La prima pietra (chi è senza peccato?)

Diretta dalle ore 9 circa. Continuano le arringhe della Difesa. Strana luce oggi in aula bunker. Sarà che dopo settimane di pioggia oggi quei raggi di sole che entravano da quelle finestre così alte creavano strani effetti, come questa foto del giudice Quinto Bosio. Siamo alle battute finali, ultime arringhe delle difese che proprio a fine udienza chiederanno una data aggiuntiva, concessa, il 20 gennaio.

IlGiudiceQuintoBosio

Alle ore 9:20 l’avv. Vitale chiede alla Corte di ammettere all’udienza il suo assistito Antonio Ginetti, il presidente concede “solo per oggi”.
Dopo l’appello inizia l’arringa dell’avv. Vitale , difesa Ginetti, Grieco e altri:

 

Avv.Vitale: funzionari che non vedono cosa accade intorno a loro o, peggio, vanno dall’autorità giudiziaria a dichiarare il falso? Una domanda fondamentale per la nostra DEMOCRAZIA.

Vitale_Mina
… difficile processo per tanti motivi, per l’attenzione mediatica, dibattimento che ha consentito un numero di testimonianze un quadro dinamico, a colori. L’interesse comune all’accertamento dei fatti dovrebbe essere normale, ma come in un processo civile si è inteso solo conoscere parzialmente i fatti. La parte civile è stata assente spesso. La scelta nostra non è stata allungare i tempi, ma volontà di rendere la genesi le premesse di questo complesso movimento che non si può rendere in 4 righe o in una pagina, né in bianco e nero, di guardie e ladri, di buoni e cattivi, cattivi barbari, quadro fornito dalla digos, che violano la legge e dall’altra i difensori senza macchia e senza peccato della legalità. Quadro acritico per gestire tutto il processo, sino alle richieste. Invece necessita una nuova ricostruzione, senza teorema. Ricordo l’incipit mediatico, la conferenza stampa dove veniva mostrato dal pm le carte senza che le avessero viste i difensori. Il teorema regge ste stesso, conferma se stesso, e non c’è nessun bisogno di accertamenti scientifici. In altri processi, giudici, ci siamo trovati di fronte ad accertamente fisiognomici etc, qui no, i fatti sono certi, nessun bisogno di prove. In questo quadro ben si comprende il disinteresse totale verso quelle che potevano essere le motivazioni degli imputati. Inoltre i testimoni degli imputati, che discutono, sono per i pm o ininfluenti o false, quindi non vale neanche la pena avere udienze e udienze. Liquidati con pochissime battute. E’ già stato detto ma credo vada ribadito. Riconoscerete caratteri grafici diversi nella memoria Pm, soprattutto quando si parla dei singoli imputati, e questo perché chi sono gli imputati non emerge dal dipartimento ma dalle prime annotazioni della digos.
Grieco Matteo era alla Centrale il 3 luglio e fin dalla richiesta di misura cautelare si diceva che Grieco era coinvolto già dal 27 giugno. Poi in dipartimento abbiamo sentito, p.73, l’agente testimone che ammette l’orario spostato di un’ora, dalle 14.27 alle 15.27. E avviene anche sui dati riferiti alla dimensione generale del corteo, e agli attacchi in area archeologica con indicazione della presenza sin dalla mattina di “300 anarchici”. Il dott. Petronzi il 5 luglio non indica né il momento in cui tali soggetti si trovavano, né tantomeno la loro indicazione politica ma la memoria lo riporta. Teorema in bianco e nero. Le alternative a colori che noi tentiamo di proporvi sono quelle di un popolo con tutte le sue sfumature variegate, realtà complessa di un semplicistico disegno, ed è interesse di tutti una completa ricostruzione. Come dice correttamente Ginetti, gli imputati erano a Chiomonte per motivi diversi, non per amore del sangue, non perché non sapevano cosa fare quel giorno e per scontrarsi con poliziotti che peraltro aveva già sotto casa. Voi per poter valutare dovete addentrarvi. Gli unici soggetti che hanno esercitato violenza in quei giorni sono state le Fdo, poi vedremo se legittimamente o meno. Il privilegio di questo difensore è stato difendere parecchi imputati, quindi sono stato costretto ad avere una visione d’insieme. Personalmente: ci si è chiesti da parte della Parte civile, il senso da parte degli avvocati di essere presente alle manifestazioni. Voglio ricordare a me stesso e ai colleghi che quella pettorina di legal team era in piazza Alimonda vicino ad un ragazzo che moriva, davanti alla Diaz mentre persone venivano massacrate, e al processo quella pettorina era tra i banchi delle parti civili, ad ascoltare risibili giustificazioni. Quindi rifiuto le asserzioni in questo processo della Parte Civile circa l’opportunità o meno di esserci.
E’ accertato che ci siano state lesioni e violenze da parte Fdo, ma il problema è che non riusciamo a capire chi. Il problema è a monte: i funzionari non potevano non avere visto, ma non parlando, non posso far altro che archiviare. La domanda pesante è: la preordinazione sarebbe troppo grave, ma non vedendo i funzionari cosa accade sotto i loro occhi, o peggio li vedono ma non li denunciano, e peggio vanno dall’AUTORITA’ GIUDIZIARIA A DICHIARARE IL FALSO ???
