21 giugno 2012

21 giugno 2012

Spesso penso a quanto sono fortunati gli individui che riescono ad avere un profondo credo religioso, di qualsiasi religione si tratti. Dopo un’attrazione iniziale, più o meno spontanea, si innescano pratiche, rituali, c’è quasi sempre un testo scritto che ti guida passo dopo passo e che svela una verità che talvolta devi semplicemente accettare come tale, senza ragionevoli dubbi: mistero della fede.

Ho esplorato religioni, uscendo dalla tradizione nativa, quella cattolica, per cercare di conoscerne altre anche totalmente diverse, tutte affascinanti ma nessuna è riuscita a soddisfare la mia indole critica, sempre alla ricerca di un percorso libero, personale anche in cammini collettivi. Senza dogmi si è apparentemente più liberi, ma è anche vero che senza certezze è facile trovarsi con dubbi che non hanno facili risposte. Per questo, da sempre, ho scelto di utilizzare il mio personale profilo su FB come palestra, come luogo di scambio e di confronto il più possibile libero, invitando soprattutto chi la pensa diversamente ad esprimere la propria opinione. Difficile da gestire e molto rischioso, soprattutto quando l’attenzione di certi giornalisti è a livello di gossip estremo, ma vale la pena tacere sapendo che intercettano, leggono, ascoltano e osservano ogni nostra mossa? Vale la pena rinunciare alla propria libera espressione o limitare quella altrui per non cadere nelle trappole che comunque sanno tenderci in più modi?

Forse la risposta più razionale sarebbe sì, ed anche la più prudente. Ma io di razionalità ne ho poca, per questo è stato un gioco da ragazzi per Paolo Griseri, che aveva scritto un articolo su Repubblica definito da me PROVOCAZIONE e non INFORMAZIONE, ribaltare l’accusa contro di me con un articolo, il giorno dopo, che riporta stralci disordinati di una conversazione che si è svolta proprio sul mio profilo (a detta sua pubblico, ma in realtà aperto agli “amici-degli-amici”). Un mix selezionato di commenti per disegnare il contesto di un’improbabile “divisione” del movimento no tav sulla questione raddoppio del Frejus, ed un’evidente omissione del ragionamento di fondo da cui nasceva proprio il mio post, ovvero che sarebbero forse i SìTAV a peccare un tantino di incoerenza, perché proprio da loro dovrebbe arrivare una decisa opposizione non tanto al raddoppio del Frejus, ormai inevitabile, quanto alla trasformazione della sua destinazione originaria da tunnel per i soli mezzi di sicurezza in tunnel di transito per auto e tir. Trasformazione che chiaramente implica una prospettiva di aumento del traffico, obiettivo che cozza in pieno con tutte le moderne teorie (e politiche) del trasferimento su rotaia di passeggeri e merci,

Perché chi meglio di un sostenitore delle merci su rotaia VELOCE  può (o potrebbe) contrastare la lobby delle autosrade? Eppure non lo fa.
Sarà perché nel partito SìTAV si difendono anche gli interessi dei signori della gomma? Sarà che la lobby in realtà è una sola?

Altrimenti come si spiega che alla presidenza dell’Osservatorio sul TAV Torino Lione sia stato messo proprio Mario Virano, ex AD di SITAF? Un caso? Forse, certo non l’unico, basti pensare a  Bortolo Mainardi, cugino del fu ministro Tremonti, e consulente del commissario delegato per la realizzazione della terza corsia della A4 nel tratto Venezia-Trieste, poi nominato commissario straordinario per il TAV Venezia-Trieste e  membro della commissione VIA statale che deve giudicare l’impatto ambientale dell’opera sul territorio (insomma il controllato è il controllante), buffo no? Un tipico caso di conflitto d’interessi made in Italy!

Sono 20 anni che da qualsiasi governo si sente ripetere come un mantra “il TAV si deve fare e si farà, senza se e senza ma”, eppure in oltre 2 anni di occupazione del cantiere hanno scavato 300 metri. Mia nipote con secchiello e paletta avrebbe probabilmente fatto di meglio. A ben guardare, quindi, i peggiori nemici dei SìTAV sembrano proprio i loro amici (e a ben guardare sembrano sempre far riferimento allo stesso partito, il PD). Non mancano infatti le posizioni NO TAV anche all’interno del PD, e la lentezza dei lavori fa sorgere il dubbio che gli stessi sponsor dell’opera siano in difficoltà, vuoi per mancanza di fondi, vuoi perché forse non c’è poi tutta questa volontà di fare l’opera perché magari qualche se e qualche ma in quei palazzi comincia ad echeggiare sempre più forte (o viene sussurrato da posizioni con una forza superiore).

