Mentre il PD plaude allo Sblocca Italia che autorizza altri 12 inceneritori (uno in Piemonte) e li blinda come “siti di interesse strategico nazionale”, dalla mappa dei “roghi” che nelle ultime settimane hanno mandato in fumo tonnellate di rifiuti in impianti di stoccaggio o trattamento differenziato, svaniscono i 7 incendi del Piemonte. Il “sistema rifiuti sabaudo”, se non se ne parla, non esiste?

Succede. Sarà il caldo, sarà la fretta di mettere insieme i pezzi di quel che resta dei cumuli di ceneri residue dei tanti roghi che aumentano la temperatura già rovente dello stivale italico, ed ecco che l’articolo su Il Fatto Quotidiano (a firma Giorgio Meletti) fissa a quota 18 gli anomali incendi (spesso di natura dolosa) che hanno colpito impianti di riciclaggio e depositi temporanei, omettendo completamente i 7 roghi avvenuti in pochi mesi tra le aziende del Piemonte.

Sette incendi dei quali ci siamo occupati con questo articolo pubblicato il 21 luglio su TGMaddalena, senza definire le vicende una “guerra dei rifiuti” ma limitandoci a segnalare una terra dei fuochi anche nel nord ovest, in una regione in cui da anni un certo ambientalismo (no inceneritore, rifiuti zero, etc) è da tempo tema privilegiato delle battaglie del Movimento 5 Stelle.

FuocoCartina1Ed è proprio un deputato pentastellato, Stefano Vignaroli, ( qui il suo profilo FB) vice presidente della Commissione d’inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti, che annuncia il suo impegno a portare all’attenzione della commissione un dossier su 18 incendi con una mappa che ne mostra la diffusione e dalla quale salta all’occhio l’omissione totale dei 7 incendi avvenuti in Piemonte negli ultimi mesi, mappa ripresa da Giorgio Meletti nell’articolo pubblicato sull’edizione on line de Il Fatto Quotidiano il 13 agosto.

#Laguerradeirifiuti si scatena in tutte le regioni ma in Piemonte va tutto bene? Forse sarebbe passata così, la notizia, se non fosse stato per l’intervento di Daniela Allotta, un’attenta residente di Beinasco (comune della provincia di Torino che subisce la prossimità dell’inceneritore del Gerbido) che, accortasi dell’omissione, ha prontamente segnalato tramite Facebook al deputato pentastellato l’articolo su TGMaddalena (e la nota sul suo profilo FB ), ottenendo in poche ore la modifica del post sul blog di Beppe Grillo  mentre resta invariato e fermo a quota 18 l’articolo sull’edizione on line del Fatto Quotidiano (forse modificato nell’edizione cartacea).
Evidentemente altri lettori hanno segnalato omissioni, perché nella notte tra il 13 ed il 14 agosto gli impianti di riciclo a fuoco in pochi mesi da 18 diventano 19, e bisognerà attendere la tarda mattinata del 14 agosto perché vengano aggiunti anche i 7 roghi piemontesi nel post sul blog di Grillo e, presumibilmente, nell’articolo su Il Fatto Quotidiano a pag.9, il 14 agosto, come mostrato dalla “Cittadina” Laura Castelli sulla sua pagina Facebook, perché “quando hai le mani pulite vai in fondo alle cose come facciamo noi.”…

I roghi anomali ai centri di smaltimento rifiuti di Torino e dintorni arrivano fino a Roma…più precisamente in…

Posted by Laura Castelli – Cittadina in Parlamento on Venerdì 14 agosto 2015

In realtà quel “facciamo noi” fermo a quota 18 e senza una sola parola sul Piemonte resta qualcosa da chiarire. Difficile pensare che quei roghi siano sfuggiti agli eletti del Movimento Cinque Stelle tra Comune, Regione e Città Metropolitana, tanto più che Vittorio Bertola, consigliere comunale, aveva prontamente risposto ad un tag di Daniela Allotta. spiegando, il 21 luglio, che “aveva già chiesto dopo il secondo incendio nella provincia di Torino gli era stato risposto che erano tutti assolutamente accidentali”.