Questa domanda, signori giudici, attiene ai fondamenti della nostra democrazia, ai principi costituzionali.
Torniamo al 2005: quello che succede quell’8 dicembre blocca i lavori, obbliga a rivedere le regole. A tutti piace parlare di Guantanamo, delle primavere arabe, di Hong Kong, dell’Egitto, purché i conflitti sociali siano lontani da noi, bellissimi quei conflitti ma non nel mio cortile. Venaus invece dimostra che un movimento può anche vincere, ma non militarmente, nessuno sarebbe stato contento se fosse stato così, ma vittoria della democrazia a far ripensare le scelte, ed ecco l’osservatorio di Virano, poi divenuto democrazia della maggioranza, a buttar fuori i comuni e la comunità che non fossero d’accordo. Il modello di Venaus era molto diverso. Tutela ambiente, salute e superiorità dell’uomo sugli interessi economici. Questa era la Libera Repubblica della Maddalena, che non era un campo paramilitare, ma di discussione e dibattito democratico, di comunità dove ci si poteva incontrare. Il gruppo dei Cattolici per la Valle non sono Potere Operaio o organizzazioni terroristiche: molti dei testimoni venuti qui, da Chiara Sasso Claudio Giorno in poi lo hanno testimoniato.
Ma non andiamo troppo lontano: per capire il 27 giugno torniamo a Turi Vaccaro, pacifista a livello europeo che scende sull’autostrada con gesto simbolico. Il primo gesto di violenza è un gesto di disprezzo. Un calcio in faccia, sulla testa a questa persona a piedi nudi: non comprensibile  – scorrono le immagini – anche perché chi tira il calcio non è un ragazzino, ma il questore vicario Sanna.
Il comm. Ferrara che anche lui non è un ragazzino, ci dice che nell’ordine pubblico l’agente è “implicitamente autorizzato ad agire in difformità”. L’ordinanza è un’opinione, poi fate un po’ quello che volete…Quest’uomo che ha notevolissima esperienza di scontri di piazza ci dice – udienza 8 novembre -una seconda cosa ancora + agghiacciante: quello è territorio dello stato, possiamo andare dove vogliamo, “in quel momento comandiamo noi che siamo in piazza”. Il comm. Ferrara sa benissimo cosa c’è scritto nell’ordinanza, il modello che doveva esserci nell’ordine pubblico e non c’è stato quel giorno, e cerca di giustificare quello che invece c’è stato, dicendo in qualche modo la verità. Anche a Venaus il cunicolo era cosa della polizia, che decideva cosa fare, ma QUESTO NON PUO’ ESSERE AMMESSO. La nostra costituzione parla di regole della polizia di organizzazione ordini gerarchie dice che non deve essere esercizio del potere dell’amministrazione, nemmeno democraticamente eletto, altrimenti è ARBITRIO.
Dopo Turi, vediamo la pinza: è stato detto che non c’era pericolo, che era tutto sotto controllo…, questa immagine mostra che la pinza staqva rompendo tubi di metallo, e probabilmente grazie all’intervento del sig. Anselmo dei cattolici per la valle non c’è stato un morto…Alla fine, la gasatura , al di là che ci fosse qualcuno che tagliava un pino… su persone inermi che non facevano nulla perché non erano in condizioni di fare nulla…nemmeno la possibilità di arrendersi, sul piazzale, con in mezzo l’edificio del museo, non potevano vedere nulla, altro che far defluire i manifestanti come diceva l’ordinanza, uomini donne bambini anziani sembrava la camera di morte della tonnara in Sicilia. Vedi testimonianza di Ferrero, che chiama il prefetto, gente che o scappa o soccombe al gas. Queste scene, a proposito di pettorina del legal team, le avevo viste a Genova, manifestanti costretti a sfilare con le mani in alto per uscire da un luogo dove erano legittimati a stare. Le immagini, questo è un film drammatico, da assedio medioevale, nessuna possibilità di chiudere in qualche modo, di risolvere il problema. Lo scopo non è il ripristino ordine pubblico, ma la repressione di chi è lì. Feriti intossicazioni manganellate tenda sanitaria colpita ultimatum prendete le vostre cose in 10 minuti poi smentito no andate via subito. Giulietto Chiesa, ben abituato a situazioni così tese, ha assistito a teatri di guerra, impressionato fortemente dal 27 giugno.
Era una premessa necessaria per far capire perché il 3 luglio molti – molto se ne parlava sui media – parteciparono con fazzoletti, sciarpe, mascherina, caschetto per proteggersi da eventuali 200 lacrimogeni sparati, furono ben di più, 2400 solamente da polizia e G.di F,  non sappiamo esattamente, circa 4000. Non era un mistero, questi sono STRUMENTI DI DIFESA a meno che non si acceda ad una tesi diversa, pericolosa. Ricordo che sono 150 anni da manifestazioni pacifiche represse nel sangue per trasferimento capitale da Torino a Roma. E’ successo questo a Chiomonte? La soluzione + facile è allora stare a casa…Il funzionario di polizia corre rischi per mestiere, il manifestante no. Anche in questo processo come in altri ho sentito dire Se arrivano i lacrimogeni hai solo da spostarti…vai via…E’ dal 2001 che sento dire questo: e che i buoni manifestanti sono quelli che stanno a casa… Gli altri, chi viene, chi partecipa è un cattivo democratico, E’ IL MOSTRO.
