primavolta

Riceviamo e pubblichiamo questo racconto da un NO TAV che si definisce “Jolly” e che vuole condividere con noi la sua particolare storia. La sua prima volta in Valsusa.

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Il mio “battesimo” in Valsusa è una sorta di Divina Commedia dantesca… dall’inferno al Paradiso in un vortice di emozioni che fortifica anima e corpo oppure ti stende psicologicamente. “Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una VALLE oscura” …infatti è andata così il 10 Aprile, giorno del mio 38° compleanno. Parto carico a mille e raggiungo Torino alle 2,45 del mattino. Aumenta la pioggia e attendo le 5 per andare al treno per Chiomonte e lì mi aggrego ad un gruppetto di 21 ragazzetti NOTAV di Parma. Qui la prima punizione da “girone infernale”. Questi fanno la fila alle biglietterie automatiche sciarpati ed imbandierati NoTaV e troppo ingenuamente rispondono “SI” ad un agente in borghese avvicinatosi, che con vile inganno chiedeva loro: “Anche voi tutti a Chiomonte?”. Da lì la richiesta di documenti a tutti, portandoci dai carabinieri (non la polfer) sul lato esterno della stazione Porta Nuova. Sotto un diluvio, seduti sulle scalette, fino alle ore 8.45quando si ripresentano a riconsegnare i documenti con le scuse …in ogni senso… per un “problema tecnico al server” e con “l’invito” a non recarsi più a Chiomonte dopo avertrovato due bottiglie di birra vuote nello zaino di uno dei 21 ragazzi. (un dubbio mi resta: la polfer di mortola non si vede… e un agente in borghese, presumibilmente digos, che ci porta dai carabinieri fuori la stazione nonostante un diluvio indescrivibile).

 

Addio al gruppetto, attendo le 11 per tornare in stazione con altri vestiti che avevo appresso e parto per Chiomonte nella maniera più invisibile possibile con tanto di libro scritto da un nostro compagno, ben mischiato ai viaggiatori comuni. Arrivato mi ritrovo un paesino fantasma, trasferitosi ai vari luoghi di ritrovo per le manifestazioni… e ne approfitto che girarlo, arrivando a scorgere dall’alto la gente radunata alla Centrale. Mi unisco a loro che attendevano l’uscita degli ultimi proprietari dei terreni e scopro subito la favolosa accoglienza locale… mi si presentano tutti… si parla della lotta comune per chi è in valle e per chi la sostiene dal resto d’Italia e dopo qualche ora mi invitano in un bar difronte il Comune che improvvisamente diventa sala da pranzo per i Notav tornati dalla Clarea. Mi sembrava di conoscere tutti e sembrava che tutti mi conoscessero… una sorta di grande famiglia NoTav unita nel bene e nel male nell’insieme di commercianti, abitanti locali, visitatori e attivisti… un bicchiere di vino, e gustosi panini mi fungevano da “benvenuto” sentendomi immediatamente “uno di loro” ed orgoglioso di essere lì per dare quanto più mi è possibile sostegno concreto. Certe cose le avevo lette solo sui libri di storia nei capitoli sulla Resistenza. Questo in risposta a chi storce ancora il naso al paragone NoTav-Resistenza! Entro immediatamente nell’impegno comune delle iniziative sul territorio fino a notte fonda, quando con i compagni raggiungiamo Venaus per passare la notte in presidio. Altra grande sorpresa e graditissima esperienza. Al mattino con la mia compagna di lotte preferita andiamo in Clarea per vedere face to face la situazione reale e nulla risulta la fatica per arrivarci paragonata al pugno allo stomaco nel vedere la violenza subita da quell’ambiente… una caserma militare nel cuore di un Paradiso straordinario… una vomitevole espressione che il peggio della mente umana potrebbe sviluppare. Ogni passo verso quelle note reti toglie il respiro… lascia un vuoto nell’anima difficile da reggere nel trattenere l’istintiva voglia di urlare “in faccia al diavolo quanto sia realmente brutto” o addirittura sperare nella giustizia naturale… nel pregare montagna affinchè inghiotta quel marciume e solo quel marciume una volta per tutte!

 

Ogni istante sembra un macigno sul cuore, ogni sguardo non può trattenere l’odio che prevale verso chi accetta di essere pagato per proteggere il Male assoluto. Un “passeggiata” incontro ai 2 funzionari di polizia che, ops… incredibilmente… usano la solita frasetta di senso compiuto che hanno imparato a memoria “favorite i documenti” mentre contemporaneamente iniziavano i lavori di scavo affianco la baita. Mezz’ora di inutili chiacchiere col funzionario che si lamentava della pressione che subiscono ogni giorno da parte dei notav “che non capiscono che gli agenti sono comandati e non per loro volontà, ammettendo anche che alcuni colleghi lanciano pietre perdendo colpevolmente il controllo per disperazione e che ammettono le occupazioni su autostrada se limitate a blocco senza recare danni all’asfalto coi fuochi”.

 

Inutile naturalmente, rispondere con argomenti sensati per giustificare certe reazioni degli abitanti…. Non si può ragionare con le bestie addomesticate che sanno e devono solo obbedire. La cosa che mi resta dentro di questa 2 giorni… è comunque il fatto che in Valle non esiste più alcuna forma di Repubblica Democratica… è Regime… è Repressione pura… e per grazia del fato esiste RESISTENZA COMPATTA E COMPETENTE.

A’ sarà düra.

 

Jolly

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