Daniela_Rifiuti2

Un semplice cortocircuito nell’informazione, probabilmente dovuto all’imminente vacanza, certo è strano che una notizia che gira dal 21 luglio non arrivi al vice presidente della commissione che sta preparando proprio un dossier su casi simili, così come è strano che il giornalista che firma l’articolo su Il Fatto Quotidiano non si prenda la briga di fare una semplice ricerca in rete per verificare altri casi anomali.
Va precisato che il primo a parlare di “guerra dei rifiuti” è stato Il Sole 24 ore, con un articolo pubblicato l’8 giugno sui roghi negli impianti di trattamento dei rifiuti nel Lazio, nel padovano e a Parma. Sul sito Linkiesta.it
è datato maggio, invece, l’articolo che evidenzia la catena di incendi e guasti tra aziende produttrici che sta facendo crollare la quantità di plastica in Europa e, come conseguenza, aumentare i prezzi da 1.100 euro a tonnellata a 1.600 euro, con un + 35%.

Ma torniamo al grande assente, il Piemonte. Per cercare di capire l’origine dell’omissione, mi rivolgo direttamente ai referenti locali del M5S. Ad una mia domanda diretta il consigliere Vittorio Bertola risponde che aveva lasciato “un commento sul post del M5s Parlamento segnalando i nostri roghi” e chiedendo di contattarlo, ma non ha avuto evidentemente la giusta considerazione. Chiedo, tra gli altri, anche a Giorgio Bertola, oggi consigliere regionale, prima nello staff del Movimento e da sempre referente per le tematiche dei rifiuti (No inceneritore, Rifiuti Zero), che risponde di avere segnalato la questione piemontese a Vignaroli “in una chat nazionale tematica”, ed ha aggiunto in un post sulla sua pagina Facebook gli incendi piemontesi mancanti dal blog di Grillo, nel pomeriggio del 12 agosto

Inevitabile pensare che ci sia una strategia ben precisa dietro a questi incendi, specialmente dopo l’approvazione del…

Posted by Giorgio Bertola Consigliere regionale on Mercoledì 12 agosto 2015

Quindi parrebbe che le informazioni siano partite dal Piemonte ma non siano arrivate con la giusta considerazione al vice presidente della Commissione che si occupa proprio del tema, come mai? E’ così difficile affrontare il “Sistema Rifiuti” piemontese? Seguendo sin dai suoi esordi le attività del gruppo piemontese no-inceneritore , dalle discussioni nella mailing list pubblica “Rifiuti Zero” (specifico pubblica perché pare ce ne sia una più ristretta) non trovo molte risposte alle sollecitazioni che sempre Daniela Allotta porta avanti preoccupata per l’escalation di roghi tra le aziende che si occupano di smaltimento o stoccaggio, i suoi interventi sembrano quella voce contraria, isolata dal coro che a luglio discuteva animatamente sulla costituzione di un’associazione “Zero Waste Piemonte” e di recente sembra concentrato, giustamente, sullo schema di decreto applicativo dell’art.35 dello “Sblocca Italia”, che prevede 12 nuovi inceneritori (che si aggiungono ai 42 in funzione e ai sei già autorizzati ma in via di costruzione) , dei quali almeno uno in Piemonte.

Non è impossibile, dunque, ma sembra decisamente difficile affrontare l’argomento malaffare rifiuti se si esce da certi binari che l’ambientalismo sabaudo in qualche modo suggerisce, indica, evidenzia nelle proprie campagne, talvolta lasciando sorgere punti interrogativi che non trovano risposte, come successo nel chivassese dove proprio in questi giorni sembra tornato al centro dell’attenzione il problema dello smarino del TAV (per ora quello del Terzo Valico, in attesa di quello della Valsusa – qui il comunicato del M5S Gruppo Consiliare Città Metropolitana Torino ), mentre ben poco clamore ha accompagnato quello della seconda canna del Frejus, così come sono state molto tiepide le reazioni all’arrivo del nerofumo dell’area ex-Sisas del Pioltello sempre nelle discariche del chivassese.  Ed è proprio a Chivasso che sembra esserci una partita aperta nodale nel “sistema rifiuti” sabaudo, dove chi svela discussioni tra ambientalisti si ritrova sotto processo , come successo a Lucia Pascalis  a seguito di una denuncia (nel 2013) verso ignoti ad opera del consigliere chivassese del M5S Marco Marocco, oggi in Città Metropolitana, dell’ambientalista/giornalista Piero Meaglia e di Stefano Maule (M5S), per una presunta “violazione della corrispondenza” (art. 617 c.p,)e, addirittura, per il reato di Ricettazione (art.648 c.p. ) e chi affronta in modo critico la questione del raddoppio del Frejus si ritrova, come la sottoscritta, convocata in Procura per la denuncia/esposto fatto da un noto NO TAV, per diffamazione, per un articolo pubblicato da Repubblica nell’estate del 2013.