Questo è il teorema, ma non è così –  vediamo le immagini –  questa manifestazione è stata pacifica con bambini, palloncini, quasi scout…, e nei boschi anche, le persone con lo striscione GIU’ LE MANI DALLA VALSUSA: noi siamo qui perché non vogliamo che un’opera pubblica divenga ulteriore motivo di crimine. Dopo, non in questo processo, abbiamo appreso che la Valsusa è palestra per la criminalità di ‘ndrangheta etc.
Il dott. Di Gaetano ha detto al dott. Petronzi non si sa cosa, i testimoni riferiscono tutti una realtà diversa, il corteo si è diviso in 2 al bivio e ci raccontano cos’hanno visto, non cos’hanno sentito, ad esempio il teste Caccia smentisce che ci fosse un corteo buono e uno cattivo, ma divisione casuale di chi era su quella strada che andava a Ramat. Chi invece non ha assistito come il dott. Petronzi cita da “altri” una cosa ben diversa. Allora sono le immagini a parlare, sappiamo quello che poi è successo, una parte segue naturalmente in salita a sinistra e plasticamente “il popolo” sale per dire che non è d’accordo, è un simbolismo. Le parole possono anche essere simboliche.
I pm ci parlano invece di strategia, di attacco, e fanno riferimento agli oggetti sequestrati, e soprattutto al foglietto sequestrato il 12 agosto, non il 3 luglio, a Parise, quella è la pistola fumante: ESSERE ALL’ALTEZZA SITUAZIONE, PERDERE L’INNOCENZA…LA PAURA NON E’ DI CASA BARRIERE INVALICABILI MEZZI DI DIFESA…
E’ un ELEMENTO, uno solo, per dire che è stato redatto prima del 3 luglio? Ai tempi Brigate Rosse chi avesse portato un documento del genere sarebbe stato sbattuto fuori a calci dagli investigatori…
Un mese dopo, ad un soggetto uno solo… Questa non è strategia d’attacco preordinata, se devo assediare una città un luogo, eseguo un attacco concentrico, da + punti…, coordinando… Invece, sono le 12:05, vediamo il filmato, area archeologica, primi lacrimogeni… 12:38 la guerra è iniziata…alle vasche le prime azioni. Licenziamo il generale che comandava alle vasche perché ha vanificato quel meraviglioso piano… e quello alle reti lo fuciliamo… perché alle 14:56 quello che succede alla Centrale non è volata ancora nessuna pietra nonostante il presunto comando pianificato…in larga scala al cantiere… scusate il lapsus sappiamo tutti che non è cantiere. Invece a proposito di cantiere queste immagini mostrano che le Fdo erano in area alle 12, tutte fuori, attendendo i manifestanti, tutti sapevano addirittura com’erano vestiti, non era una sorpresa, per questo lo stratega del movimento va licenziato, l’ordinanza non diceva di indossare antigas e caschi anche quando i manifestanti non ci sono ancora. A destra e a sinistra: dietro la rete per polli, dove avrebbero dovuto assestarsi, non c’era nessuno – scorre il filmato – nei boschi sui sentieri non si vede nessuno. E allora quello che ci dice il dott. Petronzi il 5 luglio mi spiace ma non è vero, poiché le fdo sono già nella boscaglia tutti tutti tutti alle 12.  Anche il dott. Ferrara su questo punto ci dice che mantenevano la posizione a ridosso area museale per non trovarsi a mal partito. Io mi chiedo perché: si sapeva che alla Ramat c’erano soggetti che cominciavano a indossare caqschi. E allora? Le Fdo non dovevano uscire dalla rete, perchè andarsela a cercare, mettendo allo scoperto gli agenti, anche il capitano Mazzanti dice che sul viadotto non sono state effettuate cariche perché non c’era proprio contatto: quando le Fdo hanno rispettato l’ordinanza hanno ridotto i danni. Invece in area archeologica sono andate proprio al contrario, esposti in territorio nemico e poi in campo aperto, con il nemico nascosto nei boschi, non sappiamo perché, non ci sono riferimenti precisi, ma posso immaginare. Inoltre nelle registrazioni si sente urlare qualcuno che ha la funzione di comando “Fateli entrare fateli entrare”, assurdamente se devo difendere un posto non li faccio entrare…non lo so non lo comprendo. L’agente Sulcis e altri nelle loro testimonianze ci fanno dedurre, e lo vediamo dalle immagini, la necessità di fare buchi nelle recinzioni e passare uno per volta. Perchè? Che senso ha? Questo è quello che succedeva. Il testo Scarpello dicendo che erano fuori dall’area di cantiere, esterno della rete, ci fornisce la tempistica su quando i manifestanti cominciano a tagliare la rete metallica e solo allora inizierebbero i lanci dei manifestanti… Questo è quello che ci hanno detto i Pm, ma io non credo sia andata così. Faccio vedere filmato 11:44 in cui si vedono molti agenti, che Scarpello chiama pattuglie in avvistamento, eufemismo…