E se un ex A.D. di Sitaf, magari per difficoltà oggettive, non riuscisse a sbrogliare la matassa… e per casualità, naturalmente non dipendenti dalla sua volontà, quest’opera rallentasse così tanto da favorire un intenso passaggio di mezzi proprio dal Frejus, ormai in fase di raddoppio (siamo a 7 km su 12)? In questo modo non rischierebbe che sorga il dubbio sull’accuratezza e la serietà del suo lavoro. Ma anche in questo caso sarebbe certo più facile ripetere il secondo mantra al quale siamo ormai abituati: “E’ tutta colpa dei no tav”, meglio ancora se si trova il gossip giusto sul quale costruire improbabili divisioni.

La scelta di essere NO TAV non ha le implicazioni di un dogma religioso. Si è NO TAV per ragioni individuali, si è attivi in scelte collettive nelle quali ognuno porta i propri “perché”. Io sono NO TAV, attiva dal 2010, non conosco quindi tutti i passaggi precedenti, ma sono contraria anche al raddoppio del Frejus (come canna di transito) e lo sono dopo essermi informata come ho fatto, all’inizio, sulle ragioni del NO al TAV/TAC Torino Lione. Perché quello inizialmente previsto come tunnel di sicurezza ora è stato destinato al traffico, con tutto quello che ne consegue per un aumento del numero di TIR che transiteranno (anche con merci pericolose) dalla valle. La valle dei buchi. Che qualcuno, in certi palazzi, ha deciso di ridurre a semplice corridoio.

Simonetta Zandiri – TG Maddalena.

Nota a margine: su questo blog è possibile commentare. Perché la libertà è una pratica, non uno slogan.

 

 

This article has 12 comments

  1. Simonetta Zandiri – TG Maddalena.

    ” … Per questo, da sempre, ho scelto di utilizzare il mio personale profilo su FB come palestra, come luogo di scambio e di confronto il più possibile libero, invitando soprattutto chi la pensa diversamente ad esprimere la propria opinione … ”
    ” … Nota a margine: su questo blog è possibile commentare. Perché la libertà è una pratica, non uno slogan. … ”

    Grandissima balla. Simonetta Zandiri ha bannato dalla sua pagina gran parte di quelli che hanno idee diverse dalle sue. Tutta gente (incluso il sottoscritto) che tempo addietro esprimeva sulla sua pagina libere e legittime opinioni senza mai insultare o cadere nel turpiloquio. Ovviamente lei è pienamente libera di invitare o bloccare sulla sua pagina Facebook chi gli pare, ma almeno poi eviti di farsi passare per la Voltaire della situazione.

  2. Simonetta Zandiri

    Immagino che il Massimo che posta questo commento sia un certo Pistoletto che per oltre due anni è stato assiduo frequentatore del mio profilo su FB, accendendo spesso lunghe discussioni nelle quali ha difeso le ragioni del Sì (soprattutto quelle tecniche)… se è lo stesso Massimo credo non possa lamentarsi se, dopo più di due anni, non potendo più dedicare la stessa attenzione ai commenti che poi vengono magari attribuiti proprio alla sottoscritta per il semplice fatto di averli “ospitati”, ho deciso di non rendere più raggiungibile il mio profilo ad alcuni utenti che non erano in grado di “moderare” la quantità (se non proprio la qualità) dei loro post.
    Una scelta data dal superamento di certi limiti, ma l’apertura rimane sulla pagina facebook del TGMaddalena, come su questo blog. Vediamo di farne buon uso… perché la differenza tra il Voltaire teorico e la triste realtà è che Voltaire forse non aveva a che fare con giornalisti intenti a sbirciare le nostre bacheche su FB a caccia di squallide non-notizie… ogni riferimento all’articolo citato in questo post è, ovviamente, puramente casuale.

  3. Sì ti confermo che sono io.

    Fammi capire : cosa avrei dovuto moderare ? non dire la mia opinione sui vari temi che di volta in volta proponevi ? “contare” i messaggi e non eccedere la media giornaliera da te fissata ?

