo di comportarsi diverso anche da parte delle forze dell’ordine fosse non solo auspicabile ma doveroso, la sentenza che io ho letto, di primo grado, ha affermato sostanzialmente “di fronte alla la paventata riconquista militare del cantiere..” ipotesi inimmaginabile, di fronte a questo “è legittimo tutto quello che hanno fatto le forze dell’ordine “. Io non voglio neanche discutere su legittimità o meno dell’operato delle forze dell’ordine , sulle modalità delle azioni contro i manifestanti, migliaia di lacrimogeni…. ma dico è una scelta che è stata fatta in quel periodo, in quella zona, che rispetto a quella zona… che non è necessaria, non è l’unica, ci sono scelte  ben diverse che vediamo operare dallo Stato nei confronti di situazioni di comunità che si esprimono in maniera pesante.. e penso alle barricate che sono state fatte a GORO durate tutta la notte senza che nessuno sia andato a caricare.. (…) Io credo che ci sia un modo di ragionare rispetto a queste scelte che non può essere diverso a seconda che si parli di una grande opera o a seconda che si parli di esseri umani (…).
Chiedo l’assoluzione di Zeno Rocca, soprattutto perché manca una prova certa del fatto che quel soggetto colpevole del lancio di 1 sasso sia effettivamente Zeno Rocca.

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L’arringa dell’avvocato Bertone: “voi avete degli strumenti per dire che l’utilizzo di questi lacrimogeni per quantità e modalità sia stata fatta secondo le regole? E quali sono le regole che descrivono l’utilizzo o il divieto di utilizzo di quest’arma? (…) Queste regole, noi le conosciamo, purtroppo non sono entrate nel processo perché la pubblica accusa si è opposta al loro ingresso”

 

Avv.Bertone per AZANAI (…) Secondo me in questo processo non esiste un solo elemento fattuale per permettermi di  (non si sente). Noi abbiamo portato elementi molto concreti, consulenza Abbà, abbiamo chiesto di poter accedere ai luoghi per fare misurazioni della dimensione delle reti e non ci è stato concesso, riteniamo che l’inclinazione, la pendenza .. la copertura del viadotto autostradale, l’ulteriore arretramento rispetto alla rete degli operanti rendono impossibile (..) La questione della rete a maglie larghe … vi posso far vedere la rete, me la sono portata, questa è la tipica rete da polli, vista di fronte ha una penetrabilità.. inclinata di 27 gradi che è quella riscontrata dal geometra Abbà ha una penetrabilità di molto inferiore, come si fa a dire che le pietre lanciate da Azanai abbiano potuto oltrepassare le reti al punto di costringere gli operatori ad arretrare ? O si assolve Azanai oppure disponete una perizia che vada a verificare se questo fosse possibile.
Gli scriminanti.
Uso dell’arma lacrimogeno, un punto sul quale io in particolare mi sono soffermato molto in fase di indagini insieme alla collega Rasulo , noi abbiamo cercato fin dall’inizio tutta la documentazione rilevante sull’utilizzo dell’arma lacrimogeno del lanciagranate per poter portare il tribunale sul terreno di confronto e per sostenere che le modalità di utilizzo di quell’arma fossero arbitrarie, sia per le modalità che per la quantità di artifizi sparati e per la loro composizione. Voi avete la consulenza Zucchetti e la ricca testimonianza resa dal nostro consulente in dibattimento, ci parla dell’effetto psicologico negativo, ci parla di effetto cinetico, è un’arma letale, ci sono stati morti in Italia per lacrimogeni sparati dalle forze dell’ordine e la cosa interessante è che l’esito di quella testimonianza non è stata contraddetta nel corso del dibattimento, la Procura non ha adottato una controconsulenza e non emergono nel corso dell’esame domande che abbiano messo in crisi il consulente, se non il fatto che l’arma utilizzata dall’esercito israeliano non è esattamente la stessa arma in dotazione alle forze dell’ordine in Italia. All’esito del dibattimento abbiamo potuto vedere degli avanzamenti della posizione della Procura… “nessuno nega che l’uso di lacrimogeni sia stato imponente” e l’avvocatura di Stato dice che ci sono stati “usi ed abusi”(..) ( vi invito alla visione del video  dell’arringa dell’avv. Bertone in primo grado, ndr) . La domanda che faccio io dal punto di vista giuridico a voi… voi avete degli strumenti per dire che l’utilizzo di questi lacrimogeni per quantità e modalità sia stata fatta secondo le regole? E quali sono le regole che descrivono l’utilizzo o il divieto di utilizzo di quest’arma? (…) Queste regole, noi le conosciamo, purtroppo non sono entrate nel processo perché la pubblica accusa si è opposta al loro ingresso. E andando a vedere le discussioni adesso in questo grado, la stessa posizione della procura generale e dell’Avvocatura mi mette di fronte a una situazione critica, il PG parla di offensività delle forze dell’ordine proporzionale all’utilizzo delle armi, si dice che l’ordinanza del questore avrebbe riferito circa l’utilizzo a parabola dell’arma lacrimogeno, l’avvocatura di stato dice che non crede di dover fare discussione sulla composizione chimica, che “le regole d’ingaggio sono precise ed eloquenti” e che “così fatta l’analisi dell’armamento e dei lacrimogeni possiamo andare oltre.”