 

Da altri testi dell’accusa si evince che la prima carica è stata all’interno del bosco… Attacco a tradimento quindi, agguato e lacrimogeni che iniziano prima che si vedano i primi manifestanti – scorrono le immagini in cui si vede in qul luogo e in quei momenti un agente a capo scoperto … non sarebbe rimasto lì senza casco se fossero piovute pietre…diversamente da quello che ci dicono molte delle Fdo. Non c’era alcun attacco dei manifestanti in corso, e anche testi della difesa che secondo etica devono essere presi in considerazione lo confermano: sono stati sparati lacrimogeni tesi verso il basso… E’ in corso una
caccia, e tra le scene drammatiche e credibili cito quella del fotoreporter, non è un notav, è lì per lavorare, impressionato come nel film “Il Gladiatore”, lacrimogeni che ti erano tirati addosso, pietre dalle Fdo, “ho visto uomini in divisa che ci lanciavano da sopra…io ero sotto la famosa rete di delimitazione tra le diverse fazioni…lì riprendevamo da zona distaccata… ci arrivavano pietre perché volevano che ci spostassimo da lì, che non riprendessimo…”
Quindi le Fdo colpiscono deliberatamente i fotografi per impedire sia documentato quello che sta accadendo.

Avv. Pellegrin:”Non può esserci MAI censura preventiva di ordine pubblico, bonifica violenta di aree che non sono quelle del cantiere, RASTRELLAMENTO, impiego preventivo di gas, per rendere inefficace manifestazione di pensiero ancor prima sia posta in essere.”

Pellegrin
Il teste Caccia ci parla di lanci molto fitti di lacrimogeni, e soprattutto come fosse una scelta preordinata anche con tiri tesi, come proiettili nei confronti di chi manifestava, sparati ad altezza d’uomo. Un giovane infatti fu ferito al petto violentemente a pochi metri di distanza…è balzato all’indietro…
Questo è quello che succede, interessante anche ciò che succede nei momenti successivi: il ferito in attesa ambulanza, uomini dell’ambulanza riferiscono delle difficoltà,

Dopo questa introduzione lascio la parola al collega avv. Pellegrin, che in attesa consulente inzia l’arringa.
Voglio soffermare la mia attenzione sui capi d’imputazione. L’Avv. Vitale ha già compiutamente affrontato discussione, e si è già parlato di tutto, del prima e del dopo, degli scontri da analizzare oggettivamente, ma a me quello che è avvenuto in area archeologica il 3 luglio interessa sino a un certo punto. A me interessa quello che è avvenuto PRIMA, se prima si è violata la legge, si è violata l’ordinanza. Se ci sono state intrusioni nell’area di cantiere.
Oppure se ci sono stati comportamente illegali illegittimi arbitrari che poi hanno causato quanto successo.
Esame diagnostico, radiografia, discussione dipartimentale dei fatti, gerarchia delle prove: documenti e prove dirette più fedeli, che sono le videoriprese. Era possibile farlo per la Procura, che doveva accertare anche ipotesi favorevoli agl imputati, ma soprattutto la verità e non l’ha fatto. Diagnosi scientifica, cosa che abbiamo fatto noi, con il nostro operatore, unica attività seria che è stata fatta sincronizzando gli eventi. Ci sono stati processi in cui passavano giorni e giorni ad analizzare i fatti. Ecco perché bisogna analizzare quanto è successo prima.
E non voglio ripetere quanto già detto, ma la premessa di tutto verte proprio, l’ha detto l’avv. Milano, sulla norma di equilibrio tra autorità e popolazione, democrazia auspicabile e democrazia della maggioranza, messa in discussione solo in occasioni elettorali. Questo tipo di ragionamento l’ho sentito veicolare anche dai banchi della Procura.

