Solidarietà a Luca e Giuliano (e non alle forze dell’ordine)

18 luglio, una giornata davvero strana. Inizia con l’udienza per Luca e Giuliano, processati per direttissima per il reato di evasione per aver scelto di non sottostare alla misura cautelare dei domiciliari, inflitta insieme ad altre 20 misure simili qualche settimana fa. Sono stati condannati rispettivamente a 5 mesi e 10 giorni e 6 mesi di detenzione.

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Poche ore dopo l’udienza, nel comune di Torino ha inizio la cerimonia per l’insediamento della nuova Giunta,  presieduta da Fabio Versaci, che la stampa definisce esponente No TAV.
La stampa, forse. I fatti un po’ meno. Dai primi lanci di agenzia trapela una dichiarazione che non sorprende la nostra redazione ma crea scalpore e malumori in alcune componenti del movimento No Tav, che reagiscono inizialmente attribuendo la dichairazione della Appendino ad un “tipico malcostume della stampa sabauda”. Il copione è quello classico, dalle strade ai palazzi il cambiamento è repentino, “solidarietà alle forze dell’ordine” e l’immancabile “condanna” ad “ogni forma di violenza, ribadendo il diritto di manifestare in modo pacifico” e restando ferma (in tutti i sensi) la contrarietà al TAV.
Insomma, un colpo al cerchio, un colpo alla botte.
E mentre sui social molti attendono le smentite, ecco arrivare la dichiarazione di Fabio Versaci, neo eletto Presidente del Consiglio Comunale: “In relazione ai fatti di Chiomonte – ha detto Versaci, rispondendo a una richiesta espressa dalla minoranza in conferenza dei capigruppo – esprimo a nome del consiglio comunale piena solidarietà alle forze dell’ordine e ai lavoratori del cantiere di Chiomonte che hanno subito in questi giorni nuovi attacchi  da parte dei No Tav. Lo dico – ha precisato – ferma restando la mia personale contrarietà all’opera, ritengo che la violenza sia sempre da condannare e che il diritto a manifestare, sancito dalla nostra Costituzione, debba essere sempre tutelato”.
C’è un errore che sicuramente verrà smentito dal neo eletto Presidente: il suo nome è Fabio, non Fabrizio.

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Un’estate molto calda, e non solo per le temperature alte. La scorsa settimana alla GAM di Torino è stato presentato il documentario “ARCHIVIATO”, una carrellata di abusi commessi da agenti di polizia ai danni di manifestanti no tav, tutti fascicoli “archiviati” con piena assoluzione o perché pare fosse impossibile individuare gli autori dei misfatti. Al termine della proiezione il dibattito con Enrico Zucca, sostituto procuratore di Genova che è stato il PM che ha seguito i processi scaturiti dalla macelleria alla Diaz, Genova 2001. Interviene anche Marco Revelli. Spunti interessanti da voci autorevoli che riescono ad evidenziare quanto la legalità sia distante dalla giustizia, ne suggeriamo la visione agli eletti pentastellati che come primo atto esprimono solidarietà alle forze dell’ordine, specificando anche in particolare a quelle in servizio a Chiomonte. Sapevamo che sarebbe finita così ma di certo non ci aspettavamo che questo sarebbe stato il primo atto politico di una giunta che si dichiara NO TAV. Certo è facile mantenere le distanze e prendere posizioni di comodo quando è proprio mantenendo le distanze da quelle reti che si è sempre stati no tav. Perché sarebbe bastato avvicinarsi per comprendere una diversa prospettiva.


Qui le parole di un magistrato, uomo di legge, uomo di stato, chissà che possano dare qualche suggerimento, in futuro, a Chiara Appendino e Fabio Versaci che la stampa definisce “esponenti no tav”.
Le dichiarazioni di ieri rendono peraltro del tutto inutile e nullo il lavoro fatto in questi anni da TGMaddalena, che ha documentato, udienza dopo udienza, il sistema ingiustizia in ogni suo passaggio, dalla formulazione delle accuse (e la scelta degli accusati, più per quello che erano che non per quello che hanno commesso) allo svolgimento dei processi “farsa”, fino alle assurde condanne. Insomma, sarebbe bastato dare un’occhiata ai nostri video delle udienze, se proprio fosse stato faticoso leggere i report (completi e dettagliati), per farsi un’idea più chiara del ruolo di magistratura e forze dell’ordine. Ma no, è stato più comodo agire secondo convenienza. Per ragioni di “opportunità politica”, forse inesperienza. Forse.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

 

AGGIORNAMENTO 2 SETTEMBRE 2016: a Giuliano e Luca concessi domiciliari, senza restrizioni.

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