    Io non sono nè un giornalista, nè un poliziotto, nè un “nemico”, ma semplicemente uno che ha opinioni diverse dalle tue e mi piace esprimerle. Non ti ho mai mancato di rispetto nè ho mai insultato alcuno sul tuo profilo FB.

    Io non sto giudicando la tua scelta di rimuovere dal tuo profilo chi non ti andava a genio, era un tuo pieno diritto farlo. Giudico il fatto che in questo scritto ti dipingerti come Voltaire : non lo sei. Hai bannato parecchia gente per le idee che rappresentavano e portavano avanti e non perchè ti abbiano mai mancato in qualche modo di rispetto. Libera di farlo, ma evitiamo l’ipocrisia.

  4. Simonetta Zandiri

    Non ho bannato le persone per le idee che rappresentavano ma perché un conto è concedere dello spazio, un altro è trovarselo completamente occupato, al punto di alimentare proprio quella certa stampa che non aspetta altro che trovare “fango” sui no tav, meglio ancora se proprio su una bacheca di uno di loro. Quando il limite è stato superato non ho avuto altra scelta, ma negare di aver potuto confrontarvi liberamente per oltre due anni è quanto meno triste, considerando che non è stato semplice sforzarmi di “moderare” certe conversazioni.

  5. Simonetta Zandiri

    Provi a chiedere al democratico senatore Esposito perché ha bannato me… se ci tiene tanto alla “libertà” si sforzi di costruirla all’interno dei suoi ambienti, prima di criticarla in quelli che lei definisce “opposti”.

  6. Suvvia Simonetta, non offendere la mia intelligenza. Io ho scritto sulla tua pagina pochi mesi e come hai detto te sempre portando le mie ragioni tecniche sul tema TAV. Quando hai bannato tutti quelli che non ti andavano a genio (credo almeno un anno fa), nessun giornalista attingeva notizie dalla tua pagina. Non usare come scusa un singolo fatto recente per giustificare decisioni prese un anno fa. Ciò che hai fatto lo hai fatto in piena libertà e consapevolezza, ma non venire ora a raccontare di essere la Madre Teresa di Calcutta della libertà di espressione perchè non lo sei e hai dimostrato nei fatti di non esserlo. Peraltro io ed altri abbiamo sempre espresso opinioni mettendoci una faccia, un nome e un cognome, il che rendeva facilmente tracciabile a attribuibile a una persona fisica qualsiasi eventuale falsità o diffamazione del caso. Non posso dire la stessa cosa di tanti altri personaggi che frequentavano e frequentano abitualmente la tua pagina. Avrei potuto ovviamente seguire la stessa strada di tanti tuoi amichetti NoTav e crearmi 20 account falsi per continuare a scrivere, ma siccome mi ritengo un tantino più corretto ho rispettato la tua volontà e ho evitato di farti ancora visita.

    Di Esposito non me ne può fregare di meno, non sono suo amico (nè nella vita, nè su FB), nè suo conoscente. Io rispondo per me e non per ciò che fanno altri.

    Fatta questa doverosa precisazione, non voglio rubarti altro tempo e spazio sennò finisce che mi accusi di nuovo di “monopolizzare” i vostri spazi.

  7. Simonetta Zandiri

    Pistoletto, siamo seri… per molto tempo la mia bacheca è stata letteralmente monopolizzata da voi favorevoli al TAV, non penso fosse un caso che arrivaste tutti insieme, e spesso le conversazioni degeneravano nei toni! Quanto alla scelta di pubblicare in modo anonimo anch’io non l’ho mai apprezzata, tuttavia so che ci sono persone che non vogliono perdere tutta la loro esistenza (o anche solo quella lavorativa) e siccome essere no tav significa essere marchiati, ultimamente anche di “terrorismo”, è giustificabile (anche se non condivisibile) che ci sia chi sceglie la via dell’anonimato, tanto più in un social network che è il miglior data base che la CIA abbia mai avuto in tanti anni di “spionaggio”!

