LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’INTERNO ANNAMARIA CANCELLIERI
E’ sconcertante la spudoratezza con la quale autorevoli (o almeno si presume siano tali) rappresentanti dello “Stato” fanno dichiarazioni pubbliche con la presunzione di avere a che fare con milioni di cittadini “idioti” (nel senso greco antico del termine) che si bevono qualunque affermazione senza memoria dei fatti del passato e del presente, addirittura di attualità giudiziaria.
Mi riferisco a un paio di passaggi dell’intervento del signor ministro che ritengo doveroso commentare:
Quello che è successo la notte scorsa in Val di Susa non è una manifestazione di dissenso. E’ violenza. Violenza allo stato puro che non ha nulla a che fare con i problemi della costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione”. Val la pena ricordare che nel corso della serata di sabato da un lato c’erano no tav che si erano dati l’obiettivo di rendere visibile la vulnerabilità di un finto cantiere fatto per proteggere le ditte in odore di mafia, e sono stati fatti danni alle cose. Dall’altra parte le ff. dell’oo. con lacrimogeni e idranti che hanno avuto come bersagli le persone. Chi aveva bersagli umani? Col preciso scopo di far male non certo alle cose? Allora c’è o non c’è una voluta ambiguità nell’utilizzo dei termini? E da un ministro della Repubblica (se ancora è una repubblica) io mi aspetterei un uso ponderato e misurato delle parole usate, specialmente alla luce della storia di questo nostro tristo paese, in cui proprio il suo ministero ha avuto tanta parte di responsabilità. Penso alle tante pagine vergognose della storia italiana, dalla strage di Portella della Ginestra, alle manifestazioni di piazza a Genova nel 1960, a Piazza Fontana, Ustica, Piazza della Loggia, Italicus, e tante e tante altre per arrivare ai sanguinosi exploit dei reparti della celere al g8 di Genova, e poi i “piccoli” episodi del 5 dicembre del 2005 a Venaus, il 3 luglio del 2011 a Chiomonte, Chiaiano, il Vernetto di Chianocco a febbraio 2012, gli atti vandalici alle proprietà private di cittadini onesti e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Allora, con quale senso del pudore e delle proporzioni, il titolare di un ministero che ha innegabilmente insabbiato, nascosto, protetto, depistato in tutti questi anni violenze orrende e indicibili, che il Signore Iddio sicuramente punirà in questo o in un altro mondo, ha il coraggio di descrivere come “violenza” il lancio di un paio di pietre e di qualche petardo festaiolo? Arrivo all’altro passaggio del suo intervento, che è forse, se possibile, ancora più infelice del precedente : “.. lo Stato non si farà intimidire da questo uso premeditato della violenza”. Proprio in questi giorni, magistrati che hanno coraggiosamente deciso di non farsi intimidire (loro si) dal clima di ostile ostracismo attuato da pezzi dello stato di cui lei fa parte, stanno chiudendo un’inchiesta che chiarisce molto bene quanto questo stato “non si faccia intimidire dall’uso premeditato della violenza”. Mi riferisco ovviamente alle indagini sulle trattative stato-mafia, in cui ormai, è ben difficile capire dove sia il confine tra un’istituzione e una ‘drina o mandamento. Il succo dell’indagine è che a fronte della violenza delle bombe di Riina e company, lo stato contrattò condizioni di reciprocità più “equilibrate”, di fatto inchinandosi vilmente e viscidamente alle mafie, alla faccia di tutti coloro i quali credono (credevano) fosse un valore positivo l’onestà. Se tutto ciò non bastasse, a noi valsusini è stato sufficiente il 27 giugno dell’anno scorso vedere 2000 agenti sgomberare con un’uso di gas C.S. degno della violenza delle pulizie etniche di Saddam Hussein ai danni del popolo curdo, che proteggevano la carica dei mezzi di movimento terra di un’azienda in odore di ‘ndrangheta. E ancora sabato sera gli agenti erano li a proteggere le stessa azienda e altre altrettanto colluse.
Allora, i valsusini dimostrano tutti i giorni e tutte le notti che stanno dalla parte dell’onestà e della virtù, lei, signor ministro, almeno fino a quando non perseguirà i responsabili di tutti i delitti e ingiustizie che subiscono tutti gli italiani da decenni, abbia il pudore del silenzio.
Luigi Robaldo, un onesto cittadino del Movimento No tav

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