Sabato 27 Luglio, migliaia di NOTAV e una ventina di sindaci della valle si ritrovano a Giaglione per la marcia da Giaglione a Chiomonte. Intorno alle 15, sotto un sole cocente, parte il corteo, aperto come spesso succede dalle donne NOTAV, questa volta a maggior ragione in seguito alle violenze perpetrate dalla polizia all’attivista pisana Marta Camposana. Il corteo si snoda per le vie del paese scandendo principalmente uno slogan, “Giù le mani dalla Valsusa, giù le mani dai nostri corpi”. Arrivati a venti metri dal ponte che da sul cantiere, ecco una sorpresa, le fdo schierate in assetto antisommossa bloccano il passaggio a chiunque. Oggi, neanche i proprietari dei terreni in val Clarea, possono oltrepassare il ponte !!! Ad una richiesta di spiegazioni, i funzionari di polizia e i carabinieri, rispondono che il questore, per la giornata odierna, ha emesso un’ ordinanza che espande di venti metri il limite della “zona rossa”, e vieta l’accesso anche ai proprietari. In seguito alle pressioni fatte dai proprietari per poter visionare questa fatidica ordinanza, l’unica risposta è stata che l’ordinanza c’è ma nessun poliziotto o carabiniere ne è in possesso.
I NO TAV decidono di continuare la passeggiata inerpicandosi su per i boschi e guadando il torrente Clarea.
I boschi intorno al cantiere pullulano di energumeni in uniforme bardati dalla testa ai piedi, a difesa di un’ordinanza che c’è (a dir loro), ma non si vede.
Le difficoltà certo non sono mancate, principalmente per le persone anziane o per chì è affetto da qualche disabilità, ma anche questa volta è valso il motto “si parte e si torna insieme”, e tutti i partecipanti sono giunti a Chiomonte.

 

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