Sempre a Chivasso risale al 14 ottobre del 2014 un incendio di vaste dimensioni nella discarica di rifiuti speciali di SMC, società del gruppo WASTE ITALIA (controllata da Kinexia), su Repubblica precisano che “Le fiamme sono probabilmente partite dall’impianto di lavorazione degli pneumatici e hanno avvolto due magazzini: uno utilizzato da deposito gomme; l’altro con bombole di acetilene. Al lavoro da diverse ore ci sono una ventina di squadre dei vigili del fuoco.” E’ su Il Fatto Quotidiano e non su Repubblica che troviamo maggiori dettagli, scoprendo così che ad andare in fumo sono state 80 tonnellate di gomme e che venti giorni prima dell’incendio il gruppo che fa capo a Colucci aveva vinto una gara per il trattamento pneumatici per tutta la Regione Piemonte… Coincidenze?
Il 29 maggio del 2015 il rappresentante legale di SMC chiede formalmente una modifica “non sostanziale” per il trattamento di rifiuti “non pericolosi”, a seguito dell’incendio di ottobre. Il dott. Roberto Maggio adempie correttamente alla normativa in materia dichiarando di non essere sottoposto a procedimenti legali, etc etc, ma è qui che il gioco delle scatole cinesi si rivela nella sua più evidente utilità, perché se il rappresentante legale non ha carichi pendenti lo stesso non si può dire per il Presidente della SMC, Giuseppe
Chirico
, coinvolto nell’inchiesta della procura di Milano sulla discarica di Pioltello per aver smaltito illecitamente oltre 80mila tonnellate di rifiuti.
Waste Italia, controllato da Kinexia, della famiglia Colucci, in rapida ascesa nel settore dei rifiuti dopo aver acquistato nel 2008 la Schiapparelli (farmaceutica già quotata in borsa) tramite Allea SPA ed averla trasformata [ vendendo il brand Schiapparelli nel 2010 ] in qualcosa di apparentemente “green”, ha acquistato la savonese GEOTEA nel dicembre 2014 , una società controllata da holding con sede nel paradiso fiscale del Lussemburgo, [ Qui approfondimento sul sito La Casa della Legalità ]  insieme alla Daneco (sempre di proprietà della famiglia Colucci) ha forti prospettive di crescita, soprattutto dopo la  riforma delle utility, che obbliga gli enti locali a cedere ai privati il controllo delle società miste di gestione dell’acqua, dei rifiuti e del trasporto locale su gomma. «Finora il pubblico occupava l’85% del mercato e i privati dovevano competere per spartirsi la fetta rimanente, ma con la nuova legge la quota pubblica dovrà scendere sotto il 40per cento entro il 2013 e sotto il 30 per cento entro il 2015», ragiona Colucci. E’ chiaro che questa fetta aggiuntiva “scatenerà una rivoluzione nel business dei servizi locali,attirando i colossi europei, in parte già attivi sul mercato italiano, finora poco liberalizzato“.
E la famiglia Colucci, quando si parla di “polo privato” nel settore dello “smaltimento ambientale”, è sempre un passo avanti.

Acqua, Rifiuti e trasporto locale su gomma: se il pubblico occupava l’85% del mercato e deve scendere sotto il 30% entro il 2015 la vera “guerra” si gioca per il rimanente 55%.

Quello che forse resta da chiarire è come questa “rivoluzione” stia prendendo forma, nel territorio italiano e in quello piemontese, dove di rifiuti si può parlare solo limitandosi a teorizzare ipotetici scenari a “rifiuti zero” che coinvolgono il settore della raccolta urbana ma a toccare l’argomento dei rifiuti speciali, tossico-nocivi o delle scorie nucleari si rischia davvero di “bruciarsi”, perché i ruoli di ambientalisti e oppositori talvolta sfumano con strane vicinanze a ruoli politici o imprenditoriali in evidente conflitto di interessi, come succede a Chivasso e in territori limitrofi, ma è un capitolo a parte che approfondiremo nelle prossime puntate.
Stay tuned.