La maggioranza può decidere anche della mia morte…Ci sono tanti modi, togliendo i mezzi di sussistenza e schiacciando un bottone… Non esiste solo questo versante della democrazia, tanto è vero che la democrazia è nata da conflitti sociali.
Cita la Magna Carta, 1215.
C’è qualcosa che mai può essere compresso, e qui arrivo al 3 luglio, al di là dei limiti. Mai possiamo vietare la manifestazione di libero pensiero, che serve perché almeno in quel momento può essere messa in discussione la democrazia della maggioranza. Già nel 1969 le discussioni su sciopero selvaggio, su boicottaggio riconoscevano questa libertà come fondamentale. Noi siamo una giovane democrazia e ci sono stati percorsi dittatoriali. Non può esserci MAI censura preventiva di ordine pubblico, bonifica violenta di aree che non sono quelle del cantiere, RASTRELLAMENTO, impiego preventivo di gas, per rendere inefficace manifestazione di pensiero ancor prima sia posta in essere.
E poi esistono pur sempre le leggi: art. 22 24 del Tulps, fascia tricolore, squillo di tromba… certamente NON AVVENUTI quella mattina del 3 luglio,  PRIMA manifestazione. Non così non in questo modo, gestione dell’ordine pubblico, ed ora esaminiamo ordinanza questore Faraoni del 2 luglio, che dice che bisogna prevenire, non perseguire manifestazione, ben sapendo che ci si doveva aspettare assedio simbolico di tutta la comunità al cantiere, accerchiamento popolare…, lo si conosceva bene, infatti a pag. 10 dell’ordinanza si limitano i servizi di protezione al cantiere, “all’interno recinzioni predisposte”, checchè interpreti il dott. Ferrara, la gerarchia ha un senso, “tu devi stare dentro le recinzioni”. Non viene detto “Andate nei boschi e inseguite i manifestanti”. L’area archeologica è al di fuori recinzione primaria del cantiere, recinzioni principali. Un’ordinanza di questo genere, fatta di parti bianche e parti nere, sembra stendardo Juventus, spero un giorno saranno rese note e pubbliche. Io sono appassionato di Battaglia Navale dove c’è il mare, chi attacca vince, il più preparato. Ma nella difesa non si deve attaccare, non si lascia sguernita l’area… Le reti del cantiere, oggetto richiesta danni di qualcuno, i materiali del cantiere, sono quelli che vanno protetti. C’è stato un fondamentale concorso delle FDO SU DANNI ai materiali…non li hanno protetti. A pag. 22 Ordinanza, istruzioni operative del questore ai dirigenti, quelli che ha fatto vedere l’avv. Vitale, “…di evitare qualsiasi azione isolata… ed usare la forza pubblica solo in funzione deterrente… libertà di manifestare il proprio pensiero…fermo restando incolumità maestranze…”. Non si parla di uscire dalle reti, di preventivamente bonificare le zone, semmai qualche pattuglia esplorativa era comprensibile, ma non così.
Si è parlato di manifestanti normali… normali… normali. Come se potessero esistere manifestanti non normali…
Provate che qualcuno ha provato a violare recinzioni primarie cantiere.
Spari tesi, caccia al camoscio non erano previsti, e l’impiego di lacrimogeni extrema ratio va autorizzato dal sig. questore. Era lui che doveva autorizzare, ma qui non si è capito se il dott. Faraoni lo abbia fatto… ci sono state telefonate tra lui e il prefetto che aveva concezione realtà diversa… Cosa si poteva fare e cosa è stato fatto?
Cosa è avvenuto prima del 3 luglio? Al di là foto e video che tutti abbiamo visto, da tutte le parti, compresa la GROSSA PIETRA, CHE POTEVA UCCIDERE che teneva l’agente, quello era in foto e video, mentre METEORE sono stati evocati solo dalle parole dei testi procura, non attendibili allo stesso modo.