[ndr, a proposito di regole d’ingaggio, vorrei fare un tentativo di individuare i MANDANTI POLITICI degli abusi compiuti dalle forze dell’ordine in quello che viene definito genericamente “l’esercizio dei loro poteri”. Ricordo quindi quel VERTICE POLITICO che si tenne il 27 maggio 2011, quando la casta si  è riunì quasi al completo in Regione Piemonte. Ancora una volta assente ingiustificato il presidente Cota. Schierati, come sempre dalla parte sbagliata, ma molto compatti, il governo (Bartolomeo Giachino sottosegretario alle infrastrutture), la Regione Piemonte (Barbara Bonino, assessore ai trasporti) proprio in quei giorni nell’occhio del ciclone con lo scandalo tangenti / corruzione che ha colpito l’assessorato alla sanità ), il Comune con il sindaco uscente Chiamparino e la new entry (si fa per dire) Fassino, insieme a Confindustria, Camera di Commercio e associazioni varie. Insomma, quelli che nella torta del TAV ci mangiano alla grande da sempre e non si potevano proprio permettere l’ennesima sconfitta valsusina. Per questo avevano organizzato un incontro aperto, per spiegare quanto fosse necessario l’avvio del cantiere per la TAV Torino Lione entro il 31 maggio, condizione necessaria per non “condannare l’economia del territorio e gran parte del paese” . Come se la TAV avesse potuto liberarci definitivamente dalla grave crisi economica che ha colpito la nostra regione, la nostra nazione e tutta l’Europa.. TAV LIBERA TUTTI, TAV come uscita dalla crisi, come grande soluzione a tutti i mali. La TAV si doveva fare, e si doveva fare in fretta, entro il 31 maggio, altrimenti sarebbe “saltato tutto”. Arrivò forte e chiaro il segnale quando venne invocato l’intervento delle forze dell’ordine per fare rispettare la legalità (ma qualcuno dovrebbe spiegarlo anche all’assessore FERRERO cosa si intende per legalità)  con “ogni mezzo possibile. E chi si mette contro la legge  lo fa sapendo che potrà subire conseguenze”.

“Che tipo di forza ci si può spingere a usare nei confronti dei manifestanti?” chiese un giornalista durante la conferenza stampa, ed ecco la risposta della Bonino: “Il problema è qual  è l’atteggiamento  dei manifestanti, perché nel momento in cui lanciano sassi da 120 Kg in testa agli operai  (120 Kg pare essere il peso totale dei sassi raccolti dopo la nottata, e non di un unico masso, sassi mai lanciati contro persone o cose ma a bloccare l’uscita dei mezzi dal tunnel, ndr)  che cercano di raggiungere i cantieri  il problema non si pone. Lo stato ha solo un compito  che è quello di difendere le persone che svolgono il loro lavoro (poco importa se lo fanno per aziende in evidente odor di mafia ndr)  facendo ciò che devono senza recare del danno a nessuno.  E non c’è nessun limite d’ingaggio rispetto a questo obiettivo perché questo obiettivo si chiama legalità  e uno stato ha l’obbligo morale oltre che fattuale di garantire la legalità sempre e la tutela e l’incolumità dei suoi cittadini in qualunque situazione. Come reagisce uno stato? Con tutti i mezzi che ci sono a disposizione”.
Chiaro? Nessun limite d’ingaggio. Forse questi erano gli “OMISSIS” nelle ordinanze? fine ndr, avevo riportato questa notizia nel racconto della prima settimana della Libera Repubblica della Maddalena ]

Torniamo all’arringa dell’avv. Bertone.

