L’AZIENDA CHE HA RESISTITO ALLA ‘NDRANGHETA, DENUNCIANDO, COSTRETTA ALLA CHIUSURA PER LE OMISSIONI DEL COMUNE

Balestrino, entroterra di quel ponente savonese terra di ‘ndrangheta dagli anni Settanta, è lo scenario di un contesto inquietante dove Rolando Fazzari, titolare della “LigurBlock”, nell’ottobre 2012, per opere e omissioni altrui, ha visto morire suo figlio diciottenne ed ora si ritrova, da oltre 4 mesi, con la chiusura forzata della propria impresa perché il Comune non intende procedere alla ricostruzione della strada di accesso all’attività produttiva spazzata via dall’alluvione del 24 novembre 2016.

Il nucleo della ‘ndrangheta colpito dall’operazione “ALCHEMIA” della DDA di Reggio Calabria, con i FAZZARI-GULLACE, perseguiva il sogno di annientare Rolando Fazzari. Un sogno che, passo dopo passo, si sta tramutando in realtà grazie ad un contesto di omissioni della Pubblica Amministrazione.

Nella pubblicazione “LA STRADA DELLE CONVERGENZE INDICIBILI”, a cura della Casa della Legalità – Onlus, è documentato un frammento della storia di Rolando Fazzari. Dopo un ritratto dello spessore criminale della cosca ‘ndranghetista, si raccontano e documentano le responsabilità che stanno alla base della morte di Gabriele Fazzari, per passare alla surreale storia della strada Lavagin, unica via d’accesso all’impianto dell’impresa di Rolando Fazzari, la LigurBlock, scenario di intimidazioni, danneggiamenti, omissioni complici, sino alla chiusura forzata della sua impresa perché il COMUNE DI BALESTRINO si rifiuta di intervenire per ricostruire la strada

 

 

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copertina LA STRADA DELLE CONVERGENZE INDICIBILI

 

Sorgente: “La strada delle convergenze indicibili”

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  1. Ogni giorno di più quando leggo di mafia e ambiente mi assale l’ansia. Sapeter perchè? Perchè da troppe parti vedo pseudo ambientalisti che si fanno prendere nelle maglie degli interessi mafiosi, qualche tempo fa con Simonetta Zandiri, quindi questa pagina giornalista, organizzammo un incontro relativo alle infiltrazioni politiche negli affari mafiosi, in particolare nel business della movimentazione terra tra Val susa e Chivassese. (Potete vedere il video della serata qui : http://www.tgmaddalena.it/torrazza-piemonte-video-completo-serata-su-buchi-cave-movimento-terra-mafie-ambientali-omerta-politica/ ) quella serata, fu BOICOTTATA dagli ambientalisti della zona di Chivasso, da un bel po’ organici ai poteri forti, tanto che dopo il boicottaggio fecero una loro serata, dove invitarono al tavolo dei relatori, il sindaco di Torrazza Piemonte (sindaco sceriffo, che ora che siede sulla poltrona da sindaco, all’improvviso è diventato un difensore dello sversamento dello smarino valsusino e del Terzo Valico, nelle cave di proprietà TRAMA/COGEFA), una sola cosa viene da affermare…VERGOGNATEVI.
    Ieri i cari Ambientalisti OBSOLETI si sono spinti oltre qualsiasi immaginazione, la loro esponente di spicco Margherita Rosso, sul giornale dei grillini locali (Marocco e Meaglia in testa) distribuisce elogi al gillino Marco Marocco, che asecondo lei sta facendo buone cose in qualità di Vicesindaco di Città Metropolitana. A noi comuni mortali e neanche tanto raffinati, pare che il Marocco nella migliore delle ipotesi stia facendo una beata minchia, se non tirare la volata alle scelte del piddino Chiamparino. Cero è che l’articolo del bollettino grillino chivassese è uno spot a favore del candidato a sindaco a chivasso Marco Marocco. Marocco può stare tranquillo, tutti gli schiera,mente stanno facendo in modo di farlo vincere alla prossima consultazione elettorale, forse perchè ai poteri forti,a quelli che da sempre comandano e dettano legge da queste parti fa comodo avere Marocco, ovvero il nulla come sindaco. Eccovi l’articolo capolavoro dei grillini chivassesi : https://12alle12.it/chivasso-della-terra-mezzo-vogliamo-un-sindaco-stia-dalla-nostra-parte-255040.
    Poveri noi, quanto siete caduti in basso, state grattando dove la terra puzza, e puzza tanto di MERDA!

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