LaPrimaPietra
Alle 11:50, vediamo il video, nessuna intrusione. Dimostrate che c’è stata intrusione! sono le 12:16, già fumo ovunque, bosco gasato prima di qualsiasi scontro. I gas purtroppo hanno questo difetto, che se il vento ci mette lo zampino… infatti il dirigente dice di sparare con un certo criterio, altrimenti gli viene addosso.
12:22 con massiccio lancio lacrimogeni, NON SI SA QUANTI, PRIMA, dove non succedeva niente, dove doveva essere messa in esecuzione ordinanza questore.
I manifestanti non riuscivano più a respirare, vedi dati Genova 2001, vai in panico in confusione nei boschi con effetto serra, sei lì per essere presente, ti chiedi cos’hai fatto e perché ti gasano. Comportamenti Fdo definibili illeciti 12:36 alcuni manifestanti inseguiti da Fdo con cariche violente comprovate frasi “Ammazzateli ammazzateli” e pestaggi di 5-6 agenti su un manifestante, come in discoteca.
Le sentenze spesso trattano di arbitrarietà, illecità e illegittimità, ma anche di condotte sconvenienti scorrette.

Questa repressione avvenuta al grido “ammazzateli ammazzateli” è quanto meno… scorretta, possiamo dire così?
Questo avviene prima che ci sia stata qualunque intrusione, prima dei lamentati lanci di pietre al museo archeologico, questo avviene PRIMA e NON POTEVA AVVENIRE perché l’ordinanza questurile non lo permetteva, perché la legge non lo permetteva e perché non c’era stata nessuna causa che avesse legittimato un’azione di questo tipo…

Dobbiamo concludere  (…) che purtroppo non ha ragione la procura, ma abbiamo ragione noi. Prima ci sono stati gli atti arbitrari, come vi ha dimostrato l’avvocato Vitale… prima c’era questo, non così, non in questo modo, non poteva essere fatto così. La condotta delle persone che sono state all’interno dell’area archeologica non può che essere legata da questo rapporto causale.

Ordinanza_lacrimogeni

In quest’aula è venuto anche un osservatore delle camere penali, illustre collega Mauro Vetrini, ci ho lavorato in molti processi e solleva sempre dire le solite processi, e devo dire che era molto efficace, diceva “guardate che nella rivoluzione francese ad un certo punto nell’assemblea Robespierre ricordava che “se accettate il rischio di processarlo dovete anche assolverlo qualora si verifichino le condizioni per l’assoluzioni”. Ora, siccome la stampa e la procura vedono un po’ il cittadino Ginetti come…. eh, anch’io dico la stessa cosa…. se nelle regole processuali non emerge la sua certa identificazione, lo dovete assolvere… lo potete condannare solo se avete una certezza al di là di ogni ragionevole dubbio. E in coscienza potremo noi avere questa certezza? Secondo me no..  Intanto la richiesta di condanna parte dalla sua identificazione… la Procura dice che l’imputato viene riconosciuto da due testi (isp. Massaro Digos Firenze, isp. Stella Digos Torino). Per ispettore Massaro sono immagine video Gaia, per la seconda immagine fotogramma 14.35.34. Per l’ispettore Stella immagine da video Conti 13:23, questa foto. Ora il riconoscimento, sarebbe meglio dire come vedremo indagine morfologica.. qualcuno sorrideva alle mie domande ai testi sulle fattezze delle persone, qualcuno sorrideva ma in realtà riconoscimento e testimonianza sono due momenti delicati che dipendono da un procedimento fallace, che è il ricordo.

Ci dicono tutti, la pregressa conoscenza dell’imputato è un elemento di influenza che può indebitamente influenzare il riconoscimento. (…)