In fase di indagine noi avevamo chiesto alle forze dell’ordine l’acquisizione di tutti i documenti, manuali, ordinanze, e ci era stato affermato dalla stessa procura a fronte del diniego all’acquisizione, che “questi documenti non esistevano, c’è una nota a firma CASELLI – GUAGLINO del 2012 che dice “non esistono manuali ad oggi”, poi nel processo ci siamo trovati di fronte ad un manuale prodotto dalla Procura (…). La sentenza a pag. 202 definisce “non corretta la modalità d’uso del lacrimogeno” ma un conto è non corretta un conto è illegale ed arbitraria, perché la qualificazione di questo tipo di gesto si ripercuote sulla posizioni dei miei assistiti, quindi secondo me è necessario che questa corte acquisisca i manuali operativi sull’utilizzo dell’arma lacrimogeno. Noi abbiamo indicato sia in primo grado che nelle nostre note il manuale operativo. Devo fare un piccolo passo indietro su una citazione in giurisprudenza amministrativa fatta dalla PG in relazione al TAR Lombardia, in relazione alle attività difensiva, purtroppo non c’è il dott. Saluzzo [ è uscito al termine dell’arringa dell’avv. Novaro, ndr ] , viene citata questa sentenza del TAR Lombardia come per dire vi è un limite per le persone offese che vogliono utilizzare per le indagini difensive l’accesso agli atti pubblici.. io questa sentenza sono andato a leggermela (…) la sentenza 1897/2007 dice che se si fa una richiesta al fine di acquisire documenti che la PA non ha vouto dare per processo penale, se il PM non esegue questa richiesta non bisogna andare al TAR ma dal giudice per le indagini preliminari o dal giudice, non dice affatto che nel momento in cui il TAR dice non sono il giudice competente allora non vi è accesso (…).
E noi abbiamo già spiegato che l’art. 391 quater dà un’autonomia del tutto innovativa del Codice di Procedura Penale all’accesso ai documenti per portare la prova al processo penale, discende dal giusto processo e da questioni di ordine costituzionale (..) e il PG ha anche affermato che rimane un “piccolo vulnus” nella difesa dell’imputato, questo piccolo vulnus non può starci, io ho sollevato una questione di illegittimità il 5 luglio 2013 (qui resoconto completo udienza 5 luglio 2013). (…) Sempre dal punto di vista della possibilità della parte di provare nel processo, di difendersi nel processo, la questione ordinanze del questore è già stata trattata dall’avv. Milano e non ci ritorno se non per dirvi che quando un difensore si ritrova un documento della PA precedente ai fatti … in cui si dice “superare con puntini puntini  le azioni di resistenza attiva e passiva”… poi c’è una manifestazione che era stata prevista, avvengono determinati fatti che vengono qualificati come reato,  è imprescindibile che i difensori e gli imputati abbiano il diritto di capire cosa si prevedeva già da parte del governo per quegli eventi, se l’ordinanza diceva “superare con gentilezza” non c’è problema, ma se l’ordinanza dice “ad ogni costo” o con l’arma lanciagranate o con risolutezza, questo cambia, perché dice che l’impostazione preordinata  della manifestazione anche dal punto di vista delle forze dell’ordine (…).
Fatti sull’atto arbitrario, sempre sul lacrimogeno. Cambio prospettiva tra primo e secondo grado. In primo grado avvocatura di stato dice che riconosceva che ci fossero stati dei tiri diretti, che vi fosse ampia documentazione di ciò ma che “non vi fosse la prova che ci fossero stati tiri deliberati contro i manifestanti”, “dimostrazione del tiro deliberato non l’ho trovata”..Cosa succede, che noi discutiamo dopo l’avvocatura di Stato e  dimostriamo che i tiri diretti deliberati ci sono stati. [ si veda VIDEO arringa avv. Bertone in primo grado ndr ] In discussione d’appello come cambia la posizione del Ministero? “Non ci sono tiri diretti contro manifestanti pacifici“, perché non si può più dire che non ci sono spari diretti ma l’Avvocatura che, ovviamente è molto raffinata su questo punto e dice “beh, io qui rischio di farvi vedere scriminati tutti i reati commessi da qualunque manifestante quindi potrebbe valere soltanto per il manifestante pacifico”. Io vi consegnerò un elenco di tutti gli spari diretti contro i manifestanti, anche il malanimo che talvolta serpeggia tra gli agenti che sparano… sono almeno 20 episodi diversi che provengono da filmati della PS e non da manifestanti, di spari deliberati contro manifestanti con il lanciagranate . Sono proiettili di metallo che vi mostro, (li tira fuori) potrei chiedervi di pesarli, questo è..acciaio o alluminio, viaggiano ai 300 km all’ora, se colpiscono una persona sulla testa o negli occhi la uccidono o la rendono cieca, è già successo…  (..) Corte d’appello di Genova dice che lo sparo diretto contro il manifestante è illegale, tale da giustificare i comportamenti dei manifestanti, la corte d’appello nel 2009 conferma questo costrutto, spiega che la traiettoria tesa avrebbe potuto danneggiare i soggetti e aveva in ogni caso l’effeto di terrorizzare i manifestanti… è stato scriminato il reato per tre spari, tre! E la sentenza non richiede affatto che sia il manifestante fino ad allora pacifico , bersagliato… E’ imprescindibile che voi conosciate a perfezione cosa dicono i manuali sull’arma, il documento che non è entrato in primo grado è lo stesso manuale operativo che ha usato la corte d’appello di Genova per approvare questa soluzione, quindi un documento estremamente rilevante e puntuale (…).

