L’intervista – Sabotaggi all’Alta Velocità, Perino al Secolo XIX: «I No Tav non c’entrano, è strategia della tensione» | italia | Il Secolo XIX.

 

Per lei si tratta di atti di sabotaggio spontanei?
Sì, ripeto: la gente è stufa e soprattutto non è stupida. E non credo che per atti di protesta come questi serva avere alle spalle un’organizzazione.

Quale il limite?
Sono gesti di protesta non violenta tutti quelli che non causano violenza sulle persone, come in questi casi. Invece c’è chi ha subito cercato di strumentalizzare questi episodi, chi ha parlato di terrorismo, chi addirittura li ha paragonati alla strage del “Rapido 904”, è pazzesco. Quei poveracci che vanno a rubare i cavi di rame lungo le linee ferroviarie sono dei terroristi? Non scherziamo, non lo sono. Invece c’è chi vorrebbe strumentalizzare questi episodi, anzi lo sta già facendo.

Lei esclude che si tratti di atti eseguiti da soggetti aderenti o vicini al movimento No Tav?
Ripeto: io sono praticamente sicuro che non si tratti di nessuno legato al movimento No Tav. Vero: non siamo un movimento monolitico, non posso escluderlo al 100%, ma posso dire con certezza che nessuno di noi è a conoscenza di azione come quelle di questi giorni. E la cosa pare abbastanza sospetta.

Che significa?
Non lo dico solo io, basta leggere quello che scrive il giudice Imposimato: lui ha lottato per anni contro il terrorismo, e ha appena lanciato il fondato sospetto che si possa trattare di atti creati ad arte solo per alzare il livello della tensione e colpire le lotte non violente del movimento.”

 

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