Simonetta Zandiri – TGMaddalena.it

Attenzione, aggiornamenti con altri incendi e ritrovamenti di siti di stoccaggio abusivo di rifiuti anche tossico-nocivi nel torinese, agosto 2015

 

 

This article has 6 comments

  1. salve, solo per segnalare che già intorno al 20 luglio alcuni consiglieri comunali collegnesi (o attivisti) avevano pubblicato una lista di incendi, e in questi giorni anch’essi hanno segnalato via social e via web la mancanza a tutti i blog o giornali che ne hanno trattato argomento subito dopo la pubblicazione, insieme alle persone da Lei citate. grazie in ogni caso per le informazioni e la complettezza, mi sembrava correttto comunicarglielo. Ludovica

    (non so se la mail è funzianante perchè non la uso quasi mai)

  2. Ricordiamo che le cave della fam. Fantini lavorano a pieno ritmo, per accogliere SMARINI VARI, tra l’indifferenza degli ambientalisti OBSOLETI, più propensi a denunciare e portare in tribunale chi non è allineato sulle loro NONposizioni. Cogefa/Trama si cita malvolentieri chissà perchè? Gli “ambientalisti dell’epoca” ora siedono in consiglio comunale, la sig. Memmo addirittura è ASSESSORA all’AMBIENTE perchè dice nulla a proposito di che viene portatto a Torrazza? Il sig CORNA è consigliere di maggioranza e pure lui TACE…
    “il giornalista/ambientalista/immobiliarista” Meaglia che boicotto la serata Nosmarino del 2013 dalle colonne del “protogiornale” La Voce del Canavese tira in ballo per l’ennesima volta il problema espropri dei terreni per le cave e la costruzione del collegamento ferroviario per trasportare lo SMARINO, ma èperchè non fa notare chi sono i proprietari dei terreni che saranno espropriati? Non è che per caso siano persone immischiate con il business della movimentazione terra e con la politica torrazzese? Il dubbio (solo dubbio?) è forte… ma taciamo che se si dice qualcosa che non piace a lor signori si può essere denunciati…portati in tribunale dai PRESUNTI AMBIENTALIST/POLITICANTI/GIORNALISTI nonchè immobiliaristi.
    Triste VERITA’
    p.s
    Promemoria ricordiamo che l’AVVOCATA che difende il sig. Meaglia nel processo contro Lucia Pascalis è una ex politicante dell’IDV, tal BUGNANO…una bella ammucchiata politica…
    a me viene solo il voltastomaco…e tanta nausea

  3. QUESTA LETTERA L’HO SCRITTA TEMPO FA, Ma OGGI E’ ANCORA PIU’ VALIDA DI ALLORA
    “Lettera aperta ai giornali e agli ambientalisti.
    (con preghiera di pubblicazione)

    Sono un abitante di Torrazza Piemonte, piccolo Comune della Provincia di Torino ai confini con la provincia di Vercelli.

    Il territorio Torrazzese da anni è messo a dura prova da scempi ambientali, prima da una immensa discarica di rifiuti Tossico-Nocivi (costruita alla fine anni settanta e attiva ancora oggi, il prossimo anno verrà, raddoppiata), poi dal deposito di scorie radioattive di Saluggia (dista a pochissimi km di distanza), poi da una centrale a biomasse, ed ora , ciliegina sulla torta, dall’arrivo dello Smarino dei cantieri della Valsusa, sia quello della II canna del Frejus che quello del TAV.

    Nella zona stanno succedendo strane cose, gran parlare della centrale Biomasse, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ma silenzio sullo Smarino. Solo una Assemblea pubblica lo scorso 21 maggio (assemblea che portava, a conoscenza, i cittadini di Torrazza Piemonte, non solo dell’arrivo dello Smarino nella cava Cogefa, ma che ci sarebbero stati espropri di terreni per la costruzione di uno svincolo ferroviario per favorire il trasporto del materiale) All’assemblea parteciparono esperti NoTav, ambientalisti, studiosi e avvocati.