Dubbi, i giudici dovrebbero porseli sui riconoscimenti, e se le circostanze li permettano in modo corretto. Immagini, esempio il testo Massaro che ammette l’imprecisione, imprecisione costante,in barba a disposizioni di legge, si sarebbe almeno dovuto chiedere, in sostanza come al teste Massaro sul caso Ginetti, persona che conosceva prima, ricordo mentale, nessuno glielo ha chiesto, ma influisce su attendibilità teste, lui dovrebbe ricordarsi di tratti distintivi certi, non DAL SOSPETTO in quanto antagonista E HA I BAFFI come GINETTI. Le risposte del teste sono importanti, si fa la prima domanda e la risposta può essere scontata, è psicologia del teste, in questo caso Massaro ha in mente Ginetti in quel di Firenze, è evidente che foto fatte vedere a funzionario di Firenze influenzano attendibilità. Nessuna indagine morfologica, io non ho mai visto in processo per rapina chiedere ad agente riconoscimento di  elemento che fa rapine notoriamente “non è mica lui?”. Ho passato anni a trattare riconoscimenti su base morfologica, lineamenti del viso, gli occhi, piegature della bocca e del mento, escludendo elementi che rendono tutti i visi simili, non per niente ci si mette il passamontagna, ma anche rapinatori che entrano in banca a viso scoperto non sono facili da riconoscere, barba e baffi sono elementi comuni, tutti hanno barba e baffi, sono elementi comuni, non riconosci un rapinatore da barba e baffi, visi assolutamente comuni, ma che riconoscimento può essere fatto anche se io Ginetti lo conosco? C’è principio del dubbio.
L’avvocato nostra foto sovrapposte dello stesso contesto spaziotemporale per dimostrare che il riconoscimento non è così semplice, poiché trattasi di persone diverse se le vedi interamente: colore diverso, blu e nero, delle magliette, corporature diverse, riconosciute 2 persone completamente diverse come la stessa persona. E queste foto le avete mandate in giro nelle questure d’Italia. Massaro non lo sapeva, ma il 2 dicembre 2013 un ispettore riferisce di questura Pistoia, proprio dove Ginetti è ben conosciuto, più che a Firenze, essendo attivo quasi quotidianamente per le sue iniziative antagoniste, dove è stato diffamato su di un giornale e gli è stato riconosciuto in via legale, ebbene, Pistoia non ha riconosciuto Ginetti. Chi lo conosce benissimo non lo riconosce nelle foto che lo hanno incriminato.
transformPrincipio del dubbio, e si deve quindi accettare la richiesta di assoluzione. Non credo che il nostro procedimento possa legittimare un riconoscimento così come viene… COLPO DI SCENA. l’avvocato mostra un dipinto che ritrae un monaco del 1300, così per celiare, dove un personaggio dipinto con baffi e barba SOMIGLIA STRAORDINARIAMENTE a Ginetti… Non bisogna avventarsi come avvoltoi e strumentalizzare il dubbio, che è fondamento ordinamento giuridico civile.
I reati di lesione, volendo poi asserire che “quello” è Ginetti – con UNICO LANCIO, intendiamoci – decadono: anche qui non è stato fatto un accertamento processuale scientifico della procura, mentre il nostro geometra Abbà ha analizzato, pag. 40 1 luglio 2014, mappe aeree sovrapponendole a catastali, per effettuare misurazioni con calcoli matematici,  giungendo a provare che  la distanza del manifestante che tira la pietra dalle Fdo era al di là di ogni dubbio superiore alla possibilità di colpirle, troppa la distanza, impossibile colpire alcun agente. Lo si vede anche da altri video, che mostrano in orario simile, 12:59, una distanza notevole, 55 metri circa, per non parlare dell’angolazione, tra presunto aggressore e presunta vittima. Chiedo assoluzione perché il fatto non costituisce reato anche per lesioni quindi.
Per il concorso, materiale o morale, non sussistono prove, l’unica prova che la Procura ci offre è la fotografia dove Ginetti si avvicina molto tempo dopo ad altri manifestanti e scatta foto. Elemento del tutto risibile. E’ evidente che non c’è prova invece né per lesioni né per concorso.
Lo stesso per travisamento. Anch’io quel giorno mi sono  messo qualcosa sul volto per non respirare i gas, e la riprova, essendo noi amanti prove scientifiche, che uno non si travisa per non essere riconosciuto, è che poi si fa vedere il volto.
Quindi le nostre conclusioni sono condensate in 2 o 3 pagine, e le esibiremo, ma voglio concludere tornando all’inizio: la cifra di questo processo è soprattutto nel PRIMA, che questi imputati devono essere processati o meno in base al comportamento del PRIMA.
Libertà negata il 3 luglio, voi dovete decidere se è questa concezione della libertà che volete difendere, libertà così come spesso ultimamente si è visto, completamente repressa sin dall’inizio, allora voi fareste cadere l’ultima differenza anche solo verbale che sussiste tra democrazia e dittatura.
Avv. Losco, che promette di essere molto veloce, per Baldini, Filippi, Sistili e Lavezzani.
“Tutto è già stato approfondito in maniera molto precisa da avv. Bongiovanni, Vitale e Pellegrin, così ho omesso molte delle mie argomentazioni anche sul Tav, QUESTIONE però che molto chiaramente i Pm hanno detto di non voler esaminare, quindi sicuramente occorre ripetere che si tratta di opera dannosa, costosa, difficilmente realizzabile basta leggere i media sul lievitare costi, il cui 40% sovvenzionato dall’Europa pare sempre più incerto, e così le ragioni tecniche e amministrative. Opera inutile, linea attuale modernizzata e merci in calo.
Ho finito con queste considerazioni sugli eventuali motivi di partecipazione a queste manifestazioni, e prima di affrontare la questione del concorso di persone, voglio spendere 2 parole sul riconoscimento dei miei assistiti, in particolare Baldini Filippo, Sistili Clara e Parisio Francesco.
Le prime 2 sono riferite ad indumenti riconosciuti: a Baldini da foto dopo manifestazione su pullman per Milano fermato al casello; emergendo che suo zaino di colore grigio e scarpe nere erano quelli di un soggetto che nel primo pomeriggio in area archeologica lanciava una pietra. Scarpe e zaino vengono riconosciuti anche se foto non così nitide.
Lo stesso per Sistili Clara, individuata in foto ben visibile il 28 febbraio a volto scoperto mentre indossa una felpa blu con cappuccio, uno zaino non ben identificabile con attaccato casco aperto di colore presumibilmente blu viola. Sono gli stessi oggetti indossati da persona anche questa nei pressi area archeologica alle 14:50, nell’atto di lanciare una pietra. E sembrerebbero gli stessi jeans, per un taglio su gamba sinistra a forma di saetta su una foto, mentre sull’altra pare un semplice taglio.
Si tratta di non sufficienti indizi.