  8. pur non entrando nello specifico , perchè non ho strumenti, ho l’impressione che il signor Francesco stia per sciupare anche in questa sede la possibilità di dibattere pacatamente e soprattutto rimanendo “in Tema”
    Lamentarsi per una specie di espulsione da una piazza virtuale , strillando su un’altra nella quale si potrebbe invece argomentare rimanendo in tema, mi sa che non sia molto costruttivo.
    Punto.
    Torno a bomba
    a proposito di sfrucugliamenti mediatici: 2011 , grazie ad orari di lavoro che me lo rendevano più agevole, ero particolarmente attivo in valle e di conseguenza scrivevo anche di più su social network e media… mi arriva una mail da un notissimo “nume” giornalistico, che mi insapona ben bene , dicendo che ero no tav atipico, che con me si poteva ragionare , che avrebbe voluto intervistarmi e incontrarmi… insomma un corteggiamento in pieena regola.
    Decido di giocherellare un po’ e scambio qualche mail , mantenedomi abbottonatissimo ed evitando qualsiasi sbottonatura critica (pur richiesto) e invece argomentando con dati alla mano proprio sui temi esposti da Simonetta qui sopra: insomma denunciavo che questa opera , secondo me è una enorme voragine in cui pompare soldi…
    di realizzarla davvero non glie ne frega un granchè… pomperanno soldi finchè riusciranno , poi andranno a cercare un’altra situazione analoga (un po’ come per il ponte)
    magia… il “nume” è sparito… mai più visto nè sentito.

    A proposito di spioni invece, altra esperienza… mi capita di essere sponsor di una manifestazione culturale di altissimo livello, la manifestazione si svolgeva in Piemonte.
    Arrivo sul luogo dell’evento, incomincio i vari sfrucugliamenti di rito, distribuzione di biglietti da visita, disposizione depliant (senza alcuna valenza politica o no tav) … mentre son lì con un direttore di banca (altro sponsor) arrivano un paio di agenti in borghese che mi chiamano , mi allontanano dal gruppo , e mi identificano…
    un caso?
    Certo uno stranissimo caso, ed un’ umiliazione…
    Spero di non essere stato importuno ed inopportuno

    • Simonetta Zandiri

      Grazie Giampiero, la tua esperienza è significativa, il signor Pistoletto sembra dimenticare il significato di essere NO TAV per chi, come me e come te, non vive in Valsusa, ma sembra anche non sapere cosa significa essere NO TAV per molti valsusini. Qualche giorno fa un’amica mi ha chiamato per raccontarmi che era di nuovo stata fermata, alla solita rotonda a poca distanza dall’abitazione di sua madre, come quasi ogni giorno da settimane, ormai, ma questa volta si erano persino presi la briga di “accompagnare” lei e la madre fino a casa: una scorta d’onore? Un servizio speciale? O, semplicemente, l’ennesima intimidazione? Sono decine i racconti di questo tipo di “pressione” che chi è no tav subisce, quindi signor Pistoletto non sottovaluti le difficoltà di essere NO TAV ed i rischi, perché ce ne sono più di quanti lei possa riuscire ad immaginare.

      • Simonetta, io vivo a Susa da quando sono nato, per cui di Tav e NoTav nè so qualcosina. In anni sarò stato fermato dalle FdO presenti in valle per la questione “Tav” un paio di volte : 3 minuti, normale controllo, augurio di buon viaggio e via. In compenso a causa delle azioni illegali e violente dei tuoi “compagni” a cui piace tanto rivendicare diritti ma a cui non frega un cazzo di quelli altrui, ho perso decine di ore bloccato su autostrada, statali o a fare zig-zag per le montagne per riuscire a trovare una strada libera per tornare a casa dalla mia famiglia dopo il lavoro.

        In Valsusa, così come altrove, nessuno ti ferma o trattiene senza motivo, nè ti trattiene semplicemente perchè sei NoTav (non mi risulta che a un posto di blocco qualcuno mi abbia mai chiesto cosa ne penso sul TAV). Chi viene trattenuto ed eventualmente accompagnato sono le teste calde già segnalate numerose volte per azioni illecite, blocchi, violenze e alcuni di questi anche anche carichi pendenti.
        Poi vanno su Internet a fare le vittimine del sistema…

        In valle i tanti NoTav che si comportano da persone civili e rispettose delle leggi, non sono mai “trattenuti” nè “accompagnati” da alcuno. Se sei un NoTav e ti comporti da persona civile nessuno ti viene a rompere le palle. Certo che se sei NoTav e ti pulisci il culo con il nostro codice civile e penale non ti puoi certo aspettare che quando vieni in valle ti accolgano con petali di rosa. Dal mio punto visto sta gente è stata già pure trattata fin troppo con i guanti di velluto, altrimenti sarebbero già volati dei sonori calci nel culo a chi viene qua solo per fare casino.