“Secondo motivo importante, del tutto trascurato in sentenza, purtroppo anche qui per l’opposizione all’ingresso di documenti, [ si veda anche trascrizione udienza processo “SAN MICHELE” 21 luglio 2016, nella quale è emerso che la ‘ndrangheta ha infiltrato i cantieri del TAV a CHIOMONTE ndr]  la presenza della ndrangheta nel cantiere, punto estremamente delicato e non comprendo come possa essere rimasto estraneo alla sentenza. Non lo posso comprendere. Abbiamo fatti storici estremamente precisi e documentati, il 27 giugno, ma vale anche per il 3 luglio 2011, la ruspa che abbatte il cantello della centrale è di proprietà della ditta ITALCOGE, individuata da informativa dei Carabinieri per essere infiltrata, collegata alla ‘ndrangheta, conduce la ruspa un agente di polizia, si oppongono all’ingresso i manifestanti NO TAV”

 

Attenuanti per motivi di particolare valore sociale, primo aspetto attiene all’utilità dell’opera (…) Prendo spunto dalle argomentazioni del Procuratore Generale, certamente il punto dove più ci si smarca dalla questione giuridica e si entra in una dimensione metapolitica, tuttavia a me interessa l’aspetto giuridico, cosa vi è di prova nel processo di lecito di quest’opera e cosa si può dire vada a beneficio dell’imputato quando questo si è opposto ad un’opera che manca dei presupposti. (…) La partenza della ricostruzione del Procuratore Generale è che questo processo parte per la saturazione della linea storica… Voi avete tonnellate di documenti in questo processo che negano questo punto, lo negano, e quindi io vi chiedo di prendere in considerazione anche questo punto, ha un riflesso anche giuridico…. L’accordo intergovernativo del 2001 tra Italia e Francia dice che la linea deve entrare in funzione alla saturazione della linea esistente… (….) La saturazione è una precondizione essenziale per l’opera, quindi dal mio punto di vista mancano le condizioni giuridiche per fare di quest’opera un’opera pubblica sostenibile. E l’unico moivo per cui quest’opera può proseguire in questo modo è perché vi è una legge obiettivo che esclude dalla rilevanza sociale in quanto viene calata dall’alto e dichiarata di pubblico interesse da parte del Governo. Se voi andate a guardare cos’è successo… Fatti come quelli del 27 giugno e del 3 luglio hanno già comportato un vantaggio sociale, perché la linea, rispetto al progetto iniziale, ha perso la tratta nazionale francese, non c’è più l’alta velocità Lione …dall’uscita del tunnel fino a Lione, è stata cancellata, questione di pochi mesi fa.. che secondo il Ministero delle infrastrutture la linea storica esistente verrà utilizzata in gran parte nella tratta nazionale italiana, che è quello che diceva il movimento no tav fin dagli anni ’90 si utilizzi la linea storica, l’unico motivo per cui si arriva alla riduzione della tratta ad alta velocità perché c’è un’opposizione che in valsusa e in parte in Francia, esiste da vent’anni, bisogna dare un riconoscimento dal punto di vista giuridico come attenuante, perché questo comporta un risparmio, un beneficio per le  risorse italiane, eurpeee , comunitarie, sicuramente e unicamente giustificato da questi fatti, che talvolta sono stati catalogati come reato, talvolta non lo sono ma hanno intrinsecamente un valore di opposizione fattuale alle costruzioni così come originariamente progettate(…) .