    Nella zona agiscono oltre Legambiente e Pro Natura, ci sono il Cat-Coordinamento Ambientalista Torrazzese e il Mac-Movimento Ambientalista Chivassese.

    Pro Natura di Chivasso nella persona del portavoce Piero Meaglia cercarono di boicottare la serata, come fecero una parte di aderenti al Cat (tanto che si divisero e il Cat fu decimato, ma continua la suo attività) , Legambiente non era tra i promotori.

    Come cittadino chiedo, attraverso le Vostre testate, agli esponenti delle Associazioni Ambientaliste, Legambiente (Massimiliano Tantillo),Pro Natura (Piero Meaglia- Emilio Delmastro), Mac (Marco Marocco) e Cat (Michelangelo Bocchio) di chiarire la loro posizione a proposito della problematica dello Smarino.

    Le domande sono semplici e nette :

    1) Siete a favore o contro l’arrivo dello Smarino nelle cave Trama/Cogefa di Torrazza?

    2) Si può essere NoSmarino, ma nello stesso tempo SiTav?

    3) Avete in programma attività di sensibilizzazione sul territori? (la gente è a dir poco male informata e molto confusa)

    Una domanda ai giornalisti o forse un semplice consiglio perché sui vostri giornali non dedicate un piccolo spazio per interviste ai “protagonisti” della vicenda? Oltre le Associazioni sopra citate, ai politici della zona e in particolare al Sig Fantini che è il titolare della Società che accoglierà lo Smarino?

    I cittadini non sanno le posizioni dei vari protagonisti della vicenda.

    Due ultime cose, sul territorio agisce una associazione che ha sempre avuto una posizione forte e chiara è Restiamo Sani di Montanaro, da sempre contraria all’arrivo dello Smarino e alla costruzione del Tav.

    Io sono contrarissimo alla costruzione del Tav che ritengo un’opera inutile e devastante, ma non faccio parte del cosidetto Movimento NoTav, non sono iscritto ad Associazioni e a partiti,quindi sto parlando a titolo puramente personale

    Simone Capula – Individuo”

  4. E’ di 3 giorni fa (19 agosto) questa petizione: https://www.change.org/p/al-presidente-della-regione-piemonte-sergio-chiamparino-i-sottoscritti-elettori-con-il-patrocinio-dell-associazione-medici-per-l-ambiente-isde-italia-chiedono-al-presidente-della-regione-piemonte-di?just_created=true

    Punto 1: 1-SI CHIEDE ALLA REGIONE PIEMONTE DI ESPRIMERE PARERE CONTRARIO ALLO SCHEMA DI DECRETO ATTUATIVO AI SENSI DELL’ART. 35, COMMA 1, DEL D.L. N. 133/2014, DETTO “SBLOCCA ITALIA”, che chiede alla nostra Regione di AUMENTARE di ulteriori 140.000 tonnellate all’anno la quantità di rifiuti bruciati, che si sommerebbero alle 420.000 t/a di rifiuti che l’inceneritore del Gerbido di Torino sta già bruciando.

    Punto 2: SI CHIEDE ALLA REGIONE PIEMONTE DI PRENDERE IMMEDIATI PROVVEDIMENTI RISPETTO AI ROGHI CHE SI STANNO VERIFICANDO NELLA NOSTRA REGIONE, sia in impianti che trattano rifiuti che roghi sempre più frequenti in varie zone della città.

    Le dichiarazioni di Chiamparino sono riportate su un articolo su Lo Spiffero, dal quale si evince che parrebbe esserci l’intenzione di incrementare le “POTENZIALITA'” (distruttive, direi io) dell’impianto del Cementificio BUZZI di Robilante, in provincia di CUNEO

    “La nostra priorità – spiega allo Spiffero – è quella di ridurre la produzione a monte, portando la raccolta differenziata sul territorio regionale dall’attuale 52% al 65%, come peraltro ci impongono gli standard europei”. Al massimo, continua l’esponente del governo piemontese, è ipotizzabile un incremento della potenzialità dell’impianto esistente e del cementificio Buzzi di Robilante, in provincia di Cuneo, che, sin dagli anni ’80, recupera rifiuti nel ciclo di produzione, e dove è possibile integrarne la funzione.” ( Fonte: http://www.lospiffero.com/sottoscala/inceneritore-la-regione-stoppa-iren-23175.html )