        Quella che tu chiami “intimidazione” le persone normali la chiamano “ristabilire la legalità”.

  9. Siccome introduci altri argomenti, infrango la promessa per scrivere ancora un post.

    ” non penso fosse un caso che arrivaste tutti insieme, e spesso le conversazioni degeneravano nei toni! ”

    Mettiti il cuore in pace : era un caso e non fare di tutta l’erba un fascio. Io non ho alcun rapporto con le persone (con alcune avevo giusto una “amicizia su FB”) che postavano anch’esse sulla tua pagina FB e nessuno si metteva d’accordo per venire a romperti le balle. Semplicemente la tua pagina era molto frequentata, una delle poche che effettivamente *a suo tempo* garantivano un minimo di libertà di espressione senza censura (cosa che a suo tempo avevo apprezzato scrivendotelo anche più di una volta). Qualunque pagina NoTav ti cancellava o bannava al terzo post e i temi caldi sul TAV si trattavano principalmente sulla tua pagina. Non cerchiamo sempre “complotti” o chissachè dove non ci sono. Era normale che garantendo la pluralità di opinione tu dovessi aspettarti un certo “via vai”, e che magari fossi anche sotto sotto contenta di avere comunque tanto seguito.

    Non è certo colpa mia se buona parte dei NoTav che frequentavano la tua pagina non faticavano a scrivere post più lunghi di due righe con contenuti che non andavano più lontano di un “di qui non passerete”, “tutta la valle è NoTav” o una storpiatura di cognome (poi ci si lamenta del perchè i toni a volte “degeneravano”). Non è colpa mia se questi personaggi erano infastiditi dalla presenza di qualcuno che portava argomentazioni (certamente contrarie al loro “credo”, ma comunque tali) invece che insulti. Non è colpa mia se invece di rispondere sul merito ti tiravano la giacchetta in pubblico e privato affinchè tu censurassi.

    ” e siccome essere no tav significa essere marchiati ”

    Questo timore di essere marchiati come NoTav è piuttosto divertente. Ma non eravate tutti NoTav ?
    Non raccontiamoci barzellette : in Valsusa se ti dichiari NoTav puoi stare tranquillo come un pisello nel sul bacello, nessuno verrà mai a romperti le palle, nessuno ti guarderà mai storto, nessuno ti toglierà il saluto, nessuno ti minaccerà mai, nessuno ti boicotterà mai. Non si può dire la stessa cosa di chi coraggiosamente dice No ai NoTav e rivendica il proprio diritto di avere un’opinone differente e di poterla esprimere.

    L’anonimato ha un unico motivo : vigliaccheria.

    Anche perchè la Digos non ha certo problemi a risalire al proprietario di un account in caso di indagine, e visto che hai lavorato anche te nel settore informatico lo dovresti sapere.

  10. Ivan Setti

    Da frequentatore (e sottolineo con stima) del suo profilo ho visto di tutto nei commenti ai post di Simonetta e credo di poter affermare che solo i provocatori di mestiere, i disturbatori puri, siano stati bannati. Può anche essere che qualcuno sia finito sotto il fuoco incrociato ma non credo si possa dire che limiti la libertà altrui poiché implicherebbe un limite alla sua intelligenza, cosa piuttosto fuori dalla realtà.
    Realtà veramente dura da frequentatore occasionale della Valle (400 km ci separano) che mi mette ansia tutte le volte che vengo. Forse proprio perché sono un solitario osservo bene quel puzzo di controllo descritto anche da Giampiero, vengo in Valle e non posso non percepire questo stato di polizia.
    Ma ritorniamo al tema: al di là dei giudizi che si possono dare sull’articolista di Repubblica (scontati) e sui caporedattori che pubblicano queste schifezze si rischia di deragliare sul serio a darci troppo peso. Ho letto altre dichiarazioni di appartenenti al Movimento e non mi hanno certo fatto piacere. Vedere risposte a mezzo stampa su frasi estrapolate da profili facebook… boh! Non sono integrato nelle dinamiche della Valle ma so come si muovono i nemici che avete in comune che sono gli stessi in tutte le porcherie d’italia e non solo: DIVIDERE.
    Per il resto è ovvio che si proteggono sempre anche quando gli interessi apparentemente cozzino fra loro