Ultimo punto sulla questione utilità dell’opera vi chiedo di rifletere sulle cronache giudiziarie, gli arresti al terzo valico… no tav è anche no tav terzo valico Genova Milano attraverso Alessandria (..) Sono questioni importanti, ciò che teorizzava il movimento no tav sul terzo valico è esattamente ciò che è avvenuto. Secondo motivo importante, del tutto trascurato in sentenza, purtroppo anche qui per l’opposizione all’ingresso di documenti, [ si veda anche trascrizione udienza processo “SAN MICHELE” 21 luglio 2016, nella quale è emerso che la ‘ndrangheta ha infiltrato i cantieri del TAV a CHIOMONTE ndr]  la presenza della ndrangheta nel cantiere, punto estremamente delicato e non comprendo come possa essere rimasto estraneo alla sentenza. Non lo posso comprendere. Abbiamo fatti storici estremamente precisi e documentati, il 27 giugno, ma vale anche per il 3 luglio 2011, la ruspa che abbatte il cantello della centrale è di proprietà della ditta ITALCOGE, individuata da informativa dei Carabinieri per essere infiltrata, collegata alla ‘ndrangheta, conduce la ruspa un agente di polizia, si oppongono all’ingresso i manifestanti NO TAV. C’è il teste REVELLI che ricorda che la gente urlava “mafia mafia mafia” e lui non capiva come mai, ma i valligiani lo sapevano, perché si sapeva che questa ditta era collegata alla ndrangheta. [ si veda resoconto udienza primo grado con testimonianza di Revelli, ndr]

 