    Incredibile ennesima omissione del problema dell’incenerimento dei rifiuti nei CEMENTIFICI, suggerisco di informarsi con qualche ricerca on line, qui un video di un recente intervento del dott. Giuseppe Miserotti sulla questione, visto che si tende sempre ad omettere il discorso relativo ai rifiuti speciali / industriali….

    https://youtu.be/JSjwoUic6Nk?t=40m36s

    Suggerisco inoltre qualche ricerca per capire la dimensione di aziende come la Buzzi-Unicem, ed i personaggi estremamente potenti che si trovano all’interno del suo CdA, coe Gianfelice Rocca…. https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfelice_Rocca
    “Da maggio 2004 a maggio 2012 è stato vicepresidente di Confindustria con delega all’istruzione Attualmente è membro del Consiglio direttivo di EIT, l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia , e del Comitato Scientifico della Fondazione Politecnico di Milano. Da novembre 2014 è membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università commerciale Luigi Bocconi. In Italia, inoltre, fa parte dei board di Allianz SpA, Brembo SpA, Buzzi Unicem SpA. A livello internazionale è membro della Trilateral Commission , dell’European Advisory Board della Harvard Business School, del Comitato Esecutivo di Aspen Institute e dell’Advisory Board di Allianz Group.

    Nel 2015 viene invitato al meeting del gruppo Bilderberg(http://www.bilderbergmeetings.org/participants2015.html
    Ricordiamo che si tratta di un regalo del fu ministro Clini, nel 2013 : http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/17/ambiente-clini-libera-tutti-governo-fa-regalo-a-chi-inquina/503117/

    Infine, una nota di colore: il governo che voleva abolire le Province – e il premier che vuole abolirle se gli italiani lo voteranno – ha deciso che il soggetto a cui fa capo il rilascio della nuova Aua saranno… le Province. L’attivismo di fine mandato di Clini, peraltro, non si limita alla deregulation ambientale per le Pmi, ma include un controverso decreto che permetterà ai cementifici di bruciare nei loro impianti il cosiddetto Css (combustibili solidi secondari). Il dl ha avuto il parere contrario della commissione Ambiente della Camera, ma il ministro ha già annunciato che questo non sarà sufficiente a fermarlo: quel parere non è vincolante. La curiosa motivazione dei tecnici del ministero è che molti cementifici già bruciano il petcoke, che è molto più inquinante del Css, quindi con le nuove regole ci sarebbe un miglioramento delle emissioni in atmosfera. Ora, a parte l’idea che il problema dei rifiuti si risolve solo con la combustione, c’è il fatto che bruciando Css i cementifici inquinano assai di più rispetto ai “normali” inceneritori e possono per di più farlo a norma di legge, visto che hanno limiti di emissione più alti.

    Infine una notizia che dovrebbe toglierci ulteriori dubbi, è proprio di oggi, “Noe, esautorato dal comando il capitano Ultimo. Coordinava indagini su mafia, politica e coop” http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/21/noe-esautorato-dal-comando-il-capitano-ultimo-coordinava-indagini-su-mafia-politica-e-coop/1972454/

  5. Il sindaco di Torrazza Piemonte il FINANZIERE Massimo Rozzino,ha annunciato che a Torrazza non arriverà lo Smarino del terzo valico.Chiaramente l’ha fatto attraverso i bollettini pennivendoli e non in una assemblea informativa alla popolazione. Si continua a parlare di tutto ciò che sta attorno alle cave della fam.Fantini ma mai delle cave Trama dove arriva o arriverà li Smarino del Frejus e del Tav Valsusino. La cosa che addolora e fa rabbia é il silenzio assordante degli ambientalisti locali gli stessi che boicottarono la serata Nosmarino…ora si inizierà la costruzione dello svincolo ferroviario pro Fam.Fantini quindi bisogna tacere il business é business…

  6. Gli ambientalisti OBSOLETI Corna e Memmo ora siedono in consiglio comunale La Sig. Memmo è assessora all’ambiente pissibile abbia nulla da comunicare alla popolazione? E i grillini? E la lista di Castenetto? Quali sono le posizioni dei partiti? La popolazione non lo sa…pare non debba saperlo…chissà perché,