Parisio invece è l’unico a non avere commesso alcuna violenza. Fotografato in mezzo ai manifestanti inoltre verso le ore 16:30, a manifestazione ampiamente finita, non gli si può meno che  mai attribuire concorso, e per quanto riguarda il foglio a lui sequestrato UN MESE E MEZZO dopo il 3 luglio, con perquisizione del 18 agosto, mi allineo ai miei colleghi nel ritenere del tutto superficiali le frasi, qualcuna un po’ balorda, di quello che secondo la Procura dovrebbe essere una mappa preordinata dettagliata a delinquere, soprattutto esposte A FATTI AMPIAMENTE avvenuti e non certo com’era scritto in quello scritto.
Chiedo quindi l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

AVV. STRAINO difesa Anicot

Straino

Molto brevemente, mi allineo alle conclusioni dei miei colleghi, rilevando anche  per la mia assistita, la mancanza di PROVE CERTE, dal riconoscimento all’evento ai danni e lesioni smontate già dai tecnici della difesa.

PAUSA, con una BRUTTA NOTIZIA. Notificata a Lucio, Graziano e Francesco (detenuti da giugno 2014) l’accusa di TERRORISMO. Gli avvocati hanno solo la notifica, quindi mancano i dettagli, ma quello che si sa basta a far nascere il SOSPETTO che questa mossa della Procura di Torino non sia casuale, come scelta dei tempi, in vista dell’udienza del 17 dicembre (sempre in aula bunker), nella quale ascolteremo le repliche finali (se ci saranno) e poi attenderemo la sentenza. Una giuria popolare può essere influenzata da un nuovo tormentone mediatico che usa questa nuova accusa per influenzare, in qualche modo, l’opinione anche sul processo ormai in chiusura? Provate a leggere l’articolo su La Stampa e, come sempre, giudicate voi!

Segue Irene Russo sostituz. Avv Mondini, ma resto sola… e filmo.

Avv. Melano per GRIECO : una fotografia non è ontologicamente in grado di spiegare tutta la realtà dei fatti.

AvvMelano
L’immagine non è mai figlia della realtà così come appare, l’immagine è figlia dell’uomo …. una foto può creare empatia, o produrre mostri. La verità è qualcosa di più complicato di sapere se uno ha tirato o meno un sasso, la verità in natura non esiste, è la più bella creazione dell’umanità, allora io credo sia il caso di partire dal contesto, per capire cos’è successo prima e dopo quegli scatti. E allora, perché il comportamento del Grieco si svolge in un contesto che non solo influisce ma determina il suo agire, per giudicare dovete comprendere e conoscere quel contesto. Il 3 luglio l’imputato partecipa alla manifestazione popolare per denunciare non solo l’ingiustizia, ma per ribadire la sua contrarietà al TAV “ritenendolo una grande opera inutile con impatto ambientale devastante che sarebbe solo una speculazione, in un periodo di crisi economica in cui sono previsti grandi tagli” è una citazione delle sue stesse parole.
Questa è una storia moderna, che riguarda gli effetti della globalizzazione in un ambiente di montagna. E’ la storia di un popolo, come ha affermato di recente il regista Gaglianone con il film “QUI”, in conflitto tra “grande opera e benessere del territorio”. La narrazione di un popolo al quale il potere non ha lasciato altra scelta…. in un totale assenza di dialogo.
“Un’umanità che ha una natura mite, costretta a confrontarsi con la violenza dell’autorità” (…).

Cita poi alcuni passaggi del prof. Revelli, che “ha studiato in lungo e in largo il movimento No Tav”, attenzionato in tutto il mondo, secondo l’avv. Melano.

(non è stato possibile trascrivere tutta l’udienza perché dopo la pausa sono rimasta da sola e ho proseguito con il filmato)

L’udienza finisce molto tardi. Ma quella strana luce ogni tanto entra ancora. Sarà l’effetto delle ultime udienze, dopo mesi di accuse ora om quell’aula sembra entrare un’altra versione, e per me, dopo mesi di buio è come un raggio di luce, che fa ben sperare.

Simonetta Zandiri   – Maria Eleonora Forno

 

 

 

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