In questa ditta ha prestato lavoro BRUNO IARIA, capo della locale di Cuorgnè uno degli ndranghetisti più potenti del piemonte, la mafia era presente nel 2011, la rete del cantiere, la recinzione di cui si parla anche in relazione al mio assistito, è una recinzione che   è stata messa da Italcoge, e il processo San michele che si sta concludendo, abbreviati finiti, istruttoria dibattimentale fatta,  ha provato la presenza della ‘ndrangheta in subappalto dentro Chiomonte, dopo il 2011…. grazie ai legami sviluppati dai titolari di ITALCOGE. Allora, per rimanere sul campo giuridico, dico voi avete la prova delle infiltrazioni ndranghetiste su Italcoge e Martina nell’informativa Carabinieri allegata alle dichiarazioni Fissore in primo grado, ma il tribunale passa completamente sopra questo punto, qualora voi non la riteneste acquisita, vi chiedo di acquisirla dai Carabinieri che l’hanno redatta e avrete uno spaccato di quello che è la contaminazione all’interno del cantiere TAV che non può rimanere esterna a questo processo perché è stata una delle motivazioni per cui gli imputati si sono opposti alla costruzione di quel cantiere.
Concludo: anche qui una piccola discussione in replica a un argomento nuovo portato dalla procura generale che ci dice che l’azione delle forze dell’ordine il 27 giugno e il 3 luglio sarebbe stata dimessa e i contingenti sarebbero stati limitati, contraddetto.. dalla stessa documentazione del ministero delgi interni che nella relazione al parlamento sull’attività delle forze dell’ordine parla di 10mila situazioni per l’ordine pubblico e tra gli eventi che hanno comportato particolare impegno cita manifestazione no tav e parla di straordinario impegno da parte delle forze dell’ordine . Vi dico solo che il 13% di tutto l’ordine pubblico nazionale nel 2011 è stato assorbito a CHIOMONTE, e questa è la relazione al Parlamento anno 2011 sulle attività delle Forze di Polizia, e quindi la favoletta raccontata in discussione dei pochi agenti dimessi che si sono sostanzialmente difesi dall’assalto di una moltitudine enorme di manifesatnti non è vera… è vera una moltitudine enorme di agenti che fronteggiavano migliaia di manifestanti. Ma questo non può rimanere neutro.
Concludo… nel 2011 un magistrato difende i colleghi toscani per aver scoperchiato, sui lavori dell’alta velocità in Toscana, quello che sembra essere l’ennesimo maleodorante intruglio di corruzione e malaffare con relativo spreco di denaro pubblico e conseguente impoverimento della collettività, lo stesso magistrato denuncia, correttamente, l’indifferenza nella lotta alla mafia e “chiedo scusa”, dice, “se mi è scappata una parola proibita, ogni tanto in effetti si ha la sensazione che il paese torni, anche inconsciamente, alla vecchia e rassicurante idea di una convivenza possibile”. Bellissimo. Però questo magistrato è Giancarlo Caselli, che lo scrive in un libro del 2011 (..). Cos’è successo, è successo che sul TAV Firenze-Bologna queste  cose si possono dire e si possono fare, sul TAV Torino-Lione, a casa nostra, non si posono fare. Voi avete  una procura della Repubblica di primo grado che non ha indagato a favore degli imputati, ed è una violazione del 358 cpp, aveva gli strumenti e le risorse per farlo e non l’ha mai mai fatto. Il Procuratore Generale ha parlato in discussione di “Noi non vogliamo apparire come un cagnaccio” ma è stato proprio questo, è stato un cagnaccio sia in primo che in secondo grado che non ha fatto nulla per andare incontro agli interessi degli imputati, quindi se voi trovate che manchino delle prove, le prove sono mancanti anche per lo stesso comportamento della controparte. In conclusione, ovviamente chiedo la riforma della sentenza, che si disponga la rinnovazione parziale dell’istruttoria, che si acquisiscano documenti come argomentato, in subordine (…) rimettersi alla corte costituzionale sulla base della mia questione di legittimità…(…)  chiedo comunque vengano trasmessi alla procura atti delle deposizioni teste DI GAETANO e affermazioni del pubblico ministero RINAUDO in primo grado.

Video estratto da arringa difensiva avv. Bertone in primo grado

 

Presidente: sono già richieste che ha fatto nell’appello…

Avv.: sì, quindi mi richiamo… ai motivi dell’appello. Per vostra comodità Ho fatto un estratto di tutti i minutaggi e i video con spari verso manifestanti, nonché teste DI GAETANO quello che secondo me sono due falsi nella testimonianza dell’8 novembre 2013 [ qui resoconto completo udienza 8 novembre 2013 ndr ] .

La prossima udienza è stata fissata per il 17 novembre, sempre alle ore 9:00, nella maxi aula 1, ci saranno le repliche del Procuratore Generale e le controrepliche dei difensori. Se il tutto si esaurirà nell’arco di 2 o 3 ore nella stessa giornata potrebbe esserci la sentenza.

Vedi anche:

No TAV “Assedio del 3 luglio 2011: buttiamo giù le reti perché questo voleva il movimento NO TAV con le sue parole d’ordine” la difesa, udienza 7 novembre 2016

Maxiprocesso No Tav, le “dissennate modalità auspicate dai manifestanti erano sedersi nel piazzale”, arringhe difensive udienza 3 novembre 2016

“L’obbedienza non è più una virtù”, le arringhe difensive all’appello del maxi processo No Tav, udienza del 20 ottobre 2016

“Il 3 luglio una massa di persone condivideva l’abbattimento di quelle reti”- La parola alle difese all’appello del maxi processo no tav per 27 giugno e 3 luglio 2011

No Tav: “Fu una vera azione di guerra e militare”, la requisitoria del Procuratore Generale sul 3 luglio 2011 – udienza 12 ottobre 2016

No Tav:”La sproporzione c’è ma a svantaggio delle forze dell’ordine”, la requisitoria del Procuratore Generale al maxi processo – appello (udienza 11 ottobre 2016)

“Fu reazione legittima ad atto arbitrario” – Seconda udienza appello maxi processo No Tav – 6 ottobre 2016

Divide et impera. Prima udienza appello maxi processo no tav, procedimento separato per cinque imputati

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

 

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